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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA
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Supplemento settimanale del martedi' de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 96 del 21 agosto 2007
In questo numero:
1. Peppe Sini: L'alternativa
2. Domenico Jervolino: Per lo sviluppo umano e civile
3. Un'intervista a Osvaldo Ercoli
4. Adriana Bottini: Due notizie
5. Umberto Cinalli: La diminuzione dei voli e' l'unica scelta possibile e saggia
6. Maria D'Asaro: Sulla necessita' di ridurre il traffico aereo
7. Pupa Garribba: A proposito dell'aeroporto di Viterbo
8. Giovanni Mandorino: Una indispensabile consapevolezza
9. Elena Monguzzi: Un contributo di solidarieta'
10. Eugenio Scardaccione: Per il no al terzo polo aeroportuale laziale
11. Per contattare il comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo
1. EDITORIALE. PEPPE SINI: L'ALTERNATIVA
Non fare il male, e' gia' un'opposizione al male.
Opporsi al male, e' gia' l'alternativa al male.
Chiamiamo nonviolenza l'opposizione ad ogni violenza e ad ogni menzogna.
Chiamiamo nonviolenza il principio responsabilita' in azione.
Chiamiamo nonviolenza l'atto di rivolgimento amoroso che si prende cura della
vita e dei diritti di ogni altro che incontri.
Vi e' una sola umanita'. Ed abbiamo una sola Terra su cui vivere insieme.
2. SOLIDARIETA'. DOMENICO JERVOLINO: PER LO SVILUPPO UMANO E CIVILE
[Ringraziamo Domenico Jervolino (per contatti: djervol@tin.it) per questo
intervento.
Domenico Jervolino, nato a Sorrento nel 1946, discepolo di Pietro Piovani,
studioso ed amico di Paul Ricoeur e Hans Georg Gadamer, due fra i maggiori
filosofi del Novecento, insegna ermeneutica e filosofia del linguaggio all'Universita'
di Napoli Federico II. Fa parte degli organismi dirigenti dell'Associazione
internazionale per la Filosofia della Liberazione (Afyl) e della International
Gramsci Society (Igs). E' stato recentemente eletto membro della Consulta
filosofica italiana (organismo rappresantivo della comunita' scientifica nel
campo degli studi filosofici). Nell'ambito dell'impegno politico e nelle
istituzioni e' stato consigliere regionale della Campania dal 1979 al 1987 e
membro della presidenza del Consiglio regionale. E' stato anche nel corso degli
anni tra i promotori del movimento dei Cristiani per il socialismo, dirigente
delle Acli e della Cisl Universita', membro della direzione nazionale della Lega
delle Autonomie Locali e della segreteria nazionale di Democrazia Proletaria di
cui e' stato a lungo responsabile nazionale cultura e scuola. In Rifondazione
Comunista e' attualmente membro del Comitato politico nazionale e responsabile
nazionale Universita'. Assessore all'educazione del Comune di Napoli dal marzo
2000 al marzo 2001. E' autore, nel campo degli studi filosofici, dei volumi: Il
cogito e l'ermeneutica. La questione del soggetto in Ricoeur, Procaccini, Napoli
1984, Marietti, Genova 1993 (tradotto in inglese presso Kluwer nel 1990); Pierre
Thevenaz e la filosofia senza assoluto, Athena, Napoli 1984; Logica del concreto
ed ermeneutica della vita morale. Newman, Blondel, Piovani, Morano, Napoli 1994;
Ricoeur. L'amore difficile, Studium, Roma 1995; Le parole della prassi. Saggi di
ermeneutica, Citta' del sole, Napoli 1996 (in una collana dell'Istituto italiano
per gli studi filosofici); Paul Ricoeur. Une hermeneutique de la condition
humaine, Ellypses, Paris 2002; Introduzione a Ricoeur, Morcelliana, Brescia
2003. Ha curato e introdotto l'antologia ricoeuriana Filosofia e linguaggio,
Guerini, Milano 1994, e una scelta di scritti di Ricoeur sulla traduzione: La
traduzione. Una scelta etica, Morcelliana, Brescia 2001. Ha curato, inoltre, i
volumi: Filosofia e liberazione, Capone, Lecce 1992 (con G. Cantillo); e
Fenomenologia e filosofia del linguaggio, Loffredo, Napoli 1996 (con R. Pititto);
L'eredita' filosofica di Jan Patocka, Cuen, Napoli 2000. Ha partecipato ai
principali volumi collettivi pubblicati su Ricoeur negli ultimi anni in Francia,
Spagna, Inghilterra e Stati Uniti e continua, attualmente, i suoi studi,
lavorando in particolare sull'opera di Jan Patocka e sugli sviluppi della
fenomenologia di lingua francese nonche' sul raporto ermeneutica-traduzione.
Complessivamente i suoi saggi e articoli di filosofia sono circa ottanta in
italiano o tradotti in sette lingue straniere. Nel campo della saggistica
politica e' autore dei volumi: Questione cattolica e politica di classe,
Rosenberg & Sellier, Torino 1969; Neoconservatorismo e sinistra alternativa,
Athena, Napoli 1985; e di una vasta produzione pubblicistica. Collabora a
numerose riviste italiane e straniere, tra cui "Concordia" di Aachen, "Actuel
Marx" di Parigi, "Filosofia e teologia" e "Studium" di Roma, "Segni e
comprensione" di Lecce; dirige la rivista "Alternative" di Roma. E' condirettore
della rivista "Il tetto" di Napoli, di cui fa parte da circa trent'anni]
Aderisco volentieri alla vostra iniziativa, anche se non ho competenze
specifiche per un intervento in merito.
Come cittadino sono preoccupato per qualsiasi opera che non tenga conto
dell'impatto ambientale e dell'esigenza di assumere come priorita' la
sostenibilita' ecologica, oltre che il consenso delle popolazioni interessate.
Questi principi dovrebbero essere alla base di un approccio ai problemi dei
trasporti, del turismo, dell'assetto del territorio da affrontare non secondo
pure logiche di efficienza ma col metodo della programmazione democratica che
resta, a mio avviso, ancora il riferimento piu' valido e che e' l'unico che puo'
assicurare lo sviluppo integrale (non solo economico, ma anche umano e civile)
di un territorio e dei suoi abitanti...
Auspico una mobilitazione e un coinvolgimento nel vostro movimento di energie
intellettuali portatrici di saperi specifici che sappiano costruire soluzioni e
progetti alternativi, in modo da far si' che i movimenti di base si
caratterizzino anche per la loro capacita' propositiva.
3. RIFLESSIONE. UN'INTERVISTA A OSVALDO ERCOLI
[Ringraziamo Osvaldo Ercoli (per contatti: osvaldo.ercoli@fastwebnet.it) per
averci concesso la seguente intervista.
Osvaldo Ercoli, gia' professore amatissimo da generazioni di allievi, gia'
consigliere comunale e provinciale, impegnato nel volontariato, nella difesa
dell'ambiente, per la pace e i diritti di tutti, e' per unanime consenso nel
viterbese una delle piu' prestigiose autorita' morali. Il suo rigore etico e la
sua limpida generosita' a Viterbo sono proverbiali. E' tra gli animatori del
comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per una riduzione
del trasporto aereo]
- Redazione di "Coi piedi per terra": Professor Ercoli, lei a Viterbo e'
considerato un'autorita' morale, sia per la sua lunga esperienza di
apprezzatissimo professore, sia per il rigore dimostrato negli anni in cui ha
servito la comunita' come consigliere comunale e provinciale, sia perche' il suo
impegno civile per l'ambiente, i diritti umani, la solidarieta', la legalita',
e' a tutti noto. Adesso e' impegnato in questo comitato che si oppone al nuovo
aeroporto e chiede la riduzione del trasporto aereo. In questa nuova iniziativa
lei porta la sua grande autorevolezza; perche' ha deciso di impegnarsi anche in
questa lotta?
- Osvaldo Ercoli: Opporsi ad un nuovo aeroporto, nella fattispecie a quello di
Viterbo di cui si parla, porta a sostenere automaticamente una riduzione del
traffico aereo e quindi a sostenere e contrapporre al modello di mobilita'
imperante, un modello di mobilita' sostenibile che con troppa superficialita',
incoscienza e presunta onnipotenza, da troppo tempo abbiamo dimenticato ed
abbandonato: un modello di mobilita' sostenibile, cioe' a misura d'uomo,
rispettoso dei diritti umani di tuti gli esseri umani, rispettoso dell'ambiente,
coerente con un modello di sviluppo che preservi la biosfera, riconosca i
diritti degli esseri viventi, migliori o perlomeno non peggiori la qualita'
della vita, e tenga conto anche delle generazioni future, alle quali abbiamo il
dovere di consegnare un pianeta vivibile in cui condurre una vita degna.
*
- I danni per l'ambiente e per la salute provocati dal trasporto aereo sono una
realta'. Puo' riassumerci alcune delle preoccupazioni principali, anche alla
luce della situazione di altre citta' in cui gia' vi sono strutture
aeroportuali, come Ciampino; sia anche alla luce di quella emergenza ambientale
globale che e' il surriscaldamento del clima?
- Osvaldo Ercoli: Le popolazioni delle citta' sede di aeroporti grandi o piccoli
non vivono con serena tranquillita' la loro esistenza, in primo luogo a causa di
quel drammatico inquinamento acustico che e' stato loro imposto dall'alto senza
un preventivo e dovuto confronto democratico fra le parti interessate. Chi vive
nelle zone piu' colpite dal traffico aereo subisce l'imposizione di un ruomore
che toglie riposo, rende difficile parlare, danneggia l'udito. Non solo: al
danno da inquinamento acustico si unisce quello dovuto alle polveri sottili: e'
un fatto reale e drammatico, l'inquinamento dell'aria provoca evidenti danni
alla salute delle persone. La nocivita' del trasporto aereo sugli ecosistemi
locali e sulla salute delle persone che vivono nelle vicinanze di essi e' una
realta' che i fautori del trasporto aereo cercano di nascondere, ma che non puo'
essere nascosta: i cittadini devono sapere. Ed a tutto questo si aggiunge il
pesante contributo del trasporto aereo all'effetto serra, al surriscaldamento
globale del clima...
*
- Quando si parla di danni per l'ambiente e per la salute, tutti sono costretti
a riconoscere che veramente questi danni vi sono, e sono gravi, sia a livello
globale che locale; ma c'e' chi fa finta di niente. Perche' accade questo?
- Osvaldo Ercoli: Chi fa finta di niente ed ignora i danni sulla salute e
sull'ambiente insiti nel trasporto aereo, supposto che sia in buona fede, si
comporta come lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia per non vedere il
pericolo, ma purtroppo il pericolo drammaticamente rimane. Gli aerei sono
responsabili del 10% della emissione globale di CO2 sulla terra, emettono
inoltre ossidi di azoto NOx ed anidride solforosa SO2 che contribuiscono a
produrre le piogge acide. Emissioni tutte che contribuiscono ad alimentare
l'effetto serra e quindi il surriscaldamento del pianeta, dell'atmosfera, e
l'avvelenamento di tutto cio' che e' colpito dalle piogge acide. Si dimentica
con troppa superficialita' che la nostra terra e' finita, ed immersa in un
fluido gassoso (l'aria), mobile e miscibile, in cui l'inquinamento si propaga da
un luogo all'altro con rapidita' e facilita', trasformando l'inquinamento locale
in inquinamento globale.
*
- La grottesca propaganda di taluni fautori dell'opera sostiene che o si fa
l'aeroporto o Viterbo affonda nel baratro. Lei invece da molti anni sostiene la
necessita' dell'impegno per potenziare la ferrovia, per sostenere l'agricoltura
di qualita', per un modello di sviluppo che valorizzi i beni ambientali e
culturali del viterbese. Sarebbe ragionevole fare le cose che lei propone: sono
molto meno costose, non sono dannose per l'ambiente e la salute, si potrebbero
realizzare facilmente, e sarebbero utilissime per creare lavoro sicuro e per
migliorare la qualita' della vita della popolazione dell'Alto Lazio. Perche' non
vengono fatte le cose semplici ed utili che propone lei, e si insiste invece con
progetti inadeguati e pericolosi, in un territorio che gia' paga un prezzo
altissimo alle servitu' energetiche e speculative?
- Osvaldo Ercoli: La realizzazione di un terzo scalo aereo laziale a Viterbo dal
punto di vista economico e dello sviluppo porterebbe con ogni probabilita', data
la vicinanza con Roma e la mancanza d'infrastrutture idonee all'accoglienza,
solo un turismo del tipo "mordi e fuggi" verso la capitale, aggiungendo solo
un'ulteriore servitu' alle tante di cui gia' siamo gravati (servitu'
energetiche, servitu' militari, servitu' speculative - di cui il territorio
dell'Alto Lazio e' gia' assai gravato), facendo certo gli interessi di ristretti
gruppi affaristici e speculativi che ne trarrebbero un egoistico cospicuo
profitto (basti pensare a quanto le compagnie aeree godano di scandalalose
immense sovvenzioni dirette e di altrettanto scandalose gigantesche agevolazioni
e fin esenzioni fiscali da parte degli stati, gli stessi stati che invece
continuamente tolgono risorse ai servizi per l'educazione, l'assistenza, la
sanita'), ma ignorando ogni inevitabile conseguenza negativa per la salute di
tutti e per l'inquinamento dell'ambiente sia locale che globale, e quindi in
realta' danneggiando la collettivita' locale e la famiglia umana nel suo
insieme. Quando mi si chiede perche' non si fanno le cose ragionevoli e
necessarie per l'Alto Lazio: come appunto il potenziamento della ferrovia per
avere finalmente un adeguato collegamento di Viterbo con Orte, con Civitavecchia
e con Roma; come la difesa e valorizzazione dei beni ambientali e culturali di
cui l'Alto Lazio nonostante le tremende aggressioni che ha subito e' tuttora
ricco; come il sostegno all'agricoltura di qualita' che e' uno dei pregi
maggiori della nostra zona; come la promozione di un turismo di qualita';
insomma quelle proposte e quelle iniziative per le quali da pubblico
amministratore mi sono lungamente battuto con proposte concrete e coerenti,
ebbene, credo di dover rispondere che vi sono spesso interessi economici non
trasparenti che agiscono a danno del pubblico bene, favoriti anche da una grave
irresponsabilita', una penosa ignoranza, e talvolta anche qualcosa di peggio in
tanta parte del ceto politico-amministrativo attuale a tutti i livelli: un ceto
politico che spesso sembra non operare al servizio della collettivita', per il
bene delle popolazioni e dei territori amministrati, nel rispetto dei valori di
legalita', solidarieta', giustizia e bene comune, ma secondo altri criteri, al
servizio di pessimi, inconfessabili interessi. Non e' un caso che storicamente
la lotta per l'ambiente e per i diritti fondamentali nel nostro territorio sia
stata anche - e quindi sia tuttora - anche una lotta contro la corruzione e
contro i poteri criminali, per la legalita', la trasparenza amministrativa, la
partecipazione demcoratica, la coscienza civica, la solidarieta'.
*
- Lei e' stato uno stimato pubblico amministratore: perche' gli attuali pubblici
amminstratori locali sembrano essere cosi' distratti o ignoranti o indifferenti
quando devono prendere posizione su questioni cosi' importanti e delicate e
dalle conseguenze cosi' pericolose per i cittadini e il territorio? Perche'
sembra che non capiscano che l'ambiente e la salute sono fondamentali? perche'
sembra che non siano minimamente interessati a uno studio serio delle
conseguenze delle loro decisioni e non siano disponibili a favorire
l'informazione e la partecipazione popolare?
- Osvaldo Ercoli: Purtroppo certi amministratori, almeno quelli che dirigono il
teatrino, non sono ne' distratti ne' ignoranti: ed anzi sono convinti che non si
debba neppure parlare di Valutazione di impatto ambientale (in sigla: VIA), ben
sapendo quante difficolta' incontrerebbe un progetto come quello dell'aeroporto
di Viterbo come terzo polo aeroportuale civile del Lazio se fosse sotoposto a
una rigorosa procedura di VIA, cosi' come prevista dalla legislazione vigente;
decidono quindi - in spregio della logica, della democrazia e del rigoroso
rispetto delle procedure (quindi in spregio dello stesso principio di
precauzione e dello stesso principio di legalita' che dovrebbero essere
applicati nel modo piu' rigoroso e trasparente, come le norme in vigore
esplicitamente richiedono) - di fare prima lo scalo, cercando di far credere
alle comparse del teatrino (e alle vittime delle decisioni) una sciocchezza come
quella secondo cui il benestare dell'Enac (l'Ente nazionale aviazione civile, un
ente peraltro assai discusso) al terzo polo regionale e all'ubicazione del sito
a Viterbo possa praticamente sostituire anche la VIA: quando invece il benestare
dell'Enac non dice molto di piu' del fatto che materialmente gli aerei non
trovano particolari difficolta' fisiche al decollo e all'atterraggio sull'area
individuata a Viterbo. Questi sotterfugi sono puerili, scorretti e persino
grotteschi: e non e' ammissibile che divengano il supporto per decisioni
irresponsabili dalle conseguenze tanto gravi.
*
- Nel suo intervento alla conferenza del 3 agosto lei ha usato un'avvincente
metafora. Ha parlato del pianeta Terra come di un'astronave in cui si stanno
verificando dei gravissimi guasti ed il cui equipaggio non puo' contare
sull'arrivo di una spedizione di soccorso, ma deve essere capace di riparare i
guasti da solo, con l'intelligenza e la lungimiranza necessarie. Questo
equipaggio e' l'intero genere umano, che deve assumere l'impegno alla
responsabilita' e alla solidarieta' anche nei confronti delle generazioni
future. Quali sono le cose piu' necessarie ed urgenti per far cessare tante
guerre, tante devastazioni, tanta barbarie?
- Osvaldo Ercoli: Vorrei innanzitutto ricordare che troppo spesso le grandi
opere che si realizzano senza un democratico confronto con le comunita'
coinvolte non producono sviluppo e progresso umano come sempre promesso prima
della realizzazione, ma solo vantaggi e profitti per pochi, indigenza e regresso
per molti, e danni irreversibili per l'ambiente. Il nostro no all'aeroporto
naturalmente non e' un'opposizione preconcetta ad ogni innovazione, al
contrario: e' la scelta di sostenere le innovazioni a vantaggio dell'umanita' e
rispettose della biosfera, e di opporsi alle "novita'" che provocano disastri
umani ed ambientali. A chi ipnotizzato ripete lo stantio slogan "Ci volete di
nuovo portare a vivere nelle caverne", e' facile e semplice rispondere che noi
non solo non vogliamo "tornare a vivere nelle caverne", ma vogliamo evitare
proprio di essere costretti a ritornarci dall'irresponsabilita' altrui. Vorrei
poi aggiungere che per far cessare guerre, devastazionie barbarie che oggi tutti
ci angosciano, il primo passo e' che le persone di buona volonta' si impegnino
in modo pacifico, democratico, civile, contro le guerre, contro le devastazioni,
contro gli atti di barbarie: occorre l'impegno di tutte le persone, ciascuna
persona puo' fare qualcosa di buono, di utile, di necessario a beneficio dell'umanita'
e della biosfera.
*
- C'e' chi dice che il vostro impegno e' giusto e generoso ma che le vostre
forze sono scarse, e che vi trovate a contrastare grandi interessi e
concentrazioni di potere economico e politico senza scrupoli, e quindi anche se
avete ragione siete destinati alla sconfitta. Ma non e' la stessa cosa che vi
dicevano quando vi opponevate alle centrali nucleari o a mastodontici e
insensati progetti autostradali che avrebbero distrutto rilevantissimi beni
ambientali e culturali? Eppure allora avete vinto voi. Come andra' adesso?
- Osvaldo Ercoli: Come andra' a finire non possiamo saperlo a priori. Ma certo
il fatto che in alcune rilevanti vicende passate l'impegno dei cittadini per
l'ambiente, la salute, la legalita', i diritti umani abbia prevalso su progetti
dissennati e catastrofici e' di incoraggiamento anche per il nostro impegno
attuale. Del resto, la cosa peggiore sarebbe arrendersi al peggio, o lasciarsi
trascinare nel baratro facendo finta di niente. E' stato tante volte ricordato
che finanche un granello di sabbia puo' inceppato potentissime macchine di
distruzione: l'impegno dei cittadini in difesa della verita' e della giustizia
non e' mai inutile.
*
- Voi contate molto sull'informazione, sulla sensibilizzazione della gente,
sulla partecipazione popolare alle decisioni, sul rispetto della legalita' (ad
esempio la corretta esecuzione delle procedure di Valutazione d'impatto
ambientale). Cosa pensate di poter fare nelle prossime settimane per favorire
questo risveglio della consapevolezza e questo esercizio di democrazia?
- Osvaldo Ercoli: Quello che abbiamo gia' iniziato a fare: diffondere
informazione, promuovere sensibilizzazione, incontrare sempre piu' cittadini e
chiedere a tutti di volersi informare sulla base di una documentazione
scientifica rigorosa, di farsi un'idea ciascuno con la propria testa, di voler
partecipare alla discussione di decisioni che poiche' tutti riguardano da tutti
devono essere discusse: la democrazia e' partecipazione consapevole di tutti.
Abbiamo gia' fatto alcune iniziative: la partecipazione alla seduta aperta del
Consiglio provinciale il 30 luglio scorso con la bella relazione della portavoce
del nostro comitato, la dottoressa Antonella Litta, che ha promosso un
vivacissimo dibattito; la conferenza del 3 agosto a Viterbo, cui ha partecipato
anche la dottoressa Marinella Correggia, autrice di libri che sono un punto di
riferimento per la riflessione e il dibattito in tutta Italia; l'apertura di un
sito internet (www.coipiediperterra.org), che ache se e' stato realizzato da
pochi giorni comincia gia' a ricevere molte visite e propone una crescente mole
di qualificata documentazione; la diffusione di un notiziario (questo stesso da
cui vengo intervistato in questo momento); stiamo poi ovviamente raccogliendo,
studiando e producendo documentazione; stiamo predisponendo un appello da
diffondere nel modo piu' ampio e su cui raccogliere adesioni; stiamo preparando
delle conferenze con la partecipazione di autorevoli scienziati. Ci conforta
aver gia' avuto molte dichiarazioni di solidarieta' sia da parte di tanti
cittadini viterbesi, sia da parte di autorevoli personalita' delle istituzioni e
della vita civile italiana (un nome per tutti: quello dell'illustre magistrato
Ferdinando Imposimato, una delle figure piu' autorevoli a livello internazionale
della lotta contro il terrorismo, contro i poteri criminali, contro la
corruzione). Siamo inoltre in contatto con altri comitati analoghi al nostro che
esistono in praticamente tutte le citta' che gia' subiscono i danni del
trasporto aereo o sono minacciate da nuovi impianti aeroportuali. Ma il modo
migliore per favorire la partecipazione democratica e' dare l'esempio: l'esempio
di un impegno al servizio della verita', dei diritti umani di tutti gli esseri
umani, a protezione della biosfera, poiche' questo pianeta e' l'unica casa
comune che abbiamo.
4. RIFLESSIONE. ADRIANA BOTTINI: DUE NOTIZIE
[Ringraziamo Adriana Bottini (per contatti: adrialis@iol.it) per questo
intervento.
Adriana Bottini e' impegnata nel "Comitato Valdimagra per la pace contro la
guerra" ed in numerose iniziative di pace, di solidarieta', per i diritti]
Vorrei accostare due notizie di azioni molto diverse, ma forse no, avvenute in
contemporanea a Londra in questi giorni, che hanno a che fare con gli aeroporti.
Traggo entrambe le notizie dal "Manifesto", di sabato 18 agosto e domenica 19, a
firma di Paolo Gerbaudo e di Daniela Bezzi e Marina Forti.
*
1. Sul luogo dove e' previsto l'ampliamento dell'aeroporto di Heathrow, sotto il
rombo degli aerei che ogni 50 secondi atterrano e decollano, si sta svolgendo un
campeggio di oltre millecinquecento attivisti, appoggiati da gruppi locali di
cittadini (i cui paesi verranno cancellati dall'ampliamento), mobilitati
quest'anno contro il trasporto aereo, responsabile del 13% della produzione
inglese di anidride carbonica.
*
2. Probabilmente in quello stesso aeroporto di Heathrow devono essere sbarcati i
rappresentanti dei villaggi di Lanjigarh, nello stato indiano di Orissa, venuti
a Londra a protestare all'assemblea annuale degli azionisti di Vedanta Resources,
una multinazionale mineraria specializzata nel settore dell'alluminio, che
progetta di estrarre bauxite dalle loro terre e foreste. La loro e' una zona
ricca di biodiversita' (elefanti, leopardi e tigri in liberta', 300 diverse
specie di piante, di cui 50 medicinali) e soprattutto dominata dalla Niyamgiri,
la "montagna regina", "che per secoli nessuno ha osato disboscare - perche' da
lei sgorga il bene piu' prezioso che ci sia, l'acqua... e sono proprio quelle
riserve immense di bauxite a funzionare da spugna, serbatoio perenne di
fertilita' - e il miracolo e' evidente ad ogni estate. Anche nei mesi in cui
l'India muore di sete, la Nayamgiri e' fonte di un'infinita' di cascatelle e
ruscelletti che confluiscono poi nei fiumi Vansadhera e Nagaveli - che la
Vedanta Resources vorrebbe naturalmente dotare di dighe, perche' la raffineria
richiede molta acqua, mega-tonnellate di acqua ed energia".
Per far sentire la loro voce a Londra, i rappresentanti della comunita' dei
Dongria Khond hanno compiuto un viaggio epico: "ore e ore per raggiungere la
piu' vicina cittadina, nel sud dell'Orissa; altrettante per arrivare alll'aeroporto
di Bhubaneshwar; poi il primo volo della loro vita fino a Delhi e infine quello
piu' interminabile e spossante fino a Londra ...".
Ecco un uso giusto e sacrosanto degli aerei e degli aeroporti...
5. RIFLESSIONE. UMBERTO CINALLI: LA DIMINUZIONE DEI VOLI E' L'UNICA SCELTA
POSSIBILE E SAGGIA
[Ringraziamo Umberto Cinalli (per contatti: ) per questo intervento.
Umberto Cinalli, formatore ed educatore interculturale, e' impegnato in vari
centri del viterbese in attivita' in collaborazione con scuole, biblioteche ed
associazioni; collabora alle attivita' del Centro di educazione alla mondialita';
impegnato nell'esperienza dell'Associazione universitaria per la cooperazione
allo sviluppo (Aucs) e nella Legambiente; ha condotto esperienze di solidarieta'
concreta e condivisione di vita in casa-famiglia con persone in situazioni di
difficolta'; e' impegnato nei movimenti ambientalisti, di solidarieta', per la
legalita' e i diritti, e nei "Verdi per la pace" di Viterbo]
Nella discussione politica sull'ipotesi di realizzazione di un aeroporto a
Viterbo per i voli low cost e soprattutto sulla modalita' con la quale questa si
manifesta nelle sedi istituzionali, torno a ravvisare l'approssimazione
interessata e arruffona di parte di quella classe politica che continua a fare
la "ruota di scorta" dei poteri forti di questa citta'.
L'altra parte, quella scettica o contraria, rimane fuori, quasi derisa ed
additata come retrograda, conservatrice, ostacolo allo sviluppo della citta' e
del territorio.
Molti pagano dazio a questa grande onda propagandistica che vuole e vede
l'aeroporto come unica soluzione per i mali cronici di questa citta' come se
questi non fossero il frutto di quella stessa approssimazione, di quella stessa
spartizione interessata delle risorse che ha prevaricato la crescita sociale a
favore dei privilegi di poche categorie economiche, in primo luogo i costruttori
edili.
Ora questi sono in prima fila e altri con loro fanno i conti: un intero piano
regolatore da rifare, piu' alti costi al metro quadro, piu' voti da gestire con
i posti di lavoro (precari) che potrebbero essere garantiti con le solite
societa' cui "esternalizzare" i lavori. Tutto gia' visto e programmato nel caso
che lo scalo viterbese dovesse essere realizzato.
Ma la partecipazione dei cittadini rimane disattesa e la chiarezza circa le
conseguenze ambientali e sociali di un simile intervento manca totalmente.
La valutazione degli impatti ambientali e' considerata solo come un ostacolo da
superare ad ogni costo, un inutile e fastidioso passo burocratico che, al
momento opportuno, potra' essere reso conforme alle volonta' politiche. O al
piu' si potra' parlare di compensazioni.
Come e' avvenuto per la conversione a carbone della centrale di Civitavecchia.
Non credo si debba avere paura di un dibattito pubblico su tutto questo.
La maggioranza dei cittadini viterbesi, in buona fede, potra' anche credere a
tutte le promesse fatta da comitati estemporanei e ben organizzati pro
aeroporto; tuttavia ritengo che occorra dare attento ascolto anche a quelli che,
memori di tanti disastri fatti in nome di posti di lavoro illusori e di uno
"sviluppo" miracoloso ed immediato concesso in conseguenza di una servitu'
economica subita, vorrebbero vederci chiaro prima.
Lo stesso dovrebbero fare i politici, gli operatori economici, i cittadini che
pensano ancora che uno scalo aereo civile a Viterbo sia una occasione
irripetibile di sviluppo e crescita sociale ed economica, invece di compattarsi
e di lavorare insieme, ad esempio, affinche' trasversale e raddoppio della
ferrovia divengano priorita' a prescindere dall'aeroporto.
Sono convinto che Viterbo, in caso venisse realizzato lo scalo, subirebbe la
penalizzazione dell'impatto ambientale a vantaggio di pochi, come e'
programmato, come e' previsto.
Sarebbe l'ennesima servitu' di questo territorio.
Sono consapevole che da questa decisione pesera' sul presente e sul futuro non
solo dei viterbesi ma di quanti soffrono gia' oggi i danni dei cambiamenti
climatici che decisioni scellerate come l'aumento dei voli low cost contribuisce
a incrementare.
Non l'alternativa tra Viterbo, Frosinone o Latina ma la diminuzione dei voli,
soprattutto dei low cost, e' l'unica scelta possibile e saggia.
6. RIFLESSIONE. MARIA D'ASARO: SULLA NECESSITA' DI RIDURRE IL TRAFFICO AEREO
[Ringraziamo Maria D'Asaro (per contatti: maridasaro@libero.it) per questo
intervento.
Maria D'Asaro, docente, psicopedagogista, partecipe di molte esperienze di
impegno civile e di solidarieta', collabora a varie pubblicazioni]
Confesso che non amo stare con la testa tra le nuvole.
Anzi, che i miei piu' autentici attacchi di panico li ho avuti proprio su un
aereo. E che quindi la mia difesa di mezzi di trasporto alternativi potrebbe
essere viziata da questa mia personale debolezza.
Dico anche pero' che non rifiuto, a certe condizioni, di utilizzarlo,
l'aeroplano. Ad esempio, tempo fa sono andata a Londra in aereo. Sorvolando la
Francia, inghiottito il penultimo morso di paura, ho contemplato i cirri che
riempivano il cielo e ho pensato che si', gli angioletti invisibili, se
esistono, dovevano proprio essere li'.
Reso questo tributo alla verita', affermo di essere assolutamente d'accordo con
chi si batte per una drastica riduzione del trasporto aereo.
*
Infatti, se servirsi dell'aeroplano ha una "ratio" per recarsi, ad esempio, da
Palermo a Londra, a mio avviso, non ne ha alcuna per andare da Palermo a Roma o
a Milano.
Tutte le volte che le distanze lo permettono, il treno, molto meno inquinante,
dovrebbe essere preferito all'aereo, mezzo di trasporto energivoro, responsabile
per svariate tonnellate di gas dell'effetto serra e concausa di danni alla
salute delle popolazioni che vivono vicine agli aeroporti.
Al comitato che si oppone alla realizzazione dell'aeroporto a Viterbo va la mia
stima, il mio sostegno, la mia solidarieta'.
Il tentativo di riduzione del traffico aereo andrebbe iscritto nella conversione
del nostro immaginario dal motto olimpico "Piu' veloce, piu' alto, piu' forte",
verso orizzonti e stili di vita "Piu' lenti, piu' profondi, piu' dolci", come ci
suggeriva il caro Alex Langer.
Abbiamo tutti fatto esperienza di viaggi in treno - che pero' desideriamo in
futuro piu' puliti - dove si puo' leggere, si puo' guardare il paesaggio, si ha
contezza delle distanze tra i luoghi e si puo' meditare, dondolati dal vagone
"Cara amica il tempo prende, il tempo da', noi corriamo sempre in una direzione,
ma qual sia e che senso abbia chi lo sa...", su spunti di gucciniana memoria.
Certo molti obietterebbero che il treno fa perdere tempo... Tempo per cosa,
tempo per chi? Qual e' la nostra destinazione finale, per cui correre cosi' in
fretta?
*
Divagazioni esistenzial-filosofiche, che non hanno niente di pratico, di
concreto, di economico... E' che mi piacerebbe tanto che in Italia si desse
inizio a un nuovo umanesimo che abbia al suo centro le persone, con i loro veri
bisogni, e la natura. Un nuovo umanesimo in cui economia e profitti stiano in
periferia... Sto irrimediabilmente volando, anche se con i piedi a terra.
Allora, un'ultima strana affermazione, mutuata da Rudolph Steiner, filosofo e
studioso di antroposofia: "Quando l'uomo corre oltre i 50 km. orari, perde il
contatto con la propria anima...".
Solo strane e improponibili suggestioni antroposofiche? Forse...
7. RIFLESSIONE. PUPA GARRIBBA: A PROPOSITO DELL'AEROPORTO DI VITERBO
[Ringraziamo Pupa Garribba (per contatti: garribba@tin.it) per questo
intervento.
Pupa Garribba, prestigiosa intellettuale di grande impegno civile, per molti
anni redattrice della rivista "Confronti", e' corrispondente del mensile "Cahiers
Bernard Lazare" di Parigi e intervistatrice della Shoah Foundation di Steven
Spielberg; da molti anni testimonia, soprattutto nelle scuole, la necessita' di
curare la memoria della persecuzione antiebraica, delle leggi razziali, della
Shoah, fuori dalla ritualita' e dalla retorica, attingendo a quel patrimonio
irripetibile che e' il racconto dell'esperienza vissuta, nella convinzione che
"se valutiamo e studiamo bene il meccanismo di questo immane sterminio, forse
possiamo essere pronti ad accorgerci degli altri". Tra le opere di Pupa Garribba:
Ebrei sul confine; Donne ebree; Le feste ebraiche; I simboli ebraici; tutte
pubblicate nelle edizioni di "Com - Nuovi tempi", Roma]
L'alterazione delle leggi della natura avevano preannunciato a Noe' l'arrivo del
diluvio universale.
Come racconta il midrash, "il sole sorgeva a occidente e tramontava a oriente;
la luna vagava nel cielo in pieno giorno insieme alle stelle, sfoggiando i
colori dell'arcobaleno; le acque si ritiravano con l'alta marea, e avanzavano
con la bassa; il fuoco bagnava, e il vento scaturiva dalla terra per salire fino
in cielo".
Noi oggi assistiamo all'aumento impressionante della desertificazione,
dell'inquinamento acustico, dei gas ad effetto serra, dei terremoti provocati
dalla distruzione delle difese naturali della terra e dalla modificazione del
clima.
Come Noe' cerchiamo di non chiudere gli occchi di fronte all'evidenza.
Fermiamoci, prima che sia troppo tardi.
Diciamo un no deciso alla realizzazione del terzo polo aereoportuale nel Lazio,
che non contribuirebbe certo a garantire agli abitanti della regione il diritto
ad un ambiente vivibile.
Ricordiamoci che dipende da noi lo stato della terra che lasceremo ai figli e ai
figli dei nostri figli.
8. RIFLESSIONE. GIOVANNI MANDORINO: UNA INDISPENSABILE CONSAPEVOLEZZA
[Ringraziamo Giovanni Mandorino (per contatti: gmandorino@interfree.it) per
questo intervento.
Giovanni Mandorino e' una delle piu' rigorose e attive persone impegnate per la
nonviolenza, partecipa all'esperienza del Centro Gandhi di Pisa e cura il sito
della rivista "Quaderni satyagraha" (pdpace.interfree.it)]
Piena solidarieta` e l'augurio del miglior successo alla vostra e nostra
mobilitazione contro l'allargamento dell'aeroporto di Viterbo e la sua
destinazione a ulteriore "polo" aeroportuale per il Lazio.
Chi costruisce aeroporti, come chi impianta antenne (o scava tunnel), non lo fa
per una strana forma di perversione (per quanto, talvolta, questo movente non
sembri da escludere del tutto) ma perche` conta di ricavarne un profitto privato
scaricando (o, con parola dal gusto piu` "scientifico", "esternalizzando") gran
parte dei costi sul pubblico.
Purtroppo ancora troppo pochi tra noi, anche tra coloro che partecipano a uno o
all'altro dei comitati, riescono a collegare la comodita` di essere sempre e
comunque raggiungibili (ovviamente solo per "necessita` professionale") o di
raggiungere in poche ore un luogo lontano (dove fino a due anni fa non avrebbero
mai pensato di recarsi) con le infrastrutture (o il loro uso) contro cui si
battono.
Questa consapevolezza (e le azioni di ciascuno che ne conseguono) nel numero
piu` ampio di persone e` indispensabile (anche se non sufficiente) perche` una
lotta come questa possa avere un successo non effimero.
9. RIFLESSIONE. ELENA MONGUZZI: UN CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA'
[Ringraziamo Elena Monguzzi (per contatti: eleudiche@tele2.it) per averci fatto
dono, come contributo alla nostra iniziativa per la riduzione del trasporto
aereo, della seguente sua lirica di alcuni anni fa dal titolo "Forse... ma
adesso?".
Elena Monguzzi, poetessa, docente, traduttrice, impegnata nella societa' civile,
per i diritti umani di tutti gli esseri umani]
In un posto del mondo
c'e' un ritaglio di terra
riarsa, crepata dal sole.
C'e' un bimbo seduto
a gambe incrociate
guarda fisso una cosa
- come piccola conca
una tazza d'argilla -
una ciotola vuota.
Forse il bimbo ha mangiato
forse ha bevuto
ma adesso ha finito.
Rimasuglio restato sul fondo
inattingibile acquoso ricordo
apposta a rifrangere al volo
leimmagine aerea
di un caccia da guerra
che si scinde e che schizza
negli occhi del bimbo
in guizzi di raggi
di cupa mestizia:
lo strazio impotente
dei buoni di cuore
di triste indigenza:
il dolore di fame.
10. RIFLESSIONE. EUGENIO SCARDACCIONE: PER IL NO AL TERZO POLO AEROPORTUALE
LAZIALE
[Ringraziamo Eugenio Scardaccione (per contatti: mareug@libero.it) per questo
intervento.
Eugenio (Gege') Scardaccione, educatore, preside, formatore alla pace e alla
nonviolenza, vivacissimo costruttore di pace. Riportiamo questa nota di qualche
anno fa di vivace autopresentazione: "Eugenio Scardaccione (Gege'), nasce ad
Aliano in provincia di Matera, la Gagliano di Carlo Levi, in un torrido
pomeriggio del 1952. Oggi vive a Bari e dopo aver piantato un albero, aver avuto
tre figli, e' alla sua prima sfida nello scrivere un libro [Tu bocci. Io
sboccio, edito da La Meridiana]. Un disastroso passato da scolaro non gli ha
impedito di conseguire due lauree e di superare cinque concorsi e di diventare
preside, o, come si usa dire oggi: dirigente scolastico. Svolto il servizio
civile come obiettore di coscienza, nel 1992 dopo aver frequentato Barbiana e
San Gimignano, insieme ad una pattuglia di amici fonda il G. E. P. (Gruppo
Educhiamoci alla Pace). Con entusiasmo, coordina da sette anni campi estivi
denominati Allegra...mente, durante i quali la pace, la riflessione, la natura,
la lentezza, i giocattoli, la danza, i burattini, la poesia e soprattutto i
partecipanti sono i protagonisti. Assiduo ed inguaribile tifoso di relazioni
umane, pensa positivo, ama i viaggi e trascrive i suoi sogni". Opere di Eugenio
Scardaccione: Tu bocci. Io sboccio, La Meridiana, Molfetta 2003; Tu secchi, io
fiorisco. Sogni, viaggi e ricordi di un educatore impertinente, Progedit, Bari
2006]
Alla ragionevole e sensata scelta di iniziativa contro la realizzazione di un
terzo polo aeroportuale nel Lazio, credo si debba rispondere con una netta e
determinata solidarieta'.
Non e' possibile continuare in maniera martellante e disumana a perseguire
obiettivi di crescita economica spaventosa, frenetica, veloce. Senza pensare al
peso e all'importanza vitale di un ambiente sano, agli ingenti costi economici,
all'assurdo rumore, al violento impatto a svantaggio della salute e della quiete
della popolazione.
Io penso, da una parte, che tutti quelli che hanno il desiderio di avere i piedi
per terra -come denominate giustamente la vostra/nostra lotta - ma dall'altra
parte hanno anche voglia di puntare in alto e sognare un universo pieno di
tenerezza, di solidarieta' e di nonviolenta bellezza, abbiano il sacrosanto
diritto di costruire tenacemente qualcosa a misura di chi vuole relazionarsi,
amare, osare, rischiare e lottare per una umanita' quotidiana e rassicurante.
*
Tra i tanti autorevoli interventi letti a sostegno della resistenza del comitato
viterbese, voglio citarne due che mi sono apparsi molto convincenti.
Il primo e' quello molto argomentato, bello e suadente di Paola Del Zoppo a
favore del viaggio lento, anche perche' con il creativo ed estroso Gianfranco
Zavalloni di Cesena (www.scuolacreativa.it) e con Edoardo Martinelli, allievo
della scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani, stiamo da tempo promuovendo una
convinta e determinata sorta di pedagogia della lumaca (molti gli interventi
appunto di Gianfranco Zavalloni) e della lentezza che possa "contaminare" la
scuola, la famiglia e il tessuto sociale (si veda a questo proposito la lettera
aperta alla scuola "Cambiare la scuola davbvero si puo'" (dicembre 2006).
Il secondo intervento e' quello di Brunetto Salvarani sotto forma di tre
interrogativi molto illuminanti soprattutto perche' avvia un interessante
dibattito che spero venga preso in considerazione dalle autorita' viterbesi
comunali, provinciali e regionali (cosa ne pensano a proposito i sindaci, gli
assessori provinciali e regionali del Lazio?), anche per questo mi preme -
garbatamente, senza banale e sciocca presunzione - fare riferimento alla
"Lettera dal sud sulla sobrieta'" redatta alla fine del campo estivo del Gep
(Gruppo Educhiamoci alla Pace) di Bari "Allegra...mente 11" (www.cnms.it e
www.scuolaer.it).
11. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE ALL'AEROPORTO DI
VITERBO
Per informazioni e contatti: Comitato contro l'aeroporto di Viterbo e per la
riduzione del trasporto aereo: e-mail: info@coipiediperterra.org , sito:
www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa Antonella
Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta@libero.it
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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA
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Supplemento settimanale del martedi' de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Numero 96 del 21 agosto 2007
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