ADRIANO
PAOLELLA E ZELINDA CARLONI: GLOBALIZZAZIONE. IDEE PER CAPIRE, VIVERE E OPPORSI
AL NUOVO MODELLO DI PROFITTO (2001)
[Da "A.
rivista anarchica", n. 274, estate 2001, riprendiamo il seguente dossier
dal titolo "Globalizzazione. Idee per capire, vivere e opporsi al nuovo
modello di profitto", a cura di Adriano Paolella e Zelinda Carloni
(disponibile anche nel sito www.anarca-bolo.ch/a-rivista e nel sito
www.arivista.org). Ci preme sottolineare come nel paragrafo su "La
trappola della violenza" (qui non riportato) gli autori esprimano una
posizione esplicitamente, nettamente e fortemente contraria alla violenza; la
posizione di questo notiziario, come e' noto, e' che occorra passare da una sia
pur gia' apprezzabile posizione esplicitamente, nettamente e fortemente
contraria alla violenza, alla scelta nitida e intransigente della nonviolenza
come opposizione a tutte le violenze. Solo la nonviolenza puo' salvare
l'umanita']
1. I caratteri
fondamentali del modello
Ampliamento
del mercato
L'ampliamento
del mercato e' ottenuto attraverso l'aumento dei consumi pro capite, attraverso
l'aumento del numero degli acquirenti, attraverso l'aumento della tipologia
delle merci.
*
Aumento dei
consumi pro-capite
I consumi
pro-capite aumentano attraverso un meccanismo di pubblicita' e di costruzione
di immagine che fa divenire "necessari" dei prodotti. Il meccanismo
produttivo individua la disponibilita' economica degli individui (per tipo,
area geografica, cultura) e definisce merci adeguate a stimolare l'acquisto e
quindi ad aumentare ogni oltre limite plausibile i consumi.
Il mercato
delle "voglie" e' immensamente piu' grande di quello delle
necessita'.
Durante gli
ultimi 25 anni i consumi sono aumentati ogni anno del 2,3% (1).
Gran parte
degli statunitensi e degli europei sono dei tacchini che mangiano molto oltre
le loro necessita', mangiano per nevrosi e perche' non riescono a difendersi
dal mercato. Ogni anno negli Usa le industrie del settore alimentare spendono
in pubblicita' 30 miliardi di dollari, piu' di ogni altro settore; anche in
Francia, Belgio e Austria gli alimenti sono le merci piu' pubblicizzate. Tra
esse quelle maggiormente sostenute sono i cibi "grassi e dolci" in
quanto stimolano maggiormente, danno maggiore dipendenza e garantiscono i
maggiori margini di profitto (2).
*
Aumento del
numero degli acquirenti
L'aumento e'
ottenuto attraverso il recupero di fasce sociali (medie) o ambiti geografici
potenzialmente acquirenti. Il limite di questa espansione del numero degli
acquirenti e' stabilito esclusivamente dalla necessita' di mantenere ambiti di
poverta', anche all'interno dei paesi ricchi, in cui recuperare mano d'opera a
basso costo.
Nei paesi
industrializzati (Ocse) le persone povere sono 100 milioni, 37 milioni sono i
senza lavoro, l'8% dei bambini vive sotto la soglia di poverta', oltre 100
milioni di individui sono senza casa (1).
*
Aumento della
quantita' delle merci
Le merci
prodotte sono solo una parte del mercato. Per ampliare gli scambi e garantire
attraverso di essi il profitto si commercializzano anche risorse comuni o
profondamente personali che divengono merci: acqua, sesso, conoscenze, natura.
Dal 1985 al
1996 gli scambi commerciali mondiali sono passati da 315 miliardi a 6.000
miliardi di dollari (3). Il prodotto dell'economia mondiale e' salito dai
31.000 miliardi di dollari del 1990 ai 42.000 miliardi di dollari del 2000
(6.300 miliardi di dollari nel 1950) (4). Vi e' un turismo "sessuale"
finalizzato all'uso di bambini. Nel circuito vi sono 800.000 bambini in
Thailandia, 500.000 in India, 100.000 a Taiwan, 60.000 nelle Filippine, ecc.
Ogni anno 300.000 tedeschi viaggiano per questo tipo di turismo e 25.000
australiani vanno nelle Filippine (5).
Il consumo
delle acque minerali (la privatizzazione di un bene comune) e' aumentato nel
mondo di decine di volte negli ultimi venti anni (negli Usa di nove volte tra
il 1978 e il '98) (4).
*
Il brevetto
sulla natura
Sono tre gli
accordi del Wto (World Trade Organisation, Organizzazione mondiale per il
commercio) che possono creare difficolta' agli stati nel mantenere o rafforzare
le proprie leggi di tutela nei confronti degli Ogm (organismi geneticamente
modificati): Sps, Tbt, Trip. I primi due impongono pesanti oneri ai governi che
desiderino limitare l'ingresso degli Ogm nel proprio paese, e minacciano
sanzioni commerciali da parte del Wto per soluzioni autonome o multilaterali
sulla questione Ogm.
L'accordo Trip
(Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights) sancisce, attraverso la
possibilita' di brevetto, i diritti delle imprese sulla "proprieta'
intellettuale", che viene estesa ai prodotti farmaceutici, ai prodotti
chimici per l'agricoltura, alle varieta' botaniche e al germoplasma dei semi, a
quelli derivanti da secoli di ibridazione delle piante, tra cui i metodi
tradizionali di cura. Impone inoltre alle nazioni la difesa dei diritti di
proprieta' sui microrganismi, tra cui le linee cellulari umane e animali, i
geni e le cellule del cordone ombelicale.
Di fatto
l'accordo Trip insidia ulteriormente la precaria sicurezza alimentare del mondo,
aggravando il problema di accessibilita' e distribuzione del cibo e delle
sementi. Quando le imprese brevettano un seme, i piccoli agricoltori locali
devono pagare i diritti annuali per l'uso, anche se e' il prodotto di ibridi
ottenuti nell'arco di generazioni proprio dagli antenati di quegli agricoltori.
Questa e'
biopirateria, ovvero il saccheggio della natura e del sapere indigeno (6) (7).
*
I brevetti
sono troppo costosi per i paesi poveri
La Fondazione
Gaia, un'associazione ambientalista inglese, viene contattata da
un'organizzazione non governativa della Namibia che cerca consulenza per
brevettare una pianta locale con proprieta' medicinali, al fine di prevenire
atti di biopirateria da parte di societa' farmaceutiche multinazionali. In
seguito ad una ricerca sui costi, la Fondazione Gaia giunge alla conclusione
che ottenere un brevetto comporta una spesa proibitiva per una collettivita'
con scarsi mezzi economici.Una comunita' povera che voglia garantirsi la
proprieta' delle forme indigene di vita biologica, dovrebbe registrare i
brevetti in tutte le nazioni sviluppate; quindi, per richiedere, ottenere e
mantenere i brevetti, i contadini e le comunita' locali dovrebbero affrontare
costi esorbitanti: lo studio rivela che dieci brevetti, validi in cinquantadue
paesi a copertura di una sola invenzione, costano circa cinquecentomila
dollari. Lo studio calcola anche le spese ulteriori che si dovrebbero
affrontare nel caso si renda necessario difendere un brevetto in un tribunale
civile, dove i costi delle cause ricadono soltanto sui possessori dei brevetti,
e non sulla controparte statale. "Emerge chiaramente, da queste cifre, che
in nessun modo una comunita' della Namibia potra' mai permettersi di salire sul
carro dei brevetti. I costi da sostenere fanno dei brevetti un dominio dei
ricchi e dei potenti" (7).
*
Indebolimento
della comunita'
Le comunita',
oltre ad essere destrutturate nella loro cultura, sono fortemente limitate
nella loro capacita' decisionale.
I possessori
del capitale monetario interloquiscono direttamente con le comunita' superando
ogni filtro, quale quello definito dall'interesse di stato o quello stabilito
dalle leggi stesse degli stati.
Fino a ieri i
grandi gruppi economici hanno indirizzato le scelte dei governi rimanendo pero'
in una posizione formalmente subordinata; oggi danno indicazioni ai governi
dichiarando la propria superiore capacita' operativa e gestionale in termini
economici e, in ragione di questo, la congruita' della loro gestione sociale e
culturale delle societa'.
In questo
momento nessuno stato ha piu' la possibilita' di indirizzare o controllare cosa
succede nel mercato. Nessun controllo di nessun tipo puo' essere messo in atto
sugli operatori: e' buono cio' che risponde a logiche di mercato, qualunque sia
il suo esito sulla popolazione e sull'ambiente.
La popolazione
e' stata allontanata dalle scelte sia in quanto i temi centrali dell'esistenza
vengono impostati sulla base di criteri esclusivamente economici, sia in quanto
parallelamente alla struttura sociale e politica, si e' strutturata una
organizzazione decisionale che non ha una sede fissa, che non e' conosciuta nei
suoi partecipanti, che non rende conto del suo operato alla collettivita',
nemmeno formalmente. Molto del potere dei governi, gia' tanto lontani dalla
popolazione, e' stato ceduto a soggetti quali il Fondo Monetario
Internazionale, la Banca Mondiale, il Wto, a loro volta dominati da interessi
aziendali di soggetti che fanno parte al massimo di una decina di paesi, ma che
sono principalmente statunitensi.
2.000 miliardi
di dollari sono le transazioni che si effettuano ogni giorno mentre solo
300-350 miliardi di dollari e' l'ammontare di tutte le riserve di tutte le
banche centrali dei G7 nel 1999 (8).
Le cinque
societa' Mitsubishi hanno ricavati di vendite per un importo annuo di 320
miliardi di dollari (circa un decimo del Pil giapponese; per riferimento, il
Prodotto interno lordo dell'Italia e' di 1141 miliardi di dollari,
dell'Argentina di 295 miliardi di dollari (17)) e sono collegate tra loro per
mezzo di politiche comuni su prezzi, produzione, commercializzazione e per
politiche sociali ed economiche pubbliche; il loro comune agente e' il Partito
Liberaldemocratico, di cui finanziano il 37% delle spese (10).
Nel 1975 circa
l'80% delle transazioni di valuta furono rivolte ad affari reali (acquisizione
di risorse o di prodotti, investimenti su attivita'); il 20% fu di carattere
speculativo. Alla fine del secolo circa il 2,5% delle transazioni furono
rivolte ad affari reali mentre il rimanente 97,5% e' stato di carattere
speculativo. La concentrazione del capitale, l'enorme aumento dell'entita' del
mercato, la mancanza di limiti alla circolazione degli investimenti rende gli
stati fortemente esposti alle aggressioni degli operatori; vendite repentine di
moneta portano alla crisi monetaria di interi paesi (crisi sterlina britannica
del 1991, delle monete scandinave nel 1992 e '93, di alcune monete asiatiche
del 1997). Cio' comporta una sudditanza enorme delle politiche dei paesi nei
confronti degli interessi privati (10).
*
Wto
L'istituzione
e' una "persona giuridica" ed i suoi regolamenti sono vincolanti per
i suoi membri. L'organizzazione e' basata sulle "commissioni di
risoluzione delle sentenze" composte da tre esperti commerciali senza
coinvolgimento alcuno dei cittadini. La decisione viene adottata
automaticamente a meno che tutti i membri dell'Organizzazione la respingano. Se
le leggi di uno stato violano i regolamenti dell'Organizzazione esse devono
esser abrogate, se non lo sono vengono applicate sanzioni commerciali: sono
almeno 160 le leggi nazionali gia' modificate in numerosi paesi per seguire i
regolamenti. L'Organizzazione stabilisce dei tetti per gli standard ambientali,
alimentari e di sicurezza; se gli standard nazionali sono piu' restrittivi, e
non se lo sono meno, possono essere sottoposti a giudizio. Il trattato che
istituisce l'Organizzazione e' composto da 22.000 pagine, come evidenzia Ralph
Nader "questi testi 'danno forma' a un governo dell'economia mondiale
dominato dai giganti dell'imprenditoria, senza fornire una parallela normativa
giuridica democratica che ne permetta il controllo" (9). Nessuno stato ha
aderito all'Organizzazione dopo un dibattito almeno parlamentare, nessuno stato
ha stimolato una discussione pubblica che interessasse i cittadini, nessuno ha
predisposto elementi informativi.
*
Il piano del
Wto per i paesi in via di sviluppo
Il Wto svolge
un'azione di spinta verso la globalizzazione economica delle imprese. Per
effetto di questa azione vasti segmenti delle popolazioni e delle economie dei
paesi in via di sviluppo vengono catapultati nel mercato globale. Questa
strategia ha conseguenze allarmanti per il 75% della popolazione mondiale che
vive ancora dei frutti della terra e dipende per il proprio sostentamento
dall'agricoltura su piccola scala. Uno degli scopi del Wto e' trasformare
rapidamente queste economie rurali di sussistenza in economie di mercato ad
ampia circolazione di denaro. Per funzionare come tali, villaggi rurali e
interi paesi dovrebbero rinunciare ad essere indipendenti nella produzione di
cibo ed altri generi di prima necessita'. La produzione dovrebbe essere
completamente finalizzata ai mercati mondiali, in modo da guadagnare il denaro
per comprare il cibo e gli altri generi necessari.
Se i patti
sanciti dal Wto fossero pienamente rispettati, e i tassi di importazione, o i
tassi di efficienza produttiva delle coltivazioni forzate occidentali venissero
imposti ai paesi in via di sviluppo, due miliardi di persone verrebbero
estromesse dal settore agricolo andando, con ogni evidenza, ad ingrossare le
fila di una manodopera urbana che, essendo costantemente in esubero, sara'
certamente a basso costo (7).
*
La riduzione
della diversita'
I sistemi
sociali, cosi' come quelli naturali, si sono strutturati per permettere il
massimo dell'utilizzazione delle risorse locali senza che questo comporti la
loro distruzione, ma al contrario consentendo la perpetuazione della
possibilita' di sfruttamento delle risorse; quindi si sono diversificati nei
modi, nella cultura, nelle tecniche in ragione dell'ottimizzazione delle loro
caratteristiche e del loro essere situati in un determinato luogo. L'uniformare
gli individui, le coltivazioni, le tecniche rende il massimo del profitto ad
alcuni ma distrugge i sistemi sociali e naturali imponendo un modello astratto
ma unificato. Questo si presenta come un modello a ridotta efficienza, ad
elevato consumo energetico, ignorante delle condizioni locali ma efficace nello
sfruttamento intensivo delle risorse, nell'ampliamento del mercato per merci
preconfezionate che provoca l'indebolimento e il collasso dei sistemi locali,
la riduzione e poi la perdita dell'autonomia sociale.
Di tutte le
varieta' vegetali agricole catalogate negli Usa nel 1900 ne sopravvive oggi
solo il 3%.
Delle oltre 30.000
varieta' di riso coltivate in India agli inizi del XIX secolo, ne rimasero a
meta' del XX secolo solo 50 di cui 10 hanno occupato i tre quarti delle risaie
del paese (6).
Nel XIX secolo
le lingue parlate erano 15.000, alla fine del XX secolo meno di 6.000. Una
persona su 5 parla inglese e per l'80% di questi l'inglese e' la seconda lingua
(sovrapposizione culturale); i due terzi degli scienziati elabora in inglese.
In Brasile nel
XVI secolo vi erano circa 8.000.000 di persone distribuite in 1400 tribu'. Oggi
vi sono 350.000 indios in 215 tribu' (10).
*
2. I principi
su cui si struttura il modello di sistema
Il mito del
progresso
La societa'
proposta e' una societa' in progresso, una societa' che cerca nuove soluzioni,
nuove tecniche, e le innovazioni sono sempre viste come potenziali strumenti
per il miglioramento. Una societa' lanciata verso il futuro, con un grande
passato, ma senza il presente.
I Lakota,
popolazione del nord America, avevano una societa' stabile. Non progredivano ma
avevano trovato la modalita' migliore per vivere e non l'abbandonavano. La
societa' occidentale, con il mito del progresso, ipotizza il raggiungimento di
sempre maggiori soddisfacimenti dei bisogni (reali o indotti) come se questo
fosse automaticamente il raggiungimento della maggiore felicita' possibile. In
virtu' di questa logica si compiono misfatti sugli altri uomini, che non godono
di questa possibilita', e sulla natura. La presunta felicita' dell'uomo
occidentale e' pagata direttamente dalle popolazioni del terzo mondo e
indirettamente da tutti, attraverso i micidiali danni provocati alla natura e
all'ambiente.
Il progresso
porta innovazioni finalizzate per gran parte al lucro; non richieste dalla
collettivita' esse non rispondono alle necessita' ne' ai desideri diretti,
insinuano invece nuovi desideri e necessita'. Il ritmo dell'evoluzione risponde
all'evoluzione del capitale e non a quello degli uomini, alla ragione di dover
guadagnare di piu', alla ragione di dover muovere sempre piu' le merci e questa
frenesia definisce un tempo che, anch'esso, non risponde al tempo degli
individui.
Una societa'
che progredisca in questo modo e' una societa' infelice.
*
Il fine della
scienza
La ricerca
scientifica non segue un fine sociale condiviso. Va dove la portano i
finanziamenti, che provengono in modo massiccio da apparati economici di
mercato, e per questo definisce strumenti che rispondono prima di tutto alla
necessita' di ottenere profitti. Gli Ogm (Organismi geneticamente modificati)
non nascono dalla constatazione dei problemi alimentari, piu' connessi con la
distribuzione (ad esempio l'80% dei bambini malnutriti dei paesi in via di
sviluppo vive in nazioni che hanno eccedenze alimentari (2)), ma dalla volonta'
di concentrare ulteriormente la produzione in ambiti territoriali controllati e
di aumentare la produttivita' per ettaro e quindi i profitti di coloro che gia'
oggi producono e vendono.
*
Il benessere
materiale
Il benessere
viene inteso e vissuto come fatto individuale ed ottenuto attraverso
l'acquisizione delle merci. In un'indagine svolta negli Usa nel 1997 circa i
desideri e le esigenze degli americani, e' emerso che la risposta alla domanda
"cosa rende una vita felice",
e' stata per l'85% relativa all'ottenimento e al possesso di beni
materiali (casa di villeggiatura, piscina, seconda televisione, aria
condizionata ecc.) Non vi e' benessere che non si trasformi in merce e non vi
e' giudizio che non sia giudizio economico.
*
La
partecipazione culturale al modello
La meccanica
messa in atto da questo modello sociale fa si' che esso non solo sia condiviso
ma auspicato, desiderato, voluto dalla
popolazione di gran parte dei paesi. Strumento per la diffusione del modello
sono le immagini che pubblicita', video e media trasmettono: un mondo
superficiale, apparentemente senza problemi, apparentemente pieno di sesso, di
potere personale, di colori. Un mondo apparente. La partecipazione e' cosi'
profonda che anche quando siano noti gli effetti negativi comportati essi sono
sommersi dalla volutta' del sistema.
*
Il disinteresse
verso le risorse
Nellíelaborazione
dell'"impronta ecologica globale" (metodo di confronto tra
disponibilita' e uso delle risorse) e' individuata una disponibilita' di unita'
di superficie per ogni abitante della terra pari a 2,0-2,2.
Ma l'attuale
richiesta e' pari a 2,85 unita' di superficie pro-capite (Italia 5,6 unita' di
superficie a persona contro una disponibilita' di 1,92, Usa 12,22 contro 5,57
disponibili) (11).
Cio' vuol dire
che si stanno utilizzando risorse in una quantita' del 30% superiore a quelle
disponibili e questa eccedenza e' verificabile nella quantita' di emissioni
inquinanti non recuperate, nella distruzione dei sistemi naturali, nell'uso
delle risorse in maniera superiore alla capacita' rigenerativa delle stesse.
*
3. Gli esiti
del modello
La riduzione
della diversita' e l'aumento della disuguaglianza
Mentre, da una
parte, si tende all'annullamento delle diversita' tra gli individui, dall'altra
si aumenta la disuguaglianza tra ricchi e poveri: i ricchi divengono piu'
ricchi e i poveri piu' poveri. La differenza tra ricchi e poveri si registra
per gli individui, per aree geografiche e per stati. L'azione sugli stati e' il
primo meccanismo per portare la poverta' tra le persone. Fare indebitare gli
stati, fare avvantaggiare di questo gruppi interni, mantenere le imprese ricche
attraverso il debito degli stati poveri. Uno dei meccanismi usato per aumentare
i profitti e' concentrare il controllo della produzione e del commercio
mondiale in un numero ridotto di soggetti: merci uguali distribuite in tutto il
pianeta.
Il 20% della
popolazione mondiale consuma l'86% dei consumi totali. Il rimanente 80% della
popolazione il 14% dei consumi totali. Il 20% piu' ricco della popolazione
mondiale nel 1961 aveva un reddito di
30 volte superiore a quello del 20% piu' povero; nel 1991 di 61 volte
superiore; nel 1999 disponeva dell'86% del totale del Pil mondiale mentre il
20% piu' povero dell'1% (8). 2,8 miliardi di individui vivono con meno di due
dollari al giorno, 1,2 miliardi di individui vivono con meno di 1 dollaro al
giorno e 1,1 miliardi sono denutriti (4).
Nel 1999 nelle
piantagioni di ananas Del Monte in Kenya, un bracciante guadagnava 3.000 lire
al giorno (pari al prezzo di 3 kg. di farina di mais); nel 1998 in Indonesia
gli operai che lavoravano per la Nike erano pagati per 270 ore mensili meno di
64.000 lire (pari al 31% dei bisogni vitali di una famiglia di 4 persone) (12).
L'incidenza del costo della manodopera su di un paio di scarpe Nike e'
dell'1,96% i profitti degli azionisti il 3,53%, il margine dei dettaglianti del
41,42%, le imposte del 20,4% (5).
Negli Usa nel
1975 il reddito medio di un dirigente di massimo livello (strato I) era di 41
volte superiore a quello medio degli operai e impiegati (strato VIII e IX);
negli anni Novanta 187 volte superiore (8); l'1% piu' ricco della popolazione
possiede il 48% del capitale finanziario del paese mentre l'80% ne detiene il
6%; non e' un caso che dal 1973 al 1993 il reddito del 10% piu' ricco della
popolazione e' aumentato del 22% mentre quello del 10% piu' povero e' diminuito
del 21% (3).
L'aumento dei
profitti sulle merci e' aumentato esponenzialmente: fatto 100 il prezzo del
caffe', l'87% rimane al nord, il 13% torna ai paesi produttori (stato,
esportatore, grossista, fabbrica di decorticazione) e di questo solo il 3% va
ai contadini; per le banane solo il 12% torna ai paesi produttori e solo il 4%
ai contadini (3).
Il numero di
persone che soffre la fame e quello che e' sovralimentato e' simile: almeno 1,2
Mld di persone. Il 55% degli abitanti degli Usa, il 54% della Russia, il 51%
dell'Inghilterra, il 50% della Germania e' sovralimentato; il 56% degli
abitanti del Bangladesh, il 53% dell'India, il 48% dell'Etiopia, il 40% del
Vietnam e' sottoalimentato (13).
Le 200
multinazionali piu' grandi sono in 9 paesi: Giappone (92), Usa (53), Germania
(23), Francia (19) (10). Nel 1992 le prime 200 multinazionali hanno realizzato
un fatturato pari al 26,7 del Prodotto lordo mondiale (24,2% nel 1982), e le
prime 10 multinazionali controllano un terzo delle attivita' detenute
all'estero dalle prime 100 multinazionali. Nel 1992 la General Motors e la
Exxon hanno avuto un fatturato rispettivamente di 132 e 116 miliardi di dollari
simile al Pil (Prodotto interno lordo) della Malesia e del Cile, rispettivamente
136 e 117 miliardi di dollari (19).
Nel 1989 il
91% della produzione mondiale di automobili era realizzata da venti
multinazionali; il 90% del materiale medico mondiale da sette multinazionali;
l'85% dei pneumatici da sei; il 92% del vetro, l'87% del tabacco e il 79% dei
cosmetici da cinque multinazionali; il 41% delle assicurazioni, il 44% del
mercato pubblicitario, il 54% dei servizi informatici da otto multinazionali
(19).
*
Prestiti: una
strategia per il controllo sociale
Tra il 1980 e
il 1996 i paesi dell'Africa subsahariana hanno pagato due volte l'ammontare del
loro debito estero; oggi si trovano tre volte piu' indebitati (253 miliardi di
dollari di debito nel 1997 contro gli 84 miliardi di dollari del 1980, nel
frattempo hanno pagato 170 miliardi di dollari per oneri del debito).
Banca Mondiale
e Fondo Monetario Internazionale riscuotono dai paesi indebitati (poveri) cifre
enormemente piu' grandi di quelle prestate e attraverso questo cappio
controllano la politica interna dei paesi con gli adeguamenti strutturali
imposti ai singoli paesi (licenziamenti, aperture al mercato delle
multinazionali, ingresso dei capitali, privatizzazioni) per avere altri
prestiti o dilazioni temporali, ne riducono fino ad annullarla l'autonomia
politica e sociale.
Operazioni
come "Sdebitarsi" non considerano la funzionalita' del debito
rispetto alla gestione da parte dei potenti delle risorse dei paesi e portano a
risultati concreti marginali e ad una confusione nelle reali posizioni. La
Banca Mondiale e il Fondo Monetario hanno annunciato di finanziare fino a 7
miliardi di dollari iniziative tendenti a rendere maggiormente sostenibile
il pagamento del debito dei paesi piu'
poveri e indebitati, ma il debito di quei paesi ammonta a 200 miliardi di
dollari e 200 miliardi di dollari sono svaniti nel mercato borsistico asiatico
nel solo mese di agosto del 1977 (10).
*
Banca Mondiale
Tassello
fondamentale per il controllo del mercato globale. Istituita per finanziare
attivita' nei paesi "poveri" (il tasso del prestito e' stato nel 1993
del 7,5%) essa e' un mezzo per il controllo politico dei paesi e uno strumento
per far lavorare aziende occidentali privilegiando quelle statunitensi.
Alla banca
aderiscono con sottoscrizioni di capitali circa 170 paesi; essa e' controllata
dai paesi ricchi (gli Usa controllano il 17,5% delle azioni con diritto di
voto, 6,6% Giappone, 5% Francia, Germania, Gran Bretagna, ecc.; i 45 paesi
africani controllano il 4% del totale) e per l'esattezza dai paesi dove
risiedono le maggiori 200 multinazionali; le attivita' finanziate vengono
commissionate per gran parte ad imprese Usa (14).
La Banca
Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale richiedono, per ottenere nuovi
prestiti, adeguamenti strutturali ovvero misure tese a facilitare l'ingresso
nei paesi di capitali stranieri, ad aumentare la privatizzazione dei servizi e
del patrimonio pubblico, alla riduzione degli addetti, ecc. intervenendo
pesantemente sulle scelte politiche dei paesi (15).
*
L'ambiente
compromesso, il territorio e le comunita' destrutturati
L'ambiente e
le comunita' vengono usate come risorse, materia prima con cui creare profitto.
I beni comuni sono privatizzati, acquisiti e rivenduti dove prima erano
gratuitamente fruiti. Al prelievo corrisponde la produzione di scorie
(emissioni inquinanti e ambiti di societa' emarginati) che alterano le
condizioni complessive del pianeta con effetti spaventosi sulla salute umana.
La cultura viene asservita alla produzione e concentrata fittiziamente nei
paesi forti.
Lo spessore
del ghiaccio artico e' diminuito dagli anni '50 del 42%; ogni anno la copertura
di ghiaccio della Groenlandia perde un volume pari a 51 chilometri cubi (13).
L'ultima volta che la regione del Polo Nord rimase priva di ghiaccio come nel
luglio 2000, fu 50 milioni di anni fa (4).
In alcune aree
del Pacifico e dell'Oceano Indiano il temporaneo riscaldamento delle acque
superiore ai massimi ha provocato la morte o l'alterazione del 90% delle
barriere coralline (4).
Il deficit
mondiale di acqua e' stimato in 200 miliardi di metri cubi annui (si preleva
acqua senza che si ricarichino i corpi idrici). Gran parte delle falde mondiali
sono inquinate: tra il 50 e il 60% delle campionature fatte nel mondo rileva la
presenza di inquinanti in concentrazioni sostanzialmente nocive. Vi sono centinaia
di milioni di persone che bevono regolarmente acque fortemente inquinate (4).
Ogni anno quasi 5 milioni di persone muoiono per malattie causate da
inquinamento delle acque (16).
Dal 1751 sono
stati immessi in atmosfera 271 miliardi di tonnellate di carbonio; dal 1958 al
'99 le concentrazioni di anidride carbonica in atmosfera sono aumentate del 17%
(4). Ogni anno circa 3 milioni di persone muoiono per inquinamento atmosferico
(16).
Ogni anno la
foresta vergine si riduce di 14 milioni di ettari; fra il 1997 e il 1998 gli
incendi provocati dagli uomini hanno bruciato in Amazzonia 5,2 milioni di
ettari di foreste, macchia arbustiva e savana; in Indonesia 2 milioni di ettari
di foresta sono andati in fumo (2).
Circa 6
milioni di ettari si desertificano annualmente (non sono piu' coltivabili quasi
sempre per una cattiva conduzione agricola); quasi 5 milioni di ettari ogni
anno sono occupati dall'espansione degli insediamenti.
L'84% della
ricerca viene attuata in 10 paesi e il 95% dei brevetti e' controllato dagli
Usa (16).
*
Secondo gli
Usa l'etichettatura degli Ogm rappresenta un'illecita barriera commerciale
Gli Usa non si
limitano ad opporsi alle restrizioni sugli Ogm, ma usano il Wto per contrastare
l'etichettatura degli alimenti geneticamente modificati. Gli Usa sostengono che
l'etichetta creerebbe pregiudizi nei consumatori e costituirebbe una
"illecita barriera commerciale".
Dietro
pressioni dell'opinione pubblica gli Usa "moderano" in qualche modo
la propria posizione, accettando l'etichettatura obbligatoria di alimenti
contenenti Ogm, ma solo "nella misura in cui il nuovo alimento mostri di
aver subito importanti cambiamenti dal punto di vista della composizione",
trascurando che, di fatto, gli Ogm implicano
per definizione mutamenti genetici e hanno subito "importanti
cambiamenti dal punto di vista della composizione" (7).
*
Il passo
successivo della logica dei brevetti
La Monsanto ha
brevettato semi che non possono riprodursi. I semi sterili, soprannominati
terminator, possono essere attivati utilizzando una sostanza chimica, e la
semenza prodotta dal raccolto non potra' mai germinare. E' facile pensare le
conseguenze di questa prassi se si pensa che in questo modo gli agricoltori
sono costretti a comprare per ogni semina i prodotti della Monsanto; per di
piu', e' possibile che i raccolti terminator possano accidentalmente
impollinare le piante normali.
Nel 1996 negli
Stati Uniti circa due milioni di acri sono stati piantati con una varieta' di
cotone geneticamente modificato della Monsanto, chiamata "Bollgard".
Questo tipo di cotone e' una varieta' transgenica ingegnerizzata con Dna
ricavata da un microrganismo del suolo per produrre proteine velenose contro un
parassita del cotone. La Monsanto ha imposto agli agricoltori una "tassa tecnologica" in aggiunta al prezzo
delle sementi dalla quale ha raccolto in un solo anno 51 milioni di dollari.
Ma, al contrario di quanto assicurato, la diffusione del parassita nelle
coltivazioni geneticamente modificate e' stata 20-50 volta superiore di quella
che si verifica per impianti tradizionali (7).
*
E' vietato ai
paesi limitare il commercio di prodotti ottenuti con il lavoro minorile o con
il lavoro coatto
Le commissioni
del Gatt (General Agreement on Tariffs and Trade, espressione degli accordi
internazionali che preludono all'istituzione del Wto - World Trade
Organisation) per la risoluzione delle controversie decretano che le merci non
possono ricevere un trattamento commerciale diverso a seconda del modo in cui
siano state prodotte o raccolte. La possibilita' di distinguere tra metodi di
produzione e' indispensabile per la difesa dell'ambiente in parte basata sulla
possibilita' di trasformare le condizioni e i processi entro cui si producono
le merci e si coltivano, si raccolgono, si lavorano i prodotti della terra.
In ragione di
questa norma ad esempio gli Usa non potrebbero bandire i palloni di calcio
fabbricati in Pakistan, che l'Organizzazione internazionale del lavoro (Oil)
documenta come frutto del lavoro di bambini in condizioni di sopruso. Inoltre
l'accordo fa espressamente divieto ad ogni paese del Wto che abbia sottoscritto
l'accordo di impedire contratti governativi con imprese che violano i diritti
del lavoro, dell'uomo e dell'ambiente.
La merce e'
giudicata rispetto alla sua funzione: un pallone di calcio e' un pallone di
calcio, a prescindere dalle condizioni della sua produzione (7).
*
Biopirateria
sul riso
Il produttore
texano RiceTec ottiene nel 1997 un brevetto per il riso Basmati, pur ammettendo
nella domanda di brevetto che in India e in Pakistan il Basmati e' coltivato da
generazioni. RiceTec si e' limitata a modificare leggermente il riso
tradizionale indiano. Il fatto suscita forti proteste a Nuova Delhi, poiche' il
Basmati rappresenta un importante prodotto da esportazione per l'India.
In base
all'accordo Trip, l'India deve far rispettare i diritti derivanti all'azienda
americana dal brevetto, a danno dei coltivatori indiani (7).
*
L'uomo oggetto
del mercato
La
sopravvivenza e' divenuta l'obiettivo degli uomini; non si cercano piu' condizioni
di benessere comune ma soluzioni individuali all'interno del mercato. Estratto
dalla societa' e dall'ambiente l'individuo non vive ma sopravvive.
Egli e'
principalmente usato dal mercato che commercia sulle sue necessita', sui suoi
desideri, sulla sua salute.
I paesi ricchi
e i ricchi dispongono di molte piu' cure di quante ne abbiano i poveri; essi,
costituendo la domanda di medicina, indirizzano la ricerca e le offerte dei
prodotti: ci si interessa cosi' molto di piu' dei malanni (anche non gravi) delle
popolazioni e degli anziani facoltosi di quanto non ci si interessi dei milioni
di persone che ogni anno muoiono di vaiolo o morbillo.
La Dal Monte,
qualche anno fa, ha dimostrato come si possa ribaltare la realta' e farla
divenire una qualifica della merce, per quanto brutale essa possa essere. Le
grandi compagnie stimolano la produzione di una monocoltura in ampi territori
convincendo gli agricoltori ad abbandonare sistemi e colture tradizionali con
finanziamenti o assicurazioni sulle vendite. L'area diviene succube di un
mercato che non e' gestito dalla comunita' locale ma dalla compagnia che,
raggiunta la dipendenza di quei territori, stabilisce il prezzo del prodotto e
quindi massacra a propria convenienza prima l'economia e poi la societa' locale.
La Del Monte stabilisce prima i prezzi e poi il livello di qualita' delle
banane filippine; quando il mercato e' pieno giudica di cattiva qualita' anche
il 50% del prodotto mentre quando la domanda e' elevata arriva fino al 5% (3).
Questa oscillazione, indipendente dalle condizioni locali e motivata
esclusivamente dall'interesse della compagnia, che produce miseria e
disperazione tra la popolazione, e' divenuta una pubblicita', "l'uomo Dal
Monte ha detto si'", nota ed usata anche al di la' dell'uso strettamente
commerciale.
*
Il timore di
una causa presso il Wto induce la Corea del Sud ad abbassare gli standard sulla
sicurezza dei cibi
Nel 1995 gli
Usa minacciano di denunciare al Wto una normativa della Corea del Sud che
prevede lunghe procedure di controllo sulla frutta d'importazione.
L'avvertimento in realta' e' rivolto indirettamente a Cina e Giappone. Il
governo coreano dichiara che il problema e' stato gonfiato, che il giudizio del
Wto dovrebbe essere invocato su questioni di grande rilievo e non su inezie,
considerati i costi che la procedura comporta. Le spese che si devono
affrontare per sostenere una causa presso il Wto sono motivo di grande
preoccupazione, specie per i paesi piu' poveri. Cosi' quando gli Usa inoltrano
la denuncia la Corea del Sud accetta di patteggiare, giudicando piu'
conveniente abbassare gli standard di sicurezza alimentare che misurarsi con
gli Usa. Nell'aprile del '95 i tempi delle procedure di controllo sulla frutta
importata sono ridotti da 25 a 5 giorni (7).
*
Le minacce statunitensi
inducono la Tailandia ad abbandonare la politica sui prezzi per un accesso
diffuso ai farmaci
Dopo sette
anni di pressioni e minacce, la Tailandia finisce per modificare la sua legge
sui brevetti del 1992. La commissione di controllo sui farmaci, che era stata
istituita come strumento per la sanita' pubblica, aveva fatto abbassare il
prezzo dei farmaci salvavita come il flucanozole, usato per il trattamento di
una forma di meningite che in Tailandia colpisce un malato di aids su cinque.
La commissione aveva autorizzato tre aziende farmaceutiche locali a produrre il
farmaco, portandone cosi' il costo dai 14 dollari per la dose giornaliera,
richiesti dalla distributrice Pfizer, ad un dollaro. Altri farmaci anti aids,
applicando le stesse misure, passarono da un costo di 324 a soli 87 dollari.
Benche' questo tipo di licenza sia consentito dagli accordi Trip, gli Usa
giustificarono la loro accanita campagna contro la legge tailandese
dichiarandola non conforme all'accordo e sostenendo che l'esistenza stessa
della commissione di controllo sui farmaci e' incompatibile con il Wto (7). La
vicenda del controllo del mercato delle medicine, nonostante il buon esito
avuto con la vicenda aids-Sudafrica, non e' assolutamente risolta.
*
Minacce
all'Unione Europea per la normativa degli standard sull'inquinamento
Negli anni
scorsi l'Unione Europea propone di bandire entro il 2004 i prodotti elettronici
che contengono piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente e ritardanti a fiamma
alogena, e di varare una legge che imponga la presenza di un 5% di materiale
riciclato nelle componenti plastiche dell'elettronica; inoltre di imporre alle
aziende di farsi carico del recupero e dello smaltimento delle attrezzature
elettroniche dismesse.
L'industria
elettronica (l'Aea) e il governo degli Stati Uniti sferrano un'offensiva in
grande stile contro questa proposta. L'Aea accusa l'Unione Europea di violare
un certo numero di norme Wto, e aggiunge la sbalorditiva affermazione che non
esistono prove che i metalli pesanti, come il piombo, rappresentano una
minaccia per la salute umana e per l'ambiente.
*
4. L'esito
ricercato: l'asservimento delle comunita'
Le
modificazioni del clima
La temperatura
complessiva del pianeta sta aumentando in ragione di fenomeni innescati
dall'uomo (effetto serra, produzione di calore, ecc.). Il rischio maggiore e'
quello che debbono affrontare le comunita' localizzate gia' oggi in condizioni
ambientali estreme o in ambiti particolarmente sensibili all'innalzamento delle
temperature (vicinanza ai deserti, scarsezza di risorse). Ma la principale
condizione derivante dalla modificazione e' l'aumento della imprevedibilita'
delle condizioni climatiche e la violenza del loro manifestarsi. Le
"grandi catastrofi naturali" negli anni Ottanta furono 20, negli anni
Novanta 86 (eventi connessi al clima - quali uragani, inondazioni, frane - sono
stati l'80% del totale) ed hanno provocato la morte negli ultimi quindici anni
di 561.000 persone di cui solo il 4% nei paesi industrializzati (4), nonche'
danni all'agricoltura, difficolta' a mantenere l'agricoltura tradizionale,
necessita' di investimenti per ricostruire e per rendere indipendente
l'agricoltura dagli eventi naturali (serre, industrializzazioni, etc). Una
comunita' che non puo' regolarsi autonomamente con il clima e' asservita.
*
La carenza di
acqua
I consumi di
acqua nel mondo continuano ad aumentare. L'agricoltura moderna industrializzata
monocolturale, disinteressata all'ambiente, richiede una quantita' crescente di
acqua. La disponibilita' si riduce, i costi aumentano, il controllo della
risorsa e' fondamentale. I forti privatizzeranno il bene comune acqua e
gestiranno la sua disponibilita'. Una comunita' senz'acqua e' asservita.
*
L'aumento
della popolazione e l'alimentazione
Le Nazioni
Unite prevedono per i prossimi 50 anni l'aumento della popolazione del pianeta
di 3 miliardi di individui (dagli attuali 6 ai 9 miliardi). La superficie
coltivata pro-capite si ridurra' ulteriormente. Vi sono dei paesi come la
Nigeria dove si passera' da 0,15 ettari a 0,07 per il solo aumento del numero
della popolazione, senza considerare gli effetti dell'innalzamento delle
temperature e della carenza di acqua sulla grande quantita' di terreni aridi e
semiaridi. Sara' necessario aumentare la produzione nelle aree gia' produttive
che non saranno interne al paese. Negli ultimi venti anni il commercio mondiale
dei prodotti agricoli (esportazioni/importazioni) e' piu' che raddoppiato (2):
i paesi in via di sviluppo importano alimenti di base (necessari alla
sopravvivenza) ed esportano prodotti particolari (di "benessere":
frutta esotica, caffe', cacao, ecc.) che hanno sostituito tutte le altre
coltivazioni, le quali dipendono dal mercato globale e sono suscettibili
(vedere la vicenda della cioccolata) a qualunque taglio da parte degli
importatori. Una comunita' che non produce quello che mangia e' asservita.
*
L'impossibilita'
di scegliere
Nonostante il
riconosciuto problema ambientale nessun consumo, nessuna emissione e' diminuita
nell'ultimo decennio. Consumi di combustibili fossili: 7.150 milioni di Tep
(tonnellate equivalenti petrolio) nel 1990, 7.647 milioni di Tep nel 1999;
produzione autoveicoli: 36 milioni nel 1990, 39 milioni nel 1999; numero
autoveicoli circolanti: 445 milioni nel 1990, 520 milioni nel 1999;
esportazioni pesticidi: 9 miliardi di dollari nel 1990, 11,4 miliardi di
dollari nel 1998, ecc. (2) (4) (13) (17).
Questa
esponenziale e continua crescita e' conveniente per i produttori di merci ma
non lo e' assolutamente per le comunita'. Una comunita' che non ha la possibilita'
di scegliere e' una comunita' asservita.
*
Il potere
economico si sostituisce a quello politico
Il capitale
privato ha permeato la struttura amministrativa sia fisicamente (ad esempio
nell'amministrazione Clinton il Ministro del Tesoro, il direttore della Banca
Mondiale e molti altri ruoli erano ricoperti da tecnici gia' gestori di grandi
multinazionali), sia come obiettivo (gli eletti si interessano sempre piu' al
mondo degli affari la cui soddisfazione e' finalita' obbligata e condizione
indispensabile della loro esistenza) (15). Anche in ragione di questo qualunque
alternativa parlamentare non muta le condizioni e l'ambito operativo
dell'economia, non intacca le scelte dei grandi capitali. La ragione
dell'interesse nei confronti delle grandi proprieta' private che si propongono
come gestori di paesi risiede appunto nel fatto che attraverso il loro successo
si confermerebbe la possibilita' di acquisire direttamente da parte del
capitale non solo le attivita' ma le persone che in un paese sussistono. Una
comunita' che non gestisce la propria politica e' asservita.
*
La dipendenza
Individui
incapaci di autogestire la propria esistenza, comunita' non connesse al
territorio, disinteressate all'ambiente, dipendenti da politiche e da
organizzazioni esterne, senza strumenti, parti di un processo produttivo e di
mercato in cui non incidono, questo e' lo scenario che si sta costituendo. Un
sistema regolato da pochi con una umanita' dipendente da un modello che gli
toglie l'autonomia. Rendere dipendente l'umanita' e' il principale sistema per
asservirla.
*
5. Le
modalita' di risposta
Il potere e il
suo doppio
Gran parte
delle informazioni contenute in questo testo sono elaborate da organismi
internazionali controllati dallo stesso mercato che provoca i problemi trattati.
E' abbastanza frequente trovare nei documenti dell'Onu e degli organismi in cui
si articola (nonche', cosa ancor piu' incredibile, in quelli della Banca
Mondiale che con la sua politica ha contribuito alla poverta' mondiale) accenni
sulla necessita' di ridurre i debiti dei paesi o sulla necessita' di conservare
l'ambiente e le comunita'. Gran parte delle persone che si interessano
intelligentemente di tale problema non riescono ad individuare le motivazioni
prime di questo modello, ed in particolare non vi riesce la maggior parte degli
intellettuali americani, nonostante facciano una analisi della situazione molto
corretta; si assiste cosi' alla predisposizione di soluzioni che sono definite
all'interno del sistema esistente, mettendo a loro presupposto quegli stessi
caratteri che sono alla base dell'attuale modello e che ostacolano qualunque
soluzione migliorativa (in particolare il mercato e i profitti che esso produce
viene considerato come situazione di partenza da regolare e non da eliminare nelle
attuali forme).
*
Tra
integralismo e compromesso
Il sistema non
funziona ed e' facile prendere le distanze da esso, ma se la distanza e' troppo
profonda si rischia di perdere i contatti con il resto degli individui e di
scegliere una pratica persecutoria nei confronti di coloro i quali sono vittime
(seppur spesso coscienti) del sistema. E' dunque necessario trovare un fare
politico che non avvii forme di integralismo ma che con fermezza manifesti la
possibilita' di soluzioni diverse senza cedere ai compromessi maggiormente
presenti sia nella pratica della relazione che in quella
dell'autoreferenzialita'.
*
La necessita'
di intelligenza
E' necessario
percorrere cammini che non siano prevedibili. Evitare il confronto in terreni
scontatamente perdenti ed evitare di cadere in trappole tese. E' necessario
assumere atteggiamenti lucidi che promuovano azioni che effettivamente
infastidiscano e limitino la prevaricazione di questo modello, azioni che siano
comprese e partecipate dalle comunita' e dagli individui. Quando Gandhi,
sebbene nell'ambito limitato di un movimento per l'indipendenza, individuo'
nell'acquisizione dei vestiti dagli inglesi uno dei meccanismi per consolidare
il potere coloniale, non invito' a distruggere i depositi delle compagnie ma
invito' a farsi, come tradizione indiana, i vestiti da soli e quest'azione,
sentita e condivisa, inizio' a scardinare il potere costituito. E il
colonialismo inglese sugli indiani e nel mondo non era sicuramente meno pesante
e invasivo del potere della globalizzazione.
*
Azioni
coerenti
La limitazione
dell'efficacia dei movimenti e' connessa anche alla mancanza di coerenza che i
suoi appartenenti mostrano. Automobilisti irriducibili, tifosi, puttanieri,
accumulatori di denaro, gratuitamente violenti, dogmatici, non possono
ipotizzare di scardinare un sistema che si fonda proprio su questo tipo di
atteggiamenti. Essere conflittuali comporta anche avere una modalita' di vita
non coerente con i dogmi della societa' criticata; comporta avere una
omogeneita' tra mezzi e fini.
I Lakota
americani sono riferimento di un modo di vita diverso. Se avessero militarmente
vinto e quindi avessero mostrato una efficienza militare superiore a quella
degli occupanti sarebbero stati piu' yankee di loro. Cio' non significa che chi
perde e' migliore, ma che se si vince con armi infami e' una vittoria infame
quella che si conquista.
*
Recuperare il
senso dell'agire individuale
Dopo anni di
strutturazione di organizzazioni e di attesa di grandi strategie politiche
all'interno dei movimenti di opposizione e' necessario recuperare il senso
dell'agire individuale ovvero la coerenza e la capacita' di incidere anche
individualmente.
Questo sistema
avendo destrutturato gli organismi politici e amministrativi cerca
un'interlocuzione da persona a persona. La cerca perche' ritiene, rispondendo
alle medesime logiche che hanno tarpato le sinistre, che l'individuo
disorganizzato sia piu' facile da gabbare che l'individuo organizzato. Ma se
l'individuo non organizzato e' piu' cosciente di quanto la sua presenza
all'interno di una organizzazione fatta di deleghe possa richiedere e
prevedere, il confronto diviene a tutto svantaggio del sistema in quanto, in
questa condizione, dovrebbe contrastare non uno ma infiniti leader.
*
Il
relazionarsi coordinato di individui
In questo
quadro ancor piu' evidente appare l'incredibile limitatezza del sistema delle
deleghe. Le deleghe di fatto riducono il peso delle singole posizioni in quanto
omogeneizzano nella loro reiterazione le posizioni e trovano tra esse il comune
denominatore. Il passaggio dalla base al capo del governo, o al capo di una
opposizione, ha decine di livelli di delega e quindi di compromissione in cui
le minoranze, di volta in volta, divengono sempre meno incidenti sulle scelte
operate.
Il partito, il
movimento organizzato, le avanguardie, l'imposizione delle linee, i leader, le
carriere politiche compongono uno scenario cupo da cui e' necessario liberarsi
anche se si ritiene che un'azione strutturata gerarchicamente sia maggiormente
efficace: potra' pure esserlo ma al prezzo di snaturare gli obiettivi e le
forme di partenza. L'agire individuale si coordina in un agire comune con
relazioni paritetiche, non gerarchiche e non impositive. Un modo di
relazionarsi da cui puo' anche scaturire una organizzazione, ma una
organizzazione "leggera" in cui vi sia autonomia e responsabilita'
delle scelte e che sia retta dal comune denominatore della coerenza e
dell'obiettivo di criticita' rispetto alle situazioni.
*
Ridurre,
rallentare, riflettere
Una azione
imprescindibile e' ridurre i consumi ed in questo gli abitanti del mondo
occidentale hanno una grande possibilita' di essere attivi. Ridurre gli
acquisti riduce la richiesta di merci e l'importanza del mercato, riduce lo
spreco di energia; rallentare i tempi delle azioni e degli spostamenti, visto
che piu' velocemente ci si muove e piu' si consuma: la trappola del tempo e'
strumento di mercato; riflettere sulle cose che si fanno, su ogni gesto, sul
come e il perche' si compie. Nell'acquisto operare una distinzione critica tra
le merci, boicottare i prodotti non corretti (eticamente, socialmente,
ambientalmente), indirizzare il mercato. Acquisire prodotti da soggetti
conosciuti, piccoli produttori, e non dalle multinazionali.
*
Individuare e
sostenere delle realta' che per la loro esistenza sono dei limitatori del
sistema
Vi e' una
diffusa serie di azioni che, anche solo per essere attuate, limitano la
diffusione del modello. Ad esempio l'autoproduzione dei cibi o la riparazione
dei prodotti. Tali azioni possono essere svolte dalle persone piu' diverse, ma
sono intrinsecamente conflittuali, anche senza diretta consapevolezza, nei
confronti dei principi che regolano questo modello.
Sostenerle e'
fondamentale.
*
Contribuire
alla ricomposizione delle comunita'
Stare nei luoghi,
relazionarsi con essi e con le comunita', utilizzare le capacita' tecniche di
esse e mettere a disposizione le proprie. Contribuire a renderle autonome o
maggiormente indipendenti.
*
Confrontarsi,
uscire dalle case, parlare, sentire, inventare
Parlare delle
cose semplicemente, con chiarezza, stimolando proprio quelle persone che
sembrano avere gia' preso una posizione allineata.
Contribuire a
togliere i pregiudizi e le abitudini indotte. Ritornare ad essere soggetti
attivi, propositivi, disponibili. La propria presenza, il proprio essere e' un
elemento politico fondamentale che trova modo di sostenere ipotesi alternative
al modello dato se relazionato creativamente e positivamente con altri.
*
6. Fonti e
riferimenti
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(1998), Rapporto 1998 su Lo sviluppo umano. I consumi ineguali, Rosemberg &
Sellier, Torino.
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4. Brown L.R., Flavin C., French H. (2001), State of
the World, Edizioni Ambiente, Milano.
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6. Shiva V.
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11.
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14. George S,
Sabelli F. (1994), Crediti senza frontiere, Edizioni Gruppo Abele, Torino.
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Abele, Torino.
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economist (1999), Il mondo in cifre 1999, Interazionale Editore, Roma.
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19. Andreff W.
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*
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