MARINELLA
CORREGGIA: A TERRA, A TERRA
[Riproponendo questo testo, nuovamente
ringraziamo Marinella Correggia (per contatti: mari.cor@libero.it) per avercelo
messo a disposizione: e' il testo del capitolo "Volare? A
terra, a terra" del suo recente libro La rivoluzione dei dettagli,
Feltrinelli, Milano 2007.
Marinella
Correggia e' nata a Rocca d'Arazzo in provincia di Asti; scrittrice e
giornalista free lance particolarmente attenta ai temi dell'ambiente, della
pace, dei diritti umani, della solidarieta', della
nonviolenza; e' stata in Iraq, Afghanistan, Pakistan, Serbia, Bosnia,
Bangladesh, Nepal, India, Vietnam, Sri Lanka e Burundi; si e' occupata di
campagne animaliste e vegetariane, di assistenza a prigionieri politici e
condannati a morte, di commercio equo e di azioni contro la guerra; si e'
dedicata allo studio delle disuguaglianze e del "sottosviluppo"; ha
scritto molto articoli e dossier sui modelli agroalimentari nel mondo e
sull'uso delle risorse; ha fatto parte del comitato progetti di Ctm (Commercio Equo e Solidale); e' stata il focal point per l'Italia delle rete "Global Unger Alliance";
collabora con diverse testate tra cui "il manifesto", e' autrice di
numerosi libri, e' attivista della campagna europea contro l'impatto climatico
e ambientale dell'aviazione. Tra le opere di Marinella Correggia: Ago e
scalpello: artigiani e materie del mondo, Ctm, 1997; Altroartigianato in Centroamerica,
Sonda, 1997; Altroartigianato in Asia, Sonda, 1998;
Manuale pratico di ecologia quotidiana, Mondadori, 2000; Addio alle carni, Lav, 2001; Cucina vegetariana dal Sud del mondo, Sonda,
2002; Si ferma una bomba in volo? L'utopia pacifista a Baghdad, Terre di mezzo,
2003; Diventare come balsami. Per ridurre la sofferenza del mondo: azioni
etiche ed ecologiche nella vita quotidiana, Sonda, 2004; Vita sobria. Scritti
tolstoiani e consigli pratici, Qualevita, 2004; Il
balcone dell'indipendenza. Un infinito minimo, Nuovi Equilibri, 2006; (a cura
di), Cambieresti? La sfida di mille famiglie alla societa'
dei consumi, Altra Economia, 2006; Week Ender 2. Alla
scoperta dell'Italia in un fine settimana di turismo
responsabile, Terre di Mezzo, 2007. La rivoluzione dei dettagli, Feltrinelli,
Milano 2007]
"Giri
su Internet alla ricerca del volo piu' economico?
Vuoi andare in luoghi caldi in inverno, o a una conferenza sul futuro del
mondo? Bene, ti diciamo noi qual e' il vero prezzo da pagare per ogni viaggio
aereo, e vedrai che e' il modo piu' rapido per stare
per sempre al caldo e precludere un futuro all'umanita'"
Avvertimento
del sito specialistico www.chooseclimate.org
Il
contesto
Per
superare il confine fra terra e cielo l'essere umano che sa volare unicamente
in sogno deve ricorrere massicciamente a un terzo elemento: il fuoco,
l'energia. Aumenta continuamente il trasporto aereo di persone e merci. In ogni
attimo i cieli sono arati da almeno 10.000 apparecchi.
Volare
entusiasma. Accorcia le distanze. Uccide il clima. L'aeronautica civile (non
parliamo poi dei bombardieri) "in apparenza" contribuisce nella
misura del 3-4% alle emissioni globali di anidride carbonica, ma il cosiddetto radiative forcing, effetto di riscaldamento
combinato di CO2, ozono, vapore acqueo e condensa e' circa tre volte piu' grande di quello della sola CO2.
A
causa di questa "triplicazione" gia' oggi,
secondo i calcoli del California Institute
of Technology, il trasporto
aereo provoca il 10% dell'effetto serra totale. Un aereo con 400 posti per un
viaggio di
Nel
2002 il Wwf britannico calcolo' l'impatto ambientale
di due vacanze da due settimane, una a Maiorca e l'altra a Cipro partendo da
Londra: insieme coprivano fino al 50% della fetta di risorse disponibili
spettante a ogni individuo del pianeta. Al tempo stesso un singolo viaggio
contribuisce all'effetto serra quanto una donna afgana o un bambino congolese
in diversi anni di vita, comprendendo tutti i loro (scarsi) consumi. Pero' sono gli ambienti e le vite di chi non vola a subire
gli effetti peggiori del riscaldamento del clima.
In
Europa le emissioni di CO2 da aviazione sono cresciute del 73% fra il 1990 e il
2002 e cresceranno del 150% dal 2002 al 2012; e' il settore in cui crescono piu' in fretta. Il fenomeno dei low cost,
voli a un centesimo, un euro, dieci euro ha fatto lievitare il consumo di
aerei. Queste formule stracciate erano il 5% del traffico europeo nel 2000 e
nel 2006 ne erano diventate un quinto. Che comunque rimane poco democratico,
concentrato com'e' nel 5% della popolazione mondiale. I low cost
fanno volare molto di piu' ma sempre i soliti.
Italiani per il week end ad Amsterdam, olandesi per la notte bianca a Roma. La
donna afgana non vola, nemmeno a un dollaro (se non altro, non si riempie di
particelle di ritardanti di fiamma).
Il
traffico aereo inquina anche vicino a terra, in prossimita'
degli aeroporti, con monossido di carbonio e particolato totale. E poi, fine
del silenzioso cielo: rombi d'aereo dominanti o in sottofondo, di giorno e di
notte rendono difficile la vita a chi abita nelle vicinanze delle partenze,
degli arrivi e dei corridoi di ascesa e discesa. E le grandi opere espandono
continuamente la cementificazione da aeroporto. Secondo alcuni calcoli la collettivita' paga oltre 2.000 milioni di euro all'anno per
i costi "esterni" - non contabilizzati nel prezzo del volo - legati
alle cinque emergenze: inquinamento, rumore, effetto serra, congestione,
incidenti. Sono i classici costi ambientali scaricati sulla collettivita':
anche su chi non vola mai.
Il
settore dell'aviazione civile gode di privilegi sfacciati: esenzioni fiscali e
perfino l'esenzione dall'applicazione del protocollo di Kyoto sull'effetto
serra.
*
Che
cosa posso fare io
Volare
piace quasi a tutti. Ma e' una delle attivita' piu' ecologicamente e dunque socialmente disdicevoli a cui
una persona si possa dedicare. Urgono svolte individuali e collettive.
a)
Ridurre la domanda e' ridurre l'offerta
Banalmente,
gli aerei volano perche' volano le persone volano e
comprano merci che volano.
-
Intanto, calcolare. In media (dipende da tanti fattori come il tipo di aereo,
il tasso di riempimento, la quantita' di scali) si puo' calcolare un impatto sull'effetto serra per persona pari
a:
-
Meno clienti oggi meno voli domani. Obiezione: "Senza di te l'aereo
volerebbe lo stesso e l'inquinamento pro capite dei viaggiatori sarebbe ancora piu' alto per via del tuo posto lasciato vuoto".
Risposta: a una minore domanda corrisponderebbe velocemente una riduzione dei
voli (e quindi del danno); le compagnie non possono certo viaggiare vuote.
- Charter e low cost no grazie. A
differenza dei voli di linea periodici, i charter partono solo "a
comando", quindi il collegamento domanda-offerta e' immediato. Scegliere i
charter o il low cost significa premiare chi opera per
fare dell'aereo una specie di bus.
-
Svuotare i cargo. Le merci viaggiano per i continenti perche'
c'e' qualcuno che le preferisce a cio' che viene da
vicino. Consumiamo e soprattutto mangiamo prodotti locali e di stagione.
Portare una tonnellata in aereo per un chilometro provoca l'emissione di
b)
Alternative certe
Sulle
brevi e medie distanze si tratterebbe solo di tornare a quel che si faceva fino
a una decina di anni fa (non proprio i tempi bui della candela e del calesse):
viaggiare via terra.
-
Rotaie europee a buon prezzo. Da Roma a Milano, Messina a Napoli, Torino a
Parigi, Bari a Venezia e via elencando medie e corte distanze, il treno e' di
gran lunga piu' ecosostenibile dell'aereo. E si
trovano - a prenotarle per tempo - tariffe vantaggiose con le quali raggiungere
anche molte citta' europee.
- Cosi' veloce non e'. Se si calcolano i tragitti da e verso
l'aeroporto, il check in e lo spezzettamento del
viaggio, al di sotto dei
-
Non partire! Chi viaggia per lavoro... o per riunioni di "attivisti-per-cambiare-il-mondo"
si chieda se e' davvero necessario. Molto si puo'
sbrigare da fermi, a meno di essere affetti da apodemomania
(mania del movimento).
-
Se c'e' di mezzo il mare. Mediterraneo, Tirreno e Adriatico sono quasi dei
laghi. Si arriva in Sardegna e in Grecia in una notte di nave (l'avvistamento
della costa e' sempre magico e certi traghetti hanno saloni e bar da crociera).
Anche
c)
Distanze intercontinentali
L'eventualita' di un viaggio via terra su 3.000 o
-
La prima domanda. Serve davvero questo viaggio? Mark Linas,
autore di "Notizie da un pianeta rovente", avendo esaurito - nei
viaggi aerei per la preparazione del libro - la sua quota equa di emissioni per
i prossimi venti anni, dice ormai no a qualunque viaggio turistico aereo. Mathis Wackernagel, inventore dell'impronta ecologica, minimizza i propri consumi salvo quelli degli aerei andando in giro
per il mondo a propagandare l'impronta ma... "sinceramente non ho ancora
capito se il bilancio finale di questa contraddizione e' positivo, nel senso
che molte persone capiscono che bisogna orientarsi verso uno stile di vita e un
modello di consumo piu' realistico, o se e' negativo,
perche' le idee di cui parlo rimangono solo discorsi
in aria".
-
Telelavoro. Fanno miracoli le teleconferenze e telefonate "di
gruppo".
-
Quale turismo. Molti viaggi esotici sono un lusso e basta. I bei paesi del
Mediterraneo offrono praticamente tutto. Quanto alle genti e alle culture altre
da conoscere, anche gli abitanti di quei luoghi lontani amerebbero venire a
conoscere le nostre, di genti e culture. Non c'e' giustizia in questi viaggi a
senso unico.
-
Riscaldare il pianeta per andare al caldo? Chi parte in inverno per stare al
caldo e in estate per stare al fresco non ha capito granche'
della bellezza delle stagioni, e di come il suo comportamento contribuisca a
farle saltare.
-
"Me lo posso permettere, ecorisparmio
altrove". Ho evitato l'auto tutto l'anno? Ho tenuto spenti i
riscaldamenti? Ho risparmiato molti kilowattora? Ho mangiato solo cibi a basso
impatto? Ho evitato qualunque usa e getta? Non volo da tempo? Allora forse ho
pagato in anticipo almeno parte del costo ambientale del mio viaggio. (Comunque la mia impronta ecologica schizzera'
subito ben oltre i tre pianeti).
*
Azioni
in comune
In
attesa degli aerei solari, che pero' non potranno
portare miliardi di persone all'anno, il fenomeno "volo pazzo" va
collettivamente arginato.
a)
Campagne terra terra
Con
un allarmato rapporto sull'aviazione di qualche anno fa, l'Ipcc (organismo
scientifico dell'Onu sui cambiamenti climatici) raccomandava l'applicazione da
parte degli stati di alcune misure: l'introduzione di tasse per scoraggiare
l'uso eccessivo degli aerei e il "decollo" di politiche di
sostituzione con il treno sulle brevi e medie distanze.
-
Giusto prezzo del trasporto aereo. Tutti amano volare a basso costo e comunque
andare lontano, anche gli ambientalisti; ecco perche'
soprattutto in Italia e' difficile avviare campagne per il modico uso
dell'aereo. In altri paesi come Germania e Gran Bretagna gli attivisti sono piu' attivi.
-
Fermare l'avanzata degli aeroporti. Le lotte contro il rumore e gli altri
inconvenienti degli aeroporti vedono spesso soli gli abitanti delle zone
limitrofe. A quando una grande campagna nazionale contro l'ampliamento degli
aeroporti e la creazione di nuovi?
-
Il moto perpetuo del "movimento dei movimenti". "Non
viaggio per turismo! Vado lontano si',
ma in Palestina in carovana di pace, in Chiapas in
delegazione, a Porto Alegre per il Social Forum, in
Nepal a dir ciao ai produttori della carta di riso equa, in Indonesia ad
ascoltare un'assemblea antiguerra". Questi spostamenti in massa da
movimento sono certo un'occasione per incontrare persone (ma le decisioni si
prendono altrove e in altro modo), ma molto da elite occidentale (e pochi del
Sud). Il che e' poco altermondialista. Non sara' meglio mandare un solo rappresentante a turno per
tutto il gruppo? E piuttosto pagare il viaggio a qualcuno del Sud?
-
Merci in volo? Il trasporto su nave sviluppa
b)
Provvedimenti da chiedere
Vanno
ridotte le sovvenzioni al trasporto aereo. L'Unione Europea titubante ci prova.
-
Tassare il kerosene. L'esenzione del
kerosene dalle tasse costa
all'Unione Europea otto miliardi di euro all'anno. Una tassa sul carburante
porterebbe a miglioramenti tecnologici, una gestione del traffico aereo meno
"pindarica" e un aumento dei biglietti con conseguente riduzione
della domanda. La direttiva europea 96 del 2003
permette l'imposizione di questa tassa ma solo sui voli domestici; accordi internazionali
ne rendono difficile l'applicazione generale, senza la quale le compagnie
andrebbero ad approvvigionarsi esentasse nel piu'
vicino paradiso fiscale del kerosene.
-
Tasse ambientali. Un'imposta sulle emissioni aeree potrebbe essere calcolata in
aggiunta a ogni biglietto. A tutt'oggi, e'
-
Protocollo di Kyoto anche fra le nuvole. Che gli aerei siano rimasti fuori dal
Protocollo di Kyoto e' un'altra anomalia su cui gli ambientalisti dovrebbero
dar battaglia. Il settore va compreso nel sistema di commercio di emissioni in
vigore in Europa dal gennaio 2005.
-
Un segno: tasse di solidarieta'. Dal luglio 2006
-
Limiti di velocita'. Un sito di ecofantascienza
sostiene che fra qualche tempo gli inquinanti aerei saranno sostituiti dai
dirigibili con consumi decine di volte inferiori, ma piu'
lenti:
-
Sognare non e' peccato. La meta' di tutti i voli in
Europa sono al di sotto dei