ALESSANDRO
PIZZI: RELAZIONE ALLA CONFERENZA "VITERBO INCONTRA CIAMPINO" DEL 3
MAGGIO 2008
[Alessandro Pizzi (per contatti:
alexpizzi@virgilio.it), gia' apprezzatissimo
sindaco di Soriano nel Cimino (Vt), citta' in cui il suo rigore morale e la sua competenza
amministrativa sono diventati proverbiali, e' fortemente impegnato in campo
educativo e nel volontariato, ha preso parte a molte iniziative di pace, di solidarieta', ambientaliste, per i diritti umani e la
nonviolenza, tra cui l'azione diretta nonviolenta in Congo con i "Beati i
costruttori di pace"; ha promosso il corso di educazione alla pace presso
il liceo scientifico di Orte (istituto scolastico in
cui ha lungamente insegnato); e' uno dei principali animatori del comitato che
si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto
aereo. Sul tema del trasporto aereo, del suo impatto sugli ecosistemi locali e
sull'ecosistema globale, e sui modelli di mobilita'
in relazione ai modelli di sviluppo e ai diritti umani, ha tenuto rilevanti
relazioni a vari convegni di studio]
Gentili
signore e gentili signori,
prima
di dare la parola agli illustri ospiti di Ciampino cui va tutta la mia e nostra
solidarieta' per la loro lotta in difesa della
salute, il Comitato vuole ribadire i motivi dell'opposizione alla costruzione
dell'aeroporto. Inoltre, voglio condividere con voi alcune riflessioni,
sperando che siano utili a tutti.
Voglio
partire dalla trasmissione "Report" di domenica 27 aprile scorso
dedicata alla situazione degli aeroporti in Italia.
Emerge una situazione di completo caos; l'immagine data dal
Ministro Bianchi e' di mancanza di programmazione; anche un articolo pubblicato
da "
La trasmissione ha messo in evidenza la crescita dei voli con la
previsione che in una decina d'anni essi raddoppieranno: Massimo Garbini,
responsabile operativo Enav, ha affermato che:
"Il problema maggiore viene riscontrato evidentemente in questo momento
sugli aeroporti. Risulta che nel 2020 60 hubs europei saranno completamente saturi, 24 ore su 24, e
che circa 4 milioni di voli non sapranno dove atterrare". La giornalista Giovanna Boursier
commenta: "Per far spazio a 4 milioni di voli si apriranno nuovi
aeroporti, e le emissioni di CO2 arriveranno a 284 milioni di tonnellate.
Da questa stima, pero', sono escluse le emissioni dei
voli internazionali perche' oggi ogni paese calcola
quanto inquina sommando solo i voli nazionali. Come dire: se
uno da Roma va a Torino inquina, ma se va a Parigi no".
*
E'
bene ribadire le nostre ragioni di opposizione alla costruzione dell'aeroporto.
a)
Sull'impatto disastroso di un aeroporto
Siamo
contro l'aeroporto a Viterbo perche':
1.
Lo abbiamo affermato piu' volte ma e' bene ripeterlo:
arrecherebbe un grave danno alla zona termale. Il Bulicame e' un vanto per
tutta la provincia di Viterbo e rappresenta una grande risorsa. Perche' metterla a rischio per far posto ad un aeroporto a
servizio di Roma per il turismo "mordi e fuggi"? Non e' una iniziativa razionale.
2.
Nuocerebbe alla salute dei cittadini che abitano nei pressi dell'aeroporto, in
generale tutta Viterbo, per l'inquinamento acustico e per le polveri sottili.
Per soddisfare desideri indotti dalla pubblicita' e
dalle agenzie di viaggio, per soddisfare la voglia di profitto delle compagnie
low cost come
3.
Possibile impatto dei campi elettromagnetici generati dai radar e dal sistema
di comunicazione terra-aereo. Sarebbe opportuno conoscere la situazione attuale
intorno alla zona dove dovrebbe essere costruito l'aeroporto e in citta'. Soprattutto si dovrebbe conoscere il progetto
dell'aeroporto stesso, Ma in realta' non esiste ne' un progetto ne' uno studio di Valutazione d'impatto
ambientale (Via) o di Valutazione d'impatto sulla salute (Vas):
la scelta di Viterbo e' stata fatta dal Ministro Bianchi senza tenere conto
delle leggi italiane, come emerge da uno studio di carattere giuridico del
Centro studi "Demetra".
*
b)
Sull'impatto disastroso dell'incremento del trasporto aereo.
Come
detto sopra, anche la trasmissione "Report" ha parlato della crescita
del trasporto aereo. Con l'aumento del trasporto aereo aumenteranno le
emissioni di CO2, uno dei principali gas ad effetto serra che contribuisce in
modo significativo al surriscaldamento del clima; e per gli aerei deve essere
tenuto in conto anche l'effetto del vapore acqueo (le scie). E i cambiamenti
climatici cominciano a far sentire gli effetti nefasti sugli ecosistemi; e
andando avanti di questo passo tra qualche decennio non si riuscira'
a mantenere l'aumento della temperatura ai due gradi centigradi, che pure danno
luogo a scenari drammatici per molti abitanti del pianeta a partire dagli
africani. Per questo noi ci battiamo al fianco dei cittadini di Ciampino per
ridurre drasticamente i voli (o addirittura chiudere del tutto l'aeroporto) e
contro il terzo aeroporto del Lazio (e speriamo di non dover dire, tra poco,
anche contro il quarto a Frosinone, viste le promesse elettorali di un
ministro).
Tra
tutti i settori economici, secondo i dati dell'Enea, dal 1990 quello che ha
avuto un incremento maggiore e' quello dei trasporti (+25%) e tra i trasporti
quello che e' piu' cresciuto e' quello aereo
(raddoppiato) con conseguente aumento di consumo di carburante e quindi di
emissione di CO2.
Il
trasporto aereo non solo contribuisce al surriscaldamento del clima, ma usa
anche una grande quantita' di energia: sempre da un
documento del Comitato economico e sociale europeo si viene a sapere che "Benche' negli ultimi 40 anni l'efficienza dei carburanti
per aerei sia aumentata di oltre il 70%, nello stesso periodo la quantita' totale del carburante utilizzato e' cresciuta di
oltre il 400%".
*
Il
trasporto aereo si inserisce bene nel modello di economia dominante: l'aereo e'
frutto dell'alta tecnologia, usa grandi quantita' di
energia, produce grandi quantita' di gas ad effetto
serra, raggiunge alte velocita', e' molto rumoroso,
e' usato da una esigua minoranza della popolazione
mondiale, produce guadagni per le compagnie aeree e costi per la collettivita' (sovvenzionamenti pubblici alle compagnie
private), provoca gravi danni alla salute dei cittadini che vivono nei pressi
degli aeroporti, danneggia in modo serio l'ambiente contribuendo in modo
considerevole al riscaldamento del clima. E chi vede nell'aeroporto un volano
dello sviluppo si trova immerso nel modello di economia dominante che non
considera le risorse locali, i beni ambientali locali, che privilegia
interventi estranei alle vocazioni del territorio, che fa un uso massiccio di
energia e materia, considerate illimitate, che si basa su un consumismo
sfrenato non solo di beni materiali, ma anche di turismo e di cultura, che non
prende affatto in considerazione la scarsita' delle
risorse, tutto misura
in termini monetari, mai in termini energetici (se usassimo come moneta di
scambio l'unita' di misura dell'energia ci accorgeremmo di stare, e da un
pezzo, in rosso), non vengono rispettati i principi fondamentali della natura,
in particolare i principi che ci ricordano che ad ogni trasformazione
energetica (in pratica il processo produttivo) energia e materia si degradano,
e che cio' che non puo'
essere recuperato va ad inquinare. Questa economia dovremmo definirla economia
violenta e contro natura.
Modello
di economia dominante che si basa sulla capacita' autoaccrescitiva del sistema capitalistico, che per sua
natura genera poverta', disuguaglianze e crisi ecologica.
Da un rapporto dell'Onu del 2006 risulta che il rapporto tra il reddito del 20%
degli abitanti piu' ricchi del pianeta e il 20% piu' povero era nel 1820 di
Cosi' come i danni alla biosfera sono causati in modo piu' consistente dai paesi industrializzati e dal modello
di consumo delle popolazioni ricche. Se prendiamo uno degli indicatori del
consumo, l'impronta ecologica (ricordo brevemente che l'Impronta Ecologica - in
sigla: IE - misura, in unita' di superficie, la
natura che consumiamo - spazio per abitare, energia per scaldarci, per
muoverci, piante che producono l'ossigeno per respirare, area che fornisce il
cibo), si vede che un nordamericano ha un impronta
ecologica quasi 8 volte l'impronta che spetterebbe mediamente ad ogni abitante
della terra e 13 volte quella di un africano. E' evidente che la responsabilita' dei vari paesi per i cambiamenti climatici
e' assai diversa, cosi' come e' diversa la responsabilita' dei cittadini (tra i ricchi e i poveri).
Penso a quelli africani o dell'America Latina, o agli occidentali piu' poveri: per questi dovranno essere disponibili quantita' di energia e materia superiori a quella attuale,
e per i cittadini piu' ricchi tale quantita' dovra' essere ridotta
drasticamente.
Non
dobbiamo dimenticare che la poverta' e' causa delle
morti dei bambini per fame o denutrizione, piu' di
sei milioni all'anno. Scienziati sostengono che la produzione di cibo e'
sufficiente a soddisfare il bisogno energetico e proteico di tutti gli abitanti
del pianeta. Questo concetto lo ribadi'
anche Gandhi all'inizio del secolo scorso: "Il nostro pianeta ha risorse
sufficienti per soddisfare i bisogni fondamentali di tutti, non l'avidita'" di qualcuno".
*
E'
di questi giorni la crisi alimentare nei paesi piu'
poveri, e tra le cause c'e' la produzione di biocarburante ricavato da prodotti
alimentari come la soia o il mais. Ancora una volta responsabile e' il nostro
modello di mobilita' basato sulle auto e sugli aerei.
Si deturpano intere zone e centri storici per costruire aeroporti o strade o
parcheggi per agevolare la mobilita' di passeggeri e
merci su gomma, altamente inquinanti e consumatori di energia. Alla faccia
degli impegni assunti con la sottoscrizione degli accordi di Kyoto, la ferrovia
viene penalizzata. Il treno e' il mezzo che meno inquina e dovrebbe essere
incoraggiato: invece dal 1939 al 2005 la rete ferroviaria italiana e' stata
amputata di
*
Credo
che se vogliamo una qualita' della vita migliore e se
vogliamo lasciare un pianeta alle future generazioni meno rovinato di quello di
oggi, dobbiamo invertire la tendenza alla crescita dei consumi, dovremmo
smetterla di rapinare le risorse, dovremmo abbandonare l'idea del dominio sulla
natura, dovremmo pensare che le risorse del pianeta sono limitate e che si
degradano, dovremmo smetterla di pensare all'accumulazione crescente del
capitale come fine, dovremmo pensare ad una economia
basata sulle risorse locali e cercare di vivere e produrre secondo il motto del
sempre presente nei nostri cuori e nella nostra mente Alexander Langer, esponente prestigioso del movimento nonviolento,
impegnato per evitare la guerra in Jugoslavia: "lentius,
profondius, soavius": piu' lentamente, piu'
profondamente, piu' soavemente.
*
Permettetemi
di chiudere leggendo alcuni brani dell'appello di Aqqaluk
Lynge, rappresentante degli Inuit della Groenlandia,
contenuto in articolo pubblicato da "
"Quello che accade al Sud, in Gran Bretagna, colpisce noi
al Nord. Potete anche pensare che l'allargamento
dell'aeroporto di Stansted sia una piccola cosa nell'accelerare l'effetto
serra. Ma chiunque puo' dire la stessa cosa su quello
che sta facendo. E' una scusa per non prendere decisioni e il risultato e' la
catastrofe.
"Noi Inuit cacciamo sul ghiaccio da cinquemila anni, per
generazioni abbiamo potuto prevedere con assoluta precisione gli spostamenti
delle nostre prede, foche, balene, orsi, e procurarci cibo e tutto quello che
era necessario senza distruggere la natura. Oggi non e' piu' possibile.
"Ma per noi l'effetto serra non e' solo un'ipotesi, uno
studio scientifico. E' una realta'. E
potrebbe esserlo anche per voi nel giro di pochi decenni.
"E'
troppo chiedere un po' di moderazione per la salvezza del mio popolo oggi e del
vostro popolo domani?.
"Il
mio e' un piccolo popolo, ma quello che gli sta accadendo riguarda tutti voi.
Quando ero giovane, il ghiaccio si formava a novembre. Ora parecchi mesi dopo.
Non so se sia tutta colpa degli aerei che passano sopra
Fermateli
a Ciampino. Fermatevi a Viterbo. E' questo il nostro appello, il nostro grido.