ALESSANDRO
PIZZI: LE RAGIONI DEL COMITATO CHE SI OPPONE ALL'AEROPORTO E S'IMPEGNA PER
[Ringraziamo Alessandro Pizzi (per
contatti: alexpizzi@virgilio.it) per averci messo a disposizione il testo della
relazione introduttiva del convegno "Un mega-aeroporto a Viterbo? No, grazie", svoltosi a Viterbo il 21 settembre 2007.
Alessandro
Pizzi, gia' apprezzatissimo
sindaco di Soriano nel Cimino (Vt), citta' in cui il suo rigore morale e la sua competenza
amministrativa sono diventati proverbiali, e' fortemente impegnato in campo
educativo e nel volontariato, ha preso parte a molte iniziative di pace, di solidarieta', ambientaliste, per i diritti umani e la
nonviolenza, tra cui l'azione diretta nonviolenta in Congo con i "Beati i
costruttori di pace"; ha promosso il corso di educazione alla pace presso
il liceo scientifico di Orte (istituto scolastico in
cui ha lungamente insegnato); e' uno dei principali animatori del comitato che
si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto
aereo. Sul tema del trasporto aereo, del suo impatto sugli ecosistemi locali e
sull'ecosistema globale, e sui modelli di mobilita'
in relazione ai modelli di sviluppo e ai diritti umani, ha tenuto rilevanti
relazioni a vari convegni di studio]
Gentili
signore e gentili signori,
mi e' stato affidato il compito di illustrare le
ragioni per cui ci siamo costituiti in comitato, il comitato che si oppone alla
costruzione di un aeroporto a Viterbo e si impegna per ridurre il trasporto
aereo.
Ho
riassunto in sei punti le ragioni.
*
1.
Le Terme, il Bulicame
L'area
in cui si vorrebbe ingrandire (in questi anni pezzo per pezzo, un hangar qua,
una pista la', qualcosa e' stata fatta) e costruire
l'aeroporto fino a renderlo utile per i voli a basso costo, e' al centro della
zona termale di Viterbo. Il Bulicame rappresenta una parte importante della
storia di Viterbo e l'orgoglio di ogni abitante della Tuscia
(citato anche da Dante nella Divina Commedia).
La
realizzazione dell'aeroporto danneggerebbe per sempre uno dei principali beni
ambientali e culturali di Viterbo, distruggerebbe un pezzo importante della
storia dei viterbesi, rendendolo un "non-luogo", e distruggerebbe le
prospettive occupazionali legate ad una delle piu'
importanti risorse locali.
Possiamo
immaginare cosa significa andare alle Terme per curarsi e respirare gli
scarichi degli aerei e ascoltare il loro rumore. Oltre tutto si tratta di un
aeroporto del tutto estraneo alla vocazione del territorio della Tuscia. Un aeroporto che deve servire per i voli low cost per portare i turisti del "mordi e fuggi" a
Roma, turisti che scendono nel non-luogo e non vedono l'ora di andare a Roma.
Per i nostri amministratori, i partiti e le associazioni (a parte Prc, Verdi e
Arci), un aeroporto al servizio di Roma e delle compagnie low cost, estraneo al territorio e' fattore di sviluppo e benessere. Al
contrario, a noi sembra un'ennesima opera di servitu'
che si vuole costruire nella nostra Tuscia.
*
2.
Impatto sulla popolazione che vive nei pressi dell'aeroporto
Per
soddisfare desideri
indotti dalla pubblicita' e dalle agenzie di viaggio,
per soddisfare la voglia di profitto delle compagnie low cost
come
Manca
lo studio di Valutazione di Impatto Ambientale, quindi non possiamo conoscere i
livelli di inquinamento acustico e atmosferico. Ma i rapporti che riguardano
altri aeroporti ci devono preoccupare, e pure molto. Inoltre deve far
riflettere la costituzione dei comitati dei cittadini che vivono nei pressi
degli aeroporti per la difesa della salute, seriamente minacciata dal rumore e
dalle polveri sottili. Se gli aeroporti inducessero benessere non sorgerebbero
i comitati di cittadini e molti Comuni (ad esempio Ciampino, e vari comuni del
Piemonte) non intraprenderebbero azioni contro di essi.
Dal
Rapporto sullo stato dell'ambiente in Lombardia 2006 si viene a sapere che
l'aeroporto oltre all'inquinamento acustico e atmosferico, ha introdotto rilevanti modifiche
nelle infrastrutture viarie afferenti all'area di Malpensa 2000, con l'aggravamento
dei flussi di traffico stradale e conseguentemente delle emissioni in atmosfera
di inquinanti, in particolare di precursori dell'ozono troposferico. Alla voce
"rifiuti" testualmente emerge che: "Malpensa 2000, centro di
consumi, produce mediamente un quantita'
di rifiuti urbani al pari di una citta' come Castellanza (14.600 abitanti)". Si puo'
citare la catastrofica situazione di Ciampino, dove il rumore in alcune zone ha
superato il limite massimo piu' di diecimila volte;
preoccupante e' la situazione per le polveri sottili e per inquinanti come
piombo e anidridi solforose battuti dalla tecnologia delle automobili.
Sono
rimasto colpito da due studi, uno inglese e uno
olandese, in cui si mette in correlazione la diminuzione delle capacita' scolastiche con il rumore degli aeroporti.
"Che
il rumore degli aerei influenzi negativamente la salute e il benessere di chi
vive nei pressi di un aeroporto e' fuori di dubbio. Il frastuono degli
aviogetti interferisce con la comunicazione, riduce le performance scolastiche
e comporta disturbi del sonno", rapporto di Walter Holland,
professore di Salute pubblica della London School of Economics su Heatrow
del 1997. I disturbi del sonno sono responsabili di deficit cognitivi, come
accertato dall'Istituto nazionale per la salute pubblica e l'ambiente olandese.
Sempre Holland: "Nel raggio di dieci chilometri
attorno all'aeroporto di Heatrow sono aumentate del
14% le prescrizioni di ansiolitici e antiasmatici, specialmente tra la
popolazione compresa tra 0 e 19 anni e gli over 60".
Insomma
gli aeroporti mal si conciliano con il benessere psicofisico dei cittadini.
Di
fronte a nuovi aerei meno rumorosi, ad esempio gli Airbus A320 rispetto ai
vecchi Boeing727 si deve registrare un aumento crescente del numero di voli, quindi
l'eventuale beneficio si annulla.
Il
problema sta investendo anche i piccoli aeroporti per i voli low-cost.
Ad
esempio e' notizia di settembre che ad Orio al Serio, provincia di Bergamo, con
aeroporto low-cost,
Trovo molto significativa la testimonianza della signora Christiane Moureaux, residente a
Montefiascone, ex assistente di volo, che sostiene nella sua dichiarazione di
adesione alla nostra lotta: "Comunque, quale che sia la rotta scelta in
arrivo e in partenza, nel raggio di 40 kilometri dall'aeroporto la qualita' della vita si abbassera'
drasticamente. Spero che riuscirete ad
evitare una simile catastrofe".
*
3.
Grandi opere e modello di servitu'
L'opera
e' interna allo stesso modello di sviluppo di servitu'
che ha gia' ampiamente devastato l'alto Lazio con servitu' militari, energetiche, speculative, che ha
impedito fin qui un'adeguata valorizzazione dei beni culturali e ambientali e
ha danneggiato enormemente le fondamentali vocazioni produttive del territorio,
che risiedono nell'agricoltura di qualita' e nel
turismo di qualita'; quel modello di sviluppo di servitu' che ha favorito e favorisce la penetrazione dei poteri criminali e la
corruzione.
E'
quindi certo che il terzo polo aeroportuale del Lazio destinato ai voli low cost danneggerebbe irreversibilmente la salute e la qualita' della vita della popolazione; danneggerebbe
irreversibilmente beni culturali e ambientali che sono l'unica preziosa
ricchezza del viterbese.
*
4.
Viterbo, quindi, ha bisogno di ben altro:
-
ha bisogno di un deciso potenziamento delle ferrovie per i pendolari e per il
commercio: affinche' sia finalmente garantito un
adeguato collegamento tra Viterbo e Civitavecchia, Viterbo e Orte, Viterbo e Roma;
-
ha bisogno della difesa e valorizzazione dei beni ambientali e culturali;
-
ha bisogno di sostegno alle sue reali vocazioni produttive: l'agricoltura di qualita', il turismo di qualita',
il termalismo sociale, l'alta formazione e la ricerca in campo agrario,
forestale, ambientale, archeologico, storico e artistico.
*
5.
Il trasporto aereo contribuisce in modo rilevante al riscaldamento del pianeta.
Il
trasporto aereo:
-
secondo calcoli di scienziati del prestigioso Caltech,
California Institute of Tecnology, provoca il 10% dell'effetto serra.
-
In Italia e in Europa e' il mezzo di trasporto che cresce piu'
rapidamente.
Inoltre
-
e' poco democratico: vola solo il 5% della popolazione mondiale; secondo un indagine inglese, pubblicata da Gorge Monbiot
nel suo libro Calore edito da Longanesi; il che smentisce la favola che con i
voli low cost possono volare tutti, infatti prendere
l'aereo riguarda solo il 6% delle classi meno agiate.
-
Non contabilizza nel prezzo di volo i costi dell'inquinamento, del rumore,
dell'effetto serra, della congestione, degli incidenti ( secondo alcuni calcoli
la collettivita' paga oltre due miliardi di euro
all'anno per i costi "esterni").
-
Gode di privilegi come esenzioni fiscali e non applicazione del protocollo di
Kyoto.
-
E' molto energivoro.
E'
per questo che dobbiamo impegnarci per diminuire il trasporto aereo.
La
necessita' della riduzione del trasporto aereo e'
sostenuta da studiosi e centri di ricerca sui cambiamenti climatici, come
l'inglese Tyndall center for
Climate Research, e
soprattutto dall'Ipcc (organismo tecnico dell'Onu che
si occupa dell'effetto serra). Nel 1999 dedico' il
suo primo studio all'impatto dell'aviazione civile e sostenne la necessita' di "adottare politiche di sostituzione con
altri mezzi di trasporto" e "disincentivare l'uso disinvolto del
trasporto aereo" per evitare che eventuali benefici del trattato di Kyoto
negli altri settori fossero annullati.
Quindi
il potenziamento delle ferrovie e' necessario non solo per Viterbo ma anche per
una nuova mobilita' che metta al centro il problema
dei cambiamenti climatici, l'emergenza primaria che abbiamo di fronte.
Da
alcuni dati dell'Enea che riguardano l'anidride carbonica, uno dei principali
gas ad effetto serra che causa l'innalzamento della temperatura emerge che del
totale di emissioni di CO2 (anno 2004), risulta che le industrie energetiche
rappresentano circa il 35%, le industrie manifatturiere e delle costruzioni
circa il 19%, il settore dei trasporti circa il 28%, i settori commerciale,
domestico e dell'agricoltura circa il 18%.
Mettendo
a confronto i dati attuali con quelli del 1990 si evince che il settore dei
trasporti ha avuto l'incremento maggiore (+25%) e tra i trasporti quello che e'
cresciuto di piu' e' quello aereo (raddoppiato). Dopo
l'11 settembre 2001 c'e' stata una flessione, poi dal 2002 si e' registrato un
tasso di crescita dei voli maggiore di prima del
I
cambiamenti climatici rappresentano una seria minaccia per l'umanita'. Gia' oggi con un
innalzamento di soli
Un
congresso di scienziati organizzato dal Met Office
del Regno Unito ha avvertito che a 1 grado centigrado al di sopra dei
livelli preindustriali i raccolti agricoli iniziano a ridursi nelle zone
interne dei continenti, le siccita' si diffondono
nell'Africa, la qualita' dell'acqua peggiora e le
barriere coralline cominciano a morire. Lo studio continua con scenari causati
da aumenti superiori.
Che
l'allarme sia serio lo dimostra un'intervista alla cronaca di Viterbo del
quotidiano "Il Messaggero" del 15 settembre scorso rilasciata dal
professor Riccardo Valentini dell'Universita'
viterbese. Il professor Valentini sostiene:che "la variabilita'
climatica che viviamo e' un segnale preoccupante insieme all'innalzamento della
temperatura media. Sono fattori che possono influenzare molto
l'economia della Tuscia che ha un'anima votata
all'agricoltura, cui sono legate molte attivita', e i
cambiamenti climatici hanno un impatto molto negativo sul territorio".
L'aumento
di due gradi e' un valore importante, perche' si
tratta del punto in cui si prevede che abbiano inizio alcuni dei principali
impatti per l'umanita'. Se non riduciamo
sensibilmente le nostre emissioni, e' probabile, come indicano alcuni
scienziati, che le temperature raggiungano tale punto nel 2030.
Quando
dico "riduciamo" mi riferisco a noi che viviamo nella parte ricca del
mondo, dove addirittura l'inquinamento puo' anche far
piacere a qualcuno, considerato che l'inverno e' meno freddo e la primavera
arriva prima.
Da
alcuni dati di un recente studio americano, pubblicato da George Monbiot nel libro Calore!, risulta
che nel 2003 un cittadino del Lussemburgo ha emesso 24.3 tonnellate di CO2, un
cittadino degli Stati Uniti 20.0, un cittadino del Regno Unito 9.5, un
cittadino del Bangladesh 0.24 e un cittadino dell'Etiopia 0.06 (un italiano
8.4).
E'
evidente che la responsabilita' dei cambiamenti
climatici da parte dei singoli Paesi e' assai diversa.
E'
arrivato il momento di chiedere alle persone agiate dei paesi ricchi di fare a
meno di alcune cose, auto potenti, i voli in Thailandia, in Florida o a Roma
per la notte bianca, a vantaggio degli altri. Permettetemi una citazione di
Gandhi, che diceva nel 1909::"Il nostro pianeta
ha risorse sufficienti per soddisfare i bisogni fondamentali di tutti, non l'avidita' di qualcuno".
Tra
qualche anno dovremmo spiegare alle nuove generazioni che ritenevamo piu' importante una vacanza in America o avere un'auto che
fosse in grado di passare da
Dovremmo
prendere coscienza che le risorse del pianeta non sono illimitate. Sono stati
messi a punto dei calcoli per misurare l'impatto del modello di sviluppo
dominante. Un indice e' l'Impronta Ecologica (IE), questa misura, in unita' di superficie, la natura che consumiamo (spazio per
abitare, energia per scaldarci, per muoverci, piante che producono l'ossigeno per respirare,
area che fornisce il cibo). A fronte di
una produttivita' media della natura pro-capite di
circa
Se
mettiamo insieme questi ultimi dati con le emissioni ci accorgiamo della iniquita' del modello di
sviluppo dominante che, oltretutto, per continuare il dominio ha bisogno di
violenza, pensiamo alle guerre, ma anche alla non accoglienza dei migranti.
Dovremmo
prendere coscienza che per il fatto che le risorse non sono illimitate, ognuno
di noi ha a disposizione un limitato "budget" per l'uso dell'energia
e per le emissioni dei gas serra, consumato il quale si danneggiano altri
esseri umani.
E'
arrivato il momento, se ancora siamo in tempo, di cambiare stili di vita nel
mondo ricco (su questo tema c'e' un bel libro di Marinella Correggia, La
rivoluzione dei dettagli. Manuale di ecoazioni
individuali e collettive, Feltrinelli, Milano 2007).
Un
nuovo modello di mobilita' deve vedere al centro il
treno, ad esempio per andare da Napoli a Milano l'aereo emette anidride
carbonica ( in Kg per passeggero) quasi 4 volte il treno, l'auto a diesel quasi
3 volte il treno e l'auto a benzina 2,5 volte il treno (calcoli che si possono
effettuare in diversi siti in internet come ad esempio "Azzero CO2");
per il trasporto merci (300 tonnellate) da Gioia Tauro
a Stoccarda l'aereo emette CO2 piu' di 30 volte il
treno, e un camion piu' di 4 volte il treno.
Quella
di prendere il treno sarebbe una scelta individuale; per la scelta collettiva
ci vorrebbero degli amministratori locali e nazionali che avessero il coraggio
e la lungimiranza di ostacolare le auto e gli aerei. Ad esempio non costruendo
nuove strade, nuovi parcheggi nei centri storici, non costruendo nuove piste e
nuovi aeroporti. Piu' spazio viene dato alle auto o
agli aerei piu' viene riempito e cosi'
ne servira' dell'altro, all'infinito. Dovremmo avere
governanti che vietano voli sotto una determinata soglia di km (ho fatto
l'esempio di Napoli-Milano); noi cittadini dovremmo
andare a fare le vacanze cosiddette "di vicinato" per scoprire le
bellezze naturali e culturali dei posti vicini piuttosto che fare le vacanze in
posti esotici e lontani e magari a Natale in posti caldi. Parlavo di coraggio perche' per gli amministratori locali e i governanti
costruire una nuova strada o un aeroporto puo'
portare un consenso immediato, anche perche' i danni
si vedranno solo in seguito, mentre il vietare si vede subito.
C'e'
da essere preoccupati per le conseguenze drammatiche per l'umanita'
dei cambiamenti climatici e purtroppo non c'e' una adeguata
sensibilita' tra i governanti e i politici, fatte
delle eccezioni, penso ai numerosi deputati, senatori, europarlamentari,
consiglieri regionali e provinciali che hanno manifestato solidarieta'
al nostro comitato e fatta loro la nostra lotta (ad esempio ieri il consigliere
regionale Roberto Alagna ha presentato
un'interpellanza alla Regione Lazio sulla questione aeroporto).
*
6.
Il comitato e la democrazia
Il
comitato ha iniziato una lotta che ha gli obiettivi della salvaguardia della
salute dei cittadini della Tuscia, una
economia autocentrata, che faccia perno sulle
risorse locali (agricoltura di qualita', turismo di qualita'), ma che pensa anche a livello globale, come
diceva una vecchia parola d'ordine: "agire localmente, pensando
globalmente".
Quando
ci hanno tacciati di catastrofismo mi e' venuta in mente
Quando
ci dicono che siamo contro il progresso, rispondo che c'e' progresso ogni volta
che si rispetta l'equilibrio naturale e i diritti fondamentali di tutti gli
esseri viventi.
Inoltre
per poter avere successo la nostra iniziativa ha bisogno di democrazia, di
partecipazione. Per questo chiudo l'intervento citando l'appello al Ministro
dei trasporti di dieci europarlamentari a cui va il nostro sentito
ringraziamento. Li voglio citare tutti: Vittorio Agnoletto, Vincenzo Aita,
Giovanni Berlinguer, Giusto Catania, Giulietto
Chiesa, Claudio Fava, Monica Frassoni, Sepp Kusstatscher, Roberto Musacchio, Pasqualina Napoletano.
Sostengono:
"Nell'immediato noi chiediamo fermamente di soprassedere a qualunque decisione
fino a che non si disporra' di un'adeguata
valutazione dell'impatto ambientale, base indispensabile
di partenza per un'ampia consultazione popolare di tutte le comunita'
interessate". Sono richieste che facciamo nostre.
*
Bibliografia:
-
Marinella Correggia, La rivoluzione dei dettagli, Feltrinelli, Milano 2007.
-
George Monbiot, Calore!,
Longanesi, Milano 2007.
-
Elena Camino, Giuseppe Barbiero, Alice Benessia, "Abitanto
globalizzati e abitanti localizzati in un pianeta messo in crisi dagli
umani", in "Azione nonviolenta" 8-9, agosto-settembre 2007.