ANTONELLA
LITTA: RELAZIONE AL CONVEGNO DI CAPRANICA DEL PRIMO
FEBBRAIO 2008
[Riportiamo il testo della relazione
della dottoressa Antonella Litta all'incontro
pubblico sul tema "Centrali a biomasse e ricadute sulla salute"
svoltosi a Capranica (Viterbo) il primo febbraio 2008
per iniziativa del Comitato cittadino per la tutela dell'ambiente e della
salute pubblica.
Antonella
Litta e' la portavoce del Comitato che si oppone alla
realizzazione dell'aeroporto a Viterbo; svolge l'attivita'
di medico di medicina generale a Nepi (in provincia di Viterbo). E' specialista
in Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica presso l'Universita' di Roma "
Su
Lorenzo Tomatis cfr. i materiali riportati nei
fascicoli monografici de "La domenica della nonviolenza" n. 140 e
"Voci e volti della nonviolenza" n. 117]
Un
ricordo di Lorenzo Tomatis
Voglio
iniziare con il ricordo di un medico, di una persona onesta, di uno scienziato
al servizio dell'umanita' e della salute delle
persone. Quest'uomo recentemente scomparso si chiamava Lorenzo Tomatis. Scienziato e scrittore, ma soprattutto uomo
giusto. Un uomo, un medico con un curriculum scientifico di grandissimo valore, ma sconosciuto ai piu' e
alle platee televisive. Un personaggio scomodo perche'
capace di dire la verita' in ogni circostanza. Uno
scienziato al servizio della scienza e della verita'.
Uno scienziato indipendente.
Laureatosi
nel 1953, dopo un periodo di tirocinio in igiene e anatomia patologica a Torino
e in cancerogenesi sperimentale a Chicago, inizio' a
lavorare allo Iarc di Lione, l'Agenzia Internazionale
per le Ricerche sul Cancro dell'Organizzazione mondiale della sanita', alla fine degli anni '60. Oggetto dei suoi studi
fin dall'inizio furono le relazioni esistenti tra i tumori e i fattori
d'inquinamento ambientale. Divenne successivamente direttore della Iarc, e sotto la sua direzione si ebbe un grande sviluppo
di ricerche per la comprensione e la prevenzione primaria dei tumori, e per
trasformare tali nozioni in interventi operativi. E' stato anche presidente
della sezione italiana dell'associazione internazionale Isde
(Medici per l'ambiente).
*
La
responsabilita' dei medici
Una
delle frasi piu' note e caratterizzanti il pensiero
di Tomatis era: "tutte
le persone sono responsabili dell'ambiente, i medici lo sono due volte".
Oggi
sappiamo con assoluta certezza scientifica e anche grazie agli studi
e alle ricerche di Tomatis che la maggior parte delle
malattie deriva dall'interazione tra fenomeni di inquinamento ambientale e
genetica umana. Tutta la classe medica e' chiamata quindi alla responsabilita', alla vigilanza, alla tutela dell'ambiente
e infine anche alla denuncia perche' il compito
fondamentale di noi medici e' preservare lo stato di salute delle persone.
L'articolo
5 del nuovo codice di deontologia medica afferma proprio questo: "Il
medico e' tenuto a considerare l'ambiente nel quale l'uomo vive e lavora quale
fondamentale determinante della salute dei cittadini (...) Il medico favorisce
e partecipa alle iniziative di prevenzione, di tutela della salute nei luoghi
di lavoro e di promozione della salute individuale e collettiva".
Questo
documento riafferma ancora una volta il dettato costituzionale che garantisce
il diritto alla salute e a un ambiente sano per tutti, indipendentemente dal
reddito, e i medici ne sono i primi garanti. A questo proposito in un recente
incontro con il direttore generale della Asl di
Viterbo, il dottor Aloisio, abbiamo richiesto di
avviare studi epidemiologici che indaghino la relazione tra fattori di
inquinamento ambientali e malattie.
Siamo
in attesa di una risposta.
*
Via,
Vas, Vis e principio di precauzione
E
in questa direzione di maggiore ed urgente responsabilita'
della classe medica, va la recente introduzione della Valutazione d'impatto
sulla salute (in sigla: Vis) da affiancarsi sempre alla Valutazione ambientale strategica
(in sigla: Vas) e alla Valutazione d'impatto
ambientale (in sigla Via) in ogni fase di decisione, progettazione e
realizzazione di grandi opere, infrastrutture etc.
Oltre
a queste valutazioni, e' compito dei medici, come Tomatis
ci ha insegnato, tener bene a mente il principio di precauzione, quel principio
di saggezza umana e scientifica che afferma: quando sono noti gli effetti
nocivi di una tecnologia o di una sostanza occorre adottare tutte le misure per
prevenire tali effetti sull'ambiente e sulla popolazione. ll principio di precauzione e' un approccio alla
gestione dei rischi che si esercita in una situazione d'incertezza scientifica,
che reclama un'esigenza d'intervento di fronte ad un rischio potenzialmente
grave, senza attendere i risultati della ricerca scientifica.
Ogni
manipolazione, sperimentazione o utilizzazione di nuove tecnologie e nuovi
composti richiede anzitutto la raccolta di tutta la documentazione scientifica
esistente, una accurata analisi e valutazione dei
rischi, tenendo presente che la mancanza di prove scientifiche dell'esistenza
di un rapporto causa-effetto, o di una quantificazione della probabilita' dell'effetto negativo, non possono
giustificare il non intervento.
Anche
se il parere scientifico e' fatto proprio solo da una frazione minoritaria, ma
di riconosciuta credibilita', della comunita' scientifica, se ne deve tener conto.
Se
analisi e valutazione dei rischi non eliminano l'incertezza, occorre applicare
il principio di precauzione. In parole piu' semplici:
non si deve aspettare di contare gli ammalati e i morti per denunciare e
vietare quello che sappiamo per certo essere dannoso. La storia del
riconoscimento dell'amianto come cancerogeno solo dopo tantissimo tempo e
moltissimi decessi purtroppo costituisce un triste insegnamento, cosi' come la diossina a Seveso e la piu'
recente infezione da encefalopatia spongiforme, meglio conosciuta come malattia
della "mucca pazza".
*
Il
territorio dell'Alto Lazio
Il
4 dicembre a Viterbo si e' svolto un convegno sulle emergenze sanitarie e
ambientali nell'Alto Lazio. Il nostro territorio e' gravato da molteplici
fattori di inquinamento: le discariche abusive, il polo energetico Civitavecchia-Montalto con il dissennato progetto di
riconversione a carbone della centrale di Torvaldaliga
Nord, la naturale radioattivita' del sottosuolo e le
acque inquinate da metalli pesanti, l'elettromagnetismo generato dalle
mega-antenne. A questa situazione gia' problematica
si e' aggiunta la disgraziata decisione di realizzare un terzo scalo
aeroportuale regionale a Viterbo, che provochera' ed aumentera' l'inquinamento da polveri sottili e quello
acustico, devastando tra l'altro, e per sempre, una delle aree di piu' elevato valore naturalistico, culturale, sociale e
terapeutico di Viterbo: l'area termale del Bulicame, peculiare preziosa risorsa
e storico simbolo di Viterbo.
A
questa situazione ora si aggiunge la preoccupazione per il progetto della
centrale a biomasse di Barbarano Romano. Le fonti
fossili (petrolio, carbone, gas) e le biomasse, compresi
i rifiuti, producono energia per combustione, processo che produce vari
inquinanti. I principali inquinanti prodotti dalla combustione sono: CO2, NOx, SO2,CO, metalli pesanti,
polveri sottili (PM 10, 2,5, 1 e 0,1), composti complessi come IPA, ecc.
Risulta pertanto ovvio che la realizzazione di una o piu'
centrali a biomasse nel nostro territorio provochera'
ulteriore inquinamento e danno alla salute.
*
L'informazione,
la consapevolezza, la democrazia.
Penso
che da incontri come quello di stasera debba uscire la consapevolezza,
suffragata dalle conoscenze scientifiche, che non ci sono ragioni che tengano
di fronte al diritto alla salute e ad un ambiente sano per noi e per le
generazioni che verranno.
Esistono
e ci sono scelte energetiche e di sviluppo alternative,
valide e gia' sperimentate. Scelte rispettose della
salute e dell'ambiente e non assoggettate al profitto di pochi e figlie
dell'ignoranza e della pigrizia di chi amministra.
Le
scelte energetiche e di modello di sviluppo sottendono anche un problema di
democrazia, di responsabilita' comune e di scelte
condivise. Le persone, le popolazioni devono essere sempre informate in maniera
seria e rigorosa sulle conseguenze che le scelte politiche e amministrative
comportano, e devono sempre poter esperimere il
proprio assenso o la propria opposizione, soprattutto su scelte che per la loro
natura si presentano come irreversibili e portatrici di danno. Solo in questa
maniera la parola democrazia non risulta svilita e priva di significato.
I
medici devono essere responsabilmente a disposizione per informare, prevenire,
tutelare e anche denunciare, ove fosse necessario, per garantire a tutti il
diritto alla salute.
Le
competenze mediche sono essenziali ai tecnici e ai politici per prendere
decisioni valide in campo sanitario-ambientale ed ora finalmente anche per
legge non si puo' piu'
prescindere da queste competenze.
Il
giuramento d'Ippocrate, come l'insegnamento di Lorenzo Tomatis,
ci devono essere di riferimento e guida. Sempre.