ANTONELLA LITTA: RELAZIONE AL CONVEGNO DI CAPRANICA DEL PRIMO FEBBRAIO 2008

[Riportiamo il testo della relazione della dottoressa Antonella Litta all'incontro pubblico sul tema "Centrali a biomasse e ricadute sulla salute" svoltosi a Capranica (Viterbo) il primo febbraio 2008 per iniziativa del Comitato cittadino per la tutela dell'ambiente e della salute pubblica.

Antonella Litta e' la portavoce del Comitato che si oppone alla realizzazione dell'aeroporto a Viterbo; svolge l'attivita' di medico di medicina generale a Nepi (in provincia di Viterbo). E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11, pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia). Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) e' stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario nei paesi africani. E' stata consigliera comunale. E' partecipe e sostenitrice di programmi di solidarieta' nazionale ed internazionale. Presidente del Comitato "Nepi per la pace", e' impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalita', alla nonviolenza e al rispetto dell'ambiente.

Su Lorenzo Tomatis cfr. i materiali riportati nei fascicoli monografici de "La domenica della nonviolenza" n. 140 e "Voci e volti della nonviolenza" n. 117]

 

Un ricordo di Lorenzo Tomatis

Voglio iniziare con il ricordo di un medico, di una persona onesta, di uno scienziato al servizio dell'umanita' e della salute delle persone. Quest'uomo recentemente scomparso si chiamava Lorenzo Tomatis. Scienziato e scrittore, ma soprattutto uomo giusto. Un uomo, un medico con un curriculum scientifico di grandissimo valore, ma sconosciuto ai piu' e alle platee televisive. Un personaggio scomodo perche' capace di dire la verita' in ogni circostanza. Uno scienziato al servizio della scienza e della verita'. Uno scienziato indipendente.

Laureatosi nel 1953, dopo un periodo di tirocinio in igiene e anatomia patologica a Torino e in cancerogenesi sperimentale a Chicago, inizio' a lavorare allo Iarc di Lione, l'Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro dell'Organizzazione mondiale della sanita', alla fine degli anni '60. Oggetto dei suoi studi fin dall'inizio furono le relazioni esistenti tra i tumori e i fattori d'inquinamento ambientale. Divenne successivamente direttore della Iarc, e sotto la sua direzione si ebbe un grande sviluppo di ricerche per la comprensione e la prevenzione primaria dei tumori, e per trasformare tali nozioni in interventi operativi. E' stato anche presidente della sezione italiana dell'associazione internazionale Isde (Medici per l'ambiente).

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La responsabilita' dei medici

Una delle frasi piu' note e caratterizzanti il pensiero di Tomatis era: "tutte le persone sono responsabili dell'ambiente, i medici lo sono due volte".

Oggi sappiamo con assoluta certezza  scientifica e anche grazie agli studi e alle ricerche di Tomatis che la maggior parte delle malattie deriva dall'interazione tra fenomeni di inquinamento ambientale e genetica umana. Tutta la classe medica e' chiamata quindi alla responsabilita', alla vigilanza, alla tutela dell'ambiente e infine anche alla denuncia perche' il compito fondamentale di noi medici e' preservare lo stato di salute delle persone.

L'articolo 5 del nuovo codice di deontologia medica afferma proprio questo: "Il medico e' tenuto a considerare l'ambiente nel quale l'uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini (...) Il medico favorisce e partecipa alle iniziative di prevenzione, di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di promozione della salute individuale e collettiva".

La Federazione nazionale degli Ordini dei medici, e l'associazione Medici per l'ambiente (Isde-Italia) che si e' costituita per valorizzare il ruolo del medico nella difesa dell'ambiente e in favore del diritto della salute, hanno sottoscritto un documento, approvato anche dall'Ordine dei medici di Viterbo, incentrato su "Tutela del diritto individuale e collettivo alla salute e a un ambiente salubre - Inquinamento atmosferico urbano, stili di vita e salute".

Questo documento riafferma ancora una volta il dettato costituzionale che garantisce il diritto alla salute e a un ambiente sano per tutti, indipendentemente dal reddito, e i medici ne sono i primi garanti. A questo proposito in un recente incontro con il direttore generale della Asl di Viterbo, il dottor Aloisio, abbiamo richiesto di avviare studi epidemiologici che indaghino la relazione tra fattori di inquinamento ambientali e malattie.

Siamo in attesa di una risposta.

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Via, Vas, Vis e principio di precauzione

E in questa direzione di maggiore ed urgente responsabilita' della classe medica, va la recente introduzione della Valutazione d'impatto sulla salute (in sigla: Vis) da affiancarsi sempre  alla Valutazione ambientale strategica (in sigla: Vas) e alla Valutazione d'impatto ambientale (in sigla Via) in ogni fase di decisione, progettazione e realizzazione di grandi opere, infrastrutture etc.

Oltre a queste valutazioni, e' compito dei medici, come Tomatis ci ha insegnato, tener bene a mente il principio di precauzione, quel principio di saggezza umana e scientifica che afferma: quando sono noti gli effetti nocivi di una tecnologia o di una sostanza occorre adottare tutte le misure per prevenire tali effetti sull'ambiente e sulla popolazione. ll principio di precauzione e' un approccio alla gestione dei rischi che si esercita in una situazione d'incertezza scientifica, che reclama un'esigenza d'intervento di fronte ad un rischio potenzialmente grave, senza attendere i risultati della ricerca scientifica.

Ogni manipolazione, sperimentazione o utilizzazione di nuove tecnologie e nuovi composti richiede anzitutto la raccolta di tutta la documentazione scientifica esistente, una accurata analisi e valutazione dei rischi, tenendo presente che la mancanza di prove scientifiche dell'esistenza di un rapporto causa-effetto, o di una quantificazione della probabilita' dell'effetto negativo, non possono giustificare il non intervento.

Anche se il parere scientifico e' fatto proprio solo da una frazione minoritaria, ma di riconosciuta credibilita', della comunita' scientifica, se ne deve tener conto.

Se analisi e valutazione dei rischi non eliminano l'incertezza, occorre applicare il principio di precauzione. In parole piu' semplici: non si deve aspettare di contare gli ammalati e i morti per denunciare e vietare quello che sappiamo per certo essere dannoso. La storia del riconoscimento dell'amianto come cancerogeno solo dopo tantissimo tempo e moltissimi decessi purtroppo costituisce un triste insegnamento, cosi' come la diossina a Seveso e la piu' recente infezione da encefalopatia spongiforme, meglio conosciuta come malattia della "mucca pazza".

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Il territorio dell'Alto Lazio

Il 4 dicembre a Viterbo si e' svolto un convegno sulle emergenze sanitarie e ambientali nell'Alto Lazio. Il nostro territorio e' gravato da molteplici fattori di inquinamento: le discariche abusive, il polo energetico Civitavecchia-Montalto con il dissennato progetto di riconversione a carbone della centrale di Torvaldaliga Nord, la naturale radioattivita' del sottosuolo e le acque inquinate da metalli pesanti, l'elettromagnetismo generato dalle mega-antenne. A questa situazione gia' problematica si e' aggiunta la disgraziata decisione di realizzare un terzo scalo aeroportuale regionale a Viterbo, che provochera' ed aumentera' l'inquinamento da polveri sottili e quello acustico, devastando tra l'altro, e per sempre, una delle aree di piu' elevato valore naturalistico, culturale, sociale e terapeutico di Viterbo: l'area termale del Bulicame, peculiare preziosa risorsa e storico simbolo di Viterbo.

A questa situazione ora si aggiunge la preoccupazione per il progetto della centrale a biomasse di Barbarano Romano. Le fonti fossili (petrolio, carbone, gas) e le biomasse, compresi i rifiuti, producono energia per combustione, processo che produce vari inquinanti. I principali inquinanti prodotti dalla combustione sono: CO2, NOx, SO2,CO, metalli pesanti, polveri sottili (PM 10, 2,5, 1 e 0,1), composti complessi come IPA, ecc. Risulta pertanto ovvio che la realizzazione di una o piu' centrali a biomasse nel nostro territorio provochera' ulteriore inquinamento e danno alla salute.

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L'informazione, la consapevolezza, la democrazia.

Penso che da incontri come quello di stasera debba uscire la consapevolezza, suffragata dalle conoscenze scientifiche, che non ci sono ragioni che tengano di fronte al diritto alla salute e ad un ambiente sano per noi e per le generazioni che verranno.

Esistono e ci sono scelte energetiche e di sviluppo alternative, valide e gia' sperimentate. Scelte rispettose della salute e dell'ambiente e non assoggettate al profitto di pochi e figlie dell'ignoranza e della pigrizia di chi amministra.

Le scelte energetiche e di modello di sviluppo sottendono anche un problema di democrazia, di responsabilita' comune e di scelte condivise. Le persone, le popolazioni devono essere sempre informate in maniera seria e rigorosa sulle conseguenze che le scelte politiche e amministrative comportano, e devono sempre poter esperimere il proprio assenso o la propria opposizione, soprattutto su scelte che per la loro natura si presentano come irreversibili e portatrici di danno. Solo in questa maniera la parola democrazia non risulta svilita e priva di significato.

I medici devono essere responsabilmente a disposizione per informare, prevenire, tutelare e anche denunciare, ove fosse necessario, per garantire a tutti il diritto alla salute.

Le competenze mediche sono essenziali ai tecnici e ai politici per prendere decisioni valide in campo sanitario-ambientale ed ora finalmente anche per legge non si puo' piu' prescindere da queste competenze.

Il giuramento d'Ippocrate, come l'insegnamento di Lorenzo Tomatis, ci devono essere di riferimento e guida. Sempre.