ANTONELLA LITTA: INTERVENTO DI APERTURA DEL CONVEGNO DEL 18 OTTOBRE 2007

[Riportiamo il testo dell'intervento della dottoressa Antonella Litta che ha aperto il convegno svoltosi a Viterbo il 18 ottobre 2007.

Antonella Litta e' la portavoce del Comitato che si oppone alla realizzazione dell'aeroporto a Viterbo; svolge l'attivita' di medico di medicina generale a Nepi (in provincia di Viterbo). E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11, pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia). Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) e' stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario nei paesi africani. E' stata consigliera comunale. E' partecipe e sostenitrice di programmi di solidarieta' nazionale ed internazionale. Presidente del Comitato "Nepi per la pace", e' impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalita', alla nonviolenza e al rispetto dell'ambiente]

 

Questa sera ci riuniamo per la seconda volta a meno di un mese di distanza dal primo convegno  per discutere dell'ipotesi dell'aeroporto a Viterbo e delle ragioni del nostro impegno di opposizione a questa opera e per la riduzione del traffico aereo.

Saluto e ringrazio tutti, e in particolar modo Il professor Giuseppe Nascetti dell'Universita' della Tuscia, l'europarlamentare Giulietto Chiesa ormai viterbese d'adozione, e il presidente della Commissione Trasporti della Regione Lazio Enrico Luciani. I loro interventi saranno di grande utilita' per approfondire I temi e i ragionamenti che sono alla base della nostra azione: la salvaguardia della salute e dell'ambiente e piu' in generale di tutti i beni comuni, e quindi del diritto di tutti gli esseri umani ad usufruirne, e un nuovo modo di pensare e ripensare i modelli di sviluppo e di mobilita'.

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La recentissima attribuzione del Premio Nobel per la pace 2007 congiuntamente ad Al Gore e all'Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) conferma la necessita' del massimo impegno da parte di persone ed istituzioni per fermare il surriscaldamento del clima, per difendere la biosfera e con essa la civilta' umana. Il nostro impegno per la riduzione del traffico aereo e l'opposizione alla costruzione di nuovi aeroporti e' completamente in linea con le motivazioni dellíassegnazione del premio Nobel. Inoltre  le motivazioni di questo premio evidenziano a livello mondiale, se ancora ce ne fosse bisogno, il nesso indissolubile tra le politiche di pace e il rispetto dell'ambiente in tutta la sua complessita'.

Questo ci e' di grande conforto e da' ancora maggiore forza  al nostro impegno.

Nella decisione del comitato  per il Nobel  possiamo anche riconoscere la validita' di un impegno di lunga data che si e' riflesso nelle lotte sociali e culturali che tante persone hanno condotto e tuttora conducono nell'Alto Lazio per contrastare la devastazione ambientale e l'infiltrazione mafiosa, per difendere i diritti umani di tutti gli esseri umani, promuovere un modello di mobilita' e un modello di sviluppo che protegga e valorizzi i beni ambientali e culturali e le autentiche vocazioni produttive del  nostro territorio.

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A questo proposito voglio salutare e ringraziare tutte le persone dei vari comitati che nell'Alto Lazio si stanno impegnando da tempo per la difesa dell'ambiente e della salute, spesso nell'indifferenza di chi dovrebbe - anche per incarico istituzionale - esserci accanto e  invece spesso e' assente se non di ostacolo.

Nel viterbese viviamo un momento di grande emergenza dal punto di vista dell'aggressione all'ambiente e alla salute: penso alla situazione delle discariche abusive ancora da mettere in sicurezza, all'inquinamento da elettrosmog delle mega-antenne televisive, alle acque con presenza di metalli pesanti e tossine, all'inquinamento da polveri sottili prodotte dalle centrali di Civitavecchia e Montalto, tutti fattori di inquinamento che si sommano alla radioattivita' naturale del sottosuolo.

Penso all'aumento delle emissioni di CO2 nella Tuscia che secondo una rilevazione della societa' EcoWay resa pubblica il 6 ottobre scorso hanno superato dell'874% i valori di riferimento del protocollo di Kyoto. In questa situazione ambientale precaria e per molti aspetti gia' compromessa si vuole realizzare un aeroporto che portera' devastazione e danno per la salute di tutti e vantaggi solo per alcuni  personaggi. Un  progetto  di mega-aeroporto voluto fortemente dalla destra viterbese.

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Sconcerta che al diffuso, ampio apprezzamento per il film di Al Gore "Una scomoda verita'".   che indica nel surriscaldamento climatico l'emergenza ambientale prima per importanza, non faccia seguito per logica conseguenza l'impegno a rivedere e modificare I nostri modelli di sviluppo, e quindi anche un impegno per la riduzione del traffico aereo che contribuisce notevolmente ad aumentare le emissioni di CO2 nella biosfera, e quindi una conseguente e trasparente opposizione alla costruzione di nuovi aeroporti, qui a Viterbo come altrove. In Italia gli aeroporti sono gia' troppi e sicuramente non c'e' alcuna necessita' di costruirne altri per regalarli alle compagnie aeree che ne traggono profitti a scapito della salute dei cittadini e dell'ambiente.

Siamo veramente molto felici che anche a Viterbo tantissime persone abbiano cominciato ad interrogarsi se veramente c'e' la necessita' di un aeroporto e se questo portera' mai occupazione e sviluppo e non invece un danno irreversibile anche alla nostra economia trasformando Viterbo da citta' d'arte a scalo aereo al servizio di Roma, e se non sia prioritario per lo sviluppo della Tuscia una rete ferroviaria nuova e potenziata. Noi sosteniamo che per l'appunto un mega-aeroporto a Viterbo, per voli low cost del turismo "mordi e fuggi" per Roma, danneggera' la salute dei cittadini viterbesi, danneggera' fondamentali beni ambientali, culturali, sociali ed economici di Viterbo, danneggera' le autentiche vocazioni rpoduttive dell'Alto lazio; costituira' un enorme sperpero di denaro pubblico er un'opera a danno del nostro territorio e della nostra gente; l'Alto Lazio ha bisogno di ben altro: in primo luogo di un forte potenziamento delle ferrovie.

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Il consenso intorno al nostro comitato e' in crescita continua.

Abbiamo stretto rapporti di collaborazione con i comitati che nel Lazio e in tutta Italia si oppongono alla costruzione di altri aeroporti e chiedono al governo italiano ed all'Unione Europea la riduzione del traffico aereo cosi' come con il comitato "No Dal Molin" che si oppone all'ampliamento della base militare di Vicenza.

Abbiamo ricevuto l'adesione e il sostegno di illustri cattedratici e scienziati come Angelo Baracca, Virginio Bettini (che tra l'altro ha realizzato il fondamentale studio di Valutazione d'impatto ambientale dell'aeroporto di Malpensa), Marcello Cini, Giorgio Cortellessa, Giorgio Nebbia; tantissime persone del mondo della scienza, della cultura, dell'impegno civile, delle istituzioni, tra cui padre Alex Zanotelli, la scrittrice Dacia Maraini, la vicepresidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini, il giudice Ferdinando Imposimato che ci e' vicino ed ha partecipato in qualita' di relatore al nostro primo convegno di studi del 21 settembre scorso.

Dieci europarlamentari tra cui Giulietto Chiesa, che ringraziamo ancora una volta, hanno scritto al Ministro dei Trasporti. Sono state presentate interrogazioni al Senato della Repubblica e alla Camera dei Deputati, come alla Regione Lazio.

Siamo molto soddisfatti dell'impegno fin qui profuso e dei primi importanti risultati che esso ha gia' prodotto in termini di informazione e di coscientizzazione dei cittadini, di raccolta e diffusione di documentazione scientifica inconfutabile, di mobilitazione delle intelligenze e delle coscienze in difesa dei beni comuni, della democrazia, dei diritti di tutti; e anche se la strada da fare e' ancora lunga e faticosa, e' una fatica che condividiamo con tutti quelli che come noi stanno lottando in modo democratico e nonviolento per difendere la salute e i diritti di tutti, l'ambiente, i beni comuni.

A novembre unitamente a tutte queste persone faremo il punto di quanto sta accadendo nei nostri territori con una grande assemblea sul tema delle emergenze sanitarie ed ambientali nella Tuscia.