ANTONELLA LITTA: RELAZIONE AL CONVEGNO DI CIAMPINO DEL 18 APRILE 2008

[Riportiamo il testo della relazione svolta da Antonella Litta al convegno svoltosi a Ciampino il 18 aprile 2008 promosso dalla locale "Assemblea permanente no-fly".

Antonella Litta e' la portavoce del Comitato che si oppone alla realizzazione dell'aeroporto a Viterbo; svolge l'attivita' di medico di medicina generale a Nepi (in provincia di Viterbo). E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11, pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia). Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) e' stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario nei paesi africani. E' stata consigliera comunale. E' partecipe e sostenitrice di programmi di solidarieta' nazionale ed internazionale. Presidente del Comitato "Nepi per la pace", e' impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalita', alla nonviolenza e al rispetto dell'ambiente]

 

Sono Antonella Litta, medico di medicina generale, specialista in Reumatologia. Come i colleghi Gianni Ghirga e Mauro Mocci faccio parte dell'Associazione italiana medici per lambiente - Isde (International Society of Doctors for the Enviroment).

Sono anche la portavoce del comitato che si oppone alla realizzazione dell'aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo.

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L'azione del comitato

Il nostro comitato si e' costituito lo scorso luglio sotto la spinta della preoccupazione per il danno che la costruzione dell'aeroporto di Viterbo avrebbe determinato per l'ambiente e la salute. Una preoccupazione resa ancora piu' forte proprio dalla conoscenza di una realta' vicina come la vostra e di tutte le sofferenze che l'aumento indiscriminato dei voli ha comportato e comporta in termini di qualita' della vita e danno alla salute. Tengo a ribadire ancora una volta che la nostra opposizione e' diretta alla realizzazione del terzo scalo aeroportuale nel Lazio e non solo alla sua ubicazione a Viterbo. L'azione del nostro comitato ha come obiettivo  fondamentale la riduzione del traffico aereo.

Ancora una volta voglio riconfermarvi la solidarieta' e il sostegno alle vostre sacrosante ragioni da parte del comitato di cui sono portavoce e della stragrande maggioranza dei cittadini di Viterbo e provincia. Prima di affrontare l'aspetto strettamente sanitario, motivo dell'incontro di stasera, voglio raccontarvi un po' di quello che e' accaduto e sta accadendo a Viterbo.

Una politica che e' sempre piu' accondiscendente e persino asservita alle richieste del cosiddetto "mercato", in questo caso a quelle delle compagnie aeree low cost, prima fa aumentare i voli su Ciampino, poi di fronte all'emergenza, che di fatto essa stessa ha creato, non trova miglior soluzione che "ciampinizzare" altri territori che in questo caso hanno il nome di Viterbo ma che in un  prossimo futuro potrebbero chiamarsi anche Latina, Frosinone etc., della serie "un aeroporto non si nega a nessuno".

Risultato di questa pratica: i voli su Ciampino, come ben sapete, non diminuiscono. Ai viterbesi viene raccontato la solita fiaba: il mega-aeroporto portera' sviluppo e migliaia di posti di lavoro. E su queste roboanti bugie si costruiscono e consolidano carriere politiche e si realizzano speculazioni di ogni genere. Una storia gia' vista. Purtroppo una tipica storia italiana.

Cosi', da semplici cittadini, come voi, ci siamo assunti con orgoglio e fatica l'impegno di informare i viterbesi, supplendo al ruolo che avrebbero dovuto svolgere le istituzioni, che invece sono state latitanti ed hanno dato, in maniera superficiale, ottusa e rapidissima, il proprio assenso ad un progetto, che, se venisse realizzato, sarebbe una vera sciagura per la citta' di Viterbo e la sua provincia.

In questi mesi il consenso alle ragioni del nostro comitato e' cresciuto sempre piu'.

Abbiamo raccolto la solidarieta' e il sostegno alla nostra causa da parte di tanti illustri scienziati (come Angelo Baracca, Giovanni Berlinguer, Virginio Bettini, Luigi Cancrini, Marcello Cini, Paul Connett, Giorgio Cortellessa, Giorgio Nebbia, Gianni Tamino, Federico Valerio), e tante personalita' delle istituzioni come della vita civile: penso a padre Alex Zanotelli, alla scrittrice Dacia Maraini, a Luisa Morgantini, vicepresidente del parlamento europeo, e a tanti altri che per ragioni di tempo non posso elencare.

Abbiamo realizzato tre convegni di studio con la partecipazione di autorevoli ricercatori, medici, docenti universitari, dell'illustre magistrato Ferdinando Imposimato e dell'europarlamentare Giulietto Chiesa; del professor Giuseppe Nascetti dell'Universita' della Tuscia, del dottor Mauro Mocci che e' qui stasera.

L'ultimo convegno ha avuto come tema "Le emergenze sanitarie ed ambientali nell'Alto Lazio". Infatti la costruzione dell'aeroporto aggiungerebbe una nuova pressione sull'Alto Lazio; un'area gia' sottoposta, in gran parte, a servitu' energetiche, militari e speculative - in particolare a quella edilizia, che sta cementificando vaste aree dei comuni viterbesi, soprattutto quelli limitrofi alla provincia di Roma.

Dovete poi sapere che  il territorio viterbese e' gia' vittima di numerose aggressioni ambientali: le discariche  abusive mai poste in sicurezza, il polo energetico Civitavecchia-Montalto con il progetto di riconversione a carbone della centrale di Torvaldaliga Nord di Civitavecchia, le acque inquinate da metalli pesanti, e a tutto cio' si aggiunge la naturale radioattivita' del sottosuolo. A questa situazione gia' cosi' delicata vogliono aggiungere l'inquinamento generato dall'aeroporto. Un aeroporto nel quale dovrebbero transitare milioni e milioni di passeggeri, cosi' almeno viene raccontato in uno filmato che potete trovare sul sito della Provincia di Viterbo. Un filmato che pubblicizza e mostra, meraviglia delle meraviglie, l'aeroporto che non c'e'. Un filmato che decanta le bellezze e le opportunita' dell'aeroporto che verra', un aeroporto al momento solo virtuale ma con un filmato-sponsor che e' stato pagato con i concreti soldi di tutti noi.

In questi mesi abbiamo diffuso e stiamo continuando a diffondere materiale informativo a Viterbo e in tutta la provincia. Abbiamo messo a disposizione sul nostro sito www.coipiediperterra.org  una serie di documenti scientifici, alcuni tradotti anche in inglese, tra cui la lettera ai colleghi medici che ho  redatto insieme a Gianni Ghirga e Mauro Mocci sui danni alla salute provocati dal traffico aereo.

Abbiamo intessuto e stiamo rafforzando una rete di relazioni con tutti i comitati che in Italia e all'estero si oppongono alla realizzazione e all'ampliamento degli scali aerei per poter far nascere una campagna nazionale e internazionale per la riduzione del traffico aereo.

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L'aerea che verrebbe devastata dal mega-aeroporto a Viterbo

L'aeroporto di Viterbo e' previsto come enorme ampliamento di quello militare che dista appena un paio di chilometri dal centro della citta'. La costruzione dell'aeroporto, il traffico aereo connesso e le infrastrutture di supporto determinerebbero una cementificazione selvaggia di una delle aree piu' caratteristiche e pregiate di Viterbo, quella termale del Bulicame, soffocando cosi' per sempre la vera possibilita' di sviluppo di Viterbo che e' legata al termalismo, alla valorizzazione dei beni ambientali e culturali, al turismo e all'agricoltura di qualita'.

Mi rendo conto che due chilometri vi possono sembrare una grande distanza visto che voi avete l'aeroporto praticamente dentro casa, ma e' una distanza comunque minima, e del resto il punto e' quello della inconfutabile nocivita' di questa infrastruttura, della sua inutilita' e dello sperpero enorme di denaro pubblico per un'opera devastante e che certo solo non sarebbe la soluzione ai vostri problemi come ai nostri, ma costituirebbe un ulteriore danno per tutti.

A questo si aggiunga che per una tale enorme infrastruttura, come quella dello scalo viterbese, ancora non esiste nemmeno un progetto. E non esistendo un progetto, essa manca dei requisiti fondamentali stabiliti dalla vigente legislazione in materia di Valutazione d'Impatto Ambientale e Sanitario.

E poi chi vi garantisce e chi ci garantisce che sempre per le famose logiche di mercato non si manterra' su Ciampino lo stesso numero di voli se non di piu'?

La soluzione e' un'altra, la soluzione e' una sola: bisogna ridurre il traffico aereo. Per ragioni sanitarie, per ragioni ambientali, globali e locali.

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Ridurre il trasporto aereo

Le emissioni degli aeromobili contribuiscono per circa il 10% alle emissioni totali di CO2, e sono estremamente dannose in quanto questi gas dannosi sono rilasciati direttamente negli strati piu' alti della troposfera ed in quelli piu' bassi della stratosfera alterando di fatto la composizione dell'atmosfera.

Le direttive europee, il trattato di Kyoto, l'Onu, la comunita' scientifica internazionale, il buonsenso, ci chiedono ed impongono una drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica, e quindi e' veramente contraddittorio che si continui ad investire per incrementare forme di trasporto come quello aereo, sia perche' inquinanti, sia a causa del prossimo esaurirsi del petrolio e quindi del cherosene.

Pensiamo che sia necessario un diverso sviluppo per il nostro territorio e che la priorita' assoluta in tema di mobilita' sia rappresentata dal miglioramento e dalla razionalizzazione della rete ferroviaria nazionale insieme anche al maggior utilizzo delle cosiddette "autostrade del mare".

La regione Lazio e Viterbo in particolare con la sua provincia hanno bisogno di un adeguamento e di un sostanziale miglioramento dell'infrastruttura ferroviaria. I nostri pendolari ogni giorno impiegano due ore da Viterbo per raggiungere Roma.

In Europa, alcuni statisti come la cancelliera tedesca e il presidente francese hanno posto il blocco della costruzione di nuovi aeroporti e di autostrade tra i piu' importanti provvedimenti per la riduzione del surriscaldamento climatico e dell'inquinamento. Gran parte del mondo politico e istituzionale italiano ha plaudito al Nobel per la Pace conferito ad Al Gore e all'Ipcc proprio per l'azione di denuncia della devastazione del pianeta che si sta determinando per l'aumento dei gas serra: si sono limitati ad applaudire. Questo secondo noi perche' la classe politica e chi ci governa e' in larga misura arretrata culturalmente e subalterna alle logiche speculative e finalizzae unicamente alla massimizzazione del profitto delle industrie; nella fattispecie delle compagnie aeree.

E' necessario ridurre il trasporto aereo perche' sono i piu' poveri della terra a pagare per il privilegio di pochi di viaggiare e per il profitto delle compagnie aeree. Le alterazioni del clima si ripercuotono soprattutto sulle popolazioni e sui paesi piu' poveri, come ha denunciato un altro premio Nobel per la pace, Wangari Maathai; paesi dove siccita' o uragani determinati sempre piu' dal surriscaldamento del clima, distruggono con violenza inaudita citta', economie e le vite di migliaia di esseri umani, generando anche flussi migratori sempre piu' intensi.

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Difendere il diritto alla salute

Ho scelto di impegnarmi  nel comitato di cui sono portavoce anche perche' sono un medico.

"Tutti gli esseri umani sono responsabili dell'ambiente  ma i medici lo sono due volte". Cosi'  affermava  Lorenzo Tomatis, gia' presidente dello Iarc e dell'associazione Isde-Italia.

Lorenzo Tomatis era  un medico, scienziato e scrittore ma soprattutto un uomo giusto ed onesto, un medico con un curriculum scientifico prestigioso ma sconosciuto ai piu' e alle platee televisive. Un personaggio scomodo perche' capace di dire la verita' in ogni circostanza. Egli ha sostenuto e dimostrato nella sua lunga attivita' di ricerca che la maggior parte delle malattie deriva dall'interazione tra fenomeni di inquinamento ambientale e genetica umana. Questa certezza e consapevolezza e' stata recepita anche nel nuovo codice di deontologia medica  che all'articolo 5 afferma: "Il medico e' tenuto a considerare l'ambiente nel quale l'uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini (...) Il medico favorisce e partecipa alle iniziative di prevenzione, di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di promozione della salute individuale e collettiva".

Quindi come medici siamo convinti che bisogna fare molta attenzione quando si propongono e si progettano nuove tecnologie e nuove infrastrutture i cui danni ed effetti nocivi non sono ben conosciuti e studiati. Nessuna emergenza puo' imporre l'adozione di tecnologie e soluzioni che si possono rivelare dannose per l'ambiente e per la salute.

E' sempre indispensabile applicare il principio di precauzione e in assenza di prove scientifiche inconfutabili a riguardo della tutela della salute e dell'ambiente applicare l'opzione zero.

La realizzazione di grandi infrastrutture, come sono gli aeroporti, determina inconfutabilmente danni alla salute attraverso l'inquinamento dell'aria, l'inquinamento acustico e quello elettromagnetico.

Nella lettera inviata ai colleghi medici dell'Alto Lazio, ma che so inviata anche ai colleghi della Asl Rm H a cui appartiene il distretto sanitario di Ciampino, abbiamo voluto condividere la preoccupazione motivata da numerosi riferimenti scientifici per il danno alla salute che il traffico aereo genera.

Abbiamo svolto un lavoro di ricerca bibliografica. Esistono una miriade di lavori e dati scientifici che dimostrano i danni prodotti dalle polveri sottili ed ultrasottili provenienti dai processi di combustione del cherosene, come dall'esposizione al benzene, e i danni prodotti dall'inquinamento acustico. Il dottor Mocci e il dottor Ghirga approfondiranno ed illustreranno questi aspetti.

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L'inquinamento elettromagnetico. Due proposte di lavoro

Voglio ora richiamare la vostra attenzione, ed in particolare quella dei colleghi presenti, sull'inquinamento elettromagnetico. Questo tipo di inquinamento e' prodotto dai sistemi radar delle torri di controllo e da quelli a bordo degli aerei che insieme alle antenne di radiotrasmissione ed ai sistemi elettromagnetici vengono utilizzati per i controlli di sicurezza. A queste onde elettromagnetiche vanno poi aggiunti gli effetti prodotti dalle antenne di telefonia mobile, apparati radio-tv e cavi di elettrificazione. Questo particolare tipo di inquinamento, soprattutto quello legato alla presenza degli aeroporti, e' sicuramente  il meno studiato, e ne sappiamo quindi ancora molto poco.

L'interazione tra campi elettromagnetici ed organismi viventi e' largamente conosciuta e dimostrata da numerosi lavori scientifici. I meccanismi di interazione con i sistemi biologici, in particolare per quanto riguarda il corpo umano, dipendono dall'intensita' dei campi e dal  tempo di esposizione.

Sono stati identificati alcuni possibili meccanismi biologici d'azione dei campi elettromagnetici che in modo schematico possiamo cosi' riassumere:

1) alterazione del sistema immunitario;

2) modificazioni della permeabilita' della membrana cellulare e conseguente alterazione del flusso di ioni biologicamente importanti, in particolare del Calcio, Sodio e Potassio;

3) induzione di "stress ossidativo" con conseguente aumento dei danni prodotti da radicali liberi sulle macromolecole biologiche;

4) alterazioni della sintesi dell'ormone epifisario melatonina;

5) modificazioni dell'attivita' elettrica cerebrale e della permeabilita' della membrana emato-encefalica.

Tali meccanismi sono supportati da dati sperimentali ottenuti su sistemi di laboratorio (colture cellulari; mammiferi, in particolare roditori), su volontari umani e su soggetti esposti professionalmente. Altri possibili meccanismi sono stati ipotizzati e sono attualmente oggetto di studio.

Penso  che tutti possiamo convenire sulla necessita' di ampliare gli studi per quanto riguarda  anche questo aspetto e soprattutto a partire da aree che come questa di Ciampino possono presentare piu' fonti di emissione di campi elettromagnetici.

Ritengo che la cosa che si puo' fare gia' subito sia quella di richiedere all'Arpa Lazio e alla Asl coinvolgendo anche la facolta' di ingegneria dell'Universita' di Tor Vergata, la misurazione dei campi elettromagnetici in prossimita' e dentro l'aeroporto e la mappatura di tutte le possibili fonti di inquinamento elettromagnetico presenti nel comune di Ciampino.

Un'altra cosa che si potrebbe fare subito e in collaborazione con i medici che lavorano sul territorio, penso ai medici di medicina generale ed ai pediatri, e' quella di cominciare ad individuare e catalogare gli eventuali casi di malattie rare ed autoimmuni presenti tra i propri pazienti. Questo tipo di rilevazioni ed osservazioni ci potrebbero fornire informazioni utili e preliminari per ulteriori ed approfonditi studi che possano prendere in considerazioni tra i vari fattori d'inquinamento ambientale anche quello elettromagnetico.

Lancio a tutti i colleghi medici questa ipotesi di lavoro.

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Conclusioni

Concludo dicendo che come medici abbiamo la necessita' di conoscere sempre di piu' i fattori eziopatogenetici delle malattie ma abbiamo soprattutto il dovere e la responsabilita' di  tutelare la salute attraverso la tutela dell'ambiente, e sono fermamente convinta che sempre si possano coniugare benessere, tutela dell'ambiente e sviluppo economico.

A Ciampino come a Viterbo la tutela dell'ambiente e della salute passano di sicuro attraverso la drastica riduzione del traffico aereo.