ANTONELLA LITTA: RELAZIONE ALL'INCONTRO DI LADISPOLI DEL 10 MAGGIO 2008

 

[Riportiamo il testo della relazione tenuta da Antonella Litta all'incontro sul tema: "Per la riduzione del trasporto aereo" tenutosi a Ladispoli il 10 maggio 2008.

Antonella Litta e' la portavoce del Comitato che si oppone alla realizzazione dell'aeroporto a Viterbo; svolge l'attivita' di medico di medicina generale a Nepi (in provincia di Viterbo). E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11, pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia). Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) e' stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario nei paesi africani. E' stata consigliera comunale. E' partecipe e sostenitrice di programmi di solidarieta' nazionale ed internazionale. Presidente del Comitato "Nepi per la pace", e' impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalita', alla nonviolenza e al rispetto dell'ambiente]

 

Sono Antonella Litta e faccio parte dell'Associazione italiana medici per l'ambiente, Isde-Italia (International Society of  Doctors  for the Enviroment). Sono anche la portavoce del comitato che si oppone alla realizzazione dell'aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo.

Il comitato e' nato a luglio scorso sotto la spinta della preoccupazione per il danno che la costruzione dell'aeroporto di Viterbo avrebbe determinato per l'ambiente e la salute. Una preoccupazione resa ancora piu' forte dalla conoscenza di tante realta' italiane ed estere gia' sedi di scali aeroportuali e dalla drammatica situazione ambientale e sanitaria vissuta dagli abitanti di Ciampino.

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Ho scelto di impegnarmi in questo comitato anche perche' sono un medico.

Lorenzo Tomatis, gia' presidente dell'Agenzia internazionale per le ricerche sul cancro (Iarc) e dell'Associazione Isde-Italia, affermava: "tutti gli esseri umani sono responsabili dell'ambiente, ma i medici lo sono due volte".

Lorenzo Tomatis era un medico, uno scienziato e uno scrittore, ma soprattutto un uomo giusto ed onesto. Un  medico con un curriculum scientifico prestigioso ma sconosciuto ai piu' e alle platee televisive. Un personaggio scomodo perche' capace di dire la verita' in ogni circostanza. Egli ha sostenuto e dimostrato nella sua lunga attivita' di ricerca, con oltre 200 pubblicazioni scientifiche sul tema della cancerogenesi, come la maggior parte delle malattie derivi dall'interazione tra inquinanti ambientali e genetica umana.

Questa certezza e consapevolezza e' stata recepita anche nel nuovo codice di deontologia medica  che all'articolo 5 afferma: "Il medico e' tenuto a considerare l'ambiente nel quale l'uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini. (...) Il medico favorisce e partecipa alle iniziative di prevenzione, di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di promozione della salute individuale e collettiva".

Questa assunzione di responsabilita' ci dice semplicemente che bisogna fare sempre molta attenzione quando si propongono e si progettano nuovo sostanze, nuove tecnologie e nuove infrastrutture i cui danni ed effetti nocivi non sono ben conosciuti e studiati. Nessuna emergenza puo' imporre l'adozione di tecnologie e soluzioni che si possono rivelare dannose per l'ambiente e per la salute.

La realizzazione di grandi infrastrutture, come gli aeroporti, determina inconfutabilmente danni ambientali e sanitari attraverso l'inquinamento dell'aria, l'inquinamento acustico e quello elettromagnetico. Non si puo' piu' continuare a ripetere l'errore di esporre persone e intere comunita' a rischi per la salute, salvo poi, a distanza di anni, e purtroppo dopo morti e malati, riconoscere quanto gia' l'evidenza scientifica aveva mostrato, come nel caso dell'amianto, riconosciuto quale potentissimo cancerogeno solo dopo tantissimi anni e migliaia di morti.

In ogni fase decisionale e' quindi opportuno acquisire la necessaria documentazione scientifica, l'adozione del principio di precauzione e la valutazione dell'impatto sanitario (Vis) come raccomandato dall'Unione Europea, insieme alla valutazione di impatto ambientale (Via) e alla valutazione ambientale strategica (Vas).

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Nella lettera inviata ai colleghi medici dell'Alto Lazio e scritta insiema al dottor Mauro Mocci e al dottor Gianni Ghirga, anch'essi dell'Associazione medici per l'ambiente, abbiamo voluto condividere la preoccupazione per il danno alla salute che il traffico aereo genera.

Abbiamo svolto un lavoro di ricerca bibliografica. Esistono una  miriade di lavori e dati scientifici che dimostrano i danni prodotti dalle polveri sottili ed ultrasottili provenienti dai processi di combustione del cherosene, come dall'esposizione al benzene, e i danni prodotti dall'inquinamento acustico e quello elettromagnetico.

E' noto ed ormai acquisito che moltissimi agenti inquinanti immessi nell'atmosfera, nell'aria e nel suolo entrano tramite la respirazione e la catena alimentare in contatto con l'organismo umano dopo aver causato danni ed alterazioni irreversibili anche all'ambiente e alla biodiversita' degli ecosistemi.

In ogni area aeroportuale, il continuo decollo, atterraggio e sorvolo degli aerei provoca un forte aumento delle emissioni inquinanti.

Il traffico aereo, inoltre, contribuisce per circa il 10% all'incremento di anidride carbonica e quindi al surriscaldamento climatico dell'intero pianeta immettendo direttamente anidride carbonica, gas e polveri negli strati piu' alti della troposfera ed in quelli piu' bassi della stratosfera alterando di fatto la composizione dell'atmosfera. Un jumbo che viaggia da Roma a New York inquina mediamente come il traffico su gomma prodotto da una citta' di 40.000 persone in un anno.

La situazione della regione Lazio e in particolare dell'Alto Lazio per quantitativo di emissioni di anidride carbonica e' tra le piu' gravi in Italia.

La combustione del cherosene (combustibile meno raffinato rispetto alla benzina) genera ed accresce la presenza di gas dannosi quali: Monossido di Carbonio (CO), Ossidi di Zolfo (SOx), Ossidi di Azoto (NOx) responsabili anche del fenomeno delle piogge acide e dei processi di eutrofizzazione dei mari, produce Idrocarburi (HC) - come la presenza del benzene, noto cancerogeno -, e l'inquinamento da polveri sottili ed ultrasottili (particolato di dimensioni inferiori a 5 e 2.5 micron di diametro). Queste polveri attraverso i polmoni veicolano direttamente nel sangue e nel cervello i metalli pesanti liberati proprio dalla combustione del cherosene e dall'erosione ed abrasioni dei sistemi di frenaggio e degli pneumatici dei velivoli sulle piste.

All'inquinamento causato dagli aerei bisogna poi aggiungere quello provocato dall'intenso traffico di automobili e dei veicoli a supporto delle attivita' aeroportuali, e quello determinato dalla presenza di migliaia di passeggeri in transito ogni giorno.

I dati riportati sono frutto di una obiettiva documentazione e di quanto vissuto e testimoniato ogni giorno dalle popolazioni di Ciampino, Malpensa, Linate, Bolzano, Orio al Serio, e di tante altre citta' sede di aeroporti in Italia come in Europa ed America.

Il particolato ultrafine (le polveri prodotte dai processi di combustione) attraversa i sistemi di filtraggio, permane lungamente in atmosfera, e puo' essere trasportato per decine e centinaia di chilometri, penetra attraverso tutte le barriere e membrane organiche - ivi compresi i nervi cranici, la barriera ematocerebrale, la placenta, gli endoteli, le membrane plasmatiche - raggiungendo i nuclei cellulari col proprio carico di metalli pesanti ed altri fattori cancerogeni, interferendo cosi' con i sistemi di riparazione del Dna e con i meccanismi dell'espressione genica.

Esistono evidenze sempre piu' consistenti di come numerosi inquinanti introdotti nel corpo umano inducano processi infiammatori cronici che determinano uno stress cellulare progressivo a carico di tutti gli organi e i tessuti, aprendo la strada a patologie gravi come arterosclerosi e cancro. Ma l'aspetto che piu' preoccupa concerne la possibilita' che il danno genetico colpisca le cellule germinali materne o paterne (causando la possibile trasmissione alle successive generazioni di lesioni e patologie anche gravi) o direttamente il feto nel momento piu' delicato del suo sviluppo.

Studi scientifici condotti mostrano l'evidente correlazione tra l'esposizione alle polveri sottili ed ultrasottili e l'aumento dei ricoveri ospedalieri, della mortalita', delle malattie respiratorie, delle malattie cronico-degenerative (Alzheimer, Sclerosi Laterale Amiotrofica, Sclerosi Multipla), delle malattie endocrine, delle malattie neoplastiche e del sistema cardiovascolare.

L'inalazione delle polveri sottili e ultrasottili provoca riduzione della funzionalita' polmonare nei bambini, riduzione della speranza di vita, aumento delle malattie neoplastiche e basso peso alla nascita per esposizioni avvenute nel periodo di gravidanza e precedentemente.

Il territorio circostante un aeroporto e' sottoposto  anche ad impatto acustico, e le persone che vi risiedono al rischio di contrarre patologie cardiovascolari, insonnia, irritabilita', astenia, disturbi dell'udito.

I sistemi radar della torre di controllo e quelli a bordo degli aerei insieme alle antenne di radiotrasmissione ed ai sistemi elettromagnetici utilizzati per i controlli di sicurezza  generano inquinamento elettromagnetico. Questo particolare tipo di inquinamento, e in particolare quello generato dalla presenza di aeroporti, e' sicuramente il meno studiato e di cui sappiamo ancora molto poco e quindi sicuramente meritevole di una maggiore considerazione, attenzione e studio.

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Il territorio viterbese risente di una  delicata situazione dal punto di vista ambientale, infatti alla naturale radioattivita' del sottosuolo, dovuta al radon, si aggiunge la presenza di discariche abusive non ancora messe in sicurezza, le alte concentrazioni di metalli pesanti nelle acque e dell'arsenico, i processi di eutrofizzazione dei laghi, la presenza del piu' grande polo energetico d'Europa (le centrali di Civitavecchia e Montalto di Castro, con il progetto di riconversione a carbone della centrale di Torvaldaliga Nord a Civitavecchia e i conseguenti ulteriori enormi danni per ambiente e salute).

Se fosse realizzato l'aeroporto di Viterbo, aree di particolare bellezza, fascino e storia come quella del Bulicame, dell'orto botanico e delle terme sarebbero stravolte per sempre a causa della cementificazione, e il loro ecosistema e biodiversita' profondamente e irreparabilmente danneggiati dagli inquinanti generati e diffusi dal traffico aereo.

La scelta di realizzare un aeroporto a Viterbo aggiungerebbe quindi un ulteriore e gravissimo fattore d'inquinamento e quindi di rischio per l'ambiente e per la salute, in particolare per quella dei bambini.

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Voglio chiudere questo mio intervento ancora con le parole di Tomatis: "Quando si parla di prevenzione del cancro, tutti pensano alla cosiddetta diagnosi precoce, ma c'e' una prevenzione che si puo' fare a monte, cercando di non limitare i danni della malattia diagnosticandola al piu' presto, quanto piuttosto di evitare l'insorgere del cancro, impedendo l'esposizione alle sostanze che lo provocano. La prevenzione primaria si occupa proprio di questo: fare ricerca sulle sostanze naturali o sintetiche per capire quali sono cancerogene e, una volta individuate, suggerire alla autorita' sanitarie della misure di salute pubblica per toglierle dalla circolazione. Si tratta di una strategia che protegge tutti - il ricco come il povero - ma purtroppo e' bistrattata da scienziati, politici ed autorita' sanitarie".

Ecco, non realizzare l'aeroporto a Viterbo e impegnarsi per ridurre il traffico aereo significa fare prevenzione primaria e far rispettare l'articolo 32 della Costituzione Italiana che afferma: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettivita'".

Il nostro impegno e' perche' questo diritto sia rispettato e realizzato pienamente.