ANTONELLA LITTA: RELAZIONE ALL'INCONTRO DI
LADISPOLI DEL 10 MAGGIO 2008
[Riportiamo il testo
della relazione tenuta da Antonella Litta
all'incontro sul tema: "Per la riduzione del trasporto aereo"
tenutosi a Ladispoli il 10 maggio 2008.
Antonella Litta e' la portavoce del
Comitato che si oppone alla realizzazione dell'aeroporto a Viterbo; svolge l'attivita' di medico di medicina generale a Nepi (in
provincia di Viterbo). E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca
scientifica presso l'Universita' di Roma "
Sono Antonella Litta e faccio parte dell'Associazione italiana medici per l'ambiente, Isde-Italia (International Society of Doctors for the Enviroment). Sono anche la portavoce del comitato che si
oppone alla realizzazione dell'aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione
del trasporto aereo.
Il comitato e' nato a luglio scorso sotto la spinta della
preoccupazione per il danno che la costruzione dell'aeroporto di Viterbo
avrebbe determinato per l'ambiente e la salute. Una preoccupazione resa ancora piu' forte dalla conoscenza di tante realta'
italiane ed estere gia' sedi di scali aeroportuali e
dalla drammatica situazione ambientale e sanitaria vissuta dagli abitanti di
Ciampino.
*
Ho scelto di impegnarmi in questo comitato anche perche' sono un medico.
Lorenzo Tomatis, gia'
presidente dell'Agenzia internazionale per le ricerche sul cancro (Iarc) e dell'Associazione Isde-Italia,
affermava: "tutti gli esseri umani sono
responsabili dell'ambiente, ma i medici lo sono due volte".
Lorenzo Tomatis era un medico, uno
scienziato e uno scrittore, ma soprattutto un uomo giusto ed onesto. Un medico con un
curriculum scientifico prestigioso ma sconosciuto ai piu'
e alle platee televisive. Un personaggio scomodo perche'
capace di dire la verita' in ogni circostanza. Egli
ha sostenuto e dimostrato nella sua lunga attivita'
di ricerca, con oltre 200 pubblicazioni scientifiche sul tema della
cancerogenesi, come la maggior parte delle malattie derivi dall'interazione tra
inquinanti ambientali e genetica umana.
Questa certezza e consapevolezza e' stata recepita anche nel
nuovo codice di deontologia medica che all'articolo 5 afferma: "Il
medico e' tenuto a considerare l'ambiente nel quale l'uomo vive e lavora quale
fondamentale determinante della salute dei cittadini. (...)
Il medico favorisce e partecipa alle iniziative di prevenzione, di tutela della
salute nei luoghi di lavoro e di promozione della salute individuale e
collettiva".
Questa assunzione di responsabilita'
ci dice semplicemente che bisogna fare sempre molta attenzione quando si
propongono e si progettano nuovo sostanze, nuove
tecnologie e nuove infrastrutture i cui danni ed effetti nocivi non sono ben
conosciuti e studiati. Nessuna emergenza puo' imporre
l'adozione di tecnologie e soluzioni che si possono rivelare dannose per
l'ambiente e per la salute.
La realizzazione di grandi infrastrutture, come gli aeroporti,
determina inconfutabilmente danni ambientali e sanitari attraverso
l'inquinamento dell'aria, l'inquinamento acustico e quello elettromagnetico.
Non si puo' piu' continuare
a ripetere l'errore di esporre persone e intere comunita'
a rischi per la salute, salvo poi, a distanza di anni, e purtroppo dopo morti e
malati, riconoscere quanto gia' l'evidenza
scientifica aveva mostrato, come nel caso dell'amianto, riconosciuto quale
potentissimo cancerogeno solo dopo tantissimi anni e migliaia di morti.
In ogni fase decisionale e' quindi opportuno acquisire la
necessaria documentazione scientifica, l'adozione del principio di precauzione
e la valutazione dell'impatto sanitario (Vis) come raccomandato dall'Unione
Europea, insieme alla valutazione di impatto ambientale (Via) e alla
valutazione ambientale strategica (Vas).
*
Nella lettera inviata ai colleghi medici dell'Alto Lazio e
scritta insiema al dottor Mauro Mocci e al dottor
Gianni Ghirga, anch'essi dell'Associazione
medici per l'ambiente, abbiamo voluto condividere la preoccupazione per
il danno alla salute che il traffico aereo genera.
Abbiamo svolto un lavoro di ricerca bibliografica. Esistono una miriade di lavori e
dati scientifici che dimostrano i danni prodotti dalle polveri sottili ed
ultrasottili provenienti dai processi di combustione del cherosene, come
dall'esposizione al benzene, e i danni prodotti dall'inquinamento acustico e
quello elettromagnetico.
E' noto ed ormai acquisito che moltissimi agenti inquinanti
immessi nell'atmosfera, nell'aria e nel suolo entrano tramite la respirazione e
la catena alimentare in contatto con l'organismo umano dopo aver causato danni
ed alterazioni irreversibili anche all'ambiente e alla biodiversita'
degli ecosistemi.
In ogni area aeroportuale, il continuo decollo, atterraggio e
sorvolo degli aerei provoca un forte aumento delle emissioni inquinanti.
Il traffico aereo, inoltre, contribuisce per circa il 10%
all'incremento di anidride carbonica e quindi al surriscaldamento climatico
dell'intero pianeta immettendo direttamente anidride carbonica, gas e polveri
negli strati piu' alti della troposfera ed in quelli piu' bassi della stratosfera alterando di
fatto la composizione dell'atmosfera. Un jumbo che viaggia da Roma a New
York inquina mediamente come il traffico su gomma prodotto da una citta' di 40.000 persone in un anno.
La situazione della regione Lazio e in particolare dell'Alto
Lazio per quantitativo di emissioni di anidride carbonica e' tra le piu' gravi in Italia.
La combustione del cherosene (combustibile meno raffinato
rispetto alla benzina) genera ed accresce la presenza di gas dannosi quali:
Monossido di Carbonio (CO), Ossidi di Zolfo (SOx),
Ossidi di Azoto (NOx) responsabili anche del fenomeno
delle piogge acide e dei processi di eutrofizzazione dei mari, produce
Idrocarburi (HC) - come la presenza del benzene, noto cancerogeno -, e
l'inquinamento da polveri sottili ed ultrasottili (particolato di dimensioni
inferiori a 5 e 2.5 micron di diametro). Queste polveri attraverso i polmoni
veicolano direttamente nel sangue e nel cervello i metalli pesanti liberati
proprio dalla combustione del cherosene e dall'erosione ed abrasioni dei
sistemi di frenaggio e degli pneumatici dei velivoli sulle piste.
All'inquinamento causato dagli aerei bisogna poi aggiungere
quello provocato dall'intenso traffico di automobili e dei veicoli a supporto
delle attivita' aeroportuali, e quello determinato
dalla presenza di migliaia di passeggeri in transito ogni giorno.
I dati riportati sono frutto di una obiettiva
documentazione e di quanto vissuto e testimoniato ogni giorno dalle popolazioni
di Ciampino, Malpensa, Linate, Bolzano, Orio al Serio, e di tante altre citta' sede di aeroporti in Italia come in Europa ed
America.
Il particolato ultrafine (le polveri prodotte dai processi di
combustione) attraversa i sistemi di filtraggio, permane lungamente in
atmosfera, e puo' essere trasportato per decine e
centinaia di chilometri, penetra attraverso tutte le barriere e membrane
organiche - ivi compresi i nervi cranici, la barriera ematocerebrale,
la placenta, gli endoteli, le membrane plasmatiche - raggiungendo i nuclei
cellulari col proprio carico di metalli pesanti ed altri fattori cancerogeni,
interferendo cosi' con i sistemi di riparazione del
Dna e con i meccanismi dell'espressione genica.
Esistono evidenze sempre piu'
consistenti di come numerosi inquinanti introdotti nel corpo umano inducano
processi infiammatori cronici che determinano uno stress cellulare progressivo
a carico di tutti gli organi e i tessuti, aprendo la strada a patologie gravi
come arterosclerosi e cancro. Ma l'aspetto che piu' preoccupa concerne la possibilita'
che il danno genetico colpisca le cellule germinali materne o
paterne (causando la possibile trasmissione alle successive generazioni
di lesioni e patologie anche gravi) o direttamente il feto nel momento piu' delicato del suo sviluppo.
Studi scientifici condotti mostrano l'evidente correlazione tra
l'esposizione alle polveri sottili ed ultrasottili e l'aumento dei ricoveri
ospedalieri, della mortalita', delle malattie
respiratorie, delle malattie cronico-degenerative
(Alzheimer, Sclerosi Laterale Amiotrofica, Sclerosi
Multipla), delle malattie endocrine, delle malattie neoplastiche e del sistema
cardiovascolare.
L'inalazione delle polveri sottili e ultrasottili provoca
riduzione della funzionalita' polmonare nei bambini,
riduzione della speranza di vita, aumento delle malattie neoplastiche e basso
peso alla nascita per esposizioni avvenute nel periodo di gravidanza e
precedentemente.
Il territorio circostante un aeroporto e' sottoposto anche ad impatto
acustico, e le persone che vi risiedono al rischio di contrarre patologie
cardiovascolari, insonnia, irritabilita', astenia,
disturbi dell'udito.
I sistemi radar della torre di controllo e quelli a bordo degli
aerei insieme alle antenne di radiotrasmissione ed ai sistemi elettromagnetici
utilizzati per i controlli di sicurezza generano inquinamento
elettromagnetico. Questo particolare tipo di inquinamento, e in particolare
quello generato dalla presenza di aeroporti, e' sicuramente il meno studiato e
di cui sappiamo ancora molto poco e quindi sicuramente
meritevole di una maggiore considerazione, attenzione e studio.
*
Il territorio viterbese risente di una delicata situazione dal punto di vista
ambientale, infatti alla naturale radioattivita' del
sottosuolo, dovuta al radon, si aggiunge la presenza di discariche abusive non
ancora messe in sicurezza, le alte concentrazioni di metalli pesanti nelle
acque e dell'arsenico, i processi di eutrofizzazione dei laghi, la presenza del
piu' grande polo energetico d'Europa (le centrali di
Civitavecchia e Montalto di Castro, con il progetto di riconversione a carbone
della centrale di Torvaldaliga Nord a Civitavecchia e
i conseguenti ulteriori enormi danni per ambiente e salute).
Se fosse realizzato l'aeroporto di Viterbo, aree di particolare
bellezza, fascino e storia come quella del Bulicame, dell'orto botanico e delle
terme sarebbero stravolte per sempre a causa della cementificazione, e il loro
ecosistema e biodiversita' profondamente e
irreparabilmente danneggiati dagli inquinanti generati e diffusi dal traffico
aereo.
La scelta di realizzare un aeroporto a Viterbo aggiungerebbe
quindi un ulteriore e gravissimo fattore d'inquinamento e quindi di rischio per
l'ambiente e per la salute, in particolare per quella dei bambini.
*
Voglio chiudere questo mio intervento ancora
con le parole di Tomatis: "Quando si parla di
prevenzione del cancro, tutti pensano alla cosiddetta diagnosi precoce, ma c'e'
una prevenzione che si puo' fare a monte, cercando di
non limitare i danni della malattia diagnosticandola al piu'
presto, quanto piuttosto di evitare l'insorgere del cancro, impedendo
l'esposizione alle sostanze che lo provocano. La
prevenzione primaria si occupa proprio di questo: fare ricerca sulle sostanze
naturali o sintetiche per capire quali sono cancerogene e, una volta
individuate, suggerire alla autorita'
sanitarie della misure di salute pubblica per toglierle dalla circolazione. Si tratta di una strategia che protegge tutti - il ricco come il
povero - ma purtroppo e' bistrattata da scienziati, politici ed autorita' sanitarie".
Ecco, non realizzare l'aeroporto a Viterbo e impegnarsi per
ridurre il traffico aereo significa fare prevenzione primaria e far rispettare
l'articolo 32 della Costituzione Italiana che afferma: "
Il nostro impegno e' perche' questo
diritto sia rispettato e realizzato pienamente.