VIVIANA
BERTOIA: INTERVENTO ALLA CONFERENZA "VITERBO INCONTRA CIAMPINO" DEL 3
MAGGIO 2008
[Viviana Bertoia,
cittadina residente in prossimita' dell'aeroporto di
Ciampino, e' impegnata nel movimento per la riduzione del trasporto aereo, in
difesa del diritto alla salute, dell'ambiente, della democrazia e dei diritti
delle generazioni future]
Buonasera,
sono Viviana Bertoia, una cittadina di Campino.
Quando
Daniela mi ha chiesto se ero pronta a fare un intervento a Viterbo come
cittadina abitante di fronte all'aeroporto di Campino ho detto subito si'.
Penso
che la condivisione delle proprie esperienze, negative o positive, possa
aiutare gli altri, ed e' per questo che ho accettato.
Vivo
a cento metri dalla pista dell'aeroporto di Ciampino.
Ho
comperato la mia casa nel 1984. Ero ben cosciente del fatto di vivere di fronte
all'aeroporto ma non mi sono mai lamentata perche'
fino ad alcuni anni fa non ci sono mai stati problemi di rumore o inquinamento.
Ogni
tanto c'era un aereo ma veramente non era un problema. Vi racconto a questo
proposito un aneddoto: una notte un aereo faceva rumore. Infastidita, forse per
la prima volta, mi decisi a chiamare i carabinieri, mi passarono quelli di
stanza all'aeroporto che mi assicurarono che avrebbero provveduto. Dopo circa dieci
minuti l'aereo spense i motori. Che bei tempi!
*
Oggi
i dati ci dicono che gia' dal 2001 c'e' stato un
aumento dei voli ma non ce ne siamo resi conto subito.
Nel
2001, infatti, avendo bisogno di una camera in piu'
per nostro figlio ci siamo messi a cercare una nuova casa ma abbiamo deciso
che, ristrutturando, la nostra casa era ancora la migliore. Questo vi dice che
forse non siamo stati lungimiranti, ma veramente non percepivamo ancora
l'aeroporto come un pericolo.
Negli
anni successivi ogni aumento dei voli era un dirsi: "ma
forse a Fiumicino c'e' la nebbia... ma come mai atterrano di notte?... ma forse
sono voli straordinari...".
Poi
c'e' stata una crescita continua dei voli e sappiamo ora a che punto siamo.
Il
momento di percezione totale del problema l'ho avuto circa tre anni fa quando
e' successo che mio figlio ha avuto una tosse persistente. Portato al Forlanini gli fecero subito delle lastre e li' mi resi conto che il problema era grave: mi chiesero
quanti anni avesse mio figlio e quante sigarette fumasse al giorno. Mi dissero
che aveva una trama polmonare di uno che fumava almento
50 sigarette al giorno, e mio figlio aveva solo 13 anni e non fumava!
Da
quel giorno ho cominciato a interessarmi del problema e a cercare di
combatterlo.
*
I
problemi di uno che vive di fronte all'aeroporto sono di due tipi.
Oggettivi:
la casa trema ad ogni passaggio di aereo, le finestre si tengono quasi sempre
chiuse sperando di trattenere il rumore ma soprattutto la puzza del kerosene.
La roba che stendi sul balcone spesso puzza di kerosene. Non utilizzi il bel
balcone per mangiarci d'estate perche' non si resiste
alla puzza e al rumore.
Psicologici:
cominci a non dormire, almeno non fino alle 23,30 - 23,45, quando l'attivita' di atterraggio di Ryanair non finisce (il 30
aprile l'ultimo volo era alle 23,45).
Ti
fissi, e non solo io. E' cosi' per tanta altra gente.
Conosco gente che non parla di altro, che si e' rivolta allo psicologo per
superare il problema.
E
poi ti senti in colpa. Ti senti in colpa perche'
vorresti avere il coraggio di andare via, di vendere la casa. Ma sai che con
due stipendi di mille euro al mese, a quasi 50 anni, non te la senti di
ricominciare o di fare un mutuo fino ad 80 anni. Ti senti in colpa perche' pensi che dovresti salvare i tuoi cari e te stessa
da un evidente rischio di tumore, soprattutto pensi a tuo figlio che potrebbe
ammalarsi e lui e' troppo giovane.
*
E
poi vedi la gente che non si interessa al problema, che non viene ai cortei o
alle assemblee dei medici e non prende coscienza del problema e allora pensi di
essere matta solo tu.
La
gente non partecipa perche' non vuole pensare, perche' se cominciasse a pensare sul serio diventerebbe
furiosa. Furiosa per quello che stiamo subendo.
Io,
immodestamente, vorrei lasciarvi un messaggio. Il mio messaggio e': lottate,
lottate perche' dopo sara'
troppo tardi per tornare indietro. Lottate ora perche'
quello che stiamo vivendo noi non avvenga anche qui da voi.
*
Dobbiamo
renderci conto tutti che dobbiamo salvare la nostra terra da questa devastazione
che avviene solo in nome del profitto di pochi sui tanti.
Non
facciamo passare il concetto che in nome del profitto e della promessa di nuovo
lavoro tutte le nefandezze sul territorio possano essere scusate.
Facciamo
in modo che le nostre lotte servano per un ambiente migliore, per contrastare
quelli che voi avete spesso definito "i nuovi barbari" che in nome
del profitto non badano agli interessi della gente.
Per
contrastare chi si presta ad affamare ancora i poveri della terra utilizzando
il loro cibo come carburante. Mi chiedo: come si puo'
pensare di lasciare ai nostri figli un mondo in cui il cibo, bene primario, e'
utilizzato per far volare gli aerei? Dov'e' il giusto nel far volare la gente
dei paesi ricchi ad un euro con il kerosene estratto dal cibo dei poveri?
Vi
prego, non vi date per vinti.