ROBERTO BARCAROLI: INTERVENTO AL CONGRESSO REGIONALE DI LEGAMBIENTE SVOLTOSI A ROMA IL 17-18 NOVEMBRE 2007

[Ringraziamo Roberto Barcaroli (per contatti: r.barcaroli@libero.it) per averci messo a disposizione il testo dell'intervento svolto al Congresso di Legambiente del Lazio a Roma il 18 novembre 2007.

Roberto Barcaroli, esperto di problemi della mobilita’ e dell’ambiente, e' impegnato nel Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale dell'aeroporto di Ciampino (www.comitatoaeroportociampino.it)]

 

Gli aerei non hanno ne' silenziatore ne' marmitta catalitica: il rumore che producono e gli inquinanti generati dalle migliaia di litri di kerosene che bruciano per ogni ora di volo, entrano nell'atmosfera e nei nostri polmoni senza alcun filtro che li intercetti e ne riduca l'impatto ambientale devastante.

Ogni aereo di linea che decolla o atterra nell'aeroporto di Ciampino equivale a 500 auto euro zero oppure a 20.000 auto euro 4.

Si', perche' l'industria dell'auto, per poter continuare ad esistere, ha dovuto investire in tecnologie di riduzione dell'impatto ambientale e un'auto euro zero dei primi anni '90 equivale a 40 (quaranta) auto euro 4 (dati da "Quattroruote", febbraio 2007, p. 215).

All'industria aeronautica invece e' stato concesso l'incredibile privilegio di non avere questi vincoli, ne' sul piano tecnico (nessuno le ha chiesto di mettere la marmitta catalitica o il silenziatore agli aerei), ne' su quello fiscale, dato che il kerosene e' completamente detassato.

I miglioramenti tecnici e le minime riduzioni dell'impatto ambientale dei motori aeronautici che si sono avute negli ultimi venti anni sono prodotti secondari di una ricerca mirata a migliorare le prestazioni dei motori e non la compatibilita' degli aerei con l'ambiente.

Cento voli low cost al giorno a Ciampino equivalgono quindi al passaggio di due milioni di auto euro 4; probabilmente, concentrato in due chilometri di pista, c'e' piu' dell'inquinamento prodotto da tutto il raccordo anulare di Roma.

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Ogni giorno sulla pista di Ciampino, a 150 metri dai palazzi della citta', vengono bruciate almeno 60 tonnellate di kerosene e l'inquinamento prodotto viene scaricato senza alcun filtro direttamente nell'aria della citta', mentre l'enorme rumore che gli aerei producono (superiore ai limiti di legge, come dimostrato dalle misure fatte da Legambiente e dalle centraline successivamente installate dal Comune di Ciampino) ci impedisce di vivere una vita normale.

Per non parlare dell'inquinamento prodotto nella fase di decollo e atterraggio sopra le case, le scuole e gli asili delle frazioni di Marino (Santa Maria delle Mole e Cava dei Selci) e del X Municipio di Roma.

Nelle frazioni di Marino, abitate da 25.000 persone, nel mese di novembre il 95% degli insegnanti delle scuole locali hanno aderito ad una lettera di protesta, inviata al sindaco della citta' e ai ministri responsabili, per le continue interruzioni delle lezioni causate dal rumore degli aerei che sorvolano a bassa quota le scuole.

Ma questo non basta! Nessuna delle normali misure di tutela dei cittadini e dei passeggeri e' stata adottata ne' per i movimenti degli aerei a terra ne' per le rotte di arrivo e partenza: infatti, gli aerei a terra tengono i motori accesi per ore intere, quando anche in grandi aeroporti come Fiumicino li possono tenere accessi solo pochi minuti prima del decollo e dopo l'atterraggio. Le rotte di decollo e atterraggio a Ciampino non prevedono alcuna "procedura antirumore" e consentono agli aerei di passare a bassissima quota sopra gli asili, le scuole e le case. E' ben diversa la situazione in tutti gli altri aeroporti (come ad esempio Capodichino) dove esistono regole precise e rotte antirumore che, se non rispettate, danno luogo a gravi sanzioni per piloti e compagnie.

E' ben diversa la situazione nei piu' civili paesi d'Europa, dove prima di aumentare il traffico aereo si effettuano le analisi dell'impatto ambientale e si consulta la popolazione. Dove, se non si trova il consenso della popolazione, le opere e gli incrementi di traffico non si fanno.

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Le conseguenze di questo far west aeroportuale pesano sulla salute dei cittadini, come ha dimostrato lo studio commissionato dal Comune di Ciampino all'Universita' La Sapienza di Roma sulle cause di morte in questo territorio.

E come anche dimostra la grande preoccupazione dei medici di base di Ciampino e Marino preoccupati per l'elevato consumo di farmaci antitumorali e per la forte presenza di patologie come l'asma nei bambini e i tumori ai polmoni, normalmente connesse a situazioni di forte inquinamento ambientale.

La preoccupazione dei medici di base si e' concretizzata nella promozione da parte loro (con l'approvazione della Asl RM H) di una ricerca epidemiologica autogestita.

Nessuna valutazione di impatto ambientale, nessuna misura dell'inquinamento e del rumore previste dalla legge sono mai state fatte per tutelare i quasi 300.000 cittadini colpiti, prima di aumentare il traffico di oltre il 600% negli ultimi cinque anni, portandolo a livelli mai raggiunti nei quasi cento anni di vita di questo aeroporto. E' come se a fianco del vecchio aeroporto fossero stati costruiti altri cinque aeroporti, senza alcuna valutazione di impatto ambientale sui cittadini e sul territorio.

Sono state le campagne di misura dell'inquinamento acustico e da PM10 condotte da Legambiente Lazio che hanno permesso, nel 2005 e nel 2006, di rompere il muro di omerta' che impediva di avere qualsiasi misura della situazione ambientale da chi pure era tenuto per legge a farle (AdR e Arpa-Lazio). E la rottura del muro di omerta' ha aiutando il comune di Ciampino e i cittadini a vincere la loro battaglia per ottenere l'installazione di centraline Arpa per la rilevazione del rumore e della qualita' dell'aria.

Le proteste dei cittadini hanno trovato subito l'appoggio delle amministrazioni locali di Ciampino, Marino e del X Municipio di Roma. I sindaci di Ciampino e Marino e il presidente del X Municipio sono presenze fisse alle manifestazioni promosse dai comitati dei cittadini e hanno messo sempre il loro peso istituzionale nelle trattative con il Comune di Roma (nel cui territorio ricadono i due terzi dell'aeroporto), con la Provincia di Roma, con la Regione e con il Ministero dei Trasporti. In tre successivi tavoli di concertazione i cittadini e le amministrazioni comunali si sono battuti per riportare il traffico ai livelli del 2001, mandando altrove le compagnie low cost e ripristinando il ruolo di solo aeroporto di Stato dell'aeroporto di Ciampino.

Nel 2005 fu l'allora assessore all'Ambiente della Regione, Bonelli, a promuovere il primo tavolo; nel 2006 fu il sindaco di Roma Veltroni a promuovere il secondo; e nel 2007 fu lo stesso Ministro dei Trasporti Bianchi.

Ma in tutti i tavoli i cittadini si sono sempre trovati di fronte le autorita' istituzionali che riconoscevano la gravita' della situazione e il fatto che l'aeroporto di Ciampino e' diventato un'emergenza sanitaria per il territorio, contrapposte ad Enac, AdR e compagnie low cost (Ryanair soprattutto) che respingevano ogni possibilita' di soluzione, difendendo il "diritto" dell'interesse economico a prevalere sul diritto alla salute dei cittadini. E, nonostante le direttive politiche delle istituzioni indicassero sempre la necessita' di riportare il traffico a livelli compatibili con il territorio, sono sempre stati gli interessi di AdR e delle compagnie aeree, spalleggiate dall'Enac, a prevalere.

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Quando, finalmente, nel luglio 2007 l'Enac, su pressione del Ministero dei Trasporti, ha emanato un'ordinanza che limitava il numero massimo di voli commerciali giornalieri da 138 a 100, a causa delle condizioni di manutenzione della pista di volo, e' stato il Consiglio di Stato, su ricorso della Ryanair, ad intervenire "con inaudita solerzia" per bloccarla.

Il traffico a Ciampino ha continuato a crescere inesorabilmente ed e' stata la volonta' dell'Enac, di AdR e delle compagnie low cost a prevalere sulle direttive politiche.

Per queste ragioni i comuni di Ciampino e Marino e il X Municipio di Roma, insieme ai comitati dei cittadini di questo territorio si sono fatti promotori di una giornata di protesta intitolata "S.O.S. vita" per il 6 dicembre 2007, alla quale hanno dato la loro adesione anche le associazioni dei commercianti e degli artigiani, i sindacati e le associazioni di cittadini del territorio. Numerose iniziative di protesta si svolgeranno contemporaneamente il 6 dicembre a Ciampino, Marino e nel X Municipio di Roma, e le numerose adesioni verranno pubblicate sui siti dei comuni e dei cittadini.

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Mentre si parla di costruire un terzo e, forse, un quarto aeroporto nel Lazio per ospitare i voli low cost, ancora non e' stato fatto alcun intervento sull'emergenza sanitaria di Ciampino. Ma l'unico intervento efficace sarebbe la chiusura al traffico civile di questo aeroporto e l'adozione di tutte le possibili misure di salvaguardia della popolazione e del territorio anche nel caso della continuazione della sua attivita' come aeroporto di Stato.

E' diventato inoltre urgente che il governo e le altre istituzioni dello Stato intervengano, sia sul piano nazionale che presso l'Unione Europea, per attivare subito un processo che porti gli aerei ad abbattere le loro emissioni almeno nella stessa misura delle automobili. Anche gli aerei devono avere la marmitta catalitica e il silenziatore. Anche gli aerei devono essere obbligati a diventare "Euro 4".

Oppure lo sviluppo travolgente del trasporto aereo previsto per i prossimi anni (solo per Roma si prevede di passare da 35 a 100 milioni di passeggeri all'anno entro il 2020) semplicemente non e' possibile.

Nello stesso modo non e' sostenibile ne' etico continuare a fingere che i voli low cost possano costare veramente un euro! E' una truffa e un insulto verso l'intelligenza dei cittadini europei.

La verita' e' che far volare un aereo costa a Ryanair come costa ad Alitalia, solo che la differenza nel prezzo del volo low cost la pagano il territorio, la salute dei cittadini e le tasche dei contribuenti.

Basta con il turismo locusta e con le compagnie aeree che non si fanno carico di un atteggiamento di responsabilita' sociale e etica.

Non e' accettabile che ogni turista che arriva in aereo a Ciampino inquini come 130 auto Euro 4 (20.000 auto Euro 4 per aereo / 150 passeggeri per aereo).