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Supplemento
domenicale de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore
responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel.
0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Numero
140 del 2 dicembre 2007
In
questo numero:
1.
Enzo Ferrara, Stefano Serafini e Benedetto Terracini ricordano Lorenzo Tomatis
2.
Patrizia Gentilini: Ricordando Lorenzo
3.
Isde Italia: Un medico per l'ambiente
4.
Harri Vainio: Una breve biografia di Lorenzo Tomatis (1993)
1.
MEMORIA. ENZO FERRARA, STEFANO SERAFINI E BENEDETTO TERRACINI RICORDANO LORENZO
TOMATIS
[Dal
mensile "Lo straniero", n. 89 del novembre 2007 (disponibile anche
nel sito www.lostraniero.net)]
L'ultimo
giorno d'estate e' morto a Lione, a 78 anni, Lorenzo Tomatis, Renzo per gli
amici, oncologo di fama mondiale e, come scrittore, interprete inimitabile dei
sentimenti intimi e delle contraddizioni personali piu' profonde degli uomini
di scienza. Le reti mondiali dei movimenti per il diritto alla salute e a un
ambiente pulito si sono riempite di messaggi di cordoglio. Le partecipazioni
del mondo scientifico ñ l'establishment, avrebbe detto lui ñ per il quale era
un personaggio scomodo, verranno forse dopo. Tomatis, pero', aveva un
curriculum inarrivabile.
Nato
a Sassoferrato da padre torinese e madre triestina, laureatosi a Torino nel
1953, dopo periodi di tirocinio in igiene e anatomia patologica (Torino) e in
cancerogenesi sperimentale (Chicago), inizio' a lavorare alla Agenzia
internazionale per le ricerche sul cancro (Iarc) di Lione alla fine degli anni
Sessanta. Ne sarebbe stato poi il direttore per dodici anni, fino al
pensionamento nel 1993. Dirigeva inizialmente l'Unita' di cancerogenesi e da
subito si pose il problema della socializzazione delle osservazioni sui rischi
di cancro ambientale, per lo piu' sepolte nelle biblioteche universitarie. Dal
1969 inizio' cio' che per molti ha rappresentato il principale contributo
dell'Iarc alla prevenzione tumorale: il Programma per la valutazione del
rischio di cancerogenicita', con la raccolta dei risultati in una serie di
pubblicazioni monografiche. Quel programma guadagno' reputazione per rigore e
integrita' ma anche per il contributo che seppe fornire alle misure di prevenzione
e salute pubblica. Le agenzie di controllo, l'universita' e l'industria su quei
dati fondarono le prime esperienze di valutazione del rischio tumorale.
Il
primo gruppo di lavoro s'incontro' a Lione nel dicembre 1970, per definire i
criteri delle monografie ed esaminare le informazioni su cinque composti
chimici. Assieme a studi su altre 14 sostanze, il primo volume venne stampato
nel 1972. La pubblicazione ebbe successo: il programma fu lanciato
definitivamente assieme alle autorevoli Monografie Iarc per la valutazione dei
rischi cancerogeni. Con il sostegno della Commissione europea e dell'Istituto
nazionale per i tumori degli Stati Uniti, il programma vide una rapida
espansione anche in istituzioni che con l'Iarc collaboravano, tra cui diverse
italiane. Assieme a queste attivita', per vent'anni l'Iarc impiego' ogni sforzo
per assicurare la diffusione delle informazioni, in particolare verso la
comunita' scientifica e gli enti di vigilanza. Soprattutto, nella produzione
delle monografie Tomatis seppe introdurre due grosse novita': l'approccio
multidisciplinare (non solo il reciproco resoconto dei risultati osservati in
discipline diverse, ma la loro effettiva integrazione) e la coesistenza del
rigore con la trasparenza e la capacita' di comunicare ai non scienziati
certezze e incertezze della ricerca sperimentale.
Contemporaneamente,
si cercava di organizzare la classificazione per ridurre i costi e i tempi
degli studi, evitare duplicazioni e costruire un insieme di conoscenze comuni.
Grazie a bollettini periodici, dal 1973 fu possibile sapere chi stava
sperimentando e cosa stava sperimentando. Quando Tomatis lascio' Lione erano
stati pubblicati 58 volumi monografici. E' in preparazione oggi il numero 89,
mentre piu' di 900 sostanze risultano classificate.
Dopo
il pensionamento, dalla sua casa di Aurisina, vicino Trieste, Tomatis seppe
integrare competenza e intelligenza in iniziative di base su salute e ambiente.
Divenne presidente della sezione italiana della Associazione internazionale dei
medici per l'ambiente e nel 2001, dopo l'elezione di Bush jr, quando negli Usa
lo spoil system si abbatte' sui comitati di ricerca generando sospetti su
disegni di normalizzazione della comunita' scientifica, osservo' che anche le
monografie Iarc andavano perdendo in qualita' e obiettivita'. Uno studio
riportava le pressioni esercitate su una parte degli esperti dall'industria e
mostrava la riduzione dell'attenzione nei confronti della salute pubblica e
della prevenzione primaria osservando, oltretutto, che le 12 sostanze
riclassificate in senso meno cancerogeno (dall'atrazina alla fibra di vetro,
dagli ftalati al tricloroetilene) lo erano state tutte nel corso degli ultimi
sette anni.
Affiancata
a oltre duecento studi di carattere scientifico vi e' poi la produzione letteraria
di Tomatis che, tra saggistica e romanzo autobiografico, descrive
contraddizioni, debolezze e vizi dell'ambiente scientifico. I contenuti
espongono il tessuto umano e psicologico da cui la scienza prende forma,
mostrando che molto spesso non di buona stoffa si tratta. Il laboratorio, primo
volume, sostenuto all'Einaudi da Italo Calvino nel 1965, e' centrato sulle
contraddizioni del giovane scienziato schiacciato tra la melmosa pigrizia
culturale dell'accademia italiana e le ambigue lusinghe del sistema americano.
I libri successivi, La ricerca illimitata (1974), Storia naturale del
ricercatore. Il mondo della ricerca visto dall'interno (1985) e quelli piu'
recenti, La rielezione (1996), e Il fuoriuscito (2005), raccontano le pressioni
del potere economico e gli irrisolti conflitti di interesse dei ricercatori.
L'esperienza
dell'accademia e dei laboratori internazionali, del prodursi concreto del
corpus scientifico condiviso al quale ha grandemente contribuito, hanno
insegnato a Tomatis molto e le sue osservazioni sull'esagerazione del valore
della "certezza scientifica" e del metodo in camice bianco, sui miti
della concentrazione tecnologica, o della statistica, per fare qualche esempio,
meritano di essere lette. La riflessione epistemologica, che tante volte pecca
di astrazione fra i professionisti della materia, e' qui al suo livello
empirico e realissimo, e' cosa viva, e colpisce con immediatezza. E' vero: la
miopia e la pochezza di una classe politica attenta al predominio del momento
anziche' alle prospettive di sviluppo si concretizza in triste inedia di spazi
e strumenti scientifici; si fa impossibilita' di restare, viaggi lontani,
sradicamento. Ma infine giunge a riflettersi non meno colpevole negli odi
personali e nelle coazioni caratteriali di uomini da laboratorio pronti a
ingannare in nome di una "scienza" che se in Italia e' misera,
altrove e' addirittura ipertrofica di emolumenti, carriere e borse di studio,
soggetta al grande affare dell'economia che e' poi la politica piu' avanzata
nel tempo e a occidente. La verita', parola per antonomasia legata al concetto
di scienza, la si vede sovente scivolar via fra le righe come un'illusione
giovanile, nonostante egli scriva che "esistono ancora ragioni per non
disperare". Le sue pagine compongono un ottimo breviario per i giovani
desiderosi di farsi scienziati, finche' ancora in Italia duri la possibilita'
almeno di cominciare, per poi andar fuori e fiorire ñ possibilmente senza
bruciarsi l'anima. Sono molti coloro che hanno avuto il privilegio di fruire
dei suoi consigli e della sua guida, una serie di prove di intelligenza e di
generosita' che ora e' importante non disperdere.
2.
MEMORIA. PATRIZIA GENTILINI: RICORDANDO LORENZO
[Dal
fascicolo monografico di "Epidemiologia & prevenzione" (www.epidemiologiaeprevenzione.it)
in ricordo di Lorenzo Tomatis]
La
notizia della scomparsa a 78 anni, a Lione, di Lorenzo Tomatis ci ha lasciato
desolati e sgomenti: siamo tutti piu' soli, vorrei dire orfani. Questa morte
era attesa, da tempo Lorenzo combatteva con coraggio e dignita' contro quella
malattia a cui aveva dedicato tutta la sua vita di ricercatore e medico, ma non
per questo il vuoto che lascia e' meno grande. Fino all'ultimo momento di vita
la sua voce pacata, il suo silenzio paziente, la sua lucida intelligenza, era
li', per noi, per ascoltarci innanzi tutto, per correggere il nostro lavoro,
per scrivere un commento, per rispondere ai nostri dubbi, per darci un
consiglio sempre discreto e puntuale, per indicarci ancora una volta la strada.
E la strada che Lorenzo per tutta la vita, non solo a noi, ha indicato era
quella di una ricerca e di una medicina che mai, e per nessuna ragione, poteva
essere disgiunta dal suo fine ultimo: quello di essere sempre e comunque al
servizio dell'essere umano, della sua salute, della sua dignita'.
Lorenzo
Tomatis e' stato un ricercatore in campo oncologico di fama mondiale, negli
anni in cui ha diretto
Purtroppo
non e' stato ascoltato; certamente oggi, anche per questo, il mondo e' piu'
iniquo, sofferente, avvelenato. Tutto sembra ormai ineluttabile, cosi' Lorenzo
chiamava quella sorta di oblio, quella rassegnazione, quello stringersi nelle
spalle che sembra avere contagiato tutti, che ci porta ad accettare ogni
compromesso, ogni sopruso, che ci porta a pensare che niente e nessuno possa
ormai arrestare la deriva del nostro mondo, come se non fossimo piu' capaci di
progettare il nostro destino, di pensare, di sognare, di ricercare salute,
equita', pace.
In
questo mondo malato lui vedeva una medicina parimenti malata, sempre piu'
tecnologica ed orientata esclusivamente alla cura, ma sempre piu' lontana dalla
ricerca delle vere cause delle malattie. La chiamava: "la grande
distrazione"... "una follia riduzionista sembrava essersi impossessata
della mente di gran parte dei ricercatori"... "ogni laboratorio
doveva scegliersi... il suo gene"; il ricercatore andava a caccia della
proteina alterata, senza piu' domandarsi il perche' di quel danno.
Nel
corso del suo lavoro, Tomatis ha dovuto assistere all'acquiescenza di
ricercatori e scienziati che, condizionati sempre piu' dagli interessi
economici delle grandi corporation, producono risultati ambigui e confondenti
in modo da rimandare ogni misura di prevenzione, molto piu' attenti a non
ridurre i profitti di chi comanda piuttosto che a proteggere la salute
pubblica. "Quando mi sono lasciato comprare? Quando ho capito che la
ricerca e' al servizio del potere e che il ricercatore e' un'oca che produce
uova d'oro e che quell'oro andava tutto sulla tavola di chi comanda":
queste sono le parole di un suo collega riportate nell'ultimo libro
autobiografico di Lorenzo, Il fuoriuscito, in cui gia' il titolo bene esprime
la sua volonta' di porsi fuori da questo sistema malato, un sistema in cui non
e' stato per lui piu' possibile riconoscersi.
L'attivita'
letteraria di Lorenzo e' l'altra grande espressione della sua personalita':
Tomatis infatti non e' stato solo un grande medico ed un grande ricercatore, ma
anche un grande scrittore e proprio nei suoi romanzi egli rivela la sua
umanita' piu' profonda. Nelle anamnesi alle vecchiette che si protraevano oltre
misura o nell'abbraccio di Giannino che gli butta i suoi i braccini attorno al
collo quando Lorenzo lascia il suo primo lavoro in un sanatorio c'e' tutto lo
struggimento di un medico di fronte al dolore ed alla sofferenza, specie a
quella innocente di un bambino. Lorenzo non era religioso ed ancor piu',
proprio per questo, la sua pietas ci commuove. Quanto rammarico, nei suoi occhi
e nelle sue pagine, per i malati, i morti, per le sofferenze evitabili ed
inutili, specie quelle dei bambini sacrificati sull'altare degli interessi e
del profitto.
L'infanzia!
Lorenzo aveva ben chiaro lo scenario che si va preparando ed il prezzo che
paghera' chi verra' dopo di noi per il degrado e l'inquinamento generalizzato
dell'ambiente. Non potro' mai dimenticare le parole da lui pronunciate il 24
novembre 2005, all'inizio dell'audizione in Comune a Forli': "le
generazioni a venire non ci perdoneranno il danno che noi stiamo loro facendo".
Mi piace anche ricordare le altre parole che, sempre in quell'occasione,
Tomatis ci disse: "a Forli' ho visto la scintilla del cambiamento e da una
scintilla puo' nascere anche un grande incendio... e' il momento della
Resistenza".
Lorenzo,
potrei continuare a riempire pagine e pagine pensando a te, certa che non
arriverei mai ad esprimere compiutamente tutto cio' che sento, in particolare
l'amicizia, l'affetto, la gratitudine...
Sono
sicura di esprimere in questo momento anche i sentimenti di tanti e tanti cittadini
di Forli' che hanno avuto la grande opportunita' di conoscerti, di ascoltarti,
di stimarti.
Lorenzo,
nel Giardino dei Giusti che c'e' dentro il mio cuore, l'albero che in tuo onore
ho piantato non si secchera' mai.
3.
MEMORIA. ISDE ITALIA: UN MEDICO PER L'AMBIENTE
[Dal
fascicolo monografico di "Epidemiologia & prevenzione"
(www.epidemiologiaeprevenzione.it) in ricordo di Lorenzo Tomatis. L'Isde e'
l'International Society of Doctors for the Environment, presente in Italia come
Associazione Medici per l'Ambiente - Isde Italia]
Lorenzo
Tomatis e' mancato il 21 settembre 2007: ci sentiamo addolorati, sgomenti,
soli.
E
non soltanto noi "Medici per l'Ambiente", che abbiamo avuto Lorenzo
come maestro e, dal 1990, presidente del ccomitato scientifico internazionale
di Isde, ma anche tutti coloro che, come abitanti di questo pianeta, hanno a
cuore il destino dell'essere umano. Lorenzo Tomatis e' stato infatti grande
come medico, come ricercatore, come scrittore, ma soprattutto come uomo: ed e'
stato per ciascuno di noi un maestro perche' ha messo sempre al primo posto,
fino all'ultimo suo giorno di vita, il rispetto per la vita, e per la dignita'
dell'essere umano.
Non
sembrino esagerate queste parole: se la strada indicata da uomini come Lorenzo
fosse stata seguita, il mondo sarebbe oggi diverso, piu' a nostra misura, meno
inquinato, piu' equo.
Lorenzo
nasce a Ancona nel 1929 e si laurea in medicina, sperimentando, gia' al momento
della laurea, la protervia baronale di un professore che utilizza per la propria
libera docenza il lavoro sperimentale da lui condotto per oltre un anno. Deluso
ed amareggiato si laurea con una tesi sulla poliomielite. Giovane medico lavora
poi in un istituto per malati cronici di Tbc, toccando con mano la sofferenza e
la rassegnazione di una umanita' dal destino in gran parte segnato, che
ricordera' magistralmente nelle pagine del romanzo autobiografico Il
fuoriuscito. Abbandonando un mondo accademico in cui non trova spazio, si
trasferisce negli Stati Uniti nel 1957 e nel 1967 approda a Lione, dove crea e
dirige l'Agenzia per
Il
suo rigore scientifico ed il suo acume di ricercatore si declineranno sempre
intorno a una visione della scienza, della medicina e della ricerca al servizio
dell'essere umano.
In
un mondo accademico sempre piu' chiuso e condizionato da dogmi e in una
medicina sempre piu' "distratta" e sempre piu' influenzata dalle
corporations e dai potentati economici Tomatis ha continuato a dare una
testimonianza tenace, limpida, coerente del valore etico della medicina. Con
lungimiranza gia' da qualche decennio Tomatis aveva identificato nelle
generazioni a venire le vittime innocenti della deriva della nostra civilta',
questa era la sua preoccupazione piu' viva: "le generazione a venire non
ci perdoneranno il danno che stiamo facendo loro". Noi "Medici per
l'Ambiente" che abbiamo avuto la grande opportunita' di conoscerlo ed
amarlo e di averlo come maestro in questi anni, cercheremo di essere sempre
all'altezza del suo insegnamento e di conservare la sua memoria.
4.
MEMORIA. HARRI VAINIO: UNA BREVE BIOGRAFIA DI LORENZO TOMATIS (1993)
[Dal
fascicolo monografico di "Epidemiologia & prevenzione"
(www.epidemiologiaeprevenzione.it) in ricordo di Lorenzo Tomatis, riprendiamo
la seguente biografia li' introdotta dalla seguente nota: "Proponiamo ai
lettori la traduzione della biografia scritta da Harri Vainio nel 1993,
pubblicata dalla rivista 'Environmental Health Perspective' in occasione della
conclusione della carriera di Tomatis presso l'Agenzia Internazionale di
Ricerca sul Cancro di Lione. Nelle prossime settimane provvederemo ad
aggiornarla per documentare le attivita' svolte da Tomatis nel periodo che dal
1993 arriva ai nostri giorni" e la seguente scheda "Environ Health
Perspect 1994; Feb 102(2):164-6. Harri Vainio, Kimberly G. Thigpen. Harri Vainio is chief of the Unit of
Carcinogen Identification and Evaluation at IARC. The following people also
contributed substantially to this article: Paolo Boffetta, Walter Davis, James
E. Huff, Nikolai .P. Napalkov, Maxwell Parkin, David P. Rall, Rodolfo Saracci,
Phillipe Shubik, and Takashi Sugimura"]
Una
carriera prestigiosa al servizio della prevenzione dei tumori
Dopo
aver dedicato piu' di 26 anni all'Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro
(Iarc), gli ultimi dodici dei quali nella veste di direttore, Lorenzo Tomatis
e' andato in pensione nel dicembre 1993. Per tutti questi anni ha rappresentato
l'impersonificazione (infaticabile) del mandato dell'Agenzia: condurre e
coordinare a livello internazionale la ricerca sulla prevenzione dei tumori
attraverso l'applicazione delle conoscenze scientifiche delle cause del cancro.
*
I
primi anni
Tomatis
e' nato in Italia, dove ha studiato fino alla laurea in medicina, conseguita
all'Universita' di Torino nel 1953. Dopo un breve incarico come ufficiale
medico in un reggimento degli alpini, ritorna all'universita' e si specializza
in medicina occupazionale. E' qui che nasce il suo interesse per il ruolo delle
sostanze chimiche come potenziali cancerogeni.
A
meta' degli anni '50 Tomatis comincia ad ampliare i propri orizzonti e, come
altri giovani medici italiani di quei tempi, vede eccitanti opportunita' di
ricerca negli Stati Uniti, finche', nel 1959, attraversa l'oceano per
raggiungere il gruppo di Phillipe Shubik alla Divisione di oncologia della
Chicago Medical School. Il gruppo di Shubik ha gia' una reputazione
internazionale nel campo della cancerogenesi da agenti chimici, e Tomatis viene
rapidamente assorbito nel gruppo. Secondo Shubik, ora direttore del Toxicology
Forum a Oxford, subito Tomatis dimostra una grande abilita' nella ricerca di
base: "Era un ricercatore attento e riflessivo, con una grande capacita'
di capire in quale direzione stava andando la ricerca prima di molti altri. Nel
mio dipartimento ha organizzato un laboratorio di colture di tessuti molto
tempo prima che questo campo raggiungesse l'importanza che ha ora".
L'entusiasmo
di Tomatis e la sua inclinazione alla sfida permeano anche la sua vita privata.
Shubik ricorda un episodio risalente ai primi tempi della vita dello scienziato
italiano oltreoceano. Toamtis e sua moglie erano andati a far visita allo
stesso Shubik nella sua casa sul lago, in Canada, guidando una vecchia
Chevrolet, da Chicago. Shubik ricorda che "la macchina ebbe problemi
meccanici dopo il loro arrivo, tanto che il meccanico locale non era sicuro che
sarebbe riuscita a riportarli a casa. Beh, piu' tardi venni a sapere che non
solo Tomatis e la moglie erano tornati a Chicago, ma poi l'avevano guidata fino
allo Yukon e stavano continuando a esplorare il Nord America".
Le
prime due pubblicazioni di Tomatis a Chicago - una sull'induzione di tumori
nelle cavie per mezzo di o-amino-azotoluene, l'altra sul ruolo dell'olio di
croton nella cancerogenesi dei tumori della pelle ñ segnano l'inizio del
cammino scientifico che lo scienziato avrebbe sviluppato e perseguito da allora
in poi. Da notare che i due coautori, oltre a Shubik, erano due italiani:
Giuseppe Della Porta, gia' direttore della Divisione di oncologia sperimentale
all'Istituto nazionale dei tumori di Milano, nel primo lavoro, e Benedetto
Terracini, ora a capo del Dipartimento di scienze biomediche e oncologia umana
dell'Universita' di Torino.
Tomatis
continuo' a pubblicare per tutta la durata della sua permanenza a Chicago, ma
nel 1965 la sua ricerca prende un'importante nuova direzione con un articolo in
cui si documenta un aumento dell'incidenza di tumori nella prima e nella
seconda generazione della progenie di topi esposti durante la gravidanza a un idrocarburo
policiclico, il dimetilbenzantracene. Tomatis continua a studiare, da pioniere,
questo nuovo aspetto della cancerogenesi, tanto che per il biennio 1965-'66 gli
viene assegnata una Eleanor Roosevelt International Cancer Fellowship per
studiare la risposta all'esposizione neonatale ai cancerogeni. Alla Iarc, dove
approda al termine di questa fellowship, la cancerogenesi transplacentale e'
uno dei filoni di ricerca che Tomatis persegue insieme ai suoi nuovi colleghi.
*
Alla
Iarc
Tomatis
giunge alla Iarc nel novembre
Nikolai
P. Napalkov, vicedirettore dell'Oms, considera gli studi multigenerazionali di
Tomatis come alcuni tra i maggiori contributi al campo della cancerogenesi.
Napalkov e Tomatis si incontrano nei primi anni '60, quando Tomatis e' alla
Chicago Medical School e Napalkov si occupa di ricerche sulla cancerogenesi
chimica allo Sloan Kettering Institute e alla Berkeley University, in
California. Nel corso degli anni i due diventano amici e collaboratori, e
lavorano su progetti comuni in cancerogenesi sperimentale. Napolkov professa il
piu' grande rispetto per i metodi di ricerca di Tomatis: "Il dottor
Tomatis possiede una conoscenza sistematica della patologia sperimentale, sia
umana sia animale, che oltre a essere indispensabile per la sua ricerca,
garantisce anche la solidita' dei suoi dati. Non c'e' alcuna ragione di
dubitare della validita' dei suoi risultati".
Obiettivo
fondamentale della Iarc e' la prevenzione del cancro nella specie umana:
l'identificazione di cancerogeni ambientali come prerequisito per la loro
rimozione (o, almeno, riduzione) e' un passo fondamentale per raggiungere
questo scopo. Ebbene, uno dei maggiori contributi di Tomatis alla Iarc e alla
salute pubblica in generale e' avere stabilito che la dimostrazione di
cancerogenicita' in esperimenti a lungo termine negli animali costituisce un
criterio valido per valutare possibili rischi cancerogeni negli esseri umani
contestualmente alle evidenze epidemiologiche o, ancora piu' importante, in
assenza di evidenze epidemiologiche. Tomatis si e' impegnato a fondo per
affermare questa prospettiva equilibrata, affinche' tanto l'epidemiologia umana
quanto i risultati sperimentali siano visti come essenziali
nell'identificazione dei rischi per la specie umana.
Inoltre,
Tomatis pronostica il vantaggio offerto dallo sviluppo di test a breve termine
di mutagenesi in vitro, da utilizzzare come preziosi indicatori di sostanze
meritevoli di ulteriori studi. Inoltre, incoraggia la ricerca sul ruolo di
fattori dell'ospite, come l'attivazione endogena di sostanze chimiche
xenobiotiche, nella cancerogenesi e nei meccanismi d'azione dei cancerogeni,
concentrandosi in particolare sull'interazione tra cancerogeni e Dna, un filone
di ricerca che
*
Un
sommo successo
Nel
1969 Tomatis avvia il "Programma di valutazione dei rischi da cancerogeni
negli umani", che e' diventato agli occhi di molti il piu' importante
contributo dell'Agenzia alla prevenzione del cancro, e la pubblicazione dei
risultati del programma in una serie di monografie. Il programma si guadagna
ben presto una reputazione internazionale grazie alla validita' scientifica, all'imparzialita'
e all'integrita' e per il suo contributo alla prevenzione e alla salute
pubblica. A proposito della serie di monografie, Sugimura dice: "Posso
confermare che molte istituzioni governative, accademiche e industriali
derivano (dalle monografie) praticamente per intero le proprie valutazioni di
rischio chimico".
Il
primo gruppo di lavoro formato da esperti di fama internazionale, presieduto da
Shubik, si incontra a Lione nel dicembre 1970 per mettere a punto i criteri
scientifici che sarebbero stati utilizzati nelle monografie del programma e per
stabilire alcune valutazioni preliminari dei dati disponibili su cinque
sostanze. Queste cinque valutazioni vengono vagliate, insieme a quelle
riguardanti altre 14 sostanze chimiche, da un gruppo di lavoro che si incontra
nel dicembre 1971, e vanno a costituire il primo volume della serie di
monografie della Iarc, pubblicato nel 1972 e che riguarda prodotti organici,
inorganici e naturali. Dato il grande apprezzamento riscosso da questo primo
volume, il programma viene effettivamente avviato. Da allora si e' espanso
notevolmente grazie alla collaborazione scientifica e al sostegno finanziario,
tra gli altri, del National Cancer Institute degli Stati Uniti, del Niehs e
della Commissione europea.
A
oggi sono stati pubblicati 58 volumi delle monografie (noti anche come "i
libri arancio", per il colore delle copertine) e altri sono in corso di
stampa. Sono stati profusi grandi sforzi per garantire la massima diffusione di
queste valutazioni sia presso le autorita' sanitarie nazionali sia presso la
comunita' scientifica. Le monografie, che inizialmente valutavano sostanze
chimiche di sintesi o naturali, negli oltre venti anni della loro esistenza,
hanno grandemente ampliato il proprio raggio d'azione fino a includere
valutazioni di miriadi di circostanze di esposizione come procedimenti
industriali e lavorativi, e stili di vita come dieta, farmaci, alcol e fumo di
sigaretta. E' forse per questo continuo sforzo di pubblicare la serie delle
monografie che Tomatis e' particolarmente apprezzato. Dice David P. Rall, ex
direttore dell'Niehs e collega di Tomatis per oltre venti anni: "Mantenere
in vita questa serie per vent'anni garantendone l'alto livello e' un risultato
di per se' senza precedenti".
In
parallelo allo sviluppo del programma monografie,
*
Una
visione globale
Quando
Tomatis divenne direttore della Iarc nel 1982, non si diede da fare soltanto
per applicare e integrare la sua affermata strategia di sviluppare
l'interazione tra ricerca sperimentale e studi epidemiologici, aumento' anche i
suoi sforzi per rafforzare il ruolo della Iarc, non solo nell'identificazione
dei rischi di cancro, ma anche nella ricerca su diversi aspetti di prevenzione
e sorveglianza. Un esempio illuminante e' lo studio di intervento sull'epatite
in Gambia, in cui e' stato costruito un piano per la vaccinazione di tutti i
neonati in tutto il paese, insieme a uno schema di registrazione dei casi di
cancro, che produrra' importanti informazioni sulla efficacia di questa misura
nella prevenzione primaria del cancro epatico.
A
prescindere dagli aspetti scientifici importanti e fondamentali dello studio in
Gambia, non e' un caso che Tomatis appoggi uno studio in un paese in via di
sviluppo. Molti dei suoi scritti hanno dimostrato la sua consapevolezza degli
aspetti sociali del cancro in tutto il mondo. E' evidente che Tomatis non vede
il cancro soltanto come un insieme di malattie, bensi' come un problema globale
di salute pubblica. In questo contesto, ha richiamato l'attenzione sul rapporto
tra poverta' e rischio di cancro, non soltanto nei paesi in via di sviluppo ma
anche nei paesi industrializzati, dove alti rischi di cancro si accompagnano a
bassi livelli socioeconomici. Questa prospettiva e' dettagliata nell'editoriale
su poverta' e cancro che Tomatis ha scritto l'anno scorso, pubblicato in Cancer
Epidemiology, Biomarkers and Prevention. Gli altri esempi di questo impegno a
espandere l'attivita' di ricerca della Iarc non sono pochi: includono lo studio
dei rischi da esposizioni nell'ambiente di lavoro nelle societa' di recente
industrializzazione e la stima degli effetti che la diffusione del virus
dell'Aids puo' avere sul carico complessivo del cancro.
Nel
1998,
*
Un
uomo dai molti talenti
Sebbene
le oltre 200 pubblicazioni scientifiche di Tomatis siano disponibili per tutti
coloro che possono leggere l'inglese, non sono accessibili a tutti - a
eccezione di chi legge l'italiano - i testi letterari che Renzo Tomatis ha
firmato.
Il
suo primo libro, Il laboratorio, venne pubblicato nel 1965 ed e' basato sul
diario tenuto durante un anno (1962-'63) nel laboratorio di Shubik a Chicago.
Il libro, che rivela uno stile letterario compiuto, puo' essere letto come una
descrizione - per i non addetti ai lavori - del lavoro quotidiano di un giovane
ricercatore, e anche come un confronto tra il modo di vivere italiano e
americano. Il laboratorio ottenne popolarita' in Italia, specialmente tra
giovani scienziati, per la sua critica lucida e aperta dell'establishment
scientifico in quel paese, rivolta soprattutto alla struttura arcaica
dell'universita'. Come testimonianza del talento di Tomatis come scrittore,
Napalkov dice che Tomatis dimostro' di essere cosi' bravo nella descrizione
degli scienziati e universitari italiani, che "dopo la pubblicazione del
libro, divenne presto evidente che non sarebbe mai stato in grado di proseguire
la sua carriera in Italia". Cio' che puo' essere stato una perdita per
l'Italia e' certamente stato un guadagno per il mondo.
La
misura dell'influenza che Tomatis ha avuto nel settore della prevenzione del
cancro e' attribuibile, in gran parte, a cio' che Sugimura chiama "la sua
vasta conoscenza della cancerogenesi chimica" e la sua "sincera e
nobile personalita' come leader scientifico", che gli ha consentito di
guidare e sviluppare una delle piu' importante agenzie di ricerca nel mondo. A
livello personale, egli viene descritto dai suoi colleghi come persona che ha
"uno sguardo acuto e un buon senso dell'umorismo... ha una conoscenza di
tutti i meravigliosi ristoranti a Lione e fuori Lione... ha una buona
percezione della storia dell'arte, cosi' come un approccio filosofico a molti
problemi della vita", qualita' che sicuramente sono servite ad arricchire
non solo la sua vita, ma anche la vita di coloro con i quali egli ha avuto
contatto.
Anche
le altre opera letterarie di Tomatis, La ricerca illimitata (1974), Visto
dall'interno (1981), e Storia naturale di un ricercatore (1985) hanno avuto un
considerevole - seppure forse un po' minore - impatto sulla comunita'
scientifica italiana. In questi libri Tomatis esplora il tema delle
implicazioni sociali della scienza - e in particolare della ricerca medica -
ponendo continuamente la domanda su cosa sia lo scopo ultimo del lavoro dello
scienziato, diviso tra ambizione personale e beneficio generale. Forse, il
lettore trova in questi libri piu' domande che risposte: le risposte debbono
essere cercate nella vita di Lorenzo Tomatis, una vita che continua a essere
condotta con rigore scientifico e integrita' morale.
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Supplemento
domenicale de "La nonviolenza e' in cammino"
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responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel.
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Numero
140 del 2 dicembre 2007
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