UN'INTERVISTA AL PROFESSOR ALESSANDRO PIZZI
 
[Alessandro Pizzi, gia' apprezzatissimo sindaco di Soriano nel Cimino (Vt),
citta' in cui il suo rigore morale e la sua competenza amministrativa sono
diventati proverbiali, e' fortemente impegnato in campo educativo e nel
volontariato, ha preso parte a molte iniziative di pace, di solidarieta',
ambientaliste, per i diritti umani e la nonviolenza, tra cui l'azione
diretta nonviolenta in Congo con i "Beati i costruttori di pace"; ha
promosso il corso di educazione alla pace presso il liceo scientifico di
Orte (istituto scolastico in cui ha lungamente insegnato); e' uno dei
principali animatori del comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo]
 
- Redazione di "Coi piedi per terra": Lei e' una figura storica
dell'ambientalismo nel viterbese. Quali sono state le esperienze piu'
significative cui si puo' far riferimento anche nell'intraprendere questa
nuova iniziativa in difesa del'ambiente, della salute, della democrazia, dei
beni culturali e ambientali e delle vocazioni produttive dell'Alto Lazio,
dei diritti umani di tutti gli esseri umani?
- Alessandro Pizzi: Considerati gli obiettivi del comitato, le esperienze a
cui si puo' far riferimento sono la lotta contro la centrale nucleare di
Montalto di Castro di fine anni '70 e il movimento di Tarquinia contro la
centrale a carbone. Il movimento che contesto' la scelta nucleare poneva al
centro della sua azione la difesa della salute dei cittadini, una politica
energetica che servisse uno sviluppo compatibile con le risorse del pianeta
Terra e la partecipazione popolare. Il movimento antinucleare riusci' a
promuovere una grande partecipazione popolare tanto e' vero che il
presidente del Comitato antinucleare di Montalto era un contadino (Pietro
Blasi) capace di tenere testa agli ingegneri dell'Enel e del Cnen (Comitato
per l'energia nucleare).
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- Lei e' stato anche uno dei piu' noti ed apprezzati pubblici amministratori
del viterbese. Da sindaco di Soriano nel Cimino ha dato prova di come si
possano affrontare in modo limpido, adeguato, efficace, questioni
ambientali, emergenze sociali, esigenze di solidarieta'; ha anche saputo
dimostrare come un ente locale potesse far fronte a grandi temi globali in
modo solidale, responsabile, partecipato, creativo. Come il portato di
questa sua esperienza si riflette nel suo impegno attuale nel comitato di
opposizione all'aeroporto e per la riduzione del trasporto aereo?
- Alessandro Pizzi: Intanto ringrazio per le sue parole, anche se non del
tutto meritate, perche' potevo fare di piu' e meglio. Tuttavia quella
esperienza, di cui sono grato ai cittadini di Soriano che l'hanno resa
possibile, mi ha persuaso della necessita' prioritaria di tenere in
considerazione le esigenze delle persone e in particolare di quelle piu'
emarginate, come diceva una vecchia parola d'ordine, cercando di agire
localmente pensando globalmente perche' ogni nostra azione si ripercuote su
tutto il pianeta.
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- Lei ha condotto esperienze assai significative nel volontariato, di
solidarieta' concreta e immediata con le persone di aiuto bisognose,
esperienze anche educative e formative in senso forte: tra molte altre
iniziative, lei ha preso parte all'esperienza di azione diretta nonviolenta
in Congo promossa dai "Beati i costruttori di pace" nell'area martoriata
dalla guerra. Questo suo impegno di educatore, di volontario, di amico della
nonviolenza, come si estrinseca nell'esperienza del comitato?
- Alessandro Pizzi: Attraverso la ricerca di forme creative nonviolente di
opposizione alla costruzione dell'aeroporto e per la riduzione del numero
dei voli. Lei ha citato il Congo, vorrei ricordare che se si attuano forme
di lotta nonviolente si riesce ad intervenire anche in zone martoriate dalla
guerra, penso alle iniziative delle donne congolesi. Inoltre, contribuendo
alla diffusione di informazioni sull'argomento e cercando di favorire la
partecipazione dei cittadini.
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- La questione del trasporto aereo ha ovviamente una dimensione
internazionale: quali sono gli aspetti a suo avviso cruciali, e quale e' la
consapevolezza che se ne ha nel mondo?
- Alessandro Pizzi: A mio avviso gli aspetti cruciali sono il consumo di
carburante e l'emissione dei gas ad effetto serra, che sono i piu' alti per
passeggero per km degli altri mezzi di trasporto. Secondo i calcoli del
California Institute of Tecnology il trasporto aereo provoca il 10%
dell'effetto serra totale. Ho l'impressione che in alcuni ambienti ci sia
consapevolezza del danno causato al clima dal trasporto aereo, penso ad
organi tecnici dell'Onu come  l'Intergovernmental Panel on Climate Change
(Ipcc), gruppi di scienziati, o associazioni ambientaliste. Mentre non mi
sembra ci sia tanta consapevolezza da parte dei governi e delle forze
politiche.
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- La situazione italiana: una crescita esponenziale del trasporto aereo,
spesso per tragitti brevi; in alcune regioni un'invasione di aeroporti
spesso a distanza di poche decine di chilometri l'uno dall'altro; a
discapito di forme di mobilita' meno inquinanti, meno nocive, meno
pericolose, meno energivore, meno costose, meno inique. Una situazione che
gli osservatori piu' attenti definiscono assai preoccupante. E' cosi'?
- Alessandro Pizzi: E' preoccupante perche' aumentano i viaggi in aereo e
aumenta cosi' l'impatto ambientale. Come ricordato da Marinella Correggia
nel suo libro La rivoluzione dei dettagli, in Europa le emissioni di gas
serra in particolare l'anidride carbonica (CO2) da aviazione sono cresciute
del 73% fra il 1990 e il 2002 e cresceranno del 150% dal 2002 al 2012; e' il
settore in cui crescono piu' in fretta. Il fenomeno dei low cost, voli a
basso costo, che dovrebbe interessare l'aeroporto di Viterbo, ha fatto
aumentare di molto il consumo di aerei.
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- E quale le sembra che sia la percezione, l'attenzione e quindi l'azione
delle istituzioni? E quella delle forze politiche? E quella dei mass-media?
Si ha l'impressione di una profonda e cinica inadeguatezza - a voler usare
un'espressione forse fin troppo eufemistica -, e sovente di una vera e
propria scandalosa complicita' con la lobby delle compagnie aeree... E'
cosi? E cosa si potrebbe e dovrebbe fare invece?
- Alessandro Pizzi: Si dovrebbe attuare una politica per disincentivare
l'uso degli aerei per ridurre le emissioni dei gas ad effetto serra invece
di osannare i voli a basso costo, che comunque riguardano sempre una
minoranza dei cittadini, e le compagnie come la Ryan Air. Una cosa che si
potrebbe fare e' incentivare un turismo "di vicinato" - come e' chiamato in
Gran Bretagna - che richiede poco viaggio, invece del turismo in zone
lontane.
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- Stanno crescendo in vari luoghi comitati e movimenti che si oppongono alla
grave nocivita' del trasporto aereo per la biosfera, per gli ecosistemi
locali, per la salute delle persone, per la valorizzazione dei beni
ambientali e culturali e la possibilita' di modelli di sviluppo autocentrati
e con tecnologie appropriate: siete gia' in contatto? Si sta costruendo una
rete? Quali sono le esperienze piu' rilevanti di cui come comitato viterbese
siete a conoscenza? E come pensate di contribuire a diffondere la coscienza
e promuovere anche un coordinamento che favorisca la sinergia di conoscenze,
competenze, risorse, progettualita', per una sensibilizzazione e una
partecipazione democratica sempre piu' ampia?
- Alessandro Pizzi: Nel breve periodo di vita del comitato siamo venuti in
contatto con vari comitati: Ciampino, Fano, Bolzano. L'esperienza che mi
piace segnalare e' quella del Comitato di Bolzano che ha raccolto 28.000
firme per un referendum contro l'ampliamento dell'aeroporto, referendum che
si terra' nel prossimo 2009.  Lavoriamo per costruire una rete per studiare
e diffondere i dati sull'impatto ambientale dei voli e per favorire la
partecipazione dei cittadini attraverso discussioni e seminari di studio.
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- La situazione viterbese: negli enti locali sembra continui a prevalere una
grande ignoranza e una grande irresponsabilita': la maggioranza degli
amministratori sembra ignorare (o finge di ignorare) tutto dei gravi
problemi ambientali e sanitari implicati dalla scelta aeroportuale, anzi
sembra che per loro sia solo una questione di campanilismo, di
accaparramento, di miraggio della grande opera, del grande cantiere... Una
vicenda gia' vista ad esempio con altre pesanti e disastrose servitu' che
gravano sull'Alto Lazio, a cominciare da quelle energetiche...
- Alessandro Pizzi: Si', anche a me ricorda una vicenda gia' vista, quella
della centrale di Montalto. Si aspetta la grande opera per sperare in un
eventuale sviluppo. Forse a breve termine qualche vantaggio le grandi opere
lo portano. Ma a lungo termine mi sembra che per le comunita' che ospitano
gli aeroporti siano maggiori gli svantaggi. Non a caso nascono comitati di
cittadini che denunciano l'inquinamento acustico e atmosferico. Mi sembra un
modello che si ripete nelle nostre societa': vantaggi per pochi, in questo
caso le compagnie aeree come la Ryan Air, e svantaggio per molti, in questo
caso cittadini che vivono nei pressi dell'aeroporto e in generale i
cittadini che subiscono l'inquinamento atmosferico e il cambiamento del
clima.
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- In base alla sua esperienza di sindaco, cosa dovrebbe fare un pubblico
amministratore scrupoloso e ragionevole in questo frangente?
- Alessandro Pizzi: Mettere a disposizione dei cittadini della provincia
tutte le informazioni possibili sul trasporto aereo e sull'aeroporto in modo
che ognuno si faccia un'opinione sui vantaggi e sugli svantaggi di un
aeroporto.
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- Le forze politiche, le organizzazioni sindacali, l'associazionismo del
viterbese sembrano stentare ad intraprendere una riflessione attenta,
documentata, fondata sui dati scientifici obiettivi ed inconfutabili e su
quanto dispone la legislazione in materia di Valutazione d'impatto
ambientale e di tutela della salute e dell'ambiente. Sembra che continui a
prevalere una retorica cieca e vagamente dannunziana che facendo leva sui
miti del volo come liberta', delle grandi opere come sviluppo,
dell'aeroporto come occasione di mutamenti e veicolo di modernita', tace del
tutto sulle purtroppo certissime conseguenze negative in termini di
nocivita' per le persone, danno ambientale, impatto sulla societa' e
sull'economia locale che ha ben altre priorita' anche in relazione al
modello di mobilita'. Perche' questa cecita'? E quando finira'?
- Alessandro Pizzi: Forse finira' quando sara' decaduta l'idea dello
sviluppo illimitato e delle risorse illimitate, quando le forze politiche, a
partire da quelle che si collocano a sinistra, cominceranno a vedere  la
scienza e l'economia  al servizio dell'uomo e non del profitto, e lo
sviluppo teso al ben-essere e non al ben-avere.
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- Il vostro comitato nel giro di pochissime settimane ha ottenuto gia'
risultati rilevanti: si e' aperta finalmente una discussione pubblica,
sempre piu' persone chiedono di saperne di piu' e di partecipare alla
discussione su una scelta che puo' avere conseguenze disastrose ed
irreversibili; si ha la sensazione che siate gia' riusciti a promuovere un
inizio di richiesta di democrazia che se si sviluppera' adeguatamente - e se
venisse accolta dalle istituzioni come legittima, giusta ed ineludibile
esigenza di sovranita' popolare - potrebbe dare frutti significativi anche
sul piano civile, della crescita democratica complessiva della societa'
viterbese...
- Alessandro Pizzi: E' gia' un bel risultato l'aver promosso una discussione
tra idee diverse. Ho citato piu' volte la vicenda della centrale di Montalto
di Castro. Secondo Antonino Drago, professore di  Fisica all'universita' di
Napoli e grande figura della nonviolenza, "quella antinucleare fu la prima
campagna di educazione scientifica di massa in Italia". Mi piacerebbe che a
partire dal no ad un aeroporto si arrivasse ad una consapevolezza sugli
stili di vita compatibili con l'ambiente e con il principio di equita' nei
confronti delle popolazioni del Sud del mondo. Tutti noi uomini e donne
della Terra abbiamo il medesimo diritto di usare le risorse e l'ambiente. E'
come se ognuno di noi avesse un budget limitato per l'uso di energia e di
emissione dei gas serra, superato il quale si arreca danno all'ambiente e
alle persone.
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- Quali prospettive vede per la vostra azione? E quali risultati vi
ripromettete nel breve e nel medio periodo, con riferimento sia alla
situazione locale altolaziale, sia regionale, sia nazionale, sia
internazionale?
- Alessandro Pizzi: I risultati che vogliamo raggiungere sono la non
costruzione del terzo aeroporto del Lazio e la riduzione del numero di voli.
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- Nella sua storia personale lei ha l'evidente abitudine come docente di
matematica e fisica di esigere onesta', chiarezza e rigore; onesta',
chiarezza, rigore, competenza e concretezza sono state anche le sue
caratteristiche di sindaco; nel suo impegno di volontariato la generosita',
la solidarieta', la condivisione, la responsabilita' sono elementi fondanti:
pensa che queste scelte, questi valori abbiano la capacita' di coinvolgere
le molte persone che e' necessario raggiungere per produrre quei cambiamenti
necessari ad impedire che uno pseudosviluppo dissennato e feroce devasti
irreversibilmente la biosfera e metta in effettivo pericolo la civilta'
umana?
- Alessandro Pizzi: Se ognuno di noi fosse informato sull'impatto che le
nostre azioni hanno sull'ambiente e le conseguenze per le future generazioni
avrebbe la possibilita' di scelte responsabili. Penso essenzialmente a noi
che viviamo nella parte ricca del mondo, quella che pur essendo il 20% della
popolazione mondiale consuma l'80% delle risorse del pianeta; se vogliamo
lasciare alle future generazioni un pianeta vivibile e' necessario scegliere
uno stile di vita sobrio a basso consumo di energia e abbandonare l'idea di
uno sviluppo illimitato.
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- Molte voci autorevoli da tempo chiedono un impegno esplicito verso
un'economia della sobrieta', verso una "decrescita felice", verso una
cultura della condivisione, verso "pace, giustizia, salvaguardia del
creato"; si pensi alle esperienze e alle opere di Vandana Shiva, Susan
George, Serge Latouche... di Francuccio Gesualdi, di Guido Viale, di Alex
Zanotelli... e al magistero di figure straordinarie che ci hanno lasciato
una lezione indimenticabile: da padre Ernesto Balducci a Laura Conti, da
Alexander Langer a Giulio A. Maccacaro... Quali figure, quali riflessioni,
quali opere, quali esperienze, lei consiglierebbe di studiare ai giovani che
si accostano all'impegno che il vostro comitato promuove?
- Alessandro Pizzi: Sono tutte persone che hanno molto da insegnare , ma nel
caso particolare della nostra attivita' comincerei con Guido Viale con le
sue riflessioni sulla mobilita', e Alexander Langer con le sue riflessioni
sulla necessita' dei bilanci ecologici da affiancare a quelli economici per
far capire i reali profitti e le reali perdite. Per proseguire poi con lo
studio di tutti gli altri citati per approfondire i concetti di decrescita e
di partecipazione democratica.
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- In un mondo duramente aggredito da guerre e terrorismi, devastazioni
ambientali e crudelissime oppressioni, ingiustizie strutturali e un
imbarbarimento profondo, cosa vi da' forza e fiducia nel vostro impegno in
difesa dell'ambiente, del diritto alla vita, alla salute e al benessere, dei
diritti umani di tutti gli esseri umani comprese le generazioni future?
- Alessandro Pizzi: Il desiderio di vivere in un mondo in cui prevalga il
rispetto per gli esseri viventi, la speranza di vedere per sempre bandita
ogni forma di violenza a partire dalla guerra. Il sogno di vivere in una
societa' in cui ci sia spazio per il silenzio, per la riflessione, per
l'ammirazione delle bellezze della natura, per le relazioni interpersonali,
al contrario di quella attuale basata sul profitto, sulla competizione
esasperata e sul rumore. Il modello di societa' potrebbe essere sintetizzata
dalle parole di Alexander Langer: "piu' lento, piu' profondo, piu' soave".
 
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