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COI PIEDI
PER TERRA
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Supplemento
de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 282
del 4 luglio 2010
In questo
numero:
1. Peppe
Sini: Un anniversario
2. Per una
minima cronistoria documentaria degli inizi del comitato che si oppone al
mega-aeroporto
3. Per
contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna
per la riduzione del trasporto aereo
1.
EDITORIALE. PEPPE SINI: UN ANNIVERSARIO
[Peppe Sini,
responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo, gia'
consigliere comunale e provinciale, e' stato dagli anni '70 uno dei principali
animatori del movimento che si oppone alle servitu' energetiche e militari
nell'Alto Lazio, e il principale animatore del movimento che si oppose al devastante
progetto autostradale della cosiddetta "Supercassia"; nel
Il 3 luglio
2007 diffondevo una lettera aperta con la quale esprimevo la mia contrarieta'
alla realizzazione a Viterbo di un nuovo mega-aeroporto.
In quel
periodo era in corso a Viterbo una pervasiva e scandalosa campagna
propagandistica menzognera e mistificatrice a sostegno di quell'opera
sciagurata; e tanta parte dell'opinione pubblica si era lasciata ipnotizzare,
ingannare, truffare, prostituire.
Da quella
lettera aperta prese avvio il movimento che in questi tre anni ha efficacemente
contrastato quell'opera nociva, distruttiva e fuorilegge, smascherando la
frode, denunciando la speculazione, opponendosi alla devastazione ed
all'inquinamento che il mega-aeroporto avrebbe provocato, dimostrando
l'immoralita' e l'illegalita' di quell'operazione, e chiamando la popolazione a
resistere in difesa dell'ambiente, del diritto alla salute, della legalita' e
del bene comune.
In questi
tre anni abbiamo dimostrato inconfutabilmente che realizzare un mega-aeroporto
a Viterbo nel cuore della preziosa area naturalistica, archeologica e termale
del Bulicame avrebbe come immediate conseguenze lo scempio dell'area del
Bulicame e dei beni ambientali e culturali che vi si trovano; la devastazione
dell'agricoltura della zona circostante; l'impedimento alla valorizzazione
terapeutica e sociale delle risorse termali; un pesantissimo inquinamento
chimico, acustico ed elettromagnetico che sara' di grave nocumento per la
salute e la qualita' della vita della popolazione locale (l'area e' peraltro
nei pressi di popolosi quartieri della citta'); il collasso della rete
infrastrutturale dell'Alto Lazio, territorio gia' gravato da pesanti servitu';
uno sperpero colossale di soldi pubblici; una flagrante violazione di leggi
italiane ed europee e dei vincoli di salvaguardia presenti nel territorio.
E in questi
tre anni abbiamo dato da Viterbo un contributo a far crescere in tutta Italia
la consapevolezza della necessita' di contrastare il dissennato ed insostenibile
incremento del trasporto aereo.
Sono stati
tre anni impegnativi, ma ne e' valsa la pena: a tutt'oggiAggiungi un
appuntamento per oggi quell'opera devastante, folle e criminale non e' stata
realizzata. E confidiamo che con la forza della verita', della democrazia e
della legalita' riusciremo ad impedirne la realizzazione anche in futuro.
2. ARCHIVIO.
PER UNA MINIMA CRONISTORIA DOCUMENTARIA DEGLI INIZI DEL COMITATO CHE SI OPPONE
AL MEGA-AEROPORTO
[Dal sito
www.coipiediperterra.org riportiamo il seguente testo descrittivo e
documentario della nascita del comitato, dal titolo completo "Per una
minima cronistoria documentaria del comitato che si oppone all'aeroporto di
Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della
salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti"]
Da una
lettera aperta intitolata "Contro l'aeroporto" del 3 luglio 2007
inviata ai mezzi d'informazione locali e ad alcune persone amiche dal
responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo
scaturisce l'idea di costituire il comitato.
La prima
riunione si svolge il 24 luglio 2007 presso il centro sociale autogestito di
Viterbo, al termine di essa si decide di dare vita al comitato.
La prima
iniziativa pubblica e' la partecipazione alla sessione aperta del Consiglio
provinciale di Viterbo del 30 luglio 2007.
Il 3 agosto
2007 si svolge la prima conferenza stampa a Viterbo.
L'11 agosto
2007 viene diffuso l'appello che e' alla base della mobilitazione.
L'8
settembre 2007 viene inviata una lettera al Ministro dei Trasporti in cui si
riassumono le ragioni fondamentali dell'iniziativa del comitato.
Dal luglio
2007 ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi molte sono state le iniziative,
tra convegni, assemblee, incontri, realizzazione di un sito e una newsletter,
produzione di materiali informativi. E numerose ed autorevolissime le adesioni
ottenute.
Di seguito
si riportano alcuni documenti essenziali.
*
1. La
lettera aperta del 3 luglio 2007
Contro
l'aeroporto
Vorrei
esprimere la mia contrarieta' al progetto dell'aeroporto a Viterbo.
Occorrerebbe
ridurre il trasporto aereo, non incrementarlo.
Occorrerebbe
diminuire i voli e rendere piu' sicuri gli aeroporti, non aumentarli.
L'umanita'
ha bisogno di piu' lentezza, non di piu' velocita'; di maggior sicurezza, non
di maggior rischio.
Il pianeta
ha bisogno di rispetto e risanamento dell'ambiente, non di ulteriore
inquinamento.
Porre la
questione in termini di concorrenza campanilistica tra tre citta' (naturalmente
ho letto l'interessante studio del Comitato per l'aeroporto di Viterbo, che
presuppone la positivita' della scelta di incrementare il trasporto aereo e si
concentra sull'argomentare in favore della localizzazione del terzo polo
aeroportuale laziale a Viterbo rispetto a Frosinone e Latina) e' un modo per
non porre il vero problema: servono davvero nuovi aeroporti? Non servirebbe
invece piu' sicurezza, piu' qualita' dell'ambiente, un'economia piu' rispettosa
della natura e delle persone?
Il
territorio viterbese ha bisogno di migliore mobilita' ferroviaria, di maggiori
e migliori servizi sanitari e sociali, di una edilizia non speculativa e non
devastante che garantisca una casa a tutti, della difesa dell'ambiente e dei
beni naturali e culturali, del sostegno alle reali vocazioni produttive
centrate sull'agricoltura, sull'artigianato, sui beni ambientali e culturali e
quindi anche sull'ospitalita' che sono peculiari dell'Alto Lazio.
Vale per il
viterbese quello che vale ovunque: occorre un modello di sviluppo autocentrato
con tecnologie appropriate.
E vale per
il mondo intero l'esigenza gia' segnalata da anni sia dagli studiosi che dalle
conferenze istituzionali internazionali e dai protocolli in quelle sedi
elaborati: l'esigenza di passare a un modello di mobilita' sostenibile,
l'esigenza di ridurre le emissioni inquinanti, l'esigenza di una mobilita' che
privilegi la sicurezza degli esseri umani e la difesa della biosfera. Il
trasporto aereo, come quello automobilistico privato, va drasticamente ridotto,
e non incentivato.
Continuo a
trovare assai persuasive le analisi di Ivan Illich e di Murray Bookchin, di
Mohandas Gandhi e di Vandana Shiva, di Alexander Langer e di Guido Viale; ed
alcune idee che in forma forse un po' semplificata propone da anni Serge
Latouche (e con lui la scuola di pensiero del Movimento antiutilitarista nelle
scienze sociali e della "teoria della decrescita" - che su questioni
cruciali non e' poi cosi' lontana da alcune intuizioni formulate alcuni decenni
fa anche dagli studi promossi dal Club di Roma di Aurelio Peccei).
In anni che
sembrano assai lontani solo perche' rapidamente dimenticati, molte persone di
questa provincia si opposero a devastanti progetti e a umilianti servitu'. Di
quelle esperienze di cui ebbi l'onore di essere uno degli animatori e' erede
oggiAggiungi un appuntamento per oggi ad esempio la lotta contro le centrali a
carbone e quelle sui rifiuti in difesa del diritto alla salute e della
legalita', quelle per difendere l'acqua come bene comune, ed altre esperienze
ancora di limpido impegno civile.
All'epoca
argomentai in un'infinita' di articoli, relazioni, opuscoli, bibliografie
ragionate le ragioni forti dell'opposizione alla devastazione dell'ambiente e
come esse si intrecciassero all'impegno per la legalita' e contro i poteri
criminali, e come esse si fondassero su un'analisi non campanilistica ma
globale e solidale, fondata su quel "principio responsabilita'"
acutamente tematizzato da Hans Jonas.
Last, but
not least: da dieci anni non ho piu' incarichi pubblici e ho concentrato il mio
impegno civile sulla questione che mi sembra decisiva nel tempo presente:
l'opposizione alla guerra e la proposizione di una politica di pace con mezzi
di pace, ovvero attraverso la scelta della nonviolenza. Se oggiAggiungi un
appuntamento per oggi torno ad occuparmi di una questione che potrebbe sembrare
"locale" e' perche' in essa invece vedo implicate questioni generali,
e mi sembra - ma posso sbagliarmi, da anni non seguo con adeguata attenzione le
vicende locali - che non si siano levate fin qui altre voci a dichiarare con
chiarezza una decisa opposizione esplicita ed argomentata alla proposta
dell'aeroporto a Viterbo.
Grazie per
l'attenzione, cordialmente
Peppe Sini
Viterbo, 3
luglio 2007
*
2. Il
comunicato del 25 luglio 2007 sulla costituzione del comitato
Costituito a
Viterbo un comitato di opposizione all'aeroporto
Alcune
proposte di riflessione per un dibattito pubblico
Il 24 luglio
2007 si e' costituito a Viterbo un comitato di opposizione al progetto di
costruzione del nuovo aeroporto.
Il Comitato
e' promosso da persone da anni impegnate in varie esperienze di solidarieta',
per i diritti umani e la pace, per l'ambiente e il diritto alla salute, per un
modello di sviluppo non distruttivo.
Proponiamo
alla riflessione pubblica le seguenti preoccupazioni:
a) La
realizzazione dell'aeroporto rappresenta un reale pericolo di devastazione
ambientale, di inquinamento della qualita' dell'aria e acustico, con i
conseguenti gravi danni per la salute, il benessere e la sicurezza delle
persone. Contribuisce a stravolgere la naturale vocazione agricola e turistica
di qualita' del territorio viterbese. Aggiunge una nuova pressione su un'area
gia' sottoposta, in gran parte, a servitu' energetiche, militari e speculative
- in particolare edilizia, che continua la cementificazione di vaste aree dei
comuni viterbesi.
b) Il
modello di mobilita' cui questo progetto e' interno e' vecchio, superato e
pericoloso come dimostrano gli studi scientifici piu' recenti. Dovrebbe essere
invece incrementato e migliorato il trasporto su rotaia anche per le grandi
distanze in quanto piu' sicuro e meno inquinante, cosi' come, prima di tutto,
dovrebbe essere fortemente potenziato il trasporto ferroviario del viterbese.
c) La
costruzione dell'aeroporto non rappresenta un'occasione di effettivo sviluppo
per la citta' di Viterbo poiche' essa diverrebbe per i viaggiatori
semplicemente un'area di transito per altre destinazioni, come avviene gia' per
le piccole citta' sedi di scali aerei, e la valorizzazione delle preziose
risorse culturali e ambientali della citta' di Viterbo passerebbe in secondo
piano rispetto a tale funzione di scalo aereo, il che potrebbe implicare in
prospettiva un possibile danno anche per il turismo e gli ambiti occupazionali
ad esso collegati.
d) Le
ragioni che giustificano la necessita' di un terzo scalo aereo nella Regione
Lazio non sono ragionevoli ne' condivisibili poiche' ripropongono ed
amplificano un modello di mobilita', e particolarmente di viaggio e di
viaggiatore, in cui si privilegia unicamente la velocita' degli spostamenti e
il guadagno delle compagnie aeree a scapito della salute, della salvaguardia
ambientale e del viaggio inteso come esperienza e conoscenza dei luoghi e delle
persone.
Il comitato
espone queste prime sommarie ragioni di preoccupazione che motivano la sua
opposizione al progetto aeroportuale, ad esse se ne aggiungono altre legate a
considerazioni piu' generali sulla necessita' di un impegno urgente in difesa
del clima e della biosfera: il trasporto aereo e' fortemente inquinante; e piu'
in generale e' necessario ed urgente muovere verso scelte di modelli di
sviluppo ecologicamente sostenibili, autocentrati e con tecnologie appropriate,
che si basino su criteri di sobrieta' e condivisione responsabile, di primato
della persona umana e di rispetto della natura, rispetto a scelte distruttive e
finalizzate prevalentemente se non unicamente alla massimizzazione del profitto
e ad uno sfrenato consumismo incompatibile con i limiti della natura.
Il comitato
intende promuovere un'ampia ed attenta discussione su questo progetto in tutti
i suoi aspetti, con particolar riferimento anche al modello di mobilita' e al
modello di sviluppo cui esso e' di fatto collegato, ed alle sue decisive
implicazioni economiche, ambientali, tecnologiche, sociali e culturali.
Il comitato
intende sollecitare una riflessione che coinvolga tutti i cittadini, le
comunita' locali, le esperienze associative e le istituzioni, affinche' con
l'esercizio della partecipazione democratica tutte le persone possano essere
protagoniste consapevoli di una scelta che in questa fase si presenta
complessa, con molti aspetti da chiarire, e che richiede una discussione ampia,
approfondita, informata e consapevole, rispettosa delle opinioni di tutti,
democratica nel senso pieno del termine.
Una scelta
che a nostro avviso richiede di attenersi a quel "principio di
precauzione" secondo il quale prima di prendere una decisione che puo'
essere irreversibile e che puo' avere effetti gravemente negativi nel lungo
periodo e in una logica sistemica, occorre una valutazione per quanto possibile
completa e obiettiva delle sue conseguenze, e qualora emerga che vi siano esiti
nocivi, o anche soltanto che restino delle zone d'ombra o vi siano fondati
motivi di preoccupazione, allora e' doveroso astenersi dalla realizzazione di
quel progetto.
Nell'Alto
Lazio tutti ricordiamo le conseguenze nefaste di decisioni passate che
all'epoca venivano presentate come positive e dai benefici effetti, e che
invece hanno gravemente danneggiato la popolazione, aggredito il territorio e
sovente inibito la possibilita' di uno sviluppo corretto e adeguato.
Il comitato
si propone di promuovere anche un'attivita' di studio, di documentazione e di
sensibilizzazione sui temi sopra indicati.
Non abbiamo
la pretesa di offrire delle risposte preconfezionate, ma intendiamo formulare
delle domande ed esporre delle preoccupazioni alle quali e' interesse di tutti
cercare insieme delle risposte nel confronto pubblico, con il conforto della
piu' rigorosa ed aggiornata riflessione scientifica, e nella comune assunzione
di responsabilita' in difesa della biosfera e del diritto a una vita degna e
sicura delle persone presenti e delle generazioni future.
Comitato di
opposizione alla costruzione dell'aeroporto
Viterbo, 25
luglio 2007
*
3. Un
resoconto della seduta del Consiglio provinciale di Viterbo del 30 luglio 2007
Resoconto
della seduta del Consiglio provinciale di Viterbo del 30 luglio 2007 sul tema
della realizzazione del terzo polo aeroportuale del Lazio a Viterbo, seduta
aperta alla partecipazione di enti locali, associazioni e cittadini
La seduta e'
iniziata nel pomeriggio di lunedi' 30 luglio 2007, dopo l'intervento
introduttivo del presidente della Provincia Alessandro Mazzoli e' intervenuto
brevemente un rappresentante del Comitato a favore dell'aeroporto e subito dopo
e' intervenuta
Si e' poi
avviato un vivace dibattito in cui sono intervenuti sia fautori che oppositori
del progetto. Tra gli interventi piu' rilevanti quello del professor Mauro
Sarnari e quello dell'architetto
Molti gli
interventi di amministratori comunali e provinciali, vari sindaci del viterbese
- tra cui quello di Viterbo Giancarlo Gabbianelli -,
L'incontro
e' terminato con gli interventi conclusivi di Peppe Sini (che ha ribadito le
ragioni dell'opposizione all'aeroporto), dell'assessore provinciale ai
trasporti Trappolini, del presidente Mazzoli.
Quella che
era stata forse prevista dai promotori come una sorta di parata in favore
dell'aeroporto e' divenuta invece la prima vera occasione di confronto pubblico
in sede istituzionale a Viterbo in cui le posizioni e le argomentazioni degli
oppositori al progetto sono emerse in tutta la loro nettezza ed efficacia.
La relazione
della dottoressa Litta, che ha esposto con precisione, chiarezza ed energia le
profonde preoccupazioni per le drammatiche conseguenze sanitarie ed amobientali
di una eventuale realizzazione dell'opera, ha costretto tutti gli intervenuti
ad una riflessione ineludibile.
Nella
delegazione del comitato che si oppone all'aeroporto vi era inoltre una
presenza illustre nella storia della cultura civile e dell'ambientalismo
viterbese: il professor Osvaldo Ercoli, gia consigliere comunale e provinciale
e simbolo indiscusso per tutti i viterbesi di rigore morale e intellettuale.
Va segnalato
che alcune forze politiche che in passato avevano espresso una posizione
subalterna e non meditata nei confronti dell'opera, sembra che ora stiano
rivedendo le posizioni: e' ragionevole supporre che i Verdi usciranno dal
silenzio, mentre il Prc nelle ultime settimane ha cominciato ad esprimere una
posizione di sempre piu' netta contrarieta' all'aeroporto. Nel corso del
dibattito nel Consiglio provinciale di lunedi' 30 luglio sia il sindaco di
Viterbo (An) che il presidente della Provincia (Ds), che pure entrambi hanno
ancora espresso un sostegno al progetto, hanno riconosciuto la rilevanza e
l'ineludibilita' delle questioni poste dal comitato che si oppone
all'aeroporto.
Si apre a
Viterbo finalmente una fase di dibattito anche nelle sedi e nelle
rappresentanze istituzionali in cui la forza delle argomentazioni del Comitato
che si oppone all'aeroporto avra' modo di dispiegarsi pienamente.
Il comitato
che si oppone all'aeroporto sta preparando una conferenza stampa che avra'
luogo tra pochi giorni a Viterbo per avviare una campagna di rigorosa
informazione scientifica e di adeguata sensibilizzazione pubblica.
Nota per la
stampa a cura del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo
Viterbo, 31
luglio 2007
*
4. Una
sintesi della conferenza stampa del 3 agosto 2007
Si e' svolta
a Viterbo la conferenza del comitato che si oppone all'aeroporto
Si e' svolta
venerdi' 3 agosto
L'incontro
e' stato aperto dalla dottoressa
E' poi
intervenuta
L'incontro
e' stato moderato da Peppe Sini, responsabile del Centro di ricerca per la pace
di Viterbo.
Sono intervenuti
tra gli altri il dottor
Erano
presenti persone rappresentative di varie esperienze di impegno civile e di
impegno culturale nella citta' e nella provincia.
Naturalmente
vi e' stato anche lo spazio per l'espressione di voci favorevoli all'opera (a
conferma di uno stile di comunicazione aperto all'ascolto delle opinioni
altrui).
Un
contributo cospicuo e' stato dato dai giornalisti, con molte domande tutte
pertinenti ed impegnative, che hanno dato luogo ad una riflessione vivace,
polifonica ed appassionante. A tutti loro va il piu' vivo ringraziamento del
Comitato.
La
conferenza stampa si e' prolungata per oltre due ore, a conferma
dell'importanza di una disamina pubblica adeguata dei temi in discussione.
Il comitato
che si oppone alla realizzazione del terzo polo aeroportuale del Lazio e chiede
un ridimensionamento del trasporto aereo
Viterbo, 3
agosto 2007
*
Un aeroporto
a Viterbo? No, grazie
E'
necessario invece ridurre il trasporto aereo
Diciamo
alcune semplici verita' fin qui sottovalutate o tenute nascoste:
1. Un
aeroporto provoca gravi danni alla salute della popolazione che vive nei
dintorni
- sia
attraverso l'inquinamento dell'aria, che causa gravi patologie;
- sia
attraverso l'inquinamento acustico.
2. Il
trasporto aereo provoca gravissimi danni al clima
-
contribuisce enormemente al surriscaldamento del clima del pianeta.
3. Il
trasporto aereo danneggia gravemente l'ambiente
- sia a
livello globale;
- sia a
livello locale.
4. Il
trasporto aereo e' antieconomico
- consuma
piu' energia di ogni altro mezzo di trasporto;
- danneggia
gravemente la biosfera;
- costa
molto alla comunita' poiche' e' fortemente sovvenzionato sia da da
finanziamenti pubblici sia da esenzioni ed agevolazioni fiscali (mente si
effettuano sciagurati tagli di bilancio per sanita' ed assistenza): paradossalmente
la maggior parte dei costi del trasporto aereo li pagano i cittadini che non lo
usano;
-
danneggiando l'ambiente e sottraendo risorse pubbliche non aiuta le economie
locali ma le impoverisce;
-
l'occupazione nel settore e' limitata, spesso precaria, e le compagnie hanno
spesso condotte gravemente antisindacali.
5. Il
trasporto aereo e' iniquo
-
statisticamente e' dimostrato che e' soprattutto un privilegio dei ricchi;
- ma i costi
li pagano soprattutto i bilanci pubblici, usando i fondi della fiscalita'
generale ricavati cioe' dalla tassazione di tutti i cittadini: chi paga le
tasse e' costretto, a sua insaputa e contro la sua volonta', a finanziare le
compagnie aeree (le quali invece le tasse le pagano ben poco, godendo di
agevolazioni e addirittura di esenzioni incredibili);
- le nocive
conseguenze del trasporto aereo le pagano innanzitutto i poveri.
6. Il
trasporto aereo non e' sicuro
- di tutte
le modalita' di trasporto e' la piu' pericolosa, per i viaggiatori e per chi
vive nelle aree sorvolate.
7. Nel caso
specifico dell'aeroporto a Viterbo manca completamente la Valutazione d'impatto
ambientale
- Come si
puo' decidere di realizzare un'opera pubblica di tali dimensioni ed impatto
senza rispettare quanto previsto dalla legislazione vigente?
- Come si
puo' decidere di realizzare un'opera pubblica di tali dimensioni ed impatto
senza neppure uno straccio di studio sulle conseguenze ambientali, sanitarie,
sociali e sul modello di sviluppo del territorio?
8. Non solo
non e' affatto certo che l'aeroporto avra' un benefico effetto sull'economia
viterbese, ma anzi e' piu' che lecito dubitarne
- il turismo
low cost (cui l'aeroporto sarebbe destinato) e' un turismo "mordi e
fuggi" che in grandissima parte atterrerebbe a Viterbo solo per arrivare
al piu' presto a Roma (come gia' accade a Ciampino e a Fiumicino);
- se si
investiranno ingenti risorse statali e regionali nell'Alto Lazio per
realizzarvi un aeroporto, e' evidente che - per un ovvio ragionamento di
ripartizione delle risorse tra le diverse realta' territoriali - non potranno
essere assegnate alla stessa zona ulteriori risorse statali e regionali per
altre strutture ed attivita', ovvero per opportunita' di sviluppo esse si'
utili e coerenti con la valorizzazione dei beni ambientali e culturali e con le
vocazioni produttive della nostra terra (beni e vocazioni che l'impatto
dell'aeroporto puo' pesantemente danneggiare, rivelandosi per quello che e':
un'ennesima gravosa servitu');
- Viterbo
nell'ambito della mobilita' ha bisogno innanzitutto di migliorare la rete
ferroviaria ed i collegamenti con Roma, con Orte e con Civitavecchia.
9. La
popolazione viterbese non e' stata fin qui informata sui danni certi e sui
pericoli probabili
- gli enti
locali hanno fatto molta pessima propaganda (sperperando a tal fine tempo e
risorse che potevano e dovevano essere diversamente utilizzati) ed hanno
scandalosamente taciuto su tutte le questioni sopra indicate;
- le
cittadine e i cittadini sono stai ingannati da una propaganda da parte di
pubblici amministratori poco cauti e poco scrupolosi fatta di false
alternative, di esasperato campanilismo con punte di xenofobia, di grottesche
baruffe, di ultimatum costantemente smentiti dai fatti.
E' ora che
tutte le cittadine e tutti i cittadini siano onestamente informati, perche' una
decisione cosi' grave e dagli effetti cosi' irreversibili non puo' essere presa
da pochi rappresentanti di enti ed imprese che peraltro avendo degli interessi
economici direttamente implicati sono parte in causa e non super partes.
Chiediamo
che tutte le persone che vivono nell'Alto Lazio conoscano la verita', che tutte
le persone possano esprimere la loro opinione, che l'intera popolazione sia
coinvolta in un processo decisionale onesto, partecipato, informato su basi
rigorosamente scientifiche, in un autentico esercizio di sovranita' popolare e
di democrazia.
Chiediamo
che sia rispettato il diritto alla salute.
Chiediamo
che sia rispettato il diritto alla sicurezza.
Chiediamo
che sia rispettato il diritto a un ambiente vivibile.
Chiediamo
che sia rispettato il diritto a un lavoro dignitoso e sicuro.
Chiediamo
che sia rispettato il diritto alla mobilita' per tutti e non solo per pochi
privilegiati.
Chiediamo
che decisioni che riguardano tutti siano discusse da tutti e prese in modo
democratico.
Chiediamo
che prevalga la responsabilita', la solidarieta', la democrazia.
Siamo
solidali con i cittadini di Ciampino, vittime dell'estrema nocivita'
dell'aeroporto.
Siamo
solidali con tutti gli esseri umani che subiscono le conseguenze dell'effetto
serra cui il trasporto aereo contribuisce in misura cosi' rilevante.
*
6. La
lettera al Ministro dei Trasporti dell'8 settembre 2008
Al Ministro
dei Trasporti
Egregio
Ministro,
le scriviamo
come cittadini residenti nel viterbese e come rappresentanti di movimenti e
strutture che si impegnano in difesa dell'ambiente, della qualita' della vita,
della civile convivenza, della legalita', dei diritti umani di tutti gli esseri
umani.
Siamo molto
preoccupati della prospettiva che a Viterbo si realizzi un aeroporto per voli
low cost come terzo polo aeroportuale laziale e ci sembra necessario informarla
che l'eventuale realizzazione di questa grande opera avrebbe conseguenze
disastrose.
Ma
procediamo per ordine.
1. Ridurre e
non incrementare il trasporto aereo
Da tempo si
sente parlare del progetto di incrementare anziche' ridurre il trasporto aereo
e le basi aeroportuali ad esso intese nel territorio laziale.
Crediamo che
sia un grave errore: il trasporto aereo deve essere ridotto e non aumentato:
- deve essere
ridotto perche' contribuisce notevolmente al surriscaldamento del clima, la
piu' grave emergenza ambientale planetaria che occorre fronteggiare con urgenti
ed energici provvedimenti;
- deve
essere ridotto perche' fortemente inquinante e dannoso per la salute, sia per
l'inquinamento provocato dalle emissioni nocive, sia per l'inquinamento
acustico delle aree nelle vicinanze degli aeroporti;
- deve
essere ridotto perche' insostenibilmente energivoro, incomparabilmente piu' di
altre forme di mobilita';
- deve
essere ridotto perche' antieconomico, ed assai costoso per il pubblico erario
che lo sostiene fortemente sia con finanziamenti diretti sia concedendo alle
compagnie aeree agevolazioni e fin esenzioni fiscali semplicemente scandalose.
Ricapitolando:
deve essere ridotto perche' e' necessario limitare i danni che provoca alla
biosfera, agli ecosistemi locali, alle persone, all'economia e alle finanze
dello stato.
2. Un
disastro ecologico, sanitario ed economico a Viterbo
La proposta
di realizzare a Viterbo un aeroporto per voli low cost per il turismo
"mordi e fuggi" per Roma e'
semplicemente insensata:
- perche'
anche se si realizzasse a Viterbo l'infrastruttura a tal fine, poi da Viterbo
per Roma sarebbe necessario un viaggio in treno di due ore - dato che una
classe politica ed amministrativa a dir poco evidentemente inadeguata si e' nel
corso degli anni disinteressata della rete ferroviaria, col risultato che
- perche'
devasterebbe col suo impatto un'area di grande pregio ambientale, storico,
culturale, sociale ed economico: l'area delle terme e del Bulicame che
costituisce per Viterbo un irrinunciabile elemento di identita'
storico-culturale e un fondamentale bene ambientale e socio-economico;
- perche'
colpirebbe interi popolosi quartieri della citta' con un inquinamento acustico
gravissimo tale da rendere invivibile la quotidianita' di decine di migliaia di
residenti;
- perche'
danneggerebbe irreversibilmente i beni culturali e ambientali e le vocazioni
produttive del viterbese e la qualita' della vita di molti cittadini che vi
abitano;
- perche'
provocherebbe un ulteriore aggravamento dell'aggressione al territorio
altolaziale da parte di un devastante modello di sviluppo fondato sulle
servitu' e la speculazione: l'alto Lazio ha gia' subito e subisce le nocive,
pesanti conseguenze di servitu' energetiche e militari, di grandi opere
insensate, di speculazioni edilizie dissennate, di discariche illegali, della
penetrazione dei poteri criminali a questi "affari" connessa.
3. Per
Viterbo
Viterbo ha
bisogno di ben altro:
- ha bisogno
di un deciso potenziamento delle ferrovie per i pendolari e per il commercio:
affinche' sia finalmente garantito un adeguato collegamento tra Viterbo e
Civitavecchia, Viterbo e Orte, Viterbo e Roma;
- ha bisogno
della difesa e valorizzazione dei beni ambientali e culturali;
- ha bisogno
di sostegno alle sue reali vocazioni produttive: l'agricoltura di qualita', il
turismo di qualita', il termalismo sociale, l'alta formazione e la ricerca in
campo agrario, forestale, ambientale, archeologico, storico e artistico.
4. Ma anche
per Frosinone e per Latina
Ma non sono
accettabili neanche le ipotesi di realizzare a Frosinone o a Latina il
cosiddetto "terzo polo aeroportuale del Lazio" per il turismo low
cost "mordi e fuggi" diretto a Roma.
In ambedue i
siti indicati da proponenti avventati e' evidente infatti che sussistono
rilevanti elementi ostativi che naturalmente non e' questa la sede per
illustrare, sia pur riassuntivamente.
5. Per
Ciampino
E'
necessario e urgente dal nostro punto di vista ridurre il trasporto aereo,
anche ed in primo luogo per rendere meno invivibile la situazione di gravissimo
danno che tuttora subisce la popolazione di Ciampino e delle aree limitrofe:
una situazione inammissibile, ampiamente documentata sotto ogni profilo; ed ai
cittadini di Campino va naturalmente la nostra piena solidarieta', e il nostro
pieno sostegno alle loro legittime richieste.
6.
Rinunciare al terzo polo aeroportuale laziale
Si tratta
quindi, a nostro parere, di rinunciare ad inseguire il sogno di una
proliferazione di aeroporti; di rinunciare a incentivare un turismo "mordi
e fuggi" consumista, antieducativo e dagli effetti distruttivi; e di
promuovere invece una mobilita' adeguata, un turismo consapevole e
responsabile, accessibile a tutti, coerente con le finalita' di apprezzare i
beni culturali e ambientali e di fare esperienze umane significative.
7. Tutelare
i lavoratori
Non solo: le
segnaliamo anche che - come e' ampiamente documentato - le compagnie low cost
sovente hanno condotte antisindacali, e che quindi deve essere preoccupazione
dei pubblici poteri tutelare i diritti dei lavoratori e garantire l'osservanza
delle leggi.
La condotta
antisindacale di talune compagnie low cost rivela anche come esse non
promuovano occupazione stabile e qualificata, ma forme di precariato e di
lavoro sottoposto a meccanismi di pressione ai limiti del ricatto.
8.
Rispettare la legge
Le chiediamo
di impedire che si realizzi un mega-aeroporto in assenza del pieno espletamento
della Valutazione d'impatto ambientale cosi' come previsto dalla legislazione
vigente.
Non e' stata
fin qui mai resa di pubblico dominio una progettualita' adeguata, complessiva,
ostensibile, sulla quale potesse esercitarsi quella procedura che la normativa
sulla Valutazione d'impatto ambientale esplicitamente prevede.
Non vorremmo
che in questa vicenda si procedesse a colpi di "fatti compiuti" o col
classico squallido metodo di eludere un esame complessivo fingendo che si
procede solo a parziali interventi che nell'insieme configurano una grande
opera ma che singola realizzazione per singola realizzazione possono apparire
come opere non rilevanti e quindi non rientranti nei vincoli legislativi che
alle grandi opere sono posti.
Le chiediamo
di far rispettare le leggi a tutela dell'ambiente, dei beni culturali, della
salute e dei diritti dei cittadini; le procedure amministrative e i vincoli
urbanistici e territoriali; la normativa locale, nazionale ed europea.
Le chiediamo
di vigilare e di essere inflessibile nel far valere l'obbligo del pieno
rispetto della legge e nel contrastare ogni eventuale illecito affarismo e ogni
eventuale operazione speculativa che possa essersi data o essere in divenire.
Le chiediamo
altresi' una verifica sugli atti gia' compiuti dagli enti locali, sui
finanziamenti eventualmente gia' stanziati, o anche erogati, o addirittura
utilizzati per opere connesse alla realizzazione di un aeroporto per voli low
cost per il quale a tutt'oggiAggiungi un appuntamento per oggi manca finanche
un'adeguata progettazione e un'adeguata verifica di compatibilita' con quanto
dalle leggi disposto.
9.
Significative adesioni al nostro appello
Le
segnaliamo infine che all'appello promosso dal Comitato che si oppone
all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo sono
gia' pervenute numerosissime dichiarazioni di attenzione, sostegno e adesione,
tra cui quelle graditissime del magistrato Ferdinando Imposimato; di scienziati
come Angelo Baracca, Virginio Bettini, Giorgio Cortellessa, Marcello Cini,
Giorgio Nebbia; di altri cattedratici universitari come Rocco Altieri, Andrea
Canevaro, Domenico Jervolino, Raffaele Mantegazza, Arnaldo Nesti, Luigi
Piccioni, Giuliano Pontara, Elena Pulcini, Silvia Vegetti Finzi; di scrittrici
e saggiste come Dacia Maraini e Lea Melandri; di intellettuali come Giancarla
Codrignani, Enrico Peyretti, Bruno Segre, Renato Solmi; di personalita' della
vita civile e dell'impegno sociale ed educativo come Marinella Correggia,
Pasquale Iannamorelli, Daniele Lugli, Luigi Malabarba, Anna Puglisi, Umberto
Santino, Mao Valpiana, e ancora di vari parlamentari europei, senatori e
deputati al parlamento italiano, consiglieri regionali del Lazio.
10. Una
richiesta di incontro
Siamo infine
a chiederle un incontro per poterle meglio illustrare quanto succintamente
descritto nella presente lettera.
Restiamo a
sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento e confidiamo nella possibilita'
di incontrarla al piu' presto.
Ringraziandola
per l'attenzione, voglia gradire cordiali saluti ed auguri di buon lavoro,
Peppe Sini,
responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo
Viterbo, 8
settembre 2007
3.
RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI
VITERBO E S'IMPEGNA PER
Per
informazioni e contatti: Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti: e-mail:
info@coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per
contattare direttamente la portavoce del comitato,
Per ricevere
questo notiziario: nbawac@tin.it
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COI PIEDI
PER TERRA
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Supplemento
de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore
responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel.
0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Numero 282
del 4 luglio 2010
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