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COI PIEDI
PER TERRA
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Supplemento
de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 270
del 22 giugno 2010
In questo
numero:
1. Ryszard
Kapuscinski: La scoperta di Erodoto
2. Alcuni
estratti da Il nucleare impossibile a cura di Virginio Bettini e Giorgio
Nebbia (parte terza e conclusiva)
3. Per
contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna
per la riduzione del trasporto aereo
1. TESTI.
RYSZARD KAPUSCINSKI:
[Da Ryszard
Kapuscinski, In viaggio con Erodoto, Feltrinelli, Milano 2005, 2009, pp.
249-250.
Ryszard
Kapuscinski (1932-2007) e' stato un illustre scrittore e giornalista polacco.
Riportiamo la motivazione dell'attribuzione del Premio Grinzane Cavour per la
Lettura
Non abbiamo
mai a che fare con la verita' storica, ma con una storia narrata e
rappresentata a seconda di come la gente crede che sia stata.
E questa
verita' e' forse la massima scoperta di Erodoto.
2. LIBRI.
ALCUNI ESTRATTI DA IL NUCLEARE IMPOSSIBILE A CURA DI VIRGINIO
BETTINI E GIORGIO NEBBIA (PARTE TERZA E CONCLUSIVA)
[Dal sito
www.tecalibri.it riprendiamo i seguenti estratti dal libro di Virginio Bettini,
Giorgio Nebbia (a cura di), Il nucleare impossibile. Perche
non conviene tornare al
nucleare, Utet Libreria, Torino 2009]
Da pagina 91
Capitolo
L'Italia e'
ancor oggiAggiungi un appuntamento per oggi un paese nucleare.
Nel 1987 il
governo decise una moratoria di cinque anni per valutare se abbandonare o
seguire quella strada.
Nel 1990,
prima della scadenza della moratoria, si decise di chiudere con il nucleare
ordinando all'Enel, allora ente statale, di collocare le proprie centrali in
"custodia protettiva passiva" e di preparare le istanze per il
cosiddetto "smantellamento differito".
La
"custodia protettiva passiva" prevedeva:
-
l'allontanamento del combustibile dal reattore, (nel caso dell'Enel la maggior
parte delle barre sono state trasferite, tra il 1987 ed il
- la
sistemazione in sicurezza delle scorie, il termine esatto sarebbe
condizionarle;
- la
demolizione degli edifici non contaminati.
Per il
definitivo smantellamento delle centrali si sarebbe dovuto attendere dai 50 ai
100 anni in modo da avere una minore emissione radioattiva.
Nel 1999 si
decise di passare allo "smantellamento accelerato", cioe' far
coincidere le attivita' di condizionamento delle scorie radioattive con lo
smantellamento degli impianti.
Le centrali
erano ormai spente da piu' di 20 anni. Questo ed il fatto che fossero di
piccola taglia rafforzo' l'ipotesi di poterle dismettere in breve tempo (20
anni). Certo e' che nel 1999 nessun paese aveva ancora smantellato una centrale
nucleare e l'Italia ne voleva smantellare ben 4, utilizzando una tecnica
innovativa.
Nel 2000 la
Sogin, l'azienda creata per gestire questo smantellamento
"accelerato" - protagonista della nostra storia - aveva presentato
l'istanza di disattivazione delle centrali alle autorita' competenti.
OggiAggiungi un appuntamento per oggi, dopo 8 anni, quelle istanze non hanno
ancora completato l'iter legislativo e di conseguenza le centrali nucleari
costruite a Caorso, Trino Vercellese, Latina e Garigliano sono ancora attive,
seppur spente, e in quei siti valgono ancora le prescrizioni nucleari degli
anni Settanta.
Ancora
peggiore la situazione nelle officine nucleari dell'Enea che, negli anni
Settanta, era l'Ente Nazionale per l'Energia Nucleare. Le officine furono
chiuse nel 1987, senza alcun piano di bonifica. Ci si limito' a chiudere a
chiave i laboratori con all'interno le scorie radioattive - solide e liquide -
non condizionate.
Ci dobbiamo
chiedere se íl nostro paese sia rimasto una "nazione nucleare".
Indubbiamente si', considerato che le centrali sono spente, ma ancora attive e
che funzionano reattori di ricerca nucleare presso varie Universita' Italiane
(Pavia, Palermo), in istallazioni militari (il Cisam di Pisa) e centri di
ricerca nucleare (centro europeo Ispra in Piemonte). Uno e' anche alle porte di
Roma, presso il centro Enea della Casaccia. Ancor oggiAggiungi un appuntamento
per oggi in Italia esistono siti ove restano attive le prescrizioni nucleari
degli anni Settanta, il che permetterebbe ad un governo filo-nucleare, di far
ripartire una stagione a torto considerata trascorsa.
Un'intenzione
che il governo Berlusconi ha fatto sua il 5 agosto 2008, presentando il Ddl n.
1441-Ter dal titolo "Disposizioni per lo sviluppo e
l'internazionalizzazione delle imprese, nonche' in materia di energia", da
ottobre 2008 approdato al Senato per la seconda lettura, con il quale,
surrettiziamente, pensa di riportare l'Italia nel club dei paesi nucleari.
Un Disegno
di Legge che, all'articolo 14, delega al governo Berlusconi il "riassetto
normative recante criteri per la disciplina della localizzazione di impianti di
produzione di energia elettrica nucleare" (le centrali) nonche' "dei
sistemi di stoccaggio" (i depositi per le scorie radioattive) e per la
"definizione delle misure compensative da corrispondere" a quelle
popolazioni che ospiteranno quegli impianti.
*
Da pagina
105
L'emergenza
terrorismo
Il 12 febbraio
2003 il governo Berlusconi dichiara l'emergenza sui territori che ospitano le
installazioni nucleari. Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Basilicata
si ritrovano dall'oggiAggiungi un appuntamento per oggi al domaniAggiungi un
nuovo appuntamento per domani ad avere luoghi dove detta legge un generale! I
motivi per chiedere al Presidente della Repubblica di firmare un decreto di
emergenza sono piu' di uno, ma quello che attira l'attenzione dei media e' la
parte del decreto che individua la possibilita' di attentati terroristici ai
depositi di scorie radioattive. Una possibilita' remota, che pero' pone in
secondo ordine le altre motivazioni.
Ad esempio,
nessuno si preoccupa che sia stata dichiarata un'emergenza perche' esiste
l'ineludibile "necessita' di assumere iniziative straordinarie ed
urgenti" per realizzare "lo smaltimento dei siti"; questo
significa che il commissario avra' potere di prescindere da normative regionali
e nazionali che, secondo il governo ed il generale, impediscono una veloce
messa in sicurezza delle scorie. La gestione delle scorie radioattive non puo'
pero' avvenire accelerando le procedure. Se esiste una materia nella quale il
"presto" e' nemico del "bene" e' proprio quella nucleare.
Cosi' come
nessuno si preoccupa che sia dichiarata un'emergenza per salvaguardare gli
"interessi pubblici" concentrando "in un unico centro
decisionale" l'attivita' per la messa in sicurezza dei siti nucleari per
"la salvaguardia della salute della collettivita'". Un generale a
gestire lo smantellamento dei siti significa una cosa sola: per garantire la
sicurezza della popolazione e' necessario "militarizzare" il
problema. Da quando in qua la salvaguardia della collettivita' si fa con la segretezza
ed il silenzio in luogo della trasparenza e dell'informazione? Se guardiamo
quello che succede oggiAggiungi un appuntamento per oggi, quella decisione non
puo' sorprendere. C'e' da combattere la criminalita'? L'esercito nelle citta'.
Si deve realizzare il termovalorizzatore per i rifiuti campani? Si recinta
l'area dove lo si sta costruendo e la si dichiara zona militare.
L'attenzione
dei media e' pero' attirata da un'unica premessa: quella che sostiene come
l'emergenza sia necessaria "ritenuto che l'attuale contesto di rischio
derivante dalla presenza di tali rifiuti radioattivi e' caratterizzato da
profili di maggiore gravita' in relazione alla situazione di diffusa crisi
territoriale". In Italia ci sono piu' di 20 strutture che stoccano scorie
radioattive e decine di ospedali che operano nel campo della medicina nucleare.
Il decreto di emergenza riguarda pero' solo i siti dove sono stoccate le scorie
ereditate dalla produzione nucleare degli anni Settanta, cioe' i siti sotto
controllo diretto o indiretto della Sogin: e gli altri 13 siti che stoccano
scorie radioattive? E gli ospedali? Nel centro Ispra di Varese, per esempio,
sono stoccati tal quale
Nella
realta' non esiste alcun problema di attentato terroristico, come riconosce lo
stesso generale Jean, un mese prima di essere nominato commissario delegato per
l'emergenza!
E' il 23
febbraio 2003 ed il problema Sogin e' oggetto dell'audizione presso la
Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti. L'emergenza e' stata dichiarata
solo una settimana prima (12 febbraio 2003), ma il generale Jean rassicura i
deputati sulla sicurezza dei siti. Strana emergenza.
"I
furti sono da escludere perche' chi andasse nella zona irraggiata a prendere un
elemento fortemente irraggiato non vivrebbe a lungo, non uscirebbe
dall'impianto". L'emergenza e' appena stata dichiarata e una settimana
dopo il massimo responsabile di Sogin, la societa' che deve decommissionare le
centrali nucleari, sostiene che non esiste alcun pericolo. A quanto pare e'
tutto sotto controllo visto che "i sistemi di antintrusione dei siti della
Sogin - ve lo posso assicurare per esperienza diretta - sono al livello di
quello che abbiamo a Comiso intorno al deposito di armi nucleari". Le
centrali? Sicurissime anche perche' "sono protette da tre metri e mezzo di
calcestruzzo". Magari il problema e' il combustibile, affogato nelle
piscine e "per quelle la sicurezza al cento per cento non esiste perche'
un aereo potrebbe sempre colpire e rompere una vetrata dell'edificio" dice
sempre il generale. La soluzione e' comunque gia' pronta: "occorre
accelerare al massimo la messa in sicurezza dei materiali nei cask che hanno
intorno 15-
Teniamo
presente che i cask di cui parla il generale sono studiati per resistere
all'impatto di un aereo e poter garantire l'integrita' del manufatto a
temperature che possono raggiugere i
Non solo le
centrali sono ben protette, ma lo sono anche i laboratori Enea che a breve
passeranno sotto il controllo della Sogin e del commissario delegato.
"Abbiamo adeguato le misure di sicurezza dei nostri impianti, come ha
fatto anche l'Enea, ente con il quale ci siamo accordati per avere tutti, piu'
o meno, lo stesso livello di sicurezza", sostiene il generale nel corso
della sua audizione presso la Commissione, spiegando cosa fosse gia' stato fatto:
"Abbiamo cominciato col mettere dei camion di traverso, poi abbiamo messo
paratie di cemento in modo da impedire che vengano sfondati i cancelli".
Se poi non
bastassero le parole del presidente di Sogin, ecco il parere del direttore del
Sisde, il generale Mario Mori, ascoltato dalla stessa commissione il 15 aprile
In realta'
la dichiarazione di emergenza e' solo un escamotage per poter gestire, senza
troppi controlli, i 468,3 milioni di euro che l'Autorita' per l'Energia
Elettrica e il Gas ha concesso qualche mese prima alla Sogin. Grazie
all'emergenza si delinea la possibilita' di gestire quel fiume di denaro senza
controlli esterni. Basti dire questo: le ordinanze del commissario sono
immediatamente pubblicate dalla Gazzetta Ufficiale e diventano legge.
Questa
dichiarazione di emergenza e' un fatto senza precedenti nella storia della
Repubblica. Per la prima volta un atto amministrativo del governo (lo stato di
emergenza per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi che interessa cinque
regioni) si trasforma in una scelta politico-militare per l'intero paese, con
conseguenze importanti sul piano del rispetto delle leggi e delle normative
internazionali. Un indirizzo preciso quindi, che segna una svolta nel rapporto
tra cittadini, istituzioni e differenti funzioni dello Stato.
*
Da pagina
161
Capitolo 5.
Verso una societa solare, di Giorgio Nebbia
Il Sole:
l'unico reattore nucleare che funziona
OggiAggiungi
un appuntamento per oggi siamo in grado di assicurare, in maniera duratura, a
ogni abitante della Terra un benessere da miliardario, usando soltanto meno
dell'uno per cento dell'energia che ci arriva ogni giorno dal nostro reattore
nucleare cosmico, il Sole, posto a 150 milioni di chilometri di distanza, del
tutto sicuro, che trattiene al suo interno le scorie, capace di assicurarci la
fotosintesi, la pioggiAggiungi un appuntamento per oggia, il moto ondoso e
tutte le altre ricchezze offerte dalla natura (Buckminster Fuller
(1895-1983), The Grunch of Giants, St. Martin's Press, New York 1983, capitolo
11).
Proviamo a
guardare al 2050 anche se ci appare un anno lontanissimo. Nei decenni che ci
separano da allora, gli abitanti della Terra dovranno risolvere alcuni problemi
fondamentali come l'aumento del prezzo e la scarsita' del petrolio, la scelta o
il rifiuto dell'energia nucleare, i mutamenti climatici con conseguenti frane e
alluvioni, la scarsita' di acqua, l'aumento di prezzo e la scarsita' dei
prodotti alimentari. Problemi non ambientali, ma strettamene economici dalla
cui soluzione dipendono occupazione, tasse, consumi, bilanci degli stati, lusso
e poverta'. Alcuni suggeriscono che entro tale data lontana molti di tali
problemi potrebbero essere risolti, senza centrali nucleari, ricorrendo
all'energia solare, edificando una "societa' solare".
La fonte di
energia, il Sole, non appartiene a nessuno, ritorna sempre uguale ogni anno,
fornisce calore, produce il vento, il moto ondoso, la circolazione dell'acqua
degli oceani, il moto delle acque che scendono nelle valli (l'energia
idroelettrica, 3000 miliardi di chilowattore all'anno oggiAggiungi un
appuntamento per oggi nel mondo, e' l'unica fonte di energia "solare"
usata su larga scala), e, soprattutto, "fabbrica" con la fotosintesi
sia prodotti alimentari sia altri utili come materiali da costruzione e come
combustibili. Ogni anno, sulle terre emerse arriva energia solare in quantita'
equivalente a quella "contenuta" in 25.000 miliardi di tonnellate di
petrolio, 2000 volte quella (circa 12 miliardi di t) che gli esseri umani usano
oggiAggiungi un appuntamento per oggi sotto forma di petrolio, carbone, gas,
tutti tratti da pozzi e miniere con riserve limitate e che si impoveriscono
ogni anno.
Dal punto di
vista tecnico-scientifico, con l'energia raggiante del Sole si puo' fare tutto.
Bastano 4000-
Un terzo
circa dell'energia viene consumata nel mondo nei mezzi di trasporto,
soprattutto sotto forma di benzina, gasolio, combustibili per aerei e navi
(circa tre miliardi di tonnellate all'anno), oggiAggiungi un appuntamento per
oggi ottenuti dal petrolio. Tutti questi carburanti possono essere ottenuti, in
alternativa, con processi chimici noti, dai prodotti vegetali non alimentari
come derivati del legno, sottoprodotti agricoli e forestali. Ogni tonnellata di
prodotti alimentari (grano, mais, girasole) e' accompagnata (sotto forma di
paglia, stocchi, tutoli, eccetera) da due tonnellate di materie
ligno-cellulosiche che possono essere trasformate in carburanti con tecniche
gia' note, senza toccare la disponibilita' di alimenti umani. Un milione di
ettari di foresta o di adatte piantagioni energetiche non alimentari ogni anno
produce - un "pozzo petrolifero" inesauribile - da uno a due milioni
di tonnellate di carburanti per auto senza alterare gli equilibri ecologici,
senza richiedere concimi e irrigazione.
Con
l'elettricita' solare e' possibile produrre idrogeno da trasportare in
condotte, come avviene oggiAggiungi un appuntamento per oggi per il metano; con
l'elettricita' solare e' possibile far funzionare fabbriche e assicurare
occupazione, e far muovere mezzi di trasporto. Con le varie forme di energia
derivate dal Sole e' possibile aumentare le risorse di acqua sia potabile, sia
industriale. Una societa' moderna ha pero' bisogno di molti altri prodotti:
cemento che richiede pietre e calore, acciaio, alluminio, rame e molti altri
metalli; per molti processi sara' necessario ricorrere ancora ai combustibili
fossili, ma in quantita' minore rispetto ad oggiAggiungi un appuntamento per
oggi e quindi con un inquinamento atmosferico molto ridotto e con molto minori
alterazioni del clima.
La
produzione dei metalli dai minerali puo' essere realizzata con idrogeno
ottenuto per elettrolisi usando l'elettricita' ottenuta dal Sole. La stessa che
consente di ottenere molti prodotti chimici industriali, come ammoniaca, acido
nitrico, concimi. Una societa' ha bisogno di gomma e plastica e fibre tessili
che oggiAggiungi un appuntamento per oggi richiedono petrolio, ma si tratta di materiali
e merci che sono stati (e in parte sono ancora) prodotti dal regno vegetale e
animale con processi noti, abbandonati quando una tonnellata di petrolio
costava pochi euro anziche' seicento euro come oggiAggiungi un appuntamento per
oggi e si credeva che le riserve di idrocarburi fossero illimitate.
A questo
quadro i nemici del solare fanno varie obiezioni; non c'e' dubbio che la
transizione al solare richieda enormi innovazioni ingegneristiche,
nell'edilizia e nei mezzo di trasporto, nella struttura delle citta',
innovazioni peraltro che mettono in modo l'economia e l'occupazione. La seconda
obiezione riguarda i costi del calore e dell'elettricita' ottenuti dal Sole,
oggiAggiungi un appuntamento per oggi superiori a quelli delle fonti fossili,
ma tale critica non tiene conto dei vantaggi economici dell'occupazione che
verrebbe richiesta dai nuovi processi e impianti e della possibilita' di
evitare i costi, destinati a crescere, dovuti all'inquinamento e alle
alterazioni climatiche come alluvioni, frane, desertificazione, siccita',
incendi. La terza obiezione viene spacciata come ecologica: i motori eolici
alterano il paesaggio; i carburanti vegetali tolgono il pane di bocca ai paesi
poveri, ma ho gia' detto che lo schema proposto si avvale di materiali non
alimentari; future centrali idroelettriche altererebbero molti equilibri
naturali; le centrali che usano l'energia delle onde incidono sulle coste, una
obiezione che non tiene conto dei guasti e inquinamenti provocati dalle attuali
fonti di energia (e dall'attuale uso speculativo dissennato delle risorse
territoriali).
La quarta
obiezione e' di natura geopolitica: l'intensita' della radiazione solare e'
maggiore in paesi poco industrializzati, in molti casi arretrati, con bassa
densita' di popolazione, come l'Africa, le zone tropicali asiatiche e
americane, dove si trovano anche deserti, o grandi foreste, o grandi fiumi. La
societa' solare ha bisogno di grandi spazi e la sua attuazione porterebbe
certamente uno spostamento, verso tali paesi, dei centri industriali ed
economici, come del resto sta gia' avvenendo dall'Europa e dall'America
settentrionale verso la Cina e l'India. Gli attuali paesi industriali
produrrebbero ed esporterebbero tecnologie, processi, innovazione, in cambio di
elettricita' e carburanti solari importati dai paesi oggiAggiungi un
appuntamento per oggi arretrati. Potrebbe non essere un male: alcune posizioni
forti economiche e finanziarie ne verrebbero a soffrire, ma molti altri paesi
si avvierebbero, col Sole, verso uno sviluppo economico e umano.
Utopie?
Forse neanche tanto. Una transizione verso l'energia solare e' gia' in atto. Lo
dimostrano il fatto che i cosiddetti "biocarburanti", ottenuti da
vegetali "fabbricati" dal Sole, sono ormai quotati nelle borse merci
e scambiati a milioni di tonnellate all'anno, che la pubblicita' di dispositivi
solari appare sempre piu' di frequente: si moltiplicano i venditori di pannelli
solari, di motori eolici anche domestici, di appartamenti
"solarizzati" a basso consumo di energia, di automobili elettriche,
addirittura di grattacieli con le pareti coperte di celle fotovoltaiche.
"Per
quanto la scienza e la tecnica abbiano ampiamente dirottato dal loro piu'
esatto itinerario, esse ci hanno insegnato almeno una lezione: niente e'
impossibile", scriveva nel 1934 Lewis Mumford in Technics and civilization
(ed. it. Tecnica e cultura, Il Saggiatore, Milano 1961, 1968, 2004), esponendo
il suo "manifesto" per una societa' neotecnica. E questo e' vero a
maggior ragione ancora oggiAggiungi un appuntamento per oggi se la tecnica
tornera' a percorrere il suo piu' esatto itinerario, quello di soddisfare i
bisogni umani nel rispetto della vita e della salute delle persone e della
natura.
3.
RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI
VITERBO E S'IMPEGNA PER
Per
informazioni e contatti: Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti: e-mail:
info@coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per
contattare direttamente la portavoce del comitato,
Per ricevere
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responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel.
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Numero 270
del 22 giugno 2010
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