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COI PIEDI
PER TERRA
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Supplemento
de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 267
del 19 giugno 2010
In questo
numero:
1. Abbas
Kiarostami: Decine di chiavi
2. Alcune
parole dette in memoria di Alfio Pannega nel trigesimo della scomparsa
3.
Associazione "Respirare": Si realizzi subito il parco naturalistico,
archeologico e termale del Bulicame
4. Al
convegno nazionale del 7 giugno
5. Al
convegno dell'8 giugno sulle acque termali di Viterbo intervento della
dottoressa
7.
8. Si e'
svolto l'11 giugno a Siena lo spettacolo "Aeroportini di carta"
9.
Aggiornato il sito www.coipiediperterra.org
10. Giuliano
Pontara: Quattro norme di morale intergenerazionale
11. Per
contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna
per la riduzione del trasporto aereo
1. POESIA E
VERITA'. ABBAS KIAROSTAMI: DECINE DI CHIAVI
[Da Abbas
Kiarostami, Un lupo in agguato. Poesie, Einaudi, Torino 2003, p. 185]
Decine di
chiavi
da tanti
anni dimenticate,
non ho il
coraggio di buttarle
e dire che
non hanno serrature.
2. ARCHIVIO.
ALCUNE PAROLE DETTE IN MEMORIA DI ALFIO PANNEGA NEL TRIGESIMO DELLA SCOMPARSA
[Le parole
che seguono costituiscono la trama delle considerazioni svolte a braccio (e qui
sommariamente ricostruite a memoria quasi una settimana dopo) il 30 maggio 2010
presso il centro sociale autogestito "Valle Faul" ricordando Alfio
Pannega nel trigesimo della scomparsa; ad esse si accompagnava il riferimento
ad alcuni canti della Divina Commedia, particolarmente cari al cuore di Alfio
che ne era un appassionato e fine dicitore. Questa rievocazione faceva seguito
alla consumazione di un pasto in comune durante una riunione simposiale degli
amici (tra gli altri, ed ovviamente, Luciano Bernabei, Osvaldo Ercoli...), e
fungeva da introduzione alla lettura di alcune luminose poesie ed alcune
memorialistiche riflessioni estratte dal libro di Alfio Pannega, Allora ero giovane
pure io (Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010), lettura poi effettuata da
Antonello Ricci e da Michela e Pietro Benedetti, Olindo Cicchetti, Sara
Grimaldi, del gruppo teatrale de "La banda del racconto". Dopo la
lettura-recitazione delle sue parole l'omaggio ad Alfio Pannega e' proseguito
con il consueto incontro del seminario domenicale di accostamento alla
nonviolenza - cui Alfio aveva sempre attivamente partecipato - e con una
conclusiva performance musicale.
Alfio
Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il
vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggiAggiungi un
appuntamento per oggi in citta' si narrano i
motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a
ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la
madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta
nella Valle di Faul, un tratto di campagna entro la cinta muraria cittadina. A
scuola da bambino aveva incontrato Dante e l'Ariosto, ma fu lavorando "in
mezzo ai butteri della Tolfa" che si appassiono' vieppiu' di poesia e
fiori' come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e
sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro
lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso
nell'intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue
poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi fa
(Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla
2010): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna
e in citta', per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti
delle attivita' artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e
riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola
ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato
autogestito nell'ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente
protagonista, e lo sara' fino alla fine della vita. Sapeva di essere un
monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo
di Viterbo lo amava visceralmente. E' deceduto il 30 aprile 2010, non
risvegliandosi dal sonno dei giusti. Un piu' ampio ricordo - una sintesi
dell'orazione funebre alle esequie del primo maggio 2010 - e' nel n. 179 dei
"Telegrammi della nonviolenza in cammino"]
1.
Dall'emarginazione sociale al protagonismo politico
Alfio
Pannega, ben lo sappiamo noi che oggiAggiungi un appuntamento per oggi siamo
qui convenuti per ricordarlo ancora, fino alla fine dei suoi giorni non e' mai
stato un oggetto passivo dell'altrui azione, ma un soggetto attivo, originale e
creativo, una figura esemplare della vita sociale, culturale, civile e politica
di Viterbo.
E bastera'
ricordare il suo orgoglioso ed energico antifascismo, la sua persuasa militanza
nel movimento dei lavoratori contro lo sfruttamento e l'ingiustizia, la sua
intensa e feconda partecipazione alle lotte per la pace e contro il razzismo,
contro l'emarginazione e per i diritti sociali, in difesa dell'ambiente e della
democrazia (e tra le sue piu' recenti splendide lotte civili ricordiamo la sua
partecipazione fin dalla fondazione al movimento contro il mega-aeroporto e in
difesa del Bulicame, la sua ultima grande lotta per il diritto alla casa).
*
2. Alfio
Pannega e il centro sociale, una storia d'amore
Alfio
Pannega e' sempre stato inserito nella vicenda della Viterbo popolare e
resistente, ma e' stata la nascita del centro sociale che ne ha suscitato e
inverato il passaggio da una condizione di dura emarginazione sociale al pieno,
incisivo protagonismo politico, e ne ha rivelato a tutta la citta' la vocazione
di educatore, l'originale e profondo magistero pedagogico.
Il centro
sociale occupato autogestito "Valle Faul" e' stato il luogo, il
contesto, la comunita' in cui Alfio ha potuto finalmente pienamente valorizzare
ed esercitare le sue molte virtu' di maestro di vita e di compagno di lotte, di
memoria profonda e di utopia incarnata, di guida comprensiva e generosa, di
persona ironica e misericorde; ed Alfio a sua volta ha caratterizzato il centro
sociale costituendone il peculiare punto di riferimento. Alcune delle scelte maggiormente
caratterizzanti dell'esperienza di questo centro sociale, come quella della
nonviolenza, sono anche il frutto della sua presenza, del suo apporto di
intelligenza e saggezza, di esperienza e benignita'.
*
3. Tre
caratteristiche
Tre
caratteristiche di Alfio Pannega vorrei ora sottolineare, usando come termine
di riferimento tre canti danteschi, di quel Dante che amava declamare a memoria
e che recava nello scrigno del suo animo come un tesoro prezioso e
incandescente.
*
4. La virtu'
della compassione
La
compassione verso tutti i sofferenti, l'indignazione per tutte le ingiustizie,
l'impegno inesauribile per la solidarieta', la verita', la giustizia.
E del suo
amato Dante prediligeva declamare a memoria il canto del conte Ugolino, il
XXXIII dell'Inferno, il canto del dolore piu' atroce e della pieta' piu'
profonda.
*
Aveva una
visione lucreziana e leopardiana della vita, sobria ed eroica, mai astratta e
mai sacrificale, ma sempre accudente e responsabile.
Un amore
profondo per il mondo, per la vita, per tutti gli esseri viventi che
amorevolmente, empaticamente conosceva, per l'umanita' come realmente e'; senza
alcuna illusione, senza nascondersi il dolore, la sofferenza, lo scacco, la
miseria, ma insieme con l'orgoglio di fare la cosa buona, la cosa giusta, di
amare ed aiutare senza riserve, con assoluta generosita'.
E qui
sovviene il canto X dell'Inferno dantesco, quello di Farinata e di Cavalcante,
dell'eroismo che si prolunga "com'avesse l'inferno a gran dispitto" e
dello strazio infinito per ogni altrui sofferenza.
*
6. Un amore
sconfinato per il sapere e la virtu'
Ed aveva un
amore sconfinato per il sapere che e' fondamento del ben operare. Volonta'
orientata verso la conoscenza e la virtu', in una rigorosa e avventurosa
ricerca della verita' e della condivisione.
A lui piu'
che a ogni altra persona si addiceva come motto quel distico dell'"orazion
picciola" del XXVI canto dell'Inferno, il canto di Ulisse, che suona
"Fatti non foste a viver come bruti / ma per seguir virtute e
canoscenza". La virtu', senza la quale la conoscenza e' vana; e la
conoscenza, senza la quale la virtu' e' cieca.
Nella lectio
magistralis tenuta pochi mesi fa alla Sala Regia di Palazzo dei Priori, sede
del Comune di Viterbo, conclusa poi con quel gesto fiero e luminoso, magnifico
e sublime del rifiuto di un'onorificenza finche' non fosse stato rispettato il
diritto, ai giovani studenti delle scuole medie li' convenuti ad ascoltarlo (in
una tensione ed un entusiasmo che molto lo conforto') Alfio indico' lo studio,
l'accostamento al sapere, come primo dovere, come prassi di solidarieta' e di
liberazione; un dovere non avulso dagli altri, ma fondativo del ben operare,
dell'azione buona perche' consapevole, perche' solidamente basata su una
adeguata conoscenza, comprensione, interpretazione, riflessione, scelta.
Esortando quei giovanissimi allo studio, Alfio Pannega testimoniava una volta
ancora: recando ad esempio la sua medesima vicenda di persona dalla vita
travagliata, vissuta sempre in dignitosa, eroica poverta', ed insieme sempre
generosa, e sempre generosa perche' ricca di quell'amore del vero profondamente
inteso, di quella sapienza del giusto intimamente sentito, di quell'esperienza
del bene auteticamente compiuto, in cui consiste la sola comune saggezza, la
sola condivisa salvezza dall'oceano del dolore in cui ogni vita e' naufraga.
*
7. Due
immagini, una persona
E poiche' mi
capita sovente di veder tutte le cose e le vicende lacerarsi in due e solo
raramente e faticosamente ricomporsi in una, vorrei aggiungere infine che,
ancora una volta, anche in questo caso, vi sono due immagini di Alfio Pannega
nella memoria dei viterbesi.
L'una,
falsa, e' quella stereotipata, puerile, di figurina pittoresca, personaggio
folklorico, un'immagine ridotta a caricatura, a macchietta; di rovina
archeologica e mummificato monumento, di enigmatico residuo e patetico relitto
di una oleografica Viterbo del passato, remota e inattingibile, ormai ridotta a
frammenti e frantumi, a favola e nuvola.
Ma questa e'
solo un'immagine fittizia, una scorza svuotata, un fantasma ed
un'allucinazione. Alfio non era questo.
Ma e'
sintomatico che taluni che pur pretendono di averlo conosciuto ne ricordino
solo il lavoro umile e faticoso ed al piu' pochi motti burberi e frizzanti,
tramandati di bocca in bocca. Costoro credono di conoscere Alfio, ma non lo
hanno mai ascoltato, non si sono mai veramente accostati a lui da persona a
persona, come eguali. Costoro hanno avuto nei suoi confronti un atteggiamento
nella migliore delle ipotesi scioccamente ed arrogantemente paternalista, ed
hanno perso cosi' un'occasione unica di arricchimento spirituale.
Perche' c'e'
un'altra memoria e un'altra immagine di Alfio, la memoria e l'immagine
dell'Alfio reale, concreto, persona poliedrica e colta, sapiente di infinite
esperienze ed inesausto studiare, maestro di vita che insegnava la
responsabilita', il prendersi cura degli altri, la condivisione di tutto,
l'amore per la vita, l'incontro fraterno con tutti.
Noi che
abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo lo ricorderemo e lo onoreremo e lo
testimonieremo sempre come veramente era: una persona buona come il pane,
luminosa come le stelle.
E qualche
scintilla della sua generosita', della sua sapienza, della sua saggezza,
risplendera' ora ancora nella lettura delle sue poesie.
3. ARCHIVIO.
ASSOCIAZIONE "RESPIRARE": SI REALIZZI SUBITO IL PARCO NATURALISTICO,
ARCHEOLOGICO E TERMALE DEL BULICAME
E'
convinzione condivisa dalla generalita' della popolazione viterbese che nella
preziosa area del Bulicame occorre realizzare al piu' presto un parco
naturalistico, archeologico e termale, che tuteli e valorizzi i beni
ambientali, culturali e terapeutici li' presenti.
Ed e' del
tutto evidente che la realizzazione del parco e' del tutto incompatibile con
piani speculativi e vandalici.
In
particolare e' del tutto evidente che per poter realizzare il parco
naturalistico, archeologico e termale del Bulicame occorre respingere
nettamente e definitivamente l'ipotesi criminale ed insensata della realizzazione
nel cuore di quell'area di un mega-aeroporto nocivo, distruttivo e fuorilegge.
A tutte le
istituzioni - locali e nazionali - chiediamo quindi un duplice impegno:
a) un
impegno esplicito e concreto per la realizzazione del parco naturalistico,
archeologico e termale del Bulicame;
b) un
impegno esplicito e concreto contro l'ipotesi del mega-aeroporto fuorilegge che
devasterebbe irreversibilmente quell'area ed attenterebbe alla salute e ai
diritti della popolazione.
Il
mega-aeroporto e' un crimine e una follia.
Il parco
naturalistico, archeologico e termale del Bulicame e' una scelta giusta,
necessaria, urgente.
*
L'associazione
"Respirare"
Viterbo, 7
giugno 2010
L'associazione
"Respirare" e' stata promossa a Viterbo da associazioni e movimenti
ecopacifisti e nonviolenti, per il diritto alla salute e la difesa
dell'ambiente.
4. ARCHIVIO.
AL CONVEGNO NAZIONALE DEL 7 GIUGNO
Al convegno
nazionale sul tema "Politiche per l'ambiente e la salute" che si e'
tenuto a Roma il 7 giugno 2010 presso
Il convegno,
al quale hanno preso parte autorevolissime figure della ricerca scientifica,
cattedratici universitari, prestigiose personalita' delle istituzioni e della
cultura, e' stata una qualificata occasione di confronto scientifico e di
proposta alle istituzioni per interventi adeguati in difesa di ambiente e
salute.
La relazione
della dottoressa Litta ha costituito uno dei contributi fondamentali
dell'incontro.
*
5. ARCHIVIO.
AL CONVEGNO DELL'8 GIUGNO SULLE ACQUE TERMALI DI VITERBO INTERVENTO DELLA
DOTTORESSA
Presso
l'auditorium del rettorato dell'Universita' della Tuscia in via S. Maria in
Gradi a Viterbo l'8 giugno 2010 si e' tenuta una giornata di studi sul tema
delle acque termali di Viterbo, promossa dal DAF della Facolta' di Agraria
dell'Universita' viterbese.
Nel corso
del dibattito e' intervenuta in rappresentanza dell'"Associazione italiana
medici per l'ambiente"
6. ARCHIVIO.
L'11 GIUGNO 2010 DA VITERBO A SIENA
Venerdi' 11
giugno
Lo
spettacolo sara' preceduto da un intervento del Comitato contro l'ampliamento
dell'aeroporto di Ampugnano-Siena e da un intervento del Comitato che si oppone
al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo.
*
L'iniziativa
evidenzia una volta di piu' la necessita' sia di fermare l'ampliamento dei
sedimi aeroportuali esistenti, sia di impedire la costruzione di nuovi
aeroporti in Italia, sia di ridurre il trasporto aereo.
Il
dissennato incremento del trasporto aereo sta infatti devastando beni
ambientali e culturali preziosi ed insostituibili; e sta gravemente avvelenando
la salute e la qualita' della vita delle persone e degli altri esseri viventi.
Il trasporto
aereo e' corresponsabile in ingente misura non solo dell'inquinamento degli
ecosistemi locali ma anche globalmente della biosfera.
La riduzione
del trasporto aereo e' oggiAggiungi un appuntamento per oggi una scelta di
civilta'.
Il primo
passo da compiere e' fermare la costruzione di nuovo aeroporti e l'ampliamento
degli aeroporti esistenti; e diminuire consistentemente i voli per gli
aeroporti in cui essi sono gia' eccessivi e particolarmente patogeni.
Occorre
invece promuovere una mobilita' sostenibile e consapevole, ecoequosolidale,
coerente con la difesa dei beni ambientali e culturali, con la tutela e
valorizzazione delle vocazioni produttive e delle tradizioni civili locali, e
con i diritti umani di tutti gli esseri umani.
*
Il Comitato
che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del
trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei
diritti di tutti
Viterbo, 10
giugno 2010
7. ARCHIVIO.
Nella sua
relazione
8. ARCHIVIO.
SI E' SVOLTO L'11 GIUGNO A SIENA LO SPETTACOLO "AEROPORTINI DI CARTA"
Venerdi' 11
giugno
Presente
all'iniziativa (e piu' volte citata nel corso dello spettacolo)
L'iniziativa
ha confermato la crescente collaborazione tra i vari comitati che in varie
parti d'Italia si impegnano in difesa dell'ambiente e della salute, delle
vocazioni e delle tradizioni civili dei territori e delle comunita' locali,
degli ecosistemi locali e globalmente della biosfera, contro il dissennato
incremento del trasporto aereo i cui effetti catastroficamente inquinanti e
devastanti sono ormai a tutti evidenti.
9. ARCHIVIO.
AGGIORNATO IL SITO WWW.COIPIEDIPERTERRA.ORG
E' stato
aggiornato il sito del comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo: www.coipiediperterra.org
Nel sito
sono disponibili e agevolmente consultabili tutti i fascicoli del notiziario
"Coi piedi per terra", che costituiscono una sorta di enciclopedia in
progress delle molte ragioni per opporsi non solo all'illegale e devastante
mega-aeroporto a Viterbo, ma anche piu' complessivamente al dissennato
incremento del trasporto aereo.
Il sito
contiene anche una documentazione fotografica di alcune iniziative del
comitato, sezioni specifiche che presentano comunicati, relazioni, interviste,
bibliografie e sitografie, link utili e siti amici, un'ampia cronologia delle
attivita' svolte, una sezione in lingua inglese particolarmente apprezzata.
Di
particolare rilevanza e' un'ampia sezione di testi di studio, che presenta
anche opere integrali di Gunther Anders, Piero Calamandrei, Aldo Capitini,
Susan George, Martin Luther King, Alexander Langer, Primo Levi, Giulio A.
Maccacaro, Jean-Marie Muller, Vandana Shiva, ed ancora altre autrici ed altri
autori.
Nel sito e'
ospitato anche uno spazio dell'Isde di Viterbo (l'Isde e'
10.
ARCHIVIO. GIULIANO PONTARA: QUATTRO NORME DI MORALE INTERGENERAZIONALE
[Riproponiamo
il seguente estratto da Giuliano Pontara, Etica e generazioni future, Laterza,
Roma-Bari 1995, pp. 159-160.
Giuliano
Pontara e' uno dei massimi studiosi della nonviolenza a livello internazionale,
riproduciamo di seguito una breve notizia biografica gia' apparsa in passato
sul nostro notiziario (e nuovamente ringraziamo di tutto cuore Giuliano Pontara
per avercela messa a disposizione): "Giuliano Pontara e' nato a Cles
(Trento) il 7 settembre
Anzitutto mi
pare vada sottolineata l'importanza di quell'atteggiamento che porta a vedere
noi stessi, individualmente e collettivamente, non come i padroni del pianeta,
o di questa o quella parte del pianeta, ma piuttosto come amministratori
fiduciari che in qualche modo debbano rendere ragione del loro operato alle
generazioni successive. Lo sviluppo di un siffatto atteggiamento non puo' che
avvenire attraverso la realizzazione di seri programmi educativi nella scuola e
piu' in generale nella societa'. Ma, per fortuna, non si tratta di partire da
zero. Un siffatto atteggiamento e' gia' incorporato in varie religioni e in
diverse dottrine etico-politiche, ad esempio nella dottrina gandhiana dell'amministrazione
fiduciaria, ed e' implicito nella clausola limitativa di Locke, propria di ogni
dottrina liberale, per cui ciascuno puo' usare tanto delle risorse del pianeta
quanto e' compatibile con il lasciarne altrettante e altrettanto buone per altri.
Strettamente
connesse a questo atteggiamento vi sono alcune norme di morale
intergenerazionale tra le quali vorrei mettere in rilievo almeno le quattro
seguenti:
1. Non fare
scelte che abbiano effetti irreversibili, o comunque la cui reversibilita' e' molto
difficile ed estremamente costosa;
2.
Massimizzare il tenore di vita sostenibile;
3.
Salvaguardare la biodiversita';
4.
Salvaguardare il patrimonio artistico scientifico, culturale.
Il rispetto
generale di queste norme parrebbe essere condizione necessaria affinche' alle
generazioni future siano almeno lasciate aperte opzioni non minori di quelle
che hanno le generazioni oggiAggiungi un appuntamento per oggi esistenti.
11.
RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI VITERBO
E S'IMPEGNA PER
Per
informazioni e contatti: Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti: e-mail:
info@coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per
contattare direttamente la portavoce del comitato,
Per ricevere
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responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel.
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Numero 267
del 19 giugno 2010
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