===================
COI PIEDI
PER TERRA
===================
Supplemento
de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 258
del 10 giugno 2010
In questo
numero:
2. Aldo
Capitini: Il manuale di Charles C. Walker sull'azione diretta nonviolenta
3.
4. Per
contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna
per la riduzione del trasporto aereo
1. INCONTRI.
L'11 GIUGNO A SIENA
Per
iniziativa del Comitato contro l'ampliamento dell'aeroporto di Ampugnano-Siena,
venerdi' 11 giugno
Lo
spettacolo sara' preceduto da un intervento del Comitato contro l'ampliamento
dell'aeroporto di Ampugnano-Siena e da un intervento della dottoressa
*
Per
ulteriori informazioni:
www.bandadelracconto.it
www.comitatoampugnano.it
2. TESTI.
ALDO CAPITINI: IL MANUALE DI CHARLES C. WALKER SULL'AZIONE DIRETTA NONVIOLENTA
[Riproponiamo
ancora una volta il testo del capitolo dodicesimo, Il Manuale di Charles C.
Walker (1961), del libro di Aldo Capitini, Le tecniche della nonviolenza,
Libreria Feltrinelli, 1967 (poi ristampato da Linea d'ombra, Milano 1989; e
successivamente ripreso anche in Aldo Capitini, Scritti sulla nonviolenza,
Protagon, Perugia 1992). L'opuscolo di Walker, Manuale per l'azione diretta
nonviolenta, arricchito da ulteriori materiali, e' stato successivamente
pubblicato dalle Edizioni del Movimento Nonviolento nei "Quaderni di
azione nonviolenta", cui puo' essere richiesto; e' un materiale di lavoro
utilissimo (per richieste: tel. 0458009803, e-mail: azionenonviolenta@sis.it);
il solo testo dell'opuscolo di Walker abbiamo anche piu' volte riprodotto sul
nostro quotidiano elettronico, da ultimo ne "La domenica della
nonviolenza" n. 187.
Aldo
Capitini e' nato a Perugia nel 1899, antifascista e perseguitato, docente
universitario, infaticabile promotore di iniziative per la nonviolenza e
Nel 1961 e'
uscito il Manuale dell'organizzatore dell'azione diretta nonviolenta, redatto
da Charles C. Walker, direttore del Laboratorio della nonviolenza (Cheney, Pa,
USA). Jean Frémont lo ha tradotto in francese. L'opuscolo e' edito dalla War
Resisters' International, 88 Park Avenue, Enfield, Middlesex, Inghilterra. E'
un ampio e organico lavoro, e il confronto con il Piano De Ligt mostra quanto
l'esperienza dell'azione nonviolenta si sia accresciuta negli anni,
specialmente per le grandi campagne gandhiane e per quelle degli Stati Uniti
d'America e di altrove. Del resto, il manuale integra spesso i suoi
suggerimenti con indicazioni bibliografiche. Metteremo in luce la struttura del
lavoro, e i punti piu' rilevanti e utilizzabili.
Il Manuale
e' diviso in quindici sezioni.
*
1.
Preparazione
Bisogna
scegliere e presentare chiaramente gli scopi da raggiungere, dando rilievo ad
una situazione ingiusta e cercando di ottenere l'appoggiAggiungi un
appuntamento per oggio del pubblico. La volonta' di resistenza viene sviluppata
diffondendo continuamente notizie, commentandole e facendo appello all'azione
immediata, indicando alle vittime anche una situazione migliore. Inoltre:
assicurarsi il nome e l'indirizzo di persone che possono cooperare, e
consultare gruppi e associazioni che possono simpatizzare.
Gia' in questa
prima sezione si trovano i suggerimenti sempre dati per le azioni nonviolente:
cercare le piu' larghe solidarieta', diffondere apertamente notizie sulla
situazione e sulle prospettive di mutamento. Se ne deduce: prima di un'azione
impiantare un bollettino apposito da diffondere largamente.
*
2. Lancio di
un programma costruttivo
Il programma
deve colpire un male alla radice, venire in aiuto alle vittime, stimolare gli
atteggiamenti nonviolenti. Reagire, quindi, attivamente all'apatia, con pieno
altruismo e ispirando fiducia. L'azione puo' essere preparata da un lavoro
costruttivo come campi di lavoro, cooperative, assistenza alle vittime di
ingiustizie, lavoro caritatevole, lavoro in comunita'. Utile anche un lavoro
fisico dopo un'estrema tensione nervosa.
*
3.
Apprendimento del metodo
Anzitutto
una ricerca sui fatti, sulle forze sociali, politiche, economiche, implicate
nella situazione (come abbiamo gia' visto), sull'atteggiamento dei vari gruppi.
Impostare la
possibilita' di negoziati (uno stadio molto importante prima di ogni azione
nonviolenta).
Appello
vastissimo all'opinione pubblica, con tutti i mezzi possibili.
Giorni di
digiuno e (oppure) di preghiera, rinuncia a distinzioni onorifiche date dagli
autori dell'ingiustizia; dirsi disposti ad una concessione importante, purche'
non leda il principio.
Presentare
un "ultimatum" che espone le lagnanze, i tentativi fatti per
rimediare, le concessioni proposte, e fissare una data limite. Informare tutti
gli implicati nella cosa.
Infine, dopo
aver tutto tentato, intraprendere l'azione diretta, senza rompere
definitivamente la possibilita' di riprendere i negoziati.
L'azione
diretta ha questi aspetti:
- Veglia in
un luogo simbolico;
- Picchetti
di militanti;
- Digiuno o
sciopero della fame;
-
Noncooperazione;
-
Boicottaggio;
- Arresto
del lavoro per un certo periodo;
- Sciopero;
- Sciopero a
rovescio (lavorando dove e quando non permesso);
- Intervento
p. es. in un luogo proibito;
-
Disobbedienza civile;
-
Migrazione;
-
Manifestazioni: riunioni, sfilate, proteste.
*
Studiare la
teoria e la messa in pratica della nonviolenza, le campagne nonviolente;
organizzare un laboratorio della nonviolenza, proiettare film, fare riunioni e
discussioni pubbliche e anche "scene drammatiche" di realizzazione di
iniziative nonviolente; meditare, cantare in coro, raccontare fatti eroici,
prendere pasti in comune, formare bene gli individui per i compiti che saranno
a loro affidati; distinguere tra l'addestramento generale e quello per determinate
azioni.
*
5. Il piano
di campagna dell'azione diretta nonviolenta
L'organizzazione
realizzatrice deve avere delle infrastrutture con un comitato d'insieme e un
comitato amministrativo, un direttore del progetto e comitati speciali (per la
pubblicita', per i mezzi di trasporto, per stampare, per l'alloggiAggiungi un
appuntamento per oggio, il cibo ecc.), e deve fare un bilancio preliminare.
Mettere a
punto il piano di esecuzione (utilizzando anche un consiglio giuridico).
*
6. La
preparazione dell'azione
Scegliere un
quartiere generale delle operazioni, esponendo materiale pubblicitario,
inaugurandolo con una conferenza stampa. Lettere e visite ai funzionari
interessati; avvisi ai giornali. Raccogliere fondi. Fare riunioni pubbliche.
Tener pronto materiale indispensabile: macchina da scrivere, anche per fare
molte copie, letti e sacchi per dormire, materiale per affissioni, automobili
ecc. (e vedere quali servizi di trasporto sono nella zona). Stabilire un
indirizzo postale. Sviluppare i mezzi di comunicazione: telefono, altoparlanti,
bollettini giornalieri. Preparare istruzioni appropriate per i capi di gruppi,
fare l'elenco dei partecipanti, preparare manifesti e volantini (da apprestare
molto per tempo).
*
7. Studio
preliminare della situazione dal punto di vista legale
Conoscere le
disposizioni legali del luogo e cercar di avere assistenza legale.
*
8. Messa a
punto di una disciplina collettiva
Il comitato
d'azione deve concretare i termini di questa disciplina.
*
9. Sviluppo
di una campagna di propaganda
Esporre con
grande chiarezza. Fare un "memorandum" generale, e brevi biografie
dei capi e dei partecipanti importanti, frequenti comunicati alla stampa e alla
radio, registrare sul nastro magnetico importanti discorsi, visitare (o
scrivere a) persone influenti della stampa, raccogliere ritagli di giornali.
*
10. La
riunione dei partecipanti all'azione
Farne
l'elenco; tenere una riunione degli aderenti, esponendo il piano dell'azione e
discutendolo; scegliere un presidente adatto per le riunioni (alcune questioni
possono esser trattate non dalle riunioni generali, ma dai comitati).
*
Scegliere il
gruppo che comincera' l'azione; e formare anche il secondo gruppo d'urto.
Recarsi sul luogo (sfilare o star seduti, sempre a testa alta e
tranquillamente). Esser pronti a rispondere ai giornalisti, alle guardie.
Seguire le istruzioni dei capi e non lasciare il proprio posto senza averli
avvisati. Distribuire i fogli (non disturbare mai il passaggio dei pedoni), e
se piove, tenere i fogli in un sacco di materia plastica. Conservare, in quanto
possibile, un silenzio assoluto.
*
12.
Fronteggiare le rappresaglie
L'avversario
puo' provocare a condursi in modo agitato, a farsi prendere dal disordine, a
lanciare insulti, a fare recriminazioni di un capo verso l'altro, a far sorgere
defezioni nelle file dei nonviolenti, a reagire con
In caso di
arresto, non opporre resistenza, e accettare i regolamenti della prigione in
cio' che non siano contro la propria coscienza.
Le
rappresaglie possono essere molto gravi (colpi, tortura, presa di ostaggi,
linciaggio, cacciata dal posto, proibizioni di assemblee ecc.), e in tale caso
insistere presso i responsabili della societa' perche' agiscano e reprimano la
violenza, chiedere un'inchiesta, aiutare le vittime (le sofferenze redentrici
possono liberare dal veleno della violenza accumulatosi da tanto tempo).
*
13.
Mantenere la vitalita' del movimento
Valersi di
nuovi simboli (azioni eroiche, gli eroi di esse, le vittime delle rappresaglie,
gl'imprigionati, anniversari, saluti, vesti, insegne, ecc.).
Sforzi
costanti di persuasione anche presso gli avversari, tenere al corrente gli
aderenti.
Incoraggiare
e organizzare azioni di sostegno (dichiarazioni di personalita' eminenti, di
gruppi di simpatizzanti ecc.).
Trattare i
dissidenti in modo paziente e leale; educare e allenare gli aderenti, formare
nuovi capi, incoraggiare il lavoro teorico e pratico; far agire il maggior
numero di volontari che sia possibile.
*
14. I capi
Sono dei
primi tra eguali, sono dei coordinatori, abituati a lavorare in gruppo.
*
15. Quando
la lotta si fa lunga
Secondo
Gandhi una campagna nonviolenta provoca cinque reazioni: l'indifferenza, il
ridicolo, l'insulto, la repressione, il rispetto. Per arrivare al quinto punto
talvolta ci vuole molto tempo.
Non si deve
tendere alla "sconfitta" dell'avversario, ma ad una trasformazione
dei rapporti tra le parti interessate (una vittoria della giustizia e
dell'onesta' umana).
3.
DOCUMENTAZIONE.
[
Al
Commissario all'Ambiente dell'Unione Europea, al Ministro della Salute, al
Ministro dellAmbiente
e per
opportuna conoscenza: al Prefetto di Viterbo, al Sindaco di Caprarola, al
Sindaco di Ronciglione, al Direttore generale della Asl di Viterbo, al
Direttore sanitario della Asl di Viterbo, al Dipartimento di prevenzione -
Servizio igiene e sanita pubblica della Asl di Viterbo, al Servizio
veterinario della Asl di Viterbo, al Direttore generale dellIstituto superiore di
sanita, al Presidente dellIstituto superiore di sanita,
allArpa Lazio - sezione di Viterbo, al Presidente della Provincia di
Viterbo, ai responsabili dellAto 1 Lazio, al Presidente della Giunta
Regionale del Lazio, al
Garante del Servizio idrico integrato della Regione Lazio, al Direttore dellAgenzia
Regionale per la Difesa del Suolo, al Direttore Regionale Energia e Rifiuti, al
Direttore del Centro Tecnico Logistico Interforze Nbc, allAssessore allAmbiente della
Provincia di Viterbo, allAssessore allAmbiente della Regione Lazio,
allAssessore alla Sanita della Regione Lazio, al Presidente della
Commissione Ambiente del Senato, al Presidente
della Commissione Igiene e sanita del Senato, al Presidente della Commissione Ambiente
della Camera dei Deputati, al Presidente della Commissione Affari sociali della
Camera dei Deputati
Oggetto: Un
contributo di analisi ed una ennesima richiesta di intervento in relazione agli
sviluppi della vicenda del lago di Vico dellAssociazione italiana
medici per lambiente - Isde (International Society of Doctors for the
Environment - Italia) di Viterbo.
*
LAssociazione
italiana medici per l'ambiente - Isde di Viterbo il 30 marzo 2010
ha presentato un esposto (in allegato) al Ministro dellAmbiente e al
Ministro della Salute sul gravissimo rischio sanitario ed ambientale derivante
dal degrado e dallinquinamento dellecosistema del lago di Vico.
Lesposto,
oltre a fornire un quadro dettagliato, documentato e circostanziato delle problematiche
ambientali e del rischio sanitario determinato dal rapido deterioramento della
qualita' delle acque del lago, ha indicato anche le proposte, piu' volte
formulate, dellIsde di Viterbo per lavvio di una rapida ed
efficace bonifica e
tutela dellintero ecosistema lacustre e per garantire acque salubri e
potabili alle popolazioni di Caprarola e Ronciglione.
A seguito di
questo esposto sono state presentate numerose interrogazioni da parte di
deputati, senatori ed europarlamentari.
LIsde,
in relazione ai piu' recenti sviluppi di questa situazione, intende con il
presente documento mettere a disposizione un ulteriore contributo sia di
informazione, sia di replica a erronee dichiarazioni altrui e sia di rinnovata
proposta di interventi
ormai non piu' procrastinabili.
*
Lattuale
situazione ambientale del lago di Vico
Sono
evidenti e ormai ben documentate le gravi problematiche ambientali del lago di
Vico (presenza di periodiche fioriture dellalga rossa
Plankthotrix rubescens,
produttrice di una microcistina tossica e cancerogena, marcata riduzione del
quantitativo di ossigeno nelle sue acque e della loro trasparenza, presenza di
metalli pesanti in elevata concentrazione nelle acque e nei suoi sedimenti,
etc.).
Nella riunione,
promossa dallAssessorato allAmbiente della Provincia di Viterbo,
svoltasi il 2 marzo 2010, sul tema
Attivita' di contrasto al degrado della qualita' delle acque del lago di
Vico, sono stati presentati dati che hanno evidenziato la presenza nelle acque del lago di valori elevati di
Arsenico (As) e di altre sostanze
tossiche e cancerogene di norma estranee alle acque del lago quali: Mercurio,
Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), e nei suoi sedimenti alte
concentrazioni di Arsenico - 647 mg/kg SS (valore soglia 20 mg/kg SS) -, Cadmio
- 12 mg/kg SS (valore soglia 2 mg/kg SS) -, e
Nichel - 566 mg/kg SS (valore soglia 120 mg/kg SS) -.
Ulteriori
risultati di indagine, presentati dallArpa Lazio - sezione di
Viterbo alla riunione svoltasi il 10 maggio 2010 presso il Dipartimento Regionale Rifiuti ed Energia,
hanno confermano la presenza di Arsenico in concentrazioni molto elevate nei
sedimenti lacustri.
Un recente
documento del Centro tecnico logistico interforze Nbc di Civitavecchia
riferisce i risultati di una indagine geofisica commissionata dal Ministero
della Difesa per la ricerca di masse anomale interrate presso il Magazzino
Materiali di Difesa Nbc di Ronciglione (indagine che ha evidenziato la presenza
di masse metalliche e non metalliche interrate in diversi punti del sito).
Da questo
documento emerge che da carotaggi ed analisi chimiche su campioni di terreno
prelevati sono stati rilevati valori di Arsenico superiori a quanto previsto
dalla normativa in vigore e pertanto il sito militare in prossimita' del lago
risulta contaminato.
Questi dati
e documenti confermato il degrado e linquinamento del lago di Vico
e impongono immediate
norme di tutela ed interventi di bonifica non piu' rimandabili: riduzione
immediata e drastica delluso di fitofarmaci in tutta la conca del lago di
Vico con riconversione al biologico di tutte le attuali forme di coltivazioni
agricole; controllo e verifica
di tutti gli scarichi fognari delle
utenze private e pubbliche poste in prossimita' del lago; intensificazione dei
controlli di tutte le attivita' allinterno della riserva; avvio
della bonifica del sito militare Nbc di Ronciglione.
*
La potabilizzazione delle acque erogate alla popolazioni di
Ronciglione e Caprarola
I comuni di
Caprarola e Ronciglione utilizzano per la maggior parte acque captate dal lago
di Vico.
Le acque in
relazione alla loro classificazione devono subire un efficace processo di
filtrazione e potabilizzazione prima di essere distribuite alle popolazioni per
uso umano.
Linadeguatezza
della filtrazione e quindi della potabilizzazione delle acque distribuite alla
popolazioni di Caprarola e Ronciglione risulta evidente da una nota del 4 gennaio 2008, con la quale il Dipartimento
di prevenzione - Servizio igiene e sanita' pubblica, sezione 4 Vetralla della
Asl di Viterbo, in considerazione dei risultati degli esami effettuati dallArpa
Lazio - sezione di Viterbo che evidenziavano la presenza di Cianobatteri - Plankthotrix spp -, proponeva
ordinanza di non potabilita' dellacqua ai sindaci di Caprarola
e Ronciglione.
Linadeguatezza
della filtrazione risulta anche da alcuni esami condotti sempre dallArpa
Lazio - sezione di Viterbo
nel periodo compreso da marzo
Una conferma
del pregresso cattivo stato dellimpianto di potabilizzazione
nel comune di Ronciglione e' inoltre contenuta in un Memorandum redatto in data
23/12/2009 dal Dipartimento di
prevenzione - Servizio
igiene e sanita' pubblica - sezione 4 Vetralla della Asl di Viterbo; nella relazione
tecnica Verifica delle condizioni tecnico-qualitative
dellacquedotto comunale di Ronciglione - Vt redatta dalla societa'
Sif (Sistema Integrato di Fitodepurazione) e nellordinanza n. 12/2010 del sindaco di Ronciglione
nella quale si fa addirittura risalire al maggio 2002 il riscontro
dellinadeguatezza dei filtri e quindi il loro non utilizzo.
Le pregresse
e le attuali condizioni di funzionamento dei potabilizzatori comunali sembrano
pertanto non garantire in modo completo ed efficace la potabilita' delle acque
captate dal lago e tale situazione accresce la preoccupazione per il rischio
sanitario al quale sono state esposte e sono esposte le popolazioni anche in considerazione
della presenza dei nuovi ed eterogenei elementi inquinanti rilevati di recente
nelle acque del lago e nei suoi sedimenti.
E
urgente quindi che siano predisposte ed individuate immediatamente fonti
alternative di approvvigionamento idrico per tutta la popolazione, per gli esercizi commerciali, per
le scuole, per lospedale di Ronciglione e per tutte le industrie
alimentari locali.
E
altresi' necessario avviare, come piu' volte richiesto dallIsde di
Viterbo, uno studio di fattibilita' finalizzato alla realizzazione di pozzi da dotare di dearsenificatori
per garantire un approvvigionamento
idrico di migliore qualita' e sicurezza e che siano posti in opera in tempi
brevissimi impianti di filtrazione e potabilizzazione cosiddetti pilota per studiare
le migliori tecniche di purificazione dellacqua in relazione alle
peculiari problematiche di degrado ed inquinamento del lago di Vico.
*
Il
monitoraggio della microcistina tossica e cancerogena nelle acque destinate a
consumo umano
Il
microrganismo Planktothrix rubescens, detta comunemente alga rossa e segnalata
dal 2007 nelle acque del lago di Vico, produce numerosi tipi di tossine dette
microcistine a valenza epatotossica, gastroenterica e con possibile azione
cancerogena.
Gli effetti
delle microcistine sulle persone e gli animali possono essere cosi'
riassunti: epatotossicosi acuta per ingestione diretta; polmoniti allergiche ed
epatotossicosi se respirate, nel corso di attivita' ricreative e sportive in
sistemi idrici contaminati da alghe in fase di fioritura; promozione di tumori,
se ingerite in dosi sub-acute per diverso tempo (tumori epatici,
gastrointestinali, epiteliali).
Le persone
possono essere esposte alle tossine attraverso lingestione di acqua
potabile contaminata, tramite
la balneazione, linalazione di aerosol durante attivita' ricreative
in prossimita' delle aree di fioritura dellalga, con lassunzione di
alimenti trattati e realizzati con acque contaminate (la microcistina non e'
termolabile), durante i trattamenti di emodialisi.
La fauna ittica che vive nei bacini e negli
invasi contaminati e' anchessa esposta alle tossine cosi' come gli animali
che vivono in allevamenti, nel caso vengano abbeverati con acque contaminate
dalle microcistine, e le specie vegetali irrigate con le stesse.
La flora e
la fauna contaminata da queste microcistine possono divenire ulteriori vettori
di esposizione per le persone in quanto entrano a far parte della catena alimentare.
Da quanto
sopra esposto risulta del tutto evidente che sarebbe stato indispensabile e di
grande importanza, a partire dal 2007, un costante monitoraggio della
concentrazione e della presenza di questa microcistina nelle acque del lago,
nella fauna ittica e soprattutto, e per evidenti motivi di tutela della salute
pubblica, nelle acque destinate a consumo umano.
Dalla
documentazione in possesso dellIsde: il Memorandum del
Dipartimento di prevenzione - Servizio igiene e sanita' pubblica - sezione 4
Vetralla della Asl di Viterbo, e un carteggio tra questo stesso Dipartimento, lArpa
Lazio - sezione di Viterbo e lAto1 -Lazio, non risulta che finora sia
stato attuato alcun monitoraggio di questa microcistina.
In tre
lettere inviate allIsde dal Dipartimento Ambiente e connessa
Prevenzione Primaria dellIstituto Superiore di Sanita', rispettivamente: n. di protocollo
11/05/2010 - 0020790, n. 11/05/2010 - 0020791 e n. 11/05/2010 - 0020792, si
afferma che non esiste alcuna convenzione tra lIstituto Istituto
Superiore di Sanita' e le amministrazioni comunali di Caprarola e Ronciglione ma che sono
stati effettuati finora solo esami estemporanei su alcuni campioni di acqua
prelevati il 5 marzo
Il mancato
monitoraggio, dal 2007 ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi, della presenza
e della concentrazione di questa microcistina tossica e cancerogena, nelle
acque destinate a consumo umano ed in quelle utilizzate nei pubblici esercizi,
nelle scuole e per le preparazioni di alimenti ha di fatto determinato una
condizione di elevato rischio sanitario derivante dallesposizione
cronica e non quantificata a questa sostanza per le popolazioni e in
particolare per i bambini, le donne in gravidanza e i malati.
LIsde
ribadisce lestrema urgenza dellavvio del monitoraggio nelle acque
destinate a consumo umano di questa sostanza e di tutti gli altri possibili
inquinanti, soprattutto di quelli individuati dalle recenti ricerche
dellArpa Lazio - sezione di Viterbo nelle acque e nei sedimenti del lago.
LIsde,
per le ragioni esposte, ribadisce la necessita' e il dovere che gli enti
preposti programmino e diano inizio a studi di monitoraggio e sorveglianza di
lungo periodo dello stato di salute delle popolazioni di Caprarola e Ronciglione.
*
LArsenico,
gli IPA e i metalli pesanti nelle acque e nei sedimenti del lago di Vico
Il Decreto
legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001, modificato e integrato con successivo D.
Lgs. 27/02, disciplina la qualita' delle acque potabili destinate al consumo
umano garantendone la salubrita' e la pulizia.
Il valore
limite ammesso da questo Decreto per lArsenico nelle acque
destinate a consumo umano e' di 10 microgrammi/litro e solo per continue deroghe regionali e' stato innalzato
a 50 microgrammi/litro per i Comuni dellAlto Lazio appartenenti allAto1
- Lazio.
Larsenico
in considerazione della
sua cancerogenicita' e tossicita' e della possibile interazione con le altre
sostanze tossiche derivanti dal degrado e dallinquinamento del lago
di Vico, dovrebbe essere monitorato con una frequenza di sicuro maggiore
rispetto a quanto fatto finora e secondo quanto prescritto e disposto dal D. Lgs. 31/2001 allart.
8 comma 1, che, in situazioni di criticita' delle acque, impone di aumentare i
controlli rispetto a quelli effettuati di routine in modo tale da
garantire la significativa rappresentativita' della qualita' delle acque
distribuite durante l'anno, nel rispetto di quanto stabilito dall'allegato II.
I recenti
dati che hanno evidenziato la presenza nelle acque del lago di Vico di valori
elevati di Arsenico (As) e di altre sostanze tossiche e cancerogene di norma
estranee alle acque del lago quali: Mercurio, Idrocarburi Policiclici Aromatici
(IPA), e nei suoi sedimenti alte concentrazioni di Arsenico - 647 mg/kg SS
(valore soglia 20 mg/kg SS) -, Cadmio - 12 mg/kg SS (valore soglia 2 mg/kg SS)
-, e Nichel - 566 mg/kg SS (valore soglia 120 mg/kg SS) - costituiscono unulteriore
e seria preoccupazione per le possibili conseguenze sanitarie e ambientali.
E
del tutto evidente inoltre che devono essere indagate ed individuate
provenienza e responsabilita' per le sostanze tossiche e
cancerogene rilevate nel lago di Vico che di norma sono estranee agli
ecosistemi lacustri.
LIsde
ritiene necessario ed urgente, anche in considerazione degli elementi tossici
rilevati nei sedimenti del lago, un monitoraggio piu' frequente di tutte le sostanze tossiche che
possano essere presenti nelle acque destinate a consumo umano, in quanto esiste
la possibilita' che gli elementi inquinanti presenti nei sedimenti possano
essere mobilizzati e captati dalle prese degli acquedotti comunali anche in
concentrazioni dannose per la salute soprattutto se il livello delle acque del
lago dovesse essere ridotto.
E
inoltre un dato scientificamente acquisito che piu' elementi tossici e/o
cancerogeni possono determinare rischio e danno alla salute con meccanismi di interazione ed
amplificazione diversi da quello della sola e semplice sommazione delle diverse
concentrazioni dei singoli elementi nocivi.
Relativamente
allArsenico, presente nelle acque e nei sedimenti del lago di
Vico, e' noto che l
Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.) classifica questo
elemento come cancerogeno certo di classe 1 e lo pone in diretta correlazione
con diverse patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone,
della vescica, del rene
e della cute.
Lassunzione
cronica di Arsenico e' indicata da numerosissimi studi scientifici quale
responsabile anche di patologie cardiovascolari
(in particolare della malattia del piede nero - black foot disease
per compromissione della
vascolarizzazione periferica); di
neuropatie periferiche; di diabete di tipo 2; di lesioni cutanee
(iperpigmentazione ed ipopigmentazione, cheratosi); di disturbi della sfera
riproduttiva e malattie ematologiche.
LIsde
torna quindi a ribadire la necessita' di un monitoraggio che sia effettuato con maggiore
frequenza e su un piu' largo e
rappresentativo numero di fonti e punti di distribuzione rispetto a
quanto fatto in passato e rispetto al numero minimo di controlli previsti in
condizioni di routine in aree non sottoposte a provvedimenti di deroga.
*
Linformazione
ai cittadini
LIsde,
come previsto dal Decreto Legislativo del 2 febbraio 2001 n. 31, torna a chiedere la convocazione di assemblee
pubbliche, nelle quali i dirigenti del Dipartimento di prevenzione - Servizio igiene e
sanita' pubblica della Asl di Viterbo, dellArpa Lazio - sezione
di Viterbo insieme ai Sindaci delle due amministrazioni comunali, informino i
cittadini sulle problematiche ambientali del lago di Vico e sulle possibili conseguenze sanitarie che ne possono
derivare.
E
necessario convocare queste assemblee anche per rispondere alla motivata e
crescente preoccupazione dei cittadini di Caprarola e Ronciglione e per dare
consigli ed istruzioni per un corretto utilizzo dellacqua
teso a ridurre il rischio sanitario in attesa di interventi risolutivi e
definitivi.
*
Conclusioni
Il lago di
Vico e' una risorsa idrica fondamentale per lintero territorio
viterbese oltre ad essere unarea di inestimabile valore paesaggistico,
naturalistico ed economico per le tante attivita' legate al turismo.
Il suo
attuale inquinamento e degrado sono anche la conseguenza di quella stessa
mancanza di legalita' e senso di responsabilita' che ha generato e continua a
generare disastri ambientali e sanitari in tante parti dItalia.
Il lago di
Vico deve essere subito protetto, tutelato e risanato e questo e' possibile,
come indicato in piu' occasioni dallIsde, attraverso luso
di specifiche tecnologie di bonifica, interventi mirati di studio, monitoraggio
e leliminazione di ogni fonte di inquinamento.
LIsde
chiede un impegno concreto e collegiale perche' si arrivi rapidamente ad una soluzione positiva di questa
vicenda nellinteresse della collettivita' e per il pieno rispetto
delle vigenti disposizioni di legge in materia ambientale e sanitaria e per la
tutela del diritto alla salute per tutte le persone e in particolare per i bambini.
*
dottoressa
Viterbo, 24
maggio 2010
Per
comunicazioni: dottoressa
4.
RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI
VITERBO E S'IMPEGNA PER
Per
informazioni e contatti: Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti: e-mail:
info@coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per
contattare direttamente la portavoce del comitato,
Per ricevere
questo notiziario: nbawac@tin.it
===================
COI PIEDI
PER TERRA
===================
Supplemento
de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore
responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel.
0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Numero 258
del 10 giugno 2010
Per ricevere
questo foglio e' sufficiente cliccare su:
nonviolenza-request@peacelink.it?subject=subscribe
Per non
riceverlo piu':
nonviolenza-request@peacelink.it?subject=unsubscribe
In
alternativa e' possibile andare sulla pagina web
http://web.peacelink.it/mailing_admin.html
quindi
scegliere la lista "nonviolenza" nel menu' a tendina e cliccare su
"subscribe" (ed ovviamente "unsubscribe" per la
disiscrizione).
L'informativa
ai sensi del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 ("Codice in
materia di protezione dei dati personali") relativa alla mailing list che
diffonde questo notiziario e' disponibile nella rete telematica alla pagina
web:
http://italy.peacelink.org/peacelink/indices/index_2074.html
Tutti i
fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono
essere consultati nella rete telematica alla pagina web:
http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
L'unico
indirizzo di posta elettronica utilizzabile per contattare la redazione e':
nbawac@tin.it