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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in
cammino"
Numero 237 del 12 ottobre 2009
In questo numero:
1. Con la Costituzione della Repubblica Italiana
contro il dissennato e illegale incremento del trasporto aereo
2. Associazione "Respirare": Ciampino,
Fiumicino, Frosinone, Viterbo. La stessa lotta per ambiente, salute, diritti
3. Peppe Sini: La grande truffa. E un'opinione di
Aristotele
4. Un incontro di studio a Viterbo su
"Nonviolenza e difesa dell'ambiente. Il caso di studio dell'Alto
Lazio"
5. Ancora arricchito il sito
www.coipiediperterra.org
6.
7. Serena Corsi: Il biodiesel che affama
8. Elena Gerebizza: Il clima a Bangkok
9. Piersandro Vanzan presenta "La signora di
Narmada" di Marina Forti (2005)
10. Per contattare il comitato che si oppone al
mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo
1. EDITORIALE. CON
In varie localita' italiane in cui si trovano
aeroporti o che sono minacciate dalla costruzione di nuovi scali stanno
sorgendo movimenti della societa' civile che si impegnano per difendere
l'ambiente, la salute, la legalita', la propria terra, la propria vita ed
insieme la biosfera dell'intero pianeta e i diritti delle generazioni future.
Questi movimenti fanno leva su rilevanti valori culturali,
morali e civili, e difendono fondamentali diritti.
Valori e diritti riconosciuti dalla Costituzione
della Repubblica Italiana, che ancora una volta e' un basilare punto di
riferimento per contrastare le lobbies speculative, rapinatrici, avvelenatrici
e onnidistruttive dei nuovi vandali.
In particolare l'articolo 8, comma secondo, che
stabilisce che la Repubblica "Tutela il paesaggio e il patrimonio storico
e artistico della Nazione"; e l'articolo 32, comma primo, che stabilisce
che "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto
dell'individuo e interesse della collettivita'...".
L'evidenza scientifica, la dottrina giuridica, la
consapevolezza morale, l'impegno civile cooperano affinche' sempre piu' persone
prendano coscienza della necessita' ed urgenza di ridurre il trasporto aereo e
di non costruire nuovi scellerati, insensati ed illegali mega-aeroporti.
2. RIFLESSIONE. ASSOCIAZIONE
"RESPIRARE": CIAMPINO, FIUMICINO, FROSINONE, VITERBO.
Le popolazioni di varie localita' del Lazio sono
impegnate in difesa di ambiente, salute e diritti, contro il disastro ecologico
e sanitario provocato dal dissennato incremento del trasporto aereo.
La lotta per la riduzione drastica ed immediata
dell'eccesso di voli a Ciampino; la lotta contro l'ampliamento dell'aeroporto
di Fiumicino; la lotta contro la realizzazione di illegali mega-aeroporti a
Frosinone e Viterbo, sono un'unica lotta che vede alleate tra loro le
popolazioni di quei territori in difesa del bene comune, contro attivita'
speculative, nocive per la salute, distruttive per il territorio, incompatibili
con i diritti dei cittadini e con le leggi che quei diritti tutelano.
Difendendo il proprio territorio e la propria
salute i cittadini che si impegnano per la riduzione del trasporto aereo e in
difesa di ambiente, salute e legalita', contribuiscono anche all'impegno
globale in difesa dell'ecosistema, poiche' il trasporto aereo contribuisce in
ingente misura all'"effetto serra" che costituisce la minaccia
maggiore alla vivibilita' del pianeta per il genere umano.
L'associazione "Respirare" e' solidale
con le popolazioni e con i comitati di esse consapevoli espressioni che si
stanno battendo per la vivibilita' del mondo, per i diritti dell'umanita'
presente e delle generazioni future, per un modello di sviluppo
eco-equo-solidale e nonviolento, basato su criteri di giustizia e di rispetto
per l'ambiente e per le persone.
3. RIFLESSIONE. PEPPE SINI:
Persone solitamente dotate di buonsenso, ed anche
alcuni cari vecchi amici, continuano a bersi la grande menzogna del
mega-aeroporto che portera' l'Eldorado a Viterbo.
Ed e' una spina nel cuore vederli cosi' turpemente
ingannati e sentirli ripetere pappagallescamente le scempiaggini che la lobby
speculativa che vuole realizzare un'opera criminale ha versato nelle loro
orecchie come il veleno nel regicidio fratricida dell'Amleto.
*
Sara' forse opportuno allora, a beneficio di
questi cari vecchi amici, ripristinare la verita' dei fatti.
Che, a dirla in poche parole, e' semplicemente la
seguente:
1. Il mega-aeroporto nell'area termale del
Bulicame a Viterbo e' irrealizzabile e fuorilegge poiche' le leggi in vigore
proibiscono di distruggere un sito di immenso valore naturalistico,
storico-culturale e terapeutico per realizzarvi un'opera irreversibilmente
devastatrice;
2. Il mega-aeroporto nell'area termale del
Bulicame a Viterbo e' irrealizzabile e fuorilegge poiche' collocandosi a
ridosso di popolosi quartieri della citta' provocherebbe un vero e proprio
disastro sanitario per la popolazione con l'enorme inquinamento prodotto;
3. Il mega-aeroporto nell'area termale del
Bulicame a Viterbo e' irrealizzabile e fuorilegge poiche' aggredendo
pesantissimamente ambiente e salute implicherebbe un danno catastrofico
all'agricoltura, al turismo, alla valorizzazione dei beni ambientali e
culturali, al termalismo;
4. Il mega-aeroporto nell'area termale del
Bulicame a Viterbo e' irrealizzabile e fuorilegge poiche' provocherebbe il
collasso della rete infrastrutturale dell'Alto Lazio, mentre e' invece della
massima urgenza potenziare le ferrovie;
5. Il mega-aeroporto nell'area termale del
Bulicame a Viterbo e' irrealizzabile e fuorilegge poiche' costituirebbe un
gigantesco criminale sperpero di soldi pubblici per un'opera totalmente a danno
del territorio e della popolazione.
*
Questi i nudi fatti, se si vuol restare fedeli a
quell'amica che - a quanto si narra - Aristotele sentiva ancor piu' amica
dell'amato maestro Platone: amicus Plato, sed magis Veritas.
Il mega-aeroporto e' un crimine ed una follia; e
gli interessati imbroglioni che mentendo e mestando continuano a propugnarne
l'illegale e insensata realizzazione, la nociva e distruttiva realizzazione,
pongano mente al fatto che giorno verra' che delle loro male parole e delle
loro male azioni dovranno rispondere non solo alla propria coscienza, non solo
ai cittadini tutti, ma verosimilmente finanche in una corte di giustizia. C'e'
sempre un giudice a Berlino.
4. INCONTRI. UN INCONTRO DI STUDIO A VITERBO SU
"NONVIOLENZA E DIFESA DELL'AMBIENTE. IL CASO DI STUDIO DELL'ALTO
LAZIO"
[Riproponiamo il seguente comunicato gla' apparso
nelle "Notizie minime della nonviolenza in cammino"]
Si e' svolto nel pomeriggio del 7 ottobre a
Viterbo, presso la sede del Centro di ricerca per la pace, un incontro di
studio su "Nonviolenza e difesa dell'ambiente. Il caso di studio dell'Alto
Lazio", cui hanno partecipato giovani e studenti.
L'incontro, che proseguiva ed approfondiva alcuni
aspetti della riflessione avviata col precedente incontro di studio del 2
ottobre (in occasione della Giornata internazionale della nonviolenza promossa
dall'Onu), ha esaminato alcune iniziative di mobilitazione democratica e
popolare in difesa dell'ambiente e della salute caratterizzate da un approccio
nonviolento, iniziative che hanno avuto luogo nell'Alto Lazio dagli anni '70 ad
oggi (e alcune delle quali sono tuttora in corso); particolarmente:
l'opposizione al nucleare a Montalto, l'opposizione alla Supercassia, l'esperienza
del movimento "no coke", l'iniziativa contro il mega-aeroporto a
Viterbo.
Nel corso dell'incontro e' stato messo in rilievo
come la scelta teorica e pratica della nonviolenza costituisca l'elemento
decisivo delle esperienze di impegno civile in difesa del bene comune e dei
diritti di tutti.
Ai partecipanti all'incontro sono state messe a
disposizione anche alcune dispense e pubblicazioni utili per l'approfondimento.
5. MATERIALI. ANCORA ARRICCHITO IL SITO
WWW.COIPIEDIPERTERRA.ORG
E' stato nuovamente aggiornato ed ampliato con
ulteriori materiali il sito del comitato che si oppone alla realizzazione del
mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in
difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti:
www.coipiediperterra.org
*
Con l'inserimento degli ultimi fascicoli del
notiziario "Coi piedi per terra" e' cosi' consultabile nel sito un
vasto archivio di materiali: sia sulle ragioni dell'opposizione all'illegale e
devastante mega-aeroporto a Viterbo, e piu' complessivamente al dissennato
incremento del trasporto aereo; sia anche sui temi dell'ambientalismo
scientifico e dell'impegno ecologista in una prospettiva nonviolenta,
equosolidale, di pace e di giustizia.
Nel sito e' disponibile anche una sezione di
documentazione fotografica; sezioni specifiche che presentano comunicati,
relazioni, interviste, bibliografie e sitografie; link utili e siti amici;
un'ampia cronologia delle attivita' svolte; una sezione in lingua inglese.
Di particolare rilevanza e' l'ampia sezione di
testi di studio, che presenta anche opere integrali di Gunther Anders, Piero
Calamandrei, Aldo Capitini, Susan George, Martin Luther King, Alexander Langer,
Primo Levi, Giulio A. Maccacaro, Jean-Marie Muller, Vandana Shiva, ed ancora altre
autrici ed altri autori.
6. CARTEGGI.
Alla Garante Regionale del Servizio Idrico
Integrato
E per opportuna conoscenza: al Prefetto di
Viterbo, al Direttore generale della Asl di Viterbo, al Direttore sanitario
della Asl di Viterbo, al Presidente della Provincia di Viterbo, al Presidente
della Giunta Regionale del Lazio, ai responsabili dell'Ato Vt-1, all'Assessore
all'ambiente della Provincia di Viterbo, all'Assessore all'ambiente della
Regione Lazio, all'Assessore alla sanita' della Regione Lazio, all'Arpa Lazio
sezione di Viterbo, al Dipartimento di prevenzione - Servizio igiene e sanita'
pubblica della Asl di Viterbo, al Dipartimento di prevenzione - Servizio igiene
e sanita' pubblica - sezione 4 di Vetralla della Asl di Viterbo, al Sindaco di
Caprarola, al Sindaco di Ronciglione
Oggetto: richiesta intervento per la tutela della
salubrita' e potabilita' delle acque del lago di Vico
Egregia garante,
come a lei gia' noto, il lago di Vico fornisce per
la quasi totalita' le acque destinate a consumo umano nei comuni di Ronciglione
e Caprarola.
Le acque di
questo lago oltre a presentare valori elevati di arsenico, un elemento classificato
come cancerogeno di classe 1 dalla Agenzia internazionale di ricerca sul cancro
(Iarc) e quindi potabili solo in virtu' di deroghe ai valori considerati
accettabili per la salute umana, sono da qualche anno anche interessate da un
periodico ed intenso fenomeno di fioriture dell'alga Plankthotrix rubescens
detta comunemente alga rossa.
Quest'alga produce una microcistina classificata
anch'essa dall'Iarc come elemento cancerogeno di classe 2 B.
La nostra sezione di Viterbo dell'Associazione
italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the
Environment - Italia) ha piu' volte segnalato agli Enti preposti la preoccupazione per questa
situazione di possibile rischio sanitario determinato sia dall'assunzione di
acqua contaminata che dal consumo alimentare di specie ittiche lacustri, ed ha
richiesto notizie circa gli interventi posti in essere da questi stessi Enti
per la tutela della salute, dell'ambiente, e per il ripristino delle piu'
idonee condizioni ambientali per l'intero ecosistema del lago.
Il 20 gennaio 2009 abbiamo promosso un incontro
sul tema "Le problematiche generali dell'ecosistema del lago di Vico in
relazione alla potabilita' e salubrita' delle sue acque". A questo
incontro hanno preso parte
Queste soluzioni consistono:
- nel monitoraggio piu' intenso e costante dello
stato delle acque, della flora e della fauna;
- nel piu' corretto ed appropriato uso dei
potabilizzatori degli acquedotti comunali, che devono essere dotati di sistemi
e filtri adatti ad eliminare i diversi e possibili inquinanti, come l'arsenico,
i pesticidi e la tossina prodotta dell'alga rossa;
- nell'avvio immediato delle piu' corrette
pratiche agricole che prevedano la riduzione sostanziale dell'uso di
fertilizzanti e fitofarmaci nelle coltivazione agricole intorno al lago in
quanto nutrienti dell'alga rossa;
- nell'eliminazione di eventuali scarichi fognari
abusivi;
- in uno studio di fattibilita' per lo scavo di
pozzi che potrebbero, con l'ausilio degli impianti di dearsenificazione,
fornire acqua di piu' sicura salubrita' e qualita' ai due Comuni.
Dati recenti dell'Arpa-Lazio, sezione di Viterbo,
e del dipartimento di Ecologia dell'Universita' della Tuscia, documentano il
gravissimo peggioramento delle condizioni delle acque del lago di Vico e il
persistere delle periodiche fioriture dell'alga rossa Plankthotrix rubescens.
In considerazione di questi dati abbiamo richiesto
Al Dipartimento di prevenzione - Servizio igiene e sanita' pubblica della Asl
di Viterbo e Al Dipartimento di prevenzione - Servizio igiene e sanita'
pubblica - sezione 4 di Vetralla della Asl di Viterbo di conoscere come e in
quali modi sono state garantite e saranno garantite ed intensificate tutte le fasi
di monitoraggio della microcistina e di altri elementi potenzialmente nocivi
nelle acque destinate a consumo umano e
con quale cadenza saranno verificati i
necessari ed ulteriori processi di potabilizzazione presso gli acquedotti
comunali in ragione anche della preannunciata declassificazione delle acque del
lago.
Sempre a questi due Dipartimenti abbiamo fatto
richiesta di copia, a partire dall'anno 2004, dei verbali di prelievo e di
ispezione alle centrali di potabilizzazione degli acquedotti comunali di
Caprarola e Ronciglione e di copia di tutta della documentazione correlata.
Al momento non abbiamo ancora ricevuto risposta a
queste richieste formulate rispettivamente in data 16 luglio 2009 e 21 agosto
2009.
Solo recentemente nel comune di Ronciglione sono
stati effettuati dei lavori di adeguamento dei potabilizzatori proprio per le
problematiche sopra riportate, e in data 28 agosto 2009 abbiamo fatto richiesta
della relazione tecnica relativa ai lavori eseguiti presso l'acquedotto
comunale e delle verifiche tecnico-qualitative degli impianti; anche a questa
richiesta non e' ancora stata data risposta.
Questa mancanza d'informazioni accresce lo stato
di preoccupazione circa la tutela della salute dei cittadini che utilizzano le
acque del lago e ha sollecitato anche un'interrogazione parlamentare presentata
in data 25 settembre 2009.
In considerazione di quanto sopra esposto le
chiediamo quali interventi opportuni ha posto in essere o intende porre in
essere per garantire e verificare per quanto e' di sua competenza che le acque
destinate a consumo umano e distribuite nei comuni di Ronciglione e Caprarola
siano pulite, salubri e potabili, e quale esito abbia avuto la sua richiesta
d'informazioni e chiarimenti circa la situazione delle acque del lago di Vico
formulata in data 13 giugno 2008 n. prot. 2062/SP.
In attesa di un cortese riscontro, si inviano
distinti saluti,
dottoressa
Viterbo, 5 ottobre 2009
*
In allegato:
1) Proposte di intervento dell'Associazione
Italiana medici per l'ambiente sezione di Viterbo per il risanamento
dell'ecosistema del lago di Vico e per la qualita' e salubrita' delle sue acque
destinate a consumo umano.
2) Richiesta dei verbali di prelievo e d'ispezione
alle centrali di potabilizzazione degli acquedotti comunali di Caprarola e
Ronciglione e della documentazione correlata (16 luglio 2009).
3) Richiesta d'informazioni relative ai
provvedimenti predisposti dalla Asl di Viterbo per tutelare la qualita' e
salubrita' delle acque del lago di Vico che vengono utilizzate per uso umano
(21 agosto 2009).
4) Richiesta
della relazione tecnica relativa ai lavori eseguiti presso l'acquedotto
comunale di Ronciglione e delle
verifiche tecnico-qualitative degli impianti (28 agosto 2009).
5) Interrogazione parlamentare a risposta scritta dell'on. Domenico
Scilipoti al Ministro del Welfare e al Ministro dell'Ambiente (25 settembre
2009).
7. TERRA. SERENA CORSI: IL BIODIESEL CHE AFFAMA
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 7
ottobre 2009 col titolo "Il biodiesel che affama"]
Kilimo Kwanza, "agricoltura prima di
tutto". Il governo della Tanzania ha battezzato cosi' il suo nuovo
programma per una "rivoluzione verde", nel paese in cui l'80% della
popolazione vive in aree rurali - il paese della ujamaa, parola che significa
famiglia allargata e indica il concetto-base del "socialismo rurale"
lanciato da Julius Nyerere negli anni '60, un'idea di sviluppo incentrato sulla
comunita'. Ma la "rivoluzione verde" di cui parlano oggi i dirigenti
tanzaniani non ricorda il collettivismo rurale alla Nyerere. Ruota attorno al
progetto di importare tecnologia agricola a basso prezzo, principalmente dalla
Cina. Si potrebbe pensare che questo servira' a sostenere l'agricoltura
familiare e assicurare l'indipendenza alimentare ai tanzaniani, che dipendono
da una buona stagione delle piogge per non morire di fame. Ma c'e' da
dubitarne. Con ogni probabilita' si tratta, piuttosto, di un'iniziativa nel
quadro della campagna che il governo sta portando avanti gia' da qualche anno a
favore degli agrocombustibili, in particolare jatropha (pianta delle
euphorbiacee diffusa in aree tropicali: dai suoi semi oleosi si puo' produrre
un carburante diesel) e canna da zucchero (da trasformare invece in etanolo).
La campagna e' aggressiva, ai coltivatori spesso sono date solo due
alternative: convertire tutta la propria coltivazione in agrocombustibili o
andarsene. Tanto che sarebbero gia' migliaia i contadini sgomberati o a rischio
sgombero per far posto alle coltivazioni intensive, secondo quanto denunciano
due associazioni, Envirocare e gli autori dello studio "Impact of Jatropha
in Tanzania". Sembra infatti che sul paese si stiano buttando numerose
aziende estere, in cerca di terre fertili e di una legislazione morbida in
materia fiscale con gli stranieri come e' quella tanzaniana (che per questo si
e' addirittura attirata le critiche dei vicini Kenya e Uganda).
Nel suo programma elettorale per l'anno prossimo,
il governo si limita a spiegare che l'energia prodotta servira' a migliorare il
lavoro della popolazione rurale. Non sarebbe male, visto che a causa della
siccita' dello scorso anno un milione di persone oggi rischia la carestia e
dipende dagli aiuti internazionali. Ma le piante con cui si producono gli
agrocarburanti richiedono per crescere grandi quantita' d'acqua, in una regione
sul filo della sete.
Intanto il Tanzania Investment Centre, l'ente
governativo che cerca e promuove gli investimenti stranieri, ha calcolato che
25 milioni di ettari sono potenzialmente coltivabili a agrocombustibili: vi
rientrano tutte le terre considerate improduttive, ma la definizione e' labile
- possono anche rientrarvi terre potenzialmente produttive ma coltivate a
conduzione familiare e senza mezzi. Insomma, la stima di quest'ente governativo
e' una strizzata d'occhio alle aziende gia' presenti (come la D1 Tanzania Ltd,
sussidiaria locale della britannica Uk D1),
8. TERRA. ELENA GEREBIZZA: IL CLIMA A BANGKOK
[Dal quotidiano "Il manifesto" dell'8
ottobre 2009 col titolo "Un clima positivo"]
A Bangkok la seconda settimana di negoziato sul
clima, in vista dell'incontro ministeriale di dicembre a Copenaghen, si e'
aperta con una grande protesta di coloro i quali in Asia soffrono sulla propria
pelle gli impatti dei cambiamenti climatici. Lunedi' scorso migliaia di persone
hanno marciato per le strade della capitale della Thailandia chiedendo
giustizia climatica e una profonda trasformazione del sistema economico che ci
ha portato a questa situazione di crisi. C'erano rappresentanti di
organizzazioni contadine, di pescatori, popoli indigeni, raccoglitori di
immondizia, donne, giovani da tutti il Paese, ma anche da India, Pakistan,
Nepal, Cina, Filippine, Indonesia, Corea del Nord, Giappone, Vietnam. Tutti
uniti nella grande coalizione dei popoli asiatici "Climate Justice
Now!" che riunisce attorno ai principi di giustizia economica, sociale e
climatica diverse centinaia di reti e organizzazioni di base di tutto il mondo.
Migliaia di voci unite in solidarieta' a quelle dei diversi rappresentanti
internazionali che dall'Africa, dall'America Latina, ma anche da Europa e Usa
sono giunti qui a Bangkok per discutere assieme di sicurezza alimentare,
diritto alla terra, all'acqua, all'accesso alle risorse naturali, all'energia e
ai servizi di base. Questioni centrali connesse al problema climatico ma tutte
escluse dal negoziato. La manifestazione e' stata preceduta infatti da un
grande forum con oltre 500 persone dalle comunita' di base di tutta la
Thailandia, dove si e' parlato di sicurezza alimentare e giustizia economica e
sociale, e delle violazioni dei diritti delle comunita' intrinseche al modello
economico e di sviluppo dominante, incentrato sull'estrazione di combustibili
fossili e sulla costruzione di mega-infrastrutture, ma anche su un modello di
produzione agricola di larga scala e per l'esportazione estremamente energivora
e insostenibile.
Nel corso della settimana ha avuto luogo anche un
forum delle alternative, dove rappresentanti delle diverse organizzazioni e
movimenti per la giustizia climatica, tra cui l'italiana Crbm, hanno discusso
gli aspetti cruciali della finanza per il clima e della responsabilita' storica
che i governi delle grandi economie industrializzate (principalmente Europa e
Usa) hanno verso i Paesi del Sud, delle colpe della Banca Mondiale per il suo
sostegno all'industria estrattiva, e del debito ecologico e climatico - ossia
derivato dall'utilizzo sproporzionato dello spazio atmosferico dai cittadini
degli Stati sviluppati, a svantaggio di quelli del Sud - di cui oggi il Sud
chiede la restituzione.
Questioni di giustizia che vanno molto al di la'
di quanto si trova al momento sul tavolo del negoziato sul clima. Specie dopo
il grave arretramento dell'Unione Europea, oggi disposta a riduzioni delle
emissioni interne davvero ridicole, comprese tra l'11 e il 18%, molto meno di
quanto discusso precedentemente e dei livelli richiesti dalla comunita'
scientifica internazionale (si parla di una riduzione necessaria del 45% entro
il 2020 rispetto ai livelli del 1990, per evitare che la temperatura del
pianeta aumenti di piu' di 2 gradi). Inoltre, meno della meta' di queste
emissioni saranno reali: il resto viene affidato al mercato dei crediti di
carbonio e alla realizzazione di progetti spesso di dubbia efficacia fuori
dall'Europa, che di fatto permettono al mondo della finanza di speculare sulla
compravendita di una merce virtuale come le riduzioni di emissioni di carbonio
in atmosfera. Business as usual quindi, di cui approfittano banche e grandi
imprese inquinanti. E se il negoziato a Copenaghen fallisce, non crediamo a chi
dira' che e' per colpa della Cina.
9. LIBRI. PIERSANDRO VANZAN PRESENTA "
[Da "Vita pastorale", n. 11, novembre
2005, col titolo "Gli sfollati ambientali nel sud del mondo. Le lotte dei
poveri e le rapine dei ricchi" e il somario "Un volume recente, ben
documentato e scritto con grande abilita' giornalistica, mette a nudo le
responsabilita' delle multinazionali nel proseguire un ben architettato piano
di depauperamento di intere aree geografiche. Enormi i danni, accuratamente
registrati, all'ambiente e alle popolazioni residenti. E' l'altra faccia del
progresso nel 'villaggio globale', che occorre guardare con interesse e meno
distrattamente"]
Chi non vuole essere turbato, desiderando stare
"in pace" a qualunque costo, rifiutandosi di vedere l'altra faccia
del progresso nel "villaggio globale", non legga l'opera della
giornalista Marina Forti (1). Essa infatti descrive come, in mezzo a scenari di
guerra continua, intere popolazioni sono costrette a lasciare terre e case per
fare spazio a dighe, oleodotti, miniere che, nella maggior parte dei casi, non
favoriscono il bene comune ma provocano nuovi disastri e conflitti.
Purtroppo la gran parte delle storie terribilmente
reali che leggiamo nel libro, simili eppur vissute in zone lontane tra loro - a
confermare la globalizzazione del fenomeno -, generalmente sono trascurate dai
mass media. Forse perche' le vittime, che poi sono anche i protagonisti,
appartengono a quel Terzo mondo che spesso ci limitiamo a compatire, senza
voler realmente comprendere ne', tanto meno, riflettere sul "che
fare" alternativo.
Nato da anni di ricerche ed esperienze sul campo,
il volume racconta 25 storie (2): frammenti di realta' molto piu' complesse, ma
anche strumento efficace per avvicinare le vicende storiche di quei Paesi,
esplorandone non soltanto i conflitti, ma le ragioni delle parti in causa
(vincitori e vinti). Eccoci allora in Nigeria tra le donne di Ugborodo,
villaggio nello Stato del delta, che nell'estate del 2002 nottetempo occupano
la piattaforma di Escravos (appartenente alla Compagnia petrolifera Chevron
Texaco) per ottenere, in cambio dell'annientamento delle risorse naturali
dovuto al petrolio e all'espropriazione delle terre, almeno elettricita',
acqua, una scuola e le case: di fatto loro concesse con un accordo.
Non sempre pero' le iniziative vanno a buon fine,
come dimostra l'uccisione dello scrittore Ken Saro-Wiwa, leader del movimento
popolare degli Ogoni contro la devastazione prodotta dai pozzi petroliferi
della Royal Dutch Shell nelle terre nigeriane. Prima dell'impiccagione aveva
fatto appello "a tutta la gente del delta ad alzarsi e lottare senza paura
e in modo pacifico per i propri diritti". Risultato: ancor oggi,
"nelle regioni petrolifere del delta continua la violenza contro le
persone e contro l'ambiente, continuano la militarizzazione e
l'oppressione" (p. 21 sg.), perche' mentre i proventi del petrolio vanno
alle compagnie, alle regioni produttrici e a coloro che le abitano non resta
che terra sterile, inquinamento, liquido nero che scivola accanto alle loro
case senza lasciare alcun beneficio.
*
Come si uccide un grande fiume
Circa l'acqua mal utilizzata, la Forti racconta
del Mekong, la cui storia recente dimostra che "si puo' uccidere un grande
fiume, moltiplicando i conflitti politici e umani lungo il suo corso" (p.
60) mediante disboscamenti illegali, dighe costruite per produrre energia
idroelettrica, progetti per trasformarlo in una sorta di autostrada acquatica.
Le vittime del "progresso" sono di nuovo le popolazioni che, anziche'
avere dei benefici, hanno visto svanire le risorse naturali - in questo caso il
pesce - indispensabili alla sopravvivenza.
Spostandoci nella valle del fiume Narmada, India
centrale, troviamo la costruzione della diga di Sardar Sarovan, che costringe
migliaia di persone ad abbandonare le proprie case, seppellite dall'acqua dei
laghi artificiali, fino a quando
Ma anche in questo panorama desolante troviamo
un'eccezione, chiamata Bilgaon: dodici gruppi di case che hanno visto la luce
delle lampadine non grazie a una diga, ma al terrapieno alto due metri
costruito dagli abitanti del villaggio con alcuni aiuti esterni. Medha Patkar
e' convinta che le attivita' di ricostruzione, basate sulla partecipazione
delle comunita', siano l'altra faccia della resistenza contro le dighe, sicche'
"energia, gestione dell'acqua, agricoltura e produzione forestale, posti
di lavoro, istruzione, salute" (p. 74) risultano gli elementi che possono
portare al cambiamento, il mezzo che ha permesso al movimento di Narmada di
ottenere rispetto e legittimazione politica.
Non solo quindi moltitudini di persone che
agiscono in maniera unitaria e organizzata per difendere le terre e i propri
diritti, ma uomini e donne in gruppo che producono alternative reali e
concrete, progetti funzionanti e sostenibili volti a creare un progresso legato
al territorio e a quella realta' locale che le multinazionali neanche prendono
in considerazione.
*
La base dello sviluppo e' il sapere
Altro esempio di queste alternative lo troviamo
nel Burkina Faso, dove Hamidou Ouedraogo ha riunito nel gruppo Song Taaba
("aiutiamoci tra noi") la gente del suo villaggio, al fine di
cambiare la situazione proprio coltivando meglio le terre. "Ora ciascuno
sa che lo sviluppo del suo villaggio comincia da lui. Abbiamo anche imparato che
per lottare contro la poverta' ci vuole accesso alla conoscenza.
Alfabetizzazione, formazione. Tutti abbiamo compreso che la base dello sviluppo
e' il sapere" (p. 166).
Ma eccoci nei cieli dell'Indonesia, offuscati nel
1997 da una fitta foschia. Non si trattava pero' dei normali fumi dovuti
all'incendio delle sterpaglie, che generalmente si dissolvono con l'arrivo
delle piogge. Questa volta l'haze si espandeva a vista d'occhio fino a toccare
parte delle Filippine e della Thailandia. Le foto satellitari mostravano chiazze
rosse in continuo aumento, tanto da rendere lampante la verita' stampata su
quelle immagini: era l'incendio di grandi estensioni di terreno: ossia
deforestazione su scala industriale.
Ogni anno due milioni di ettari di foresta
indonesiana vengono tagliati o "convertiti" in piantagioni di alberi
a crescita rapida, il verde scompare e insieme ad esso anche i villaggi e le
popolazioni, come i dayak, che da sempre hanno abitato nella foresta. Un danno
incalcolabile, che lascia "devastazione ambientale, conflitti sociali e
fumo" (p. 85). Ne' sta meglio l'Angola, dove il conflitto esterno e
interno e' finanziato da una risorsa preziosa: i diamanti.
*
Una ricerca che semina miseria
Nella Repubblica democratica del Congo il bene
prezioso e' il coltan che, indispensabile per l'industria elettronica avanzata
(dai telefoni cellulari fino ai computer di bordo dei jet), viene estratto con
fatica dai cercatori e richiede il disboscamento di ampie zone. La sua ricerca
ha procurato "una diffusa distruzione dell'agricoltura e devastanti
effetti sociali, con numerose situazioni molto vicine alla schiavitu'" (p.
127).
E poi ci sono i Masai (Tanzania del nord) che,
cacciati ai confini del loro territorio, ormai trasformato nella Mkomazi Game
Riserve, dicono: "Noi non sappiamo cosa mangeremo domani, e Tony Fitzjohn
(il proprietario della riserva naturale) getta carne ai suoi animali selvaggi,
compresi i cani. Poco a poco, i Masai sono deprivati delle loro terre in nome
della conservazione. Cosi' temo che ci estingueremo" (p. 156).
Da quanto detto - una minima parte delle vite e
storie intrecciate nella trama di questo libro, ben documentato e scritto con
grande abilita' giornalistica -, il lettore percepira' le contraddizioni del
nostro mondo: turisti occidentali che ammirano animali rari e un'etnia che
muore; alta tecnologia e popoli distrutti dai guerriglieri per finanziarla;
acqua che dovrebbe portare benessere e invece cancella villaggi come fossero di
cartone. Ci sono persone, vite e storie dentro quelle case, tradizioni lunghe e
radicate tra quegli alberi, c'e' un mondo in conflitto che perde di fronte a un
avversario spietato in quei Paesi lontani.
Ora pero' ci sono anche i tanti che, scossi dal
libro, hanno aperto gli occhi e, forse, rifletteranno meno distrattamente
sull'altra faccia del progresso nel "villaggio globale".
*
Note
1. Marina Forti, La signora di Narmada. Le lotte
degli sfollati ambientali nel sud del mondo, Feltrinelli 2004, Milano, pp. 187,
euro 12.
2. Il libro e' diviso in cinque parti: L'acqua il
petrolio e i militari; Gli sfollati dello sviluppo; I pirati delle foreste;
Assalto (armato) alle risorse; Gli alberi e la terra.
3. Come quella che ha portato l'Onu a condannare
la Banca mondiale a ritirarsi dal progetto, dopo un'indagine interna che
concluse accusando
10. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI
OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI VITERBO E S'IMPEGNA PER
Per informazioni e contatti: Comitato che si oppone
al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo,
in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti:
e-mail: info@coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del
comitato,
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COI PIEDI PER TERRA
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strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Numero 237 del 12 ottobre 2009
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