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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in
cammino"
Numero 236 del 5 ottobre 2009
In questo numero:
1. Giancarla Codrignani: Pensando al bene comune
2. Perche' uno stuolo di politicanti favoreggia la
commissione di un crimine?
3. Svicoloni
4.
5. Dal 10 al 12 ottobre a Roma incontri con i
testimoni dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki
6. Guglielmo Ragozzino: Contro l'imposizione delle
centrali nucleari le Regioni presentano ricorso alla Corte Costituzionale (1)
7. Guglielmo Ragozzino: Contro l'imposizione delle
centrali nucleari le Regioni presentano ricorso alla Corte Costituzionale (2)
8. Manuela Cartosio: Debito ecologico
9. Marinella Correggia: Salviamo i primati
10. Marina Forti: Clima
11. Fulvio Gioanetto: Antartide
12. Per contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto
di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo
1. EDITORIALE. GIANCARLA CODRIGNANI: PENSANDO AL
BENE COMUNE
[Ringraziamo Giancarla Codrignani (per contatti:
giancodri@alice.it) per questo intervento.
Giancarla Codrignani, presidente della Loc (Lega
degli obiettori di coscienza al servizio militare), gia' parlamentare,
saggista, impegnata nei movimenti di liberazione, di solidarieta' e per la
pace, e' tra le figure piu' rappresentative della cultura e dell'impegno per la
pace e
Ma quante prove vogliono gli italiani? A
Giampilieri la vita muore di frane e il governo - e non solo - pensa agli
aeroporti e alle grandi opere? e la gente comune dovrebbe continuare a
costruire senza controllo del territorio e diventare piu' o meno
consapevolmente complice degli interessi di chi dice che portano benessere e
ricchezza megaprogetti che devastano l'ambiente e danno meno lavoro che il
consolidare le opere di urbanizzazione e il produrre sistemi ecologici?
La pieta' per le vittime non puo' farci chiudere
gli occhi davanti alla responsabilita' di essere cittadini di un paese il cui
malgoverno non viene coperto da presunte fatalita', perche' - come dicono tutti
i giornali - si tratta di tragedie annunciate, che e' come dire evitabili.
Ci pensino anche i viterbesi solleticati dall'idea
dell'aeroporto e con loro tutti quelli che vogliono l'aereo sotto casa: le
opere pubbliche vanno giudicate con l'occhio di chi, pensando al bene comune,
prepara il proprio bene personale e salva il mondo.
2. EDITORIALE. PERCHE' UNO STUOLO DI POLITICANTI
FAVOREGGIA
Dopo la disamina acuta e appassionata che il primo
ottobre a Viterbo e' stata svolta dall'illustre magistrato Ferdinando
Imposimato, anche la persona piu' distratta ora sa una cosa incontrovertibile:
che il mega-aeroporto a Viterbo e' illegale.
Il grande giurista ed eroico servitore dello Stato
lo ha dimostrato con il rigore della dottrina giuridica e la chiarezza
dell'argomentazione fondata sui dati di fatto, sui documenti e sulle norme di
legge: il mega-aeroporto a Viterbo e' illegale.
*
Dimostrato che il mega-aeroporto e' un'operazione
speculativa insensata ed illegale, nociva per la salute dei viterbesi,
distruttiva di preziose risorse naturalistiche, storiche ed economiche, ebbene,
come e' possibile che vi sia ancora uno stuolo di politicanti favorevole alla
commissione di un siffatto crimine ambientale e sanitario, di una siffatta
violazione delle leggi in vigore?
Solo ignoranza? Solo irresponsabilita'? O c'e'
anche di peggio?
*
Ripetiamolo una volta di piu': la realizzazione
del mega-aeroporto avrebbe come immediate conseguenze:
a) lo scempio dell'area del Bulicame e dei beni
ambientali e culturali che vi si trovano;
b) la devastazione dell'agricoltura della zona
circostante;
c) l'impedimento alla valorizzazione terapeutica e
sociale delle risorse termali;
d) un pesantissimo inquinamento chimico, acustico
ed elettromagnetico che sara' di grave nocumento per la salute e la qualita'
della vita della popolazione locale (l'area e' peraltro nei pressi di popolosi
quartieri della citta');
e) il collasso della rete infrastrutturale
dell'Alto Lazio, territorio gia' gravato da pesanti servitu';
f) uno sperpero colossale di soldi pubblici;
g) una flagrante violazione di leggi italiane ed
europee e dei vincoli di salvaguardia presenti nel territorio.
Perche' certi politicanti ancora insistono a voler
compiere un simile misfatto?
3. LE ULTIME COSE. SVICOLONI
Un illustre magistrato come Ferdinando Imposimato
dichiara, documenti e leggi alla mano, che la realizzazione del mega-aeroporto
a Viterbo e' illegale.
Come risponde la lobby del mega-aeroporto?
Silenzio.
*
Illustri scienziati di diverse discipline (dalla
fisica alla chimica, dalla biologia alla medicina...) dichiarano che il
mega-aeroporto a Viterbo e' un delitto ambientale e sanitario.
Come risponde la lobby del mega-aeroporto?
Silenzio.
*
Illustri personalita' delle istituzioni, della
cultura, dell'impegno civile ed ecclesiale (da Luisa Morgantini a Dacia
Maraini, da Giovanni Berlinguer a padre Alex Zanotelli) si oppongono con
decisivi argomenti al mega-aeroporto a Viterbo.
Come risponde la lobby del mega-aeroporto?
Silenzio.
*
Parlamentari rappresentativi di grandi esperienze
di impegno per la legalita' come Antonio Di Pietro e Leoluca Orlando si
oppongono al mega-aeroporto a Viterbo dimostrandone l'irrealizzabilita'.
Come risponde la lobby del mega-aeroporto?
Silenzio.
*
Innumerevoli cittadini viterbesi si oppongono al
mega-aeroporto a Viterbo dimostrando che esso sara' una catastrofe per il
territorio e per la popolazione.
Come risponde la lobby del mega-aeroporto?
Silenzio.
*
Prestigiosi mezzi d'informazione - il
"Corriere della sera" con un editoriale in prima pagina del celebre
giornalista d'inchiesta Sergio Rizzo - documentano che il mega-aeroporto a
Viterbo sarebbe uno sperpero immane di soldi pubblici, una devastazione
insensata, una follia amministrativa.
Come risponde la lobby del mega-aeroporto?
Silenzio.
*
Il gatto gli ha mangiato la lingua?
Eppure di solito i prominenti arruolati nella
lobby esternano a tutto spiano, ad alzo zero, a raffica. Ma di fronte alla nuda
verita' tacciono, non replicano. Non replicano perche' non possono replicare.
Perche' anche loro sanno di avere torto. Anche loro sanno che il mega-aeroporto
a Viterbo e' un crimine ed una follia, un'opera speculativa, distruttiva,
nociva, fuorilegge.
Il ministro Pterodattilo Matteoli, il presidente
della Regione Lazio Pterodattilo Marrazzo, il presidente della Provincia di
Viterbo Pterodattilo Mazzoli e di Viterbo il sindaco del Comune Pterodattilo
Marini perdono il dono della favella, si nascondono, evitano il confronto,
svicolano.
Bella figura.
4. RIFLESSIONE.
[Il testo che segue e' il contributo predisposto
da
Il problema
Nell'ultimo decennio il trasporto aereo ha
registrato una costante crescita, soprattutto per quanto riguarda il settore
del trasporto delle merci e quello dei voli low cost, solitamente legato al
turismo definito anche "mordi e fuggi".
Solo una minima parte della popolazione mondiale
viaggia in aereo mentre le drammatiche conseguenze del surriscaldamento
climatico, derivanti anche dal trasporto aereo, si ripercuotono sull'intera
umanita' in termini di desertificazione, alluvioni, cicloni, sconvolgimenti
climatici cosi' gravi che determinano distruzioni e carestie in aree sempre
piu' estese del pianeta.
Il trasporto aereo contribuisce in ingente misura
alle emissioni totali di anidride carbonica - le stime internazionali piu'
accreditate vanno da un minimo dal 3% al 10% - contribuendo cosi' in maniera decisiva all'effetto serra e
all'inquinamento dell'aria.
Le persone che vivono in prossimita' di scali
aeroportuali sono costrette a subire oltre all'inquinamento dell'aria anche
quello acustico ed elettromagnetico.
Il trasporto aereo si configura cosi' sempre piu' come un rilevante elemento
d'inquinamento ambientale e di danno alla salute.
Diverse sono le
problematiche ambientali e sanitarie legate a questo particolare tipo di
mobilita'.
*
Le emissioni dei motori degli aerei
Le emissioni prodotte dai motori degli aerei,
alimentati con cherosene (una miscela composta da diversi tipi di idrocarburi),
sono simili per composizione a quelle generate dalla combustione di altri
carburanti fossili ma contribuiscono fortemente all'effetto serra perche' sono
rilasciate direttamente nell'atmosfera: nella parte piu' alta della troposfera
e in quella piu' bassa della stratosfera e per questo sono ancora piu' dannose.
Queste emissioni, costituite da gas e polveri,
alterano la concentrazione dei gas serra naturali, a cominciare dall'anidride
carbonica (CO2), l'ozono (O3) e il metano (CH4); innescano la formazione di scie di condensazione e
aumentano gli addensamenti di nubi contribuendo fortemente anche in questa
maniera al surriscaldamento climatico.
Il particolato (PM) derivato dalle emissioni dei
motori gioca un ruolo sempre piu' importante nel dibattito sul danno da
trasporto aereo all'ambiente, agli ecosistemi e alla salute delle persone,
soprattutto di quelle che vivono in aree prossime agli aeroporti: infatti il
quantitativo maggiore di particolato, polveri sottili ed ultrasottili, viene
prodotto proprio nelle fasi di decollo ed atterraggio, e anche dall'attrito
delle gomme e dei freni degli aerei
nella fase di atterraggio.
E' ormai ben documentato da una vastissima e
rigorosa documentazione scientifica che il PM fine ed ultrafine penetra attraverso
tutte le barriere e membrane organiche, compresi i nervi cranici, la barriera
ematocerebrale, la placenta, gli endoteli, le membrane plasmatiche,
raggiungendo i nuclei cellulari col proprio carico di metalli pesanti ed altri
fattori cancerogeni, interferendo cosi' con i sistemi di riparazione del Dna e
con i meccanismi dell'espressione genica.
Ormai innumerevoli studi scientifici dimostrano
che queste forme di inquinamento da polveri
sono correlate a gravi malattie: respiratorie, cardiovascolari, cronico-degenerative
(Alzheimer, Sclerosi Laterale Amiotrofica, Sclerosi Multipla), endocrine e
tumorali.
Un incremento nella concentrazione atmosferica del
PM 2.5 micron di diametro comporta un incremento parallelo della mortalita' per
malattie cardiovascolari nella popolazione esposta.
Attualmente cio' che piu' allarma epidemiologi e
pediatri in tutto il mondo concerne la possibilita' che il danno genetico
indotto dalla presenza delle nanoparticelle (polveri del diametro di un
millesimo di micron), possa colpire le cellule germinali materne o paterne
(causando la possibile trasmissione alle successive generazioni di lesioni e
patologie anche gravi) o direttamente il feto nel momento piu' delicato del suo
sviluppo.
*
L'inquinamento acustico
Le zone prossime ad un aeroporto sono sottoposte
all'inquinamento acustico generato dalle fasi di avvicinamento, atterraggio e
decollo degli aerei, e dal connesso traffico veicolare.
Il rischio di contrarre patologie cardiovascolari,
insonnia e disturbi delle fasi del sonno, irritabilita', astenia, disturbi del
sistema endocrino, del sistema digestivo e dell'udito e' elevatissimo come
ormai noto da moltissimo tempo e dimostrato scientificamente.
Ben documentati sono anche i disturbi
dell'apprendimento e della memoria in studenti che frequentano scuole ubicate
in aree sottoposte ad inquinamento acustico.
*
L'inquinamento elettromagnetico
I sistemi radar delle torri di controllo e quelli
a bordo degli aerei insieme alle antenne di radiotrasmissione ed ai sistemi
elettromagnetici utilizzati per i controlli di sicurezza producono inquinamento elettromagnetico e i
lavoratori e i residenti in aree prossime agli aeroporti possono essere esposti
ad effetti di sommazione di campi elettromagnetici provenienti da piu' fonti:
antenne di telefonia, cavi elettrici ad alta tensione, linee elettriche delle
ferrovie etc.
Questo particolare tipo di inquinamento,
soprattutto quello legato alla presenza degli aeroporti, e' sicuramente il meno
studiato e se ne sa ancora poco.
*
La difesa del
diritto alla salute
Lorenzo Tomatis, gia' direttore dell'Agenzia
Internazionale di Ricerca sul Cancro (Iarc) e presidente dell'Associazione
italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the
Environment - Italia) affermava: "tutti gli esseri umani sono responsabili
dell'ambiente, e i medici lo sono due volte". Lorenzo Tomatis era un
medico, scienziato e scrittore ma soprattutto un uomo giusto ed onesto. Un
ricercatore indipendente che ha posto rigore e verita' come fondamento di ogni sua
ricerca e conclusione scientifica. Egli ha sostenuto e dimostrato nella sua
lunga attivita' di ricerca che la maggior parte delle malattie deriva
dall'interazione tra fenomeni di inquinamento ambientale e genetica umana.
Questa certezza e consapevolezza e' stata recepita
anche nel nuovo Codice di deontologia medica che all'articolo 5 afferma:
"Il medico e' tenuto a considerare l'ambiente nel quale l'uomo vive e
lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini. Il medico
favorisce e partecipa alle iniziative di prevenzione, di tutela della salute
nei luoghi di lavoro e di promozione della salute individuale e
collettiva".
Quindi noi medici siamo chiamati ad un ruolo di
responsabilita' nella tutela e salvaguardia dell'ambiente proprio come primo
intervento per la difesa della salute di tutte le persone.
Dobbiamo considerare il trasporto aereo
inconfutabilmente un fattore di rischio e danno alla salute e all'ambiente, che
pertanto deve essere costantemente studiato, monitorato nei suoi effetti e
soggetto a programmi e politiche di contenimento e riduzione a vantaggio del
trasporto su rotaia e per mare.
*
Approfondimenti e bibliografia sul sito
www.coipiediperterra.org
5. INCONTRI. DAL 10 AL 12 OTTOBRE A ROMA INCONTRI
CON I TESTIMONI DEI BOMBARDAMENTI ATOMICI DI HIROSHIMA E NAGASAKI
[Da varie persone amiche riceviamo e diffondiamo]
La tappa italiana del viaggio prevede l'arrivo
della nave a Civitavecchia la mattina del 10 ottobre. Gli Hibakusha saranno
accompagnati a Roma in pullman. Con loro saranno interpreti e responsabili
della "Peace Boat" (l'intero gruppo sara' di circa venti persone). Il
pomeriggio del 12 ottobre ripartiranno da Civitavecchia.
Sabato 10 ottobre, alle ore 15, gli Hibakusha saranno
ricevuti in Campidoglio dai consiglieri Paolo Masini e Athos De Luca, nella
Sala del Carroccio dove ci sara' un incontro pubblico con interviste e
testimonianze.
Domenica 11 ottobre, alle ore 15, nel salone della
Comunita' di base di San Paolo, in via Ostiense 152/B, assemblea pubblica con
gli Hibakusha.
Lunedi' 12 ottobre: incontro degli Hibakusha con
gli studenti di una scuola.
*
Promuovono: Adista, Carta, Cipax - Centro
interconfessionale per la pace, Comunita' di base di San Paolo, Confronti, Fondazione
Lelio Basso, Noi donne, Religions for peace.
*
Per informazioni: Cipax, Via Ostiense 152, 00154
Roma, tel. 0657287347, e-mail: cipax-roma@libero.it, sito: www.cipax-roma.it
6. NUCLEARE. GUGLIELMO RAGOZZINO: CONTRO
L'IMPOSIZIONE DELLE CENTRALI NUCLEARI LE REGIONI PRESENTANO RICORSO ALLA CORTE
COSTITUZIONALE (1)
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 22
settembre 2009 col titolo "Nucleare. Territori scavalcati. Nessuno vuole
l'atomo" e il sottotitolo "Sono cinque le Regioni contrarie"]
Una corsa contro il tempo. La legge 99 del 23
luglio 2009, su "Sviluppo, internazionalizzazione delle imprese ed
energia", pubblicata il 31 luglio, poteva essere impugnata dalle Regioni
entro due mesi. Trascorso il periodo, il governo avrebbe deciso in totale autonomia
dove collocare le sue otto/dieci centrali nucleari, i famosi siti, oggetto di
preoccupazioni dei cittadini. Non finira' cosi'. Cinque Regioni: Calabria,
Toscana, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna hanno impugnato la legge e nelle
prossime ore altre lo faranno.
Nella dichiarazione di Vasco Errani, governatore
dell'Emilia Romagna che si e' unito per ultimo alla lista dei ricorrenti
compare il concetto di "intesa forte" che si deve stabilire tra Stato
e Regione, nel rispetto del ruolo e della funzione di entrambi, in via
preliminare a ogni autorizzazione. "Non e' possibile che l'eventuale
contrarieta' di una Regione ad accogliere un impianto possa essere considerata
alla stregua di un semplice parere non vincolante. Per questo abbiamo deciso il
ricorso alla Corte". Iinsomma, in tema specifico nucleare l'Emilia Romagna
non dice ne' si' ne' no. Gli ambientalisti avranno il loro da fare per
orientare e convincere tutti.
Il governo ha fatto un errore di faciloneria. Si
e' fidato troppo della disattenzione delle ferie. Non ha tenuto conto della
presenza delle associazioni ambientaliste, Wwf, Legambiente, Greenpeace che
l'11 settembre hanno inviato una lettera di dodici righe ai presidenti delle
Regioni e agli assessori all'Energia e all'Ambiente per ricordare loro che la legge
avrebbe escluso i territori da loro amministrati dalla scelta dei siti; e che
avrebbero anche dovuto sopportare l'affidamento a imprese private senza avere
voce in capitolo, tranne un parere non vincolante in sede di Conferenza
unificata Stato-Regioni.
Il Governo aveva anche pensato di sondare il
terreno con una serie di indiscrezioni sulle aree da utilizzare per le centrali
e per la discarica finale delle scorie nucleari, facendo seguire a ogni
indiscrezione una smentita. Pensava di causare sufficiente sconcerto, evitando
contrasti da parte delle Regioni: seminare il dubbio e irridere alle
preoccupazioni "immotivate", mettendo tutti contro tutti.
La sollecitazione degli ambientalisti conteneva
due punti chiave: per legge, l'iter avrebbe scavalcato il "territorio",
ridotta la possibilita' d'informazione dei cittadini, rischiato di
militarizzare gli impianti la cui localizzazione sarebbe stata decisa,
prevedibilmente, nei fatti, da operatori privati. Con il secondo punto si
richiamavano le Regioni a decidere rapidamente, perche' i termini di un
possibile ricorso da parte loro alla Corte costituzionale erano in scadenza.
Comunque la pensassero, in ordine alle centrali nucleari, toccava a esse
Regioni il compito di tutelare la democrazia del paese e la trasparenza della
procedura.
La decisione della Corte nel conflitto sollevato
dalle Regioni non sara' presa in un lasso di tempo breve. Non, con tutta
probabilita', prima delle elezioni regionali di primavera. Al momento del voto
vi saranno candidati contrari al nucleare in Regione e altri favorevoli, oppure
accusati - e questo sara' ancora peggio - di non avere aperto bocca, di non
avere difeso il territorio con abbastanza coraggio. Ma si pensi al caso della
Sardegna, dove si e' gia' votato per le elezioni regionali. Nell'isola
circolano le voci piu' feroci, riportate per esempio da "
7. NUCLEARE. GUGLIELMO RAGOZZINO: CONTRO
L'IMPOSIZIONE DELLE CENTRALI NUCLEARI LE REGIONI PRESENTANO RICORSO ALLA CORTE
COSTITUZIONALE (2)
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 23
settembre 2009 col titolo "I ricorsi" e il sommario "No da sette
Regioni. Un fronte anti-nuke. Umbria e Lazio alla Consulta, in Veneto Lega
contro Galan"]
Le Regioni contrarie alla ripartenza del nucleare
in Italia crescono di numero: alle prime cinque, Calabria, Liguria, Piemonte, Toscana,
Emilia Romagna che hanno dichiarato l'intenzione di voler impugnare la legge
99, si e' aggiunta ieri l'Umbria, con una netta presa di posizione. Il Lazio
dal canto suo varera' la delibera venerdi', con la riunione di giunta, secondo
la dichiarazione di Filiberto Zaratti, l'assessore all'ambiente. Molto
preoccupato per la probabile scelta di Montalto di Castro da parte del governo,
Zaratti ricorda che essa andrebbe contro la nuova vocazione per le rinnovabili
da parte di quella popolazione. "Forzare sull'avventura nucleare per la
localizzazione delle centrali e' un caso di inaudita gravita' politica e
sociale, con uno scontro tra governo e enti locali che rappresentano
direttamente la popolazione".
Rimane ancora qualche giorno per le altre Regioni
che vogliano unirsi al gruppo, perche' la scadenza e' il 30 settembre. E'
prevedibile che Regioni come Basilicata, Puglia, Campania, si muoveranno nella
stessa direzione. Nichi Vendola, governatore pugliese, ha dichiarato il 12
settembre: "Chiediamo al governo di essere esentati persino dai
preliminari di una discussione sul nucleare perche' il nostro no in questo caso
non e' negoziabile".
In una situazione di difficile resistenza contro
un brutto governo, in Italia, le associazioni ambientaliste Legambiente, Wwf,
Greenpeace, hanno lavorato bene, d'accordo tra loro, studiando le questioni e
con la capacita' di informare e di fare opera di convincimento. Un buon lavoro
politico. Una certa difficolta' imprevista e' stata la mancata risposta dei
grandi giornali. Come se si fossero passata la voce, ieri hanno deciso di non
nominare il nucleare italiano, i siti, le regioni, la Corte costituzionale. Per
una volta, noi del "Manifesto" avremmo preferito non essere soli o
quasi nella nostra cronaca. Ma non disperiamo; chi ieri e' stato a vedere,
"lottera' con noi domani", come diceva una vecchia canzone.
Il caso si complica per le Regioni con governi di
destra. Se si esclude la Lombardia, con una netta scelta nucleare, almeno in
via di principio, altre, dal Veneto alla Sardegna, sono in un busillis assai
complesso: non vogliono scontentare il premier e il di lui ministro per lo
sviluppo, ma sanno che la popolazione la pensa diversamente. Per esempio, in
Veneto,
C'e' poi il caso sardo. Ugo Cappellacci, il
presidente della giunta regionale, "ha giurato 'mi farei incatenare'
qualche mese fa"; cosi' riferisce "
8. TERRA. MANUELA CARTOSIO: DEBITO ECOLOGICO
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 30
settembre 2009 col titolo "Debito ecologico stabile"]
Il "giorno del debito ecologico" segna
il momento in cui l'umanita' ha consumato le risorse naturali che, se usate in
modo sostenibile, dovrebbero bastare per l'intero anno. Quest'anno, secondo i
calcoli del Global Footprint Network, il giorno spartiacque e' stato il 25
settembre. Nel 2008 era caduto il 24 settembre.
Il guadagno irrisorio, secondo
Fatte queste premesse di principio, il report
della Nef cita alcune piccole ma impressionati storture del nostro modo di
consumare. Una e' il "boomerang trade": paesi che simultaneamente
esportano e importano gli stessi prodotti.
La Nef contrasta l'idea che il genere umano e il
pianeta si salveranno solo con un drastico calo delle nascite (una tesi, per
restare al nostro orto, cara al professor Sartori che non dorme di notte
pensando ai miliardi di cinesi e di indiani che pretendono d'avere il loro
frigorifero e la loro macchinetta). Contenere e riorientare i consumi e' dovere
soprattutto dei ricchi. Basti ricordare che alle quattro di mattina del 2
gennaio lo statunitense medio ha gia' emesso la quantita' di anidride carbonica
che un abitante della Tanzania produce in un anno intero. Un suddito della
Regina Elisabetta raggiunge l'americano alle sette di sera del 4 gennaio.
Il Global Footprint Network stima che all'inizio
degli anni Sessanta veniva consumata grosso modo la meta' della biocapacita'
del pianeta. Nel 1986 per la prima volta abbiamo esaurito in un anno tutto
quello che la Terra e' in grado di produrre e rigenerare. Dopo, il giorno del
debito ecologico e' arretrato a rotta di collo: 21 novembre nel 1995, 2 ottobre
nel 2005. Ora siamo al 25 settembre. Senza drastici correttivi, nel 2030 il
giorno fatidico sara' il primo luglio. Stiamo consumando il 40% in piu' di cio'
che la terra produce. Avanti di questo passo, nel 2050 avremo bisogno di un
pianeta "parallelo" da cui rifornirci. Gia' oggi, se i sei miliardi
di umani vivessero secondo gli standard Usa, di pianeti supplementari ne
servirebbero 4 o
Pur non avendo ristretto la nostra impronta
ecologica, la recessione un effetto collaterale positivo l'ha avuto: ha fatto
abbassare del 2,6% le emissioni di CO2. Tutta salute per il clima, a patto che
la riduzione non venga presa come alibi per ritardare o cancellare l'uscita dai
combustibili fossili.
9. TERRA. MARINELLA CORREGGIA: SALVIAMO I PRIMATI
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 29
settembre 2009 col titolo "Tristi primati"]
"Salviamo i primati" e' un video
scioccante, diffuso nel quadro della campagna internazionale lanciata da Animal
Defenders International (Adi) e a livello italiano dal network Agire ora, per
fermare la sperimentazione sulle scimmie nei laboratori d'Europa e del mondo.
Il film mostra animali selvatici spaventati e sotto shock - fra questi le
scimmie gufo, primati notturni dai grandi occhi marroni - strappati dagli
alberi, imprigionati in piccole gabbie e trasportati anche su lunghe distanze
fino ai laboratori, dove sono sottoposti a esperimenti dolorosi, spesso a
ripetizione di quanto gia' noto. Il video mostra pero' anche gli esempi di
metodi alternativi moderni, scientifici e, udite udite, molto meno costosi. Del
resto, anche rapporti pubblicati sul "Journal of the American Medical
Association" e sul "British Medical Journal" hanno criticato gli
esperimenti sui primati, facendo notare che essi sbagliano in modo grossolano
nello stabilire la sicurezza e l'efficacia dei farmaci sugli umani.
In Europa la campagna "Salviamo i
primati" ha lo scopo di far pressione sul Consiglio dei ministri dell'Ue,
che a meta' ottobre sottoporra' a revisione
Intanto negli Stati Uniti e' stato nuovamente
sottoposto al Congress il "Great Ape Protection Act" (Protezione
delle grandi scimmie), una proposta di legge che impedirebbe la ricerca sui
primati, in particolare gli scimpanze', smetterebbe di finanziare gli
allevamenti federali di primati e affiderebbe a rifugi permanenti quelli che si
trovano nei laboratori, "in gabbie piccole come tavoli da cucina",
denuncia
La compagnia specializzata nella fornitura di
scimmie cavia e' la Bioculture, con base alle isole Mauritius; vende in diverse
parti del mondo macachi dalla lunga coda anche catturati in natura. Se alcuni
di questi riuscissero a scappare dall'allevamento a Guayama, si replicherebbero
i danni alle colture e alla fauna indigena provocati da altre specie non
autoctone, le scimmie pata e rhesus, scappate anni fa da un altro laboratorio -
considerato anch'esso a prova di fuga - e poi moltiplicatesi in colonie. A
Guayama, anche l'inceneritore delle scimmie una volta "sperimentate"
non e' visto di buon occhio.
10. TERRA. MARINA FORTI: CLIMA
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 22
settembre 2009 col titolo "La crisi fa bene al clima"]
C'e' un "effetto collaterale" positivo
nella crisi delle grandi economie mondiali? Tutto sommato si', e lo sottolinea
l'Agenzia internazionale per l'energia (Aie): la recessione ha prodotto un
"significativo declino" delle emissioni di anidride carbonica, uno
dei principali gas "di serra" responsabili del riscaldamento
dell'atmosfera terrestre. Il motivo e' quasi ovvio: cala la produzione
industriale, quindi l'uso di combustibili fossili, quindi le relative emissioni
di CO2. Secondo i calcoli degli economisti dell'Aie, nel 2009 le emissioni di
anidride carbonica attribuibili ad attivita' umane saranno diminuite
complessivamente del 2,6%, e questo e' il calo piu' drastico degli ultimi 40
anni - ben piu' drastico di quello registrato nel 1981, quando shock
petrolifero e crisi economica si tradussero in una diminuzione delle emissioni
di anidride carbonica del 1,3%.
Il calo della produzione industriale e' la ragione
principale del declino delle emissioni, ma non l'unico: lo studio dell'Aie
aggiunge che diversi progetti di nuove centrali energetiche a carbone sono
stati accantonati o rinviati, un po' perche' e' scesa la domanda e un po' per
mancanza di finanziamenti. E poi, dicono, si comincia a vedere l'effetto delle
politiche dei governi per tagliare le emissioni: circa un quarto del calo delle
emissioni registrato, dicono, e' attribuibile a regolamentazioni, e anche
questo e' senza precedenti. In particolare, il "merito" va alle
regolamentazioni varate in Europa per attenersi all'obiettivo di tagliare le
emissioni del 20% entro il 2020, alle misure di efficenza energetica varate
dalla Cina e ai nuovi standard di efficenza energetica adottati negli Usa per
le automobili.
Quello dell'Agenzia internazionale per l'energia
e' il primo studio sull'impatto della recessione sul clima, ed e'
un'anticipazione del suo rapporto annuale sull'energia (World energy outlook),
che sara' pubblicato il 10 novembre. E' un'anticipazione piu' che attuale:
proprio oggi il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon presiedera' un Forum
mondiale sul clima a cui parteciperanno i leader mondiali, e c'e' attesa per
quanto potranno annunciare da un lato il presidente Usa Barack Obama,
dall'altro il presidente cinese Hu Jintao, due paesi determinanti nella
politica del clima. Tutto questo mentre e' cominciata la fase finale dei
negoziati in vista del vertice Onu sul clima nel prossimo dicembre a
Copenhagen, che dovrebbe portare a un trattato che sostituisca quello di Kyoto
(l'Aie preannuncia altri dettagli sul calo delle emissioni per il 6 ottobre, a
margine di una nuova tornata di negoziati Onu sul clima in preparazione di
Copenhagen).
Dunque la crisi economica ha questo "effetto
collaterale". Ha pero' anche altri potenziali effetti sulle politiche del
clima, e molto meno positivi: ad esempio quello di far calare gli investimenti
in energie rinnovabili come il solare e l'eolico, che invece sono tra i
capisaldi di una transizione a una economia "low carbon", con basse
emissioni di carbonio. Insomma: il mondo deve usare il calo indotto dalla crisi
come "una opportunita'", sostiene il capo degli economisti dell'Aie,
Fatih Birol, e a partire da questo dato di fatto rilanciare la lotta globale
contro il cambiamento del clima, "invece di lasciare che le emissioni
tornino a salire come dopo altri periodi di recessione", dice in una
intervista con l'agenzia Reuter. "Questo calo delle emissioni e degli
investimenti in combustibili fossili avra' un significato solo se un accordo a
Copenhagen lancera' un segnale agli investitori", dice Birol.
11. TERRA. FULVIO GIOANETTO: ANTARTIDE
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 18
settembre 2009 col titolo "L'invasione antartica"]
Da tempo ricercatori ed ecologisti mettono in
guardia contro i rischi e i danni ambientali di breve e lungo periodo provocati
dal massiccio e crescente turismo nei Poli. Il turismo nella remota Antartide
e' iniziato alla meta' degli anni '90. Motivati dalla curiosita', dalla voglia
di avventura e dal desiderio di conoscere un continente unico dagli
indimenticabili paesaggi, finora lo hanno visitato circa 300.000 turisti
(soprattutto statunitensi, inglesi, australiani e neozelandesi). Il successo
del documentario "La marcia dei pinguini" ha avuto il (de)merito di
decuplicare le visite dei curiosi in pochi anni. Cosi', riferisce la Coalizione
dell'Antartico e dell'Oceano del Sud (Asoc) che rappresenta duecento
associazioni ambientaliste, solo l'anno scorso hanno calpestato il suolo
antartico in circa 50.000: 40% statunitensi, 50% fra inglesi, australiani,
neozelandesi, 10% europei continentali (www.asoc.org/portals/o/tourismsolution.pdf).
Gli impatti ambientali diretti provocati da questo
costante flusso turistico, anche se in parte controllato dalle stesse compagnie
turistiche, sono molto grandi. Intanto per arrivare li'. Un recente rapporto
finanziato dal Ministero della Scienza spagnolo e dalla Fondazione Abertis
segnala che per ciascun visitatore, il "pacchetto" di emissioni di
gas serra supera le 4 tonnellate: si tratta in genere di lunghissimi viaggi in
aereo. E in loco, i turisti hanno un'ampia scelta di divertimenti: sciare, fare
kayak, correre sulle motonevi, paracadutismo, sorvolare le distese ghiacciate
in elicottero, farsi fotografare schiamazzanti in mezzo ai pinguini. Con danni
evidenti: alterazione del tappeto di muschi, alghe e licheni esistente in alcune
aree, erosione e compattamento dei suoli. Nel caso di alcune specie di muschi
poi, e' stato calcolato che solamente il danno della pressione esercitata da
una scarpa richiederebbe duecento anni perche' il muschio possa riprendersi.
Inoltre i visitatori possono portare in loco sotto le suole spore o semi di
specie invasive, che riescono a espandersi in un ambiente sempre meno freddo.
Ci sono poi anche i rischi dei possibili incidenti. Come quello della nave
crociera Mv Explorer che nel novembre 2007 affondo' presso l'isola King George
(i 150 passeggeri furono recuperati).
Alcuni ricercatori, fra cui il geofisico spagnolo
Marti' Boada, ritengono che sia giunto il momento di applicare almeno
un'ecotassa di 10 dollari per turista, con la quale si aiuterebbe a finanziare
studi e programmi destinati a evitare il deterioramento dell'ecosistema polare.
Inoltre occorrerebbe definire e delimitare alcune aree che necessitano di una
protezione ed un'attenzione ecologica specifica, oltre a iniziare a
ripristinare le aree gia' frequentate e alterate dall'afflusso dei turisti.
Inoltre si propone di incrementare la formazione delle guide turistiche: esse
sono cruciali per evitare che i visitatori che accompagnano, perfino quelli
motivati da intenzioni naturalistiche e scientifiche, arrechino danni ancora
maggiori al fragile ecosistema antartico.
Secondo le norme internazionali, l'Antartide e'
uno spazio terrestre "patrimonio dell'umanita'" che non appartiene
teoricamente a nessun governo e dove sono proibite installazioni ed
esercitazioni militari. Finora 47 stati hanno installato basi (non militari),
centri di ricerca, stazioni di monitoraggio meteorologico, ecologico e
geologico, e anche pozzi di perforazione nell'incessante ricerca di risorse
minerarie. Un esempio e'
12. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI
OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI VITERBO E S'IMPEGNA PER
Per informazioni e contatti: Comitato che si
oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto
aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di
tutti: e-mail: info@coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del
comitato,
Per ricevere questo notiziario: nbawac@tin.it
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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in
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Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione:
strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Numero 236 del 5 ottobre 2009
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