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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in
cammino"
Numero 235 del 3 ottobre 2009
In questo numero:
2. Una lettera aperta ai ministri dell'Ambiente,
dei Beni culturali, dell'Economia, della Sanita' e dei Trasporti
3. Antonella Litta: Traccia di intervento per
l'incontro di Bruxelles
4. Emilio Cabasino: Lettera aperta al Fondo per
l'Ambiente Italiano, Italia Nostra e a Legambiente sull'aeroporto di Viterbo,
uno scempio ambientale e culturale
5. Domenico Scilipoti: Interrogazione parlamentare
a risposta scritta sulla situazione delle acque del lago di Vico
6. Gianni Mattioli e Massimo Scalia: Contro il
nucleare le Regioni presentano ricorso alla Corte Costituzionale
7. Per contattare il comitato che si oppone al
mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo
1. INIZIATIVE. L'ILLUSTRE MAGISTRATO FERDINANDO
IMPOSIMATO A VITERBO: IL MEGA-AEROPORTO E' ILLEGALE
L'illustre magistrato Ferdinando Imposimato ha
incontrato i cittadini viterbesi il primo ottobre 2009, ed ha esposto le molte
ragioni per cui la realizzazione di un mega-aeroporto nell'area archeologica,
naturalistica e termale del Bulicame e' illegale ed insensata.
L'illustre magistrato, una delle figure piu'
autorevoli delle istituzioni, della cultura e della vita civile in Italia, ha
visitato l'area del Bulicame, ha poi incontrato i cittadini - e tra essi i
numerosi agricoltori della zona (particolarmente attivi nell'opposizione al
mega-aeroporto che tra l'altro distruggerebbe le loro aziende) - interloquendo
a lungo con tutti, ed infine ha preso parte a un incontro conviviale allietato
da un concerto musicale.
Nella visita al Bulicame il giudice Imposimato ed
i numerosi cittadini che hanno preso parte all'incontro sono stati accompagnati
dalla sapiente guida del professor Antonello Ricci, profondo ed appassionato
conoscitore della storia e delle storie di Viterbo e del suo territorio.
La dottoressa Antonella Litta, portavoce del
comitato che si oppone al mega-aeroporto, ha aperto e moderato la conversazione
tra il magistrato ed i cittadini.
Il comitato e tutti i cittadini di Viterbo
consapevoli ringraziano Ferdinando Imposimato per il generoso, prezioso aiuto
nel contrastare un'opera speculativa, nociva, distruttiva, illegale come il
mega-aeroporto che avvelenerebbe la popolazione, devasterebbe irreversibilmente
insostituibili beni naturalistici e storico-culturali, massacrerebbe l'economia
locale e particolarmente l'agricoltura di qualita', farebbe collassare il
sistema infrastrutturale dell'Alto Lazio, costituirebbe un insensato sperpero
del pubblico denaro ed una flagrante violazione delle leggi in vigore.
2. MATERIALI. UNA LETTERA APERTA AI MINISTRI
DELL'AMBIENTE, DEI BENI CULTURALI, DELL'ECONOMIA, DELLA SANITA', DEI TRASPORTI
Egregi ministri,
il caso del mega-aeroporto di Viterbo e' uno
scandalo ormai noto a livello nazionale.
Dopo centinaia e centinaia di interventi di
scienziati, cattedratici, intellettuali e figure le piu' prestigiose delle
istituzioni e della societa' civile (dal giudice Ferdinando Imposimato al
missionario padre Alessandro Zanotelli, dalla vicepresidente emerita del
parlamento europeo Luisa Morgantini alla scrittrice Dacia Maraini), dopo
innumerevoli pubblicazioni e convegni medici e scientifici, dopo gli interventi
di molti parlamentari italiani ed europei, dopo varie inchieste apparse sui
mass-media (tra cui quella della trasmissione televisiva di Rai Tre "Report",
e il recentissimo scoop sulla prima pagina del "Corriere della
sera"), e' definitivamente dimostrato che quell'opera e' nociva e
distruttiva, insensata ed illegale.
E' quindi ormai di dominio pubblico a livello
nazionale che la realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo e' un crimine e una
follia.
*
Ma nonostante la scellerata operazione sia stata
smascherata, la lobby speculativa e devastatrice che vuole realizzare il
mega-aeroporto gode ancora della complicita' di politici ed amministratori
insipienti, irresponsabili o peggio.
*
Ricordiamolo ancora una volta: la realizzazione
del mega-aeroporto avrebbe come immediate conseguenze lo scempio irreversibile
dell'area termale del Bulicame (un'area d'immenso valore storico e
naturalistico, ricordata da Dante nella Divina Commedia) e dei beni ambientali
e culturali che vi si trovano; la devastazione dell'agricoltura della zona
circostante; l'impedimento alla valorizzazione terapeutica e sociale delle
risorse termali; un pesantissimo inquinamento chimico, acustico ed
elettromagnetico di grave nocumento per la salute e la qualita' della vita
della popolazione locale (l'area e' nei pressi di popolosi quartieri della
citta'); il collasso della rete infrastrutturale dell'Alto Lazio, territorio
gia' gravato da pesanti servitu'; uno sperpero colossale di soldi pubblici; una
flagrante violazione di leggi italiane ed europee e dei vincoli di salvaguardia
presenti nel territorio.
*
In considerazione di tutto quanto precede,
chiediamo che sia definitivamente respinta la proposta di realizzare il
dissennato ed illegale mega-aeroporto, e si utilizzino invece le risorse
pubbliche a beneficio della popolazione ed a tutela e valorizzazione del
territorio e dei preziosi beni ambientali, culturali ed economici di cui e'
ricco.
Distinti saluti,
il "Centro di ricerca per la pace" di
Viterbo
Viterbo, 30 settembre 2009
3. MATERIALI. ANTONELLA LITTA: TRACCIA DI
INTERVENTO PER L'INCONTRO DI BRUXELLES
[Dal 31 ottobre al primo novembre 2009 si
svolgera' a Bruxelles una conferenza dei comitati impegnati per la riduzione
del trasporto aereo (European Aviation Campaigners Conference); riportiamo la
versione italiana della traccia dell'intervento predisposto per quell'occasione
da Antonella Litta, portavoce del comitato che si oppone al mega-aeroporto di
Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della
salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti]
Sono Antonella Litta, medico di medicina generale,
specialista in Reumatologia, referente per Viterbo dell'Associazione italiana
medici per l'ambiente e portavoce del comitato, di cui vi porto il saluto, che
si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del
trasporto aereo.
In questo mio intervento voglio farvi partecipi
della nostra esperienza di studio, documentazione ed opposizione al progetto
del mega-aeroporto e dell'impegno per la riduzione del trasporto aereo, in
difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti.
L'esperienza del nostro comitato rappresenta un'esperienza
diretta di difesa del territorio e della salute che e' anche espressione e
contributo alla lotta di quella parte dell'umanita' che non vuole sacrificare
la bellezza del mondo alla logica del profitto e dello sfruttamento. Una
bellezza intesa anche come armonia ed equilibrio tra gli esseri viventi e
l'ambiente, nel rispetto e nel corretto rapporto con gli elementi: aria, acqua,
terra intesa nella sua generalita' di territorio, e fuoco inteso come energia;
elementi gia' individuati come fondamentali per la vita del genere umano dalla
filosofia presocratica.
Il trasporto aereo e' un modo di viaggiare che
fortemente attenta alla bellezza e all'equilibrio ecologico ed energetico del
pianeta; rappresenta infatti una forma di mobilita' inquinante e dannosa per la
salute e l'ambiente, e contribuisce in ingente misura all'effetto serra: la
piu' drammatica emergenza ambientale planetaria attuale come gia' denunciato da
illustri personalita' internazionali e dai Premi Nobel Wangari Maathai e
Desmond Tutu, come anche dagli scienziati dell'Ipcc (l'Intergovernmental Panel
on Climate Change, la struttura scientifica dell'Onu che studia i mutamenti
climatici).
*
La storia
Circa due anni fa una decisione ministeriale
superficiale, viziata da gravi errori di fatto e procedurali, influenzata da
forti interessi politico-elettorali e speculativi, ha individuato in Viterbo la
sede di un nuovo scalo aeroportuale del Lazio. Qui si vorrebbero trasferire
centinaia di voli giornalieri delle compagnie low-cost che stanno devastando da
anni salute e ambiente dei cittadini di Ciampino, una piccola citta' a pochi
chilometri da Roma - e proprio per questo motivo scelta come scalo aeroportuale
da alcune compagnie aeree low-cost, prima fra tutte
Abbiamo reagito a questa folle decisione di
"ciampinizzare" Viterbo non con la logica della sola difesa locale
del nostro territorio, ma ponendoci da un punto di vista generale: quello
dell'intera umanita'. E' con questo atteggiamento che abbiamo programmato
studi, interventi, iniziative e strategie che si sono rivelate finora giuste e
vincenti; a tutt'oggi infatti, a Viterbo, al di la' delle chiacchiere, dei
comunicati e dei proclami di una lobby politico-affaristica trasversale e
interessata solo ai grandi affari, nulla si e' concretizzato di questo
dissennato progetto aeroportuale.
Viterbo e' una bella citta' medievale e tutta la
sua provincia e' un patrimonio per l'umanita' dal punto di vista delle bellezze
e delle ricchezze paesaggistiche, naturalistiche, storiche, archeologiche,
artistiche, agricole, termali. Essa e' anche sede universitaria e centro di
ricerche universitarie in particolare in ambito agro-biologico. L'area termale
del Bulicame, cantata anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia, e quella
dell'Orto botanico, e la via Francigena che tutto il viterbese ed anche
precisamente quell'area attraversa, rappresentano l'identita' e il cuore stesso
di Viterbo, e proprio queste aree subirebbero i danni maggiori ed irreversibili
se dovesse essere costruito il mega-aeroporto e tutte le sue strutture di
supporto. L'aeroporto e' previsto proprio a ridosso del centro abitato di
Viterbo, su ampliamento di un piccolo aeroporto militare, in una zona
sottoposta a rilevanti vincoli archeologici, idrogeologici, naturalisti e
paesaggisti. Pur di realizzare questa mega-struttura l'attuale amministrazione
comunale di Viterbo ha chiesto che siano rimossi i vincoli previsti per queste
zone dal piano paesaggistico regionale e ha proposto una variante all'attuale
piano regolatore cittadino.
Di questa mega-struttura che si vorrebbe
realizzare a tutti i costi, al momento, ancora non esiste nemmeno un progetto
generale, e quindi e' altresi' totalmente priva della Valutazione di impatto
ambientale, della Valutazione ambientale strategica e della Valutazione
d'impatto sanitario.
La realizzazione di questa infrastruttura
trasformerebbe Viterbo nell'ennesima citta'-scalo, devastata, inquinata e
cementificata, soffocando per sempre le attivita' economiche e le risorse
presenti: quelle legate al termalismo, all'agricoltura pregiata e biologica, ai
beni ambientali e culturali, al turismo di qualita', alle attivita' di
formazione e ricerca universitaria; attivita' che se opportunamente valorizzate
e potenziate rappresenterebbero la risposta piu' giusta, logica e naturale alla
domanda di occupazione e sviluppo di Viterbo e dell'intera provincia.
Il comitato, consapevole del danno alla salute e
all'ambiente derivante da un simile progetto, si e' assunto con responsabilita'
il compito di studiare tutte le problematiche legate alla realizzazione di
questo scalo e il compito di informare i cittadini.
*
Lo studio dell'impatto ambientale e sanitario
In Italia ci sono oltre 100 aeroporti e non c'e'
alcuna vera necessita' di costruirne altri,
soprattutto nella nostra provincia che vive dal punto di vista
ambientale una situazione molto delicata, infatti alla naturale radioattivita'
del suolo dovuta al presenza del radon, si aggiunge la presenza di discariche
abusive dove sono stati sversati rifiuti tossici e la presenza del piu' grande
polo energetico europeo costituito dalle centrali di Montalto di Castro e
Civitavecchia che riversano nell'ambiente tonnellate di fumi, polveri e altre
sostanze nocive. E' ovvio che in una situazione come questa, che meriterebbe
attenzione, tutela e bonifiche ambientali, aggiungere un ulteriore fattore di
rischio rappresentato dall'inquinamento prodotto dal traffico aereo connesso al
mega-aeroporto che si vorrebbe realizzare a Viterbo e' irresponsabile e
colpevole.
Infatti quello che ha piu' preoccupato il
comitato, e che e' anche il motivo del mio impegno personale nel comitato in
quanto medico, e' il danno alla salute, soprattutto a quella dei bambini, che
il traffico aereo determina. I motori degli aerei infatti sono alimentati con il
cherosene, un combustibile fossile, e soprattutto nelle fasi di atterraggio e
decollo rilasciano il quantitativo maggiore di gas nocivi, polveri sottili ed
ultrasottili, e generano livelli di rumorosita' tali da alterare notevolmente
la qualita' della vita e la salute di coloro che vivono e lavorano in
prossimita' di uno scalo aereo. Ormai innumerevoli studi scientifici dimostrano
che queste forme di inquinamento sono correlate a gravi malattie: respiratorie,
cardiovascolari, cronico-degenerative, tumorali.
Proprio in relazione a queste obiettive evidenze
scientifiche l'Associazione italiana medici per l'ambiente (International
Society of Doctors for the Environment - Italia, sito: www.isde.it), anche su
proposta del nostro comitato, ha costituito un gruppo nazionale di studio sul
tema "Il trasporto aereo come fattore d'inquinamento ambientale e danno
alla salute" di cui sono responsabile e coordinatrice. Questa stessa
associazione ha indirizzato un documento agli europarlamentari sul tema "Ambiente e salute per l'Europa
dei diritti umani" che pone tra le misure piu' urgenti per la salvaguardia
dell'ambiente e quindi per la tutela della salute la riduzione della mobilita'
su gomma e del trasporto aereo.
*
Il lavoro del comitato: le azioni, lo studio, le
proposte
Innumerevoli sono state le iniziative
d'informazione e formazione promosse dal nostro comitato, fin dalla sua
costituzione. Abbiamo realizzato il sito www.coipiediperterra.org, abbiamo un
notiziario che raggiunge ogni giorno oltre ventimila persone in Italia,
organizzato numerosi convegni scientifici, concerti, spettacoli teatrali,
sollecitato numerose interrogazioni parlamentari e regionali su questa vicenda,
promosso passeggiate nell'area del Bulicame per far conoscere da vicino la
bellezza e la ricchezza di cio' che verrebbe distrutto se il mega-aeroporto
fosse realizzato. Numerosissimi esponenti del mondo scientifico, accademico,
parlamentari, personalita' delle istituzioni ed intellettuali, hanno espresso
solidarieta' e sostegno alle nostre ragioni; quotidiani nazionali hanno
dedicato attenzione ed articoli a quanto sta accadendo a Viterbo. Il nostro
comitato ha partecipato a molti
convegni, incontri e trasmissioni radiotelevisive sul tema del trasporto aereo e
in particolare ad una puntata della trasmissione
"Report", una tra le piu' apprezzate e conosciute trasmissioni
d'inchiesta in Italia.
Stiamo lavorando alla costituzione di una rete
regionale e nazionale dei comitati impegnati nell'opposizione alla costruzione
e all'ampliamento degli aeroporti. Abbiamo stretto un forte rapporto di
solidarieta' e collaborazione con il comitato degli agricoltori viterbesi che
si battono per non perdere le loro aziende che sarebbero spazzate via dalle
opere di viabilita' connesse al mega-aeroporto e per evitare il danno alle
produzioni agricole di qualita' derivante dall'inquinamento dell'aria. Abbiamo
consolidato il rapporto con le persone impegnate nei comitati di Ciampino e
Marino: proprio la conoscenza diretta dei danni che queste persone hanno subito
e subiscono a causa della presenza dello scalo aeroportuale ci ha spinto e ci
rafforza costantemente nella nostra opposizione al mega-aeroporto di Viterbo.
Siamo convinti che la piu' giusta ed efficace
prospettiva di lavoro comune sia quella basata sulla solidarieta' e la
collaborazione tra i comitati. Riteniamo pertanto importante questa conferenza
di Bruxelles in quanto e' necessario ed urgente costituire anche un
coordinamento europeo di tutti i
comitati in modo da scambiare informazioni, documenti, esperienze, e per far
valere con piu' forza e determinazione in Europa, e in ogni Stato membro, le
ragioni della difesa dell'ambiente, della salute e dei diritti di tutti gli
esseri umani a vivere in un mondo piu’ giusto e sano.
Grazie per la vostra attenzione e buona
continuazione di lavori.
4. RIFLESSIONE. EMILIO CABASINO: LETTERA APERTA AL
FONDO PER L'AMBIENTE ITALIANO, ITALIA NOSTRA E A LEGAMBIENTE SULL'AEROPORTO DI
VITERBO, UNO SCEMPIO AMBIENTALE E CULTURALE
[Ringraziamo Emilio Cabasino per averci messo a
disposizione la seguente lettera aperta. Emilio Cabasino e' docente di economia
della cultura presso l'Universita' degli Studi della Tuscia]
Mi rivolgo alle tre massime organizzazioni
nazionali da sempre efficacemente impegnate a difesa del nostro ambiente per
conoscere la loro posizione in merito alla costruzione del terzo scalo
aeroportuale del Lazio a Viterbo, con una decisione governativa apparentemente
definitiva, alla quale si e' arrivati sulla base di studi e documenti cha
paiono insufficienti e lacunosi.
Appare evidente anche solo ad un primo e
superficiale sguardo come tale opera impattera' su di un ambiente tutto
particolare, caratterizzato dall'integrazione millenaria tra natura (boschi,
campi coltivati, corsi d'acqua, laghi, sorgenti termali) e cultura (tra cui
necropoli etrusche, ville e citta' romane, borghi medievali) e, soprattutto,
dalla quiete, dono rarissimo ai nostri giorni, quasi quanto il tempo libero.
A parita' di investimento, se le risorse fossero
indirizzate a sostenere la costruzione di piste ciclabili, migliorare la
ricettivita' turistica, produrre alcune infrastrutture finalizzate a migliorare
i collegamenti con la capitale, i vicini aeroporto di Fiumicino e porto di
Civitavecchia e i servizi legati al turismo, alla produzione artigianale e
all'offerta culturale, non si produrrebbe forse una ricchezza maggiore, meglio
distribuita, rispettosa dell'ambiente e duratura nel tempo, insomma, con una
parola oggi di moda, realmente sostenibile?
Qualora il progetto fosse realizzato, fra tre anni,
con 200 voli al giorno (pari a circa 8 arrivi o decolli per ora) e milioni di
passeggeri che transiteranno (appunto transiteranno e non si fermeranno certo
in zona!) saranno distrutte le piu' importanti e non riproducibili risorse del
luogo: la quiete e l'equilibrio tra storia e natura. Diminuira' il valore dei
beni immobiliari dell'intera piana e del territorio limitrofo (in cui sono
situate anche Tuscania, Montefiascone e i laghi di Vico e Bolsena) e chi potra'
andra' a trascorrere le proprie vacanze, o a risiedere, altrove, in luoghi meno
rumorosi e inquinati.
Perche' nel nostro paese non si riesce ad avere
una concezione del progresso equilibrata e non distruttiva delle reali risorse
che ci sono proprie e sono irriproducibili?
Nell'esprimere la mia adesione alle argomentazioni
espresse dal Comitato spontaneo di cittadini creato il 25 luglio del 2007 e da
allora operante, ritengo opportuna e necessaria anche una chiara e veloce presa
di posizione delle Associazioni che da tanti anni hanno contrassegnato il
dibattito civile e democratico a favore dei nostri beni comuni.
Emilio Cabasino
docente di economia della cultura presso
l'Universita' degli Studi della Tuscia, Facolta' di Conservazione dei beni
culturali, Scuola di specializzazione in tutela e valorizzazione dei beni
storico-artistici
Roma, 29 settembre 2009
5. ACQUE. DOMENICO SCILIPOTI: INTERROGAZIONE
PARLAMENTARE A RISPOSTA SCRITTA SULLA SITUAZIONE DELLE ACQUE DEL LAGO DI VICO
[Dal deputato dell'Italia dei valori Domenico
Scilipoti riceviamo e diffondiamo]
Al Ministro del Welfare, e al Ministro
dell'Ambiente,
Premesso che,
il lago di Vico per la sua bellezza e per le sue acque rappresenta un
patrimonio naturalistico ed una risorsa per l'intera provincia di Viterbo, in
particolare per i comuni di Ronciglione e Caprarola che utilizzano le sue acque
anche per uso potabile;
il suo ecosistema presenta delle criticita', ormai
ben note da alcuni anni e attualmente in fase di peggioramento(processo di
eutrofizzazione), che necessitano di soluzioni efficaci, definitive e non piu'
rimandabili;
le acque di questo lago a causa della sua origine
vulcanica sono ricche di arsenico, un elemento classificato come cancerogeno
dalla Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (Iarc) e presentano da
qualche anno periodiche fioriture di un'alga denominata Plankthotrix rubescens
(alga rossa);
questa microcistina e' classificata, sempre
dall'Iarc, come elemento cancerogeno di classe 2 b;
lo sviluppo dell'alga Plankthotrix rubescens e'
favorito dalla presenza di composti azotati e fosfati che le fanno da
nutrimento e che possono derivare dalla presenza di scarichi civili abusivi
come da pratiche agricole inidonee che utilizzano eccessivi quantitativi di
sostanze fertilizzanti e fitofarmaci;
l'area circostante il lago e', tra l'altro,
adibita in gran parte alla produzione di nocciole.
Come documentato scientificamente, gli effetti
delle microcistine sulle persone e gli animali possono cosi' essere riassunti:
a) epatotossicosi acuta, per ingestione diretta;
b) polmoniti allergiche ed epatotossicosi, se
respirate, ad esempio, nel corso di attivita' ricreative e sportive in sistemi,
idrici e non, contaminati da alghe in fase di fioritura;
c) promozione di tumori, se ingerite in dosi
sub-acute per diverso tempo (tumori epatici, gastrointestinali, epiteliali).
L'esposizione alle microcistine possono
verificarsi anche:
a) attraverso l'ingestione di acqua potabile
contaminata da alghe in fase di fioritura;
b) tramite la balneazione;
c) tramite l'inalazione di aerosol durante
attivita' ricreative in prossimita' delle aree di fioritura dell'alga;
d) con l'assunzione di alimenti trattati e realizzati
con acque contaminate(la microcistina non e' termolabile);
e) durante i trattamenti di emodialisi.
La fauna ittica che vive nel bacino e negli invasi
contaminati e' anch'essa esposta alle microcistine,e ne viene contaminata a sua
volta;
gli animali che vivono in allevamenti, nel caso
vengano abbeverati con acque contaminate dalle
microcistine, ne vengono contaminati a loro volta;
le specie vegetali, qualora vengano irrigate con
acque contaminate dalle microcistine, ne vengono contaminate a loro volta;
la flora e la fauna, una volta contaminate da
queste microcistine, possono divenire ulteriori vettori di esposizione per le
persone in quanto entrano a far parte della
catena alimentare.
L'Associazione italiana medici per l'ambiente -
Isde, sezione di Viterbo, fin dal giugno
la stessa Associazione italiana medici per
l'ambiente - Isde, sezione di Viterbo, ha promosso un incontro scientifico il
20 gennaio 2009 sul tema "L'ecosistema del lago di Vico: problematiche
generali in relazione alla potabilita' e salubrita' delle sue acque": a
questo incontro sono intervenuti in qualita' di relatori: la dottoressa Milena
Bruno dell'Istituto Superiore di Sanita'; il professor Giuseppe Capelli e il
professor Roberto Mazza del dipartimento di Scienze Geologiche dell'Universita'
degli Studi "Roma Tre", responsabili dello studio sullo stato
idrogeologico delle acque del lago di Vico (2007); il professor Giuseppe
Nascetti, ordinario di Ecologia, prorettore dell'Universita' della Tuscia; la
dottoressa Elisabetta Preziosi, ricercatrice dell'Istituto di Ricerca sulle
Acque (Irsa-Cnr); il dottor Mauro Mocci, del Coordinamento dell'Alto Lazio
dell'Isde e la dottoressa Antonella Litta, referente per Viterbo dellIsde;
da questo incontro sono emerse precise indicazioni
circa gli interventi urgenti da avviare per il risanamento del lago e a
garanzia della salubrita' delle sue acque destinate a consumo umano,
consistenti in:
a) nel monitoraggio piu' intenso e costante dello
stato delle acque, della flora e della fauna, e soprattutto della microcistina
nelle acque destinate a consumo umano;
b) nel piu' corretto ed appropriato uso dei potabilizzatori
degli acquedotti comunali, che devono essere dotati di sistemi e filtri adatti
ad eliminare i diversi e possibili inquinanti, come l'arsenico, i pesticidi e
la microcistina tossica prodotta
dell'alga rossa;
c) nell'individuazione di fonti alternative di
approvvigionamento idrico, ad esempio pozzi;
d) nell'avvio immediato delle piu' corrette
pratiche agricole che prevedano la riduzione sostanziale dell'uso di
fertilizzanti e fitofarmaci;
e) nell'eliminazione di eventuali scarichi fognari
abusivi.
Non esistono dati certi, relativi ai processi di
potabilizzazione e monitoraggio delle acque provenienti dal lago di Vico e
destinate all'approvvigionamento idrico dei cittadini di Caprarola e
Ronciglione;
i cittadini di Caprarola e Ronciglione vivono in
uno stato di grande preoccupazione per la propria salute:
quali iniziative intendano prendere i Ministri
interrogati, per acquisire tutte le informazioni relative agli interventi
finora intrapresi dalle amministrazioni comunali di Caprarola e Ronciglione,
dalla Asl di Viterbo, dalla Provincia di Viterbo e dalla Regione Lazio, al fine
di contrastare questa situazione di gravissimo danno dell'ecosistema lacustre
ed a tutela della salute dei cittadini;
se e quali disposizioni siano state emanate per
impedire l'ulteriore peggioramento delle condizioni delle acque del lago e
quindi della qualita' delle acque che vengono consumate dai residenti nei
comuni di Ronciglione e Caprarola;
se dalla prima segnalazione della presenza
dell'alga Plankthotrix rubescens nel lago siano state poste in essere tutte le
misure necessarie a tutelare la salute delle persone;
se di questa situazione e' stata informata
adeguatamente la popolazione, come previsto dalla vigente normativa e, quindi,
se siano stati rispettati ed attuati in modo corretto il comma 3 dell'art. 5 e il comma 4 dell'art. 10 del DL
n. 31 del 2 febbraio 2001 "Attuazione della direttiva 98/83 CE relativa
alla qualita' delle acque destinate a consumo umano";
quali misure e dispositivi sono stati utilizzati
per eliminare la microcistina dalle acque utilizzate dalle industrie alimentari
locali, in particolare nei comuni di Ronciglione e Caprarola;
quali misure e dispositivi sono stati utilizzati
per eliminare la microcistina dalle acque utilizzate nei pubblici esercizi
comunali, in particolare nei comuni di Ronciglione e Caprarola;
quali misure e dispositivi sono stati utilizzati
per eliminare la microcistina dalle acque utilizzate dalle scuole, in
particolare nei comuni di Ronciglione e Caprarola;
quali misure e dispositivi sono stati utilizzati
per eliminare la microcistina dalle acque utilizzate dall'ospedale di
Ronciglione;
quali siano i risultati del monitoraggio sulla
concentrazione di microcistina nelle acque destinate a consumo umano, dalla
prima segnalazione della presenza dell'alga Plankthotrix rubescens ad oggi;
quali siano i risultati del monitoraggio sulla
concentrazione di microcistina nelle carni dei pesci di piu' largo consumo
alimentare e soggetti a vendita, dalla prima segnalazione della presenza
dell'alga Plankthotrix rubescens ad oggi.
Domenico Scilipoti
Roma, 24 settembre 2009
6. NUCLEARE. GIANNI MATTIOLI E MASSIMO SCALIA:
CONTRO IL NUCLEARE LE REGIONI PRESENTANO RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 24
settembre 2009 col titolo "Il no delle Regioni" e il sottotitolo
"L'affaire nucleare del governo"]
Finalmente e' accaduto. Quella posizione politica
di rifiuto del nucleare sul loro territorio, che alcuni presidenti di Regione
avevano pubblicamente preso subito dopo che gli atti del Governo si erano
mostrati conseguenti con la dichiarata volonta' di riprendere la partita
nucleare, assume ora il profilo piu' elevato e concreto del ricorso alla Corte
Costituzionale.
E il ricorso estende il rifiuto anche a Regioni
che, come Lazio, Umbria, Liguria e Marche, non avevano ancora preso una
posizione politica sulla questione.
Non e' stata una decisione facile.
Nell'incontro che il comitato "Si' alle fonti
rinnovabili, No al nucleare" aveva avuto col presidente della conferenza
Stato-Regioni, Vasco Errani, le ragioni della cautela non riguardavano solo la
materia costituzionale ma la considerazione che un ricorso alla Corte, che non
fosse ben studiato e saldissimamente fondato, avrebbe esposto al rischio di un
possibile rigetto. Si aggirava il fantasma dell'analoga vicenda sul decreto
"sblocca centrali" di qualche anno fa. Oggi, che il dado e' tratto,
vada il plauso alle Regioni ricorrenti, e noi ne approfittiamo per ringraziare,
tra gli altri, Ernesto Bettinelli per il suo prezioso contributo di studioso
costituzionalista.
E' stata cosi' posta una solida prima pietra, ben
prima di quella che il governo auspica per una centrale atomica del suo
programma. Le associazioni ambientaliste, i comitati risorti sui siti in odore
di una possibile indicazione tirano un sospiro di sollievo, insieme a tutti
quei cittadini che, oltre ai corposi problemi irrisolti del nucleare, vedono
nella "follia nucleare" del governo un'inequivocabile segno
reazionario:
Si prospetta in tutta la sua gravita' e in tutte
le sue dimensioni l'affaire nucleare, dalle navi dei veleni, alla collina del
Cesio 137, alle scorie radioattive, all'incapacita' di gestione e di tutela
della salute pubblica che, proprio su questo terreno, questo governo ha gia'
ampiamente dimostrato, quando di fronte ai fatti il velo mediatico non copre
piu'.
Allora il no al nucleare, senza alcuna
subordinata, si pone come condizione necessaria per affrontare con nettezza
questo sfasciume. E, in positivo, per lasciarsi alle spalle il vecchio modello
energetico ad alta concentrazione e il nefasto mito della crescita illimitata.
Per muovere con politiche concrete e stanziamenti pubblici, disponibili per le
Regioni e per gli altri Enti territoriali, verso il nuovo modello proposto
dalla "rivoluzione energetica" dei tre 20% della Ue: uso efficiente
dell'energia e fonti diffuse sul territorio, disponibili per tutti a partire
dall'autoconsumo, e in generale piu' controllabili da parte dei cittadini.
Lungo questa strada si puo' rimontare
quell'occasione che il governo Berlusconi e' pervicacemente teso a voler
mancare. E si possono incontrare quei soggetti che diffondono il ricorso alle
"buone pratiche", ai gruppi di acquisto solidali, alle azioni di
difesa della salute e ad altri strumenti, che ampliano quel mercato in cui il
valore d'uso conta piu' del valore di scambio e che trasformano la
mobilitazione delle coscienze individuali in azione non solo culturale e
sociale ma anche politica.
E' un pezzo fondamentale di un riformismo vero,
cosi' necessario al nostro Paese. E magari si incrociano anche speranze,
bisogni e coscienze di quelli che tra qualche mese saranno chiamati a votare
per i nuovi Consigli regionali.
7. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI
OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI VITERBO E S'IMPEGNA PER
Per informazioni e contatti: Comitato che si
oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto
aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di
tutti: e-mail: info@coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del
comitato, la dottoressa Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail:
antonella.litta@libero.it
Per ricevere questo notiziario: nbawac@tin.it
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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in
cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione:
strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Numero 235 del 3 ottobre 2009
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