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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in
cammino"
Numero 225 del 12 settembre 2009
In questo numero:
1. Alcuni criteri per un movimento europeo per la
riduzione del trasporto aereo
2. Modello di esposto recante la notitia criminis
concernente varie fattispecie di reato configurate da misure contenute nella
legge 15 luglio 2009, n. 94
3. Modello di esposto recante la notitia criminis
concernente il favoreggiamento dello squadrismo
4. Sabato 19 settembre in piazza San Pellegrino a
Viterbo
5. Marinella Correggia: Le ultime donne
6. Marinella Correggia: Alberi
7. Marinella Correggia: Vittime del carbon trade
8. Marinella Correggia: Contadini indiani in lotta
9. Vittoria Prisciandaro intervista Karl Golser
10. Per contattare il comitato che si oppone al
mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo
1. EDITORIALE. ALCUNI CRITERI PER UN MOVIMENTO
EUROPEO PER
Deve saper tenere insieme le ragioni locali e
quelle globali: la difesa di quel preciso luogo nella sua concreta unicita' e
la difesa della biosfera tutta.
Deve saper tenere insieme difesa dell'ambiente e
promozione dei diritti umani di tutti gli esseri umani: ambiente ed umanita'
non sono due termini opposti, solo nell'ambiente l'umanita' - che ne e' parte -
puo' vivere, e solo se l'umanita' si prendera' cura dell'ambiente non
distruggera' le condizioni che di essa umanita' l'esistenza consentono.
Deve saper tenere insieme fermezza nel contrasto e
indicazione di alternative: poiche' la mobilita' e' un diritto umano che deve
realizzarsi in condizioni eco-equo-solidali, e' necessario promuovere modelli
di mobilita' coerenti con modelli di sviluppo sostenibili ed equilibrati,
democratici ed autocentrati, con tecnologie adeguate e processi reversibili.
Deve saper tenere insieme scienza e sapienza: le
conoscenze tecniche e scientifiche senza la saggezza producono catastrofi, la
saggezza se non governa le conoscenze tecniche e scientifiche e' contemplazione
impotente o fuga nel nulla.
Deve saper tenere insieme versante legislativo e
ragioni del cuore: valorizzando le norme vigenti a tutela di ambiente, salute,
diritti dell'umanita' e le indicazioni dei documenti fondanti del diritto
internazionale e del costituzionalismo moderno; e valorizzando ugualmente i
sentimenti delle persone.
Deve saper tenere insieme pluralita' ed
universalita': pluralita' dei punti di vista e delle esperienze, ed
universalita' dei diritti.
Deve saper tenere insieme lotta e dialogo: lotta
che umanizza, dialogo che si oppone alla violenza.
Deve saper tenere insieme articolazione e
maturazione delle proposte e dei soggetti e scelta nitida e intransigente della
nonviolenza: consentendo la partecipazione di tutte le persone, ed a tutte le
persone proponendo un percorso di ascolto, studio, dialogo, impegno che ogni
violenza ripudi, che ogni violenza contrasti: un impegno di dispiegata
umanita', di civile convivenza, di solidarieta' che tutti raggiunge, di cura
che di tutto si fa responsabile.
Chiamiamo questo percorso, questa scelta, questo
impegno di lotta e di cura col semplice nome di nonviolenza.
2. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE
Alla Procura della Repubblica di ...
Al Presidente del Tribunale di ...
Al Presidente della Corte d'Appello di ...
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente della Provincia di ...
Al Presidente della Regione ...
Al Questore di ...
Al Prefetto di ...
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della
Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis
concernente varie fattispecie di reato configurate da misure contenute nella
legge 15 luglio 2009, n. 94
Con il presente esposto si segnala alle
istituzioni in indirizzo, al fine di attivare tutti i provvedimenti di
competenza cui l'ordinamento in vigore fa obbligo ai pubblici ufficiali che le
rappresentano, la notitia criminis concernente il fatto che nella legge 15
luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza
pubblica", volgarmente nota come "pacchetto sicurezza", sono
contenute varie misure, particolarmente all'art. 1 e passim, che configurano
varie fattispecie di reato con specifico riferimento a:
a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie
di essi sancite dalla Costituzione della Repubblica Italiana;
b) violazione dei diritti dei bambini;
c) persecuzione di persone non per condotte
illecite, ma per mera condizione esistenziale;
d) violazione dell'obbligo di soccorso ed
accoglienza delle persone di cui all'art. 10 Cost.;
e) violazione del principio dell'eguaglianza
dinanzi alla legge.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti
si richiede in particolare che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle
forme previste nei confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per
tutti i reati che riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato
in caso di archiviazione da parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione
esponente
indirizzo
luogo e data
3. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE
Alla Procura della Repubblica di ...
Al Presidente del Tribunale di ...
Al Presidente della Corte d'Appello di ...
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di ...
Al Presidente della Provincia di ...
Al Presidente della Regione ...
Al Questore di ...
Al Prefetto di ...
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della
Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis
concernente il favoreggiamento dello squadrismo
Con il presente esposto si segnala alle
istituzioni in indirizzo, al fine di attivare tutti i provvedimenti di
competenza cui l'ordinamento in vigore fa obbligo ai pubblici ufficiali che le
rappresentano, la notitia criminis concernente il fatto che nella legge 15
luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza
pubblica", volgarmente nota come "pacchetto sicurezza", e'
contenuta una misura, quella di cui all'art. 3, commi 40-44, istitutiva delle
cosiddette "ronde", che palesemente configura il favoreggiamento
dello squadrismo (attivita' che integra varie fattispecie di reato), anche alla
luce di pregresse inquietanti esternazioni ed iniziative di dirigenti
rappresentativi del partito politico cui appartiene il Ministro dell'Interno e
di altri soggetti che non hanno fatto mistero ed anzi hanno dato prova di voler
far uso di tale istituto a fini di violenza privata, intimidazione e
persecuzione, con palese violazione della legalita' e finanche intento di
sovvertimento di caratteri e guarentigie fondamentali dell'ordinamento
giuridico vigente.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti
si richiede in particolare che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle
forme previste nei confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per
tutti i reati che riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato
in caso di archiviazione da parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione
esponente
indirizzo
luogo e data
4. INIZIATIVE. SABATO 19 SETTEMBRE IN PIAZZA SAN
PELLEGRINO A VITERBO
La bellezza, il paesaggio, la poesia, il Bulicame.
Contro il mega-aeroporto di Viterbo.
Sabato 19 settembre, alle ore
Iniziativa promossa dal comitato che si oppone al
mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in
difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti.
Per informazioni: tel. 3383810091, e-mail:
info@coipiediperterra.org
5. TERRA. MARINELLA CORREGGIA: LE ULTIME DONNE
[Dal quotidiano "Il manifesto" dell'11
agosto 2009 col titolo "Le ultime donne"]
Si e' aperta ieri a Bonn
Come parteciperanno i paesi "grandi
emettitori di gas serra pro capite"? Un esempio e' dato dalla Nuova
Zelanda. Il ministro neozelandese per i negoziati sul clima, Tim Groser, ha
annunciato che tagliera' le emissioni di gas serra del paese (meta' delle quali
vengono dall'allevamento) del 10-20% rispetto al 1990 entro il 2020. Non e'
granche' rispetto a quanto sarebbe necessario da parte delle nazioni ricche. Ma
Come pensano di fare? Con il solito mix: un po' di
riduzione delle emissioni, ma soprattutto: sequestro del carbonio con nuove
piantagioni e acquisto di diritti di emissione da nazioni creditrici.
Intanto, analisti ed esperti del Pentagono e dei
servizi segreti reiterano quel collegamento fra caos climatico e problemi per
la sicurezza nazionale statunitense che fece scalpore nel 2004, quando in piena
era Bush (negazionista sul clima) un documento segreto della Difesa Usa
affermo' che la minaccia climatica era peggiore di quella del terrorismo. I
prossimi venti o trenta anni, dicono ora i militari a stelle e strisce,
potrebbero portare alla necessita' di "soccorso umanitario o interventi
militari" (non proprio la stessa cosa...) per contrastare gli effetti di
sconvolgimenti come le migrazioni di massa, le pandemie, gli eventi estremi
tipo siccita' e inondazioni. Queste tragedie potrebbero nutrire gruppi armati e
destabilizzare intere regioni, in particolare l'Africa subsahariana, il Medio
oriente e l'Asia del Sud-Est. Rischia peraltro di finire sommersa dai flutti -
come molte isole del mondo - la base Diego Garcia, un atollo nell'Oceano
Indiano che serve da hub logistico per le forze statunitensi e inglesi in Medio
Oriente.
Ma chi deve temere di piu' per la propria
sopravvivenza ai tempi della presente e futura crisi climatica non sono certo i
cittadini e il sistema statunitense bensi' le donne piu' povere del mondo.
Chiamiamole le "ultime donne" per richiamare il concetto caro a
Gandhi di "last man", "ultimo uomo" (il piu' misero e
sfruttato). Cosi', dal canto suo, come il Pentagono anche il presidente
sudafricano Jacob Zuma - mette in evidenza il sito "Dispatch.co.za" -
ha di recente richiamato la "minaccia climatica", ma riferendola alle
donne povere del mondo le cui vite gia' subiscono e ancor piu' subiranno il
peso maggiore di un caos di cui sono non responsabili.
Dei due miliardi di persone che vivono in estrema
poverta', due terzi sono donne, che dipendono direttamente dalle risorse
naturali, sia in quanto contadine (e in Africa i raccolti potrebbero dimezzarsi
del 50% da qui al 2050 secondo l'Intergovernmental Panel on Climate Change,
organismo scientifico dell'Onu), sia per l'approvvigionamento familiare di
acqua ed energia, sia per la precarieta' delle condizioni di vita negli
insediamenti "informali" che sono la norma in tante parti
dell'Africa. Gli attivisti sudafricani chiedono pero' impegni al di la' delle
parole non solo alla comunita' internazionale ma anche al governo nazionale.
6. TERRA. MARINELLA CORREGGIA: ALBERI
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 19
agosto 2009 col titolo "Piu' alberi, meno foreste"]
Il Kenya promette di spendere nei prossimi anni di
piu' per la riforestazione che per la costruzione di strade e per progetti
energetici: piu' alberi, meno asfalto. In venti anni, secondo le dichiarazioni
del Ministro dell'Ambiente John Michuki riportate dalla Reuters, il paese
piantera' 7,6 miliardi di alberi per un costo di circa 20 miliardi di dollari.
Dunque un miliardo di dollari all'anno in media, a fronte dei 650 milioni che
quest'anno sono stanziati per le strade e dei 400 milioni per i progetti
energetici.
Non e' solo virtu', e' una necessita' assoluta: e'
coperto da foreste un misero 3% del paese in cui ha lavorato Wangari Maathai,
Premio Nobel per la pace e "madre" del Green Belt Movement che di
alberi ne ha piantati decine di milioni. L'obiettivo e' ora arrivare al 10%. Da
decenni le foreste sono vittime dello "sviluppo" e della poverta' al
tempo stesso, e gli effetti della loro distruzione picchiano duro sui kenyani:
perdita di risorse idriche e agricole, con interi fiumi inariditi, energetiche,
con la diminuzione di capacita' delle dighe idroelettriche, problemi per il
turismo. La principale foresta del Kenya,
Ma naturalmente piantare alberi non e' un valore
assoluto. Dipende da cosa, come, per quanto, dove. Ad esempio l'Indonesia ha
archiviato il divieto - che vigeva da un anno - di convertire le torbiere
nazionali per le piantagioni di palma da olio. Si prevedono regole definite
"stringenti", nel senso che potranno essere occupati cosi' solo due
milioni di ettari sui 25 milioni di ettari di torbiere indonesiane. I gruppi
ambientalisti ritengono disastrosa la decisione: nelle torbiere del mondo e'
intrappolata una quantita' stratosferica di gas serra, pari a 37,8 miliardi di tonnellate
di carbonio, e ogni ettaro prosciugato significa aumentare le emissioni di gas
serra. Il biodiesel prodotto con l'olio di quelle piantagioni di palma avrebbe
dunque un'impronta in carbonio (dunque climatica) 400 volte piu' alta dei
carburanti fossili. Secondo l'organizzazione Wetland International, ogni anno
circa 660 milioni di tonnellate di carbonio sono rilasciate da torbiere che si
prosciugano e si ossidano. Il drenaggio e il degrado delle torbiere sono legati
anche agli incendi che provocano il rilascio di ulteriori 1.400 milioni di
tonnellate di Co2. Il 90% di queste emissioni viene dall'Indonesia.
Queste notizie di segno opposto dal Kenya e
dall'Indonesia arrivano mentre uno studio, condotto su 70.000 alberi in foreste
pluviali dell'Africa e pubblicato sulla rivista scientifica "Nature",
suggerisce che gli alberi delle foreste pluviali crescono di piu' e dunque
riescono a intrappolare piu' gas serra del previsto: globalmente 4,8 miliardi
di tonnellate, circa un quinto dell'anidride carbonica rilasciata ogni anno
dalla combustione dei fossili. Si riteneva in precedenza che le foreste mature
fossero "neutrali" quanto al bilancio di anidride carbonica, nel
senso che quella trattenuta dagli alberi in crescita veniva "sostituita"
da quella rilasciata dalle piante morenti. Del resto, ammoniscono gli esperti,
le foreste diventerebbero davvero "neutrali" e anzi potrebbero
convertirsi in emettitrici nette di gas serra se i cambiamenti climatici
portassero a un aumento di incidenza degli incendi. Incendi "di nuova
generazione", una "emergenza globale" come denuncia Greenpeace
relativamente alla stessa Europa del Sud. Quest'estate l'Europa nel suo insieme
ha gia' perso nel fuoco circa
7. TERRA. MARINELLA CORREGGIA: VITTIME DEL CARBON
TRADE
[Dal quotidiano "Il manifesto" dell'8
settembre 2009 col titolo "Vittime del carbon trade"]
Moderne indulgenze: gli scambi dei diritti di
emissione, obbligatori o volontari, permettono in sostanza a chi puo' pagare -
e non costa tanto - di acquisire il diritto di pesare sul clima piu' di quanto
dovrebbe. Funziona infatti cosi': invece di ridurre le emissioni, compagnie e
settori possono comprarsi il diritto di continuare a riscaldare il pianeta,
compensando con progetti che altrove riducono o ridurrebbero le emissioni. Il
Meccanismo per lo sviluppo pulito creato dal protocollo di Kyoto (la cui
operativita' scade nel 2012: il prossimo dicembre a Copenaghen si dovrebbe
trovare un "modus vivendi" - e' il caso di dirlo - dal
Le Nazioni Unite considerano il mercato del carbonio
un sistema efficiente per guidare gli investimenti verso il taglio delle
emissioni globali. Ma ci sono molti "ma". Il mercato del carbonio e'
diviso in due. Da un lato c'e' il mercato obbligatorio, stabilito dal
Meccanismo per lo sviluppo pulito o Clean Development Mechanism (Cdm), e dal
Sistema europeo di scambio delle emissioni (Ets), programmi obbligatori che
valgono 32 miliardi di dollari all'anno. Dall'altro c'e' il mercato delle
compensazioni volontarie, molto piu' piccolo ma in crescita, che coinvolge
individui, compagnie e anche governi consentendo loro di pagare per progetti
che mitigano le loro emissioni: impianti eolici o altre fonti di energia
rinnovabile, recupero del metano (potente gas serra) dalle discariche,
riforestazione (altri importanti interventi finora negletti sarebbero la
coltivazione del riso a secco anziche' in acqua e la riduzione degli
allevamenti soprattutto bovini, intensivi ed estensivi, e molto altro). Nel
2008 le compensazioni volontarie hanno totalizzato 123 milioni di tonnellate di
crediti di carbonio, raddoppiando rispetto al
Le compensazioni volontarie si prestano a
giochetti piu' piccoli ma ancora piu' sporchi di quelli del mercato
obbligatorio. Ad esempio in Uganda la "Fondazione per le foreste che
assorbono le emissioni di anidride carbonica" (Face), un'organizzazione
olandese "impegnata" in questo commercio, sta provocando danni alle
popolazioni locali. Ne riferisce l'agenzia di stampa "Inter Press Service"
(Ips): per far spazio ai nuovi alberi, abitanti indigeni dell'etnia benet sono
stati sloggiati come intrusi. Il progetto della Face consiste nel piantumare
Il progetto della Face in Uganda e' assicurato per
99 anni ma ecco il terzo incomodo: le comunita' indigene della montagna che si
vi oppongono decisamente. Moses Mwanga, portavoce di un'organizzazione che li
sostiene, ha detto all'Ips che le evacuazioni forzate hanno provocato grandi
sofferenze ai benet, che ora vivono in slum, dopo aver perso le terre e i
miseri beni.
8. TERRA. MARINELLA CORREGGIA: CONTADINI INDIANI
IN LOTTA
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 10
settembre 2009 col titolo "Kisan, energica protesta"]
Molti decenni fa l'economista gandhiano Kumarappa
- morto nel 1960 - dedico' il suo libro Finance and Poverty ai contadini e
braccianti indiani, i kisan, "che sopportano il caldo e la fatica".
E' tuttora cosi'. Anzi adesso quei lavoratori devono sopportare anche la
globalizzazione. Per questo in 50.000 sono confluiti davanti al parlamento di
New Delhi giorni fa per una protesta pacifica ma energica, con tanto di salti
sulle barricate della polizia, arresti e immediati rilasci. Promotori il
Coordinamento indiano dei movimenti agricoli e i rappresentanti nazionali del
sindacato internazionale Via campesina. Obiettivo: protestare - come in India
hanno iniziato a fare in modo eclatante nel 1997 - contro quella rovinafamiglie
(rurali) dell'Organizzazione mondiale del commercio. Gia': perche' proprio il
governo indiano, ospitando un minivertice Omc, ha deciso di
"rivitalizzarla", dando il segnale che l'impasse nei negoziati del
Doha Round puo' essere superata, completando entro il 2010 la liberalizzazione
dell'agricoltura a vantaggio del grosso business. Il che metterebbe a rischio i
mezzi di sussistenza di oltre due terzi degli abitanti del paese, legati al
mondo dell'agricoltura, per i quali la concorrenza di quelli che essi chiamano
"gli attori agricoli dei paesi sviluppati, pesantemente sussidiati dai
loro governi" sarebbe imbattibile e si aggiungerebbe agli altri devastanti
fattori di crisi, come la siccita'.
Giorni prima i rappresentanti del mondo agricolo
avevano incontrato il ministro dell'Agricoltura Anand Sharma. Ricavandone la
promessa che non li avrebbe mai traditi. E pero', denunciano, e' successo il
contrario. L'India infatti si sta muovendo in completa segretezza nel quadro di
vari accordi di libero scambio, oltre all'Omc; e sta perdendo terreno rispetto
ai paesi sviluppati, soprattutto gli Stati Uniti, nel negoziare gli unici
meccanismi che potrebbero proteggere dalla devastazione il suo vitale settore
agricolo: i "prodotti speciali" (Sp) e il "meccanismo speciale
di salvaguardia" (Ssm). L'India ha accettato di esentare dai tagli alle
tariffe doganali (imposti dall'Omc) solo otto o nove colture e solo il 5% dei
prodotti agricoli. Molto poco, quasi nulla per un paese che ha una grande
agrobiodiversita' in 15 zone agroclimatiche. Quanto al meccanismo di salvaguardia
che dovrebbe prevenire la crescita delle importazioni, e' stato reso del tutto
inoffensivo appesantendolo di termini e condizioni. Gli Stati Uniti stanno
forzando la penetrazione di derrate specifiche come mais, riso, cotone e soia,
gia' riversate con il dumping nei mercati di tutto il mondo. E' anche in gioco,
dice Via Campesina, il modello di agricoltura promosso dall'Omc: industriale,
ad alta densita' di input chimici. Ma gli agricoltori indiani promettono
battaglia "finche' il ministro Sharma e il Primo Ministro non onoreranno
la promessa di proteggere le condizioni di vita nelle campagne".
Intanto in Bangladesh si sono incontrate diverse
donne agricoltrici provenienti da Nepal, India, Corea del Sud, Filippine,
Thailandia, Indonesia. Hanno voluto calare nella pesante realta' bangladeshi la
campagna di Via Campesina contro le violenze sulle donne (ma violenza e' anche
la mancanza di accesso all'acqua pulita e ai rifugi anticiclone, vitali per la
sopravvivenza). E hanno voluto dare manforte alla lotta per la terra condotta
da due sindacati rurali, il Bangladeshi Kisan Sabha e
9. RIFLESSIONE. VITTORIA PRISCIANDARO INTERVISTA
KARL GOLSER
[Dal mensile "Jesus", n. 4, aprile 2009
col titolo "Conversione ecologica" e il sommario "Presidente dei
teologi moralisti d'Italia, il nuovo vescovo di Bolzano Karl Golser spiega
perche' tornare al nucleare e' una scelta errata. E perche' anche
E' un uomo di confine Karl Golser, classe '43,
vescovo di Bolzano-Bressanone, consacrato l'8 marzo scorso. Confini geografici
e amministrativi: pastore in una diocesi trilingue - italiano, tedesco, ladino
- dove persiste una tensione tra la maggioranza italiana e la protetta
minoranza tedesca. Confini ecclesiali: autorevole teologo, e' presidente dei
moralisti italiani, consacrato vescovo in una stagione in cui, come emerso
anche al recente Sinodo sulla Parola, i rapporti tra pastori e teologi non sono
facilissimi. Confini culturali: direttore dell'Istituto per la giustizia, la
pace e la salvaguardia del creato di Bressanone, chiamato a intervenire su
questioni che ormai dividono la societa' e la politica. Per esempio l'impiego
dell'energia nucleare: in questo caso piu' che all'Italia, che ha annunciato di
voler procedere alla riapertura e alla costruzione di nuove centrali, Golser
preferisce guardare oltre confine, alla vicina Austria.
*
- Vittoria Prisciandaro: Eccellenza, lei ha piu'
volte ribadito che il nucleare non e' una soluzione al problema energetico. Perche'?
- Karl Golser: Soprattutto perche' non si
considera l'impatto delle scorie sulle future generazioni. Non si sa quanto
tempo occorra perche' le radiazioni vengano smaltite, il loro deposito e' una
questione irrisolta. L'energia nucleare non puo' essere definita rinnovabile,
perche' anche le scorte di uranio finiranno, mentre altre forme di energia lo
sono realmente, possono avere una diffusione piu' capillare e permettere un
risparmio energetico. Con il nucleare ci guadagneranno ancora una volta le grande
industrie. C'e' poi il problema della sicurezza, che non e' garantita al cento
per cento, come tanti incidenti hanno dimostrato. E' vero che importiamo
energia dalla Francia e da altri Paesi, ma ci sono anche nazioni come l'Austria
che hanno detto no al nucleare. Infine la messa a punto di un piano energetico
nucleare richiede tempi lunghi, mentre ci sono altre cose che si potrebbero
fare gia' da adesso e non vengono prese in considerazione.
*
- Vittoria Prisciandaro: Il nostro Paese partecipa
alla cordata per una revisione del protocollo di Kyoto. In generale, come
giudica l'operato dei nostri Governi sulle tematiche ambientali?
- Karl Golser: Ho l'impressione che l'Italia sia
come uno studente che non abbia fatto i compiti a casa. Altre nazioni, come per
esempio
*
- Vittoria Prisciandaro: La tematica ambientale e'
stata in passato contrapposta all'antropocentrismo cristiano. Un conflitto
sanato?
- Karl Golser: La religione cristiana non e'
antropocentrica, come dice una vecchia accusa. E' invece teocentrica, nel senso
che ci riferiamo alla creazione come espressione della carita' di Dio. Anche se
l'uomo e' visto come il coronamento della creazione, e' sempre posto in
relazione con gli altri esseri creati, che hanno la loro dignita' e il loro
valore. Fino al Medioevo l'uomo si sentiva inserito in un grande cosmo; poi, con
l'era moderna, si e' messo al centro del mondo, ha prodotto progresso ma senza
rispettare le leggi della natura e si e' creata una frattura. Adesso abbiamo
due correnti: una panteistica, che vorrebbe ritornare alle religioni primitive,
quelle indiane o africane, in cui tutto e' sacro e la natura viene quasi
divinizzata; e poi un antropocentrismo relazionale, in cui la responsabilita'
e' concentrata sulla persona, libera e in grado quindi di sentire l'urgenza di
una conversione ecologica, di cambiare rotta per arrivare alla sostenibilita'.
Gia' alla fine degli anni '70 il Papa diceva che la teologia aveva dimenticato
la creazione, concentrandosi sulla storia della salvezza, sull'Esodo. Adesso
l'esegesi e' attenta anche al creato, a quello che Dio ha benedetto e ci ha
affidato.
*
- Vittoria Prisciandaro: Quanto e' diffusa tra i
cattolici questa sensibilita'?
- Karl Golser: Sulla tematica ambientale negli
ultimi dieci anni c'e' stata una crescita continua. All'assemblea ecumenica di
Graz si era cercato di costituire una Rete europea di responsabili
dell'ambiente e nelle Chiese cattoliche, a parte
*
- Vittoria Prisciandaro: L'Associazione dei
moralisti italiani ha discusso di recente su "Carita' e giustizia per il
bene comune". Che cosa significa questo slogan in un Paese che
difficilmente riesce a ritrovarsi unito?
- Karl Golser: Il termine "bene comune"
non e' considerato nelle teorie economiche. Si parte sempre dall'individuo
orientato al proprio profitto e si vedono i singoli operatori. L'apporto delle
piccole comunita', della famiglia ma anche delle associazioni, non viene tenuto
in conto, si ignora il principio della sussidiarieta'. Un giudice della Corte
costituzionale tedesca diceva che la societa' liberal-democratica vive di
presupposti che essa stessa non puo' darsi. La solidarieta' e' necessaria per
assicurare la convivenza, il rispetto, le virtu'. Il bene di tutti non e'
garantito da una maggioranza se questa e' costituita da egoisti che, attraverso
il lobbismo, fanno passare le loro vedute. Lo Stato che si e' ritirato e vuole
solo regolamentare i rapporti sociali, ha dunque bisogno dell'impegno culturale
che nasce dal basso, dalle Chiese, dalle religioni, dalle famiglie, perche'
tutto questo costruisce il tessuto sociale.
*
- Vittoria Prisciandaro: La teologia morale viene
interpellata dalle tante domande nuove che nascono dalla nostra societa'. Lei
come interpreta questa disciplina?
- Karl Golser: Il compito della teologia morale e'
stato descritto molto bene dal Concilio Vaticano II che, al numero 16 del
decreto Optatam Totius, dice che la sua funzione e' illuminare la vocazione dei
cristiani di portare frutti di carita' per il bene dell'umanita'. Non si tratta
dunque di puntare sui peccati, di dare giudizi, ma di aiutare in positivo le
persone a sviluppare la vita di fede nel quotidiano. E' un duplice compito:
verso i fedeli, in aiuto al Magistero della Chiesa, e verso l'umanita' intera,
proponendo norme universali. Nel sessantesimo anniversario della Dichiarazione
universale dei diritti dell'uomo, il Papa ha puntato sul problema della legge
morale naturale, che e' base comune per tutta l'umanita'.
*
- Vittoria Prisciandaro: E' anche
sull'interpretazione della legge naturale che il dibattito e' acceso...
- Karl Golser: Per "legge naturale"
intendiamo la natura dell'uomo e non quella fuori da lui, non la biologia, la
medicina o l'evoluzione. Si tratta di investigare la persona umana, libera, con
alcuni tratti che pero' sono inalienabili. Gia' la differenza tra maschio e
femmina, la malattia, la morte, sono cose comuni a tutte le persone e sulle
quali bisogna riflettere. Ci sono alcuni assunti di base, dai quali pero' non
sempre e' facile far discendere delle norme concrete. D'altra parte, proprio
perche' non e' detto che ogni cosa debba essere sempre immutabile, e' richiesto
uno studio continuo. Lo stesso Santo Padre ha piu' volte invitato i teologi
moralisti ad approfondire i problemi della legge naturale. E prossimamente
*
- Vittoria Prisciandaro: Sono tante le tematiche
delicate. Partiamo dalla relazione omosessuale: non puo' essere vero amore?
- Karl Golser: L'amore ha diverse forme. Il
problema e' se questo amore debba trovare un'espressione sessuale. C'e'
differenza tra l'unione maschio-femmina, da cui nascono dei figli, e il
rapporto tra persone di uno stesso sesso. Le quali avranno sicuramente bisogno
di una qualche tutela giuridica, che pero' non puo' essere definita matrimonio.
Penso a un tipo di tutela individuale riguardo l'eredita', la visita ai malati,
la casa. Quando si tratta quest'argomento si rischia di fare subito un discorso
ideologico, da una parte e dall'altra, ma un "no" su tutti i fronti
non penso sia sempre utile. Alcune cose devono crescere in maniera piu'
organica.
*
- Vittoria Prisciandaro: Che cosa pensa a
proposito del dibattito sul testamento biologico?
- Karl Golser: Ritengo che ci sia una certa
politica che vuole utilizzare alcuni casi - come quello di Welby o di Eluana
Englaro - per arrivare a determinate conseguenze. Ci sono e ci saranno sempre
dei casi limite, ma partire da questi per mobilitare l'opinione pubblica e
cambiare le leggi e' sbagliato. In alcune situazioni di "coscienza
perplessa", ritengo che si debba lasciare l'ultima scelta al medico, se
veramente e' in buona comunicazione con i familiari. E' difficile definire cos'e'
accanimento terapeutico e cosa no. Il problema e' questa giuridicizzazione
della medicina che viene importata dagli Stati Uniti: il medico ha sempre paura
che gli si possa fare causa e allora applica tutte le terapie possibili. Cosi'
l'alleanza terapeutica, il rapporto di fiducia con il paziente, non viene piu'
considerato. Dopo il caso Englaro e le sentenze della Corte di Cassazione e di
Appello, anche
*
- Vittoria Prisciandaro: Quali priorita' si da'
come vescovo?
- Karl Golser: Sono nel mio motto, "Cristo
nostra pace". Mi collego al motto del mio predecessore, il vescovo Egger,
"Syn" (insieme), e lo allargo a tutte le dimensioni delle societa',
la giustizia, l'ecologia, i problemi sociali, le nuove sfide. Puntando su
Cristo, sul nostro Battesimo. Partiamo da un'identita' chiara anche per
affrontare la sfida della convivenza e dell'accoglienza, tra italiani,
tedeschi, ladini e immigrati.
*
- Vittoria Prisciandaro: Vescovo e teologo. Come
pensa di vivere questo doppio ruolo?
- Karl Golser: I teologi devono accogliere il
Magistero e collaborare con i vescovi. Ma possono anche essere avanti, come
profeti che aprono piste che poi il Magistero percorre. A volte abbiamo troppa
presenza del Magistero, dichiarazioni un po' precipitose dei vescovi su
argomenti che richiederebbero prima un dibattito piu' approfondito tra i
teologi. Occorrerebbe avere degli spazi in cui le cose potessero maturare
serenamente, per poi giungere a un pronunciamento del Magistero. In una
societa' mediatica c'e' forte pressione a fare esprimere i pastori. Ora dovro'
anche considerare la collegialita' con gli altri vescovi. E sara' interessante
vedere le cose da quest'altro versante.
10. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI
OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI VITERBO E S'IMPEGNA PER
Per informazioni e contatti: Comitato che si
oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto
aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di
tutti: e-mail: info@coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del
comitato, la dottoressa Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail:
antonella.litta@libero.it
Per ricevere questo notiziario: nbawac@tin.it
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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in
cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione:
strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Numero 225 del 12 settembre 2009
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