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COI PIEDI PER TERRA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Numero 223 del 22 agosto 2009

 

In questo numero:

1. Comitato degli agricoltori viterbesi che si oppongono al mega-aeroporto: Il mega-aeroporto di Viterbo non serve ne' ai cittadini ne' al territorio viterbese

2. Troppa televisione fa male. Lo strano caso di Pierattila Marrazzo

3. Sul "Giornale medico della Tuscia" un documento dell'Isde su "Ambiente e salute per l'Europa dei diritti umani"

4. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente varie fattispecie di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio 2009, n. 94

5. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente il favoreggiamento dello squadrismo

6. Cosa fare

7. Appello degli intellettuali contro il ritorno delle leggi razziali in Italia

8. Appello dei giuristi contro l'introduzione dei reati di ingresso e soggiorno illegale dei migranti

9. Appello al Presidente della Repubblica di varie associazioni ed organizzazioni per i diritti dei bambini

10. Per contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo

 

1. RIFLESSIONE. COMITATO DEGLI AGRICOLTORI VITERBESI CHE SI OPPONGONO AL MEGA-AEROPORTO: IL MEGA-AEROPORTO NON SERVE NE' AI CITTADINI NE' AL TERRITORIO VITERBESE

 

Il mega-aeroporto di Viterbo non serve ne' ai cittadini ne' al territorio viterbese se non a qualche politico che pensa ancora di prendere in giro i cittadini in vista delle elezioni provinciali e regionali del 2010.

Di sicuro questo mega-aeroporto non serve a noi agricoltori perche' distruggera' le nostre aziende che sono il nostro orgoglio e il nostro lavoro; aziende che hanno spesso centinaia di anni di storia e sono il frutto di dedizione e grandi sacrifici familiari.

Quelli che continuano a raccontare che col mega-aeroporto ci sara' sviluppo per la citta' di Viterbo e migliaia di posti di lavoro devono sapere che il tempo di questa bugia e' ormai finito.

Sappiamo con certezza che il mega-aeroporto portera' inquinamento dell'aria e del territorio; e provochera' un conseguente danno a tutte le produzioni agricole; provochera' malattie, perdita di posti di lavoro nel nostro settore ma anche nel settore del termalismo, del turismo e dell'agriturismo e negli indotti, come nel settore della valorizzazione dei beni culturali ed ambientali e nell'artigianato e nei servizi ad essi collegati.

Centinaia di decolli ed atterraggi quotidiani determineranno giorno e notte un assordante frastuono che disturbera' la vita dei viterbesi e rendera' invivibili interi quartieri; vi sono persone che, infatti, stanno gia' pensando di vendere le proprie case: ma chi mai le vorrebbero comprare?

Il mega-aeroporto ancora non c'e', ma il nostro settore, come anche quello immobiliare, turistico, termale, scientifico e della ricerca universitaria, sono gia' minacciati da questo progetto che sarebbe solo uno scempio e un danno incalcolabile.

Come gli agricoltori del frusinate, come gli agricoltori di Maccarese, abbiamo l'obbligo di difendere la nostra terra, il nostro lavoro e la nostra salute.

La regione Lazio e le sue provincie non hanno bisogno di mega-aeroporti ma di interventi di cura e risanamento del territorio, e di incentivare le attivita' agricole anche come strumento di difesa del patrimonio paesaggistico e naturalistico, contro la cementificazione sempre piu' diffusa e violenta del nostro territorio.

Sappiano bene i politici che se continueranno a sostenere i progetti di costruzione di mega-aeroporti a Viterbo come a Frosinone o l'insensato ed ingiustificato ampliamento dell'aeroporto di Fiumicino, non avranno la nostra fiducia e la nostra stima.

 

2. RIFLESSIONE. TROPPA TELEVISIONE FA MALE. LO STRANO CASO DI PIERATTILA MARRAZZO

 

Troppa televisione fa male.

Fa male ai cittadini.

E valga il vero: il presidente della Regione Lazio Pierattila Marrazzo, che di televisione se ne intende, deve essere un patito (un "fan", si direbbe oggi) di "Lascia o raddoppia".

Poiche', invece di vergognarsi e pentirsi di essere complice della lobby di estrema destra che vuole devastare l'area archeologica e termale del Bulicame ed avvelenare i viterbesi realizzando un insensato ed illegale mega-aeroporto a Viterbo, cosa ti fa? Raddoppia.

Impegnandosi a realizzare (spendendo i soldi dei cittadini, due volte vittime) anche un altrettanto insensato mega-aeroporto a Frosinone, in un'area gia' devastata dall'inquinamento piu' criminale.

*

Also sprach Pierattila Marrazzo: non volete un mega-aeroporto? e allora ve ne facciamo due, tie'.

Cosi' noi schiattiamo avvelenati, e lui diventa campione di telequiz d'epoca.

Forse sarebbe opportuno che qualcuno glielo dicesse, a Pierattila Marrazzo ed ai suoi complici assessori, che a forza di devastare l'ambiente e danneggiare i cittadini, ben difficilmente troveranno qualcuno disposto a votarli ancora, tranne, forse, il marchese de Sade, o Leopold von Sacher-Masoch.

 

3. MATERIALI. SUL "GIORNALE MEDICO DELLA TUSCIA" UN DOCUMENTO DELL'ISDE SU "AMBIENTE E SALUTE PER L'EUROPA DEI DIRITTI UMANI"

[Dal'Associazione italiana medici per l'ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia), sezione di Viterbo (per contatti: tel. 3383810091, e-mail: isde.viterbo@libero.it) riceviamo e diffondiamo]

 

Il "Giornale medico della Tuscia", bollettino dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Viterbo, ha pubblicato sul n. 2 del 2009 un documento dell'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia) sul tema "Ambiente e salute per l'Europa dei diritti umani".

Il documento, partendo dalla considerazione che l'ambiente e' un determinante fondamentale per il benessere psicofisico e quindi per la salute delle persone e delle popolazioni, ha voluto indicare alcuni principi fondamentali ed alcuni ambiti e criteri di intervento perche' ogni azione amministrativa europea sia ispirata e guidata dal rapporto imprescindibile tra ambiente e salute.

*

Di seguito una breve sintesi del documento, che puo' essere letto per esteso sia sul "Giornale medico della Tuscia", sia sul sito dell'Associazione italiana  medici per l'ambiente: www.isde.it

Alcuni principi fondamentali

Il diritto alla salute

Rimuovere ogni ostacolo alla piena attuazione del diritto inviolabile alla salute per tutti i cittadini europei e per quanti si trovano a vivere, anche temporaneamente, negli Stati membri dell'Unione. Sostenere il diritto alla salute anche nei Paesi piu' poveri del mondo attraverso politiche di partenariato e cooperazione.

Il principio di precauzione

Valutare ogni scelta ed intervento alla luce del principio di precauzione, che sancisce il primato della salute e della salvaguardia ambientale su ogni tipo di decisione politica ed economica.

La prevenzione primaria

Privilegiare sempre le politiche di prevenzione primaria; dare priorita' e sostegno alla ricerca biomedica indipendente; garantire un'informazione corretta e completa sui rischi sanitari derivanti dal degrado ambientale, anche connesso alla realizzazione di infrastrutture e grandi opere. Coinvolgere le popolazioni in ogni fase decisionale.

Alcuni ambiti e criteri di intervento

Energia

Incremento e sostegno delle politiche di risparmio energetico, di ricerca e diffusione delle energie rinnovabili: solare, solare termico, eolico, minieolico. Programmi di emancipazione rapidamente progressiva dalle fonti di energia fossile, in particolare dal carbone e dal nucleare.

Gestione dei rifiuti

Sostegno, incremento e diffusione della politica delle cosiddette "R": Riduzione della produzione dei rifiuti, Raccolta differenziata "porta a porta", Riciclaggio, Riuso, Riparazione e Responsabilizzazione dei cittadini e delle istituzioni. Evitare l'incenerimento dei materiali post-utilizzo e ridurre progressivamente il conferimento in discarica dei rifiuti, poiche' tali metodiche di "smaltimento" sono entrambe antieconomiche e dannose per la salute e l'ambiente.

Acqua

Favorire la gestione pubblica e le politiche di risparmio di questa risorsa, consistenti nel miglioramento delle reti di distribuzione e degli acquedotti dei Paesi europei. Evitare il ricorso e la concessione all'istituto della deroga che, di fatto, rende potabili anche acque con elevati livelli di sostanze tossiche.

Aria

Sostenere e rafforzare tutti gli interventi che prevedano una riduzione drastica delle emissioni nocive nell'aria. Estendere in tutta l'Europa reti di monitoraggio della qualita' dell'aria. Rivedere e rendere piu' efficaci le iniziative fiscali per limitare l'utilizzo dei combustibili fossili.

Mobilita'

Incentivare il trasporto su rotaia e le cosiddette "autostrade del mare" per il trasporto di merci e persone. Ridurre il traffico automobilistico, limitando le aree urbane destinate al trasporto privato e disincentivando il trasporto commerciale su gomma. Sottoporre a politiche di monitoraggio e riduzione il traffico aereo. Proporre una moratoria per la costruzione di nuovi aeroporti e per l'ampliamento di quelli gia' esistenti.

Pratiche agricole

Favorire le coltivazioni biologiche. Eliminare pesticidi e fitofarmaci dalle pratiche agricole; sostegno all'agricoltura integrata e alla successiva e rapida riconversione verso il biologico.

Nel rispetto del principio di precauzione, vietare l'uso e la commercializzazione degli Ogm alimentari.

Campi elettromagnetici

Emanare norme e misure atte a ridurre l'esposizione (in specie degli organismi in via di sviluppo) ai campi elettromagnetici e attuare campagne d'informazione e prevenzione circa i possibili danni alla salute. Sostenere studi e ricerche indipendenti.

Per ulteriori informazioni e comunicazioni:

Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia)  di  Viterbo, tel. 3383810091, e-mail: isde.viterbo@libero.it

 

4. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS CONCERNENTE VARIE FATTISPECIE DI REATO CONFIGURATE DA MISURE CONTENUTE NELLA LEGGE 15 LUGLIO 2009, N. 94

 

Alla Procura della Repubblica di ...

Al Presidente del Tribunale di ...

Al Presidente della Corte d'Appello di ...

Al Presidente della Corte di Cassazione

Al Presidente della Corte Costituzionale

Al Sindaco del Comune di ...

Al Presidente della Provincia di ...

Al Presidente della Regione ...

Al Questore di ...

Al Prefetto di ...

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Presidente della Camera dei Deputati

Al Presidente del Senato della Repubblica

Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura

Al Presidente della Repubblica Italiana

Al Presidente del Parlamento Europeo

Al Presidente della Commissione Europea

Al Presidente del Consiglio d'Europa

Al Segretario generale delle Nazioni Unite

Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente varie fattispecie di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio 2009, n. 94

Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come "pacchetto sicurezza", sono contenute varie misure, particolarmente all'art. 1 e passim, che configurano varie fattispecie di reato con specifico riferimento a:

a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie di essi sancite dalla Costituzione della Repubblica Italiana;

b) violazione dei diritti dei bambini;

c) persecuzione di persone non per condotte illecite, ma per mera condizione esistenziale;

d) violazione dell'obbligo di soccorso ed accoglienza delle persone di cui all'art. 10 Cost.;

e) violazione del principio dell'eguaglianza dinanzi alla legge.

Si richiede il piu' sollecito intervento.

Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che riterranno sussistere nella concreta fattispecie.

L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.

Firma della persona e/o dell'associazione esponente

indirizzo

luogo e data

 

5. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS CONCERNENTE IL FAVOREGGIAMENTO DELLO SQUADRISMO

 

Alla Procura della Repubblica di ...

Al Presidente del Tribunale di ...

Al Presidente della Corte d'Appello di ...

Al Presidente della Corte di Cassazione

Al Presidente della Corte Costituzionale

Al Sindaco del Comune di ...

Al Presidente della Provincia di ...

Al Presidente della Regione ...

Al Questore di ...

Al Prefetto di ...

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Presidente della Camera dei Deputati

Al Presidente del Senato della Repubblica

Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura

Al Presidente della Repubblica Italiana

Al Presidente del Parlamento Europeo

Al Presidente della Commissione Europea

Al Presidente del Consiglio d'Europa

Al Segretario generale delle Nazioni Unite

Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente il favoreggiamento dello squadrismo

Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come "pacchetto sicurezza", e' contenuta una misura, quella di cui all'art. 3, commi 40-44, istitutiva delle cosiddette "ronde", che palesemente configura il favoreggiamento dello squadrismo (attivita' che integra varie fattispecie di reato), anche alla luce di pregresse inquietanti esternazioni ed iniziative di dirigenti rappresentativi del partito politico cui appartiene il Ministro dell'Interno e di altri soggetti che non hanno fatto mistero ed anzi hanno dato prova di voler far uso di tale istituto a fini di violenza privata, intimidazione e persecuzione, con palese violazione della legalita' e finanche intento di sovvertimento di caratteri e guarentigie fondamentali dell'ordinamento giuridico vigente.

Si richiede il piu' sollecito intervento.

Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che riterranno sussistere nella concreta fattispecie.

L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.

Firma della persona e/o dell'associazione esponente

indirizzo

luogo e data

 

6. UNA SOLA UMANITA'. COSA FARE

 

Un esposto all'autorita' giudiziaria piu' essere presentato recandosi presso gli uffici giudiziari o presso un commissariato di polizia o una stazione dei carabinieri.

Puo' essere anche inviato per posta.

Deve essere firmato da una persona fisica, precisamente identificata, e deve recare un indirizzo per ogni comunicazione.

*

Noi proponiamo alle persone che vogliono partecipare all'iniziativa di presentare e/o inviare i due esposti che abbiamo preparato alla Procura competente per il territorio in cui il firmatario (o i firmatari - gli esposti possono essere anche sottoscritti da piu' persone) risiede, e ad altre magistrature di grado superiore (la Corte d'appello e' nel capoluogo di Regione, la Corte di Cassazione e' a Roma; sempre a Roma sono le altre istituzioni statali centrali).

Proponiamo anche di inviare l'esposto al sindaco del Comune in cui si risiede (idem per il presidente della Provincia, idem per il presidente della Regione; ed analogamente per questore e prefetto che hanno sede nel capoluogo di provincia).

Ovviamente i modelli di esposto da noi preparati possono essere resi piu' dettagliati se lo si ritiene opportuno. Ed altrettanto ovviamente gli esposti possono essere inviati anche ad ulteriori istituzioni.

*

Indirizzi cui inviare gli esposti:

Naturalmente gli indirizzi delle istituzioni territoriali variano da Comune a Comune, da Provincia a Provincia e da Regione a Regione.

Comunque solitamente:

- l'indirizzo e-mail delle Procure e' composto secondo il seguente criterio: procura.citta'sede@giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail della Procura della Repubblica ad Agrigento e' procura.agrigento@giustizia.it (analogamente per le altre province).

- L'indirizzo e-mail dei Tribunali e' composto secondo il seguente criterio: tribunale.citta'sede@giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail del Tribunale ad Agrigento e' tribunale.agrigento@giustizia.it (analogamente per le altre province).

- L'indirizzo e-mail delle Prefetture e' composto secondo il seguente criterio: prefettura.citta'sede@interno.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail della Prefettura di Agrigento e' prefettura.agrigento@interno.it (analogamente per le altre province).

- Sempre per le prefetture e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp), composto secondo il seguente criterio: urp.pref_citta'sede@interno.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento e' urp.pref_agrigento@interno.it (analogamente per le altre province).

- L'indirizzo e-mail delle Questure e' composto secondo il seguente criterio: uffgab.siglaautomobilisticacitta'sede@poliziadistato.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail della Questura di Agrigento e' uffgab.ag@poliziadistato.it (analogamente per le altre province).

- Sempre per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp), composto secondo il seguente criterio: urp.siglaautomobilisticacitta'sede@poliziadistato.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento e' urp.ag@poliziadistato.it (analogamente per le altre province).

- E ancora per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche all'indirizzo dell'Ufficio per gli immigrati, composto secondo il seguente criterio: immigrazione.siglaautomobilisticacitta'sede@poliziadistato.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Ufficio per gli immigrati della Prefettura di Agrigento e' immigrazione@poliziadistato.it (analogamente per le altre province).

Quanto alle istituzioni nazionali:

- Presidente della Corte di Cassazione: Palazzo di Giustizia, Piazza Cavour, 00193 Roma; e-mail: cassazione@giustizia.it; sito: www.cortedicassazione.it

- Presidente della Corte Costituzionale: Piazza del Quirinale 41, 00187 Roma; tel. 0646981; fax: 064698916; e-mail: ccost@cortecostituzionale.it; sito: www.cortecostituzionale.it

- Presidente del Consiglio dei Ministri: Palazzo Chigi, Piazza Colonna 370, 00187 Roma; tel. 0667791; sito: www.governo.it

- Presidente della Camera dei Deputati: Palazzo Montecitorio, Piazza Montecitorio, 00186 Roma; tel. 0667601; e-mail: fini_g@camera.it; sito: www.camera.it

- Presidente del Senato della Repubblica: Piazza Madama, 00186 Roma; tel. 0667061; e-mail: schifani_r@posta.senato.it; sito: www.senato.it

- Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura: Piazza dell'Indipendenza 6, 00185 Roma; tel. 06444911; e-mail: segvpres@cosmag.it; sito: www.csm.it

- Presidente della Repubblica Italiana: piazza del Quirinale, 00187 Roma; fax: 0646993125; e-mail: presidenza.repubblica@quirinale.it; sito: www.quirinale.it

Quanto alle istituzioni sovranazionali:

- Presidente del Parlamento Europeo: rue Wiertz 60 - Wiertzstraat 60, B-1047 Bruxelles - B-1047 Brussel (Belgium); tel. +32(0)22842005 - +32(0)22307555; sito: www.europarl.europa.eu

Al Presidente della Commissione Europea: 1049 Brussels (Belgium); sito: http://ec.europa.eu/index_it.htm

- Presidente del Consiglio d'Europa: Avenue de l'Europe, 67075 Strasbourg (France); tel. +33(0)388412000; e-mail: cm@coe.int; sito: www.coe.int/DefaultIT.asp

- Segretario generale delle Nazioni Unite: United Nations Headquarters, Between 42nd and 48th streets, First Avenue and the East River, New York (Usa); sito: www.un.org

*

Gli invii per fax o per posta elettronica o attraverso gli spazi ad hoc nei siti istituzionali possono non essere ritenuti dai destinatari equipollenti all'invio postale dell'esposto: si suggerisce quindi, almeno per quanto riguarda le Procure, di inviare comunque anche copia cartacea degli esposti per posta ordinaria (preferenzialmente per raccomandata).

Ma poiche' ormai crediamo di aver gia' raggiunto con almeno un invio gran parte delle Procure, chi non avesse tempo ed agio di procedere agli invii cartacei per posta ordinaria puo' limitarsi all'invio per e-mail, che costituira' comunque un sostegno visibile e rilevante all'iniziativa.

*

Ovviamente e' opportuno che gli esposti siano inviati anche a mezzi d'informazione, movimenti democratici, persone interessate: una delle funzioni dell'iniziativa e' anche quella di ampliare la mobilitazione contro il colpo di stato razzista informandone l'opinione pubblica e coinvolgendo piu' persone, piu' associazioni e piu' istituzioni che sia possibile nell'impegno in difesa della legalita', della Costituzione della Repubblica Italiana, dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

*

Infine preghiamo tutte le persone che presenteranno esposti di comunicarcelo per e-mail all'indirizzo: nbawac@tin.it

Grazie a tutte e tutti, e buon lavoro.

 

7. UNA SOLA UMANITA'. APPELLO DEGLI INTELLETTUALI CONTRO IL RITORNO DELLE LEGGI RAZZIALI IN ITALIA

 

Le cose accadute in Italia hanno sempre avuto, nel bene e nel male, una straordinaria influenza sulla intera societa' europea, dal Rinascimento italiano al fascismo.

Non sempre sono state pero' conosciute in tempo.

In questo momento c'e' una grande attenzione sui giornali europei per alcuni aspetti della crisi che sta investendo il nostro paese, riteniamo, pero', un dovere di quanti viviamo in Italia richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica europea su altri aspetti rimasti oscuri. Si tratta di alcuni passaggi della politica e della legislazione italiana che, se non si riuscira' ad impedire, rischiano di sfigurare il volto dell'Europa e di far arretrare la causa dei diritti umani nel mondo intero.

Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l'adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali.

E' stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione, non piu' gli ebrei bensi' la popolazione degli immigrati "irregolari", che conta centinaia di migliaia di persone; ma non sono stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti.

Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalita', l'esercizio di un diritto fondamentale quale e' quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.

Con una norma ancora piu' lesiva della dignita' e della stessa qualita' umana, e' stato inoltre introdotto il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarita' amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione politica di una maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere "irregolari" diverranno per tutta la vita figli di nessuno, saranno sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato.

Neanche il fascismo si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali introdotte da quel regime nel 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, ne' le costringevano all'aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato.

Non ci rivolgeremmo all'opinione pubblica europea se la gravita' di queste misure non fosse tale da superare ogni confine nazionale e non richiedesse una reazione responsabile di tutte le persone che credono a una comune umanita'. L'Europa non puo' ammettere che uno dei suoi Paesi fondatori regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le leggi internazionali e i principi garantisti e di civilta' giuridica su cui si basa la stessa costruzione politica europea.

E' interesse e onore di tutti noi europei che cio' non accada.

La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che viene dall'Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa.

A ciascuno la scelta delle forme opportune per manifestare e far valere la propria opposizione.

Roma, 29 giugno 2009

Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini, Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Maurizio Scaparro, Gianni Amelio

 

8. UNA SOLA UMANITA'. APPELLO DEI GIURISTI CONTRO L'INTRODUZIONE DEI REATI DI INGRESSO E SOGGIORNO ILLEGALE DEI MIGRANTI

 

Il disegno di legge n. 733-B attualmente all'esame del Senato prevede varie innovazioni che suscitano rilievi critici.

In particolare, riteniamo necessario richiamare l'attenzione della discussione pubblica sulla norma che punisce a titolo di reato l'ingresso e il soggiorno illegale dello straniero nel territorio dello Stato, una norma che, a nostro avviso, oltre ad esasperare la preoccupante tendenza all'uso simbolico della sanzione penale, criminalizza mere condizioni personali e presenta molteplici profili di illegittimita' costituzionale.

La norma e', anzitutto, priva di fondamento giustificativo, poiche' la sua sfera applicativa e' destinata a sovrapporsi integralmente a quella dell'espulsione quale misura amministrativa, il che mette in luce l'assoluta irragionevolezza della nuova figura di reato; inoltre, il ruolo di extrema ratio che deve rivestire la sanzione penale impone che essa sia utilizzata, nel rispetto del principio di proporzionalita', solo in mancanza di altri strumenti idonei al raggiungimento dello scopo.

Ne' un fondamento giustificativo del nuovo reato puo' essere individuato sulla base di una presunta pericolosita' sociale della condizione del migrante irregolare: la Corte Costituzionale (sent. 78 del 2007) ha infatti gia' escluso che la condizione di mera irregolarita' dello straniero sia sintomatica di una pericolosita' sociale dello stesso, sicche' la criminalizzazione di tale condizione stabilita dal disegno di legge si rivela anche su questo terreno priva di fondamento giustificativo.

L'ingresso o la presenza illegale del singolo straniero dunque non rappresentano, di per se', fatti lesivi di beni meritevoli di tutela penale, ma sono l'espressione di una condizione individuale, la condizione di migrante: la relativa incriminazione, pertanto, assume un connotato discriminatorio ratione subiecti contrastante non solo con il principio di eguaglianza, ma con la fondamentale garanzia costituzionale in materia penale, in base alla quale si puo' essere puniti solo per fatti materiali.

L'introduzione del reato in esame, inoltre, produrrebbe una crescita abnorme di ineffettivita' del sistema penale, gravato di centinaia di migliaia di ulteriori processi privi di reale utilita' sociale e condannato per cio' alla paralisi. Ne' questo effetto sarebbe scongiurato dalla attribuzione della relativa cognizione al giudice di pace (con alterazione degli attuali criteri di ripartizione della competenza tra magistratura professionale e magistratura onoraria e snaturamento della fisionomia di quest'ultima): da un lato perche' la paralisi non e' meno grave se investe il settore di giurisdizione del giudice di pace, dall'altro per le ricadute sul sistema complessivo delle impugnazioni, gia' in grave sofferenza.

Rientra certo tra i compiti delle istituzioni pubbliche "regolare la materia dell'immigrazione, in correlazione ai molteplici interessi pubblici da essa coinvolti ed ai gravi problemi connessi a flussi migratori incontrollati" (Corte Cost., sent. n. 5 del 2004), ma nell'adempimento di tali compiti il legislatore deve attenersi alla rigorosa osservanza dei principi fondamentali del sistema penale e, ferma restando la sfera di discrezionalita' che gli compete, deve orientare la sua azione a canoni di razionalita' finalistica.

"Gli squilibri e le forti tensioni che caratterizzano le societa' piu' avanzate producono condizioni di estrema emarginazione, si' che (...) non si puo' non cogliere con preoccupata inquietudine l'affiorare di tendenze, o anche soltanto tentazioni, volte a 'nascondere' la miseria e a considerare le persone in condizioni di poverta' come pericolose e colpevoli". Le parole con le quali la Corte Costituzionale dichiaro' l'illegittimita' del reato di "mendicita'" di cui all'art. 670, comma 1, cod. pen. (sent. n. 519 del 1995) offrono ancora oggi una guida per affrontare questioni come quella dell'immigrazione con strumenti adeguati allo loro straordinaria complessita' e rispettosi delle garanzie fondamentali riconosciute dalla Costituzione a tutte le persone.

25 giugno 2009

Angelo Caputo, Domenico Ciruzzi, Oreste Dominioni, Massimo Donini, Luciano Eusebi, Giovanni Fiandaca, Luigi Ferrajoli, Gabrio Forti, Roberto Lamacchia, Sandro Margara, Guido Neppi Modona, Paolo Morozzo della Rocca, Valerio Onida, Elena Paciotti, Giovanni Palombarini, Livio Pepino, Carlo Renoldi, Stefano Rodota', Arturo Salerni, Armando Spataro, Lorenzo Trucco, Gustavo Zagrebelsky

 

9. UNA SOLA UMANITA'. APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI VARIE ASSOCIAZIONI ED ORGANIZZAZIONI PER I DIRITTI DEI BAMBINI

 

Torino, 14 luglio 2009

Egregio signor Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,

con la presente lettera desideriamo manifestarLe la nostra profonda preoccupazione rispetto alle conseguenze che il Ddl 733 "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", approvato al Senato in via definitiva il 2 luglio u. s., avra' sulla vita delle famiglie e dei bambini e dei ragazzi di origine straniera che vivono in Italia.

Le nostre associazioni e organizzazioni, impegnate quotidianamente per la tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, non possono che esprimere il loro profondo disaccordo per una legge che prevede norme che riteniamo non conformi con alcuni fondamentali diritti sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza che l'Italia si e' impegnata a rispettare.

A nostro avviso, saranno molto gravi gli effetti del previsto reato di clandestinita' che spingera', di fatto, la popolazione straniera, oggetto del provvedimento, a non avere alcun contatto con le istituzioni ne' con alcun tipo di servizio pubblico, relegando alla marginalita' non solo gli adulti ma anche i loro figli, rendendo la loro presenza assolutamente invisibile con conseguenze sociali gravi e difficilmente prevedibili.

La conseguente esclusione dai servizi scolastici e sociali cosi' come dalle prestazioni sanitarie, per il timore di un genitore di essere segnalato all'autorita', viola diritti fondamentali dei bambini e dei ragazzi quali il diritto all'istruzione e alle cure sanitarie. Mentre e' obbligo dello Stato - uno Stato responsabile di fronte ai propri doveri - riconoscere a tutti i minorenni pari trattamento senza alcuna discriminazione.

Serissime saranno altresi' le conseguenze della mancata registrazione alla nascita dei nati da genitori "irregolari", in aperta violazione del diritto fondamentale ad un nome, previsto dalla Convenzione, nonche' notevoli gli ostacoli che i minori stranieri non accompagnati arrivati da adolescenti in Italia incontreranno al compimento della maggiore eta', non potendo di fatto regolarizzare la loro permanenza nel nostro Paese.

Quanto sopra indicato rappresenta solo alcune delle gravi situazioni che dovranno affrontare, per il semplice fatto di non essere italiani, i minorenni di origine straniera in conseguenza dell'attuazione di queste norme previste a tutela della sicurezza pubblica.

Il perseguimento della sicurezza, motivo e oggetto della legge, e' di fondamentale importanza per la crescita e lo sviluppo dei bambini e degli adolescenti e soprattutto per essi deve essere strumento di garanzia ai fini dell'esercizio di tutti i diritti che la Convenzione riconosce loro. Occorre pero' riflettere sull'accezione del termine: sicurezza, per chi lavora per i diritti, significa sicurezza sociale, ottenuta attraverso politiche inclusive e la promozione di una cultura dei diritti umani.

Certi del Suo impegno a favore dei diritti umani, ci appelliamo a Lei affinche' siano adeguatamente valutati i profili di legittimita' della nuova normativa e di conformita' alle norme internazionali nonche' i gravi effetti negativi che si produrrebbero sulle famiglie e sui minori di origine straniera presenti in Italia.

Associazioni e Organizzazioni che aderiscono:

Ai.Bi. - Associazione Amici dei Bambini

Aimmf - Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia

Alisei, Societa' Cooperativa Sociale

Anfaa - Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie

Arciragazzi nazionale

Asgi - Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione

Associazione Antigone onlus

Associazione Culturale Pediatri

Associazione Ibfan Italia Onlus

Associazione Nessun luogo e' lontano

Associazione Progetto Diritti

Batya - Associazione per l'accoglienza, l'affidamento e l'adozione onlus

Cgil

Ciai - Centro Italiano Aiuti all'Infanzia

Cidis Onlus - Centro di Informazione, Documentazione ed Iniziativa per lo Sviluppo

Cnca - Coordinamento nazionale comunita' di accoglienza

Coordinamento Italiano per il Diritto degli Stranieri a Vivere in Famiglia onlus

Commissione Minori dell'Associazione Nazionale Magistrati

Defence for Children International Italia

Fondazione Terre des hommes Italia onlus

Ifs - Istituto Fernando Santi

La Gabbianella Coordinamento per il Sostegno a distanza onlus

Legambiente

Mais - Movimento per l'autosviluppo, l'interscambio e la solidarieta'

Save the Children Italia

Servizio Legale Immigrati onlus

Sos Villaggi dei Bambini onlus

Vis - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo

 

10. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI VITERBO E S'IMPEGNA PER LA RIDUZIONE DEL TRASPORTO AEREO

 

Per informazioni e contatti: Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti: e-mail: info@coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org

Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta@libero.it

Per ricevere questo notiziario: nbawac@tin.it

 

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COI PIEDI PER TERRA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it

Numero 223 del 22 agosto 2009

 

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