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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in
cammino"
Numero 222 del 14 agosto 2009
In questo numero:
1. Associazione "Respirare": A Viterbo e
Frosinone la stessa lotta
2. La strabica coppia tra arcadia e rococo'
3. Interrogazione parlamentare dell'on. Leoluca
Orlando sul mega-aeroporto a Viterbo
4. Un appello urgente
5. Esposto recante la notitia criminis concernente
varie fattispecie di reato configurate da misure contenute nella legge 15
luglio 2009, n. 94
6. Esposto recante la notitia criminis concernente
il favoreggiamento dello squadrismo
7. Istruzioni per l'uso e indirizzi utili
8. Marina Forti: Il carbone e la guerra
9. Per contattare il comitato che si oppone al
mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo
1. RIFLESSIONE. ASSOCIAZIONE
"RESPIRARE": A VITERBO E FROSINONE
[L'associazione "Respirare" e' stata
promossa a Viterbo da associazioni e movimenti ecopacifisti e nonviolenti, per
il diritto alla salute e la difesa dell'ambiente. Per informazioni e contatti:
Sezione di Viterbo dell'Associazione italiana medici per l'ambiente - Isde
(International Society of Doctors for the Environment - Italia), tel.
3383810091, e-mail: isde.viterbo@libero.it, web: www.coipiediperterra.org;
Centro di ricerca per la pace di Viterbo: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo,
tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it, web:
http://lists.peacelink.it/nonviolenza]
Sia l'Alto Lazio che il frusinate sono territori
che hanno subito pesantissime aggressioni ambientali: si pensi alle servitu'
energetiche tra Montalto e Civitavecchia e si pensi al disastro della Valle del
Sacco.
Giustamente le popolazioni non vogliono subire
nuovi avvelenamenti, nuove devastazioni, nuove "grandi opere" inquinanti,
distruttive, fuorilegge.
Per questo la popolazione del viterbese e la
popolazione del frusinate sono unite nella lotta contro i mega-aeroporti.
Contro il mega-aeroporto che una lobby sciagurata vuole imporre a Viterbo e
contro il mega-aeroporto che una lobby sciagurata vuole imporre a Frosinone.
E' la stessa lotta: la lotta per un ambiente
vivibile, la lotta per il diritto alla salute, la lotta per un lavoro che non
uccida, la lotta per la legalita' e la democrazia.
*
E quella contro i mega-aeroporti a Frosinone e a
Viterbo e' la stessa lotta degli abitanti di Ciampino, di Marino e del X
Municipio di Roma per la drastica ed immediata riduzione dei voli a Ciampino.
Ed e' la stessa lotta degli abitanti dell'area che
subisce gli effetti dell'attivita' dello scalo di Fiumicino contro l'ipotesi
insensata di ampliamento di quell'aeroporto.
*
Da Fiumicino a Ciampino, da Frosinone a Viterbo, i
cittadini coscienti e responsabili si oppongono all'assalto vandalico e
venefico di lobby speculative che devastano il territorio, massacrano i beni e
le autentiche vocazioni produttive, avvelenano la popolazione, derubano il
pubblico erario di ingenti risorse, violano le leggi.
Da Fiumicino a Ciampino, da Frosinone a Viterbo
cresce l'impegno per la riduzione del trasporto aereo, per la difesa della
biosfera, per i diritti umani di tutti gli esseri umani.
2. RIFLESSIONE.
Un assessore del Comune di Viterbo e del Comune di
Viterbo il sindaco emanano fuoco e fiamme, prorompono in tuoni e fulmini,
condannano con furia e clangore la decisione scellerata del presidente della
Regione Lazio di finanziare un mega-aeroporto a Frosinone.
E dicono bene: e' folle e criminale realizzare
quel mega-aeroporto.
*
Ma quel medesimo assessore e quel sindaco istesso
son anche tra i capimanipolo della lobby del mega-aeroporto a Viterbo: ed e'
quindi quasi una citazione del paradosso dell'attore dell'immortale Diderot
sentirli condannare il mega-aeroporto di Frosinone perche' palesemente
incompatibile con la situazione ambientale, palesemente dannoso per la
popolazione, palesemente sperperatore del pubblico denaro, e - dulcis in fundo
- palesemente privo dei requisiti di legge, quando il mega-aeroporto di Viterbo
e' proprio nelle stesse condizioni.
Signorsi', il mega-aeroporto di Viterbo e' proprio
nelle stesse condizioni: palesemente incompatibile con la situazione
ambientale, palesemente dannoso per la popolazione, palesemente sperperatore
del pubblico denaro, e - dulcis in fundo - palesemente privo dei requisiti di
legge. Ed in piu' devasterebbe per sempre l'area archeologica e termale del
Bulicame, devasterebbe per sempre l'agricoltura e il termalismo, e
avvelenerebbe gli abitanti dei popolosi quartieri della citta' a ridosso
dell'area.
*
Una volta lo strabismo, lo strabismo di Venere,
era un vezzo tra arcadia e rococo'; hic et nunc e' solo la penosa esibizione
dell'ipocrita di turno.
*
Ribadiamo quindi una volta di piu' quale sia
l'unica corretta, onesta, coerente e adeguata posizione:
- no al mega-aeroporto a Viterbo;
- no al mega-aeroporto a Frosinone;
- non all'espansione del mega-aeroporto di
Fiumicino;
- riduzione drastica e immediata dell'attivita'
dell'aeroporto di Ciampino;
- riduzione complessiva dell'insostenibile
trasporto aereo;
- promozione di mobilita' sostenibile con
tecnologie appropriate;
- rispetto dell'ambiente, della salute, dei
diritti degli esseri umani, delle leggi vigenti.
3. DOCUMENTI. INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DELL'ON.
LEOLUCA ORLANDO SUL MEGA-AEROPORTO A VITERBO
[Riproponiamo ancora una volta il testo
dell'interrogazione parlamentare presentata dall'on. Leoluca Orlando il 7
maggio 2009]
Al Ministro dell'Ambiente, al Ministro delle
Infrastrutture e Trasporti e al Ministro dell'Economia
Premesso che,
- a Viterbo moltissimi cittadini, sostenuti da
illustri scienziati, cattedratici, personalita' delle istituzioni e
dell'impegno civile, si oppongono alla decisione di realizzare nell'area
termale del Bulicame un mega-aeroporto delle dimensioni atte ad accogliere un
volume di traffico di vari milioni di passeggeri all'anno; un'opera del tutto
priva dei requisiti di legge e del tutto irrealizzabile alla luce della
situazione reale dell'area e dei vincoli paesaggistici, idrogeologici,
archeologici, termali in essa presenti.
Infatti tale opera:
I. non potrebbe mai superare un rigoroso
espletamento della Valutazione d'impatto ambientale e della Valutazione
ambientale strategica obbligatorie per legge;
II. confligge con precise norme di tutela dei beni
pubblici sia nazionali che europee;
III. e' in contrasto con le norme ed i vincoli di
salvaguardia in vigore nell'area considerata ai sensi della pianificazione
territoriale ed urbanistica tanto regionale quanto comunale;
IV. provocherebbe la devastazione di rilevanti
beni archeologici, naturalistici, paesaggistici, storico-culturali,
scientifici, terapeutici ed economici insistenti nell'area;
V. provocherebbe un grave nocumento alla salute,
alla sicurezza e alla qualita' della vita della popolazione dei quartieri
cittadini prossimi all'area;
VI. confligge con attuali esigenze di sicurezza
militari di rilevanza strategica nazionale;
VII. porterebbe al collasso la rete
infrastrutturale della mobilita' locale;
VIII. costituirebbe uno sperpero immenso di
pubblico denaro;
IX. la procedura sin qui seguita per
l'individuazione dell'area e' viziata da flagranti errori di merito e di metodo
(tali per cui un ente locale ha gia' presentato un ricorso al Tribunale
Amministrativo Regionale del Lazio e qualificati centri studi di settore hanno
ripetutamente denunciato l'inammissibilita' dell'opera);
- in una recente comunicazione agli Amministratori
locali il Comitato dei cittadini che si oppongono all'opera ha elencato i
seguenti effetti della realizzazione di un mega-aeroporto nell'area termale del
Bulicame a Viterbo:
1. Impatto locale sull'ambiente: devastazione
dell'area termale del Bulicame, un bene naturalistico, storico-culturale,
terapeutico, economico, sociale e simbolico peculiare e insostituibile.
2. Impatto sanitario sulla popolazione viterbese:
gravissimi danni alla salute, alla sicurezza, alla qualita' della vita.
3. Impatto sanitario sulla popolazione dell'Alto
Lazio: cumulandosi il mega-aeroporto con le altre gravosissime servitu' gia'
presenti (in particolare il polo energetico Civitavecchia-Montalto) la sinergia
dei fattori di inquinamento incrementera' danni, disagi e patologie.
4. Impatto sanitario globale: essendo il trasporto
aereo fortemente inquinante, ogni suo aumento si traduce in danno certo alla
salute.
5. Impatto sociale su Viterbo: il mega-aeroporto
non solo costituira' una profonda aggressione alla salute e alla sicurezza
delle persone, ma provochera' anche un grave degrado della qualita' della vita,
una forte lesione a fondamentali diritti dei cittadini, un grave danno
all'economia e alla societa', il collasso delle infrastrutture del trasporto
locale (gia' gravemente insufficienti), la distruzione di beni ambientali,
culturali, agricoli, terapeutici, ricettivi, produttivi, scientifici.
6. Impatto sociale sull'Alto Lazio: accumulo di
servitu' ed effetto sinergico dei fattori di rischio e di depauperamento e
degrado del territorio e della sua economia.
7. Impatto globale sull'ambiente: essendo il
mega-aeroporto finalizzato all'incremento del trasporto aereo complessivo, esso
contribuira' ad accrescere l'inquinamento e l'effetto serra responsabile dei
mutamenti climatici che stanno mettendo in pericolo il futuro dell'umanita' e
gli equilibri della biosfera.
8. Per realizzare un'opera di tali dimensioni
verrebbero sperperate ingenti risorse pubbliche (che pertanto verrebbero
altresi' sottratte ad opere e servizi realmente utili e fin indispensabili per
la popolazione);
- in un recente esposto alla Soprintendenza per i
beni archeologici per l'Etruria Meridionale e' stato evidenziato che dalla
Planimetria redatta dal Comune di Viterbo recante i vincoli paesaggistici,
idrogeologici, archeologici, termali presenti nell'area che sarebbe investita
dall'opera, risulta che il mega-aeroporto sorgerebbe letteralmente sopra
un'area di interesse archeologico con presenza di beni archeologici che la
legge tutela;
- gia' lo scorso anno, in una lettera al
Presidente della Repubblica del 4 agosto 2008, il Comitato dei cittadini che si
oppongono all'aeroporto segnalava, tra l'altro, che "la realizzazione a
Viterbo di un devastante mega-aeroporto per voli low cost avrebbe i seguenti
inaccettabili e disastrosi esiti:
a) grave nocumento per la salute della
popolazione, come dimostrato dal documento dell'Isde (International Society of
Doctors for the Environment - Italia) del 18 marzo 2008;
b) grave devastazione dell'area termale del
Bulicame, peculiare bene naturalistico e storico-culturale, terapeutico e
sociale, economico e simbolico, gia' citato da Dante nella Divina Commedia ed
elemento fondamentale dell'identita' di Viterbo;
c) grave impatto su un rilevante bene archeologico
come l'emergenza in situ del tracciato dell'antica via consolare Cassia, come
ammesso dall'assessore e vicepresidente della Regione Lazio Esterino Montino;
d) grave impatto inquinante sull'Orto botanico
dell'Universita' degli Studi della Tuscia, bene scientifico, di ricerca e
didattico di cospicua rilevanza;
e) grave impatto inquinante sulle colture agricole
- di qualita' e biologiche - insistenti nell'area maggiormente investita;
f) conflitto con attivita' ed esigenze di
interesse strategico nazionale dell'Aeronautica Militare, come evidenziato da
ultimo dal "Centro Studi Tuscia per lo sviluppo di un aeroporto
compatibile" in un recente documento diffuso il 2 agosto
g) immenso sperpero di fondi pubblici per un'opera
nociva e distruttiva, quando Viterbo e l'Alto Lazio hanno bisogno di ben altri
interventi della mano pubblica: e particolarmente di un forte sostegno a difesa
e valorizzazione dei beni ambientali e culturali, dell'agricoltura di qualita',
delle peculiari risorse locali; e per quanto concerne la mobilita' un forte
sostegno al trasporto ferroviario (riaprendo la linea
Civitavecchia-Capranica-Orte; potenziando la linea Viterbo-Orte; potenziando la
linea Viterbo-Capranica-Roma);
h) aggravamento di una condizione di servitu' per
l'Alto Lazio, territorio gia' gravato da pesantissime servitu' energetiche,
militari e speculative;
i) infine, poiche' il punto di riferimento da
parte dei promotori dell'opera e' il sedime di Ciampino e l'attivita' che in
esso si svolge, si rileva come proprio la situazione di Ciampino sia
insostenibile e gravemente lesiva dei piu' elementari diritti della popolazione
locale, ed e' quindi evidentemente scandaloso voler "ciampinizzare"
un'altra citta' (occorre invece una drastica e immediata riduzione dei voli su Ciampino).
A cio' si aggiunga che:
l) l'opera e' tuttora priva di adeguata
progettazione, anzi della stessa precisa definizione di collocazione e
dimensioni, come ammesso dallo stesso Consiglio comunale di Viterbo nella parte
narrativa dell'atto deliberativo n. 92 del 25 luglio
m) l'opera confligge con il Piano territoriale
paesaggistico regionale e le relative norme di salvaguardia, come riconosciuto
dallo stesso Consiglio comunale di Viterbo con l'atto deliberativo n. 92 del 25
luglio 2008;
n) l'opera e' totalmente priva di fondamentali
verifiche e di fondamentali requisiti previsti dalla legislazione italiana ed
europea in materia di Valutazione d'impatto ambientale, Valutazione ambientale
strategica, Valutazione d'impatto sulla salute.
Quanto alla procedura di individuazione di Viterbo
come sede di un devastante mega-aeroporto per voli low cost del turismo
"mordi e fuggi" per Roma:
o) la relazione ministeriale del novembre 2007 che
ha dato il via ad una serie di atti amministrativi successivi e' destituita di
fondamento in punto di diritto e di fatto, come dimostrato ad abundantiam da un
documento del 18 gennaio 2008 del "Centro studi Demetra" che conclude
la sua ampia ricognizione dichiarando che "gli atti ministeriali risultano
palesemente affetti da gravi vizi di illegittimita' sotto il rilevato profilo
dell'eccesso di potere per carenza dell'istruttoria tecnica condotta dalla
commissione istituita presso il Ministero dei Trasporti";
p) non solo: quella relazione contiene
dichiarazioni semplicemente dereistiche e si rivela nel merito come non
rispondente ad un'analisi fattuale della realta' territoriale: essa infatti
ignora del tutto il fatto che il sedime indicato ricade nel cuore dell'area
termale del Bulicame e a ridosso di emergenze archeologiche, naturalistiche,
scientifiche, culturali, agricole, terapeutiche, economiche ed insediative tali
da rendere l'opera ipso facto irrealizzabile; cadendo quindi la validita' di
quella relazione, cadono con essa tutti gli atti amministrativi conseguenti,
viziati in radice dal vizio dell'atto presupposto e fondativo;
q) peraltro la stessa compagnia aerea Ryan Air -
che nelle dichiarazioni dei proponenti l'opera avrebbe dovuto essere il
soggetto imprenditoriale maggior fruitore della nuova struttura aeroportuale -
ha esplicitamente dichiarato di non intendere affatto trasferire la sua
attivita' nell'eventuale scalo viterbese (cfr. intervista trasmessa dalla Rai
il 27 aprile 2008 nell'ambito del programma "Report").
Infine:
r) realizzare un nuovo mega-aeroporto e' insensato
alla luce della situazione aeroportuale italiana (cfr. la gia' citata inchiesta
televisiva della Rai: "Report", 27 aprile 2008);
s) realizzare un nuovo mega-aeroporto e' insensato
alla luce dell'attuale trend del trasporto aereo internazionale (cfr. ad
esempio l'intervento dell'europarlamentare Giulietto Chiesa del primo luglio
2008 che rinvia tra l'altro a un servizio dell'"International Herald
Tribune" del 28-29 giugno 2008);
t) realizzare un nuovo mega-aeroporto e' insensato
alla luce dell'esigenza di ridurre il trasporto aereo per ridurre il
surriscaldamento globale del clima (come richiesto dall'Onu, dalla comunita'
scientifica internazionale, dagli statisti piu' avvertiti);
u) occorre procedere alla riduzione drastica e
immediata del trasporto aereo (particolarmente a fini di diporto), come
richiesto da interventi di autorevoli personalita' come i premi Nobel Desmond
Tutu e Wangari Maathai; e sostenere invece un modello di mobilita' piu'
adeguato, sostenibile e democratico": -
per sapere:
quali iniziative i Ministri interrogati intendano
prendere per impedire che i rilevanti beni naturalistici, culturali,
terapeutici ed economici dell'area termale del Bulicame siano devastati, e che
la salute e la sicurezza dei cittadini di Viterbo siano aggredite da un'opera
aeroportuale priva dei requisiti previsti dalla legge, opera la cui
realizzazione costituirebbe un sperpero di pubblici denari, un danno per la
comunita' locale ed una flagrante violazione delle norme e dei vincoli di
salvaguardia vigenti.
Leoluca Orlando
Roma, 7 maggio 2009
4. UNA SOLA UMANITA'. UN APPELLO URGENTE
A tutte le persone che ci leggono chiediamo di
presentare esposti alle magistrature e ad altre istituzioni affinche' siano
abrogate le misure razziste e squadriste contenute nel cosiddetto
"pacchetto sicurezza" e siano processati i colpevoli del tentativo di
colpo di stato da esse misure configurato.
*
Vorremmo che nel lasso di tempo piu' breve possibile
migliaia di esposti raggiungano tutte le Procure d'Italia e numerosi altri
pubblici ufficiali ed attivino cosi' le procedure che portino con la massima
tempestivita' possibile all'intervento della Corte Costituzionale che abroghi
le illegali e criminali misure razziste, squadriste e golpiste contenute nella
legge 15 luglio 2009, n. 94.
*
Vorremmo che si sviluppasse un movimento di
dimensioni massive, corale, di popolo, in difesa della Costituzione e
dell'umanita', in difesa della legalita' e della civilta', un movimento che si
opponga al razzismo e allo squadrismo, che si opponga al tentativo di colpo di
stato del governo dell'eversione dall'alto.
*
Proponiamo di utilizzare come modello gli esposti
che abbiamo presentato noi stessi e di seguito riportiamo, oppure di
formularne, presentarne, diffonderne di piu' elaborati e dettagliati ancora; in
ogni caso di agire tempestivamente nel richiedere che le competenti
magistrature intervengano per ripristinare la legalita' violata dai golpisti
razzisti.
Agire tempestivamente, poiche' ogni giorno che
passa il razzismo miete vittime.
Agire tempestivamente, per la legalita' e i
diritti umani di tutti gli esseri umani.
Con la forza della verita'.
Con la forza del diritto.
Con la forza dell'ordinamento giuridico.
Con la forza della nonviolenza.
5. UNA SOLA UMANITA'. ESPOSTO RECANTE
Alla Procura della Repubblica di Viterbo
Al Presidente del Tribunale di Viterbo
Al Presidente della Corte d'Appello di Roma
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di Viterbo
Al Presidente della Provincia di Viterbo
Al Presidente della Regione Lazio
Al Questore di Viterbo
Al Prefetto di Viterbo
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della
Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis
concernente varie fattispecie di reato configurate da misure contenute nella
legge 15 luglio 2009, n. 94
Con il presente esposto si segnala alle
istituzioni in indirizzo, al fine di attivare tutti i provvedimenti di
competenza cui l'ordinamento in vigore fa obbligo ai pubblici ufficiali che le
rappresentano, la notitia criminis concernente il fatto che nella legge 15
luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza
pubblica", volgarmente nota come "pacchetto sicurezza", sono
contenute varie misure, particolarmente all'art. 1 e passim, che configurano
varie fattispecie di reato con specifico riferimento a:
a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie
di essi sancite dalla Costituzione della Repubblica Italiana;
b) violazione dei diritti dei bambini;
c) persecuzione di persone non per condotte
illecite, ma per mera condizione esistenziale;
d) violazione dell'obbligo di soccorso ed
accoglienza delle persone di cui all'art. 10 Cost.;
e) violazione del principio dell'eguaglianza
dinanzi alla legge.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti
si richiede in particolare che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle
forme previste nei confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per
tutti i reati che riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato
in caso di archiviazione da parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Giuseppe Sini
responsabile del "Centro di ricerca per la
pace" di Viterbo
Viterbo, 8 agosto 2009
6. UNA SOLA UMANITA'. ESPOSTO RECANTE
Alla Procura della Repubblica di Viterbo
Al Presidente del Tribunale di Viterbo
Al Presidente della Corte d'Appello di Roma
Al Presidente della Corte di Cassazione
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Sindaco del Comune di Viterbo
Al Presidente della Provincia di Viterbo
Al Presidente della Regione Lazio
Al Questore di Viterbo
Al Prefetto di Viterbo
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della
Magistratura
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Parlamento Europeo
Al Presidente della Commissione Europea
Al Presidente del Consiglio d'Europa
Al Segretario generale delle Nazioni Unite
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis
concernente il favoreggiamento dello squadrismo
Con il presente esposto si segnala alle
istituzioni in indirizzo, al fine di attivare tutti i provvedimenti di
competenza cui l'ordinamento in vigore fa obbligo ai pubblici ufficiali che le
rappresentano, la notitia criminis concernente il fatto che nella legge 15
luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza
pubblica", volgarmente nota come "pacchetto sicurezza", e'
contenuta una misura, quella di cui all'art. 3, commi 40-44, istitutiva delle
cosiddette "ronde", che palesemente configura il favoreggiamento
dello squadrismo (attivita' che integra varie fattispecie di reato), anche alla
luce di pregresse inquietanti esternazioni ed iniziative di dirigenti
rappresentativi del partito politico cui appartiene il Ministro dell'Interno e
di altri soggetti che non hanno fatto mistero ed anzi hanno dato prova di voler
far uso di tale istituto a fini di violenza privata, intimidazione e
persecuzione, con palese violazione della legalita' e finanche intento di
sovvertimento di caratteri e guarentigie fondamentali dell'ordinamento
giuridico vigente.
Si richiede il piu' sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti
si richiede in particolare che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle
forme previste nei confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per
tutti i reati che riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresi' di essere avvisato
in caso di archiviazione da parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Giuseppe Sini
responsabile del "Centro di ricerca per la
pace" di Viterbo
Viterbo, 8 agosto 2009
7. AGENDA. ISTRUZIONI PER L'USO E INDIRIZZI UTILI
Un esposto all'autorita' giudiziaria piu' essere
presentato recandosi presso gli uffici giudiziari o presso un commissariato di
polizia o una stazione dei carabinieri.
Puo' essere anche inviato per posta.
Deve essere firmato da una persona fisica,
precisamente identificata, e deve recare un indirizzo per ogni comunicazione.
Noi proponiamo alle persone che vogliono
partecipare all'iniziativa di presentare e/o inviare i due esposti che abbiamo
preparato alla Procura competente per il territorio in cui il firmatario (o i
firmatari - gli espsoti possono essere anche sottoscritti da piu' persone)
risiede, e ad altre magistrature di grado superiore (
Proponiamo anche di inviare l'esposto al sindaco
del Comune in cui si risiede (idem per il presidente della Provincia, idem per
il presidente della Regione; ed analogamente per questore e prefetto che hanno
sede nel capoluogo di provincia).
Ovviamente i modelli di esposto da noi preparati
possono essere ampliati, o resi piu' dettagliati, se lo si ritiene opportuno.
Ed altrettanto ovviamente gli esposti possono essere inviati anche ad ulteriori
istituzioni.
*
Diamo di seguito gli indirizzi delle istituzioni
centrali cui inviare gli esposti; gli indirizzi delle istituzioni territoriali
variano ovviamente da Comune a Comune, da Provincia a Provincia e da Regione a
Regione.
Al Presidente della Corte di Cassazione: Palazzo
di Giustizia, Piazza Cavour, 00193 Roma; e-mail: cassazione@giustizia.it; sito:
www.cortedicassazione.it
Al Presidente della Corte Costituzionale: Piazza
del Quirinale 41, 00187 Roma; tel. 0646981; fax: 064698916; e-mail:
ccost@cortecostituzionale.it; sito: www.cortecostituzionale.it
Al Presidente del Consiglio dei Ministri: Palazzo
Chigi, Piazza Colonna 370, 00187 Roma; tel. 0667791; sito: www.governo.it
Al Presidente della Camera dei Deputati: Palazzo
Montecitorio, Piazza Montecitorio, 00186 Roma; tel. 0667601; e-mail:
fini_g@camera.it; sito: www.camera.it
Al Presidente del Senato della Repubblica: Piazza
Madama, 00186 Roma; tel. 0667061; e-mail: schifani_r@posta.senato.it; sito:
www.senato.it
Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura:
Piazza dell'Indipendenza 6, 00185 Roma; tel. 06444911; e-mail:
segvpres@cosmag.it; sito: www.csm.it
Al Presidente della Repubblica Italiana: piazza
del Quirinale, 00187 Roma; fax: 0646993125; e-mail:
presidenza.repubblica@quirinale.it; sito: www.quirinale.it
Al Presidente del Parlamento Europeo: rue Wiertz
60 - Wiertzstraat 60, B-1047 Bruxelles - B-1047 Brussel (Belgium); tel.
+32(0)22842005 - +32(0)22307555; sito: www.europarl.europa.eu
Al Presidente della Commissione Europea: 1049
Brussels (Belgium); sito: http://ec.europa.eu/index_it.htm
Al Presidente del Consiglio d'Europa: Avenue de
l'Europe, 67075 Strasbourg (France); tel. +33(0)388412000; e-mail: cm@coe.int;
sito: www.coe.int/DefaultIT.asp
Al Segretario generale
delle Nazioni Unite: United Nations Headquarters, Between 42nd and 48th
streets, First Avenue and the East River, New York (Usa); sito: www.un.org
Gli invii per fax o per posta elettronica o
attraverso gli spazi ad hoc nei siti non sostituiscono l'invio postale
dell'esposto: si suggerisce quindi di inviare sempre comunque anche copia
cartacea degli esposti per posta (con raccomandata).
Infine preghiamo tutte le persone che
presenteranno esposti di comunicarcelo per e-mail all'indirizzo: nbawac@tin.it
8. TERRA. MARINA FORTI: IL CARBONE E
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 7
agosto 2009 col titolo "Il carbone e la guerra"]
Prima le miniere: casserite, oro. Poi il coltan,
minerale indispensabile all'industria elettronica mondiale. Ora anche il
carbone vegetale si aggiunge alla lista delle risorse naturali che alimentano
la guerra nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo (Rdc).
Sembra quasi che le immense risorse di questo paese nel cuore dell'Africa - il
suo sottosuolo pieno d'oro, cobalto, rame, diamanti, le sue grandi foreste
tropicali - siano anche la sua maledizione. Di sicuro sono il principale motore
dei conflitti armati susseguitisi almeno a partire dalla meta' degli anni '90,
come hanno constatato i gruppi di esperti incaricati dall'Onu, a partire dal
2000, di indagare sullo sfruttamento di materie prime nel contesto della guerra
che sta devastando il paese africano.
L'ultima segnalazione si riferisce alla regione
orientale della Repubblica democratica del Congo, le province del Kivu (nord e
sud), e viene dal bollettino "Irin news" (pubblicato dall'ufficio Onu
per gli affari umanitari). Riguarda appunto il makala, nome locale del carbone
vegetale: risorsa per nulla hi-tech ma oggetto di un esteso commercio regionale
che genera circa 30 milioni di dollari all'anno, spiega Emmanuel de Merode,
direttore del Parco nazionale di Virunga, a "Irin": "E gran
parte di quel denaro va ai gruppi armati": tutti, incluso l'esercito
nazionale.
Produrre carbone vegetale e' un'attivita'
artigianale. Il procedimento e' far carbonizzare il legno, cioe' sottoporlo a
un processo di combustione lenta e con poco ossigeno (la fiamma viva
consumerebbe tutto il legno): di solito di costruiscono cataste e si fanno
bruciare dopo averle ricoperte in parte di terra, come fosse un forno in cui il
legno "cuoce" e si carbonizza (con troppo ossigeno le fiamme lo
consumerebbero). Il risultato e' un combustibile molto diffuso in queste
regioni africane: e gran parte del makala sul mercato a Goma proviene da zone
sotto il controllo di milizie ribelli. "Sulle strade che portano a Goma,
il capoluogo del nord Kivu, si vedono spesso biciclette e furgoni colmi di
sacchi di carbone vegetale che e' stato prodotto nelle zone controllate dalle
milizie", spiega il dispaccio. Ad esempio la zona di Rutshuru,
9. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI
OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI VITERBO E S'IMPEGNA PER
Per informazioni e contatti: Comitato che si
oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto
aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di
tutti: e-mail: info@coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del
comitato, la dottoressa Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail:
antonella.litta@libero.it
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COI PIEDI PER TERRA
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cammino"
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Numero 222 del 14 agosto 2009
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