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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in
cammino"
Numero 219 del 3 agosto 2009
In questo numero:
1. Ne' a Viterbo ne' a Frosinone
2. Peppe Sini: Il seppuku del centrosinistra a
Viterbo
3. Il sindaco onorificente e l'asino che vola
4. Peppe Sini: Ah Spose', ma che t'avemo fatto pe'
volecce tanto male?
5. Peppe Sini: Quel Marrazzo uno e bino
6. Svoltosi incontro di riflessione a Viterbo
sulle emergenze ambientali e sanitarie
7. Andrea Palladino: Il disastro della Valle del
Sacco
8. Marinella Correggia: Deforestazione
9. Marinella Correggia: Miniere e guerra
10. Appello degli intellettuali contro il ritorno
delle leggi razziali in Italia
11. Appello dei giuristi contro l'introduzione dei
reati di ingresso e soggiorno illegale dei migranti
12. Per contattare il comitato che si oppone al
mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo
1. EDITORIALE. NE' A VITERBO NE' A FROSINONE
La solita lobby mega-aeroportuale della
speculazione, della devastazione, dell'avvelenamento e dell'illegalita' tenta
il solito squallido giochetto dell'inganno campanilistico, del gioco delle tre
carte, dell'imbroglio da baraccone.
Ma le sue menzogne e le sue mistificazioni, le sue
truffaldine manipolazioni, le sue intenzioni fuorilegge, sono ormai state
smascherate.
*
Ripetiamolo quindi ancora una volta.
Nessun nuovo mega-aeroporto deve essere
realizzato: ne' a Viterbo, ne' a Frosinone, ne' altrove.
E devono essere denunciati, processati e
condannati quei pubblici amministratori che intendano depredare il pubblico
erario per realizzare opere illegali, devastanti e nocive; opere come i
mega-aeroporti che danneggiano la popolazione, distruggono l'ambiente,
massacrano le autentiche vocazioni produttive del territorio, avvelenano le
persone, violano le leggi in vigore.
Il trasporto aereo va invece immediatamente
drasticamente ridotto.
E la popolazione di Ciampino, di Marino e del X
Municipio di Roma va liberata dalla scellerata violenza dell'intollerabile
eccesso di voli su Campino, riducendo immediatamente e drasticamente
l'attivita' di quell'aeroporto.
2. EDITORIALE. PEPPE SINI: IL SEPPUKU DEL
CENTROSINISTRA A VITERBO
Approssimandosi le elezioni provinciali e
regionali le forze politiche del centrosinistra ce la stanno mettendo tutta per
ripetere lo strepitoso risultato delle comunali dello scorso anno, che hanno
messo la citta' di Viterbo nelle mani di un sindaco resosi celebre per aver
sottoscritto una proposta di legge per dare un'onorificenza ai nazifascisti di
Salo'.
E come s'ingegnano i partiti del centrosinistra
per perdere anche Provincia e Regione? Nel modo piu' semplice e sicuro.
Prostituendosi alla lobby di estrema destra che intende devastare l'area
archeologica e termale del Bulicame, massacrare l'agricoltura locale ed
avvelenare la popolazione realizzando un illegale e insensato mega-aeroporto.
*
E per ripeterlo ancora una volta in poche parole:
La realizzazione del mega-aeroporto nell'area archeologica e termale del
Bulicame a Viterbo, un'area di preziose emergenze e memorie storiche e
culturali, e di altrettanto preziosi beni naturalistici e risorse terapeutiche,
avrebbe come immediate conseguenze:
a) lo scempio dell'area del Bulicame e dei beni
ambientali e culturali che vi si trovano;
b) la devastazione dell'agricoltura della zona
circostante;
c) l'impedimento alla valorizzazione terapeutica e
sociale delle risorse termali;
d) un pesantissimo inquinamento chimico, acustico
ed elettromagnetico che sara' di grave nocumento per la salute e la qualita'
della vita della popolazione locale (l'area e' peraltro nei pressi di popolosi
quartieri della citta');
e) il collasso della rete infrastrutturale
dell'Alto Lazio, territorio gia' gravato da pesanti servitu';
f) uno sperpero colossale di soldi pubblici;
g) una flagrante violazione di leggi italiane ed
europee e dei vincoli di salvaguardia presenti nel territorio.
*
Di tutti gli esempi del mondo le forze politiche
del centrosinistra proprio quello di Mishima devono seguire?
3. EDITORIALE. IL SINDACO ONORIFICENTE E L'ASINO
CHE VOLA
Il sindaco e il suo ukase
L'onorevole sindaco di Viterbo non trova di meglio
da fare che dar fiato alle trombe e dimostrare la sua scarsa dimestichezza con
la lingua italiana (talune sue frasi meriterebbero un premio dal Collegio di
Patafisica), con la logica aristotelica (quella, per intenderci, del principio
di non-contraddizione, per cui una cosa non puo' essere contemporaneamente il
suo contrario) e con le competenze minime richieste ad un pubblico
amministratore.
Dichiara infatti con la consueta scotomizzata
tracotanza che il mega-aeroporto si fara', incurante del fatto che il
mega-aeroporto e' illegale, che il mega-aeroporto devasterebbe l'area
archeologica e termale del Bulicame, che il mega-aeroporto massacrerebbe l'agricoltura
e impedirebbe lo sviluppo del termalismo, che il mega-aeroporto avvelenerebbe i
cittadini. Incurante del fatto che il mega-aeroporto costituirebbe uno sperpero
immane ed infame di pubblici denari, ed incurante del fatto che le leggi in
vigore proibiscono questo crimine.
Meglio farebbe il sindaco a frenare la sua
logorrea, a fermarsi a riflettere, a consultare una cartografia dell'area e a
chiedere a un qualunque impiegato dell'ufficio tecnico del Comune di spiegargli
cosa siano i vincoli di salvaguardia, cosa prescriva il Piano regolatore, cosa
impongano le vigenti leggi italiane ed europee. Non e' mai troppo tardi per
imparare, come spiegava il maestro Manzi.
Ma si sa, l'onorevole sindaco di Viterbo e' fatto
cosi'. E gia' i tragici greci sapevano che gli dei accecano coloro che vogliono
perdere.
Ed ancor peggio che la sua funzione di sindaco
esercita quella di parlamentare, visto che in Parlamento si e' distinto per
aver sottoscritto una proposta di legge per insignire di un'onorificenza gli
aguzzini nazifascisti di Salo' (una proposta di legge cosi' infame che il suo
stesso boss Berlusconi ha dovuto imporre all'entusiastica sua truppa di
soprassedere dal portare avanti la geniale iniziativa), ed un'altra per
minacciare e perseguitare chi difende l'ambiente dalla devastazione.
*
El retablo de las maravillas
Compare sulla stampa locale anche l'ennesima
esilarante, sgangherata e sgrammaticata esternazione del braccio
propagandistico della lobby speculativa e vandalica dell'illegale
mega-aeroporto, la cui anfanante retorica anziche' nascondere rende ancor piu'
evidenti e crasse e volgari le grottesche mistificazioni, le colpevoli
reticenze e le vergognose menzogne che ancora certi funambolici personaggi
ormai smascherati e del tutto screditati (quelli dello slogan surrealista
secondo cui un mega-aeroporto sarebbe "a impatto ambientale zero")
s'attentano a spacciare in danno della nostra gente e della nostra terra.
Simili esempi di pessima scrittura e di pessime
intenzioni li raccomandiamo alle classi scolastiche, a dimostrazione di come
scriva male chi usa la parola per mascherare il pensiero ed ingannare gli altri
senza avere le qualita' di Talleyrand, ovvero di come si rendano ridicoli gli
stolti quando s'impancano a gabbamondo.
*
L'asino che vola
Si usa dalle parti nostre, a familiarmente
motteggiare la credulita' e la scempiaggine di taluni sciocconi, di suggerir
loro d'improvviso di volger gli occhi al cielo che c'e' un asino che vola.
4. RIFLESSIONE. PEPPE SINI: AH SPOSE', MA CHE
T'AVEMO FATTO PE' VOLECCE TANTO MALE?
Devo arrendermi all'evidenza.
Noi che viviamo a Viterbo dobbiamo aver fatto
qualche grave torto all'on. Ugo Sposetti, il parlamentare del Pd e del Pd
attuale capogruppo al consiglio comunale di Viterbo, gia' presidente della
Provincia che negli anni Settanta tanto si impegno' per imporci la catastrofica
centrale nucleare di Montalto e che oggi si batte come un gladiatore per
imporci il nocivo, distruttivo ed illegale mega-aeroporto voluto da una lobby
speculativa di estrema destra, il mega-aeroporto che distruggera' l'area
archeologica e termale del Bulicame, che massacrera' l'agricoltura locale, che
avvelenera' i viterbesi.
Devo arrendermi all'evidenza, qualche grave torto
dobbiamo proprio averglielo fatto a Ugo Sposetti perche' lui si accanisca cosi'
violentemente ed insensatamente contro di noi, arrivando persino ad appoggiare
le mene di una camarilla di speculatori ed imbroglioni della destra estrema pur
di farci del male.
*
Mi permetto allora di fare una modesta proposta.
Ci dica Sposetti perche' ce l'ha tanto con noi che
viviamo a Viterbo, e se gli abbiamo fatto qualche torto m'impegno anche a nome
di altri concittadini di buona volonta' a risarcirlo, se le sue pretese sono
appena appena ragionevoli.
Dopo di che la faccia finita di volerci
avvelenare. Trent'anni fa con la centrale nucleare a Montalto ed oggi col
mega-aeroporto al Bulicame.
Ma chi si crede di essere, Lucrezia Borgia?
5. RIFLESSIONE. PEPPE SINI: QUEL MARRAZZO UNO E
BINO
Mi chiedo talvolta se il Marrazzo che presiede
Penso di no perche' deve trattarsi di un
simulacro, di un artificiale replicante, di un grottesco sosia che fa l'esatto
opposto di quel Marrazzo di allora.
Il Marrazzo di allora avrebbe difeso i cittadini
viterbesi dall'avvelenamento provocato dal mega-aeroporto voluto da una lobby
speculativa di estrema destra.
Il Marrazzo di oggi e' complice degli
avvelenatori.
Il Marrazzo di allora avrebbe difeso la preziosa
area archeologica e termale del Bulicame dall'assalto vandalico degli
speculatori del mega-aeroporto.
Il Marrazzo di oggi e' complice dei vandali.
Il Marrazzo di allora avrebbe chiesto il rispetto
delle leggi, leggi che proibiscono di realizzare il mega-aeroporto.
Il Marrazzo di oggi e' complice dei fuorilegge.
Possibile che sia la stessa persona?
O non sara' che come in quel romanzo di Gide il
Marrazzo autentico e' stato rapito e imprigionato in qualche oscura segreta ed
al suo posto Berlusconi ha collocato un pupazzo meccanico che fa tutto il
contrario?
Sarebbe possibile fare la prova del Dna?
6. INCONTRI. SVOLTOSI INCONTRO DI RIFLESSIONE A
VITERBO SULLE EMERGENZE AMBIENTALI E SANITARIE
Si e' svolto giovedi' 30 luglio 2009 presso il
Centro di ricerca per la pace di Viterbo un incontro di riflessione sulle
principali emergenze ambientali e sanitarie della citta' e della provincia.
L'incontro e' stato anche occasione per ricordare
il secondo anniversario della nascita del "comitato che si oppone al
mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in
difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di
tutti", comitato che si costitui' con un'assemblea presso il Centro
sociale autogestito "Valle Faul" di Viterbo il 24 luglio 2007.
7. ITALIA. ANDREA PALLADINO: IL DISASTRO DELLA
VALLE DEL SACCO
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 26
luglio 2009 col titolo "
La piccola citta' di Morolo quasi si nasconde.
Sulla via Casilina che scende da Roma verso Frosinone, le indicazioni danno
false piste. La strada ad un certo punto termina di fronte ad un colosso
dell'archeologia industriale, una vecchia fabbrica di calce, oggi usata per
gare di tiro a segno. Sembra quasi che tutte le strade siano chiuse, sbarrando
l'accesso al gruppo di case. Si deve attraversare il fiume Sacco, e le case degli
agricoltori ti guidano. Sul lato sinistro la terra bagnata dal fiume, sul lato
destro la collina. A separare la citta' ci sono poi i pilastri della Tav
Roma-Napoli. "Giornalisti infami, ci avete lasciato soli", e' la
scritta sulla curva che porta alla piccola citta' in provincia di Frosinone, la
cui terra dal 2005 e' stata dichiarata avvelenata, forse per sempre. Una Seveso
quasi sconosciuta, tenuta in silenzio, nascosta per tantissimi anni.
Il beta-esaclorocicloesano e' una parola difficile
da imparare. Si abbrevia in B-HCH, ed era solo roba per chimici esperti fino a
qualche tempo fa. Oggi e' la sigla di uno dei piu' vasti disastri ambientali
d'Italia, che ha colpito un'intera valle, dalla citta' di Colleferro, fino a
Ceccano e - probabilmente - ancora oltre. Nessuno sa quanto sia vasta l'area,
quante persone siano state contaminate, quanto latte avvelenato sia stato
prodotto.
Se buona parte di questa regione oggi e' una terra
avvelenata, i colpevoli vanno cercati un po' piu' a nord, nell'area industriale
di Colleferro. Le emergenze abientali qui compongono una lista spaventosa: c'e'
l'Italcementi, con le polveri sottili, due inceneritori, con il Cdr truffa
pieno di veleni, l'area della chimica,
Smaltire quei veleni era un affare da gestire
internamente, da affidare a una squadra appositamente costituita. I resti pieni
di beta-esaclorocicloesano erano stipati in fusti e interrati. Dai tre siti che
contenevano i derivati del lindano - arpa 1, arpa 2 e cava di pozzolana - i
veleni sono scesi nelle acque bianche e poi nel fiume. Una contaminazione
lenta, inarrestabile, che ancora oggi - dopo anni - sta colpendo gli
allevatori.
A Morolo, all'inizio dell'anno, e' venuto il
presidente della Regione Marrazzo. Dal 2005 c'e' un commissario straordinario
che deve decontaminare l'area e assistere i contadini e gli allevatori. Per ora
hanno cambiato il nome al luogo, creando il marchio Valle dei Latini, per far
dimenticare ai consumatori
La famiglia di Claudia nel
Il primo processo per l'avvelenamento del fiume
Sacco e' del 1992, diciasette anni fa. Fu l'allora sostituto procuratore presso
Oggi
C'e' ancora molto da scoprire, pero', nella lunga
storia della valle che taglia
Dall'alto di Morolo si puo' vedere la valle del
Sacco. Una distesa d'industrie tagliata dall'autostrada, dalla Tav e dal fiume.
Tre serpenti che scorrono avvinghiandosi, incrociando le storie. La terra di
riporto della Tav - avvelenata - fu sparsa spacciandola per una specie di
concime, contaminando anche coltivazioni distanti dal fiume. Altre industrie,
anche meno conosciute, continuano, ancora oggi, a scaricare veleni. "La
domenica l'acqua diventa scura, sembra olio bruciato", raccontano gli
allevatori. E il beta-esaclorocicloesano continua a spargersi, a raggiungere
posti che fino a un paio di mesi fa erano considerati sicuri. L'ultimo allarme
arriva da Ceccano, quasi alla fine del fiume, pochi chilometri prima che entri
nel Liri. L'Arpa ha trovato allevamenti di bufale contaminate dall'acqua.
Verranno abbattute probabilmente, ma quanto latte avvelenato hanno prodotto in
questi anni? Nessuno vuole rispondere alla domanda, perche' il rischio di un
crollo definitivo dell'economia della valle e' evidente.
Si cerca allora di dimenticare, cambiando il nome
dei luoghi, non parlando piu' dei veleni che le famiglie portano nel corpo. Qui
arriveranno tanti soldi per la bonifica, per il recupero dell'economia uccisa
due volte. Prima con le industrie che hanno tolto linfa vitale all'allevamento,
poi con i veleni, che hanno ucciso definitivamente intere mandrie. E a
ricordare che siamo nella nuova Seveso ci pensa un camioncino venuto dalla
Campania, che alle porte di Colleferro gira ancora oggi a ritirare i cadaveri
delle pecore. "Morte di parto", spiegano i certificati.
8. TERRA. MARINELLA CORREGGIA: DEFORESTAZIONE
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 28
luglio 2009 col titolo "L'arrosto amazzonico"]
Che la filiera della bistecca bovina da animali
bradi sia una delle maggiori killer dell'Amazzonia brasiliana e' chiaro da
tempo ma forse mai era stato illustrato tanto bene come nel rapporto di
Greenpeace International "Slaughtering the Amazon" (Macellando
l'Amazzonia). Il documentatissimo rapporto fa i nomi delle compagnie internazionali
di distribuzione che comprano carne e pelli da fornitori del Brasile, diventato
il maggior esportatore di carne bovina al mondo a spese degli alberi, della
biodiversita', dell'equilibrio idrico, del clima (il paese sudamericano e' il
quarto produttore mondiale di gas serra proprio a causa della distruzione della
foresta).
Il rapporto e' durissimo: l'industria dei bovini
provocherebbe l'80% della perdita dell'Amazzonia e il 14% della perdita
mondiale delle foreste. L'area totale di Amazzonia brasiliana ridotta a pascolo
e' oggi di
Il rapporto di Greenpeace ha fatto effetto.
Inoltre tre grandi catene di supermercati,
Wal-Mart, Carrefour e Pao de Acucar hanno dichiarato la sospensione dei
contratti con fornitori implicati nella deforestazione. Anche l'associazione brasiliana
dei supermercati (Abras), ammettendo che "non ci sono garanzie che la
carne non provenga dall'Amazzonia", ha annunciato ogni cessazione di
rapporto con complici accertati della deforestazione. E non solo: Marfrig, il
quarto commerciante mondiale di carne bovina, egualmente nominato nel rapporto
di Greenpeace, non comprera' piu' animali allevati in aree all'interno
dell'Amazzonia legale.
Lavaggio verde a buon mercato? Forse, visto che
non esiste un sistema di certificazione per i prodotti carnei o conciari
brasiliani, tale da garantire che sono prodotti "con
responsabilita'", o meglio, se non altro fuori dall'Amazzonia.
Un'organizzazione chiamata Alianca da Terra sta lavorando proprio a questo
sistema. Nell'attesa, il primo gruppo di distribuzione britannico (e terzo al
mondo dopo la statunitense Wal-Mart e la francese Carrefour), ha ammesso che e'
difficile conoscere la fonte ma "si sta attrezzando". Fra le altre
"grandi firme" tirate in ballo - per la carne o il cuoio - nel rapporto
di Greenpeace: Adidas/Reebok, Nike, Carrefour, Eurostar, Unilever, Johnson
& Johnson, Toyota, Honda, Gucci, Louis Vuitton, Prada, Ikea, Kraft, Tesco
and Wal-Mart. Che non vendono solo carne e cuoio.
9. TERRA. MARINELLA CORREGGIA: MINIERE E GUERRA
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 24
luglio 2009 col titolo "Congo e utilizzatori finali"]
Compagnie inglesi e belghe acquistano i minerali
provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo senza controlli sulle fonti
e cosi' facendo finanziano gruppi armati - ribelli ed esercito - che
controllano le miniere alimentando una guerra "civile" che in dodici
anni ha provocato milioni di morti, sofferenze indicibili, fame, violenze,
bambini soldato, spostamenti di popolazioni.
L'organizzazione londinese Global Witness, che
lavora sulle violazioni dei diritti umani e sulle devastazioni ambientali
legate allo sfruttamento delle risorse naturali nel quadro del sistema
commerciale internazionale, ha pubblicato un nuovo rapporto dal titolo
"Faced with a gun, what can you do? War and the Militarisation in Eastern
Congo" ("Di fronte a un fucile che si puo' fare? Guerra e
militarizzazione nelle miniere del Congo orientale"). Il rapporto e'
disponibile sul sito www.globalwitness.org
L'assenza di regolamentazione del settore
minerario nella regione e lo sfascio delle istituzioni statali permettono ai
gruppi armati un accesso illimitato ai minerali e la messa in opera di reti
commerciali molto profittevoli, causa prima del permanere del conflitto e delle
relative atrocita'. Per l'estrazione i belligeranti ricorrono spesso a
manodopera forzata, in condizioni pericolose e durissime; chi rifiuta di
lavorare per loro o di vendere loro i minerali estratti e' violentemente
punito; le popolazioni locali subiscono stupri, deportazioni, anche "tasse"
illegali. Nemici sul campo di battaglia, quando si tratta di affari le fazioni
armate collaborano e si mettono d'accordo per spartirsi i territori e perfino
aiutarsi nella commercializzazione.
Lo si sa da anni, ma non si e' fatto nulla e le
parti belligeranti hanno consolidato le loro basi economiche. Le autorita'
provinciali non riescono a controllare le esportazioni che transitano per le
frontiere orientali della Rdc. Soprattutto l'oro esce quasi totalmente con il
contrabbando. Ruanda e Burundi sono i paesi di transito e i loro governi non
esercitano alcun controllo. Fra gli acquirenti delle agenzie di commercio,
ufficialmente registrate nella Rdc e basate a Goma e Bukavu ci sono gruppi
asiatici ed europei. Fra questi il gigante britannico Amc (tramite una sua affiliata
tailandese), l'altro gigante britannico Afrimex, diverse imprese del Belgio
come Trademet e Traxys.
Attori economici che "scelgono di ignorare
l'impatto delle loro attivita', si trincerano dietro la natura 'legale' dei
loro fornitori e avanzano varie scuse per spiegare l'assenza di procedure che
permetterebbero di controllare la catena di approvvigionamento. Alcune
compagnie affermano che il benessere della popolazione congolese dipende
direttamente dai loro acquisti". Quanto agli incontri internazionali per
la pace nel Congo, "tendono a escludere la dimensione economica del
conflitto che pure ne e' il motore chiave. Cosi' non si arrivera' ad alcuna
pace durevole". Il rapporto chiede la fine dell'impunita'. L'Onu imponga
sanzioni di qualche tipo alle compagnie acquirenti "distratte". Si
prendano misure per impedire alle parti belligeranti di accedere ai siti
minerari come alle reti commerciali.
Utilmente il rapporto indica anche le destinazioni
merceologiche dei minerali. Fabbricazione di apparecchi elettronici con i
metalli estratti da coltan, cassiterite e wolframite. Lampadine con il
tungsteno tratto dalla wolframite. Scatolame con lo stagno estratto dalla
cassiterite. Piu' gli utilizzatori finali consumano, piu' c'e' bisogno di
estrarre. Da miniere che minano l'Africa.
10. UNA SOLA UMANITA'. APPELLO DEGLI INTELLETTUALI
CONTRO IL RITORNO DELLE LEGGI RAZZIALI IN ITALIA
Le cose accadute in Italia hanno sempre avuto, nel
bene e nel male, una straordinaria influenza sulla intera societa' europea, dal
Rinascimento italiano al fascismo.
Non sempre sono state pero' conosciute in tempo.
In questo momento c'e' una grande attenzione sui
giornali europei per alcuni aspetti della crisi che sta investendo il nostro
paese, riteniamo, pero', un dovere di quanti viviamo in Italia richiamare
l'attenzione dell'opinione pubblica europea su altri aspetti rimasti oscuri. Si
tratta di alcuni passaggi della politica e della legislazione italiana che, se
non si riuscira' ad impedire, rischiano di sfigurare il volto dell'Europa e di
far arretrare la causa dei diritti umani nel mondo intero.
Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della
sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l'adozione
di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si
vedevano dai tempi delle leggi razziali.
E' stato sostituito il soggetto passivo della
discriminazione, non piu' gli ebrei bensi' la popolazione degli immigrati
"irregolari", che conta centinaia di migliaia di persone; ma non sono
stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei
matrimoni misti.
Con tale divieto si impedisce, in ragione della
nazionalita', l'esercizio di un diritto fondamentale quale e' quello di
contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto
fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli
stessi italiani.
Con una norma ancora piu' lesiva della dignita' e
della stessa qualita' umana, e' stato inoltre introdotto il divieto per le
donne straniere, in condizioni di irregolarita' amministrativa, di riconoscere
i figli da loro stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione
politica di una maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere
"irregolari" diverranno per tutta la vita figli di nessuno, saranno
sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato.
Neanche il fascismo si era spinto fino a questo
punto. Infatti le leggi razziali introdotte da quel regime nel 1938 non
privavano le madri ebree dei loro figli, ne' le costringevano all'aborto per
evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato.
Non ci rivolgeremmo all'opinione pubblica europea
se la gravita' di queste misure non fosse tale da superare ogni confine
nazionale e non richiedesse una reazione responsabile di tutte le persone che
credono a una comune umanita'. L'Europa non puo' ammettere che uno dei suoi
Paesi fondatori regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le
leggi internazionali e i principi garantisti e di civilta' giuridica su cui si
basa la stessa costruzione politica europea.
E' interesse e onore di tutti noi europei che cio'
non accada.
La cultura democratica europea deve prendere
coscienza della patologia che viene dall'Italia e mobilitarsi per impedire che
possa dilagare in Europa.
A ciascuno la scelta delle forme opportune per
manifestare e far valere la propria opposizione.
Roma, 29 giugno 2009
Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini,
Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Maurizio Scaparro, Gianni Amelio
11. UNA SOLA UMANITA'. APPELLO DEI GIURISTI CONTRO
L'INTRODUZIONE DEI REATI DI INGRESSO E SOGGIORNO ILLEGALE DEI MIGRANTI
Il disegno di legge n. 733-B attualmente all'esame
del Senato prevede varie innovazioni che suscitano rilievi critici.
In particolare, riteniamo necessario richiamare
l'attenzione della discussione pubblica sulla norma che punisce a titolo di
reato l'ingresso e il soggiorno illegale dello straniero nel territorio dello
Stato, una norma che, a nostro avviso, oltre ad esasperare la preoccupante tendenza
all'uso simbolico della sanzione penale, criminalizza mere condizioni personali
e presenta molteplici profili di illegittimita' costituzionale.
La norma e', anzitutto, priva di fondamento
giustificativo, poiche' la sua sfera applicativa e' destinata a sovrapporsi
integralmente a quella dell'espulsione quale misura amministrativa, il che
mette in luce l'assoluta irragionevolezza della nuova figura di reato; inoltre,
il ruolo di extrema ratio che deve rivestire la sanzione penale impone che essa
sia utilizzata, nel rispetto del principio di proporzionalita', solo in
mancanza di altri strumenti idonei al raggiungimento dello scopo.
Ne' un fondamento giustificativo del nuovo reato
puo' essere individuato sulla base di una presunta pericolosita' sociale della
condizione del migrante irregolare:
L'ingresso o la presenza illegale del singolo
straniero dunque non rappresentano, di per se', fatti lesivi di beni meritevoli
di tutela penale, ma sono l'espressione di una condizione individuale, la
condizione di migrante: la relativa incriminazione, pertanto, assume un
connotato discriminatorio ratione subiecti contrastante non solo con il
principio di eguaglianza, ma con la fondamentale garanzia costituzionale in
materia penale, in base alla quale si puo' essere puniti solo per fatti
materiali.
L'introduzione del reato in esame, inoltre,
produrrebbe una crescita abnorme di ineffettivita' del sistema penale, gravato
di centinaia di migliaia di ulteriori processi privi di reale utilita' sociale
e condannato per cio' alla paralisi. Ne' questo effetto sarebbe scongiurato
dalla attribuzione della relativa cognizione al giudice di pace (con
alterazione degli attuali criteri di ripartizione della competenza tra
magistratura professionale e magistratura onoraria e snaturamento della
fisionomia di quest'ultima): da un lato perche' la paralisi non e' meno grave
se investe il settore di giurisdizione del giudice di pace, dall'altro per le
ricadute sul sistema complessivo delle impugnazioni, gia' in grave sofferenza.
Rientra certo tra i compiti delle istituzioni
pubbliche "regolare la materia dell'immigrazione, in correlazione ai
molteplici interessi pubblici da essa coinvolti ed ai gravi problemi connessi a
flussi migratori incontrollati" (Corte Cost., sent. n. 5 del 2004), ma
nell'adempimento di tali compiti il legislatore deve attenersi alla rigorosa
osservanza dei principi fondamentali del sistema penale e, ferma restando la
sfera di discrezionalita' che gli compete, deve orientare la sua azione a
canoni di razionalita' finalistica.
"Gli squilibri e le forti tensioni che
caratterizzano le societa' piu' avanzate producono condizioni di estrema
emarginazione, si' che (...) non si puo' non cogliere con preoccupata
inquietudine l'affiorare di tendenze, o anche soltanto tentazioni, volte a
'nascondere' la miseria e a considerare le persone in condizioni di poverta'
come pericolose e colpevoli". Le parole con le quali
25 giugno 2009
Angelo Caputo, Domenico Ciruzzi, Oreste Dominioni,
Massimo Donini, Luciano Eusebi, Giovanni Fiandaca, Luigi Ferrajoli, Gabrio
Forti, Roberto Lamacchia, Sandro Margara, Guido Neppi Modona, Paolo Morozzo
della Rocca, Valerio Onida, Elena Paciotti, Giovanni Palombarini, Livio Pepino,
Carlo Renoldi, Stefano Rodota', Arturo Salerni, Armando Spataro, Lorenzo
Trucco, Gustavo Zagrebelsky
12. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI
OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI VITERBO E S'IMPEGNA PER
Per informazioni e contatti: Comitato che si
oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto
aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di
tutti: e-mail: info@coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del
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Numero 219 del 3 agosto 2009
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