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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 217 del 22 luglio 2009
In questo numero:
1. Giovedi' 23 luglio a
Viterbo alle ore 17,30 passeggiata al Bulicame con l'on. Domenico Scilipoti
2. Peppe Sini: L'ultima
del sindaco di Viterbo
3. Virginia Del Re: Una nota minima
4. Crisi economica e scellerata follia della lobby
del mega-aeroporto
5. Interrogazione parlamentare dell'on. Domenico Scilipoti sul mega-aeroporto a Viterbo
6. Marinella Correggia: Case
7. Marinella Correggia: Patate
8. Marinella Correggia: Rubinetti
9. Appello urgente al Presidente del Senato della
Repubblica ed al Presidente della Camera dei Deputati
10. Per contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del
trasporto aereo
1. INCONTRI. GIOVEDI' 23 LUGLIO ALLE ORE 17,30 PASSEGGIATA AL BULICAME CON L'ON.
DOMENICO SCILIPOTI
Il comitato che si oppone al mega-aeroporto
di Viterbo promuove giovedi'
23 luglio a Viterbo, alle ore 17,30, una passeggiata nell'area archeologica e
termale del Bulicame con la partecipazione dell'on.
Domenico Scilipoti, presentatore di una
interrogazione parlamentare contro il mega-aeroporto
che devasterebbe irreversibilmente quel prezioso bene
naturalistico, culturale e terapeutico.
*
Nel corso dell'iniziativa la dottoressa Antonella Litta, portavoce del comitato, il professor Osvaldo Ercoli, autorevole e storica figura dell'impegno per
l'ambiente e per i diritti umani, il professor Alessandro Pizzi, gia' sindaco di Soriano nel Cimino, e l'on.
Domenico Scilipoti (deputato dell'Italia dei valori,
medico con varie specializzazioni, dalla ginecologia all'oncologia clinica; per
i suoi studi e la sua attivita' ha ricevuto varie onorificenza a livello internazionale, in Brasile,
India, Spagna) terranno una conferenza stampa in cui illustreranno le ragioni
dell'opposizione allo scempio ambientale e al disastro sanitario che il mega-aeroporto provocherebbe.
*
Il comitato ringrazia il parlamentare che ha unito
la sua voce a quella di tanti scienziati, rappresentanti delle istituzioni,
figure dell'impegno civile e della riflessione morale che da due anni a questa
parte hanno espresso solidarieta'
all'impegno in difesa del territorio, dei diritti di tutti, della legalita'.
*
Per tutti i cittadini che volessero
partecipare, e per gli operatori dell'informazione, l'appuntamento e' alle ore
17,30 alla sorgente del Bullicame.
*
Per informazioni e contatti: e-mail:
info@coipiediperterra.org, sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del
comitato, la dottoressa Antonella Litta: tel.
3383810091, e-mail: antonella.litta@libero.it
2. EDITORIALE. PEPPE SINI: L'ULTIMA DEL SINDACO DI
VITERBO
A quanto pare il sindaco di Viterbo, che e' anche deputato in Parlamento, ha perso un'altra buona
occasione per starsene zitto; ed ancora una volta ha confermato di avere il
vizio di ingannare i cittadini.
*
Siamo alle solite
Chi avesse letto il comunicato con le
dichiarazioni del sindaco di Viterbo sulla recente audizione del 16 luglio 2009
del Commissario europeo ai Trasporti presso le
Commissioni Trasporti del Parlamento italiano crederebbe che oggetto cruciale
dell'incontro fosse il mega-aeroporto di Viterbo.
Invece il tema - come chiunque puo'
agevolmente verificare - era "Audizione del Vicepresidente della
Commissione europea e Commissario responsabile per i trasporti, Antonio Tajani, sulla politica europea per la sicurezza del
trasporto ferroviario, con particolare riferimento al trasporto
di merci pericolose", che col mega-aeroporto di
Viterbo non potrebbe entrarci di meno.
*
Quando l'Europa si sveglia
Il sindaco di Viterbo continua inoltre a propalare
il bizzarro delirio secondo cui a un dipresso
Ovviamente non solo madamigella
Europa ma neppure sua signoria
Primo: perche' sic stantibus rebus il mega-aeroporto
di Viterbo e' - alla luce della situazione reale, alla
luce delle leggi in vigore - del tutto illegale. Del tutto illegale.
Ripetiamolo: del tutto illegale.
Secondo: perche' il mega-aeroporto di Viterbo e'
irrealizzabile (a meno di non voler provocare una catastrofe). E lo sanno bene anche le istituzioni che hanno esaminato la
questione. Come lo sanno bene tutti coloro che amano
la verita' e non hanno gli occhi foderati di salame.
Terzo: perche' nessuno
che abbia un po' di sale in zucca vuol essere complice
di un crimine gia' smascherato, nessuno vuol subire
il danno e la beffa, nessuno vuol passare per sciocco o insensato. Nessuno, o
quasi.
*
Pinocchio ed Attila
Il sindaco di Viterbo e'
quindi gia' campione del mondo di lunghezza del naso
da Pinocchio.
E
si sta battendo con tutte le sue forze per divenire nuovo re degli unni.
Prendere sul serio un simile personaggio e' impossibile.
Purtroppo - ed e'
grottesco, anzi: tragico - governa la citta' di
Viterbo; non solo: siede anche tra coloro che fanno le leggi italiane, e
vedendo quali proposte di leggi firma - per dare onorificenze agli aguzzini nazifascisti di Salo', per
ostacolare la difesa dell'ambiente - chiunque puo'
constatare con quali sublimi esiti.
3. SOLIDARIETA'. VIRGINIA DEL RE: UNA NOTA MINIMA
[Ringraziamo
Virginia Del Re (per contatti: virdelre@tin.it) per questo intervento]
Una nota minima sul mega-aeroporto
di Viterbo.
Basterebbe una foto aerea degli aeroporti
londinesi gia' presenti e dei lavori in corso per
ampliare sia Heathrow sia Stansted,
per capire la dissennata devastazione che si sta producendo. Dov'era
verde a non finire, c'e' il deserto. Londra appare sempre piu' un'isola stretta da una cintura di aeroporti:
le piste di Gatwick, di Heathrow,
etc. etc. e rumore, e cemento e parcheggi, le
autostrade sempre piu' grandi.
E
si tratta di territori pianeggianti, dunque almeno tecnicamente piu' facilmente "spianabili", senza colline e
monti, e "castella", come abbiamo in Italia
e particolarmente nella meravigliosa area di Viterbo e dei monti Cimini.
4. RIFLESSIONE. CRISI ECONOMICA
E SCELLERATA FOLLIA DELLA LOBBY DEL MEGA-AEROPORTO
Nella crisi economica in cui si dibatte la societa', con tante famiglie che sono sull'orlo della poverta' (e molte che gia' vi sono sprofondate), le istituzioni dovrebbero
innanzitutto smetterla di sperperare i soldi pubblici, anzi: di derubare il
pubblico erario per finanziare gli speculatori loro complici.
Dovrebbero piuttosto utilizzare le finanze
pubbliche per aiutare chi e' in difficolta',
per sostenere l'economia realmente produttiva di beni e servizi necessari, le
autentiche vocazioni produttive del territorio, i bisogni delle comunita' locali.
Non e' difficile
distinguere il bene dal male: e' bene operare per il bene comune, per
l'interesse pubblico, per la collettivita'. E' male
sperperare e rapinare le risorse pubbliche.
*
A Viterbo, ad esempio
A Viterbo, ad esempio, e'
male, anzi: malissimo, distruggere l'area archeologica e termale del Bulicame;
e' male, anzi: malissimo, devastare l'agricoltura di qualita';
e' male, anzi malissimo, avvelenare la popolazione.
Eppure questo male e'
proprio cio' che vogliono fare certi pubblici
amministratori insipienti ed irresponsabili, quei pubblici amministratori che
stanno cercando di imporre la realizzazione di un mega-aeroporto
nocivo e distruttivo, folle e fuorilegge.
E per realizzare tanto male all'ambiente, al
territorio, all'economia locale, alla popolazione che a Viterbo vive e lavora,
quei pubblici amministratori insipienti ed irresponsabili
vogliono anche sperperare una montagna di soldi pubblici.
Si puo' essere piu' protervi? Si puo' essere piu' sciagurati?
*
In nome della legge
Ma
per disdoro della lobby speculativa e vandalica, e per fortuna della
popolazione, le leggi in vigore si oppongono alla realizzazione del mega-aeroporto, del mega-imbroglio, della mega-ruberia e
della mega-devastazione.
Chiediamo il rigoroso rispetto delle leggi
italiane ed europee, il rigoroso rispetto delle norme e dei vincoli di salvaguardia, il rigoroso rispetto dei diritti dei cittadini
cosi' come stabiliti dall'ordinamento giuridico.
Rispettando le leggi il territorio e i diritti
delle persone sono salvi.
5. DOCUMENTI. INTERROGAZIONE
PARLAMENTARE DELL'ON. DOMENICO SCILIPOTI SUL
MEGA-AEROPORTO A VITERBO
Interrogazione a risposta scritta presentata dall'on. Domenico Scilipoti
Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al
Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, al Ministro dell'Ambiente, Tutela
del Territorio e del Mare
Per sapere - premesso che:
a
Viterbo si intende realizzare nell'area termale del Bulicame un mega-aeroporto delle dimensioni atte ad accogliere un
volume di traffico stimato in diversi milioni di passeggeri all'anno;
detta
opera si presenta assolutamente non consona alle esigenze di ordinato sviluppo
del territorio di riferimento, se si considera la situazione reale dell'area su
cui dovrebbe insistere, insieme ai pressanti vincoli paesaggistici,
idrogeologici, archeologici, termali presenti;
la
realizzazione e' invisa alla popolazione residente e tale opposizione e', non a
caso, sostenuta dalle migliori espressioni della societa'
civile quali illustri scienziati, cattedratici, personalita'
delle istituzioni;
i
motivi alla base del diniego possono essere sintetizzati:
a) mancato superamento di un
rigoroso espletamento della Valutazione d'impatto ambientale e della Valutazione
ambientale strategica obbligatorie per legge;
b) conflitto con precise norme di tutela dei beni
pubblici sia nazionali che europee;
c) contrasto con le norme ed i vincoli di salvaguardia in vigore nell'area, ai sensi della
pianificazione territoriale ed urbanistica sia regionale che comunale;
d) rischio della devastazione di
rilevanti beni archeologici, naturalistici, paesaggistici, storico-culturali,
scientifici, terapeutici ed economici insistenti nell'area;
e) grave nocumento alla
salute, alla sicurezza e alla qualita' della vita
della popolazione dei quartieri cittadini prossimi all'area;
f) conflitto con esigenze di sicurezza militari di
rilevanza strategica nazionale;
g) possibile collasso della rete infrastrutturale riguardante la mobilita'
locale;
h) risultati concreti in
termini economici e strutturali insoddisfacenti, con conseguente notevole
sperpero di pubblico denaro;
i) rilievi e criticita'
sulla procedura seguita per l'individuazione dell'area, che si presenta sic stantibus rebus viziata da flagranti errori di merito e di
metodo, tant'e' che veniva
presentato apposito ricorso al Tar del Lazio e
qualificati studi di settore ripetutamente denunciavano l'inammissibilita'
dell'opera;
il
comitato dei cittadini che si oppongono all'opera ha manifestato tutte le perplessita' del caso agli amministratori locali, non
mancando di elencare gli sconcertanti effetti che la realizzazione di tale mega-aeroporto nell'area termale del Bulicame a Viterbo
comporterebbe;
in
via esemplificativa veniva evidenziato:
a) negativo impatto
ambientale a causa della devastazione dell'area termale del Bulicame, un bene
naturalistico, storico-culturale, terapeutico, economico,
sociale e simbolico peculiare e insostituibile;
b) negativo impatto sulle
emergenze sanitarie della popolazione viterbese, con
preventivati danni alla salute, alla sicurezza, alla qualita'
della vita;
c) negativo impatto sanitario sulla popolazione
dell'Alto Lazio, con incremento di danni, disagi e patologie cagionato dal
cumulo del mega-aeroporto con altre gravosissime servitu' gia' presenti, come il polo energetico Civitavecchia-Montalto;
d) negativo impatto sociale su Viterbo, se si
considera che il mega-aeroporto, oltre a tutti i
danni summenzionati, potrebbe provocare anche un grave degrado della qualita' della vita, con lesione dei fondamentali diritti
dei cittadini, apportare un grave danno all'economia e alla societa',
generare il collasso delle infrastrutture del trasporto locale, la distruzione
di beni ambientali, culturali, agricoli, terapeutici, ricettivi, produttivi,
scientifici.
e) negativo impatto sociale
sull'Alto Lazio, per l'accumulo di servitu' ed
effetto sinergico dei fattori di rischio, di depauperamento e degrado
del territorio e della sua economia.
f) negativo impatto politico
locale, con devastazione del territorio, la messa in pericolo di fondamentali
beni comuni, la violazione di fondamentali diritti della
popolazione, sommati alla palese illegalita'
dell'opera;
g) negativo impatto globale
sull'ambiente, risultando il mega-aeroporto
finalizzato all'incremento del trasporto aereo complessivo, con conseguente
accrescimento dell'inquinamento e dell'effetto serra responsabile dei mutamenti
climatici e degli squilibri della biosfera.
h) Spesa irrazionale di fondi pubblici, in considerazione
dell'eventuale sperpero di ingenti risorse pubbliche,
sottratte ad opere e servizi realmente utili ed essenziali per la popolazione;
sulla
base della Planimetria redatta dal Comune di Viterbo recante i vincoli
paesaggistici, idrogeologici, archeologici, termali presenti nell'area
interessata, risulterebbe che la realizzazione sorgerebbe su di un'area di
interesse archeologico con presenza di importanti beni, tant'e'
che di questo veniva prontamente avvertita
gia'
in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica del 4 agosto 2008, il
comitato segnalava tutti i motivi di opposizione all'opera attraverso diversi
punti:
a) grave nocumento per la
salute della popolazione, come dimostrato dal documento dell'Isde (International Society of Doctors for the Environment -
Italia) del 18 marzo 2008;
b) grave devastazione
dell'area termale del Bulicame, peculiare bene naturalistico e
storico-culturale, terapeutico e sociale, economico e simbolico,
gia' citato da Dante nella Divina Commedia ed
elemento fondamentale dell'identita' di Viterbo;
c) grave impatto su un
rilevante bene archeologico come il tracciato dell'antica via consolare Cassia;
d) grave impatto inquinante sull'Orto botanico
dell'Universita' degli Studi della
Tuscia, rilevante bene scientifico, di ricerca e
didattico;
e) danni alle colture
agricole - di qualita' e biologiche - insistenti
nell'area maggiormente investita;
f) danno per la citta'
con deprezzamento di attivita',
esercizi ed immobili;
g) conflitto con attivita'
ed esigenze di interesse strategico nazionale
dell'Aeronautica Militare, come evidenziato da ultimo dal "Centro Studi Tuscia per lo sviluppo di un aeroporto compatibile" in
un documento del 2 agosto 2008;
h) immenso sperpero di fondi pubblici per un'opera
inutile e distruttiva che sottrarrebbe risorse ad altre concrete e reali
emergenze quali il sostegno, la difesa e la valorizzazione
dei beni ambientali e culturali, dell'agricoltura di qualita',
delle peculiari risorse locali e del trasporto ferroviario;
i) netto peggioramento per l'intero territorio
dell'Alto Lazio, gia' gravato da pesantissime servitu' energetiche, militari e speculative e da fenomeni di inquinamento ed aggressione alla salute, alla sicurezza e
alla qualita' della vita dei cittadini;
l) concreto pericolo che l'opera possa agevolare
affari ed operazioni illecite per mano della criminalita'
organizzata;
m) l'assenza di una adeguata
progettazione, addirittura della stessa precisa determinazione in merito a
collocazione e dimensioni, come ammesso dallo stesso Consiglio comunale di
Viterbo nella parte narrativa dell'atto deliberativo n. 92 del 25 luglio
n) impossibilita' oggettive legate alla realizzazione, cosi'
come rilevate dal Centro Studi Tuscia attraverso
puntuali studi;
o) mancata conformita'
al Piano territoriale paesaggistico regionale ed alle relative norme di salvaguardia, come riconosciuto dallo stesso Consiglio
comunale di Viterbo con l'atto deliberativo n. 92 del 25 luglio 2008;
p) assenza di fondamentali
verifiche e di fondamentali requisiti previsti dalla legislazione italiana ed
europea in materia di Valutazione d'impatto ambientale,
Valutazione ambientale strategica, Valutazione d'impatto sulla salute;
q) la relazione ministeriale del novembre 2007, che di fatto consentiva una serie di atti amministrativi successivi
e' destituita di fondamento, insieme a tutti gli atti successivi e
conseguenti, come dimostrato ad abundantiam da un
documento del 18 gennaio 2008 del "Centro studi Demetra"
che conclude la sua ampia ricognizione dichiarando che "gli atti
ministeriali risultano palesemente affetti da gravi vizi di illegittimita'
sotto il rilevato profilo dell'eccesso di potere per carenza dell'istruttoria
tecnica condotta dalla commissione istituita presso il Ministero dei
Trasporti";
r) la stessa relazione non risponde ad un'analisi fattuale della realta'
territoriale, ignorando del tutto il fatto che il sedime
indicato ricade nel cuore dell'area termale del Bulicame, a ridosso di emergenze archeologiche, naturalistiche, scientifiche,
culturali, agricole, terapeutiche, economiche ed insediative
tali da rendere l'opera ipso facto irrealizzabile;
s) la stessa compagnia aerea Ryan
Air - che avrebbe
dovuto rappresentare il soggetto imprenditoriale maggior fruitore della nuova
struttura - ha pubblicamente dichiarato che non intende affatto trasferire la
sua attivita' nell'eventuale scalo viterbese;
t) la realizzazione di un nuovo mega-aeroporto, in una situazione di contingente crisi, e'
insensato sia alla luce della situazione aeroportuale italiana che alla
luce dell'attuale trend del trasporto aereo internazionale;
Alla luce delle argomentazioni suindicate
appare indiscutibilmente necessario porre freno alla realizzazione di un'opera
inadeguata per le esigenze del territorio su cui dovrebbe insistere, nonche' inopportuna per le ripercussioni sull'assetto
ambientale dei luoghi: -
Se
il Governo ed il Ministro interpellato siano a conoscenza dei fatti esposti e
delle rilevanti problematiche connesse.
Quali siano le notizie in possesso del Governo
circa la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge, con espresso
riferimento alle norme ed ai vincoli di salvaguardia
esistenti.
Quali iniziative si intendano
intraprendere per impedire che i rilevanti beni naturalistici, culturali,
terapeutici ed economici dell'area termale del Bulicame vengano letteralmente
devastati.
Quali misure verranno
introdotte a salvaguardia della salute e la sicurezza dei cittadini di Viterbo,
messe a repentaglio da un'opera aeroportuale inopportuna sotto ogni profilo.
on.
Domenico Scilipoti
Camera dei Deputati, Roma, luglio 2009
6. MONDO. MARINELLA CORREGGIA: CASE
[Dal
quotidiano "Il manifesto" del 18 luglio 2009 col titolo "Ecocitta'"]
Il governo inglese annuncia un libro bianco che proporra' cambiamenti
importanti nel modo in cui gli inglesi viaggiano, lavorano, consumano e
abitano, cosi' da mantenere la promessa di ridurre
dell'80% le emissioni di gas serra del paese entro il 2050. Gli ambientalisti
sono giustamente critici: l'obiettivo cade troppo in la'
nel tempo (per ragioni di efficacia ed equita', i paesi grandi produttori pro-capite di gas serra
dovrebbero ridurre entro il 2030 le proprie emissioni del 90% rispetto a quelle
del 1990), e il governo cade in diverse contraddizioni settoriali (in
particolare dando impulso allo sviluppo ulteriore degli aeroporti).
Comunque,
nel pacchetto clima, il primo ministro Gordon Brown punta sulle "ecotowns",
le ecocitta' costituite da migliaia di case amiche -
o meno nemiche - del clima. Progettare una ecocitta' e' un buon test per molte idee verdi, anche in
materia di trasporti senza automobile e di autoproduzione
del cibo. Insomma una nuova comunita', per quanto
possibile autosufficiente. Brown aveva promesso dieci
ecocitta' per un totale di 200.000 appartamenti
"a ridottissime emissioni". Ci sono ritardi, ma il piano dovrebbe essere completato entro il
Lanciando l'iniziativa, il primo ministro Gordon Brown, sul quotidiano
"The Observer" ha dichiarato che
Ma
in molti sono dubbiosi o contrari e si parla di "greenwashing"
governativa. Gli abitanti delle aree rurali scelte per le ecocitta'
si sono spesso opposti ai nuovi insediamenti. Certo ci sono quelli della
sindrome nimby (della serie: "fatele
da un'altra parte, qui e' bello cosi'"); ma non
solo loro, anzi. L'organizzazione ambientalista Friends
of the Earth, pur approvando il piano, sottolinea che la sfida principale e' che i due milioni di
case che il governo programma di costruire, e non solo quelle nelle ecocitta', rispondano a standard elevatissimi di rispetto
del clima e dell'ambiente.
Inoltre ci si chiede se erigere nuove case e
quartieri, cementificando altro suolo, sia davvero la
via maestra. C'e' proprio bisogno di cosi' tante
altre case? Non e' meglio rendere ecoefficienti
e non lasciare vuote quelle gia' in piedi? Infatti
7. MONDO. MARINELLA CORREGGIA: PATATE
[Dal
quotidiano "Il manifesto" del 15 luglio 2009 col titolo "Tempi
duri per i saggi"]
La comunita' quechua della regione peruviana di Cuzco
gestisce con saggezza le oltre 2.000 varieta' di
patate in quella che e' considerata la zona d'origine
di questo tubero, importante alimento di base in tanti paesi ma anche simbolo
culturale. Negli anni Settanta molte varieta' furono stoccate al Centro internazionale della
patata (Cip), vicino a Lima. Ma le politiche del governo per la modernizzazione
dell'agricoltura hanno portato a un uso generalizzato
di pesticidi, fertilizzanti e nuove varieta' in
regime monocolturale, con la perdita delle varieta' tradizionali. Cosi', sei
comunita' quechua hanno
deciso di creare il Parque de la
papa (Parco della patata) su diecimila ettari, "rimpatriando"
e riportando in terra centinaia di varieta'
conservate al Cip. La famiglia biodiversa e' destinata ad allargarsi a ottobre.
Ma se il Cip ha favorito l'idea riconoscendo che
la proprieta' intellettuale in tema di risorse
genetiche agricole appartiene alle comunita', non si puo' dire altrettanto di altre
istituzioni, nazionali o internazionali. L'Institute for Environment and Development (Iied) ha presentato il rapporto "Protecting
traditional knowledge from the grassoroots up" a
Ginevra nei giorni scorsi, alla XIV sessione del Comitato intergovernativo
sulla proprieta' intellettuale, le risorse genetiche,
la conoscenza tradizionale e il folclore (Igc), un
comitato interno alla World intellectual property organization (Wipo).
I gruppi indigeni continuano a chiedere una
partecipazione effettiva nel Comitato Igc, e a
rivendicare la sovranita' - senza brevetti - sulle
conoscenze tradizionali collettive che la proprieta'
intellettuale convenzionale non copre e che sono da
sempre saccheggiate dalla "biopirateria"
multinazionale (si pensi agli sviluppi farmaceutici fondati sulle proprieta' medicinali di erbe e piante).
Le idee, i saperi, i semi, le forme di vita non
possono essere privatizzate, l'accesso deve rimanere non esclusivo di altri, i
benefici devono essere condivisi, sostiene il rapporto dell'Iied. Il problema e' che poi i
paesi possono aggirare eventuali regole internazionali a protezione delle
conoscenze tradizionali stringendo accordi commerciali bilaterali piu' lassisti. Ad esempio nell'Accordo di libero scambio
fra Peru' e Stati Uniti, il primo ignora gli accordi
stretti in sede di Comunita' andina
a protezione appunto dei saperi tradizionali e permette le bioprospezioni
e successive brevettazioni da parte di compagnie
statunitensi (e le colture Ogm, una minaccia alla
ricchezza genetica).
La proprieta'
intellettuale che limita l'accesso alla conoscenza e alle risorse genetiche e
crea monopoli su incitamento delle compagnie farmaceutiche e sementiere aumenta anche i rischi
di fronte al cambiamento climatico, secondo il rapporto dell'Iied: "Proprio questa emergenza globale richiede flessibilita' e adattabilita', mentre
quel che sta succedendo e' che le compagnie di biotecnologie usano i
cambiamenti climatici e promettono di sviluppare varieta'
colturali resistenti alla siccita' e al calore, ma
solo se potranno brevettarle". Sottraendole dunque all'uso comunitario diffuso.
8. MONDO. MARINELLA CORREGGIA: RUBINETTI
[Dal
quotidiano "Il manifesto" del 14 luglio 2009 col titolo "Acqua
libera a Bundanoon"]
Quando
si dice una decisione popolare che il mondo e i singoli dovrebbero imitare! I
2.500 saggi abitanti di Bundanoon, zona rurale a sud
di Sidney, la scorsa settimana sono andati al referendum e hanno votato per la
messa al bando dell'acqua imprigionata in bottiglia. Obiettivo:
combattere l'impronta climatica (in inglese: carbon footprint) dell'imbottigliamento, trasporto (tir su tir,
anche nel caso delle bottiglie di vetro riusabile) e smaltimento. Poche
ore prima il premier dello New South
Wales, il piu' popoloso stato dell'Australia,
proibiva ai dipartimenti e alle agenzie dello stato di comprare acqua in
bottiglia, "uno spreco di denaro pubblico e di risorse naturali". Una
simile decisione e' stata presa gia'
da decine di citta' in vari paesi e dagli studenti di
un'universita' inglese. E sempre pochi giorni fa un
rapporto al Congresso Usa del General Accountability Office ha detto chiaramente che "i
consumatori non realizzano che le acque in bottiglia
sono meno regolamentate di quelle del rubinetto".
Torniamo a Bundanoon,
che ha ricevuto i complimenti dal gruppo "Do Something!",
capace tempo fa di ottenere il divieto degli shopper di plastica a Coles Bay
(Tasmania). La decisione del piccolo paese e' stata
davvero popolare, non dall'alto. Galeotta e' stata la
richiesta da parte di una compagnia di Sidney,
Per una vera messa al bando bisognava trovare una
soluzione indolore per i commercianti locali. Uno di loro ha suggerito di
vendere (la zona e' turistica), allo stesso prezzo,
delle bottiglie riusabili da riempire alle fontane pubbliche o, pagando una
cifra modica, negli stessi negozi. I 50-60 commercianti di Bundanoon
hanno tutti accettato. Per loro Huw Kingston ha
dichiarato all'agenzia stampa Reuters: "In posti
del mondo dove l'acqua non e' potabile le bottiglie
possono avere un senso ma noi abbiamo un'ottima acqua del rubinetto. Come comunita' vogliamo lavorare insieme per la sostenibilita'". Quante decine di milioni di
consumatori e quanti commercianti in Italia potrebbero dire altrettanto eppure continuano ad attaccarsi (o a vendere) a quell'acqua
ferma nel plasticume? Si noti che i ventidue milioni di australiani hanno speso 500 milioni di dollari in acque
in bottiglia l'anno scorso: molto meno, in proporzione, degli italiani. Molti
dei quali continuano a non rendersi conto oltretutto che nel piccolo la loro
bottiglietta contribuisce, via caos climatico, a far scarseggiare l'acqua a chi
ne ha gia' poca.
Un altro ragionamento utile si ricava dalle
obiezioni di Geoff Parker,
direttore dell'Australasian Bottled
Water Institute (consorzio di produttori di acque in bottiglia), per il quale le due messe al bando
in Australia non solo limitano la scelta dei consumatori (e questo francamente
non sarebbe un problema se non per i profitti) ma potrebbero dirottare piu' che verso l'acqua di rubinetto verso l'acquisto di
bibite zuccherate. E l'impronta ecologica di una bottiglia di
acqua da fonte locale e' molto piu' piccola di
quella di una bibita o di una passata importate.
9. UNA SOLA UMANITA'. APPELLO URGENTE AL PRESIDENTE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA ED AL
PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Presidente della Camera dei Deputati
Signori Presidenti dei due rami del Parlamento,
il
15 luglio 2009 il Presidente della Repubblica ha inviato al Presidente del
Consiglio dei Ministri, ai Ministri della Giustizia e dell'Interno ed ai
Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, una lettera
nella quale poneva ed argomentava vari e gravi rilievi critici sulla legge
approvata in via definitiva dal Parlamento col voto del Senato del 2 luglio
2009 recante "Disposizioni in materia di pubblica sicurezza", volgarmente
nota come "pacchetto sicurezza".
Dalla lettera del Capo dello Stato si evince la
sua autorevole, esplicita, energica sollecitazione ad una riconsiderazione
delle parti di essa che palesemente confliggono con
Condividendo il comune convincimento che parti
decisive di quella legge siano in contrasto con
con
la presente siamo a richiedere
che
la legge nota come "pacchetto sicurezza", recante norme palesemente
incostituzionali e violatrici di fondamentali diritti umani, sia nuovamente ed
al piu' presto portata all'esame del Parlamento affinche' sia modificata conformemente al dettato della
Costituzione della Repubblica Italiana, alle norme di diritto internazionale
recepite nel nostro ordinamento e ai principi della civilta'
giuridica.
Distinti saluti,
il
"Centro di ricerca per la pace" di Viterbo
Viterbo, 18 luglio 2009
*
Proponiamo alle lettrici ed ai lettori di:
- scrivere ai Presidenti di
Camera e Senato una lettera con questa richiesta;
- scrivere a tutti i parlamentari antinazisti affinche' sostengano questa richiesta;
- scrivere a tutti gli enti locali affinche' formulino anch'essi questa richiesta;
- scrivere a tutti i mass-media affinche' ne
diano almeno notizia;
- scrivere a persone di volonta'
buona, associazioni democratiche ed istituzioni fedeli alla Costituzione affinche' si
associno alla richiesta.
Per chi volesse scrivere
via posta elettronica gli indirizzi e-mail di tutti i parlamentari (compresi i
Presidenti delle Camere) sono cosi' composti:
a) per i deputati:
cognome_inizialedelnome@camera.it e per fare un esempio l'indirizzo di un
eventuale on. Mario Rossi sarebbe rossi_m@camera.it
b) per i senatori:
cognome_inizialedelnome@posta.senato.it e per fare un esempio l'indirizzo di un
eventuale sen. Mario Rossi sarebbe rossi_m@posta.senato.it
Ai Presidenti dei due rami del
parlamenti si puo' scrivere anche attraverso i
siti di Camera e Senato.
10. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI
OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI VITERBO E S'IMPEGNA PER
Per informazioni e contatti: Comitato che si
oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per
la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della
democrazia, dei diritti di tutti: e-mail: info@coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del
comitato, la dottoressa Antonella Litta: tel.
3383810091, e-mail: antonella.litta@libero.it
Per ricevere questo notiziario: nbawac@tin.it
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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini.
Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel.
0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Numero 217 del 22 luglio 2009
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