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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 215 del 15 luglio 2009
In questo numero:
2. Una diffida al governo
3. Jacopo Storni intervista Vandana Shiva
4. Una preghiera alle persone amiche
5. Appello al Presidente della Repubblica contro il colpo di
stato razzista
6. Appello degli intellettuali contro il ritorno delle leggi
razziali in Italia
7. Appello dei giuristi contro l'introduzione dei reati di
ingresso e soggiorno illegale dei migranti
8. Contro la violenza razzista e squadrista ogni persona di
retto sentire, ogni associazione democratica, ogni istituzione fedele alla
Costituzione scriva al Presidente della Repubblica affinche' respinga le
incostituzionali, anomiche, criminali e disumane misure del cosiddetto
"pacchetto sicurezza". Un modello di lettera
9. Modello di ordine del giorno da proporre all'approvazione
delle assemblee elettive (Comuni, Province, Regioni, etc.)
10. Modello di lettera da inviare ai parlamentari
dell'opposizione democratica affinche' anch'essi scrivano al Presidente della
Repubblica
11. Per contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto
di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo
1. ISTITUZIONI. L'ONOREVOLE DOMENICO SCILIPOTI HA PRESENTATO
UN'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SUL MEGA-AEROPORTO A VITERBO
Riceviamo e dffondiamo la seguente interrogazione parlamentare
presentata dall'on. Domenico Scilipoti, che ringraziamo di cuore per il suo
impegno in difesa dell'ambiente, della salute, dei diritti di tutti, della
democrazia e della legalita'.
L'on. Domenico Scilipoti, deputato dell'Italia dei valori, e'
medico con varie specializzazioni, dalla ginecologia all'oncologia clinica. Per
i suoi studi e la sua attivita' ha ricevuto varie onorificenza a livello
internazionale, in Brasile, India, Spagna.
*
Interrogazione a risposta scritta presentata dall'on. Domenico
Scilipoti
Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro delle
Infrastrutture e Trasporti, al Ministro dell'Ambiente, Tutela del Territorio e
del Mare
Per sapere - premesso che:
a Viterbo si intende realizzare nell'area termale del Bulicame
un mega-aeroporto delle dimensioni atte ad accogliere un volume di traffico
stimato in diversi milioni di passeggeri all'anno;
detta opera si presenta assolutamente non consona alle esigenze
di ordinato sviluppo del territorio di riferimento, se si considera la
situazione reale dell'area su cui dovrebbe insistere, insieme ai pressanti
vincoli paesaggistici, idrogeologici, archeologici, termali presenti;
la realizzazione e' invisa alla popolazione residente e tale
opposizione e', non a caso, sostenuta dalle migliori espressioni della societa'
civile quali illustri scienziati, cattedratici, personalita' delle istituzioni;
i motivi alla base del diniego possono essere sintetizzati:
a) mancato superamento di un rigoroso espletamento della
Valutazione d'impatto ambientale e della Valutazione ambientale strategica
obbligatorie per legge;
b) conflitto con precise norme di tutela dei beni pubblici sia
nazionali che europee;
c) contrasto con le norme ed i vincoli di salvaguardia in vigore
nell'area, ai sensi della pianificazione territoriale ed urbanistica sia
regionale che comunale;
d) rischio della devastazione di rilevanti beni archeologici,
naturalistici, paesaggistici, storico-culturali, scientifici, terapeutici ed
economici insistenti nell'area;
e) grave nocumento alla salute, alla sicurezza e alla qualita'
della vita della popolazione dei quartieri cittadini prossimi all'area;
f) conflitto con esigenze di sicurezza militari di rilevanza
strategica nazionale;
g) possibile collasso della rete infrastrutturale riguardante la
mobilita' locale;
h) risultati concreti in termini economici e strutturali
insoddisfacenti, con conseguente notevole sperpero di pubblico denaro;
i) rilievi e criticita' sulla procedura seguita per
l'individuazione dell'area, che si presenta sic stantibus rebus viziata da
flagranti errori di merito e di metodo, tant'e' che veniva presentato apposito
ricorso al Tar del Lazio e qualificati studi di settore ripetutamente
denunciavano l'inammissibilita' dell'opera;
il comitato dei cittadini che si oppongono all'opera ha
manifestato tutte le perplessita' del caso agli amministratori locali, non
mancando di elencare gli sconcertanti effetti che la realizzazione di tale
mega-aeroporto nell'area termale del Bulicame a Viterbo comporterebbe;
in via esemplificativa veniva evidenziato:
a) negativo impatto ambientale a causa della devastazione
dell'area termale del Bulicame, un bene naturalistico, storico-culturale,
terapeutico, economico, sociale e simbolico peculiare e insostituibile;
b) negativo impatto sulle emergenze sanitarie della popolazione
viterbese, con preventivati danni alla salute, alla sicurezza, alla qualita'
della vita;
c) negativo impatto sanitario sulla popolazione dell'Alto Lazio,
con incremento di danni, disagi e patologie cagionato dal cumulo del
mega-aeroporto con altre gravosissime servitu' gia' presenti, come il polo
energetico Civitavecchia-Montalto;
d) negativo impatto sociale su Viterbo, se si considera che il
mega-aeroporto, oltre a tutti i danni summenzionati, potrebbe provocare anche
un grave degrado della qualita' della vita, con lesione dei fondamentali
diritti dei cittadini, apportare un grave danno all'economia e alla societa',
generare il collasso delle infrastrutture del trasporto locale, la distruzione
di beni ambientali, culturali, agricoli, terapeutici, ricettivi, produttivi,
scientifici.
e) negativo impatto sociale sull'Alto Lazio, per l'accumulo di
servitu' ed effetto sinergico dei fattori di rischio, di depauperamento e
degrado del territorio e della sua economia.
f) negativo impatto politico locale, con devastazione del
territorio, la messa in pericolo di fondamentali beni comuni, la violazione di
fondamentali diritti della popolazione, sommati alla palese illegalita'
dell'opera;
g) negativo impatto globale sull'ambiente, risultando il
mega-aeroporto finalizzato all'incremento del trasporto aereo complessivo, con
conseguente accrescimento dell'inquinamento e dell'effetto serra responsabile
dei mutamenti climatici e degli squilibri della biosfera.
h) Spesa irrazionale di fondi pubblici, in considerazione dell'eventuale
sperpero di ingenti risorse pubbliche, sottratte ad opere e servizi realmente
utili ed essenziali per la popolazione;
sulla base della Planimetria redatta dal Comune di Viterbo
recante i vincoli paesaggistici, idrogeologici, archeologici, termali presenti
nell'area interessata, risulterebbe che la realizzazione sorgerebbe su di
un'area di interesse archeologico con presenza di importanti beni, tant'e' che
di questo veniva prontamente avvertita
gia' in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica
del 4 agosto 2008, il comitato segnalava tutti i motivi di opposizione
all'opera attraverso diversi punti:
a) grave nocumento per la salute della popolazione, come
dimostrato dal documento dell'Isde (International Society of Doctors for the
Environment - Italia) del 18 marzo 2008;
b) grave devastazione dell'area termale del Bulicame, peculiare
bene naturalistico e storico-culturale, terapeutico e sociale, economico e
simbolico, gia' citato da Dante nella Divina Commedia ed elemento fondamentale
dell'identita' di Viterbo;
c) grave impatto su un rilevante bene archeologico come il
tracciato dell'antica via consolare Cassia;
d) grave impatto inquinante sull'Orto botanico dell'Universita'
degli Studi della Tuscia, rilevante bene scientifico, di ricerca e didattico;
e) danni alle colture agricole - di qualita' e biologiche -
insistenti nell'area maggiormente investita;
f) danno per la citta' con deprezzamento di attivita', esercizi
ed immobili;
g) conflitto con attivita' ed esigenze di interesse strategico
nazionale dell'Aeronautica Militare, come evidenziato da ultimo dal
"Centro Studi Tuscia per lo sviluppo di un aeroporto compatibile" in
un documento del 2 agosto 2008;
h) immenso sperpero di fondi pubblici per un'opera inutile e
distruttiva che sottrarrebbe risorse ad altre concrete e reali emergenze quali
il sostegno, la difesa e la valorizzazione dei beni ambientali e culturali,
dell'agricoltura di qualita', delle peculiari risorse locali e del trasporto
ferroviario;
i) netto peggioramento per l'intero territorio dell'Alto Lazio,
gia' gravato da pesantissime servitu' energetiche, militari e speculative e da
fenomeni di inquinamento ed aggressione alla salute, alla sicurezza e alla
qualita' della vita dei cittadini;
l) concreto pericolo che l'opera possa agevolare affari ed
operazioni illecite per mano della criminalita' organizzata;
m) l'assenza di una adeguata progettazione, addirittura della
stessa precisa determinazione in merito a collocazione e dimensioni, come
ammesso dallo stesso Consiglio comunale di Viterbo nella parte narrativa
dell'atto deliberativo n. 92 del 25 luglio
n) impossibilita' oggettive legate alla realizzazione, cosi'
come rilevate dal Centro Studi Tuscia attraverso puntuali studi;
o) mancata conformita' al Piano territoriale paesaggistico
regionale ed alle relative norme di salvaguardia, come riconosciuto dallo
stesso Consiglio comunale di Viterbo con l'atto deliberativo n. 92 del 25
luglio 2008;
p) assenza di fondamentali verifiche e di fondamentali requisiti
previsti dalla legislazione italiana ed europea in materia di Valutazione
d'impatto ambientale, Valutazione ambientale strategica, Valutazione d'impatto
sulla salute;
q) la relazione ministeriale del novembre 2007, che di fatto
consentiva una serie di atti amministrativi successivi e' destituita di
fondamento, insieme a tutti gli atti successivi e conseguenti, come dimostrato
ad abundantiam da un documento del 18 gennaio 2008 del "Centro studi
Demetra" che conclude la sua ampia ricognizione dichiarando che "gli
atti ministeriali risultano palesemente affetti da gravi vizi di illegittimita'
sotto il rilevato profilo dell'eccesso di potere per carenza dell'istruttoria
tecnica condotta dalla commissione istituita presso il Ministero dei Trasporti";
r) la stessa relazione non risponde ad un'analisi fattuale della
realta' territoriale, ignorando del tutto il fatto che il sedime indicato
ricade nel cuore dell'area termale del Bulicame, a ridosso di emergenze
archeologiche, naturalistiche, scientifiche, culturali, agricole, terapeutiche,
economiche ed insediative tali da rendere l'opera ipso facto irrealizzabile;
s) la stessa compagnia aerea Ryan Air - che avrebbe dovuto rappresentare il soggetto
imprenditoriale maggior fruitore della nuova struttura - ha pubblicamente
dichiarato che non intende affatto trasferire la sua attivita' nell'eventuale
scalo viterbese;
t) la realizzazione di un nuovo mega-aeroporto, in una
situazione di contingente crisi, e' insensato sia alla luce della situazione
aeroportuale italiana che alla luce dell'attuale trend del trasporto aereo
internazionale;
Alla luce delle argomentazioni suindicate appare
indiscutibilmente necessario porre freno alla realizzazione di un'opera
inadeguata per le esigenze del territorio su cui dovrebbe insistere, nonche'
inopportuna per le ripercussioni sull'assetto ambientale dei luoghi: -
Se il Governo ed il Ministro interpellato siano a conoscenza dei
fatti esposti e delle rilevanti problematiche connesse.
Quali siano le notizie in possesso del Governo circa la
sussistenza dei requisiti previsti dalla legge, con espresso riferimento alle
norme ed ai vincoli di salvaguardia esistenti.
Quali iniziative si intendano intraprendere per impedire che i
rilevanti beni naturalistici, culturali, terapeutici ed economici dell'area
termale del Bulicame vengano letteralmente devastati.
Quali misure verranno introdotte a salvaguardia della salute e
la sicurezza dei cittadini di Viterbo, messe a repentaglio da un'opera
aeroportuale inopportuna sotto ogni profilo.
on. Domenico Scilipoti
2. DOCUMENTI. UNA DIFFIDA AL GOVERNO
Al Consiglio dei Ministri
Al Comitato interministeriale per la programmazione economica
Egregi signori,
premesso che sic stantibus rebus la realizzazione di un
mega-aeroporto nell'area archeologica e termale del Bulicame a Viterbo
violerebbe leggi e vincoli in vigore, distruggerebbe e devasterebbe rilevanti
beni pubblici e privati, lederebbe legittimi interessi e diritti soggettivi
protetti dalla legge, provocherebbe immensi danni e pericoli alla popolazione
locale, costituirebbe uno sperpero insensato e criminale delle pubbliche
risorse, ed insomma si configura quindi come un evidente illecito sanzionabile
penalmente, civilmente ed amministrativamente,
con la presente si diffida il governo, e per esso i ministri
economici, e con essi il Comitato interministeriale per la programmazione
economica, dal finanziare con i pubblici denari un'opera illecita.
Ci si riserva, qualora se ne desse il caso, di adire le
competenti magistrature.
Distintamente,
Peppe Sini, responsabile del Centro di ricerca per la pace di
Viterbo, gia' consigliere comunale e provinciale
Viterbo, 14 luglio 2009
3. CLIMA. JACOPO STORNI INTERVISTA VANDANA SHIVA
[Dal quotidiano "Il manifesto" dell'11 luglio 2009 col
titolo "andana Shiva: Sul clima multinazionali colpevoli"]
"L'accordo sul clima non dovrebbe essere stipulato dalle
singole nazioni ma delle multinazionali, le vere attrici dell'inquinamento
globale". E' l'opinione di Vandana Shiva, attivista e ambientalista
indiana, sulla questione clima affrontata al G8 de L'Aquila. Vandana Shiva e'
intervenuta al nono Meeting di San Rossore, l'appuntamento della Regione
Toscana quest'anno dedicato alla scienza.
*
- Jacopo Storni: Il clima e' stato uno dei temi dominanti del
G8. Secondo lei come e' stato affrontato?
- Vandana Shiva: Si lavora su un una piattaforma sbagliata
perche' oggi la produzione e' globalizzata e le emissioni piu' inquinanti che
ci sono in Cina, in India e in gran parte del sud del mondo provengono dalle
produzioni delle multinazionali: da quelle del petrolio a quelle del carbone,
da quelle dell'acciaio a quelle dell'alluminio. E' fuorviante affermare che una
parte di emissioni appartiene alla Cina o all'India. Ci dovrebbe essere un
tetto non per i Paesi, ma per le multinazionali.
*
- Jacopo Storni: Come valuta l'accordo che ne e' scaturito?
- Vandana Shiva: L'accordo sul clima raggiunto al G8 non e'
sufficiente, ma e' comunque migliore di quello a cui si sta lavorando in vista
della Conferenza di Copenhagen che si terra' a fine anno. In realta' c'e'
bisogno di ridurre le emissioni del 90% entro il 2030 e quindi l'accordo non
basta, pero' si parla comunque di impegni piu' alti di quelli su cui si sta
lavorando in vista di Copenaghen. Da parte dell'Onu Cina e India non hanno
nessun obbligo legale per ridurre le loro emissioni inquinanti, hanno pero' un
obbligo morale. Il problema e' l'accumulazione storica operata dai paesi
sviluppati che, al momento, e' impossibile ridurre.
*
- Jacopo Storni: Lei di solito afferma che la questione del
clima e' strettamente legata alla fame nel mondo. In che senso?
- Vandana Shiva: La crisi alimentare che e' emersa nel 2007 e
nel 2008 e' stata determinata soprattutto dall'aumento del prezzo delle risorse
energetiche ed ha gia' suscitato proteste in molti paesi. In questi due anni il
prezzo del grano e' aumentato del 130%, quello del riso e' raddoppiato nel
corso dei primi tre mesi del 2008. I biocombustibili, la speculazione, la
distruzione delle economie alimentari locali e lo sconvolgimento climatico
hanno contribuito all'aumento dei prezzi dei generi alimentari.
*
- Jacopo Storni: Il G8 ha affrontato l'argomento consapevole di
questa correlazione?
- Vandana Shiva: Assolutamente no. Per il G8 il problema non e'
stato inquadrato sotto questo punto di vista. Il cambiamento climatico viene
vissuto solo come cambiamento ambientale. Non ci si pone il problema sulle
cause scatenanti, non si guarda alle conseguenze disastrose sulla popolazione.
Prima viene la crescita economica e poi il problema della poverta'. E su questo
anche l'India e' colpevole. Ogni sistema che danneggia l'ambiente danneggia
anche i poveri. Gli svantaggiati del sud del mondo sono costretti a pagare
sotto forma di tasse l'inquinamento operato dalle multinazionali pur non essendo
assolutamente responsabili. Le grandi compagnie pongono la loro impronta
ambientale sulla testa dei poveri, che non hanno nessuna responsabilita' nelle
emissioni perche' non hanno niente.
*
- Jacopo Storni: Si parla di ambiente anche nel Manifesto
sull'integrazione tra conoscenze scientifiche e saperi tradizionali, presentato
al Meeting di San Rossore. Di che cosa si tratta?
- Vandana Shiva: Nel Manifesto si spiega che una visione
meccanicistica del mondo e' alle radici delle molteplici crisi che l'umanita'
ha di fronte. Come ha detto Einstein non possiamo risolvere i problemi con gli
stessi schemi mentali che li hanno creati. Lo scopo della conoscenza e'
progressivamente diventato quello di manipolare e sfruttare la natura. In modo
consapevole o inconsapevole il mondo e' stato omologato nelle nostre menti ad
una gigantesca macchina, potenzialmente migliorabile e modificata dagli umani.
Cosi' come le macchine sono state assemblate attraverso la manipolazione dei
loro componenti, e' stato pensato che lo stesso potesse essere fatto con il
mondo intero, vivente e non vivente. Nel manifesto affermiamo che la conoscenza
deve essere olistica e gli eventi naturali non possono essere ridotti a
semplici modelli di causa-effetto. Una novita' importante e' che affermiamo che
la sovranita' della conoscenza da parte delle comunita' deve essere
riconosciuta, compreso il diritto di usarla liberamente, migliorarla e
condividerla.
4. UNA SOLA UMANITA'. UNA PREGHIERA ALLE PERSONE AMICHE
Carissime e carissimi,
stiamo sollecitando persone e movimenti a scrivere al Presidente
della Repubblica affinche' non ratifichi le misure razziste, criminogene ed
incostituzionali contenute nel cosiddetto "pacchetto sicurezza"
approvato dal Senato in seconda lettura il 2 luglio 2009, ovvero rinvii alle
Camere quel provvedimento chiedendone la modifica nelle parti palesemente
incompatibili con
Vorremmo pregarvi:
a) di scrivere anche voi al Presidente della Repubblica in tal
senso, e di rendere pubblica tale iniziativa comunicandola a mezzi
d'informazione ed interlocutori vari;
b) di esortare altre persone a farlo, rendendo anch'esse
pubblica la loro iniziativa;
c) di inviarci un vostro intervento da pubblicare sul nostro
notiziario telematico quotidiano.
La tempestivita' e' decisiva, ed altrettanto decisiva e' la
vastita' della mobilitazione: sussistono i termini giuridici perche' il
Presidente della Repubblica possa rinviare alle Camere quell'atto, ma e'
evidente che sara' confortato in tale decisione dal visibile pronunciarsi di
una vasta parte del popolo italiano in difesa del diritto, della civilta',
dell'umanita'. Facciamo quanto e' in nostro potere perche' questo accada.
Per scrivere al Presidente della Repubblica l'indirizzo postale
e': Presidente della Repubblica, piazza del Quirinale, 00187 Roma; il fax:
0646993125; l'indirizzo di posta elettronica e':
presidenza.repubblica@quirinale.it ; nel web: https://servizi.quirinale.it/webmail/
Un cordiale saluto,
il Centro di ricerca per la pace di Viterbo
Viterbo, 7 luglio 2009
5. UNA SOLA UMANITA'. APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CONTRO IL COLPO DI STATO RAZZISTA
Il colpo di stato razzista compiuto dal governo Berlusconi con
la complicita' di una asservita maggioranza parlamentare puo' e deve essere
respinto.
E' nei poteri del Presidente della Repubblica rifiutare di
avallare l'introduzione nel corpus legislativo di misure palesemente in
contrasto con
Al Presidente della Repubblica in prima istanza facciamo ora
appello affinche' non ratifichi un deliberato illegale ed eversivo che viola i
fondamenti stessi dello stato di diritto e della civilta' giuridica, che viola
i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana.
Il "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo
Viterbo, 2 luglio 2009
6. UNA SOLA UMANITA'. APPELLO DEGLI INTELLETTUALI CONTRO IL
RITORNO DELLE LEGGI RAZZIALI IN ITALIA
Le cose accadute in Italia hanno sempre avuto, nel bene e nel
male, una straordinaria influenza sulla intera societa' europea, dal
Rinascimento italiano al fascismo.
Non sempre sono state pero' conosciute in tempo.
In questo momento c'e' una grande attenzione sui giornali
europei per alcuni aspetti della crisi che sta investendo il nostro paese,
riteniamo, pero', un dovere di quanti viviamo in Italia richiamare l'attenzione
dell'opinione pubblica europea su altri aspetti rimasti oscuri. Si tratta di
alcuni passaggi della politica e della legislazione italiana che, se non si
riuscira' ad impedire, rischiano di sfigurare il volto dell'Europa e di far
arretrare la causa dei diritti umani nel mondo intero.
Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha
imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l'adozione di norme
discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano
dai tempi delle leggi razziali.
E' stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione,
non piu' gli ebrei bensi' la popolazione degli immigrati
"irregolari", che conta centinaia di migliaia di persone; ma non sono
stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei
matrimoni misti.
Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalita',
l'esercizio di un diritto fondamentale quale e' quello di contrarre matrimonio
senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo
viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.
Con una norma ancora piu' lesiva della dignita' e della stessa
qualita' umana, e' stato inoltre introdotto il divieto per le donne straniere,
in condizioni di irregolarita' amministrativa, di riconoscere i figli da loro
stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione politica di una
maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere
"irregolari" diverranno per tutta la vita figli di nessuno, saranno
sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato.
Neanche il fascismo si era spinto fino a questo punto. Infatti
le leggi razziali introdotte da quel regime nel 1938 non privavano le madri
ebree dei loro figli, ne' le costringevano all'aborto per evitare la confisca
dei loro bambini da parte dello Stato.
Non ci rivolgeremmo all'opinione pubblica europea se la gravita'
di queste misure non fosse tale da superare ogni confine nazionale e non
richiedesse una reazione responsabile di tutte le persone che credono a una comune
umanita'. L'Europa non puo' ammettere che uno dei suoi Paesi fondatori
regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le leggi
internazionali e i principi garantisti e di civilta' giuridica su cui si basa
la stessa costruzione politica europea.
E' interesse e onore di tutti noi europei che cio' non accada.
La cultura democratica europea deve prendere coscienza della
patologia che viene dall'Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare
in Europa.
A ciascuno la scelta delle forme opportune per manifestare e far
valere la propria opposizione.
Roma, 29 giugno 2009
Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini, Dario Fo,
Franca Rame, Moni Ovadia, Maurizio Scaparro, Gianni Amelio
7. UNA SOLA UMANITA'. APPELLO DEI GIURISTI CONTRO L'INTRODUZIONE
DEI REATI DI INGRESSO E SOGGIORNO ILLEGALE DEI MIGRANTI
Il disegno di legge n. 733-B attualmente all'esame del Senato
prevede varie innovazioni che suscitano rilievi critici.
In particolare, riteniamo necessario richiamare l'attenzione
della discussione pubblica sulla norma che punisce a titolo di reato l'ingresso
e il soggiorno illegale dello straniero nel territorio dello Stato, una norma
che, a nostro avviso, oltre ad esasperare la preoccupante tendenza all'uso
simbolico della sanzione penale, criminalizza mere condizioni personali e
presenta molteplici profili di illegittimita' costituzionale.
La norma e', anzitutto, priva di fondamento giustificativo,
poiche' la sua sfera applicativa e' destinata a sovrapporsi integralmente a
quella dell'espulsione quale misura amministrativa, il che mette in luce
l'assoluta irragionevolezza della nuova figura di reato; inoltre, il ruolo di
extrema ratio che deve rivestire la sanzione penale impone che essa sia
utilizzata, nel rispetto del principio di proporzionalita', solo in mancanza di
altri strumenti idonei al raggiungimento dello scopo.
Ne' un fondamento giustificativo del nuovo reato puo' essere
individuato sulla base di una presunta pericolosita' sociale della condizione
del migrante irregolare:
L'ingresso o la presenza illegale del singolo straniero dunque
non rappresentano, di per se', fatti lesivi di beni meritevoli di tutela
penale, ma sono l'espressione di una condizione individuale, la condizione di
migrante: la relativa incriminazione, pertanto, assume un connotato
discriminatorio ratione subiecti contrastante non solo con il principio di
eguaglianza, ma con la fondamentale garanzia costituzionale in materia penale,
in base alla quale si puo' essere puniti solo per fatti materiali.
L'introduzione del reato in esame, inoltre, produrrebbe una
crescita abnorme di ineffettivita' del sistema penale, gravato di centinaia di
migliaia di ulteriori processi privi di reale utilita' sociale e condannato per
cio' alla paralisi. Ne' questo effetto sarebbe scongiurato dalla attribuzione
della relativa cognizione al giudice di pace (con alterazione degli attuali
criteri di ripartizione della competenza tra magistratura professionale e
magistratura onoraria e snaturamento della fisionomia di quest'ultima): da un
lato perche' la paralisi non e' meno grave se investe il settore di
giurisdizione del giudice di pace, dall'altro per le ricadute sul sistema
complessivo delle impugnazioni, gia' in grave sofferenza.
Rientra certo tra i compiti delle istituzioni pubbliche
"regolare la materia dell'immigrazione, in correlazione ai molteplici
interessi pubblici da essa coinvolti ed ai gravi problemi connessi a flussi
migratori incontrollati" (Corte Cost., sent. n. 5 del 2004), ma
nell'adempimento di tali compiti il legislatore deve attenersi alla rigorosa
osservanza dei principi fondamentali del sistema penale e, ferma restando la
sfera di discrezionalita' che gli compete, deve orientare la sua azione a
canoni di razionalita' finalistica.
"Gli squilibri e le forti tensioni che caratterizzano le
societa' piu' avanzate producono condizioni di estrema emarginazione, si' che
(...) non si puo' non cogliere con preoccupata inquietudine l'affiorare di
tendenze, o anche soltanto tentazioni, volte a 'nascondere' la miseria e a
considerare le persone in condizioni di poverta' come pericolose e
colpevoli". Le parole con le quali
25 giugno 2009
Angelo Caputo, Domenico Ciruzzi, Oreste Dominioni, Massimo
Donini, Luciano Eusebi, Giovanni Fiandaca, Luigi Ferrajoli, Gabrio Forti,
Roberto Lamacchia, Sandro Margara, Guido Neppi Modona, Paolo Morozzo della
Rocca, Valerio Onida, Elena Paciotti, Giovanni Palombarini, Livio Pepino, Carlo
Renoldi, Stefano Rodota', Arturo Salerni, Armando Spataro, Lorenzo Trucco,
Gustavo Zagrebelsky
8. UNA SOLA UMANITA'. CONTRO
Egregio Presidente della Repubblica,
con riferimento al potere attribuitole dall'art. 74, comma 1,
della Costituzione, le chiediamo:
- di non promulgare il testo di legge deliberato in via
definitiva dal Senato il 2 luglio 2009, noto come "pacchetto
sicurezza", in quanto recante norme palesemente incostituzionali e
violatrici di fondamentali diritti umani;
- di rinviarlo pertanto alle Camere con messaggio motivato
affinche' esso sia modificato conformemente al dettato della Costituzione della
Repubblica Italiana, alle norme di diritto internazionale recepite nel nostro
ordinamento e ai principi della civilta' giuridica.
*
Per scrivere al Presidente della Repubblica l'indirizzo postale
e': Presidente della Repubblica, piazza del Quirinale, 00187 Roma; il fax:
0646993125; l'indirizzo di posta elettronica e':
presidenza.repubblica@quirinale.it ; nel web: https://servizi.quirinale.it/webmail/
Ci si ricordi che, ovviamente, le lettere devono recare nome,
cognome e indirizzo preciso del mittente.
9. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ORDINE DEL GIORNO DA PROPORRE
ALL'APPROVAZIONE DELLE ASSEMBLEE ELETTIVE (COMUNI, PROVINCE, REGIONI, ETC.)
Il Consiglio ... di ...,
fedele alla Costituzione della Repubblica Italiana,
impegnato per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri
umani cosi' come sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani
approvata dall'Assemblea generale dell'Onu nel 1948;
chiede al Presidente della Repubblica, in virtu' del potere
attribuitogli dall'art. 74, comma 1, della Costituzione ("Il Presidente
della Repubblica, prima di promulgare la legge, puo' con messaggio motivato
alle Camere chiedere una nuova deliberazione"):
- di non promulgare il testo di legge deliberato in via
definitiva dal Senato il 2 luglio 2009, noto come "pacchetto
sicurezza", in quanto recante norme palesemente incostituzionali e
violatrici di fondamentali diritti umani;
- di rinviarlo alle Camere con messaggio motivato affinche' esso
sia modificato conformemente al dettato della Costituzione della Repubblica Italiana,
alle norme di diritto internazionale recepite nel nostro ordinamento e ai
principi della civilta' giuridica.
Da' mandato al proprio presidente di trasmettere il presente
ordine del giorno al Presidente della Repubblica e di renderlo noto alla
popolazione attraverso i mezzi d'informazione e nelle altre forme abitualmente
usate per comunicare ai cittadini le deliberazioni del Consiglio.
10. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI LETTERA DA INVIARE AI
PARLAMENTARI AFFINCHE' ANCH'ESSI SCRIVANO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Gentile parlamentare,
sperando di non arrecarle disturbo le chiediamo di voler
scrivere - come gia' hanno fatto migliaia di cittadini - al Presidente
della Repubblica affinche', in virtu'
del potere attribuitogli dall'art. 74, comma 1, della Costituzione ("Il
Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, puo' con messaggio
motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione"), non promulghi il
testo di legge deliberato in via definitiva dal Senato il 2 luglio 2009, noto
come "pacchetto sicurezza", in quanto recante norme palesemente
incostituzionali e violatrici di fondamentali diritti umani, e lo rinvii alle
Camere con messaggio motivato affinche' esso sia modificato conformemente al
dettato della Costituzione della Repubblica Italiana, alle norme di diritto
internazionale recepite nel nostro ordinamento e ai principi della civilta'
giuridica.
Distinti saluti.
*
Gli indirizzi di posta elettronica dei parlamentari sono cosi'
composti: a) per i deputati: cognome_inizialedelnome@camera.it e per fare un
esempio l'indirizzo di un eventuale on. Mario Rossi sarebbe rossi_m@camera.it ;
b) per i senatori: cognome_inizialedelnome@posta.senato.it e per fare un
esempio l'indirizzo di un eventuale sen. Mario Rossi sarebbe rossi_m@posta.senato.it
11. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL
MEGA-AEROPORTO DI VITERBO E S'IMPEGNA PER
Per informazioni e contatti: Comitato che si oppone al
mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in
difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti:
e-mail: info@coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la
dottoressa Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta@libero.it
Per ricevere questo notiziario: nbawac@tin.it
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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
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9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Numero 215 del 15 luglio 2009
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