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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 214 del 13 luglio 2009
In questo numero:
1. Ogni persona di retto sentire, ogni associazione democratica,
ogni istituzione fedele alla Costituzione scriva al Presidente della Repubblica
per confortarlo e sostenerlo nella difesa nitida e intransigente della
legalita' e dell'umanita' contro la violenza razzista e squadrista
2. Associazione "Respirare": Al Presidente della
Repubblica
3. Umberto Cinalli: Razzismo
4. Samuele Filippini: Al Presidente della Repubblica
5. Bartolomeo Sola: Al Presidente della Repubblica
6. Luciana Tavernini: Al Presidente della Repubblica
7. Piero Calamandrei: Epigrafi per donne, uomini e citta' della
Resistenza
8. Vandana Shiva: Principi costitutivi di una democrazia della
comunita' terrena
9. Per contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di
Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo
1. UNA SOLA UMANITA'. OGNI PERSONA DI RETTO SENTIRE, OGNI
ASSOCIAZIONE DEMOCRATICA, OGNI ISTITUZIONE FEDELE ALLA COSTITUZIONE SCRIVA AL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER CONFORTARLO E SOSTENERLO NELLA DIFESA NITIDA E
INTRANSIGENTE DELLA LEGALITA' E DELL'UMANITA' CONTRO
Per scrivere al Presidente della Repubblica l'indirizzo postale
e': Presidente della Repubblica, piazza del Quirinale, 00187 Roma; il fax:
0646993125; l'indirizzo di posta elettronica e':
presidenza.repubblica@quirinale.it ; nel web:
https://servizi.quirinale.it/webmail/
Ci si ricordi che, ovviamente, le lettere devono recare nome,
cognome e indirizzo preciso del mittente.
2. UNA SOLA UMANITA'. ASSOCIAZIONE "RESPIRARE": AL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Egregio Presidente della Repubblica,
l'associazione "Respirare" di Viterbo, promossa da
persone ed associazioni impegnate in iniziative di pace, per i diritti umani,
la difesa dell'ambiente e della salute, la nonviolenza, le rivolge la preghiera
di esercitare per il bene del paese il potere attribuitole dall'art. 74, comma
1, della Costituzione e pertanto:
a) di non promulgare il testo di legge deliberato in via
definitiva dal Senato il 2 luglio 2009, noto come "pacchetto
sicurezza", in quanto recante norme palesemente incostituzionali e
violatrici di fondamentali diritti umani;
b) di rinviarlo alle Camere con messaggio motivato affinche'
esso sia modificato conformemente al dettato della Costituzione della
Repubblica Italiana, alle norme di diritto internazionale recepite nel nostro
ordinamento e ai principi della civilta' giuridica.
Cosi' come prevede il suo alto incarico di rappresentante del
popolo italiano nella sua unita', di capo dello stato quale ordinamento
giuridico democratico, di garante della Costituzione della Repubblica Italiana
fondamento e presidio di ogni nostra liberta' di cittadini, di funzione
istituzionale la cui firma e' indispensabile perche' un atto legislativo
parlamentare acquisisca valore di legge dello stato, ed essendo lei anche
persona avanti nell'eta' e quindi consapevole delle tragedie della storia e del
dovere di agire secondo coscienza e secondo diritto, ebbene, nell'adempimento
di questi ruoli e compiti e qualita' ed in coerenza con i convincimenti
condivisi da ogni persona di retto sentire, noi la preghiamo:
- difenda la legalita' costituzionale, lo stato di diritto, la
democrazia, i diritti umani di tutti gli esseri umani;
- respinga l'assalto razzista, squadrista, anomico e immorale ai
valori, ai principi, alle leggi e alle relazioni di riconoscimento e di
solidarieta' che fondano la civile convivenza;
- respinga l'"eversione dall'alto" che attenta alla
Costituzione, ed attentando alla Costituzione aggredisce e strazia il nostro
ordinamento giuridico, il nostro paese, il nostro popolo.
E si senta confortato in tale decisione ed impegno, oltre che
dalla forza della legge, dalla coscienza che l'immensa maggioranza del popolo
italiano e' con lei nella lotta contro il crimine, contro il razzismo, contro
la barbarie nazista.
Voglia gradire distinti saluti,
L'associazione "Respirare"
Viterbo, 12 luglio 2009
3. UNA SOLA UMANITA'. UMBERTO CINALLI: RAZZISMO
Contro il provvedimento indicato come "pacchetto
sicurezza", varato dal Parlamento su proposta del Governo italiano, si
levano numerose e forti ed autorevoli critiche, a comprendere le richieste inoltrate
al Presidente della Repubblica di non firmare la legge e di rinviarla alle
Camere. Numerosi e gravi i punti di incostituzionalita' e le violazioni di
fondamentali aspetti dei diritti umani internazionalmente riconosciuti. Un
passo indietro tragico per la nostra cultura giuridica e per la nostra stessa
idea della convivenza civile.
Piu' che gli aspetti tecnici, che pure hanno conseguenze
drammatiche per quanto riguarda le condizioni delle famiglie di migranti (la
difficolta' di riconoscere i bambini alla nascita, di sposarsi, di avere una
casa) e' urgente valutare gli aspetti culturali che un tale provvedimento non
provoca ma legittima. Questa legge fa emergere dall'ombra degli istinti il
razzismo strisciante, da resprimere con sdegno, che invece la politica di
questo Governo ha impugnato e rivendicato come valore civico.
La scelta di stralciare la posizione di presidi e medici e' solo
propaganda, in quanto quello che e' piu' grave e' invece la scelta, che i
migranti comprenderanno immediatamente sulla loro carne viva, di costringere
centinaia di migliaia di persone alla fuga e alla clandestinita' piu' cupa,
sottoponendoli alla persecuzione dei cittadini italiani che, in forza di uno
nuovo e raccapriciante senso "civico", riterranno di compiere il
proprio dovere denunciando chiunque (il vicino di casa, il collega di lavoro,
il compagno di banco) sia scomodo e quindi sospetto di essere un immigrato
clandestino.
Potranno queste persone, i migranti onesti (e tra questi
migliaia di persone gia' accolte come rifugiati e a rischio di essere
rimpatriati in paesi dove potrebbero subire abusi e torture) fidarsi nel
rivolgersi al medico per curarsi, all'insegnante per contestate una
valutazione, al poliziotto per denunciare un abuso subito?
Contro la volonta' di assumere il razzismo e la delazione a
valore civico occorre agire subito, risvegliare il buon senso e sostenere
l'indignazione di tanti e tanti che non accetteranno ne' oggi ne' mai simili
scelte. Non accetteremo mai il modello sociale della paura e della segregazione
che questo Governo cerca di instaurare.
4. UNA SOLA UMANITA'. SAMUELE FILIPPINI: AL PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA
Gentilissimo Presidente Napolitano,
Le chiedo di rimandare alle Camere le norme relative al
cosiddetto "pacchetto sicurezza" approvate lo scorso 2 luglio 2009 e
contrarie ai nostri principi e norme Costituzionali.
Cordialmente
Samuele Filippini
Riccione
5. UNA SOLA UMANITA'. BARTOLOMEO SOLA: AL PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA
Illustrissimo signor Presidente,
Aderendo all'invito del Centro di ricerca per la pace di
Viterbo, mi unisco a quanti in tutta Italia le stanno chiedendo di non
ratificare con la promulgazione le misure razziste, criminogene ed
incostituzionali contenute nel cosiddetto "pacchetto sicurezza"
approvato dal Senato in seconda lettura il 2 luglio 2009, pregandola di
rinviare alle Camere quel provvedimento chiedendone la modifica nelle parti
palesemente incompatibili con
Questo appello accorato e pressante le viene inviato nella
convinzione che sara' sicuramente accolto, avendo avuto modo di conoscere ed
apprezzare il suo alto senso di rispetto delle istituzioni ed insieme di
umanita' e di giustizia, ancora una volta dimostrato in occasione del vertice
del G8 all'Aquila. Una sua decisione in tal senso sara' di grande significato
per la vasta parte del popolo italiano che pur in mezzo a infinite difficolta'
si batte in difesa del diritto, della civilta', dell'umanita', e per
riaffermare un'immagine forte e dignitosa del nostro Paese nel mondo.
Con rispetto e stima
Bartolomeo Sola
Saluzzo (Cuneo)
6. UNA SOLA UMANITA'. LUCIANA TAVERNINI: AL PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA
Gentile Presidente Napolitano,
Le chiedo di fare tutto quanto e' in suo potere, anche questa
volta con la consueta discrezione e fermezza, per contrastare una legge
(pacchetto sicurezza) che fa torto a me e a tutti gli uomini e le donne
italiane che non considerano gli immigrati come merce, da utilizzare e scartare
a seconda delle proprie necessita', ma come persone con cui scambiare cultura,
lavoro, esperienze.
Anche mio nonno e' stato emigrante e con questa legge, che
semina odio e paura, io mi sento meno sicura.
Con fiducia La saluto
Luciana Tavernini
7. MEMORIA. PIERO CALAMANDREI: EPIGRAFI PER DONNE, UOMINI E
CITTA' DELLA RESISTENZA
[I testi che qui ancora una volta riproponiamo sono estratti dal
libro di discorsi, scritti ed epigrafi di Piero Calamandrei, Uomini e citta'
della Resistenza, edito nel 1955 e successivamente ristampato da Laterza, Bari
1977 (l'edizione da cui citiamo), poi riproposto da Linea d'ombra, Milano 1994,
e nuovamente da Laterza nel 2006.
Piero Calamandrei, nato a Firenze nel 1889 ed ivi deceduto nel
1956, avvocato, giurista, docente universitario, antifascista limpido ed
intransigente, dopo
VIVI E PRESENTI CON NOI
FINCHE' IN LORO
CI RITROVEREMO UNITI
MORTI PER SEMPRE
PER NOSTRA VILTA'
QUANDO FOSSE VERO
CHE SONO MORTI INVANO
(In limine al libro Uomini e citta' della Resistenza)
*
DA QUESTA CASA
OVE NEL 1925
IL PRIMO FOGLIO CLANDESTINO ANTIFASCISTA
DETTE ALLA RESISTENZA
NON MOLLARE
FEDELI A QUESTA CONSEGNA
COL PENSIERO E COLL'AZIONE
CARLO E NELLO ROSSELLI
SOFFRENDO CONFINI CARCERI ESILII
IN ITALIA IN FRANCIA IN SPAGNA
MOSSERO CONSAPEVOLI PER DIVERSE VIE
INCONTRO ALL'AGGUATO FASCISTA
CHE LI RICONGIUNSE NEL SACRIFICIO
IL 9 GIUGNO 1937
A BAGNOLES DE L'ORNE
MA INVANO SI ILLUSERO GLI OPRESSORI
DI AVER FATTO
QUANDO SPUNTO' L'ALBA
SI VIDERO IN ARMI
SU OGNI VETTA D'ITALIA
MILLE E MILLE COL LORO STESSO VOLTO
VOLONTARI DELLE BRIGATE ROSSELLI
CHE SULLA FIAMMA RECAVANO IMPRESSO
GRIDO LANCIATO DA UN POPOLO ALL'AVVENIRE
GIUSTIZIA E LIBERTA'
(Epigrafe sulla casa dei fratelli Rosselli, in Firenze, via
Giusti n. 38)
*
GIUSTIZIA E LIBERTA'
PER QUESTO MORIRONO
PER QUESTO VIVONO
(Epigrafe sulla tomba dei fratelli Rosselli, nel cimitero di
Trespiano - Firenze)
*
NON PIU' VILLA TRISTE
SE IN QUESTE MURA
SPIRITI INNOCENTI E FRATERNI
ARMATI SOL DI COSCIENZA
IN FACCIA A SPIE TORTURATORI CARNEFICI
VOLLERO
PER RISCATTARE VERGOGNA
PER RESTITUIR DIGNITA'
PER NON RIVELARE IL COMPAGNO
LANGUIRE SOFFRIRE MORIRE
NON TRADIRE
(Epigrafe sulla villa di via Bolognese, a Firenze - dove fu la
sede della banda Carita' - nella quale Enrico Bocci fu torturato: e che fu
chiamata in quei mesi "Villa triste")
*
GIANFRANCO MATTEI
DOCENTE UNIVERSITARIO DI CHIMICA
NELL'ORA DELL'AZIONE CLANDESTINA
FECE DELLA SUA SCIENZA
ARMA PER
COMUNIONE COL SUO POPOLO
SILENZIOSA SCELTA DEL MARTIRIO
SU QUESTA CASA OVE NACQUE
RIMANGANO INCISE
LE ULTIME PAROLE SCRITTE NEL CARCERE
QUANDO SOTTRASSE AL CARNEFICE
E INVITTA CONSEGNO' ALL'AVVENIRE
"SIATE FORTI - COME IO LO FUI"
Milano 11 dicembre 1916 - Roma febbraio 1944
(Epigrafe sulla casa di Milano, ove nacque l'11 dicembre 1916
Gianfranco Mattei)
*
QUANDO
SETTE FIGLI ED OTTO COL PADRE
IL SUO SORRISO ATTENDEVA SULL'USCIO
PER ANNUNCIARE CHE IL DESCO ERA PRONTO
MA QUANDO IN UN UNICO SPARO
CADDERO IN SETTE DINANZI A QUEL MURO
NON VI RIMPROVERO O FIGLI
D'AVERMI DATO TANTO DOLORE
L’AVETE FATTO PER UN'IDEA
PERCHE'
DEBBAN SOFFRIRE
MA CHE CI FACCIO QUI SULLA SOGLIA
SE PIU'
IL PADRE E' FORTE E RINCUORA I NIPOTI
DOPO UN RACCOLTO NE VIENE UN ALTRO
MA IO SONO SOLTANTO UNA MAMMA
O FIGLI CARI
VENGO CON VOI
(Epigrafe dettata per il busto, collocato nella sala del
consiglio del Comune di Campegine, di Genoveffa Cocconi, madre dei sette
fratelli Cervi, morta di dolore poco dopo la loro fucilazione)
*
A POCHI METRI DALL'ULTIMA CIMA
AVVOLTA NEL NEMBO
QUALCUNO PIU' SAGGIO DISSE SCENDIAMO
MA LIVIO COMANDA
QUANDO UN'IMPRESA SI E' COMINCIATA
NON VALE SAGGEZZA
A TUTTI I COSTI BISOGNA SALIRE
DALLA MONTAGNA NERA
DOPO DIECI ANNI DAL PRIMO CONVEGNO
S'AFFACCIANO LE OMBRE IN VEDETTA
L'HANNO RICONOSCIUTO
SVENTOLANO I VERDI FAZZOLETTI
RICANTAN LE VECCHIE CANZONI
E' LIVIO CHE SALE
E' IL LORO CAPO
CHE PER NON RINUNCIARE ALLA VETTA
TRA I MORTI GIOVANI
GIOVANE ANCH'EGLI
E' VOLUTO RESTARE
ASCIUGHIAMO IL PIANTO
GUARDIAMO SU IN ALTO
IN CERCA DI TE
COME TI VIDERO I TEDESCHI FUGGENTI
FERMO SULLA RUPE
LE SPALLE QUADRATE MONTANARE
L'OCCHIO ACCESO DI DOLCE FIEREZZA
FACCI UN CENNO LIVIO
SE VACILLEREMO
A TUTTI I COSTI BISOGNA SALIRE
ANCHE SE QUESTO
E'
MORIRE
(Epigrafe per la morte di Livio Bianco avvenuta nel luglio del
1953, per una sciagura di montagna)
*
DALL'XI AGOSTO MCMXLIV
NON DONATA MA RICONQUISTATA
A PREZZO DI ROVINE DI TORTURE DI SANGUE
SOLA MINISTRA DI GIUSTIZIA SOCIALE
PER INSURREZIONE DI POPOLO
PER VITTORIA DEGLI ESERCITI ALLEATI
IN QUESTO PALAZZO DEI PADRI
PIU' ALTO SULLE MACERIE DEI PONTI
HA RIPRESO STANZA
NEI SECOLI
(Epigrafe apposta dopo la liberazione sulla parete di Palazzo
Vecchio che guarda Via dei Gondi, a Firenze)
*
SULLE FOSSE DEL VOSTRO MARTIRIO
NEGLI STESSI CAMPI DI BATTAGLIA
O SUPPLIZIATI DI BELFIORE
O VOLONTARI DI CURTATONE E MONTANARA
DOPO UN SECOLO
MANTOVA VI AFFIDA
QUESTI SUOI CADUTI DELLA GUERRA PARTIGIANA
COME VOI SONO ANDATI INCONTRO ALLA MORTE
A FRONTE ALTA CON PASSO SICURO
SENZA VOLTARSI INDIETRO
ACCOGLIETELI OMBRE FRATERNE
SONO DELLA VOSTRA FAMIGLIA
MUTANO I VOLTI DEI CARNEFICI
RADETZKY O KESSELRING
VARIANO I NOMI DELLE LIBERAZIONI
RISORGIMENTO O RESISTENZA
MA L'ANELITO DEI POPOLI E' UNO
NELLA STORIA DOVE I SECOLI SONO ATTIMI
LE GENERAZIONI SI TRASMETTONO
QUESTA FIAMMA RIBELLE
PATIBOLI E TORTURE NON
DOPO CENT'ANNI
QUANDO L'ORA SPUNTA
I CIMITERI CHIAMANO LIBERTA'
DA OGNI TOMBA BALZA UNA GIOVANE SCHIERA
L'AVANZATA RIPRENDE
FINO A CHE OGNI SCHIAVITU' SARA' BANDITA
DAL MONDO PACIFICATO
(Epigrafe murata nella sala del Palazzo Provinciale di Mantova
nel primo decennale della Resistenza, giugno 1954)
*
RITORNO DI KESSELRING
NON E' PIU' VERO NON E' PIU' VERO
O FUCILATI DELLA RESISTENZA
O INNOCENTI ARSI VIVI
DI SANT'ANNA E DI MARZABOTTO
NON E' PIU' VERO
CHE NEL ROGO DEI CASALI
DIETRO LE PORTE INCHIODATE
MADRI E CREATURE
TORCENDOSI TRA LE FIAMME
URLAVANO DISPERATAMENTE PIETA'
AI CAMERATI GUASTATORI
CHE SI GLORIARONO DI QUELLE GRIDA
SIA RESA ALFINE GIUSTIZIA
RIPRENDANO TORCE ED ELMETTI
SI SCHIERINO IN PARATA
ALTRI ROGHI DOVRANNO ESSERE ACCESI
PER
NON PIU' FIORI PER LE VOSTRE TOMBE
SONO STATI TUTTI REQUISITI
PER FARE
SULLE VIE DEL LORO RITORNO
LI COMANDERA' ANCORA
COLL'ONORE MILITARE
CUCITO IN ORO SUL PETTO
IL CAMERATA KESSELRING
IL VOSTRO ASSASSINO
*
IL MONUMENTO A KESSELRING
LO AVRAI
CAMERATA KESSELRING
IL MONUMENTO CHE PRETENDI DA NOI ITALIANI
MA CON CHE PIETRA SI COSTRUIRA'
A DECIDERLO TOCCA A NOI
NON COI SASSI AFFUMICATI
DEI BORGHI INERMI STRAZIATI DAL TUO STERMINIO
NON COLLA TERRA DEI CIMITERI
DOVE I NOSTRI COMPAGNI GIOVINETTI
RIPOSANO IN SERENITA'
NON COLLA NEVE INVIOLATA DELLE MONTAGNE
CHE PER DUE INVERNI TI SFIDARONO
NON COLLA PRIMAVERA DI QUESTE VALLI
CHE TI VIDE FUGGIRE
MA SOLTANTO COL SILENZIO DEI TORTURATI
PIU' DURO D'OGNI MACIGNO
SOLTANTO CON
GIURATO FRA UOMINI LIBERI
CHE VOLONTARI SI ADUNARONO
PER DIGNITA' NON PER ODIO
DECISI A RISCATTARE
SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE
AI NOSTRI POSTI CI RITROVERAI
MORTI E VIVI COLLO STESSO IMPEGNO
CHE SI CHIAMA
ORA E SEMPRE
RESISTENZA
(Lapide murata nel Palazzo Comunale di Cuneo il 21 dicembre
1952)
*
ALL'OMBRA DI QUESTE MONTAGNE
IL 12 SETTEMBRE 1943
POCHI RIBELLI QUI CONVENUTI
ARMATI DI FEDE E NON DI GALLONI
FURONO
DELLA RESISTENZA PIEMONTESE
CHE DOPO DUE INVERNI
CON DUCCIO E LIVIO AL COMANDO
PER OGNI CADUTO CENTO SOPRAGGIUNTI
DIVENTO'
L'ESERCITO DI GIUSTIZIA E LIBERTA'
DILAGANTE VITTORIOSO IN PIANURA
NEL PRIMO DECENNALE
I VIVI SALUTANO I MORTI
DORMITE IN PACE COMPAGNI
L’IMPEGNO DI MARCIARE INSIEME
VERSO L'AVVENIRE
NON E' CADUTO
(Epigrafe murata sulla Chiesa di Madonna del Colletto,
inaugurata il 27 settembre 1953 con un discorso di Ferruccio Parri)
*
CONTRO OGNI RITORNO
INERMI BORGATE DELL'ALPE
ASILO DI RIFUGIATI
PRESE D'ASSALTO COI LANCIAFIAMME
ARSI VIVI NEL ROGO DEI CASALI
I BAMBINI AVVINGHIATI ALLE MADRI
FOSSE NOTTURNE SCAVATE
DAGLI ASSASSINI IN FUGA
PER NASCONDERVI STRAGI DI TRUCIDATI INNOCENTI
QUESTO VI RIUSCI'
S. TERENZIO BERGIOLA ZERI VINCA
FORNO MOMMIO TRAVERDE S. ANNA S. LEONARDO
SCRIVETE QUESTI NOMI
SON LE VOSTRE VITTORIE
MA ESPUGNARE QUESTE TRINCEE DI MARMO
DI DOVE IL POPOLO APUANO
CAVATORI E PASTORI
E LE LORO DONNE STAFFETTE
TUTTI ARMATI DI FAME E DI LIBERTA'
VI SFIDAVA BEFFARDO DA OGNI CIMA
QUESTO NON VI RIUSCI'
ORA SUL MARE SON TORNATI AL CARICO I VELIERI
E NELLE CAVE I BOATI DELLE MINE
CHIAMAN LAVORO E NON GUERRA
MA QUESTA PACE NON E' OBLIO
STANNO IN VEDETTA
QUESTE MONTAGNE DECORATE DI MEDAGLIE D'ORO
AL VALORE PARTIGIANO
TAGLIENTI COME LAME
IMMACOLATO BALUARDO SEMPRE ALL'ERTA
CONTRO OGNI RITORNO
(Epigrafe scolpita sul marmo della stele commemorativa delle
Fosse del Frigido, inaugurata il 21 ottobre 1954)
*
FANTASMI
NON RAMMARICATEVI
DAI VOSTRI CIMITERI DI MONTAGNA
SE GIU' AL PIANO
NELL'AULA OVE FU GIURATA
MURATA COL VOSTRO SANGUE
SONO TORNATI
DA REMOTE CALIGINI
I FANTASMI DELLA VERGOGNA
TROPPO PRESTO LI AVEVAMO DIMENTICATI
E' BENE CHE SIANO ESPOSTI
IN VISTA SU QUESTO PALCO
PERCHE' TUTTO IL POPOLO
RICONOSCA I LORO VOLTI
E SI RICORDI
CHE TUTTO QUESTO FU VERO
CHIEDERANNO
AVREMO TANTO DA IMPARARE
MANGANELLI PUGNALI PATIBOLI
VENT'ANNI DI RAPINE DUE ANNI DI CARNEFICINE
I BRIGANTI SUGLI SCANNI I GIUSTI ALLA TORTURA
TRIESTE VENDUTA AL TEDESCO
L'ITALIA RIDOTTA UN ROGO
QUESTO SI CHIAMA GOVERNARE
PER FAR GRANDE
APPRENDEREMO DA FONTE DIRETTA
PARLERANNO I DIPLOMATICI DELL'ASSE
I FIERI MINISTRI DI SALO'
APRIRANNO
I LORO ARCHIVI SEGRETI
DI OGNI IMPICCATO SAPREMO
DI OGNI INCENDIO SI RITROVERA' IL PROTOCOLLO
CIVITELLA SANT'ANNA BOVES MARZABOTTO
TUTTE IN REGOLA
SAPREMO FINALMENTE
QUANTO COSTO' L'ASSASSINIO
DI CARLO E NELLO ROSSELLI
MA FORSE A QUESTO PUNTO
PREFERIRANNO RINUNCIARE ALLA PAROLA
PECCATO
QUESTI GRANDI UOMINI DI STATO
AVREBBERO TANTO DA RACCONTARE
(Epigrafe pubblicata sul "Ponte" dopo le elezioni
politiche del 7 giugno 1953)
8. MAESTRE. VANDANA SHIVA: PRINCIPI COSTITUTIVI DI UNA
DEMOCRAZIA DELLA COMUNITA' TERRENA
[Riproponiamo ancora una volta il seguente estratto
dall'introduzione del recente libro di Vandana Shiva, Il bene comune della
Terra, Feltrinelli, Milano 2006, alle pp. 16-19.
Vandana Shiva, scienziata e filosofa indiana, direttrice di
importanti istituti di ricerca e docente nelle istituzioni universitarie delle
Nazioni Unite, impegnata non solo come studiosa ma anche come militante nella
difesa dell'ambiente e delle culture native, e' oggi tra i principali punti di
riferimento dei movimenti ecologisti, femministi, di liberazione dei popoli, di
opposizione a modelli di sviluppo oppressivi e distruttivi, e di denuncia di
operazioni e programmi scientifico-industriali dagli esiti pericolosissimi. Tra
le opere di Vandana Shiva: Sopravvivere allo sviluppo, Isedi, Torino 1990;
Monocolture della mente, Bollati Boringhieri, Torino 1995; Biopirateria, Cuen,
Napoli 1999, 2001; Vacche sacre e mucche pazze, DeriveApprodi, Roma 2001; Terra
madre, Utet, Torino 2002 (edizione riveduta di Sopravvivere allo sviluppo); Il
mondo sotto brevetto, Feltrinelli, Milano 2002. Le guerre dell'acqua,
Feltrinelli, Milano 2003; Le nuove guerre della globalizzazione, Utet, Torino
2005; Il bene comune della Terra, Feltrinelli, Milano 2006; India spezzata, Il
Saggiatore, Milano 2008]
1. Tutte le specie, tutti gli esseri umani e tutte le culture
possiedono un valore intrinseco.
Tutti gli esseri viventi sono soggetti dotati di intelligenza,
integrita' e di un'identita' individuale. Non possono essere ridotti al ruolo
di proprieta' privata, di oggetti manipolabili, di materie prime da sfruttare o
di rifiuti eliminabili. Nessun essere umano ha il diritto di possedere altre
specie, altri individui, o di impadronirsi dei saperi di altre culture
attraverso brevetti o altri diritti sulla proprieta' intellettuale.
*
2. La comunita' terrena promuove la convivenza democratica di
tutte le forme di vita.
Siamo membri di un'unica famiglia terrena, uniti gli uni agli
altri dalla fragile ragnatela della vita del pianeta. Pertanto e' nostro dovere
assumere dei comportamenti che non compromettano l'equilibrio ecologico della
Terra, nonche' i diritti fondamentali e la sopravvivenza delle altre specie e
di tutta l'umanita'. Nessun essere umano ha il diritto di invadere lo spazio
ecologico di altre specie o di altri individui, ne' di trattarli con crudelta'
e violenza.
*
3. Le diversita' biologiche e culturali devono essere difese.
Le diversita' biologiche e culturali hanno un valore intrinseco
che deve essere riconosciuto. Le diversita' biologiche sono fonti di ricchezza
materiale e culturale che pongono le basi per la sostenibilita'. Le differenze
culturali sono portatrici di pace. Tutti gli esseri umani hanno il dovere di
difendere tali diversita'.
*
4. Tutti gli esseri viventi hanno il diritto naturale di
provvedere al loro sostentamento.
Tutti i membri della comunita' terrena, inclusi gli esseri
umani, hanno il diritto di provvedere al loro sostentamento: hanno diritto al
cibo e all'acqua, a un ambiente sicuro e pulito, alla conservazione del loro
spazio ecologico. Le risorse vitali necessarie per il sostentamento non possono
essere privatizzate. Il diritto al sostentamento e' un diritto naturale perche'
equivale al diritto alla vita. E' un diritto che non puo' essere accordato o
negato da una nazione o da una multinazionale. Nessun paese e nessuna
multinazionale ha il diritto di vanificare o compromettere questo genere di
diritto, o di privatizzare le risorse comuni necessarie alla vita.
*
5. La democrazia della comunita' terrena si fonda su economie
che apportano la vita e su modelli di sviluppo democratici.
La realizzazione di una democrazia della comunita' terrena
presuppone una gestione democratica dell'economia, dei piani di sviluppo che
proteggano gli ecosistemi e la loro integrita', provvedano alle esigenze di
base di tutti gli esseri umani e assicurino loro un ambiente di vita
sostenibile. Una concezione democratica dell'economia non prevede l'esistenza
di individui, specie o culture eliminabili. L'economia della comunita' terrena
e' un'economia che apporta nutrimento alla vita. I suoi modelli sono sempre
sostenibili, differenziati, pluralistici, elaborati dai membri della comunita'
stessa al fine di proteggere la natura e gli esseri umani e operare per il bene
comune.
*
6. Le economie che apportano la vita si fondano sulle economie
locali.
Il miglior modo di provvedere con efficienza, attenzione e
creativita' alla conservazione delle risorse terrene e alla creazione di
condizioni di vita soddisfacenti e sostenibili e' quello di operare all'interno
delle realta' locali. Localizzare l'economia deve diventare un imperativo
ecologico e sociale. Si dovrebbero importare ed esportare soltanto i beni e i
servizi che non possono essere prodotti localmente, adoperando le risorse e le
conoscenze del luogo. Una democrazia della comunita' terrena si fonda su delle
economie locali estremamente vitali, che sostengono le economie nazionali e
globali. Un'economia globale democratica non distrugge e non danneggia le
economie locali, non trasforma le persone in rifiuti eliminabili. Le economie
che sostengono la vita rispettano la creativita' di tutti gli esseri umani e
producono contesti in grado di valorizzare al massimo le diverse competenze e
capacita'. Le economie che apportano la vita sono differenziate e decentralizzate.
*
7. La democrazia della comunita' terrena e' una democrazia che
tutela la vita.
Una democrazia che tutela la vita si fonda sul rispetto
democratico di ogni forma vivente e su un comportamentodemocratico da adottare
gia' a partire dalla quotidianita'. Ogni soggetto coinvolto ha il diritto di
partecipare alle decisioni da prendere in merito al cibo, all'acqua, alla
sanita' e all'istruzione. Una democrazia che tutela la vita cresce dal basso
verso l'alto, al pari di un albero. La democrazia della comunita' terrena si
fonda sulle democrazie locali, lasciando che le singole comunita' costituite
nel rispetto delle differenze e delle responsabilita' ecologiche e sociali
abbiano pieni poteri decisionali riguardo all'ambiente, alle risorse naturali,
al sostentamento e al benessere dei loro membri. Il potere viene delegato ai
livelli esecutivi piu' alti applicando il principio della sussidiarieta'. La
democrazia della comunita' terrena si fonda sull'autoregolamentazione e
sull'autogoverno.
*
8. La democrazia della comunita' terrena si fonda su culture che
valorizzano la vita.
Le culture che valorizzano la vita promuovono la pace e creano
degli spazi di liberta' per consentire il culto di religioni diverse e
l'espressione di diverse fedi e identita'. Tali culture lasciano che le
differenze culturali si sviluppino proprio a partire dalla nostra umanita' e
dai nostri comuni diritti in quanto membri della comunita' terrena.
*
9. Le culture che valorizzano la vita promuovono lo sviluppo
della vita stessa.
Le culture che valorizzano la vita si fondano sul riconoscimento
della dignita' e sul rispetto di ogni forma di vita, degli uomini e delle donne
di ogni provenienza e cultura, delle generazioni presenti e di quelle future.
Sono culture ecologiche che non producono stili di vita distruttivi o
improntati al consumismo, basati sulla sovrapproduzione, sullo spreco o sullo
sfruttamento eccessivo delle risorse naturali. Le culture che valorizzano la
vita sono molteplici, ma ispirate da un comune rispetto per il vivente. Riconoscono
la compresenza di identita' diverse che condividono lo spazio comune della
comunita' locale e danno voce a un sentimento di appartenenza che correla i
singoli individui alla terra e a tutte le forme di vita.
*
10. La democrazia della comunita' terrena promuove un sentimento
di pace e solidarieta' universale.
La democrazia della comunita' terrena unisce tutti i popoli e i
singoli individui sostenendo valori quali la cooperazione e l'impegno
disinteressato, anziche' separarli attraverso la competizione, il conflitto,
l'odio e il terrore. In alternativa a un mondo fondato sull'avidita', sulla
diseguaglianza e sul consumismo sfrenato, questa democrazia si propone di
globalizzare la solidarieta', la giustizia e la sostenibilita'.
9. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL
MEGA-AEROPORTO DI VITERBO E S'IMPEGNA PER
Per informazioni e contatti: Comitato che si oppone al
mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in
difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti:
e-mail: info@coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la
dottoressa Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta@libero.it
Per ricevere questo notiziario: nbawac@tin.it
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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara
9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Numero 214 del 13 luglio 2009
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