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COI PIEDI
PER TERRA
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Supplemento
de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 203
del 17 giugno 2009
In questo
numero:
1. Osvaldo
Ercoli: In nome della ragione, in nome dell'umanita', in nome dell'unica casa
comune che abbiamo
2.
Antonella Litta: Lettera dell'Isde di Viterbo ai Ministri ed al Cipe
3. Patrizia
Cortellessa: Appalachi
4. Daniele
Pernigotti: Clima
5. Joao
Pedro Stedile: La crisi
6. Per
contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna
per la riduzione del trasporto aereo
1.
EDITORIALE. OSVALDO ERCOLI: IN NOME DELLA RAGIONE, IN NOME DELL'UMANITA', IN
NOME DELL'UNICA CASA COMUNE CHE ABBIAMO
[Osvaldo
Ercoli (per contatti: tel. 0761341145, e-mail: osvaldo.ercoli@fastwebnet.it),
gia' professore amatissimo da generazioni di allievi, gia' consigliere comunale
e provinciale, impegnato nel volontariato, nella difesa dell'ambiente, per la
pace e i diritti di tutti, e' per unanime consenso nel viterbese una delle piu'
prestigiose autorita' morali. Il suo rigore etico e la sua limpida generosita'
a Viterbo sono proverbiali. E' tra gli animatori del comitato che si oppone al
mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo. Nel
L'irragionevole
intenzione di realizzare nel cuore dell'area archeologica e termale del
Bullicame a Viterbo un nuovo mega-aeroporto, minaccia la devastazione
irreversibile di uno dei beni piu' preziosi del nostro paese, gia' cantato da
Dante Alighieri nel suo capolavoro.
*
Salvare il
Bulicame
L'area
archeologica e termale del Bulicame a Viterbo e' una ricchezza unica, un bene
prezioso, un gioiello della natura, un luogo di suggestiva bellezza, e le sue
sorgenti termali sono una risorsa terapeutica, una fonte di benessere, da
proteggere e da valorizzare.
Perche'
distruggere i nostri beni naturalistici, archeologici, termali, con un
mega-aeroporto?
*
Difendere
l'agricoltura
Ed intorno
all'area archeologica e termale del Bulicame vi e' un'agricoltura pregiata, con
aziende fiorenti: la zona e' molto fertile, le produzioni di qualita'.
L'agricoltura e' la prima e fondamentale risorsa della nostra terra.
Una terra
che va difesa da un falso progresso che cementifica e distrugge beni
insostituibili, necessari alla vita.
Perche'
devastare il nostro territorio e la nostra agricoltura con un mega-aeroporto?
*
Proteggere
la salute delle persone
E sono
ormai a ridosso dell'area archeologica e termale del Bulicame anche popolosi
quartieri della citta' di Viterbo. Un mega-aeroporto in quell'area
provocherebbe un grave inquinamento, un vero avvelenamento, un danno alla
salute, alla sicurezza, alla qualita' della vita di migliaia e migliaia di
cittadini viterbesi.
Si vuole
imporre ai viterbesi di subire le stesse sofferenze della popolazione di
Ciampino, che da anni sta lottando per difendere la propria salute, la propria
sicurezza e i propri diritti aggrediti dall'insostenibile attivita'
aeroportuale di cui e' vittima? Non e' giusto: a Ciampino si deve ridurre
drasticamente ed immediatamente il traffico aereo, e a Viterbo non si deve
realizzare un'opera cosi' nociva.
Perche'
avvelenare le persone con un mega-aeroporto?
*
Un'opera
illegale
Non solo:
la realizzazione di un mega-aeroporto a Viterbo e' in contrasto con le leggi
italiane ed europee che tutelano l'ambiente; e' in contrasto con i vincoli di
salvaguardia degli strumenti di pianificazione territoriale in vigore; e' in
contrasto con fondamentali diritti soggettivi e legittimi interessi dei
cittadini protetti dalle leggi vigenti. E' insomma un'opera illegale.
Perche' si
dovrebbe realizzare un'opera fuorilegge?
*
Uno
scandaloso spreco di soldi pubblici
Ed infine:
per realizzare il mega-aeroporto lo stato dovrebbe spendere una montagna di
soldi pubblici; soldi peggio che sprecati, usati male per un'opera distruttiva,
nociva, illecita.
Perche' si
dovrebbero sperperare cosi' tanti soldi pubblici per fare un mega-aeroporto
cosi' dannoso?
*
Per le
generazioni future
E c'e' una
questione piu' ampia: il trasporto aereo contribuisce in notevole misura
all'effetto serra che sta alterando il clima del pianeta: e' la piu' grave
emergenza planetaria che l'umanita' intera deve affrontare.
Occorre
ridurre il trasporto aereo per contribuire a ridurre l'effetto serra. E' un
dovere che abbiamo nei confronti dell'umanita' e delle generazioni future.
Perche'
realizzare un nuovo mega-aeroporto quando al contrario il dovere dell'umanita'
e' di ridurre il trasporto aereo?
*
Un invito
Ancora una
volta invito tutte le persone oneste e ragionevoli a fermarsi a riflettere.
Dobbiamo
lasciar distruggere la nostra natura, i nostri monumenti storici, le nostre
produzioni agricole di qualita', la nostra salute?
Dobbiamo
lasciar fare un'opera illegale e sperperare i soldi di tutti per farci del
male?
Dobbiamo
lasciare alle generazioni future un mondo ridotto a un immondezzaio, un mondo
invivibile?
Io credo
che sarebbe un grave errore.
Dobbiamo
invece difendere la nostra terra e la nostra vita, i diritti nostri e di tutti.
In nome
della ragione, in nome dell'umanita', in nome dell'unica casa comune che
abbiamo.
2.
DOCUMENTI. ANTONELLA LITTA: LETTERA DELL'ISDE DI VITERBO AI MINISTRI ED AL CIPE
[Antonella
Litta (per contatti: tel.: 3383810091, e-mail: isde.viterbo@libero.it) e' la
portavoce del Comitato che si oppone alla realizzazione del mega-aeroporto a
Viterbo; svolge l'attivita' di medico di medicina generale a Nepi (in provincia
di Viterbo). E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa
attivita' di ricerca scientifica presso l'Universita' di Roma "
Egregi
Ministri,
a nome
della sezione di Viterbo dell'Associazione italiana medici per l'ambiente
(International Society of Doctors for the Environment - Italia), avendo letto
sulla stampa locale che il governo (e per esso il Cipe) si appresterebbe a
finanziare la realizzazione a Viterbo di un mega-aeroporto nel cuore dell'area
archeologica e termale del Bulicame ed a ridosso di popolosi quartieri della
citta', con la presente vi segnalo quanto segue:
a) in
quell'area insistono beni naturalistici, storico-culturali, terapeutici ed
economici preziosi e peculiari: devastarli per costruirvi un mega-aeroporto e'
un crimine;
b) la
realizzazione dell'illegale mega-aeroporto in quell'area avrebbe come
conseguenza anche un danno enorme all'economia viterbese, come evidenziato ad
esempio dagli agricoltori della zona che giustamente fortemente si oppongono al
mega-aeroporto;
c) la
realizzazione dell'illegale mega-aeroporto in quell'area avrebbe altresi' come
conseguenza un gravissimo nocumento alla salute, alla sicurezza e alla qualita'
della vita della popolazione dell'Alto Lazio e in forma parossistica per le
migliaia e migliaia di cittadini che vivono nei popolosi quartieri a ridosso
dell'area;
d) la
realizzazione dell'illegale mega-aeroporto e' infine non solo del tutto priva
di fondamentali requisiti previsti dalle leggi vigenti, ma e' anche palesemente
in contrasto con le dirimenti normative europee ed italiane a tutela di
ambiente e salute e con i vigenti cogenti vincoli di salvaguardia presenti
nell'area.
Per tutto
quanto precede con la presente la sezione di Viterbo dell'Associazione italiana
medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment -
Italia) richiede un vostro intervento per impedire che il governo dissipi
ingenti fondi pubblici per un'opera palesemente dissennata, concretamente
irrealizzabile, evidentemente nociva, distruttiva, illegale.
Allego alla
presente una recente lettera aperta della nostra associazione che riassume
alcuni dei termini della questione con particolar riferimento ai profili
sanitari.
Resto a
disposizione per ogni opportuno approfondimento ed ogni ulteriore informazione.
In attesa
di un cortese cenno di riscontro, distinti saluti,
dottoressa
Antonella Litta, per la sezione di Viterbo dell'Associazione italiana medici
per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia)
Viterbo, 12
giugno 2009
*
Allegato.
Una lettera dell'Associazione medici per l'ambiente (Isde-Italia) ai colleghi
medici dell'Alto Lazio del 19 febbraio 2009
Cari
colleghi,
vi
scriviamo perche' siamo sempre piu' preoccupati che si possa realizzare a
Viterbo un mega-aeroporto per voli low cost, infatti se questo progetto dovesse
realmente concretizzarsi, ingenti sarebbero i danni ambientali e sanitari.
Il nostro
territorio vive una delicata situazione dal punto di vista ambientale: la
presenza del piu' grande polo energetico d'Europa (le centrali di Civitavecchia
e Montalto di Castro) al quale si andrebbe ad aggiungere, una volta
riconvertita a carbone, anche la centrale di Torre Valdaliga Nord con le sue
nocive emissioni di gas e polveri; la naturale radioattivita' del sottosuolo
dovuta alla presenza del radon; le acque destinate a consumo umano con elevata
presenza di sostanze dannose tra cui l'arsenico (classificato come cancerogeno
di classe 1 dall'Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro - Iarc), acque
che sono potabili solo in virtu' di deroghe rinnovate di anno in anno; la
presenza di discariche abusive di rifiuti tossici; la cementificazione di aree
sempre piu' vaste, soprattutto in quei comuni del viterbese piu' prossimi alla
capitale.
Dal punto
di vista sanitario registriamo, purtroppo, il triste primato di essere la
provincia con il piu' alto numero di patologie tumorali nella nostra Regione, e
proprio per studiare meglio questo dato preoccupante abbiamo di recente chiesto
l'istituzione di un Registro dei tumori in tutte le Asl del Lazio (al momento
l'unico Registro operativo e' quello della provincia di Latina).
L'articolo
5 del nostro nuovo codice di deontologia afferma: "I medici debbono
considerare l'ambiente nel quale l'uomo vive e lavora come elemento
determinante e fondamentale per la salute dei cittadini", come medici
siamo dunque investiti di una nuova e maggiore responsabilita' e abbiamo il
diritto-dovere d'intervenire con le nostre conoscenze e competenze scientifiche
per evitare che si realizzano opere, infrastrutture e attivita' senza che prima
sia stato valutato il danno che da queste puo' derivare alla salute delle
persone e all'ambiente.
Non
possiamo tollerare che si continui a ripetere l'errore di esporre singole
persone e intere comunita' a rischi per la salute, salvo poi, a distanza di
tempo, e purtroppo solo dopo morti e malati, riconoscere quanto gia' l'evidenza
scientifica aveva indicato e dimostrato.
Ci
opponiamo dunque alla realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo per ragioni di
civilta' e amore per questa terra, ma prima di tutto per ragioni di ordine
sanitario: innumerevoli studi scientifici affermano e dimostrano in modo certo
che il trasporto aereo e' un rilevante elemento d'inquinamento ambientale e di
danno alla salute. Esso provoca inquinamento atmosferico, acustico ed
elettromagnetico. Queste forme d'inquinamento danneggiano gravemente e
principalmente la salute delle persone che vivono in aree prossime agli
aeroporti, come testimoniato anche da una realta' ben nota: quella vissuta
dagli abitanti di Ciampino, di Marino e del X Municipio di Roma.
La
situazione ambientale e sanitaria che questi cittadini vivono e' talmente grave
che immediatamente e drasticamente andrebbero ridotti i voli civili sullo scalo
di Ciampino.
Permettere
che si realizzi un mega-aeroporto a Viterbo, praticamente a ridosso del suo
centro storico, devastando per sempre siti archeologici rilevanti, l'area
termale del Bulicame e l'Orto botanico, in assenza della valutazione di impatto
ambientale (Via) della valutazione ambientale strategica (Vas) e della
valutazione dell'impatto sanitario (Vis), significa accettare consapevolmente il trasferimento
alla citta' di Viterbo, ai suoi cittadini e a quelli della sua provincia, degli
stessi danni e delle stesse sofferenze per le quali lo scalo di Ciampino deve
essere subito chiuso o almeno ridimensionato.
Non
esistono aeroporti ad impatto zero se non nella propaganda mistificatoria,
interessata e senza alcuna base scientifica. Il diritto alla salute e a vivere
in un ambiente sano non deve essere barattato con nulla, e meno che mai con le
false promesse di sviluppo ed occupazione di chi cerca di ricattare ed ottenere
il consenso di tanti giovani, facendo leva sul loro legittimo diritto al
lavoro.
Vogliamo
quindi richiamare le ragioni della nostra preoccupazione e del nostro appello
(a conclusione di questa lettera indichiamo altresi' i riferimenti bibliografici e sitografici a sostegno di queste ragioni).
Le
emissioni dei motori degli aerei
Le
emissioni prodotte dai motori degli aerei, alimentati con cherosene (una
miscela composta da diversi tipi di idrocarburi) sono simili per composizione a
quelle generate dalla combustione di
altri carburanti fossili e contribuiscono fortemente all'effetto serra.
Esse generano gas nocivi: Anidride Carbonica (CO2), Monossido di Carbonio (CO),
Ossidi di Zolfo (SOx), Ossidi di Azoto (NOx) e Idrocarburi (HC) - come il benzene noto cancerogeno e polveri
(particolato - PM - di diverse dimensioni, anche dell'ordine dei micron e dei
nanometri). Il quantitativo maggiore di particolato viene prodotto proprio
nelle fasi di decollo ed atterraggio e quindi rilasciato soprattutto nelle aree
piu' prossime agli aeroporti. E' ormai ben documentato che il particolato fine
ed ultrafine attraversa i sistemi di filtraggio, permane lungamente in
sospensione nell'atmosfera, e puo' essere trasportato per decine e centinaia di
chilometri.
Queste
polveri proprio in virtu' delle loro dimensioni possono penetrare attraverso
tutte le barriere e le membrane del nostro organismo e direttamente anche nei
nervi cranici. Possono superare la barriera ematocerebrale, la placenta, gli
endoteli, le membrane plasmatiche - raggiungendo i nuclei delle cellule e
portandovi il proprio carico di metalli pesanti ed altri fattori cancerogeni,
interferendo cosi' con i sistemi di riparazione del Dna e con i complessi
meccanismi dell'espressione genica. Esistono evidenze sempre piu' consistenti
di come numerosi inquinanti introdotti nel corpo umano inducano processi
infiammatori cronici che determinano stress cellulare progressivo a carico di
tutti gli organi e i tessuti, aprendo la strada a patologie gravi come
arteriosclerosi e cancro. L'aspetto che allarma sempre di piu' tantissimi colleghi,
epidemiologi e pediatri in tutto il mondo, concerne la possibilita' che il
danno genetico coinvolga le cellule germinali materne o paterne (causando la
possibile trasmissione alle successive generazioni di lesioni e patologie anche
gravi) o direttamente il feto nel momento piu' delicato del suo sviluppo.
Innumerevoli
studi scientifici mostrano l'evidente correlazione tra l'esposizione alle
polveri sottili ed ultrasottili e l'aumento dei ricoveri ospedalieri, della
mortalita', del sistema cardiovascolare, delle malattie respiratorie, delle
malattie cronico-degenerative (Alzheimer, Sclerosi Laterale Amiotrofica,
Sclerosi Multipla), delle malattie endocrine, delle malattie neoplastiche.
L'inquinamento
acustico
Le zone
prossime ad un aeroporto sono sottoposte anche all'inquinamento acustico
generato dalle fasi di avvicinamento, atterraggio e decollo degli aerei, e dal
connesso traffico veicolare.
Il rischio
di contrarre gravissime patologie cardiovascolari, insonnia e disturbi delle
fasi del sonno, irritabilita', astenia, disturbi del sistema endocrino, del
sistema digestivo e dell'udito e' elevatissimo, come ormai noto da moltissimo
tempo.
Lo studio
internazionale Hypertension and Exposure to Noise near Airports: the Hyena
study [Jarup L., 2008] e' stato finanziato dalla Comunita' Europea per studiare
la correlazione tra inquinamento acustico prodotto dal traffico aereo, da
quello automobilistico e lo sviluppo di ipertensione arteriosa.
Questo
studio ha selezionato e studiato 6.000 persone (dai 45 ai 70 anni di eta') che
avevano vissuto per almeno 5 anni vicino ad uno dei 6 maggiori aeroporti
europei.
In
Italia sono state selezionate 1.000
persone residenti vicino all'aeroporto di Milano Malpensa.
Lo studio
ha mostrato una relazione significativa tra l'esposizione, soprattutto
notturna, al rumore prodotto da traffico aereo e il rischio di sviluppare
ipertensione arteriosa e il conseguente aumento di rischio di infarto del
miocardio e ictus. Lo studio infine ha indicato
nella riduzione dell'impatto acustico da traffico automobilistico e da
traffico aereo notturno una misura necessaria per la prevenzione delle malattie
cardiovascolari.
Ben
documentati e ormai noti sono anche i disturbi dell'apprendimento nei bambini
che frequentano scuole ubicate in aree sottoposte ad inquinamento acustico.
Nello studio pubblicato sulla prestigiosa rivista
"Lancet" Aircraft and road traffic noise and children's cognition and
health: a cross-national study [Stansfeld S., 2005] sono stati analizzati gli
effetti del rumore prodotto dal traffico automobilistico e dal traffico aereo
sullo sviluppo cognitivo dei bambini. Oltre 2.800 bambini dai 9 ai 10 anni di
eta', frequentanti 89 scuole situate nei pressi di 3 importanti aeroporti
europei (Schiphol in Olanda, Barajas in Spagna e Heathrow in Inghilterra), sono
stati coinvolti nello studio. I ricercatori hanno misurato i livelli di
inquinamento acustico e li hanno rapportati ai risultati di una serie di test
cognitivi sottoposti ai bambini. Analizzando i dati si e' rilevato che l'esposizione
all'inquinamento acustico pregiudica la capacita' di leggere correttamente.
L'esposizione al rumore da traffico automobilistico non sembra avere un effetto
altrettanto significativo sulla capacita' di leggere, ma e' risultato dannoso
nei confronti della memoria. Un'esposizione a livelli elevati di entrambi i
tipi di inquinamento acustico e' associata ad una peggiore qualita' della vita
per i bambini e ad un netto aumento dello stress. Gli autori dello studio
concludono il loro lavoro affermando che le scuole situate nei pressi di
aeroporti non sono ambienti salutari ne' adatti all'educazione e alla crescita
dei bambini.
Lo studio
Cristal (dall'acronimo del centro studi che lo ha realizzato: Centro Regionale
Infrastrutture Sistemi Trasporto Aereo del Lazio), conclusosi recentemente, ha
evidenziato che le persone che vivono
nei comuni di Ciampino, Marino e del X Municipio di Roma sono sottoposte a
livelli d'inquinamento acustico da traffico aereo estremamente preoccupanti in
quanto capaci di danneggiarne la salute. Infatti le linee guida dell'Oms sul
rumore notturno affermano che sopra i 35 decibel iniziano a manifestarsi
effetti biologici che si aggravano tra i 40-55 decibel e diventano molto
pericolosi sopra i 55 decibel; questi limiti sono sempre stati abbondantemente
superati a Ciampino, come risulta dalle rilevazioni dello studio Cristal.
L'inquinamento
elettromagnetico
I sistemi
radar delle torri di controllo e quelli a bordo degli aerei insieme alle
antenne di radiotrasmissione ed ai sistemi elettromagnetici utilizzati per i
controlli di sicurezza producono
inquinamento elettromagnetico, e i lavoratori e i residenti in aree prossime
agli aeroporti possono essere esposti ad effetti di sommazione di campi
elettromagnetici provenienti da piu' fonti: antenne di telefonia, cavi
elettrici ad alta tensione, linee elettriche delle ferrovie etc.
Cari
colleghi,
pensiamo
che il nostro territorio non ha alcun bisogno di un mega-aeroporto, ma prima di
tutto di tutela e cura, proprio come i nostri pazienti.
Se solo si
investisse una piccola parte dei pubblici investimenti previsti per il
mega-aeroporto per i servizi sociali, per le strutture scolastiche, per migliorare l'assistenza sanitaria sul
territorio, risistemare il sistema idrico degli acquedotti e quello di
depurazione delle acque, questo sarebbe gia' un grande e fondamentale sostegno
per la tutela dello stato di salute di tutti i nostri pazienti, come
altrettanto necessario per questo fine sarebbe il definitivo abbandono del
dannosissimo progetto di riconversione a carbone della centrale di Torre
Valdaliga Nord a Civitavecchia.
Ogni giorno
nel nostro operare tutti noi esercitiamo il dovere della tutela della salute
dei nostri pazienti, di coloro che ne hanno bisogno, delle giovani e future
generazioni e della salubrita' dell'ambiente, per questo ora chiediamo a tutti
voi un impegno comune per risparmiare a Viterbo e ai viterbesi un irreversibile
danno sociale, ambientale e sanitario.
Cordialmente,
dottor
Gianni Ghirga
dottoressa
Antonella Litta
dottor
Mauro Mocci
per il
coordinamento dell'Alto Lazio dell'Isde - Associazione italiana medici per
l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia)
Viterbo, 19
febbraio 2009
Post
scriptum
Sostengono
questo appello tantissimi cittadini di Viterbo e dell'Alto Lazio ed anche
scienziati, ambientalisti, parlamentari italiani ed europei, scrittori,
cattedratici universitari, intellettuali, saggisti; tra i tanti nomi illustri:
i professori Angelo Baracca, Virginio Bettini, Luigi Cancrini, Marcello Cini,
Paul Connett, Giorgio Cortellessa, Luca Mercalli, Giuseppe Nascetti, Giorgio
Nebbia, Gianni Tamino, Stefano Montanari, Silvia Vegetti Finzi; la
vicepresidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini; il magistrato
Ferdinando Imposimato. Hanno aderito e sottoscritto il nostro appello anche
numerosissimi operatori sociali, religiosi e laici, persone impegnate per i
diritti umani, personalita' della vita civile e della riflessione morale, tra
cui padre Alex Zanotelli, il cantautore Francesco Guccini e numerose
associazioni e movimenti impegnati in difesa della biosfera, dei beni comuni,
della pace. Numerose sono le interrogazioni presentate al Parlamento e al
Consiglio regionale del Lazio.
Una
bibliografia e sitografia per approfondire
a) Alcuni
articoli e volumi (...)
b) Alcuni
siti (...)
Per
ulteriori informazioni e contatti: isde.viterbo@libero.it
3. MONDO.
PATRIZIA CORTELLESSA: APPALACHI
[Dal
quotidiano "il manifesto" del 13 giugno 2009 col titolo
"Martoriati Appalachi"]
"Gli
abitanti degli Appalachi hanno sacrificato tutto, anche le loro vite, per
l'energia in America. Dobbiamo fermare il prelievo di carbone dalle cime dei
nostri monti e passare ad una fonte di energia rinnovabile che preservi la
nostra terra e garantisca i nostri diritti e la nostra cultura di
montagna". A parlare e' Maria Gunnoe, statunitense, una delle sette
vincitrici del Premio Goldman Environmental 2009, considerato il Nobel per
l'attivismo nel settore ambientale, che ha appunto ricevuto il riconoscimento
per il suo tenace impegno in difesa della catena montuosa degli Appalachi, in
West Virginia, contro gli effetti devastanti dovuti all'estrazione mineraria di
carbone. Il premio le e' stato conferito a San Francisco nell'aprile scorso, ma
la storia della decapitazione delle vette degli Appalachi, catena montuosa per
epoca geologica piu' antica d'America, e' uno scempio che si consuma ormai da
tempo.
Ricoperti
da fitte (ex) foreste e ricchi di giacimenti di ferro, antracite, zinco e
carbone, attraversati da numerosi fiumi, gli Appalachi raccontano purtroppo
storie diverse da quelle illustrate da vecchi atlanti geografici. Perche' per
arrivare a quel maledetto "re carbone", di cui i monti sono ricchi,
il primo passo compiuto da compagnie minerarie senza scrupoli - dopo aver
tagliato gli alberi - e' quello di far saltare in aria le cime. E il potente
esplosivo usato quotidianamente lascia dietro se' profonde voragini. E ferite
incurabili. Poi arrivano le ruspe, che scavano comodamente fino ad arrivare al
carbone. I detriti, spinti dai camion, riempiono la valle e seppelliscono i
torrenti, mentre bosco e sottobosco - non bisogna dimenticare la fase del
lavaggio del carbone - si trasformano in immense distese di fanghi inquinanti e
tossici.
Conclusione?
Devastazione degli ecosistemi e sconvolgimento della vita degli abitanti,
sempre piu' spesso costretti ad andarsene, invitati a farlo dalle stesse
compagnie minerarie, che possono cosi' rilevare le loro case per quattro soldi.
E la devastazione della geografia del territorio e' causa di alluvioni e frane
in caso di pioggia, come quella che ha interessato la contea di Mingo (West
Virginia) nel 2004, ad esempio, quando un fiume di acqua nera affogo' la
vallata sottostante. Finora - secondo le numerose associazioni ambientaliste
che si battono da anni contro lo spianamento di quelle montagne - sembra siano
andati distrutti piu' di
4. MONDO.
DANIELE PERNIGOTTI: CLIMA
[Dal
quotidiano "Il manifesto" del 14 giugno 2009 col titolo
"Scollamento climatico"]
Aumenta
sempre piu' la distanza tra le richieste espresse dagli scienziati per
contrastare i cambiamenti climatici e gli impegni che i governi sembrano
disposti ad assumere. E' proprio questo scollamento il segnale piu'
preoccupante giunto dal secondo dei quattro incontri preparatori della
Conferenza Onu di dicembre a Copenhagen, che si e' chiuso ieri a Bonn. Le
richieste dell'Ipcc, il gruppo di esperti incaricato dall'Onu di sintetizzare
la conoscenza scientifica sui cambiamenti climatici, sono note gia' dal 2007.
Affinche' l'aumento di temperatura non superi i
Ma la
situazione sembra essere addirittura piu' critica di quella descritta
dall'Ipcc, com'e' evidente dall'osservazione dello stato dei ghiacci polari. Le
temperature dell'artico hanno subito un aumento doppio rispetto al dato medio
registrato su scala mondiale, con la stagione calda che ha un inizio sempre
piu' anticipato e una durata maggiore. La calotta polare avverte questo maggior
apporto di calore riducendo la propria estensione e lo spessore, a dispetto
delle notizie prive di fondamento apparse a gennaio sulla stampa italiana, in
cui veniva annunciata un'ipotetica inversione di tendenza del processo in atto
da decenni.
I numeri
parlano chiaro. L'Ipcc prevedeva la possibilita' che si potesse verificare il
temporaneo completo scioglimento della calotta artica al termine della stagione
estiva tra il 2050 e il 2080. David Carlson, il direttore del programma
scientifico dedicato allo studio di artico ed antartico denominato
International Polar Year, sottolinea invece come la situazione sia molto piu'
preoccupante. I dati piu' aggiornati evidenziano la probabilita' che il
completo scioglimento estivo dei ghiacci polari possa avere luogo nei prossimi
trent'anni e addirittura la possibilita' che cio' si verifichi gia' prima del
2020.
Davanti ad
un quadro cosi' preoccupante risulta anacronistica la debole risposta lanciata
dai rappresentanti dei governi riuniti a Bonn. In particolar modo i paesi
sviluppati, ad eccezione della Ue che si e' da tempo impegnata a tagliare le
proprie emissioni del 20% entro il 2020 e ha dichiarato la propria intenzione
ad estendere la riduzione fino al 30%, hanno presentato degli obiettivi
assolutamente insufficienti per una vera azione internazionale di lotta ai
cambiamenti climatici, con una riduzione prevista del solo 10%, invece che del
25-40% richiesto.
Su tutti
risalta il caso eclatante del Giappone che rischia di mettere in crisi l'intero
negoziato. Il paese asiatico nei giorni scorsi ha comunicato di volere
impegnarsi a ridurre le proprie emissioni entro il 2020 dell'8%, senza dunque
rispettare il traguardo del 6% per il 2012 gia' sottoscritto con il Protocollo
di Kyoto.
Non sono,
in questo caso, solo le Ong a denunciare la totale mancanza di ambizione dei
governi, ma e' lo stesso Yvo de Boer, segretario esecutivo del tavolo negoziale
dell'Onu sui cambiamenti climatici detto Unfccc, a non riuscire a mascherare il
proprio disappunto. "In tanti anni che sono alla guida dell'Unfccc e' la
prima volta che non so cosa rispondere", ha commentato alle pressanti
domande in merito all'obiettivo dichiarato dal primo ministro giapponese Aso.
Tra i
corridoi di Bonn c'e' gia' pero' chi inizia ad azzardare curiosi paralleli con
quanto si e' gia' verificato in passato con i governi storicamente
climascettici, come quello australiano ed americano. In entrambi i casi la poca
lungimiranza dei due precedenti capi di governo e di stato, John Howard e G. W.
Bush, ha contribuito a spianare la strada a due nuovi capi di governo e di
stato in grado di meglio intercettare le reali preoccupazioni dei cittadini e
capaci di porre il clima al centro dell'agenda politica. Per le prossime
elezioni giapponesi di settembre suoneranno probabilmente come un incubo per
Aso i recenti sondaggi che vedono piu' del 60% della sua popolazione disposta
ad accettare grossi tagli delle emissioni di CO2.
5.
RIFLESSIONE. JOAO PEDRO STEDILE:
[Dal
quotidiano "Il manifesto" dell'8 giugno 2009 col titolo
"Campesinos di tutto il mondo unitevi", il sottotitolo "Crisi
globale. Disastri e opportunita'" e la nota redazionale "Joao Pedro
Stedile e' uno dei leader del Movimento dei senza terra brasiliani e di Via
campesina"]
Lungo i 250
anni di capitalismo industriale ci sono state numerose crisi cicliche e almeno
tre crisi sistemiche - compresa quella in corso - di portata mondiale. Nelle
crisi precedenti i capitalisti hanno sempre adottato misure per risanare il
sistema e recuperare il ciclo di espansione e di riproduzione del capitale.
In questo
quadro, gli effetti della crisi sull'agricoltura mostrano alcune
caratteristiche peculiari.
Negli
ultimi 20 anni nel sud del mondo si e' diffusa un'alleanza fra i grandi
terratenientes e le corporazioni che controllano la filiera agricola e il
mercato mondiale degli alimenti (l'agro-business).
Questa
agricoltura capitalista, latifondista e meccanizzata esige ogni giorno piu'
agro-tossici e crediti. Ha bisogno del capitale finanziario per comprare gli
elementi della filiera industriale prodotti dalle corporazioni. Pero' la crisi
attuale ha colpito l'irrigazione di capitali, ha causato la caduta della
produzione delle merci destinate al mercato mondiale, la diminuzione dei tassi
di profitto e una copiosa disoccupazione fra i salariati.
Per quanto
si sia ridotto il ritmo degli investimenti di capitali nell'agricoltura, si
avverte un'intensificarsi dell'appropriazione delle risorse naturali ancora
disponibili. Negli ultimi anni e' evidente un'offensiva capitalista per
appropriarsi di piu' terre, piu' aree ricche di biodiversita', piu' riserve
minerali, piu' fonti di acqua e di energia.
Allo stesso
tempo le corporazioni cercano un maggiore controllo del mercato delle sementi.
In molto paesi s'impone l'adozione di sementi transgeniche su cui, secondo le
norme stabilite dall'Organizzazione mondiale del commercio, le corporazioni
hanno il diritto di proprieta' mentre in realta' sono un patrimonio
dell'umanita'.
Il Brasile
e altri paesi d'Asia e d'Africa sono le vittime dell'avidita' del capitale
internazionale.
I
campesinos continuano a resistere in tutto il mondo e sentono gli effetti
negativi e positivi di questa crisi.
Negativa e'
la riduzione della domanda dei loro prodotti sui mercati locali a causa della
caduta del reddito dei lavoratori, sempre piu' urbanizzati, piu' disoccupati,
piu' precarizzati. Si sono ridotti i flussi migratori dei giovani, che non
trovano lavoro nelle citta' o nei paesi sviluppati. In conseguenza diminuiscono
anche le rimesse.
In molti
casi in cui i campesinos sono stati risucchiati dall'agricoltura industriale,
ora si ritrovano un aumento dei prezzi della filiera molto superiore
all'inflazione. Molti campesinos si sono indebitati e hanno dovuto abbandonare
le loro terre, specie in paesi asiatici come l'India,
Gli aspetti
positivi, invece, sono che i piccoli campesinos, per quanto costretti a operare
in un quadro capitalista, possono produrre i loro alimenti e non perdono il
lavoro. I loro redditi si riducono, pero' non vanno in malora.
Il sistema
di produzione basato sulla monocoltura su grande scala, che distrugge le forme
di vita vegetale e animale, e genera alimenti sempre piu' adulterati dai veleni
agricoli, sta causando lo squilibrio dell'ambiente, la contaminazione dell'aria
e dell'acqua e il cambio climatico.
Queste
contraddizioni stanno portando le popolazioni delle citta' a divenire, nel
medio periodo, alleati dei campesinos per modificare il modello di produzione
agricola e ottenere alimenti sani.
La crisi
provochera' certamente un lungo e intenso dibattito nella societa' sul modo di
utilizzare le risorse naturali e puo' produrre cambi benefici nell'agricoltura
mondiale.
I
capitalisti vogliono produrre dollari e profitti. I campesinos vogliono
produrre alimenti sani e benessere sociale. Questo scontro e' presente in tutti
gli spazi territoriali in cui queste due forze s'incontrano. Il futuro e' con i
campesinos. E contro i depredatori della natura e gli sfruttatori del popolo.
6.
RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI
VITERBO E S'IMPEGNA PER
Per
informazioni e contatti: Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti: e-mail: info@coipiediperterra.org
, sito: www.coipiediperterra.org
Per
contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa Antonella
Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta@libero.it
Per
ricevere questo notiziario: nbawac@tin.it
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COI PIEDI
PER TERRA
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Supplemento
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Direttore
responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel.
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Numero 203
del 17 giugno 2009
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