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COI PIEDI
PER TERRA
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Supplemento
de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 200
del 10 giugno 2009
In questo
numero:
1. Contro il mega-aeroporto e per la riduzione del trasporto
aereo
2. Gutta cavat
lapidem. Una iniziativa a
Viterbo
3. Per una
minima cronistoria documentaria sugli inizi del comitato che si oppone al
mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo
4. Per
contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna
per la riduzione del trasporto aereo
1.
EDITORIALE. CONTRO IL MEGA-AEROPORTO E PER
[La nota seguente, che pubblichiamo come
anticipazione, apparira' sul prossimo fascicolo di
"A. Rivista anarchica", uno dei migliori mensili di politica e
cultura in Italia (per informazioni e richieste: e-mail: arivista@tin.it, sito:
www.arivista.org)]
E' in corso
a Viterbo da quasi due anni una sempre piu' ampia e
forte lotta popolare contro la realizzazione di un nocivo e distruttivo
mega-aeroporto nell'area archeologica e termale del Bulicame (un luogo di
grande bellezza gia' ricordato da Dante nella Divina
commedia) e a ridosso di popolosi quartieri della citta'.
Il
movimento si impegna sia contro il mega-aeroporto, sia piu'
in generale per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti. Il trasporto aereo e' infatti una rilevante concausa dell'effetto serra, ovvero
della piu' grave emergenza ambientale planetaria che
minaccia l'intera umanita'; ed e' una modalita' di trasporto particolarmente pericolosa,
fortemente inquinante, energivora ed antieconomica,
assai dannosa per la salute e per l'ambiente, intrinsecamente antidemocratica (cosi' come l'autombilismo
privato).
Nel caso
viterbese poi verrebbero devastati peculiari ed insostituibili beni
naturalistici e culturali ed aree agricole pregiate, vi sarebbe un enorme danno
alla salute di migliaia di persone che abitano nelle vicinanze, ed infine
l'opera e' del tutto priva della Valutazione di impatto ambientale, viola
normative italiane ed europee, e' del tutto in contrasto con i vincoli di
salvaguardia previsti dal vigente piano regolatore comunale.
Moltissime
le solidarieta' gia'
pervenute al movimento che si oppone al mega-aeroporto: come quelle di Paul Connett, Francesco Guccini, Dacia Maraini, Giorgio Nebbia,
Silvia Vegetti Finzi, Alex
Zanotelli.
Per
contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna
per la riduzione del trasporto aereo: e-mail: info@coipiediperterra.org, sito: www.coipiediperterra.org
2.
INIZIATIVE. GUTTA CAVAT LAPIDEM. UNA INIZIATIVA A
VITERBO
Si e'
svolta lunedi' 8 giugno
Un impegno
in difesa dell'area archeologica e termale del Bulicame; in difesa dei beni
ambientali e culturali e delle autentiche vocazioni produttive del territorio;
in difesa dei diritti, della salute e della sicurezza della cittadinanza; e per
una piu' generale drastica e immediata riduzione del
trasporto aereo che sta contribuendo in rilevante misura all'effetto serra, la piu' grave emergenza ambientale planetaria.
I molti
cittadini che hanno ricevuto il materiale documentario diffuso dalla struttura ecopacifista viterbese e si sono fermati ad interloquire
hanno apprezzato l'iniziativa ed espresso un caldo, meditato e persuaso
sostegno alla lotta contro il mega-aeroporto nocivo e distruttivo, e per la
difesa di ambiente, salute e diritti di tutti.
*
Nel mettere
in evidenza il crescente sostegno popolare alla lotta contro il mega-aeroporto,
il responsabile del "Centro di ricerca per la pace", Peppe Sini, ha dichiarato:
"Bastava insistere nel dire la verita'.
Ed oggi la
grande maggioranza della popolazione dell'Alto Lazio sa che il mega-aeroporto a
Viterbo e' un crimine e una follia.
E quindi
oggi la grande maggioranza della popolazione dell'Alto Lazio vuole difendere
l'area archeologica e termale del Bulicame dalla distruzione provocata dal
mega-aeroporto. Vuole difendere l'agricoltura di qualita'
e il termalismo sociale dalla devastazione provocata dal mega-aeroporto. Vuole
difendere la salute e i diritti dei viterbesi dall'aggressione costituita dal
mega-aeroporto. Vuole il rispetto della legalita' che
vieta la realizzazione del nocivo e distruttivo mega-aeroporto.
Bastava insistere nel dire la verita'".
*
Insistere
nella verita': e la goccia scava la pietra.
3. MEMORIA.
PER UNA MINIMA CRONISTORIA DOCUMENTARIA SUGLI INIZI DEL COMITATO CHE SI OPPONE
AL MEGA-AEROPORTO DI VITERBO E S'IMPEGNA PER
Da una
lettera aperta intitolata "Contro l'aeroporto" del 3 luglio 2007
inviata ai mezzi d'informazione locali e ad alcune persone amiche dal
responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo
scaturisce l'idea di costituire il comitato.
La prima
riunione si svolge il 24 luglio 2007 presso il centro sociale autogestito di
Viterbo, al termine di essa si decide di dare vita al comitato.
La prima
iniziativa pubblica e' la partecipazione alla sessione aperta del Consiglio
provinciale di Viterbo del 30 luglio 2007.
Il 3 agosto
2007 si svolge la prima conferenza stampa a Viterbo.
L'11 agosto
2007 viene diffuso l'appello che e' alla base della mobilitazione.
L'8
settembre 2007 viene inviata una lettera al Ministro dei Trasporti in cui si
riassumono le ragioni fondamentali dell'iniziativa del comitato.
Dal luglio
2007 ad oggi molte sono state le iniziative, tra convegni, assemblee, incontri,
realizzazione di un sito e una newsletter, produzione di materiali informativi.
E numerose ed autorevolissime le adesioni ottenute.
Di seguito
si riportano alcuni documenti essenziali risalenti all'inizio della nostra attivita'.
*
1. La
lettera aperta del 3 luglio 2007
Contro
l'aeroporto
Vorrei
esprimere la mia contrarieta' al progetto
dell'aeroporto a Viterbo.
Occorrerebbe
ridurre il trasporto aereo, non incrementarlo.
Occorrerebbe
diminuire i voli e rendere piu' sicuri gli aeroporti,
non aumentarli.
L'umanita' ha bisogno di piu'
lentezza, non di piu' velocita';
di maggior sicurezza, non di maggior rischio.
Il pianeta
ha bisogno di rispetto e risanamento dell'ambiente, non di ulteriore
inquinamento.
Porre la
questione in termini di concorrenza campanilistica tra tre citta'
(naturalmente ho letto l'interessante studio del Comitato per l'aeroporto di
Viterbo, che presuppone la positivita' della scelta
di incrementare il trasporto aereo e si concentra sull'argomentare in favore
della localizzazione del terzo polo aeroportuale laziale a Viterbo rispetto a
Frosinone e Latina) e' un modo per non porre il vero problema: servono davvero
nuovi aeroporti? Non servirebbe invece piu'
sicurezza, piu' qualita'
dell'ambiente, un'economia piu' rispettosa della
natura e delle persone?
Il
territorio viterbese ha bisogno di migliore mobilita'
ferroviaria, di maggiori e migliori servizi sanitari e sociali, di una edilizia non speculativa e non devastante che garantisca
una casa a tutti, della difesa dell'ambiente e dei beni naturali e culturali,
del sostegno alle reali vocazioni produttive centrate sull'agricoltura,
sull'artigianato, sui beni ambientali e culturali e quindi anche sull'ospitalita' che sono peculiari dell'Alto Lazio.
Vale per il
viterbese quello che vale ovunque: occorre un modello di sviluppo autocentrato con tecnologie appropriate.
E vale per
il mondo intero l'esigenza gia' segnalata da anni sia
dagli studiosi che dalle conferenze istituzionali internazionali e dai
protocolli in quelle sedi elaborati: l'esigenza di passare a un modello di mobilita' sostenibile, l'esigenza di ridurre le emissioni
inquinanti, l'esigenza di una mobilita' che privilegi
la sicurezza degli esseri umani e la difesa della biosfera. Il trasporto aereo,
come quello automobilistico privato, va drasticamente ridotto, e non
incentivato.
Continuo a
trovare assai persuasive le analisi di Ivan Illich e
di Murray Bookchin, di Mohandas
Gandhi e di Vandana Shiva, di Alexander Langer e di Guido Viale; ed alcune idee che in forma forse
un po' semplificata propone da anni Serge Latouche (e con lui la scuola di pensiero del Movimento antiutilitarista nelle scienze sociali e della
"teoria della decrescita" - che su questioni cruciali non e' poi cosi' lontana da alcune intuizioni formulate alcuni decenni
fa anche dagli studi promossi dal Club di Roma di Aurelio Peccei).
In anni che
sembrano assai lontani solo perche'
rapidamente dimenticati, molte persone di questa provincia si opposero a
devastanti progetti e a umilianti servitu'. Di quelle
esperienze di cui ebbi l'onore di essere uno degli animatori e' erede oggi ad
esempio la lotta contro le centrali a carbone e quelle sui rifiuti in difesa
del diritto alla salute e della legalita', quelle per
difendere l'acqua come bene comune, ed altre esperienze ancora di limpido
impegno civile.
All'epoca
argomentai in un'infinita' di articoli, relazioni, opuscoli, bibliografie
ragionate le ragioni forti dell'opposizione alla devastazione dell'ambiente e
come esse si intrecciassero all'impegno per la legalita' e contro i poteri criminali, e come esse si
fondassero su un'analisi non campanilistica ma globale e solidale, fondata su
quel "principio responsabilita'" acutamente
tematizzato da Hans Jonas.
Last, but not
least: da dieci anni non ho piu'
incarichi pubblici e ho concentrato il mio impegno civile sulla questione che
mi sembra decisiva nel tempo presente: l'opposizione alla guerra e la
proposizione di una politica di pace con mezzi di pace, ovvero attraverso la
scelta della nonviolenza. Se oggi torno ad occuparmi di una questione
che potrebbe sembrare "locale" e' perche'
in essa invece vedo implicate questioni generali, e mi sembra - ma posso
sbagliarmi, da anni non seguo con adeguata attenzione le vicende locali - che
non si siano levate fin qui altre voci a dichiarare con chiarezza una decisa
opposizione esplicita ed argomentata alla proposta dell'aeroporto a Viterbo.
Grazie per
l'attenzione, cordialmente
Peppe Sini
Viterbo, 3
luglio 2007
*
2. Il
comunicato del 25 luglio 2007 sulla costituzione del comitato
Costituito
a Viterbo un comitato di opposizione all'aeroporto
Alcune
proposte di riflessione per un dibattito pubblico
Il 24
luglio 2007 si e' costituito a Viterbo un comitato di opposizione al progetto
di costruzione del nuovo aeroporto.
Il Comitato
e' promosso da persone da anni impegnate in varie esperienze di solidarieta', per i diritti umani e la pace, per l'ambiente
e il diritto alla salute, per un modello di sviluppo non distruttivo.
Proponiamo
alla riflessione pubblica le seguenti preoccupazioni:
a) La
realizzazione dell'aeroporto rappresenta un reale pericolo di devastazione
ambientale, di inquinamento della qualita' dell'aria
e acustico, con i conseguenti gravi danni per la salute, il benessere e la sicurezza
delle persone. Contribuisce a stravolgere la naturale vocazione agricola e
turistica di qualita' del territorio viterbese.
Aggiunge una nuova pressione su un'area gia'
sottoposta, in gran parte, a servitu' energetiche,
militari e speculative - in particolare edilizia, che continua la
cementificazione di vaste aree dei comuni viterbesi.
b) Il
modello di mobilita' cui questo progetto e' interno
e' vecchio, superato e pericoloso come dimostrano gli studi scientifici piu' recenti. Dovrebbe essere invece incrementato e
migliorato il trasporto su rotaia anche per le grandi distanze in quanto piu' sicuro e meno inquinante, cosi'
come, prima di tutto, dovrebbe essere fortemente potenziato il trasporto
ferroviario del viterbese.
c) La
costruzione dell'aeroporto non rappresenta un'occasione di effettivo sviluppo
per la citta' di Viterbo poiche'
essa diverrebbe per i viaggiatori semplicemente un'area di transito per altre
destinazioni, come avviene gia' per le piccole citta' sedi di scali aerei, e la valorizzazione delle
preziose risorse culturali e ambientali della citta'
di Viterbo passerebbe in secondo piano rispetto a tale funzione di scalo aereo,
il che potrebbe implicare in prospettiva un possibile danno anche per il
turismo e gli ambiti occupazionali ad esso collegati.
d) Le
ragioni che giustificano la necessita' di un terzo
scalo aereo nella Regione Lazio non sono ragionevoli ne' condivisibili
poiche' ripropongono ed amplificano un modello di mobilita', e particolarmente di viaggio e di viaggiatore,
in cui si privilegia unicamente la velocita' degli
spostamenti e il guadagno delle compagnie aeree a scapito della salute, della
salvaguardia ambientale e del viaggio inteso come esperienza e conoscenza dei
luoghi e delle persone.
Il comitato
espone queste prime sommarie ragioni di preoccupazione che motivano la sua
opposizione al progetto aeroportuale, ad esse se ne aggiungono altre legate a
considerazioni piu' generali sulla necessita' di un impegno urgente in difesa del clima e
della biosfera: il trasporto aereo e' fortemente inquinante; e piu' in generale e' necessario ed urgente muovere verso
scelte di modelli di sviluppo ecologicamente sostenibili, autocentrati
e con tecnologie appropriate, che si basino su criteri di sobrieta'
e condivisione responsabile, di primato della persona umana e di rispetto della
natura, rispetto a scelte distruttive e finalizzate prevalentemente se non
unicamente alla massimizzazione del profitto e ad uno sfrenato consumismo
incompatibile con i limiti della natura.
Il comitato
intende promuovere un'ampia ed attenta discussione su questo progetto in tutti
i suoi aspetti, con particolar riferimento anche al modello di mobilita' e al modello di sviluppo cui esso e' di fatto
collegato, ed alle sue decisive implicazioni economiche, ambientali,
tecnologiche, sociali e culturali.
Il comitato
intende sollecitare una riflessione che coinvolga tutti i cittadini, le comunita' locali, le esperienze associative e le
istituzioni, affinche' con l'esercizio della
partecipazione democratica tutte le persone possano essere protagoniste
consapevoli di una scelta che in questa fase si presenta complessa, con molti
aspetti da chiarire, e che richiede una discussione ampia, approfondita,
informata e consapevole, rispettosa delle opinioni di tutti, democratica nel
senso pieno del termine.
Una scelta
che a nostro avviso richiede di attenersi a quel "principio di
precauzione" secondo il quale prima di prendere una decisione che puo' essere irreversibile e che puo'
avere effetti gravemente negativi nel lungo periodo e in una logica sistemica,
occorre una valutazione per quanto possibile completa e obiettiva delle sue
conseguenze, e qualora emerga che vi siano esiti nocivi, o anche soltanto che
restino delle zone d'ombra o vi siano fondati motivi di preoccupazione, allora
e' doveroso astenersi dalla realizzazione di quel progetto.
Nell'Alto
Lazio tutti ricordiamo le conseguenze nefaste di decisioni passate che
all'epoca venivano presentate come positive e dai benefici effetti, e che
invece hanno gravemente danneggiato la popolazione, aggredito il territorio e
sovente inibito la possibilita' di uno sviluppo
corretto e adeguato.
Il comitato
si propone di promuovere anche un'attivita' di
studio, di documentazione e di sensibilizzazione sui temi sopra indicati.
Non abbiamo
la pretesa di offrire delle risposte preconfezionate, ma intendiamo formulare
delle domande ed esporre delle preoccupazioni alle quali e' interesse di tutti
cercare insieme delle risposte nel confronto pubblico, con il conforto della piu' rigorosa ed aggiornata riflessione scientifica, e
nella comune assunzione di responsabilita' in difesa
della biosfera e del diritto a una vita degna e sicura delle persone presenti e
delle generazioni future.
Comitato di
opposizione alla costruzione dell'aeroporto
Viterbo, 25
luglio 2007
*
3. Un
resoconto della seduta del Consiglio provinciale di Viterbo del 30 luglio 2007
Resoconto
della seduta del Consiglio provinciale di Viterbo del 30 luglio 2007 sul tema
della realizzazione del terzo polo aeroportuale del Lazio a Viterbo, seduta
aperta alla partecipazione di enti locali, associazioni e cittadini
La seduta
e' iniziata nel pomeriggio di lunedi' 30 luglio 2007,
dopo l'intervento introduttivo del presidente della Provincia Alessandro
Mazzoli e' intervenuto brevemente un rappresentante del Comitato a favore
dell'aeroporto e subito dopo e' intervenuta la dottoressa Antonella Litta, portavoce del comitato che si oppone all'aeroporto.
La
dottoressa Litta ha svolto quella che a parere di
molti intervenuti e' stata la vera e propria relazione introduttiva
dell'incontro, ed infatti pressoche'
tutti gli interventi successivi ad essa hanno fatto riferimento.
Si e' poi
avviato un vivace dibattito in cui sono intervenuti sia fautori che oppositori
del progetto. Tra gli interventi piu' rilevanti
quello del professor Mauro Sarnari e quello
dell'architetto Giuseppe Tacconi, che hanno ripreso, illustrato ed argomentato
i principali e piu' forti motivi di opposizione
al'opera.
Molti gli
interventi di amministratori comunali e provinciali, vari sindaci del viterbese
- tra cui quello di Viterbo Giancarlo Gabbianelli -, la senatrice Laura Allegrini, il senatore Giulio Marini.
L'incontro
e' terminato con gli interventi conclusivi di Peppe Sini
(che ha ribadito le ragioni dell'opposizione all'aeroporto), dell'assessore
provinciale ai trasporti Trappolini, del presidente
Mazzoli.
Quella che
era stata forse prevista dai promotori come una sorta di parata in favore
dell'aeroporto e' divenuta invece la prima vera occasione di confronto pubblico
in sede istituzionale a Viterbo in cui le posizioni e le argomentazioni degli
oppositori al progetto sono emerse in tutta la loro nettezza ed efficacia.
La
relazione della dottoressa Litta, che ha esposto con
precisione, chiarezza ed energia le profonde preoccupazioni per le drammatiche
conseguenze sanitarie ed amobientali di una eventuale realizzazione dell'opera, ha costretto tutti
gli intervenuti ad una riflessione ineludibile.
Nella
delegazione del comitato che si oppone all'aeroporto vi era inoltre una presenza
illustre nella storia della cultura civile e dell'ambientalismo viterbese: il
professor Osvaldo Ercoli, gia
consigliere comunale e provinciale e simbolo indiscusso per tutti i viterbesi
di rigore morale e intellettuale.
Va
segnalato che alcune forze politiche che in passato avevano espresso una
posizione subalterna e non meditata nei confronti dell'opera, sembra che ora
stiano rivedendo le posizioni: e' ragionevole supporre che i Verdi usciranno
dal silenzio, mentre il Prc nelle ultime settimane ha cominciato ad esprimere
una posizione di sempre piu' netta contrarieta' all'aeroporto. Nel corso del dibattito nel
Consiglio provinciale di lunedi' 30 luglio sia il
sindaco di Viterbo (An) che il presidente della Provincia (Ds), che pure
entrambi hanno ancora espresso un sostegno al progetto, hanno riconosciuto la
rilevanza e l'ineludibilita' delle questioni poste
dal comitato che si oppone all'aeroporto.
Si apre a
Viterbo finalmente una fase di dibattito anche nelle sedi e nelle
rappresentanze istituzionali in cui la forza delle argomentazioni del Comitato
che si oppone all'aeroporto avra' modo di dispiegarsi
pienamente.
Il comitato
che si oppone all'aeroporto sta preparando una conferenza stampa che avra' luogo tra pochi giorni a Viterbo per avviare una
campagna di rigorosa informazione scientifica e di adeguata sensibilizzazione
pubblica.
Nota per la
stampa a cura del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo
Viterbo, 31
luglio 2007
*
4. Una
sintesi della conferenza stampa del 3 agosto 2007
Si e'
svolta a Viterbo la conferenza del comitato che si oppone all'aeroporto
Si e'
svolta venerdi' 3 agosto
L'incontro
e' stato aperto dalla dottoressa Antonella Litta,
portavoce del Comitato, che ha riassunto i temi gia'
svolti nella sua apprezzata relazione tenuta al Consiglio Provinciale di
Viterbo del 30 luglio.
E' poi
intervenuta la dottoressa Marinella Correggia, saggista scientifica, autrice di
molte pubblicazioni e referente italiano della rete internazionale dei comitati
che denunciano il grave impatto ambientale del trasporto aereo con particolar
riferimento all'emergenza globale del surriscaldamento del clima.
L'incontro
e' stato moderato da Peppe Sini, responsabile del
Centro di ricerca per la pace di Viterbo.
Sono
intervenuti tra gli altri il dottor Walter Mancini, l'architetto e gia' docente universitario Giuseppe Tacconi, il professor
Mauro Sarnari, il professor Alessandro Pizzi gia' sindaco di Soriano nel Cimino, il professor Osvaldo Ercoli gia' consigliere comunale
e provinciale, che hanno esposto le ragioni dell'opposizione all'opera.
Erano
presenti persone rappresentative di varie esperienze di impegno civile e di
impegno culturale nella citta' e nella provincia.
Naturalmente
vi e' stato anche lo spazio per l'espressione di voci favorevoli all'opera (a
conferma di uno stile di comunicazione aperto all'ascolto delle opinioni
altrui).
Un
contributo cospicuo e' stato dato dai giornalisti, con molte domande tutte
pertinenti ed impegnative, che hanno dato luogo ad una riflessione vivace,
polifonica ed appassionante. A tutti loro va il piu'
vivo ringraziamento del Comitato.
La
conferenza stampa si e' prolungata per oltre due ore, a conferma
dell'importanza di una disamina pubblica adeguata dei temi in discussione.
Il comitato
che si oppone alla realizzazione del terzo polo aeroportuale del Lazio e chiede
un ridimensionamento del trasporto aereo
Viterbo, 3
agosto 2007
*
Un
aeroporto a Viterbo? No, grazie
E'
necessario invece ridurre il trasporto aereo
Diciamo
alcune semplici verita' fin qui sottovalutate o
tenute nascoste:
1. Un
aeroporto provoca gravi danni alla salute della popolazione che vive nei
dintorni
- sia
attraverso l'inquinamento dell'aria, che causa gravi patologie;
- sia
attraverso l'inquinamento acustico.
2. Il trasporto
aereo provoca gravissimi danni al clima
-
contribuisce enormemente al surriscaldamento del clima del pianeta.
3. Il
trasporto aereo danneggia gravemente l'ambiente
- sia a
livello globale;
- sia a
livello locale.
4. Il
trasporto aereo e' antieconomico
- consuma piu' energia di ogni altro mezzo di trasporto;
- danneggia
gravemente la biosfera;
- costa
molto alla comunita' poiche'
e' fortemente sovvenzionato sia da finanziamenti pubblici sia da esenzioni ed
agevolazioni fiscali (mente si effettuano sciagurati tagli di bilancio per sanita' ed assistenza): paradossalmente la maggior parte
dei costi del trasporto aereo li pagano i cittadini che non lo usano;
-
danneggiando l'ambiente e sottraendo risorse pubbliche non aiuta le economie
locali ma le impoverisce;
-
l'occupazione nel settore e' limitata, spesso precaria, e le compagnie hanno
spesso condotte gravemente antisindacali.
5. Il
trasporto aereo e' iniquo
-
statisticamente e' dimostrato che e' soprattutto un privilegio dei ricchi;
- ma i
costi li pagano soprattutto i bilanci pubblici, usando i fondi della fiscalita' generale ricavati cioe'
dalla tassazione di tutti i cittadini: chi paga le tasse e' costretto, a sua
insaputa e contro la sua volonta', a finanziare le
compagnie aeree (le quali invece le tasse le pagano ben poco, godendo di
agevolazioni e addirittura di esenzioni incredibili);
- le nocive
conseguenze del trasporto aereo le pagano innanzitutto i poveri.
6. Il
trasporto aereo non e' sicuro
- di tutte
le modalita' di trasporto e' la piu'
pericolosa, per i viaggiatori e per chi vive nelle aree sorvolate.
7. Nel caso
specifico dell'aeroporto a Viterbo manca completamente
- Come si puo' decidere di realizzare un'opera pubblica di tali
dimensioni ed impatto senza rispettare quanto previsto dalla legislazione
vigente?
- Come si puo' decidere di realizzare un'opera pubblica di tali
dimensioni ed impatto senza neppure uno straccio di studio sulle conseguenze
ambientali, sanitarie, sociali e sul modello di sviluppo del territorio?
8. Non solo
non e' affatto certo che l'aeroporto avra' un
benefico effetto sull'economia viterbese, ma anzi e' piu'
che lecito dubitarne
- il
turismo low cost (cui l'aeroporto sarebbe destinato)
e' un turismo "mordi e fuggi" che in grandissima parte atterrerebbe a
Viterbo solo per arrivare al piu' presto a Roma (come
gia' accade a Ciampino e a Fiumicino);
- se si
investiranno ingenti risorse statali e regionali nell'Alto Lazio per
realizzarvi un aeroporto, e' evidente che - per un ovvio ragionamento di
ripartizione delle risorse tra le diverse realta'
territoriali - non potranno essere assegnate alla stessa zona ulteriori risorse
statali e regionali per altre strutture ed attivita',
ovvero per opportunita' di sviluppo esse si' utili e coerenti con la valorizzazione dei beni
ambientali e culturali e con le vocazioni produttive della nostra terra (beni e
vocazioni che l'impatto dell'aeroporto puo'
pesantemente danneggiare, rivelandosi per quello che e': un'ennesima gravosa servitu');
- Viterbo
nell'ambito della mobilita' ha bisogno innanzitutto
di migliorare la rete ferroviaria ed i collegamenti con Roma, con Orte e con Civitavecchia.
9. La
popolazione viterbese non e' stata fin qui informata sui danni certi e sui
pericoli probabili
- gli enti
locali hanno fatto molta pessima propaganda (sperperando a tal fine tempo e
risorse che potevano e dovevano essere diversamente utilizzati) ed hanno
scandalosamente taciuto su tutte le questioni sopra indicate;
- le
cittadine e i cittadini sono stai ingannati da una propaganda da parte di
pubblici amministratori poco cauti e poco scrupolosi fatta
di false alternative, di esasperato campanilismo con punte di xenofobia, di
grottesche baruffe, di ultimatum costantemente smentiti dai fatti.
E' ora che
tutte le cittadine e tutti i cittadini siano onestamente informati, perche' una decisione cosi' grave
e dagli effetti cosi' irreversibili non puo' essere presa da pochi rappresentanti di enti ed
imprese che peraltro avendo degli interessi economici direttamente implicati
sono parte in causa e non super partes.
Chiediamo
che tutte le persone che vivono nell'Alto Lazio conoscano la verita', che tutte le persone possano esprimere la loro
opinione, che l'intera popolazione sia coinvolta in un processo decisionale
onesto, partecipato, informato su basi rigorosamente scientifiche, in un
autentico esercizio di sovranita' popolare e di
democrazia.
Chiediamo
che sia rispettato il diritto alla salute.
Chiediamo
che sia rispettato il diritto alla sicurezza.
Chiediamo
che sia rispettato il diritto a un ambiente vivibile.
Chiediamo
che sia rispettato il diritto a un lavoro dignitoso e sicuro.
Chiediamo
che sia rispettato il diritto alla mobilita' per
tutti e non solo per pochi privilegiati.
Chiediamo
che decisioni che riguardano tutti siano discusse da tutti e prese in modo
democratico.
Chiediamo
che prevalga la responsabilita', la solidarieta', la democrazia.
Siamo
solidali con i cittadini di Ciampino, vittime dell'estrema nocivita'
dell'aeroporto.
Siamo
solidali con tutti gli esseri umani che subiscono le conseguenze dell'effetto
serra cui il trasporto aereo contribuisce in misura cosi'
rilevante.
*
6. La
lettera al Ministro dei Trasporti dell'8 settembre 2007
Al Ministro
dei Trasporti
Egregio
Ministro,
le scriviamo come cittadini residenti nel
viterbese e come rappresentanti di movimenti e strutture che si impegnano in
difesa dell'ambiente, della qualita' della vita,
della civile convivenza, della legalita', dei diritti
umani di tutti gli esseri umani.
Siamo molto
preoccupati della prospettiva che a Viterbo si realizzi un aeroporto per voli
low cost come terzo polo aeroportuale laziale e ci
sembra necessario informarla che l'eventuale realizzazione di questa grande
opera avrebbe conseguenze disastrose.
Ma
procediamo per ordine.
1. Ridurre
e non incrementare il trasporto aereo
Da tempo si
sente parlare del progetto di incrementare anziche'
ridurre il trasporto aereo e le basi aeroportuali ad esso intese nel territorio
laziale.
Crediamo che sia un grave errore: il trasporto aereo deve essere
ridotto e non aumentato:
- deve
essere ridotto perche' contribuisce notevolmente al
surriscaldamento del clima, la piu' grave emergenza
ambientale planetaria che occorre fronteggiare con urgenti ed energici
provvedimenti;
- deve
essere ridotto perche' fortemente inquinante e
dannoso per la salute, sia per l'inquinamento provocato dalle emissioni nocive,
sia per l'inquinamento acustico delle aree nelle vicinanze degli aeroporti;
- deve
essere ridotto perche' insostenibilmente energivoro, incomparabilmente piu'
di altre forme di mobilita';
- deve
essere ridotto perche' antieconomico, ed assai
costoso per il pubblico erario che lo sostiene fortemente sia con finanziamenti
diretti sia concedendo alle compagnie aeree agevolazioni e fin esenzioni
fiscali semplicemente scandalose.
Ricapitolando:
deve essere ridotto perche' e' necessario limitare i
danni che provoca alla biosfera, agli ecosistemi locali, alle persone,
all'economia e alle finanze dello stato.
2. Un
disastro ecologico, sanitario ed economico a Viterbo
La proposta
di realizzare a Viterbo un aeroporto per voli low cost
per il turismo "mordi e fuggi"
per Roma e' semplicemente insensata:
- perche' anche se si realizzasse a Viterbo l'infrastruttura
a tal fine, poi da Viterbo per Roma sarebbe necessario un viaggio in treno di
due ore - dato che una classe politica ed amministrativa a dir poco
evidentemente inadeguata si e' nel corso degli anni disinteressata della rete
ferroviaria, col risultato che la linea Civitavecchia-Capranica-Orte
e' chiusa, e tanto quella Viterbo-Orte quanto quella Viterbo-Capranica-Roma hanno tempi di percorrenza biblici;
- perche' devasterebbe col suo impatto un'area di grande
pregio ambientale, storico, culturale, sociale ed economico: l'area delle terme
e del Bulicame che costituisce per Viterbo un irrinunciabile elemento di identita' storico-culturale e un fondamentale bene
ambientale e socio-economico;
- perche' colpirebbe interi popolosi quartieri della citta' con un inquinamento acustico gravissimo tale da
rendere invivibile la quotidianita' di decine di
migliaia di residenti;
- perche' danneggerebbe irreversibilmente i beni culturali e
ambientali e le vocazioni produttive del viterbese e la qualita'
della vita di molti cittadini che vi abitano;
- perche' provocherebbe un ulteriore aggravamento
dell'aggressione al territorio altolaziale da parte
di un devastante modello di sviluppo fondato sulle servitu'
e la speculazione: l'alto Lazio ha gia' subito e
subisce le nocive, pesanti conseguenze di servitu'
energetiche e militari, di grandi opere insensate, di speculazioni edilizie
dissennate, di discariche illegali, della penetrazione dei poteri criminali a
questi "affari" connessa.
3. Per
Viterbo
Viterbo ha
bisogno di ben altro:
- ha
bisogno di un deciso potenziamento delle ferrovie per i pendolari e per il
commercio: affinche' sia finalmente garantito un
adeguato collegamento tra Viterbo e Civitavecchia, Viterbo e Orte, Viterbo e Roma;
- ha
bisogno della difesa e valorizzazione dei beni ambientali e culturali;
- ha
bisogno di sostegno alle sue reali vocazioni produttive: l'agricoltura di qualita', il turismo di qualita',
il termalismo sociale, l'alta formazione e la ricerca in campo agrario,
forestale, ambientale, archeologico, storico e artistico.
4. Ma anche
per Frosinone e per Latina
Ma non sono
accettabili neanche le ipotesi di realizzare a Frosinone o a Latina il
cosiddetto "terzo polo aeroportuale del Lazio" per il turismo low cost "mordi e fuggi" diretto a Roma.
In ambedue
i siti indicati da proponenti avventati e' evidente infatti
che sussistono rilevanti elementi ostativi che naturalmente non e' questa la
sede per illustrare, sia pur riassuntivamente.
5. Per
Ciampino
E'
necessario e urgente dal nostro punto di vista ridurre il trasporto aereo,
anche ed in primo luogo per rendere meno invivibile la situazione di gravissimo danno che tuttora subisce la popolazione di
Ciampino e delle aree limitrofe: una situazione inammissibile, ampiamente
documentata sotto ogni profilo; ed ai cittadini di Campino va naturalmente la
nostra piena solidarieta', e il nostro pieno sostegno
alle loro legittime richieste.
6.
Rinunciare al terzo polo aeroportuale laziale
Si tratta
quindi, a nostro parere, di rinunciare ad inseguire il sogno di una
proliferazione di aeroporti; di rinunciare a incentivare un turismo "mordi
e fuggi" consumista, antieducativo e dagli effetti distruttivi; e di
promuovere invece una mobilita' adeguata, un turismo
consapevole e responsabile, accessibile a tutti, coerente con le finalita' di apprezzare i beni culturali e ambientali e di
fare esperienze umane significative.
7. Tutelare
i lavoratori
Non solo:
le segnaliamo anche che - come e' ampiamente documentato - le compagnie low cost sovente hanno condotte antisindacali, e che quindi
deve essere preoccupazione dei pubblici poteri tutelare i diritti dei
lavoratori e garantire l'osservanza delle leggi.
La condotta
antisindacale di talune compagnie low cost rivela
anche come esse non promuovano occupazione stabile e
qualificata, ma forme di precariato e di lavoro sottoposto a meccanismi di
pressione ai limiti del ricatto.
8.
Rispettare la legge
Le
chiediamo di impedire che si realizzi un mega-aeroporto in assenza del pieno
espletamento della Valutazione d'impatto ambientale cosi'
come previsto dalla legislazione vigente.
Non e'
stata fin qui mai resa di pubblico dominio una progettualita'
adeguata, complessiva, ostensibile, sulla quale potesse esercitarsi quella
procedura che la normativa sulla Valutazione d'impatto ambientale
esplicitamente prevede.
Non
vorremmo che in questa vicenda si procedesse a colpi di "fatti
compiuti" o col classico squallido metodo di eludere un esame complessivo
fingendo che si procede solo a parziali interventi che nell'insieme configurano
una grande opera ma che singola realizzazione per singola realizzazione possono
apparire come opere non rilevanti e quindi non rientranti nei vincoli
legislativi che alle grandi opere sono posti.
Le
chiediamo di far rispettare le leggi a tutela dell'ambiente, dei beni
culturali, della salute e dei diritti dei cittadini; le procedure
amministrative e i vincoli urbanistici e territoriali; la normativa
locale, nazionale ed europea.
Le
chiediamo di vigilare e di essere inflessibile nel far valere l'obbligo del
pieno rispetto della legge e nel contrastare ogni eventuale illecito affarismo
e ogni eventuale operazione speculativa che possa essersi data o essere in
divenire.
Le
chiediamo altresi' una verifica sugli atti gia' compiuti dagli enti locali, sui finanziamenti
eventualmente gia' stanziati, o anche erogati, o
addirittura utilizzati per opere connesse alla realizzazione di un aeroporto
per voli low cost per il quale a tutt'oggi manca
finanche un'adeguata progettazione e un'adeguata verifica di compatibilita' con quanto dalle leggi
disposto.
9.
Significative adesioni al nostro appello
Le
segnaliamo infine che all'appello promosso dal Comitato che si oppone
all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo sono gia' pervenute numerosissime dichiarazioni di attenzione,
sostegno e adesione, tra cui quelle graditissime del magistrato Ferdinando Imposimato; di scienziati come Angelo Baracca, Virginio Bettini, Giorgio Cortellessa,
Marcello Cini, Giorgio Nebbia; di altri cattedratici
universitari come Rocco Altieri, Andrea Canevaro, Domenico Jervolino, Raffaele Mantegazza,
Arnaldo Nesti, Luigi Piccioni, Giuliano Pontara,
Elena Pulcini, Silvia Vegetti Finzi;
di scrittrici e saggiste come Dacia Maraini e Lea Melandri; di intellettuali
come Giancarla Codrignani, Enrico Peyretti,
Bruno Segre, Renato Solmi; di personalita'
della vita civile e dell'impegno sociale ed educativo come Marinella Correggia,
Pasquale Iannamorelli, Daniele Lugli,
Luigi Malabarba, Anna Puglisi,
Umberto Santino, Mao Valpiana, e ancora di vari
parlamentari europei, senatori e deputati al parlamento italiano, consiglieri
regionali del Lazio.
10. Una
richiesta di incontro
Siamo
infine a chiederle un incontro per poterle meglio illustrare quanto
succintamente descritto nella presente lettera.
Restiamo a
sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento e confidiamo nella possibilita' di incontrarla al piu'
presto.
Ringraziandola
per l'attenzione, voglia gradire cordiali saluti ed auguri di buon lavoro,
Antonella Litta, portavoce del Comitato che si oppone all'aeroporto
di Viterbo
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la
pace" di Viterbo
Viterbo, 8
settembre 2007
4.
RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI VITERBO E S'IMPEGNA PER
Per
informazioni e contatti: Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti: e-mail:
info@coipiediperterra.org , sito:
www.coipiediperterra.org
Per
contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta@libero.it
Per
ricevere questo notiziario: nbawac@tin.it
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COI PIEDI
PER TERRA
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Supplemento
de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore
responsabile: Peppe Sini. Redazione:
strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Numero 200
del 10 giugno 2009
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