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COI PIEDI
PER TERRA
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Supplemento
de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 199
dell'8 giugno 2009
In questo
numero:
2.
Associazione "Respirare": Cominciare da Viterbo
3. La solidarieta' di Paolo Finzi e
della rivista "A" all'impegno contro il mega-aeroporto a Viterbo
4. Anche
l'on. Antonio Borghesi solidale con l'impegno in difesa del Bulicame e della
salute e dei diritti dei cittadini viterbesi minacciati dal mega-aeroporto
nocivo, distruttivo e illegale
5. Manuela Cartosio: Fonti rinnovabili
6. Mario
Croce: I disastri ambientali crimini contro l'umanita'
7. Marina
Forti: Processo alla Shell
8. Natalia
Rodriguez: Per contrastare la violenza sessuale la repressione non basta,
occorre anche educare gli uomini
9. Zygmunt Bauman: L'arte di
esistere
10. Alain Touraine: Perche' le donne
salveranno il mondo
11. Per
contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna
per la riduzione del trasporto aereo
1.
EDITORIALE. L'ITALIA CIVILE CONTRO IL MEGA-AEROPORTO NOCIVO, DISTRUTTIVO E
ILLEGALE
Dal
missionario padre Alessandro Zanotelli al segretario generale della Cgil
Guglielmo Epifani, dal cantautore Francesco Guccini alla scrittrice Dacia
Maraini, dal "padre nobile" dell'ambientalismo scientifico in Italia
Giorgio Nebbia alla vicepresidente del Parlamento
europeo Luisa Morgantini, dall'illustre psicologa e
pedagogista Silvia Vegetti Finzi
all'on. Leoluca Orlando figura storica dell'impegno antimafia, dalla saggista
femminista Lea Melandri alla prestigiosa storica Anna Bravo, da una figura
simbolo del movimento antinucleare come Gianni Mattioli
a una figura simbolo dell'impegno per una medicina democratica e una sanita' efficace come Giovanni Berlinguer, dal giornalista
ed europarlamentare Giulietto Chiesa al prestigioso
scienziato americano Paul Connett, dall'on. Antonio
Di Pietro all'on. Claudio Fava, dalla saggista e testimone di pace Giuliana
Sgrena a un illustre educatore come Andrea Canevaro,
dal presidente del Centro "Giuseppe Impastato" Umberto Santino al
magistrato e scrittore Gennaro Francione: sono alcune
delle numerosissime personalita' della scienza, della
cultura, delle istituzioni, dell'impegno civile, della riflessione morale, che
hanno espresso solidarieta' alla mobilitazione per
impedire la devastazione dell'area archeologica e termale del Bulicame, per
impedire un grave attentato alla salute e alla sicurezza della popolazione
dell'Alto Lazio, ovvero per impedire la realizzazione di un nocivo, distruttivo
ed illegale mega-aeroporto a Viterbo.
Vi e'
un'Italia civile, responsabile, onesta e generosa che ha espresso una forte solidarieta' al comitato che si oppone al mega-aeroporto di
Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della
salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti; una forte solidarieta' all'intera comunita'
viterbese minacciata dal mega-aeroporto.
E vi sono
migliaia e migliaia di viterbesi ormai adeguatamente informati, pienamente
consapevoli, fortemente impegnati contro il mega-aeroporto; per salvare il
nostro territorio, i nostri beni ambientali e culturali, la nostra economia, la
nostra salute, i nostri diritti. Per noi e per le future generazioni.
E' giunta
l'ora che anche tutte le istituzioni prendano atto della realta',
riconoscano la verita', rispettino le leggi: il
mega-aeroporto e' un'opera nociva e distruttiva, insensata ed illegale. Il
mega-aeroporto a Viterbo non puo' e non deve essere
realizzato.
Salviamo il
Bulicame dalla devastazione; salviamo la salute, la sicurezza e i diritti dei
viterbesi da una grave minaccia; contribuiamo a difendere la biosfera e il
diritto di tutti a un mondo vivibile.
2.
RIFLESSIONE. ASSOCIAZIONE "RESPIRARE": COMINCIARE DA VITERBO
[L'associazione "Respirare" e' stata
promossa a Viterbo da associazioni e movimenti ecopacifisti
e nonviolenti, per il diritto alla salute e la difesa dell'ambiente]
La recente
tragedia della scomparsa dell'airbus di Air France ci ricorda la crescente
frequenza di incidenti aerei.
L'ormai
continuo susseguirsi di appelli per ridurre le emissioni di gas serra,
principale fattore del surriscaldamento globale del clima che sta portando il
pianeta al collasso.
Due vicende
che interpellano la coscienza di ogni persona.
Occorre
ridurre le emissioni di gas serra.
Occorre
ridurre il trasporto aereo, non solo perche' alle
emissioni di gas serra contribuisce in rilevante misura, ma anche per molti
altri motivi, tra cui la difesa della salute, della sicurezza e della qualita' della vita delle persone.
*
In questo
contesto si puo' e si deve cominciare da Viterbo:
respingendo definitivamente la proposta insensata ed illegale del
mega-aeroporto nell'area archeologica e termale del Bulicame.
Un
mega-aeroporto nocivo e distruttivo che devasterebbe irreversibilmente beni
ambientali e culturali preziosi ed insostituibili; un mega-aeroporto che
devasterebbe l'economia viterbese massacrando anche l'agricoltura ed impedendo
la valorizzazione del termalismo; un mega-aeroporto che aggredirebbe la salute,
la sicurezza e la qualita' della vita dei cittadini;
un mega-aeroporto che provocherebbe un colossale sperpero di soldi pubblici per
un'opera a danno dell'intera comunita' e a vantaggio
solo di una ristretta cerchia di speculatori senza scrupoli; un mega-aeroporto
che viola scandalosamente le leggi vigenti.
*
Opponiamoci
al mega-aeroporto a Viterbo.
Impegnamoci per la riduzione drastica e immediata del
trasporto aereo.
Solidali
con la popolazione di Ciampino che gia' subisce un
criminale avvelenamento; con la popolazione di Fiumicino minacciata da
un'ulteriore espansione dello scalo; con la popolazione di Frosinone minacciata
anch'essa dall'insensato e illegale intento di realizzare un mega-aeroporto in
un'area gia' bisognosa di un forte risanamento
ambientale.
Solidali
con l'intera umanita' presente, e con le generazioni
future che hanno diritto ad un mondo ancora vivibile.
3.
SOLIDARIETA'.
Paolo Finzi e la redazione di "A. Rivista anarchica"
hanno espresso adesione e solidarieta' alla lotta
contro la realizzazione a Viterbo di un mega-aeroporto che devasterebbe l'area
archeologica e termale del Bulicame e provocherebbe danni enormi alla salute
delle persone, all'economia locale, ai beni ambientali e culturali dell'Alto
Lazio.
Paolo Finzi, giornalista, saggista, storico, e' una delle figure piu' prestigiose della cultura e dell'iniziativa libertaria
in Italia. Autore di studi di grande rilevanza, costantemente attivo fin dagli
anni Sessanta nell'informazione, nella riflessione e nell'impegno civile.
"A. Rivista anarchica" (per contatti: e-mail:
arivista@tin.it, sito: www.arivista.org) e' uno dei migliori mensili di cultura
e politica che si stampano in Italia, con qualificatissimi collaboratori
internazionali, voce di una tradizione di pensiero di straordinario spessore
civile, morale e filosofico. Ogni fascicolo della rivista reca anche
allegato un ampio dossier di decine di pagine che sviluppano monograficamente un tema; nel fascicolo del mese di maggio
2009 ad esempio vi e' un saggio bibliografico di Massimo Ortalli
di 24 pagine che recensisce oltre duecento recenti volumi storici e filosofici
sull'anarchia; nel fascicolo di giugno 2009 vi e' un saggio di 32 pagine di
Monica Giorgi su Simone Weil.
4.
SOLIDARIETA'. ANCHE L'ON. ANTONIO BORGHESI SOLIDALE CON L'IMPEGNO IN DIFESA DEL
BULICAME E DELLA SALUTE E DEI DIRITTI DEI CITTADINI VITERBESI MINACCIATI DAL
MEGA-AEROPORTO NOCIVO, DISTRUTTIVO E ILLEGALE
L'on.
Antonio Borghesi, parlamentare dell'Italia dei Valori, come gia'
l'on. Antonio Di Pietro, l'on. Leoluca Orlando, il sen. Stefano Pedica e il partito nel suo insieme e nelle sue
articolazioni locali e nazionali, ha espresso solidarieta'
con l'impegno in difesa del Bulicame e della salute e dei diritti dei cittadini
viterbesi minacciati dal mega-aeroporto nocivo, distruttivo e illegale.
Nel suo
cordiale messaggio al comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti, l'on. Borghesi scrive
che seguira' anche lui con attenzione l'evolversi
della vicenda.
L'on.
Antonio Borghesi e' vicepresidente del gruppo parlamentare dell'Italia dei
Valori alla Camera dei Deputati, docente di Economia e gestione delle imprese
all'Universita' di Verona, dirigente industriale,
consulente per rilevanti enti pubblici e privati, autore di oltre sessanta
pubblicazioni in materia di gestione delle imprese.
5. MONDO.
MANUELA CARTOSIO: FONTI RINNOVABILI
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 5
giugno 2009 col titolo "L'energetico sorpasso"]
Per la
prima volta nel 2008 le fonti rinnovabili hanno attratto piu'
investimenti di quelle fossili. A registrare il
sorpasso e' un rapporto dell'Onu che quantifica in 250 miliardi di dollari gli
investimenti totali nel settore della produzione dell'energia elettrica. Di
questi, 140 sono stati destinati all'eolico, al solare e alle altre fonti
verdi. I restanti 110 miliardi sono andati al carbone, al gas e ai derivati dal
petrolio. Il sorpasso, purtroppo, rischia d'essere effimero (o attenuato). Nel
primo quadrimestre del 2009 gli investimenti nelle fonti rinnovabili sono
crollati del 53%, per effetto incrociato della crisi economica e del crollo del
prezzo dei petrolio. Pur essendoci segnali di ripresa,
si prevede che nel 2009 i capitali attratti dalle energie pulite diminuiranno
di un quarto rispetto all'anno precedente.
A
"tirare" il sorpasso nel 2008 sono stati i paesi in via di sviluppo,
Cina in testa. L'Europa, con 50 miliardi di dollari, resta il continente che in
cifra assoluta spende di piu' in energie pulite (+2%
rispetto al 2007). L'America si e' fermata a 30 miliardi (-8%). I paesi in via
di sviluppo hanno investito 36 miliardi di dollari, ma con un balzo percentuale
del 27%.
In cifra
assoluta la parte del leone l'ha fatta l'energia eolica: ha assorbito 50
miliardi di dollari, con un modesto incremento (1%) rispetto al 2007. Il solare
ne ha attratti meno (33 miliardi), registrando pero'
uno straordinario +50% sull'anno precedente. Pur restando il terzo settore
d'investimento (quasi 17 miliardi), i biofuel hanno
risentito parecchio (-9%) della crisi di sovraproduzione
negli Usa e dell'accusa d'aver contribuito all'innalzamento dei prezzi dei
generi alimentari. Un'accusa sicuramente fondata per il bioetanolo
di prima generazione, come quello ottenuto dal mais.
Pur
rallegrandosi per il sorpasso, l'Onu ribadisce che i 140 miliardi spesi in
energie verdi nel 2008 sono insufficienti. Per arginare l'emissione di gas
serra e mitigare i cambiamenti climatici nel triennio 2009-2011 andrebbero
investiti globalmente 750 miliardi di dollari in fonti non fossili.
Restiamo
nella green economy per segnalare un inedito sondaggio realizzato tra 1.200
occupati nel settore. L'hanno realizzato l'Acre Resourcies,
un'agenzia di ricerca del personale, e Acona,
un'agenzia di consulenza. Lo stipendio medio di un green collar
(stiamo parlando di tecnici e laureati, sia chiaro, non di operai) si aggira
sui 76.000 dollari l'anno. Si va dai 100.000 dollari negli Usa ai 41.000 nei
paesi asiatici. Come succede in qualsiasi azienda, le buste paga piu' gonfie, rimpinguate dai benefits,
spettano a chi lavora nel settore legale e della finanza. Tre quarti degli
intervistati sono maschi. Le donne green collar, pur
in crescita, restano una minoranza e guadagnano mediamente il 18% in meno dei
colleghi. Il 75% degli intervistati e' soddisfatto del suo lavoro, il 93%
consiglia una carriera nella green economy, il 68% pensa d'avere un posto di
lavoro sicuro, addirittura "piu' sicuro" di
un anno fa. I colletti verdi sono l'unica categoria che si sente al riparo
dalla crisi.
6. MONDO.
MARIO CROCE: I DISASTRI AMBIENTALI CRIMINI CONTRO L'UMANITA'
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 6
giugno 2009 col titolo "Caccia agli ecocriminali"]
Disastro
ambientale? E' un crimine contro l'umanita'.
L'accademia internazionale delle scienze ambientali - Iaes
- presieduta dal premio Nobel per la pace
L'iniziativa
ha preso piede a partire dalla Carta di Venezia 2006, sulla base del principio
del "chi inquina paga". I disastri ambientali, denuncia
l'associazione sostenuta da numerosi premi Nobel, giuristi, ambientalisti e personalita' di spicco del panorama politico mondiale come
il Dalai Lama, non interessano solo i confini nazionali in cui avvengono ma
inevitabilmente coinvolgono il mondo intero, sia per diretta implicazione negli
incidenti, si veda il dramma di Chernobyl, sia per l'impatto climatico che
comportano, basti pensare alle miriadi di incidenti di petroliere che nel tempo
hanno riversato in mare milioni di galloni di petrolio grezzo.
La campagna
punta alla sensibilizzazione della popolazione mondiale, per arrivare a un
virtuoso connubio tra la forza dei popoli e quella delle istituzioni che
risulti capace di premere affinche', attraverso
emendamenti allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale, che devono
essere approvati da almeno due terzi dei paesi firmatari, si amplino i confini
della giurisdizione della corte dell'Aja per
accogliere il disastro ambientale tra i crimini contro l'umanita'.
Come primo passo si punta pero' a un'azione
circoscritta all'Ue che, mostrando unione e compattezza sul tema ambientale,
potrebbe in tempi piu' stretti arrivare alla
creazione di una Corte penale europea dell'ambiente, servendo da stimolo per un
successivo ampliamento del tema a livello globale. "Non possiamo puntare
direttamente alla modifica dello Statuto di Roma - denuncia Laura Greco dell'associazione
"A sud" che collabora all'iniziativa - ma e' nostro compito
sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale sul tema ambientale, offrendo alle
istituzioni internazionali una proposta concreta di contrasto ai disastri
ambientali". Ma non basta. Troppo spesso deforestazioni, inquinamenti
fluviali, contaminazioni di meravigliosi paesaggi, animali e uomini a causa
dell'utilizzo scriteriato dei piu' svariati intrugli
chimici, hanno visto i responsabili impuniti, immacolati davanti alla legge perche' non era stata precedentemente fotografata l'area in
cui i loro impianti hanno causato tali disastri.
Questo,
insieme alla mancanza in vari paesi sottosviluppati o in via di sviluppo di una
giurisprudenza che preveda reati contro l'ambiente, non permette a nessuna
organizzazione internazionale di inchiodare le aziende alle loro responsabilita'. Al fine di coadiuvare il lavoro del
tribunale internazionale,
L'attivita' dell'accademia proseguira'
con il Venezia World Forum 2009. Il 2 e 3 ottobre
prossimi una conferenza per l'istituzione della corte penale internazionale
dell'ambiente ospitera' capi di stato e di governo,
premi Nobel, rappresentanti di istituzioni internazionali ed europee, del mondo
accademico e della societa' civile che avranno l'opportunita' di dimostrare insieme il loro impegno per
proteggere
7. MONDO.
MARINA FORTI: PROCESSO ALLA SHELL
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 2
giugno 2009 col titolo "Un processo alla Shell"]
Il
tribunale federale distrettuale di New York sta istruendo un processo che
potrebbe segnare un precedente. Imputata e' infatti
una delle maggiori aziende petrolifere mondiali, la anglo-olandese Royal Dutch Shell.
Nella parte dei querelanti sono due organizzazioni statunitensi per la
giustizia ambientale, il Center for Constitutional Rights e Earth Rights International, per
conto dei familiari delle nove persone impiccate il 10 novembre del 1995 dal
governo militare della Nigeria. L'esecuzione dello scrittore attivista Ken Saro-Wiwa e degli altri attivisti di un pacifico movimento
per i diritti del popolo Ogoni e contro la
devastazione ambientale nel delta del Niger sollevo'
un'ondata di indignazione: ordinata al termine di un processo costruito, senza
prove ne' diritti della difesa, era un'esecuzione
sommaria. Allora
Ora sara' costretta a ricordare. Nel procedimento legale che
dovrebbe cominciare proprio oggi e' accusata di complicita'
nell'esecuzione di Ken Saro-Wiwa e nelle violazioni
dei diritti umani degli Ogoni compiute dal regime
militare, con accuse che includono complicita' in
esecuzioni sommarie, crimini contro l'umanita',
tortura, arresti arbitrari, trattamenti inumani e altro. La tesi dell'accusa e'
che tra il 1990 e il '95 Shell chiese all'esercito
nigeriano di intervenire a proteggere i suoi impianti dalla
montante protesta della popolazione locale; i raid dei militari contro i
villaggi ogoni, le rappresaglie contro chi
protestava, le retate di attivisti e tutto il resto avvennero dunque con
l'assistenza logistica e il finanziamento della compagnia petrolifera. Questo
cercheranno di documentare gli avvocati delle due organizzazioni americane.
I
procedimenti legali sono per la verita' due: "Wiwa versus Royal Dutch Shell", e "Wiwa versus Anderson" - si tratta del signor Brian
Anderson, che a meta' degli anni '90 era il direttore
generale (managing director)
di Shell - e includono anche il caso di torture,
detenzione e esilio forzato per il fratello di Ken Saro-Wiwa,
Owens Wiwa, che sara' in aula tra i querelanti - come anche il figlio dello
scrittore-attivista, Ken Wiwa junior.
Il processo
potrebbe fare storia per almeno due motivi. Uno e' che sara'
un raro caso in cui una grande azienda multinazionale e' chiamata a rendere
conto in un tribunale Usa del suo comportamento in territorio straniero (prima
d'ora solo un caso e' arrivato fino al dibattimento in aula: quello di un
gruppo di profughi birmani contro la compagnia petrolifera Unocal).
L'altro e'
che riaccendera' i riflettori sulla maledizione che
e' il petrolio: una grande ricchezza naturale che pero'
non ha migliorato la vita della popolazione, anzi ha devastato l'ambiente,
inquinato canali e terreni (si calcolano 1,5 milioni di tonnellate di greggio
l'anno sversate), impoverito quei 27 milioni di
persone che per tre quarti sopravvivono di pesca e agricoltura. Oggi
Aveva
dichiarato Ken Saro-Wiwa durante il processo-farsa
che si concluse col suo omicidio: "La guerra ecologica che la compagnia ha
condotto nel delta sara' prima o poi chiamata in
causa e i crimini di quella guerra saranno puniti".
8.
RIFLESSIONE. NATALIA RODRIGUEZ: PER CONTRASTARE
[Dal quotidiano "L'Unita'" del 31
gennaio 2009 col titolo "Violenza sessuale. La repressione non basta. Bisogna ripartire dall'educazione dell'uomo"]
Pochi anni
fa l'apparizione di un seno alla televisione americana in orario di massimo
ascolto provoco' uno scandalo pazzesco. Justin
Timberlake e Janet Jackson cantavano nell'intermezzo della partita finale dal
campionato di football americano. Un gesto, una provocazione o magari una
strategia commerciale, chissa', ma milioni di persone
si trovarono di fronte a un capezzolo inaspettato, e scoppio'
una grande polemica. Per un seno. Il rapporto fra gli americani e l'immaginario
sessuale e' molto complesso. Un seno in televisione puo'
essere considerato un attacco ai valori americani, mentre i giovani si trovano
a gestire una sessualita' complessa.
Nel bagno
dalla Stokes Library si
possono trovare alcuni poster dove si legge: "Una donna su quattro di
questa universita' e' sopravvissuta a una aggressione sessuale o ha affrontato un tentativo di
violenza durante il corso di laurea". Messaggi per la prevenzione sono
frequenti anche in scuole, bar e biblioteche. Nonostante i poster e le buone
intenzioni, purtroppo il messaggio sembra non raggiungere lo scopo. I
comportamenti violenti nei confronti delle donne non demordono. Il numero delle
aggressioni resta troppo alto. La campagna di prevenzione fin qui messa in atto
non e' sufficiente. Cosa e dove si sta sbagliando?
Alcuni
studi sottolineano come sarebbe opportuno, a questo punto, promuovere
iniziative che agiscano puntando a ridurre il tasso di accettazione dei
comportamenti violenti contro le donne nella societa'
e in particolare nei gruppi dove soprattutto negli ambienti universitari e'
attiva una tolleranza sottotraccia nei confronti di questo tipo di violenza.
Nei bagni delle universita' americane si possono
trovare anche poster contro l'alcolismo. Il problema e' che i messaggi
veicolati da queste campagne sono contraddittori.
Se da un
lato si dice: "La maggioranza degli studenti beve tra quattro e sei
bicchieri in una notte di festa", dall'altra si afferma: "questa quantita' e' eccessiva ed
e' dannosa per la vostra salute". La contraddizione sta nel fatto che
questo doppio messaggio mette in luce un comportamento sociale molto popolare e
allo stesso tempo condannato. Nei campus americani si beve molto e lo stato
d'ubriachezza e' frequente. Ed e' proprio la condizione d'ubriachezza uno dei
fondali piu' importanti della violenza sessuale.
*
Questi
messaggi non sono efficaci
Un poster
da solo non ce la puo' fare. Ma puo'
far si' che all'interno dei gruppi gli studenti
inizino a parlare tra loro su questo tema. Allora il gruppo diventa il fulcro
di una nuova politica d'intervento. Perche'? Perche' e' proprio il gruppo il nucleo fondamentale su cui
poggia la tolleranza nei confronti di comportamenti violenti contro le donne e
in questo l'alcol gioca un ruolo spesso decisivo.
Dalla fine
degli anni '
Il punto di
partenza di questo lavoro era molto chiaro: quasi tutti i fattori che
favoriscono l'aggressione sessuale si coltivano all'interno di gruppi maschili;
di conseguenza i programmi sono stati portati avanti da psicologi uomini
specializzati. Questo programma ha prodotto risultati apprezzabili.
Qualcuno si
e' chiesto: non sarebbe forse meglio minacciare gli aggressori con pene piu' dure? I fatti dimostrano che e' una strada
improduttiva. Nella James Madison le indagini hanno evidenziato che gli uomini
e anche le donne non davano valore al "consenso" nelle relazioni
sessuali. Anzi, gli studi hanno dimostrato che gli uomini non riconoscevano le
donne come compagne se nel gruppo questa percezione non era acquisita come
positiva. Cosa possono punizioni piu' severe contro
una cultura ben radicata che toglie valore fondamentale al "consenso"
nelle relazioni tra uomini e donne?
Sono stati
costruiti messaggi destinati esclusivamente alle donne. Alcuni di questi
lavorano affidando alla paura un ruolo di governo delle scelte e dei
comportamenti. Uno spot della televisione italiana mostra una donna che cammina
sola nella notte. Un uomo la segue e la blocca per il braccio; la voce fuori
campo recita : "fai attenzione, questo puo' succedere anche a te".
La paura puo' convincere tutte le donne a restare chiuse in casa la
sera, ma non evitera' la violenza sessuale che si
consuma all'interno dei gruppi d'amici o spessissimo nella propria casa. La
paura non aiutera' le donne. Gli studi fin qui
compiuti tendono invece a dare importanza a tutti gli strumenti utili a
rafforzare il controllo della paura nello scenario della violenza sessuale.
*
Il ruolo
degli uomini
Un aspetto
interessante di questo nuovo approccio e' il ruolo degli uomini: in questa
direzione vengono infatti assunti come soggetti della
soluzione e non piu' solo come causa del problema. Da
qui l'opportunita' e l'urgenza di promuovere a tutti
livelli una normativa sociale che convinca l'uomo ad accettare la pari dignita' della donna. A
partire ovviamente dalle relazioni all'interno dei gruppi.
9. LIBRI.
ZYGMUNT BAUMAN: L'ARTE DI ESISTERE
[Dal quotidiano "
Ognuno di
noi e' artista della propria vita: che lo sappia o no, che lo voglia o no, che
gli piaccia o no. Essere artista significa dare forma e struttura a cio' che altrimenti sarebbe informe e indefinito. Significa
manipolare probabilita'. Significa imporre un
"ordine" a cio' che altrimenti sarebbe
"caos": "organizzare" un insieme
di cose ed eventi che altrimenti sarebbe caotico (casuale, fortuito e dunque
imprevedibile), rendendo cosi' piu'
probabile il verificarsi di certi eventi anziche' di
altri.
A chi
dovremo ispirarci per sapere come organizzare (e organizzarci), se non ai
professionisti, a chi e' responsabile di quelle entita'
che si chiamano "organizzazioni"?
Fino a
pochissimo tempo fa il concetto di "organizzazione" era entrato a far
parte dell'uso comune associato a grafici, diagrammi, organigrammi,
dipartimenti, tempistiche, regolamenti; alla vittoria dell'ordine (di uno stato
in cui si fa in modo che alcuni eventi siano molto piu'
probabili di qualsiasi altro) sul caos (su uno stato
in cui ogni cosa ha la stessa probabilita' o una probabilita' incalcolabile di accadere).
Ho scritto
"fino a pochissimo tempo fa" perche' oggi,
entrando nella sede centrale di un'organizzazione, si sentono soffiare i venti
del cambiamento. Qualche anno fa Joseph B. Pine e James H. Gilmore
pubblicarono un libro, L'economia delle esperienze, il cui titolo (sicuramente
anche grazie all'aiuto dalle credenziali della Harvard
Business School) accese immediatamente la fantasia
degli studenti di Economia aziendale, elevando l'attuale modo di pensare di
direttori e presidenti di aziende a nuovo paradigma degli studi di
organizzazione. In un volume di stimolanti saggi pubblicato dalla Copenhagen Business
School Press, i curatori Daniel Hjorth
e Monika Kostera hanno
delineato in termini generali e con notevole ricchezza di particolari il
percorso dal vecchio paradigma organizzativo, imperniato sul
"management" e sulla priorita' del
controllo e dell'efficienza, al paradigma emergente, che guarda soprattutto
allo spirito imprenditoriale e sottolinea "le caratteristiche piu' vitali dell'esperienza: immediatezza, spirito ludico, soggettivita' e performativita'".
Niels Akerstrom,
docente alla Copenhagen Business School, paragona
l'attuale situazione del dipendente di un'organizzazione a quella che si vive
oggi da sposati o conviventi. L'analisi di Akerstrom
sulla tendenza a ridefinire le organizzazioni secondo uno schema simile a
quello delle relazioni d'amore ci rinvia a una trasformazione ancora piu' vasta, che e' probabilmente alla base del "cambio
di paradigma": alla trasformazione profonda del ruolo svolto nel contesto
liquido-moderno dai legami umani, in particolare dai rapporti d'amore e piu' in generale dall'amicizia. La loro forza d'attrazione
raggiunge oggi, a detta di tutti, livelli senza precedenti, ma e' inversamente
proporzionale alla capacita' di svolgere il ruolo
sperato e atteso, che era e resta la causa principale di quell'attrazione. E'
proprio perche' siamo disponibili ad "amicizie e
unioni profonde", proprio perche' lo desideriamo
piu' forte e disperatamente che mai, che i nostri
rapporti sono pieni di rumore e furore, carichi di
ansia e in perenne allerta.
Vorremmo la
mano disponibile di una persona amica, affidabile, fedele, alla "finche'-morte-non-ci-separi", che ci venga tesa
sicuramente, prontamente e di buon grado in qualsiasi momento si renda
necessaria, che sia come l'isola per il naufrago o l'oasi per chi si e' perso
nel deserto: sono queste le mani che ci occorrono, che vorremmo
attorno a noi, tanto piu' numerose tanto meglio.
Eppure. Nel
nostro ambiente liquido-moderno la fedelta' a vita e'
una grazia, inseparabile da varie disgrazie. Che fare se le onde cambiano
direzione, se emergono nuove opportunita' che
trasformano i rassicuranti punti di forza di ieri nelle minacciose debolezze di
oggi, gli averi che un tempo ci si teneva stretti in fastidiose zavorre, i
giubbotti salvagente in cinture con i piombi?
"Dov'e'
il confine tra il diritto alla felicita' personale e
al nuovo amore e l'egoismo esasperato disposto a mandare in frantumi la
famiglia, e magari a danneggiare i figli?", si chiede Ivan Klima. Tracciare questo confine con
precisione puo' essere doloroso, ma di una cosa possiamo
esser certi: quel confine, ovunque sia, viene violato nel momento in cui l'atto
di stringere e sciogliere legami tra gli uomini e' dichiarato moralmente
indifferente e neutro, sollevando a priori gli attori dalla responsabilita'
delle reciproche conseguenze di cio' che fanno: da
quella stessa responsabilita' incondizionata che
l'amore promette, nella buona e nella cattiva sorte, e che lotta per costruire
e conservare. "La creazione di una relazione buona e
durevole", in netta opposizione alla ricerca di godimento attraverso
oggetti di consumo, "richiede uno sforzo enorme".
Per farla
breve: l'amore non e' qualcosa che si possa trovare, non e' un objet trouve' o un ready-made. E' qualcosa che richiede di essere creato e
ricreato ogni giorno, ogni ora; che ha bisogno di essere costantemente
risuscitato e riaffermato e richiede attenzione e cure. In linea con la
crescente fragilita' dei legami umani, con l'impopolarita' degli impegni a lungo termine, con
l'eliminazione dei "doveri" dai "diritti" e l'elusione di
ogni obbligo che non sia "verso se stessi" ("me lo devo",
"me lo merito", e via dicendo) si tende a vedere nell'amore qualcosa
che e' perfetto dall'inizio oppure e' fallito, e che dunque e' meglio
abbandonare e sostituire con esemplari "nuovi e migliorati", si spera
davvero perfetti. Un simile amore non sopravvivra' al
primo piccolo litigio, e tanto meno al primo serio disaccordo e scontro.
La felicita' - per richiamare la diagnosi di Kant - non e' un ideale della ragione, ma
dell'immaginazione. E lo stesso Kant avverti' che dal legno storto dell'umanita'
non si sarebbe mai potuto ricavare nulla di dritto.
John Stuart Mill parve riunire entrambe le nozioni in
un avvertimento: chiediti se sei felice e cesserai di esserlo. Gli antichi
probabilmente gia' lo sospettavano ma, guidati dal
principio Dum spiro, spero - finche' c'e' vita, c'e'
speranza -, sostenevano che senza duro lavoro la vita non offrirebbe nulla che
abbia valore. Duemila anni dopo, questo suggerimento non ha perso affatto la
sua attualita'.
10. LIBRI.
ALAIN TOURAINE: PERCHE' LE DONNE SALVERANNO IL MONDO
[Dal quotidiano "
Nelle
nostre societa' invecchiate, indebolite e allo stesso
tempo addolcite, emerge con forza l'esigenza collettiva di combattere gli
effetti negativi della modernizzazione, che ha creato forme di dominio estreme
e ha distrutto la natura conquistandola. Noi cerchiamo di ricomporre
un'esperienza collettiva e individuale che e' stata lacerata. Si tratta di
ristabilire una relazione tra i termini che le fasi anteriori della
modernizzazione avevano contrapposto gli uni agli altri: il corpo e la mente,
l'interesse e l'emozione, l'altro e il medesimo. E' questo il grande progetto
del mondo attuale, il progetto da cui dipende la nostra sopravvivenza, come
ripetono i militanti dell'ecologia politica. Ma chi sono gli attori di questa
ricostruzione? Chi occupa il posto centrale che nella societa'
industriale fu degli operai, e, in un passato piu'
lontano, dei mercanti che distrussero il sistema feudale?
La mia
risposta e' che sono le donne a occupare questo posto, perche'
sono state piu' di altri vittime della polarizzazione
di societa' che hanno accumulato tutte le risorse
nelle mani di un'elite dirigente costituita da uomini bianchi, adulti, padroni
o proprietari di ogni specie di reddito e i soli a poter prendere le armi. Le
donne sono state considerate allora come non-attori, private di soggettivita', definite tramite la loro funzione piu' che la loro coscienza. Per verificare questa ipotesi,
ho ascoltato voci di donne, un modo di procedere poco frequente poiche' di solito si parla di vittime ridotte al silenzio
piuttosto che desiderose di far ascoltare la propria voce. Il metodo seguito,
che deve essere valutato sia per i suoi limiti che per la sua originalita', consiste nel mostrare che la nuova
affermazione di se' da parte delle donne e'
direttamente e profondamente legata al rovesciamento culturale. Questo fa delle
donne le attrici sociali piu' importanti, ma ha come
contropartita il fatto che la loro azione non presenta le caratteristiche
tipiche dell'azione dei movimenti sociali, fra i quali
rientrava, in un passato ancora recente, lo stesso movimento femminista.
Coscienza femminile e mutazione sociale non sono piu'
separabili: le donne costituiscono un movimento culturale piu'
che un movimento sociale.
Mi viene
rimproverato di attribuire un'eccessiva importanza alla coscienza femminile
proprio nel momento in cui le lotte femministe avrebbero ormai perso la loro radicalita' e la loro visibilita'.
Perche' scegliere le donne come figura centrale della
nostra societa' quando le disuguaglianze crescono, la
violenza si intensifica a livello internazionale ed eserciti e terrorismo si
affrontano? Perche' non accordare ai grandi dibattiti
politici l'importanza che meritano nella misura in cui cercano di tenere
insieme unita' e diversita',
innovazione e tradizione? In fin dei conti, coloro che, uomini e donne,
rifiutano nel modo piu' completo il mio modello di
approccio, sono proprio quelli che credono che la dimensione del genere stia a
poco a poco perdendo importanza nella vita sociale. (...)
Il
rovesciamento che ci conduce da una societa' di
conquistatori del mondo a una incentrata sulla
costruzione di se' ha portato alla sostituzione della
societa' degli uomini con una societa'
delle donne. Non c'e' ragione di pensare che la precedente riduzione delle
donne in uno stato di inferiorita' lasci ora il posto
all'uguaglianza. Le donne, oggi, hanno, rispetto agli uomini, una capacita' maggiore di comportarsi come soggetti. Sia perche' sono loro a farsi carico dell'ideale storico della
ricomposizione del mondo e del superamento dei vecchi dualismi, sia perche' mettono piu' direttamente
al centro il proprio corpo, il proprio ruolo di creatrici di vita e la propria sessualita'. Per un lungo periodo sono stati gli uomini a
determinare il corso della storia e a manifestare una forte coscienza di se'. Ma da alcuni decenni ormai, e per un tempo indeterminato
(forse senza una fine prevedibile), siamo entrati in una societa'
e viviamo vite individuali il cui "senso" e' sempre piu' nelle mani, nella testa e nel sesso delle donne, e
sempre meno nelle mani, nella testa e nel sesso degli uomini.
Riassumendo:
l'importante e' scegliere. La categoria delle donne, dato che non si puo' dare di essa una definizione interamente sociale, deve
forse essere considerata piu' debole di una categoria
che ha un significato piu' specificamente sociale,
economico o culturale? O, al contrario, bisogna ritenere che al di sopra dei
gruppi sociali reali, dei loro interessi e delle loro forme di azione
collettiva e' necessario collocare le donne intese
come categoria e allo stesso tempo come agenti piu'
di quanto non lo siano gli uomini, perche' in grado
di mettere in discussione i problemi e gli orientamenti fondamentali della
cultura? La prima risposta e' stata scelta da molti, in particolare dai
marxisti, soprattutto, oggi, dagli uomini e dalle donne che difendono il
multiculturalismo. Ovviamente io sono tra quelli che hanno scelto la seconda
risposta. L'universalismo, che so essere un attributo centrale della modernita', e' sinonimo di difesa dei diritti individuali e
dei risultati della scienza. E l'importanza fondamentale del femminismo e' che,
al di la' delle lotte contro la disuguaglianza e
l'ingiustizia, ha formulato e difeso i diritti fondamentali di ogni donna,
ovvero: il diritto di essere un individuo libero, guidato dai propri stessi
orientamenti e dalle proprie capabilities, per usare
la formula di Amartya Sen che Paul Ricoeur ha ben tradotto con l'espressione "poter
essere".
11.
RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI VITERBO E S'IMPEGNA PER
Per
informazioni e contatti: Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti: e-mail:
info@coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per
contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta@libero.it
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COI PIEDI
PER TERRA
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Supplemento
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Direttore
responsabile: Peppe Sini. Redazione:
strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Numero 199
dell'8 giugno 2009
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