===================
COI PIEDI PER TERRA
===================
Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 185 del 6 maggio 2009
In questo numero:
1. Dacia Maraini: L'aeroporto tra le terme
3. Una lettera all'assessore ai Lavori Pubblici della Regione
Lazio
4. Comitato no aeroporto di Frosinone-Ferentino:
Frosinone e Viterbo uniti nell'opposizione a nuovi folli mega-aeroporti
5. Una lettera da Viterbo all'"Assemblea permanente no
F-35" di Novara
6. Una lettera da Viterbo alla Campagna per la smilitarizzazione
di Sigonella
7. Un estratto da "Un piano per salvare il pianeta" di
Nicholas Stern
8. Hannah Arendt:
Consumismo
9. Vandana Shiva: Nove principi alla
base della democrazia dell'acqua
10. Per contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto
di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo
1. EDITORIALE. DACIA MARAINI: L'AEROPORTO TRA LE TERME
[Dal "Corriere della sera" del 5 maggio 2009 col titolo
"L'aeroporto tra le terme". Siamo assai grati alla grande scrittrice
ed intellettuale per aver scritto questo articolo apparso nell'autorevole
pagina delle opinioni e commenti del "Corriere della sera"]
C'e' qualcosa di dissennato nel mito del progresso tecnologico
senza limiti? Lo dicono in molti. Il progresso tecnologico non guidato e non
controllato porta all'inquinamento, al disastro ecologico, agli abusi contro il
territorio, allo sperpero dei soldi pubblici, alle malattie. E ci sono sempre
nuovi dati che lo confermano. Eppure chi insegue il pericoloso mito del
progresso illimitato dice il contrario. Per costoro non puo'
che portare ricchezza, benessere, lavoro e civilta'.
Ma prendiamo un caso particolare: il progetto di un
mega-aeroporto in una zona di grande valore archeologico e termale. La piccola
e bellissima citta' di Viterbo con i suoi dintorni
che mantengono vive le memorie della civilta'
etrusca, e' stata scelta per la realizzazione di un gigantesco aeroporto del
"mordi e fuggi" come lo definiscono i viterbesi. Li'
in mezzo a un ricchissimo giardino archeologico, distruggendo resti preziosi,
invadendo l'area termale chiamata Bulicame, si vorrebbero gettare tonnellate di
cemento per un turismo diretto soprattutto verso Roma.
Curioso questo fatto: mentre le linee aeree perdono clienti ed
entrano in crisi, gli aeroporti aumentano. Non e' una contraddizione? Ora ogni
piccola citta' pretende di avere il volo sotto casa
per raggiungere le varie citta' del mondo.
Naturalmente sono soldi che circolano, aziende che si arricchiscono, aerei che
vengono comprati e venduti, biglietti che costano sempre meno. Ma qualcuno
pensa alle conseguenze sul territorio, sul clima, sulla salute?
Il "Comitato contro l'aeroporto di Viterbo e per la
riduzione del trasporto aereo", guidato da Antonella Litta,
ha le idee chiare. Le sue battaglie vengono combattute soprattutto in rete, in
collaborazione con il "Centro di ricerca per la pace" guidato da
Peppe Sini. I due Comitati danno voce ai cittadini,
ai medici, ai geologi, agli ambientalisti. Spediscono lettere alle istituzioni
governative. Chiedono un freno all'irresponsabile foga di cementificare e
adulterare il Paese. Spiegano con razionalita' le
ragioni del no. Che non riguardano solo Viterbo ma tutto il nostro gia' troppo martoriato paese. Lo sviluppo tecnologico,
ricordano, non puo' imporsi sulle leggi della natura
che alla lunga si ribella provocando disastri: alluvioni, slavine, smottamenti,
siccita', avvelenamento dell'acqua e dell'aria.
Certo e' comodo volare da un aeroporto sotto casa nelle piu' belle citta' del mondo. Ma
quanto ci costerebbe questa comodita'? Intanto
riflettiamo sul fatto che il traffico aereo contribuisce in larga misura al
surriscaldamento del clima. E proprio nel momento in cui l'Italia prende seri
impegni per ridurre il surriscaldamento, ci mettiamo a progettare nuovi
aeroporti? Certo la moltiplicazione dei voli puo'
fare girare provvisoriamente il mercato, ma alla lunga risulta anche
antieconomica perche' e' energivora.
Mentre "l'umanita' ha bisogno di una economia della sobrieta' e
della condivisione che consideri i limiti della biosfera e della scarsita' delle risorse". Lo Stato si mostra generoso
e avaro nello stesso tempo: con una mano da' soldi alle Compagnie aeree e con
l'altra taglia i costi ambientali e sociali che vengono poi pagati dalle
popolazioni piu' indifese e indigenti. Ha senso tutto
questo?
2. EDITORIALE. L'ISTIGATORE MALACCORTO
Un assessore del Comune di Viterbo chiede al Ministro dei
Trasporti di adoperarsi per dare al piu' presto
inizio alla realizzazione di un mega-aeroporto a Viterbo in flagrante
violazione delle leggi italiane ed in flagrante violazione degli strumenti di
pianificazione territoriale ed urbanistica vigenti (e dei relativi vincoli di
salvaguardia).
Scrive infatti l'assessore al ministro,
con piglio d'altri tempi: "Il nostro motto e' partire o meglio partire
immediatamente". E par quasi di sentir sbattere i tacchi.
*
E
E la flagrante violazione del piano regolatore del Comune di
Viterbo?
E l'illegalita' della distruzione dei
beni archeologici che si trovano nell'area?
E la devastazione dell'area termale del Bulicame nel cui cuore
si vorrebbe realizzare il mega-aeroporto?
E il danno alla salute e alla sicurezza dei cittadini dei
quartieri piu' prossimi all'area?
E i 31 fattori ovvero elementi critici concretamente ostativi ed
effettualmente irrisolti che occupano ben dieci delle
22 pagine della recente relazione ministeriale, 31 elementi ostativi di cui
alcuni sono palesemente, decisamente e definitivamente insormontabili?
Sono solo alcuni dei molti quesiti che meriterebbero attenzione
e risposta. Altro che le chiacchiere da caffe' e la
propaganda per i gonzi cui da due anni tanta parte del ceto politico viterbese
e' dedita, tra insipienza ed irresponsabilita', mistificanti
farneticazioni e mire speculative.
*
"Partire immediatamente", si legge nella prosa
assessorile.
E il rispetto del diritto e dei diritti? Il rispetto delle leggi
in vigore?
Quell'assessore sa bene che "partire immediatamente"
con l'opera e' impossibile, sia per ragioni di fatto, sia per ragioni di
diritto. E sa bene che se il ministro desse il via ai lavori del mega-aeroporto
in flagrante violazione di legge commetterebbe un reato previsto e punito dal
codice.
Quell'assessore e' un avvocato: suvvia, possibile che non
ricordi che l'istigazione a delinquere e' anch'essa un reato?
3. DOCUMENTI. UNA LETTERA ALL'ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI DELLA
REGIONE LAZIO
All'Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio
e per opportuna conoscenza: al Presidente della Commissione
Lavori Pubblici della Regione Lazio, al Presidente della Giunta Regionale del
Lazio, al Ministro ai Lavori Pubblici
Oggetto: Opposizione alla realizzazione a Viterbo di un
mega-aeroporto che devasta beni insostituibili, e' nocivo per la popolazione,
sperpera ingenti risorse pubbliche, e' in contrasto con le norme ed i vincoli
di salvaguardia del territorio, viola le leggi in vigore.
*
Egregio assessore,
con la presente le segnaliamo alcune ragioni di opposizione alla
realizzazione a Viterbo di un mega-aeroporto che devasta beni insostituibili,
e' nocivo per la popolazione, sperpera ingenti risorse pubbliche, e' in
contrasto con le norme ed i vincoli di salvaguardia del territorio, viola le
leggi in vigore.
Come abbiamo gia' ripetutamente
scritto ad alcuni suoi colleghi di Giunta (la cui protratta sordita' non poco ci sconcerta):
1. il mega-aeroporto ricadrebbe nell'area termale del Bulicame,
un bene di estrema rilevanza naturalistica, storica, culturale, terapeutica,
sociale ed economica; un bene peculiare ed irrinunciabile che la realizzazione
dell'opera mega-aeroportuale devasterebbe irreversibilmente;
2. il mega-aeroporto ricadrebbe su un'area di rilevantissime
emergenze archeologiche e relativi vincoli di salvaguardia;
3. il mega-aeroporto avrebbe effetti assai gravi sulla salute,
la sicurezza e la qualita' della vita della
popolazione viterbese;
4. il mega-aeroporto devasterebbe un'area pregiata anche dal
punto di vista delle colture agricole;
5. il mega-aeroporto avrebbe un impatto assai negativo sull'Orto
botanico sito nelle immediate vicinanze e sull'attivita'
di ricerca scientifica dell'Universita' della Tuscia;
6. inoltre la rete infrastrutturale viterbese - gia' inadeguata - collasserebbe immediatamente se venisse
realizzato il mega-aeroporto;
7. un mega-aeroporto illecito e irrealizzabile, nocivo e
distruttivo, costituirebbe inoltre un colossale sperpero di pubblico denaro
configurabile non solo come illecito amministrativo ma anche come reato penale
in capo a quanti se ne rendessero corresponsabili;
8. il mega-aeroporto confligge con il
Piano territoriale paesaggistico regionale e relativi vincoli di salvaguardia;
9. il mega-aeroporto confligge con il
Piano regolatore generale del Comune di Viterbo e relativi vincoli di salvaguardia;
10. la decisione ministeriale che avviava le procedure per la
realizzazione del mega-aeroporto e' viziata ab
ovo da colossali errori di fatto oltre che procedimentali tali da invalidarla
in toto;
11. ai sensi della vigente legislazione italiana ed europea il
mega-aeroporto e' del tutto privo dei requisiti richiesti (non vi e' ne' un vero e proprio progetto, ne' Valutazione d'impatto
ambientale - Via -, ne' Valutazione ambientale strategica - Vas
-).
A lei, che ha la responsabilita'
dell'assessorato regionale ai Lavori Pubblici non puo'
sfuggire la rilevanza di quanto precede e come cio' chiami in causa anche precise responsabilita'
amministrative ed obblighi di legge in capo all'organo esecutivo regionale di
cui fa parte e dei singoli membri di esso.
Le segnaliamo altresi' che oltre a
numerosissimi cittadini, hanno espresso una esplicita
opposizione all'opera anche illustri scienziati e cattedratici di fama
internazionale, autorevoli rappresentanti delle istituzioni - a cominciare
dalla vicepresidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini
-, figure prestigiose delle istituzioni, della cultura e della societa' civile come Ferdinando Imposimato,
Guglielmo Epifani, Francesco Guccini, Dacia Maraini, padre Alex Zanotelli e
molti altri.
Restiamo a disposizione per ogni ulteriore informazione ed
opportuno chiarimento (e la rinviamo fin d'ora alla vasta documentazione
disponibile nel sito www.coipiediperterra.org).
Restando altresi' in attesa di un
cortese riscontro, distinti saluti,
Antonella Litta, portavoce del
Comitato che si oppone alla realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti
Peppe Sini, responsabile del Centro di
ricerca per la pace di Viterbo
Viterbo, 2 maggio 2009
4. SOLIDARIETA'. COMITATO NO AEROPORTO DI
FROSINONE-FERENTINO: FROSINONE E VITERBI UNITI DELL'OPPOSIZIONE A NUOVI FOLLI
MEGA-AEROPORTI
[Dal Comitato no aeroporto "in"civile di Frosinone-Ferentino (per contatti: e-mail:
noaeroporto.fr@libero.it, sito:
www.noaeroporto-ferentino-frosinone.blogspot.com/, per contattare
direttamente il portavoce del comitato,
Marco Maddalena: tel. 33839779412, e-mail: maddalenamarco@libero.it) riceviamo
e diffondiamo]
Al comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti
Carissime e carissimi tutti,
Vi ringraziamo per la vostra solidarieta'
e vi inviamo la nostra.
Crediamo che sia necessario impegnarsi nei territori contro
progetti infrastrutturali che vanno irreversibilmente a impattare in modo
negativo sulle risorse naturali e sulla salute della popolazione. In tal senso
ci dispiace constatare che si autorizzano nella nostra regione progetti per la
realizzazione di nuovi folli mega-aeroporti, che non trovano nessuna compatibilita' ambientale e nessun fondamento economico,
senza ascoltare le popolazioni interessate, contravvenendo alle regole base
della democrazia.
Convinti che il rispetto dell'ambiente sia una ricchezza
inestimabile, che puo' dar vita a nuovi modelli di
sviluppo utili al rilancio sociale ed economico dei territori, continueremo
come voi nella difesa del nostro territorio oggetto da anni di devastazione
dell'ambiente e della salute dei cittadini.
Saluti solidali,
Il comitato no aeroporto "in"civile di Frosinone-Ferentino
Ferentino, 29 aprile 2009
5. SOLIDARIETA'. UNA LETTERA DA VITERBO ALL'"ASSEMBLEA
PERMANENTE NO F-35" DI NOVARA
All'"Assemblea permanente no F-35" di Novara
Carissime e carissimi tutti,
siamo impegnati contro il dissennato incremento del trasporto aereo
che devasta ambiente e salute e contribuisce in ingente misura al
surriscaldamento globale del clima.
E siamo naturalmente impegnati contro la guerra, il riarmo, le
violazioni dei diritti umani.
Vi esprimiamo quindi la nostra solidarieta'
e il nostro impegno nella lotta contro i cacciabombardieri F-35 e lo scellerato
sperpero di ingenti risorse pubbliche per finanziare la produzione di
abominevoli strumenti di morte.
Come e' stato evidenziato da piu'
parti, dissipare oltre 13 miliardi di euro del pubblico erario per nuove armi
assassine e' un crimine e una follia.
L'umanita' ha bisogno di pace, di
promozione dei diritti umani di tutti gli esseri umani, di scelte di giustizia ecoequosolidali e nonviolente,
di rispetto e difesa della biosfera.
Un fraterno e sororale saluto,
Il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti
Viterbo, 2 maggio 2009
6. SOLIDARIETA'. UNA LETTERA DA VITERBO ALLA CAMPAGNA PER
Alle persone ed ai movimenti impegnati nella Campagna per la
smilitarizzazione di Sigonella
Carissime e carissimi,
come comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo siamo
naturalmente solidali con tutte le iniziative democratiche, ecopacifiste
ed equosolidali contro la guerra, contro il riarmo, per i diritti umani di tutti
gli esseri umani, per la difesa della biosfera.
Ed a maggior ragione siamo solidali con la campagna per la
smilitarizzazione di Sigonella, che congiunge le
ragioni della difesa dell'ambiente e della difesa della pace nel campo
specifico che piu' ci interessa come comitato che
s'impegna particolarmente per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della
legalita' costituzionale e con un approccio
rigorosamente nonviolento.
Teniamoci in contatto.
Un forte abbraccio,
Il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti
Viterbo, 3 maggio 2009
7. LIBRI. UN ESTRATTO DA "UN PIANO PER SALVARE IL
PIANETA" DI NICHOLAS STERN
[Dal sito www.feltrinellieditore.it riprendiamo il seguente estratto
dal libro di Nicholas Stern, Un piano per salvare il pianeta, Feltrinelli,
Milano 2009, pp. 272, euro 16. Dalla stessa fonte riprendiamo
anche la seguente breve scheda di presentazione del libro: "I cambiamenti
climatici non sono solo una minaccia per l'ambiente, ma un pericolo gravissimo
per l'economia mondiale. Se non si agisce subito, il prezzo da pagare sara' troppo alto. Per tutti. 'Sarebbe folle ignorare un
messaggio cosi' forte e urgente' (Amartya
Sen, premio Nobel per l'economia). Nato su incarico del governo inglese e reso
pubblico alla fine del
Indice del volume
Ringraziamenti; Acronimi e abbreviazioni; Introduzione; 1. Perche' abbiamo un problema e come possiamo affrontarlo;
Quale pericolo e come rispondere; Dove ha fallito il mercato; Progettare una
politica sul clima; 2. I pericoli; Grandi rischi e grande incertezza; Dalle
persone alle emissioni; Dalle emissioni all'accumulo; Accumulo delle emissioni
e aumento della temperatura; Aumento di temperatura, cambiamenti climatici e
condizioni di vita; Gli scettici; 3. Come ridurre le
emissioni e a che prezzo; A quali obiettivi puntare; Come raggiungere gli
obiettivi; I costi dell'intervento; 4. Come adattarsi ai cambiamenti climatici;
Adattamento e riduzione delle emissioni: un confronto; Come adattarci; Sviluppo
e adattamento nei paesi poveri. Il costo della sfida; Adattamento nei paesi in
via di sviluppo e comunita' internazionale; 5. Etica,
sconto e necessita' di agire; I valori etici;
Diritti, responsabilita' e sostenibilita';
La scienza economica e il tasso di sconto; E'
possibile trovare i valori etici nel mercato? Quanto costa
non fare nulla; Come mai alcuni economisti hanno sbagliato in modo tanto
plateale? Come andare avanti; 6. Le politiche di riduzione delle emissioni;
Prezzi e mercati; Schemi di commercializzazione delle quote; Come sviluppare la
tecnologia; Come arrivare all'elettricita' a carbonio
zero: il caso della Germania; Ancora fallimenti del mercato; Responsabilita', discussione pubblica e scelte di vita; Comunita', progettazione urbana e trasporti pubblici;
Istituzioni e coalizioni per l'intervento; 7. Cittadini, aziende, comunita': la forza dell'esempio; Individuare le opportunita' e motivare comportamenti consapevoli;
L'opinione pubblica e la pressione sulle istituzioni politiche; Le aziende: opportunita', rischi e leadership; Le aziende e le
politiche di intervento; Comunita'; 8. La struttura
del patto globale; Gli elementi chiave necessari per un patto globale; Le fonti
di finanziamento; 9. Come costruire un'azione duratura; Mirare alto e
comprendere come si arriva alla collaborazione; Esempi concreti di politiche
sulle emissioni; La discussione e l'analisi; Come vanno
pensate le politiche in un'economia mondiale turbolenta; Le politiche di
sostegno all'accordo globale; Le strutture internazionali; 10. Un pianeta in
pericolo; Note; Bibliografia.
*
Dove ha fallito il mercato
Al cuore delle scelte di politica economica ci deve essere il
riconoscimento che l'emissione dei gas serra rappresenta un fallimento del
mercato. Quando emettiamo gas serra danneggiamo le prospettive di altri e, in
assenza di adeguate politiche correttive, non siamo tenuti ad accollarcene i
costi. Il mercato quindi fallisce, nel senso che il suo principale strumento di
coordinamento, i prezzi, in questo caso fornisce un'indicazione sbagliata. In
altre parole, i prezzi - per esempio del petrolio o dell'alluminio prodotto con
energia "sporca" - non corrispondono ai veri costi che la societa' deve sopportare per produrre o usare le merci. Nel
linguaggio degli economisti si direbbe che il costo sociale della produzione e
del consumo e' superiore al costo privato e quindi, in mancanza di un
intervento correttivo, il mercato spinge verso un'eccessiva produzione e un
eccessivo consumo di quei beni. Producendo e consumando quantita'
inferiori di tali beni e quantita' maggiori di altri,
possiamo generare quei margini economici necessari per migliorare il benessere
di tutti. Se il mercato viene lasciato senza interventi correttivi, finisce per
degenerare, producendo inefficienza e sprechi.
I fallimenti del mercato possono assumere forme diverse e le
politiche economiche servono in gran parte proprio a correggerli. Le forme
principali sono l'impossibilita' di accedere a un'informazione completa, gli
abusi di potere contrattuale e le "esternalita'".
Si parla di "esternalita'" quando le azioni
di qualcuno possono direttamente danneggiare gli altri, come accade, per
esempio, quando si scaricano sostanze tossiche in un fiume, si costruiscono
edifici che sono un pugno nell'occhio o si fuma in un ristorante.
A fronte di un fallimento del mercato, la risposta giusta non e'
quella di abbandonare il meccanismo della domanda e dell'offerta, ma di agire
direttamente per "ripararlo", ricorrendo per esempio alla leva
fiscale, a forme di controllo dei prezzi o all'intervento legislativo. Reagendo
in questo modo ai mutamenti climatici e adottando politiche
complementari in tema di tecnologia e deforestazione, si puo' raggiungere una crescita economica ininterrotta capace
di ridurre la poverta'. Al contrario, se si consente
al fallimento del mercato di diventare permanente si avranno danni all'ambiente
e interruzioni del processo di crescita destinati a sfociare in migrazioni e
conflitti. Per comprendere sia i pericoli sia le politiche da adottare, bisogna
esaminare in che modo si produce un fallimento del mercato e quali effetti puo' avere sulle generazioni future.
Le emissioni sono chiaramente un'esternalita'
e rappresentano quindi un fallimento del mercato, ma il loro impatto si
differenzia per esempio da quello della congestione o dell'inquinamento
localizzato per quattro caratteristiche fondamentali: sono di lungo periodo;
sono globali; presentano un'incertezza maggiore; si manifestano,
potenzialmente, su vasta scala. Le emissioni di gas serra rappresentano il
maggiore fallimento del mercato mai verificatosi. Al centro della nostra
analisi economica ci deve essere posto per un'etica dei valori sia transgenerazionale sia intergenerazionale; per la
collaborazione internazionale; per la presa di coscienza del rischio; insomma
per un cambiamento profondo, capace di contare molto di piu'
degli "incrementi marginali" del gergo degli economisti. Gran parte
delle analisi sui cambiamenti climatici degli ultimi due decenni e' fuorviante perche' non prende in considerazione questi aspetti o lo fa
solo in modo incompleto e superficiale.
Nei prossimi tre decenni la nostra azione in tema di
investimenti, di creazione e impiego dell'energia, di organizzazione dei
trasporti e di gestione delle foreste determinera' se
saremo o no in grado di tenere sotto controllo i cambiamenti climatici. Per una
risposta efficace saranno necessarie soprattutto nuove tecnologie e una
riduzione degli sprechi. Per cominciare a muoverci lungo un percorso di
sviluppo piu' sostenibile ci vuole un piano a lungo
termine: molti degli investimenti piu' gravosi,
infatti, hanno un ciclo di vita di vari decenni, come le centrali elettriche e
i grandi edifici.
Ragionando di politiche sui cambiamenti climatici, specialmente
quando si tratta dei tempi, si deve tener presente che c'e' un effetto di non
ritorno di cruciale importanza. Il flusso continuo di emissioni alimenta la
formazione nell'atmosfera di accumuli ad alta concentrazione di gas serra, che
vengono smaltiti solo con difficolta'. Quindi ogni
nostro ritardo si traduce in un incremento dell'accumulo di gas e sposta in
avanti, sulla scala delle difficolta' e del pericolo,
il nostro punto di partenza. A questo effetto di non ritorno si deve sommare la
lunga vita di esercizio degli investimenti: il risultato e' che le decisioni, i
piani e i sistemi incentivanti che metteremo in opera nei prossimi mesi e anni
sono destinati a condizionare profondamente il futuro della Terra.
Un'analisi che, come la nostra, voglia considerare come ridurre
in prospettiva i rischi per le generazioni a venire deve esaminare in modo
specifico la questione etica. Troppo spesso gli economisti eludono questo tipo
di considerazioni, con il pretesto che si tratta di temi non pertinenti o
sostenendo che le scelte etiche vengono "rivelate" proprio dagli
andamenti e dai risultati di mercato. Entrambe queste posizioni, pero', sono sbagliate. All'analisi degli economisti non si
ispirano solo le politiche economiche, ma anche i processi politici e le
valutazioni morali, dunque essa puo' aiutare a dar
forma alla discussione. Per esempio, puo' chiarire
l'effetto che diversi paradigmi di valori hanno sulle decisioni politiche e
mettere in luce eventuali contraddizioni. Mentre l'andamento dei mercati, anche
se puo' fornire alcune limitate indicazioni sui
valori, non potra' mai determinare quali valori
debbano guidare decisioni di tale importanza, responsabilita'
collettiva e durata temporale.
La seconda caratteristica dell'esternalita'
e' la sua natura globale. I gas serra producono lo stesso effetto sul
riscaldamento globale indipendentemente dal fatto che siano emessi a Londra, a
New York, a Sydney, a Pechino, a Delhi o a Johannesburg. Gli uragani e le
tempeste colpiscono con la stessa forza New Orleans o Mumbai, le inondazioni
sommergono l'Inghilterra proprio come il Mozambico, la siccita'
e' la stessa in Australia e nel Darfur, il livello
del mare si sta alzando sia in Florida sia in Bangladesh.
Qui vediamo manifestarsi una duplice ingiustizia: i paesi
poveri, che sono quelli meno responsabili dello stato attuale dell'accumulo di
gas serra, sono anche quelli colpiti per primi e piu'
duramente dagli effetti dei cambiamenti climatici. Al contempo la rapida
crescita economica della Cina, dell'India e di altri paesi li sta gia' trasformando in importanti fonti di emissione.
Sono i paesi ricchi ad avere le maggiori responsabilita'
dello stato attuale delle cose, non solo dal punto di vista storico. Spetta
quindi a loro prendere l'iniziativa e mostrarsi all'altezza della gravita' del momento, altrimenti l'azione globale e'
destinata a fallire. Ma il futuro del clima sulla Terra dipende soprattutto dai
paesi in via di sviluppo e dalle loro scelte: dal punto di vista demografico
questo e' il loro pianeta. Gia' oggi i paesi ricchi
rappresentano meno di un sesto della popolazione globale; nel 2050 non saranno
che un nono, poco piu' del 10 per cento. Le grandi
nazioni in via di sviluppo giocheranno quindi un ruolo centrale
nell'organizzazione e nella gestione dell'azione internazionale che dovra' proteggere il loro stesso futuro. E' una profonda
ingiustizia che la difficile situazione in cui ci troviamo sia in gran parte
frutto del comportamento dei paesi ricchi, ma i numeri relativi alla
popolazione e alle emissioni future sono tali che un piano d'azione che veda
coinvolti solo loro non risulterebbe credibile.
La terza e la quarta caratteristica dell'esternalita',
cioe' la centralita' del
rischio e la larga scala dei possibili effetti negativi, determinano sia la
struttura dell'argomentazione sia il metodo di analisi. Non si tratta di un
investimento per una nuova infrastruttura come un ponte o una strada. In quel
caso il rapporto costi-benefici sarebbe interpretabile correttamente sulla base
di un incremento marginale nel quadro di un dato percorso di crescita del
sistema economico nel suo complesso. Ma parlando di mutamenti climatici discutiamo
di strategie riguardanti percorsi di crescita (o di declino) per l'economia
globale nel suo complesso, in un quadro di dati incerti. Sia gli strumenti di
analisi sia le valutazioni politiche devono essere adeguati per affrontare
direttamente questo tipo di situazione. Sembra impossibile, ma finora troppe
discussioni hanno affrontato le politiche sui cambiamenti climatici come se
fossero decisioni riguardanti un singolo investimento in un contesto ben
definito, proprio come quando si pensa a un nuovo ponte. Per un ponte la
tradizionale analisi economica (beneficio marginale contro costo marginale) va
sicuramente bene, ma nel caso del clima le interazioni fra i vari parametri
economici sono molto piu' complicate e profonde.
8. MAESTRE. HANNAH ARENDT: CONSUMISMO
[Da Hannah Arendt,
Tra passato e futuro, Garzanti, Milano 1991, p. 272.
Hannah Arendt e' nata ad Hannover da
famiglia ebraica nel 1906, fu allieva di Husserl, Heidegger e Jaspers; l'ascesa del
nazismo la costringe all'esilio, dapprima e' profuga in Francia, poi esule in
America; e' tra le massime pensatrici politiche del Novecento; docente,
scrittrice, intervenne ripetutamente sulle questioni di attualita'
da un punto di vista rigorosamente libertario e in difesa dei diritti umani; mori' a New York nel 1975. Opere di Hannah
Arendt: tra i suoi lavori fondamentali (quasi tutti
tradotti in italiano e spesso ristampati, per cui qui di seguito non diamo
l'anno di pubblicazione dell'edizione italiana, ma solo l'anno dell'edizione
originale) ci sono Le origini del totalitarismo (prima edizione 1951), Comunita', Milano; Vita Activa
(1958), Bompiani, Milano; Rahel Varnhagen
(1959), Il Saggiatore, Milano; Tra passato e futuro (1961), Garzanti, Milano;
La banalita' del male. Eichmann a Gerusalemme (1963),
Feltrinelli, Milano; Sulla rivoluzione (1963), Comunita',
Milano; postumo e incompiuto e' apparso La vita della mente (1978), Il Mulino,
Bologna. Una raccolta di brevi saggi di intervento politico e' Politica e
menzogna, Sugarco, Milano, 1985. Molto interessanti i
carteggi con Karl Jaspers (Carteggio 1926-1969.
Filosofia e politica, Feltrinelli, Milano 1989) e con Mary McCarthy (Tra
amiche. La corrispondenza di Hannah Arendt e Mary McCarthy 1949-1975, Sellerio, Palermo 1999). Una recente raccolta di scritti vari e' Archivio Arendt. 1. 1930-1948, Feltrinelli, Milano 2001; Archivio Arendt 2. 1950-1954, Feltrinelli, Milano 2003; cfr. anche
la raccolta Responsabilita' e giudizio, Einaudi,
Torino 2004; la recente Antologia, Feltrinelli, Milano 2006; i recentemente
pubblicati Quaderni e diari, Neri Pozza, 2007. Opere su Hannah
Arendt: fondamentale e' la biografia di Elisabeth Young-Bruehl, Hannah Arendt, Bollati Boringhieri,
Torino 1994; tra gli studi critici: Laura Boella, Hannah Arendt, Feltrinelli,
Milano 1995; Roberto Esposito, L'origine della politica: Hannah
Arendt o Simone Weil?,
Donzelli, Roma 1996; Paolo Flores d'Arcais, Hannah Arendt, Donzelli, Roma
1995; Simona Forti, Vita della mente e tempo della polis, Franco Angeli, Milano
1996; Simona Forti (a cura di), Hannah Arendt, Milano 1999; Augusto Illuminati, Esercizi politici:
quattro sguardi su Hannah Arendt,
Manifestolibri, Roma 1994; Friedrich G. Friedmann, Hannah Arendt, Giuntina, Firenze 2001;
Julia Kristeva, Hannah Arendt,
Donzelli, Roma 2005. Per chi legge il tedesco due piacevoli monografie divulgative-introduttive (con ricco apparato iconografico)
sono: Wolfgang Heuer, Hannah
Arendt, Rowohlt, Reinbek bei Hamburg 1987, 1999; Ingeborg Gleichauf, Hannah Arendt, Dtv, Muenchen 2000]
Una societa' di consumatori non sapra' mai prendersi cura di un mondo e delle cose
pertinenti in esclusiva allo spazio delle apparenze terrene, perche' la sua posizione fondamentale verso tutti gli
oggetti - consumare - significa la rovina di tutto cio'
che tocca.
9. MAESTRE. VANDANA SHIVA: NOVE PRINCIPI ALLA BASE DELLA
DEMOCRAZIA DELL'ACQUA
[Da Vandana Shiva, Le guerre dell'acqua,
Feltrinelli, Milano 2003, 2004, pp. 49-50.
Vandana Shiva, scienziata e filosofa indiana, direttrice di importanti
istituti di ricerca e docente nelle istituzioni universitarie delle Nazioni
Unite, impegnata non solo come studiosa ma anche come militante nella difesa
dell'ambiente e delle culture native, e' oggi tra i principali punti di
riferimento dei movimenti ecologisti, femministi, di liberazione dei popoli, di
opposizione a modelli di sviluppo oppressivi e distruttivi, e di denuncia di
operazioni e programmi scientifico-industriali dagli esiti pericolosissimi. Tra
le opere di Vandana Shiva: Sopravvivere allo
sviluppo, Isedi, Torino 1990; Monocolture della
mente, Bollati Boringhieri, Torino 1995; Biopirateria, Cuen, Napoli 1999,
2001; Vacche sacre e mucche pazze, DeriveApprodi,
Roma 2001; Terra madre, Utet, Torino 2002 (edizione riveduta di Sopravvivere
allo sviluppo); Il mondo sotto brevetto, Feltrinelli, Milano 2002. Le guerre
dell'acqua, Feltrinelli, Milano 2003; Le nuove guerre
della globalizzazione, Utet, Torino 2005; Il bene comune della Terra,
Feltrinelli, Milano 2006; India spezzata, Il Saggiatore, Milano 2008]
Noi riceviamo l'acqua gratuitamente dalla natura. E' nostro
dovere nei confronti della natura usare questo dono secondo le nostre esigenze
di sostentamento, mantenerlo pulito e in quantita'
adeguata. Le deviazioni che creano regioni aride o allagate violano il
principio della democrazia ecologica.
*
L'acqua e' la fonte della vita per tutte le specie. Tutte le specie e tutti gli
ecosistemi hanno diritto alla loro quota di acqua sul pianeta.
*
3. La vita e' interconnessa mediante l'acqua
L'acqua connette tutti gli esseri umani e ogni parte del pianeta
attraverso il suo ciclo. Noi tutti abbiamo il dovere di assicurare che le
nostre azioni non provochino danni ad altre specie e ad altre persone.
*
Poiche' la natura ci concede l'uso gratuito dell'acqua, comprarla e
venderla per ricavarne profitto viola il nostro insito diritto al dono della
natura e sottrae ai poveri i loro diritti umani.
*
L'acqua e' limitata e puo' esaurirsi
se usata in maniera non sostenibile. Nell'uso non sostenibile rientra il
prelevarne dall'ecosistema piu' di quanto la natura
possa rifonderne (non sostenibilita' ecologica) e il
consumarne piu' della propria legittima quota, dati i
diritti degli altri a una giusta aprte (non sostenibilita' sociale).
*
Ognuno ha il dovere di conservare l'acqua e usarla in maniera
sostenibile, entro limiti ecologici ed equi.
*
L'acqua non e' un'invenzione umana. Non puo'
essere confinata e non ha confini. E' per natura un bene comune. Non puo' essere posseduta come proprieta'
privata e venduta come merce.
*
8. Nessuno ha il diritto di distruggerla
Nessuno ha il diritto di impiegare in eccesso, abusare, sprecare
o inquinare i sistemi di circolazione dell'acqua. I permessi di inquinamento
commerciabili violano il principio dell'uso equo e sostenibile.
*
L'acqua e' intrinsecamente diversa da altre risorse e prodotti.
Non puo' essere trattata come una merce.
10. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL
MEGA-AEROPORTO DI VITERBO E S'IMPEGNA PER
Per informazioni e contatti: Comitato che si oppone al
mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in
difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti:
e-mail: info@coipiediperterra.org , sito:
www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la
dottoressa Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta@libero.it
Per ricevere questo notiziario: nbawac@tin.it
===================
COI PIEDI PER TERRA
===================
Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532,
e-mail: nbawac@tin.it
Numero 185 del 6 maggio 2009
Per ricevere questo foglio e' sufficiente cliccare su:
nonviolenza-request@peacelink.it?subject=subscribe
Per non riceverlo piu':
nonviolenza-request@peacelink.it?subject=unsubscribe
In alternativa e' possibile andare sulla pagina web
http://web.peacelink.it/mailing_admin.html
quindi scegliere la lista "nonviolenza" nel menu' a tendina e cliccare su "subscribe"
(ed ovviamente "unsubscribe" per la disiscrizione).
L'informativa ai sensi del Decreto legislativo 30 giugno 2003,
n. 196 ("Codice in materia di protezione dei dati personali")
relativa alla mailing list che diffonde questo notiziario
e' disponibile nella rete telematica alla pagina web:
http://italy.peacelink.org/peacelink/indices/index_2074.html
Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino"
dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina
web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
L'unico indirizzo di posta elettronica utilizzabile per
contattare la redazione e': nbawac@tin.it