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COI PIEDI PER TERRA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 183 del 2 maggio 2009
In questo numero:
1. Il 29 aprile a Viterbo si e' svolta un'iniziativa per il
Bulicame e i diritti dei cittadini
2. Da Viterbo una lettera di solidarieta' al movimento che si
oppone al mega-aeroporto a Frosinone
3.. Il Coordinamento contro gli F-35 e il suo documento
programmatico
4. Alcuni estratti da "Siamo tutti sulla stessa arca"
di Alessandro Paronuzzi
5. Per contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di
Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo
1. INIZIATIVE. IL 29 APRILE A VITERBO SI E' SVOLTA UN'INIZIATIVA
PER IL BULICAME E I DIRITTI DEI CITTADINI
Il 29 aprile
Nel corso dell'iniziativa con un vasto e mirato volantinaggio e'
stata diffusa un'ampia documentazione, disponibile anche nel sito internet
www.coipiediperterra.org
*
Lo scempio
La realizzazione del mega-aeroporto costituirebbe uno scempio:
devasterebbe irreversibilmente l'area termale del Bulicame ed i preziosi beni
naturalistici, storico-culturali, terapeutici, scientifici ed economici che li'
si trovano.
*
L'avvelenamento
La realizzazione del mega-aeroporto costituirebbe un
avvelenamento per la popolazione viterbese con l'enorme inquinamento
atmosferico ed acustico che comporterebbe la sua attivita'.
*
L'illecito
La realizzazione del mega-aeroporto costituirebbe un illecito,
poiche' viola tanto le vigenti normative europee ed italiane, quanto i vigenti
strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica regionale e comunale,
ed i relativi vincoli di salvaguardia.
*
Lo sperpero
La realizzazione del mega-aeroporto costituirebbe un delittuoso
sperpero di pubbliche risorse per un'opera nociva, distruttiva, insensata ed
illegale.
*
Un'alternativa per Viterbo
Viterbo ha bisogno di ben altro: ha bisogno di ferrovie adeguate
ed efficienti; ha bisogno di tutela e valorizzazione dei suoi beni ambientali e
culturali e di sostegno alle sue autentiche vocazioni produttive.
*
Occorre ridurre il trasporto aereo
Inoltre il trasporto aereo va immediatamente e drasticamente
ridotto se si vuole contrastare efficacemente l'effetto serra, la principale
catastrofe ambientale planetaria cui il trasporto aereo contribuisce in ingente
misura.
*
Ne' a Viterbo ne' a Frosinone
Occorre impedire la realizzazione di qualsiasi nuovo
mega-aeroporto: a Viterbo come a Frosinone come altrove.
*
Liberare Ciampino
Ed occorre ridurre drasticamente ed immediatamente i voli su
Ciampino, abolendoli e non trasferendoli altrove.
*
Per i diritti dei cittadini
I cittadini raggiunti dall'iniziativa d'informazione hanno
concordato con l'impegno contro il nocivo e distruttivo mega-aeroporto di
Viterbo e per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti.
2. INCONTRI. DA VITERBO UNA LETTERA DI SOLIDARIETA' AL MOVIMENTO
CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO A FROSINONE
Al movimento che si oppone al mega-aeroporto a Frosinone
Carissime e carissimi tutti,
vi rinnoviamo ancora una volta la nostra solidarieta' nella
comune lotta per difendere il territorio e la salute della popolazione, per
contrastare la devastazione di ambiente e diritti, per promuovere un modello di
mobilita' rispettoso dei diritti umani di tutti gli esseri umani e della
biosfera.
Siamo certi che la nostra lotta, a Viterbo come a Frosinone per
impedire la realizzazione di nuovi folli mega-aeroporti, a Fiumicino per
impedire ulteriori ampliamenti dell'aeroporto li' situato, e soprattutto a
Ciampino per ottenere subito una drastica riduzione dei voli, essendo una lotta
moralmente giusta, scientificamente argomentata, politicamente necessaria e
giuridicamente fondata poiche' invera quanto stabilito dalle leggi vigenti e
dal comune civile sentire, ebbene, e' una lotta democratica e nonviolenta che
infine riuscira' vittoriosa contro le lobbies speculative del dissennato
incremento del trasporto aereo e della scellerata devastazione di ambiente e
territorio, salute e diritti.
In tutto il Lazio, in tutta Italia, in tutta Europa, in tutto il
mondo si diffonde la consapevolezza della necessita' di ridurre immediatamente
e drasticamente il trasporto aereo anche ed in primo luogo per contrastare
l'effetto serra che costituisce la principale emergenza ambientale globale; in
tutto il mondo si diffonde la consapevolezza che occorre difendere l'unica casa
comune che l'intera umanita' abbia, che occorre difendere il diritto a una vita
dignitosa per tutti gli esseri umani oggi viventi e per le generazioni future,
che occorrono subito scelte di giustizia ecoequosolidali.
Forte un abbraccio,
Il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti
Viterbo, 29 aprile 2009
3. ESPERIENZE. IL COORDINAMENTO CONTRO GLI F-35 E IL SUO
DOCUMENTO PROGRAMMATICO
[Dal sito dell'"Assemblea permanente no F-35"
(www.nof35.org) riprendiamo le seguenti schede]
Il Coordinamento contro gli F-35
Si tratta di un insieme di organizzazioni e gruppi, per lo piu'
piemontesi e lombardi, che hanno deciso di incontrarsi a Novara l'11 marzo 2007
per dare vita ad un coordinamento stabile con lo scopo di opporsi al previsto
assemblaggio dei cacciabombardieri F-35 nell'aeroporto militare di Cameri, che
si trova a pochi chilometri da Novara. Il carattere dell'intervento del
Coordinamento e' informato ai principi dell'antimilitarismo e dell'autonomia
dai soggetti istituzionali. Di conseguenza l'opposizione alla costruzione dei
nuovi cacciabombardieri F-35 non si limita ad una questione territoriale: si
intende infatti portare tale problema all'attenzione di tutti i movimenti
contro la guerra ancora presenti in Italia.
*
Documento programmatico
Contro i cacciabombardieri F35 e per la costruzione di un
movimento antimilitarista di massa.
Gli F35 sono cacciabombardieri di quinta generazione. Sono uno
dei gioielli piu' brillanti della moderna tecnologia militare. Sono perfette
macchine d'attacco al suolo. Se e' necessario, possono pure trasportare armi
nucleari.
Gli F35 saranno prodotti in serie dalla multinazionale
statunitense Lockheed Martin, alla quale si affiancheranno molte altre imprese
per la costruzione delle diverse componenti e per l'assemblaggio finale.
La costruzione di questi cacciabombardieri e' stata definita da
qualcuno come la piu' grande impresa di ingegneria aeronautica di tutti i
tempi. Non si tratta solo di una questione relativa all'innovazione
tecnologica. C'e' pure di mezzo la gestione di un'organizzazione complessa di
una rete di numerose imprese.
Per gestire la produzione e la commercializzazione degli F35,
gli Usa hanno cercato la collaborazione di alcuni altri paesi, loro fidi
alleati: Regno Unito, Australia, Canada, Danimarca, Italia, Olanda, Norvegia,
Turchia.
Gli F35 sono cacciabombardieri multiruolo, che richiedono un
solo uomo di equipaggio. Sono aerei stealth, cioe' invisibili ai radar, grazie
alla conformazione della loro struttura ed alle vernici che li ricoprono.
Il progetto per la loro costruzione e' stato avviato nel 1996 e
completato nel 2004. La prova di volo dei prototipi e' cominciata nel dicembre
I promotori del programma di produzione di questo nuovo
cacciabombardiere sono stati Us Force, Us Navy, Us Marine Corps, Uk Royal Navy.
Gli F35, a quanto si sa per ora, possono essere costruiti in tre
varianti: una a decollo ed atterraggio convenzionale (Ctol - conventional
take-off and landing), una versione da imbarcare sulle portaerei (Cv - carrier
variant), una versione a decollo corto e atterraggio verticale (Stovl - short
take-off and vertical landing).
L'assemblaggio finale negli Usa si svolge presso l'impianto
Lockheed Martin di Forth Worth in Texas (dove si prevede la produzione di piu'
di duemila velivoli).
In Italia e' stato scelto come sito per l'assemblaggio finale
(che fornira' la maggior parte degli F35 che saranno venduti in Europa)
l'aeroporto militare di Cameri, che si trova a pochissimi chilometri da Novara.
Qui gia' si cura la manutenzione di F16 Falcon, Tornado, AM-X,
e, da poco, pure degli Eurofighters.
E proprio qui verra' costruito, a partire dalla fine del 2008,
un nuovo stabilimento che sara' gestito da Lockheed Martin e da Alenia
Aeronautica.
Ma in Italia questo non sara' il solo luogo coinvolto nel
progetto Joint Strike Fighter (cosi' si chiama appunto il progetto di
costruzione dei cacciabombardieri F35). Infatti si prevede il coinvolgimento di
40 siti industriali che si trovano in 12 regioni italiane: siti nei quali si
costruiranno diverse componenti del nuovo velivolo da guerra.
Gli stabilimenti che si trovano sul nostro territorio nazionale
coinvolti in tale opera appartengono alle seguenti imprese: Alenia Aeronautica,
Avio, Piaggio, Aerea, Datamat, Galileo Avionica, Gemelli, Logic, Selex Communication,
Selex-Marconi Sirio Panel, Mecaer, Moog, Oma, OtoMelara, Secondo Mona, Sicamb,
S3Log, Aermacchi, Vitrociset.
L'aeroporto militare di Cameri come sede dell'assemblaggio
finale degli F35 prodotti per l'Europa e' stato scelto con oculatezza.
L'aeroporto militare di Cameri esiste da quasi cent'anni ed e'
inserito in una comunita' che non ne ha mai messo seriamente in discussione
l'esistenza (almeno fino ad oggi).
L'aeroporto militare di Cameri ha ospitato, nei tempi in cui era
pienamente operativo, F104 e Tornado. Oggi che la sua operativita' si e'
attenuata, contribuisce comunque a diverse imprese militaresche con la
manutenzione sopra ricordata e con l'offrire le sue piste, di tanto in tanto,
per la partenza di eroici militi italici verso le zone di guerra, per esempio
verso l'Afghanistan.
Vicinissima all'aeroporto di Cameri, a Bellinzago Novarese, c'e'
la base guidata dalla Caserma Babini. Si tratta della seconda base terrestre
italiana, per estensione di superficie, nella quale si effettuano esercitazioni
di diversi tipi.
E' in questo contesto di militarizzazione ambientale che si
inserisce il progetto di assemblaggio degli F35. Insomma, si e' scelto un
posticino tranquillo ed accogliente situato nella ricca pianura del Piemonte
Orientale.
I governi italiani hanno deciso di partecipare al progetto di
costruzione dei nuovi cacciabombardieri americani fin dal 1996, quando era
ministro della difesa Andreatta e presidente del consiglio Prodi.
I passaggi parlamentari che hanno confermato l'impegno si sono
verificati nel 1998 (governo D'Alema) e nel 2002 (governo Berlusconi).
La firma definitiva dell'accordo e' del febbraio 2007, quando il
sottosegretario alla difesa Forcieri (diessino) ha incontrato a Washington il
suo collega statunitense Gordon England. Si tratta della decisione di
partecipare alle diverse fasi di costruzione degli F35.
Il governo italiano afferma inoltre che, in futuro, sara'
necessario acquistare questi nuovi cacciabombardieri perche' bisogna sostituire
altri velivoli obsoleti: gli AM-X, i Tornado, gli AV8-B.
Ovviamente nessuno dei partiti istituzionali si pone seriamente
la domanda se l'Italia debba essere dotata necessariamente di cacciabombardieri
ultramoderni. Questo e' scontato, dal momento che quasi tutto lo schieramento
politico istituzionale sostiene, pur con diverse motivazioni, l'impegno
italiano in missioni di guerra, che possono quindi esigere pure l'impiego di
aerei come gli F35.
Fino ad oggi l'impegno finanziario italiano per lo sviluppo del
progetto e' stato di 1.028 milioni di dollari. Tra breve (e per altri anni che
verranno) saranno impegnati altri 903 milioni di dollari. Tutti soldi prelevati
dalle tasche dei contribuenti, ovviamente.
In queste cifre appena indicate non sono comprese le spese per
l'acquisto dei velivoli.
Secondo quanto riferito dal sottosegretario Forcieri, ogni F35
costera' tra 45 e 55 milioni di euro. Secondo altre fonti si potra' arrivare,
tenendo conto di aggiornamenti di prezzi e di allestimenti di armamenti
probabili, anche oltre i 100 milioni di euro ciascuno.
Anche se la decisione definitiva di acquisto per l'Italia dovra'
essere presa solo a partire dal 2013 (anno dell'uscita dalla fabbrica di Cameri
dei primi F35), si ritiene gia' che il nostro paese acquistera' circa cento
velivoli. I conti sono presto fatti: un carico per i contribuenti di almeno
dieci miliardi di euro.
Tutti soldi che saranno sottratti ad altri impieghi sicuramente
preferibili: investimenti industriali sostenibili, innovazioni nel campo
energetico, spesa sociale, ricerca per la protezione dell'ambiente.
Ma di cose del genere poco ci si cura, di fronte
all'opportunita' di partecipare all'ennesima impresa militarista.
Ne' si fa troppo caso al fatto che l'aeroporto di Cameri confina
con il parco regionale del Ticino, un sito che ha gia' subito, negli ultimi
anni, attacchi d'ogni genere. Non e' difficile immaginare che cosa potrebbe
significare, quanto ad impatto ambientale, il volo di centinaia di aerei che
partiranno da Cameri per i collaudi ed i primi voli di prova.
Ogni inconveniente derivante dalla produzione bellica viene
fatto digerire alle popolazioni dei territori dove si vogliono installare gli
stabilimenti per la produzione di armi promettendo la creazione di nuovi posti
di lavoro.
Anche in quest'occasione si e' recitata la solita tiritera,
prospettando, in un primo momento, addirittura diecimila nuovi posti di lavoro,
presto ridottisi ad un migliaio scarsi (duecento per la produzione degli F35,
ottocento nell'indotto).
Si tratta del solito ricatto occupazionale: come se solo le
fabbriche di armi possano generare nuova occupazione.
In realta', restando pure all'interno di una logica
produttivistica, con lo stesso capitale fisso che viene impiegato per la
produzione di cacciabombardieri come gli F35 si potrebbero creare molti piu'
posti di lavoro di quel misero migliaio al quale si fa riferimento ultimamente.
L'impiego di nuove tecnologie in campo civile, la distribuzione
di finanziamenti e sostegni alle piccole imprese, la stessa vecchia politica
keynesiana di sostegno alla domanda interna, le ipotesi di istituzione di un
reddito sociale minimo, veri investimenti nei servizi sociali (sanita', asili
nido, assistenza per gli anziani, eccetera) potrebbero generare, a parita' di
investimenti, molto di piu' di un migliaio di posti di lavoro. Per non
menzionare quanto sarebbe auspicabile la strutturazione di una capitale sociale
arricchito in tal modo ed utile, di conseguenza, per una migliore efficienza
del nostro sistema economico nazionale.
Ma le nostre considerazioni non si soffermano affatto su
ragionamenti utilitaristici del genere di quello appena sopra enunciato.
La nostra opposizione alla costruzione degli F35 (a Cameri come
pure in ogni altro luogo) e' politica e morale. Non e' accettabile che i
lavoratori vengano resi complici di una politica militarista di aggressione e
di asservimento.
I nuovi cacciabombardieri verranno adoperati, prima o poi, in
qualche teatro di guerra, cosi' da sostenere le spinte imperiali degli Usa e
dei paesi europei che, in una singolare mistura di collaborazione e di
concorrenza, operano insieme agli stessi Stati Uniti d'America allo scopo di
assicurarsi il dominio di interi territori ed il controllo di risorse
energetiche e naturali di vario genere.
In questo quadro si comprende agevolmente la politica generale
di rinnovo degli armamenti in atto pure in Italia. Tanto per restare al campo
aeronautico, si puo' comprendere in tal senso la copresenza del progetto Joint
Strike Fighter (gli F35, appunto) e del progetto di costruzione e di acquisto
degli Eurofighter, i cacciabombardieri di concezione e di fabbricazione
europea. In definitiva si tratta di costituire una forza aeronautica
polivalente ed adatta al controllo dei cieli ed all'attacco dall'alto di
obiettivi situati in territori "nemici".
Bombardare da piu' di cinquemila metri di quota, con velivoli
invisibili ai radar e con una copertura formidabile fornita da un sistema
tecnologico integrato, e' la degna fine di ogni concetto di onore militare.
Uccidere senza quasi correre il rischio di una reazione efficace del nemico,
bombardare dall'alto popolazioni quasi inermi o malamente armate con strumenti
arcaici ed inefficaci: questo e' il vero onore militare che pervade l'azione
delle forze armate ipertecnologiche di cui si servono i paesi imperialisti dei
nostri tempi.
Ma noi non possiamo restare in silenzio di fronte a queste
politiche di dominio e di morte.
Opporsi alla costruzione di strumenti di sterminio di massa come
gli F35 e' dunque un dovere assoluto.
Non si tratta di un sogno vissuto da anime belle. Si tratta
dell'unica reazione razionale possibile. Si tratta di aver chiara la natura dei
rapporti di forza esistenti e di agire di conseguenza, costruendo le condizioni
di una lotta efficace che abbia come scopo una vera trasformazione sociale.
La lotta contro gli F35, contro i loro gemellini (gli
Eurofighter) e contro tutti gli armamenti, e' l'espressione compiuta del nostro
antimilitarismo.
4. LIBRI. ALCUNI ESTRATTI DA "SIAMO TUTTI SULLA STESSA
ARCA" DI ALESSANDRO PARONUZZI
[Dal sito www.tecalibri.it riprendiamo i seguenti estratti dal
libro di Alessandro Paronuzzi, Siamo tutti sulla stessa arca. L'abbecedario
dello zoofilo, Nuovi Equilibri, Viterbo 2009]
Indice del volume
Prefazione, di Carla Rocchi; Abbandono; Accattonaggio (con
animali); Adozione; Anagrafe canina; Animali in via di estinzione; Bastardo;
Bau-beach; Bioetica animale; Buoni e cattivi; Buoni della strada; Caccia; Cani:
conduzione; Canili; Catena; Circo; Code; Collari (elettrici e satellitari);
Deiezioni canine; Domesticazione; Disturbo della quiete pubblica; Empatia;
Enpa; Eutanasia; Fauna selvatica; Gatti randagi; Gatti di proprieta';
Inconvenienti condominiali; Levrieri; Maltrattamento; Mordere; Mutua per
animali; Onnivoro coscienzioso; Parole canine; Passaporto (per cani, gatti e
furetti); Pellicce; Rabbia; Randagismo; Razze; Rinunciare (a un cane); Scuola;
Sessanta giorni; Smaltimento; Sperimentazione animale; Spiaggiamento; Testamento;
Toxoplasmosi; Vaccinazioni; Vegetariano; Viaggiare con gli animali;
Zanzara-tigre; Zoo; Zooantropologia; Zoofilo; Appendice normativa e
modulistica; Note; Riferimenti bibliografici.
*
Da pagina 68
Empatia
"... una cagnetta brutta e piccola, in gravidanza
avanzatissima, venne verso di me; non era un animale glorioso, e certamente era
piena di cuccioli casuali, i quali non saranno poi stati conservati in vita; ma
essa venne verso di me, per quanto le fosse difficile, mentre eravamo soli, e
alzo' gli occhi dilatati dalla preoccupazione e dall'interiorita', e chiese il
mio sguardo - e nel suo c'era davvero tutto cio' che va al di la' del singolo,
non so dove, nel futuro o nell'incomprensibile; ando' a finire che essa ebbe un
pezzo di zucchero del mio caffe', ma come per caso, celebrammo, per cosi' dire,
la messa insieme; l'azione in se' non era altro che dare e prendere, ma il
senso e la gravita' e la comprensione fra noi erano sconfinate"
(Rainer Maria Rilke, Lettera a Marie Taxis del 12 febbraio 1912)
*
Un uomo e una cagna "celebrano la messa insieme" -
usando le parole del grande poeta - in un momento magico di condivisione
emozionale: e "la gravita' e la comprensione fra noi erano
sconfinate".
Gli animali domestici, in particolare il cane e il gatto, ci
offrono la possibilita' di sviluppare quella particolare capacita' che va sotto
il nome di "empatia" e che costituisce il presupposto di qualsiasi
relazione sociale. Una prima definizione ci e' offerta da R. D. Hinshelwood:
"Quando si parla di mettersi nei panni di un altro, si intende proprio
l'empatia, ma si descrive anche un processo di inserimento di una parte di se',
della propria capacita' di autopercezione, all'interno di un'altra persona...
un aspetto importante di questa intrusione all'interno di qualcun altro e' che
non esiste una perdita di realta', ne' una confusione d'identita'". Una
seconda definizione, ancora piu' efficace, e' quella di uno dei pionieri
dell'economia, Adam Smith: "Uno scambio di posto nella fantasia con chi
soffre". Ma cio' che si realizza nell'intreccio di sguardi tra il poeta e
la cagnolina gravida e' qualcosa di piu'. E' polarita' del diverso, illuminata
dall'intelletto d'amore; e' forma autentica di conoscenza: quando lo strumento
di conoscenza, l'empatia, si fonde magicamente e quasi sacralmente con chi
conosce e chi viene conosciuto.
In realta' l'empatia non e' affatto una prerogativa dell'essere
umano, ma e' condivisa con molte altre specie di mammiferi. Celebre il caso
riportato dal primatologo Frans De Waal di una scimmia bonobo, di nome Kuni,
che allo zoo Twycross in Inghilterra soccorse uno storno incapace di volare,
tenendolo con una mano e risalendo la cima dell'albero piu' alto, per lanciarlo
al di la' del recinto. Verificato che il povero uccellino era caduto a breve
distanza dal recinto, Kuni si precipito' a sorvegliarlo, per proteggerlo dalla
curiosita' dei suoi simili, sino alla fine della giornata, quando ripresosi in
forze fu in grado di riguadagnare il volo. Il comportamento di Kuni costituisce
un eccellente esempio di empatia interspecifica, vale a dire la capacita' di
immedesimarsi ("con chi soffre") in una specie diversa dalla nostra.
L'uomo e' l'animale parlante per definizione; ma la supremazia
della parola ha ridotto nei secoli altre capacita'. "Ho sentito dire:
senza il linguaggio siamo come cani" ha osservato criticamente Elemire
Zolla nel saggio Il presupposto. "Ma la nostra vita e quella del cane si
sovrappongono puntualmente per molta parte. Del cane condividiamo corpo,
istinti, calcoli, paure, amori, fedelta', ardimenti, tristezze e perfino in
parte la percezione del mondo, anche se quella del cane e' piu' estesa. Tutta
questa parte puramente 'canina' della vita e' sottratta nella sua essenza al
linguaggio, che pure ci soccorre, spesso ci esalta con eloquenza e poesia, ma
del pari ci inganna, dandoci da credere che sia capace di descrivere punto per
punto un'esperienza che lo sovrasta in misura quasi sconfinata. Sara' sempre
fuori d'ogni idioma il momento in cui la comunicazione diventa veramente stretta,
quando le labbra si serrano e lo sguardo trasmette sull'istante la notizia: gli
occhi parlano piu' della bocca".
Solo di recente e' stato individuato il fondamento
neuro-fisiologico dell'empatia, grazie alla localizzazione nella corteccia
premotoria dei neuroni specchio, la cui attivita' sta alla base del
riconoscimento delle intenzioni e delle emozioni altrui, e che si rivela
determinante nello sviluppo infantile e adolescenziale. La prossimita' di un
animale domestico - che impegna quotidianamente a riconoscere il suo stato
d'animo, soprattutto attraverso la decodificazione del linguaggio non verbale -
diventa una insostituibile palestra d'allenamento, unico strumento possibile
per penetrare nell'alterita' animale e allargare il "cerchio di compassione".
"Ci siamo evoluti per stabilire relazioni profonde con
altri esseri umani" conclude Marco Iacoboni nel suo libro I neuroni
specchio - come capiamo ciÚ che fanno gli altri. "La nostra consapevolezza
di questo fatto puo', e dovrebbe, avvicinarci sempre di piu' gli uni agli
altri".
Ma perche' limitarsi agli esseri umani? Piuttosto: esseri
viventi...
*
Da pagina 106
Onnivoro coscienzioso
"Alcuni dicevano che la balena di Leblon non era ancora
morta ma che la squartavano da viva e la sua carne era venduta al chilo,
perche' la carne di balena era buonissima da mangiare, e costava poco, erano
queste le voci che correvano per la citta' di Leme. E io pensai: maledetto sia
colui che la mangera' per curiosita', posso perdonare solo chi ha fame, la fame
atavica dei poveri.
"Altri, al culmine del ribrezzo, dicevano che anche alla
balena di Leme, seppure ancora in vita e ansimante, si tagliavano via i suoi
chili di carne per venderli. Come poter credere che non si aspetti nemmeno la
morte prima che un essere vivente mangi un altro essere vivente? Non voglio
credere che qualcuno possa disprezzare cosi' tanto la vita e la morte, nostra
creazione umana, e che mangi voracemente, solo perche' e' una prelibatezza,
cio' che sta ancora agonizzando, solo perche' costa meno, solo perche' la fame
umana e' grande, solo perche' in realta' siamo tanto feroci come un animale
feroce, solo perche' desideriamo mangiare quella montagna d'innocenza che e' la
balena, cosi' come mangiamo l'innocenza cantante di un uccello. Io allora dicevo
con ribrezzo: piuttosto che vivere in questo mondo preferisco la morte"
(Clarice Lispector, La scoperta del mondo)
*
Quasi tutti gli animali sono per loro sventura commestibili.
Oltre alle specie che piu' spesso finiscono nei nostri piatti, l'homo sapiens
mangia la balena e il delfino, l'orso e il cervo, la scimmia e il cane; nella
civilissima e sensibile Italia si consuma senza troppi scrupoli la carne di
cavallo, l'unico animale considerato d'affezione, che giunto alla fine della
sua esistenza il proprietario spesso fa abbattere e destina a una macelleria
equina, perche' l'eutanasia e' troppo costosa. L'unica alternativa e' quella
proposta dai vegetariani?
La figura dell'"onnivoro coscienzioso" viene delineata
in un recente e quanto mai interessante saggio scritto da Peter Singer e Jim
Mason, Come mangiamo: gli autori - entrambi vegetariani - pongono in evidenza
le conseguenze etiche delle nostre scelte alimentari.
Se la decisione di diventare vegetariani rimane ancora
patrimonio di una minoranza dell'umanita' (si calcola intorno al 3%, anche se
questa percentuale pare destinata ad aumentare), la possibilita' di correggere
la nostra dieta quotidiana in una direzione che - pur continuando a mangiare la
carne - possa migliorare le condizioni di vita degli animali allevati e' in
realta' alla portata di ciascuno di noi.
Piu' precisamente cosa significa diventare un O.C. - un onnivoro
coscienzioso?
1) L'O.C. evita di mangiare carni di animali provenienti da
allevamenti intensivi, che non tengono in alcun conto le minime esigenze
etologiche proprie degli animali allevati, mirando esclusivamente a uno
sfruttamento privo di qualsiasi scrupolo; con la sua scelta, vuole esprimere il
dissenso nei confronti di questo tipo di allevamenti.
2) L'O.C. predilige i prodotti locali; con la sua scelta vuole
esprimere il suo dissenso nei confronti dei trasporti degli animali, sempre
fonte di stress e spesso di veri e propri maltrattamenti.
3) L'O.C. evita le carni di animali appartenenti a specie
selvatiche, esprimendo cosi' il suo dissenso nei confronti dell'attivita'
venatoria.
4) L'O.C. predilige i prodotti provenienti dagli allevamenti e
dalle coltivazioni biologiche; con la sua scelta da' sostegno allo sviluppo di
una zootecnia e di una agricoltura che rispetta la vita animale e l'ambiente.
5) L'O.C. infine si pone l'obiettivo di sperimentare, almeno una
volta alla settimana, una dieta vegetariana (a base per esempio di tofu o di
hamburger di soia, che forniscono la stessa quantita' di proteine del pollo
industriale), scoprendo che con un pizzico di fantasia rimane inalterato
l'irrinunciabile piacere offerto dalla buona tavola!
"Cosa si puo' dire in conclusione della dieta degli
onnivori coscienziosi?" si chiede Peter Singer. "Forse, tutto
considerato, non e' la miglior dieta possibile, ma la distanza morale tra le
scelte alimentari degli onnivori coscienziosi e quelle della maggioranza della
popolazione e' talmente grande che sembra piu' giusto lodare gli onnivori
coscienziosi per il cammino da loro compiuto, piuttosto che criticarli per non
essere andati oltre".
*
Da pagina 154
Vegetariano
Non e' facile diventare vegetariani in una societa' che da anni
promuove la cultura della bistecca.
Alcuni numeri dovrebbero farci riflettere: duecento milioni di
persone nel mondo sono ancora coinvolte in attivita' connesse con la produzione
zootecnica; piu' di un miliardo i bovini che pascolano - o ingrassano - negli
allevamenti dei cinque continenti; negli Stati Uniti il mercato della carne
bovina rappresenta un business colossale: centomila vacche macellate ogni
giorno, mentre il settanta per cento dei cereali prodotti sul pianeta viene
destinato all'alimentazione animale. L'efficienza di conversione delle proteine
alimentari in un bovino e' piuttosto bassa (6%); quando un manzo d'allevamento
viene portato alla macellazione, ha mediamente consumato - per raggiungere i
cinque quintali di peso -
Certo, anche in Italia come nel resto dell'Unione Europea sono
state recepite in questi ultimi anni norme che regolamentano i sistemi di
produzione alimentare, tutelando il benessere degli animali sia negli
allevamenti che nella fase della macellazione. Ma siamo sicuri che puo'
bastare? O non e' forse il momento per fare un salto qualitativo?
"Andare oltre la carne significa trasformare radicalmente
il nostro modo di pensare su quello che e' l'atteggiamento piu' giusto nei
confronti della natura" conclude Jeremy Rifkin nel suo prezioso Ecocidio -
ascesa e caduta della cultura della carne. "Nel nuovo mondo che si va
formando, l'attivita' umana e' legata tanto alla forza generativa intrinseca
della natura quanto agli artificiosi dettati del mercato. Iniziamo ad
apprezzare le fonti del nostro sostentamento, la creazione ispirata da Dio che
merita di essere nutrita e richiede di essere tutelata. La natura non e' piu'
un nemico da sottomettere e domare, ma una comunita' primordiale di cui
facciamo parte. Le altre creature non sono oggetti o vittime, ma compagni
partecipi di quella grande comunita' della vita che costituisce la natura e la
biosfera. Eliminando la carne dalla dieta umana, la nostra specie puo' compiere
un significativo passo in avanti verso una nuova consapevolezza, che contempli
uno spirito di comunione con i bovini e, per estensione, con le creature
viventi con cui condividiamo il pianeta".
Mangiare meglio, e soprattutto mangiare meno e' del resto il
segreto della longevita'. Il popolo piu' longevo sulla terra e' quello
giapponese: nell'isola di Okinawa risulta concentrata la percentuale di
centenari piu' elevata del pianeta. Hara hachi bu, il consiglio principale:
alzarsi da tavola quando non si e' ancora del tutto sazi. La loro dieta e'
principalmente a base di riso, pasta, fagioli, frutta e formaggi...
*
Da pagina 174
Zoofilo
Zoofilo: amico degli animali. Tutto qui? Definire lo zoofilo e'
facile: esserlo, esserlo veramente, sforzandosi di tenere sempre ben aperto il
terzo occhio, quello che ci permette di estendere il cerchio di compassione a
tutte le specie viventi, e di arrivare forse a una conoscenza superiore, e'
difficile, ma non impossibile: l'abbecedario si conclude con alcune gemme
tratte dal delizioso diario di Jules Renard (1864-1910), conosciuto come
l'autore di Pel di carota e delle Storie naturali, ma che piace ricordare come
cacciatore pentito e zoofilo doc.
La guerra non e' forse altro che la rivincita delle bestie che
noi abbiamo ucciso (30 luglio 1891).
Le ore in cui ci si sente un po' canarini, e si amano gli
uccelli (4 maggio 1893).
Quando un merlo vede i vendemmiatori entrare nella vigna, si
stupisce soprattutto che essi non abbiano paura come lui dello spaventapasseri
(9 maggio 1894).
Un giorno avro' un berretto con su ricamato a lettere d'oro:
"Interprete della Natura" (14 giugno 1894).
Quando le mori' il cagnolino, essa disse al marito: "Ti
sarei tanto riconoscente se tu mettessi un nastro da lutto al tuo cappello, un
nastro lungo magari solamente due dita, un nonnulla..." (10 luglio 1894).
Dopo aver letto una lezione del professor Carlo Vogt sulla
utilita' della talpa, ne ho ammazzata una con un colpo di carabina. Vedevo che
sollevava la sua cupoletta di terra fresca, e due volte gliel'ho distrutta. La
talpa ricominciava. Allora, ho sturato il suo buco. Ha messo fuori il naso per
un momento. L'ho uccisa in un istante con la mia folgore personale, per veder
com'era fatta. Deve aver avuto la stessa impressione che avrei io se il tuono
mi scoppiasse sulla testa. L'ho uccisa come uccidono gli dei. Era in mezzo al
vialetto. Essa non faceva del male alla mia insalata, alla quale del resto
tengo pochissimo. L'ho uccisa. Perche'? Perche'? E il mio gatto viene a fare i
suoi bisogni sulla fodera della mia poltrona, e non gli dico niente (8 luglio
1896).
Il covo di una lepre, anche se la lepre e' assente, e' sempre
pieno di paura (23 settembre 1899).
Se mi farete una statua, fateci un buco sulla testa perche' gli
uccelli possano venirci a bere (10 dicembre 1899).
Se un solo maiale conoscesse il suo destino, con quella faccia,
con quei denti, con quegli urli, con quel testone pesante e potente, la razza
umana sarebbe subito battuta da quella dei porci (24 dicembre 1900).
Dal mio villaggio io posso misurare tanto l'anima umana quanto
la formica (12 luglio 1901).
Sento sbadigliare le ostriche. E sento lo scalpiccio delle
mosche sui vetri (17 settembre 1901).
Non chiedo che una sola cosa: guadagnare abbastanza pane per
darne agli uccellini (20 gennaio 1902).
Falciano il fieno. Le pernici dicono tra di loro:
"Distruggono la nostra povera patria" (2 agosto 1902).
Un incontro di cacciatori sembra quasi un incontro di nemici.
Manca poco che i fucili sparino da soli (6 settembre 1902).
Una farfalla ha preso il treno a Clemsy, e ha voluto fare il
viaggio con me (19 agosto 1903).
L'istrice gigante. Credevamo che fosse di una razza speciale. Ci
divertiva molto. Non aveva paura. Era stato trovato con una zampa ornata da un
nodo di giunco, e per questo si pensava che qualche monello avesse potuto
ammaestrarlo a girare sempre attorno a se stesso. Alla fine, ci si e' accorti
che aveva un orecchio pieno di vermi. Girava giorno e notte attorno a se
stesso, per addentarsi l'orecchio (7 ottobre 1903).
Vorrei consigliare ai cacciatori di uscire una volta senza il
loro fucile e di percorrere i campi dove hanno ucciso. La gazza diventa una
creatura di famiglia. Le pernici si lasciano avvicinare. Le prugne e la piccola
pera selvatica ti fanno l'occhietto. I prati si addormentano sotto una leggera
bruma. Il bue si ferma e guarda, e il bue che lo segue gli lecca la schiena con
un pigro colpo di lingua. Questo prato sembra che tiri dalla sua parte tutta la
coperta verde. E non si e' ucciso niente: e' gia' qualcosa (24 settembre 1904).
I passeri dicono di noi: "Gli uomini costruiscono delle
case, perche' noi passeri si possa fare i nostri nidi dentro le loro mura"
(13 marzo 1905).
La bellezza di un prato immenso, dove i buoi sembrano in
liberta' e dove la liberta' non ha per limite che i boschi lontani (9 agosto
1905).
Tanto la caccia alla volpe quanto la caccia coi battitori son
cose ignobili e senza attenuanti. Non e' una caccia per cercar del nutrimento.
Se c'e' una scusa, il solo cacciatore scusabile e' il bracconiere che vende la
sua selvaggina, e vive di questo tutto l'anno (1 ottobre 1905).
Capus. La sua vacca ha figliato. Per darne l'annuncio Capus
manda agli amici delle scatole di confetti con un acquerello che raffigura una
scena di stalla. In un angolo si legge: "Da parte della nostra
giovenca" (7 gennaio 1906).
Un gatto che dorme venti ore su ventiquattro e' forse ancora la
cosa che e' meglio riuscita a Dio (26 gennaio 1906).
Concorso agricolo. Un piccione e' scappato e vola sotto le
arcate della galleria. Sarebbe tanto contento di poter tornare nella sua
gabbia. Una civetta impagliata. L'imbalsamatore tira lo spago: la civetta gira
la testa, muove gli occhi, apre le ali. Ma tutto questo lo faceva molto meglio
quando era viva. Pelli di coniglio lavorate alla perfezione. Degli altri
conigli sono li' accanto: aspettano (17 marzo 1906).
L'allodola sale in cielo. Va a posarsi sulla cima del dito di
Dio (24 aprile 1906).
Un cavallo da fiacre tanto stanco che non voleva piu' andare
avanti, e che si sedeva accanto al marciapiede, delicatamente, senza rompere le
stanghe: un passante lo rialzava, ma lui tornava subito a sedersi venti passi
piu' in la' (primo gennaio 1907).
Attraversando il giardino abbasso gli occhi per non far paura,
quando passo, all'uccellino che e' dentro al suo nido (13 giugno 1907).
Durante la guerra un uomo si rassegna a mangiare il suo cane.
Guarda le ossa che sono avanzate, e dice: "Povero Medoro! Che bella
scorpacciata ne avresti fatto!" (12 febbraio 1908).
Non ho mai potuto fare a meno di salvare una mosca presa in una
tela di ragno (26 agosto 1908).
La corrida: una cosa triste, cupa, ripugnante. Il matador, con
un colpo di testa, lancia il suo berretto verso il pubblico, prima di colpire
il toro al posto giusto. Un momento di pericolo per il pubblico, perche' il
toro, con una spallata, fa schizzar lontana chissa' dove la spada che si era
infilata male (primo ottobre 1908).
Sul fondo di una gabbia c'e' un uccellino tutto spennato: il
padre di tutti gli altri - una ventina - che volano nella gabbia. L'uccellino
spennato non puo' piu' volare, ed e' coperto dallo sterco dei suoi figli, dei
suoi veri figli (5 maggio 1908).
Sognatore come un gatto che guarda sul soffitto i raggi luminosi
di una lampada (16 febbraio 1910).
5. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL
MEGA-AEROPORTO DI VITERBO E S'IMPEGNA PER
Per informazioni e contatti: Comitato che si oppone al
mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in
difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti:
e-mail: info@coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la
dottoressa Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta@libero.it
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Numero 183 del 2 maggio 2009
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