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COI PIEDI
PER TERRA
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Supplemento
de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 178
del 18 aprile 2009
In questo
numero:
1. Maria G.
Di Rienzo: Un brutto film
2.
Antonella Litta: Lettera al Presidente della societa' "Aeroporti di
Roma"
3. Un
dossier documentario sulla irrealizzabilita' ed illegalita' di un
mega-aeroporto collocato nell'area termale del Bulicame a Viterbo
4. Un
memorandum sulla irrealizzabilita' ed illegalita' di un mega-aeroporto a
Viterbo
5. Una
lettera aperta all'assessore all'agricoltura della Regione Lazio
6.
Marinella Correggia: Tecnologie semplici contro lo spreco
7.
Marinella Correggia: Debito ecologico
8. Giovanna
Ricoveri: L'alternativa dei beni comuni
9. Per
contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna
per la riduzione del trasporto aereo
1.
EDITORIALE. MARIA G. DI RIENZO: UN BRUTTO FILM
[Ringraziamo
Maria G. Di Rienzo (per contatti: sheela59@libero.it) per questo intervento]
Io ricordo
Chernobyl. Ricordo l'annuncio che fu dato dopo l'incidente. Ricordo che non si
doveva mangiare la verdura o lavorare nell'orto. Ricordo di aver guardato
l'erba sotto i miei piedi, inorridita, incredula, spaventata: era diventata
velenosa? La mia amica erba. I miei amici insetti fra i fili verdi. Ricordo un
dolore sordo, una sorta di obnubilamento. Poi le immagini televisive, le
inchieste, cio' che accadde dopo. Voi ne avete memoria? 600.000 persone furono
reclutate come "liquidatori" di cio' che restava della centrale nucleare:
contadini, soldati, minatori, operai, vigili del fuoco. Molti di essi
spostarono pezzi di metallo radioattivo a mani nude. Dovettero spegnere 300
incendi sprigionatisi dall'inferno. Abbatterono un'intera foresta, abbatterono
centinaia di case, e poi seppellirono tutto, compresi i bulldozer che avevano
usato. Dopo dieci anni, 13.000 di queste persone erano gia' morte di radiazioni
e 70.000 erano divenute disabili. Dei restanti, successivamente il 20% non ha
retto i cancri, gli aborti, i bimbi nati morti o malformati, e si e' tolto la
vita. I sopravvissuti, ancora oggi, vengono chiamati i "morti
viventi". Brutto film, ne convengo. E allora fermiamo il regista prima del
remake, per favore.
2. LETTERE.
ANTONELLA LITTA: LETTERA AL PRESIDENTE DELLA SOCIETA' "AEROPORTI DI
ROMA"
Egregio
Presidente della societa' "Aeroporti di Roma",
lei
evidentemente ignora che la proposta di realizzare un mega-aeroporto a Viterbo
nell'area termale del Bulicame e' impossibile e fuorilegge.
Forse i
suoi referenti istituzionali le hanno nascosto alcune decisive realta'.
1. L'opera
ricadrebbe nell'area termale del Bulicame, un bene naturalistico,
storico-culturale, terapeutico e sociale di estrema rilevanza, un bene
peculiare ed irrinunciabile che la realizzazione dell'opera mega-aeroportuale
devasterebbe irreversibilmente;
2. l'opera
ricadrebbe su un'area di rilevantissime emergenze archeologiche e relativi
vincoli di salvaguardia;
3. l'opera
confligge con il Piano territoriale paesaggistico regionale e relativi vincoli
di salvaguardia;
4. l'opera
confligge con il Piano regolatore generale del Comune di Viterbo e relativi
vincoli di salvaguardia;
5. la
decisione ministeriale che avviava le procedure per la realizzazione dell'opera
e' viziata ab ovo da colossali errori di fatto oltre che procedimentali tali da
invalidarla in toto;
6. ai sensi
della vigente legislazione italiana ed europea l'opera e' del tutto priva dei
requisiti richiesti;
7. l'opera
avrebbe effetti assai gravi sulla salute, la sicurezza e la qualita' della vita
della popolazione viterbese;
8. l'opera
devasterebbe un'area pregiata anche dal punto di vista delle colture agricole;
9. l'opera
avrebbe un impatto assai negativo sull'Orto botanico sito nelle immediate
vicinanze e sull'attivita' di ricerca scientifica dell'Universita' della
Tuscia;
10. inoltre
la rete infrastrutturale viterbese - gia' inadeguata - collasserebbe
immediatamente se venisse realizzato il mega-aeroporto;
11.
illustri scienziati e cattedratici di fama internazionale, autorevoli
rappresentanti delle istituzioni - a cominciare dalla vicepresidente del
Parlamento Europeo - hanno espresso una esplicita e motivata opposizione
all'opera.
12. E'
infine ovvio che se l'insipiente ed irresponsabile lobby politico-affaristica
che vuole realizzare un'opera devastante e patogena proseguisse nella sua
insensata ed illegittima iniziativa di aggressione al bene comune, al
territorio, alle risorse e alla salute dei cittadini, cosi' ledendo gravemente
i diritti soggettivi e i legittimi interessi della popolazione viterbese, ben
presto i cittadini per difendere se stessi, i propri beni, il territorio ed i
beni comuni, avvieranno tutte le opportune azioni legali presso le competenti
magistrature civili, penali ed amministrative contro coloro che si renderanno
in vario modo e misura corresponsabili di una cosi' sciagurata aggressione.
Sic
stantibus rebus, ci e' sembrato opportuno informarla della reale situazione
dell'area e della obiettiva irrealizzabilita' ed illegalita' del
mega-aeroporto.
Restando a
disposizione per ogni ulteriore informazione ed opportuno chiarimento, e
rinviandola fin d'ora alla vasta documentazione disponibile nel nostro sito
www.coipiediperterra.org, voglia gradire distinti saluti,
dottoressa
Antonella Litta, portavoce del Comitato che si oppone alla realizzazione del
mega-aeroporto a Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in
difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti
Viterbo, 16
aprile 2009
3.
DOCUMENTAZIONE. UN DOSSIER DOCUMENTARIO SULLA IRREALIZZABILITA' ED ILLEGALITA'
DI UN MEGA-AEROPORTO NELL'AREA TERMALE DEL BULICAME A VITERBO
[Il dossier
documentario puo' essere richiesto all'Isde di Viterbo
(isde.viterbo@libero.it), al comitato che si oppone al mega-aeroporto
(info@coipiediperterra.org), alla dottoressa Antonella Litta
(antonella.litta@libero.it), al Centro di ricerca per la pace di Viterbo
(nbawac@tin.it). Tutti i materiali in esso contenuti, e molti altri ancora,
sono disponibili nel sito www.coipiediperterra.org]
Al
Commissario Europeo ai Trasporti
Al
Presidente della Commissione Ambiente e Sanita' del Parlamento Europeo
Al
Presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo
Al
Presidente della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Europeo
Alla
Ministra dell'Ambiente
Al Ministro
dei Beni Culturali
Al Ministro
dei Trasporti
Al Ministro
del Welfare
Al
Presidente della Commissione Ambiente del Senato della Repubblica
Al
Presidente della Commissione Cultura del Senato della Repubblica
Al
Presidente della Commissione Sanita' del Senato della Repubblica
Al
Presidente della Commissione Trasporti del Senato della Repubblica
Al
Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati
Al
Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati
Al
Presidente della Commissione Sanita' della Camera dei Deputati
Al
Presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati
Al
Presidente della Regione Lazio
All'Assessore
all'Ambiente della Regione Lazio
All'Assessore
alla Cultura della Regione Lazio
All'Assessore
alla Mobilita' della Regione Lazio
All'Assessore
alla Salute della Regione Lazio
Al
Dirigente dell'assessorato all'Ambiente della Regione Lazio
Al
Dirigente dell'assessorato alla Cultura della Regione Lazio
Al
Dirigente dell'assessorato alla Mobilita' della Regione Lazio
Al
Dirigente dell'assessorato alla Salute della Regione Lazio
Al
Presidente della Commissione Ambiente della Regione Lazio
Al
Presidente della Commissione Cultura della Regione Lazio
Al
Presidente della Commissione Mobilita' della Regione Lazio
Al
Presidente della Commissione Salute della Regione Lazio
Al
Presidente della Provincia di Viterbo
All'Assessore
all'Ambiente della Provincia di Viterbo
All'Assessore
all'Assistenza della Provincia di Viterbo
All'Assessore
alla Cultura della Provincia di Viterbo
All'Assessore
ai Trasporti della Provincia di Viterbo
Al
Segretario generale della Provincia di Viterbo
Al
Direttore generale della Provincia di Viterbo
Al
Difensore civico della Provincia di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato all'Ambiente della Provincia di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato all'Assistenza della Provincia di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato alla Cultura della Provincia di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato ai Trasporti della Provincia di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Ambiente della Provincia di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Assistenza della Provincia di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Cultura della Provincia di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Trasporti della Provincia di Viterbo
Al Sindaco
del Comune di Viterbo
All'Assessore
all'Ambiente del Comune di Viterbo
All'Assessore
all'Assistenza del Comune di Viterbo
All'Assessore
alla Cultura del Comune di Viterbo
All'Assessore
ai Lavori Pubblici del Comune di Viterbo
All'Assessore
ai Trasporti del Comune di Viterbo
All'Assessore
all'Urbanistica del Comune di Viterbo
Al
Segretario generale del Comune di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato all'Ambiente del Comune di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato all'Assistenza del Comune di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato alla Cultura del Comune di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato ai Trasporti del Comune di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato all'Urbanistica del Comune di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Assistenza del Comune di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Cultura del Comune di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Lavori Pubblici del Comune di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Trasporti del Comune di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Viterbo
Al Prefetto
di Viterbo
Al
Presidente dell'Enac
Al
Presidente dell'Enav
Alla
Soprintendenza per i Beni Archeologici per l'Etruria Meridionale
All'Arpa
Lazio
Alla Asl di
Viterbo
*
Oggetto:
invio dossier documentario sulla irrealizzabilita' ed illegalita' di un
mega-aeroporto collocato nell'area termale del Bulicame a Viterbo.
Egregi
signori,
con la
presente vi inviamo un sintetico dossier documentario sulla irrealizzabilita'
ed illegalita' di un mega-aeroporto collocato nell'area termale del Bulicame a
Viterbo.
In
particolare alleghiamo:
a) appello
ai medici dell'Alto Lazio del 19 febbraio 2009
b) lettera
ai medici dell'Alto Lazio del 18 marzo 2008;
c) esposto
al Cipe del 9 aprile 2009;
d) diffida
al Ministro dei Trasporti del 6 aprile 2009;
e) lettera
aperta ai consiglieri comunali di Viterbo del 22 febbraio 2009;
f) lettera
al Presidente della Repubblica del 4 agosto 2008
g)
relazione al convegno nazionale dell'Isde-Italia del 4 aprile 2009
Distinti
saluti,
dottoressa
Antonella Litta
referente
per la provincia di Viterbo dell'Associazione italiana medici per l'ambiente
(International Society of Doctors for the Environment - Italia)
Viterbo, 15
aprile 2009
4.
DOCUMENTAZIONE. UN MEMORANDUM SULLA IRREALIZZABILITA' ED ILLEGALITA' DI UN
MEGA-AEROPORTO A VITERBO
Al
Presidente della Repubblica
Al
Commissario Europeo ai Trasporti
Al
Presidente della Commissione Ambiente e Sanita' del Parlamento Europeo
Al
Presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo
Al
Presidente della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Europeo
Alla
Ministra dell'Ambiente
Al Ministro
dei Beni Culturali
Al Ministro
dei Trasporti
Al Ministro
del Welfare
Al
Presidente della Commissione Ambiente del Senato della Repubblica
Al
Presidente della Commissione Cultura del Senato della Repubblica
Al
Presidente della Commissione Sanita' del Senato della Repubblica
Al
Presidente della Commissione Trasporti del Senato della Repubblica
Al
Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati
Al
Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati
Al
Presidente della Commissione Sanita' della Camera dei Deputati
Al Presidente
della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati
Al
Presidente della Regione Lazio
All'Assessore
all'Ambiente della Regione Lazio
All'Assessore
alla Cultura della Regione Lazio
All'Assessore
alla Mobilita' della Regione Lazio
All'Assessore
alla Salute della Regione Lazio
Al
Dirigente dell'assessorato all'Ambiente della Regione Lazio
Al
Dirigente dell'assessorato alla Cultura della Regione Lazio
Al
Dirigente dell'assessorato alla Mobilita' della Regione Lazio
Al
Dirigente dell'assessorato alla Salute della Regione Lazio
Al
Presidente della Commissione Ambiente della Regione Lazio
Al
Presidente della Commissione Cultura della Regione Lazio
Al
Presidente della Commissione Mobilita' della Regione Lazio
Al
Presidente della Commissione Salute della Regione Lazio
Al
Presidente della Provincia di Viterbo
All'Assessore
all'Ambiente della Provincia di Viterbo
All'Assessore
all'Assistenza della Provincia di Viterbo
All'Assessore
alla Cultura della Provincia di Viterbo
All'Assessore
ai Trasporti della Provincia di Viterbo
Al
Segretario generale della Provincia di Viterbo
Al
Direttore generale della Provincia di Viterbo
Al
Difensore civico della Provincia di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato all'Ambiente della Provincia di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato all'Assistenza della Provincia di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato alla Cultura della Provincia di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato ai Trasporti della Provincia di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Ambiente della Provincia di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Assistenza della Provincia di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Cultura della Provincia di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Trasporti della Provincia di Viterbo
Al Sindaco
del Comune di Viterbo
All'Assessore
all'Ambiente del Comune di Viterbo
All'Assessore
all'Assistenza del Comune di Viterbo
All'Assessore
alla Cultura del Comune di Viterbo
All'Assessore
ai Lavori Pubblici del Comune di Viterbo
All'Assessore
ai Trasporti del Comune di Viterbo
All'Assessore
all'Urbanistica del Comune di Viterbo
Al
Segretario generale del Comune di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato all'Ambiente del Comune di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato all'Assistenza del Comune di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato alla Cultura del Comune di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato ai Trasporti del Comune di Viterbo
Al
Dirigente dell'assessorato all'Urbanistica del Comune di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Assistenza del Comune di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Cultura del Comune di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Lavori Pubblici del Comune di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Trasporti del Comune di Viterbo
Al
Presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Viterbo
Al Prefetto
di Viterbo
Al
Presidente dell'Enac
Al
Presidente dell'Enav
Alla
Soprintendenza per i Beni Archeologici per l'Etruria Meridionale
All'Arpa
Lazio
Alla Asl di
Viterbo
*
Oggetto:
invio da parte del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo di un
breve memorandum in forma di sommario dossier documentario sulla
irrealizzabilita' ed illegalita' di un mega-aeroporto a Viterbo.
*
Egregi
signori,
con la
presente vi inviamo un breve memorandum in forma di sommario dossier
documentario sulla irrealizzabilita' ed illegalita' di un mega-aeroporto a
Viterbo.
In
particolare alleghiamo:
1. esposto
al Comitato Interministeriale per
2. diffida
al Ministro dei Trasporti del 6 aprile 2009;
3. esposto
alla Soprintendenza per i Beni Archeologici per l'Etruria meridionale del 30
marzo 2009;
4. esposto
al Ministro per i Beni culturali del 27 marzo 2009;
5. diffida
al Sindaco del Comune di Viterbo del 20 dicembre 2008;
6. lettera
al Presidente della Repubblica del 4 agosto 2008;
7. lettera
alla Ministra dell'Ambiente del 26 luglio 2008;
8. lettera
al Ministro per i Beni e le Attivita' Culturali del 25 luglio 2008;
9. lettera
aperta in forma di diffida al Presidente dell'Ente nazionale per l'aviazione
civile (Enac) del 23 luglio 2008;
10. lettera
al Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 15 luglio
2008;
11. lettera
al Commissario Europeo ai Trasporti del 12 luglio 2008.
Segnaliamo
che varie altre comunicazioni a tutte le istituzioni variamente interessate
alla vicenda sono presenti nel sito www.coipiediperterra.org, sito in cui sono
raccolti tutti i principali materiali prodotti dall'iniziativa dei cittadini
che si oppongono al mega-aeroporto a Viterbo dal luglio 2007 ad oggi.
Distinti
saluti,
Peppe Sini
responsabile
del Centro di ricerca per la pace di Viterbo
Viterbo, 16
aprile 2009
5.
DOCUMENTI. UNA LETTERA APERTA ALL'ASSESSORE ALL'AGRICOLTURA DELLA REGIONE LAZIO
Gentile
assessore all'agricoltura della Regione Lazio,
come forse
gia' sapra', una lobby politico-affaristica di cui sono animatori alcuni
personaggi dell'estrema destra viterbese, briga da anni per imporre la
realizzazione di un mega-aeroporto a Viterbo, nel cuore dell'area termale del
Bulicame, un bene naturalistico, storico-culturale, terapeutico, sociale ed
economico di inestimabile valore; la realizzazione del mega-aeroporto
devasterebbe irreversibilmente quell'area, e costituirebbe anche una pesante
aggressione alla salute, alla sicurezza e alla qualita' della vita dei
cittadini viterbesi che abitano nei popolosi quartieri nelle vicinanze del
sedime.
Forse
invece non sa che la realizzazione del mega-aeroporto provocherebbe un grave
nocumento anche alle colture agricole dell'area prossima al sedime, area in cui
insistono attivita' produttive di culture pregiate e di colture biologiche.
Inoltre il
mega-aeroporto impatterebbe gravemente anche sull'orto botanico
dell'Universita' di Viterbo, e sull'attivita' di ricerca scientifica della
stessa in campo agrario.
Purtroppo
oltre un anno fa
E' tempo
che
Si
consideri infatti che:
a) come
gia' ricordato, il mega-aeroporto ricadrebbe nell'area termale del Bulicame, un
bene naturalistico, storico-culturale, terapeutico e sociale di estrema
rilevanza, un bene peculiare ed irrinunciabile che la realizzazione dell'opera
mega-aeroportuale devasterebbe irreversibilmente;
b) il
mega-aeroporto ricadrebbe su un'area di rilevantissime emergenze archeologiche
e relativi vincoli di salvaguardia;
c) il mega-aeroporto
confligge con il Piano territoriale paesaggistico regionale e relativi vincoli
di salvaguardia;
d) il
mega-aeroporto confligge con il Piano regolatore generale del Comune di Viterbo
e relativi vincoli di salvaguardia;
e) la
decisione ministeriale che avviava le procedure per la realizzazione del
mega-aeroporto e' viziata ab ovo da
colossali errori di fatto oltre che procedimentali tali da invalidarla in toto;
f) ai sensi
della vigente legislazione italiana ed europea il mega-aeroporto e' del tutto
privo dei requisiti richiesti (non vi e' ne' un vero e proprio progetto, ne'
Valutazione d'impatto ambientale - Via -, ne' Valutazione ambientale strategica
- Vas-);
g) il
mega-aeroporto avrebbe effetti assai gravi sulla salute, la sicurezza e la
qualita' della vita della popolazione viterbese;
h) come
gia' segnalato, il mega-aeroporto devasterebbe un'area pregiata anche dal punto
di vista delle colture agricole;
i) e
ancora, il mega-aeroporto avrebbe un impatto assai negativo sull'Orto botanico
sito nelle immediate vicinanze e sull'attivita' di ricerca scientifica
dell'Universita' della Tuscia;
l) inoltre
la rete infrastrutturale viterbese - gia' inadeguata - collasserebbe
immediatamente se venisse realizzato il mega-aeroporto;
m) un
mega-aeroporto illecito e irrealizzabile, nocivo e distruttivo, costituirebbe
inoltre un colossale sperpero di pubblico denaro configurabile non solo come
illecito amministrativo ma anche come reato penale in capo a quanti se ne
rendessero corresponsabili;
n) illustri
scienziati e cattedratici di fama internazionale, autorevoli rappresentanti
delle istituzioni - a cominciare dalla vicepresidente del Parlamento Europeo -,
figure prestigiose delle istituzioni e della societa' civile come il giudice
Ferdinando Imposimato, come padre Alessandro Zanotelli, come la scrittrice
Dacia Maraini, hanno espresso una esplicita e motivata opposizione all'opera;
o) Last,
but not least: e' infine ovvio che se l'insipiente ed irresponsabile lobby
politico-affaristica che vuole realizzare un'opera devastante e patogena
proseguisse nella sua insensata ed illegittima iniziativa di aggressione al
bene comune, al territorio, alle risorse e alla salute dei cittadini, cosi'
ledendo gravemente i diritti soggettivi e i legittimi interessi della popolazione
viterbese, ben presto i cittadini per difendere se stessi, i propri beni, il
territorio ed i beni comuni, avvieranno tutte le opportune azioni legali presso
le competenti magistrature civili, penali ed amministrative contro coloro che
si renderanno in vario modo e misura corresponsabili di una cosi' sciagurata
aggressione.
Informandola
di tutto quanto precede, e rivolgendoci a lei sia in considerazione delle sue
specifiche competenze come assessore all'agricoltura, sia come responsabile in
solido delle decisioni della Giunta Regionale, la preghiamo di voler
approfondire la questione e di impegnarsi affinche'
Restando a
disposizione per ogni ulteriore informazione ed opportuno chiarimento, e
rinviandola fin d'ora alla vasta documentazione disponibile nel sito
www.coipiediperterra.org, voglia gradire distinti saluti,
la
portavoce del Comitato che si oppone alla realizzazione del mega-aeroporto a
Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, Antonella Litta
il
responsabile del Centro di ricerca per la pace di Viterbo, Peppe Sini
Viterbo, 17
aprile 2009
6. MONDO.
MARINELLA CORREGGIA: TECNOLOGIE SEMPLICI CONTRO LO SPRECO
[Dal
quotidiano "Il manifesto" del 15 aprile 2009 col titolo "Energie
parallele"]
Solar Chill
e' un frigorifero fotovoltaico che permette la conservazione di vaccini o di
cibo, senza fili della luce e centrali elettriche. Nato da un'idea di
Greenpeace, e' stato realizzato dall'Istituto danese di tecnologia e alcuni
prototipi sono stati testati con successo in Senegal, Indonesia e Cuba. Con una
temperatura ambiente superiore ai 32 gradi Celsius, Solar Chill ha sempre
mantenuto la temperatura interna tra i 2 e gli 8 gradi. Il Tile Tasuma in Mali
e' un "fuoco solare" che permette, come dichiarano i promotori, di
"salvaguardare l'ambiente ed economizzare denaro", riducendo l'uso di
legna da ardere, come molti altri modelli di cucine solari ormai diffuse in
Africa come in Asia e America Latina. In Benin funziona, senza uso di energia
elettrica, un distributore d'acqua a gettone tarato a 35 litri... no, non e'
una multinazionale a gestirlo, ma un comitato di villaggio che si occupa delle
fontanelle rifornite da un nuovo acquedotto; il prezzo del gettone e' minimo ma
serve a coprire le spese di manutenzione e permette il prelievo 24 ore su 24.
La pompa manuale a tazze "noria", che funziona anche per pozzi di 50
metri, riprende sotto sembianze moderne un antichissimo metodo di estrazione
d'acqua da pozzi e acquitrini ed e' stata elaborata e prodotta in Ciad nel 1980,
per poi essere applicata in Camerun, Benin e Burkina Faso. Acuaclor solar e' un
apparecchio per potabilizzare l'acqua: un pannello fotovoltaico fornisce
l'energia necessaria all'elettrolisi di una soluzione diluita di sale per
produrre ipoclorito di sodio: in una giornata di sole si fornisce acqua
potabilizzata a 400-800 persone. In Kenya le lanterne solari sono un'ottima
alternativa ai fili della luce (che non ci sono) e alle puzzolenti lampade a
kerosene: il pannello fotovoltaico di giorno carica la batteria della lampada,
che puo' anche dare energia a una piccola radio.
Ecco un
giro del mondo in mille tecnologie semplici, economiche ed ecologiche,
risparmia-risorse e risparmia-fatica, applicabili anche nel Nord del mondo ma
finora studiate per quelle zone dove lo scarso accesso ai combustibili fossili
o la carenza di infrastrutture rende difficile "conservare alimenti,
costruire, cucinare, illuminare, pompare acqua, potabilizzare acqua, produrre
energia elettrica, produrre gas, produrre macchinari semplici, purificare
l'aria, trattare rifiuti": sono questi settori per i quali la campagna
"Spegni lo spreco... accendi lo sviluppo" (promossa dalle
associazioni italiane Cope, Energetica, Oltreilconfine, Tamburi di pace) sta
creando una banca dati di esperienze sostenibili in giro per il mondo, con
nomi, indirizzi, dati essenziali, cosi' da promuovere lo scambio di buone
pratiche fra organizzazioni italiane, europee e del Sud del mondo. Chiunque
puo' segnalare esempi al sito www.spegnilospreco.org
"Spegni
lo spreco... accendi lo sviluppo" e' nata per favorire relazioni Nord-Sud
piu' giuste partendo dall'energia, uno dei nodi dell'ingiustizia e
dell'insostenibilita' internazionali. Il progetto si avvale anche di una mostra
itinerante destinata alle scuole, per promuovere modelli di comportamento e di
organizzazione sociale equi ed ecologici: tutti possono fare qualcosa di fronte
alle enormi e urgenti sfide. L'animatore interagisce con i visitatori tramite
esibizioni, videoproiezioni, letture e giochi. Energie parallele fra Nord e
Sud.
Ma tornando
alle tecnologie amiche, a quando la diffusione del mulino solare per cereali,
un'ottima alternativa alle macine manuali spaccaschiena e agli inquinanti
mulini a diesel? E' stato sperimentato in Senegal ma costa troppo... finche'
c'e' il diesel?
7. MONDO.
MARINELLA CORREGGIA: DEBITO ECOLOGICO
[Dal
quotidiano "Il manifesto" del 16 aprile 2009 col titolo
"Lavanderie ambientali"]
Pasqua: a
poco piu' di tre mesi dall'inizio dell'anno,
Alcuni
paesi del Sud (ad esempio l'Ecuador) e molti movimenti da tempo sottolineano
l'ingiustizia del debito ecologico, in tempi piu' recenti aggravata da un
"grande paradosso: e' sui 'creditori ecologici', i paesi impoveriti, che
si riversano i danni climatici provocati dai debitori ecologici". Secondo
i calcoli del Nef, nel 1961 il giorno dell'anno in cui iniziava il debito
inglese era il 9 luglio; nel 1981 era il 14 maggio. Sempre peggio, dunque. Il
paese ha una grande dipendenza per le importazioni di cibo ed energia. La sua
autosufficienza alimentare e' in declino da tempo. Il tutto si confronta con un
sistema internazionale di scambi effimeri che farebbe ridere se non avesse risultati
ambientali tragici. Ad esempio nel 2005 l'import-export di gelati fra Gran
Bretagna e Svezia si equivaleva, e cosi' quello - 600 tonnellate - di caramelle
(!) fra Gran Bretagna e Italia; e "perche', mentre il mondo rischia un
caos climatico irreversibile, abbiamo esportato 20 tonnellate di acqua minerale
all'Australia e ne abbiamo importate 21?".
Altri dati
emergevano da un precedente rapporto del Nef, Chinadependence: the Second Uk
Interdependence Report pubblicato con
Non si dica
che la qualita' della vita giustifica tutto cio': cosa aggiunge al benessere
l'importazione (nel 2006) di 60.000 tonnellate di decorazioni natalizie? Il Nef
chiede un cambiamento di paradigma: adottare l'impronta ecologica come unita'
di misura ufficiale, individuando politiche e tempi per arrivare a renderla
equa. Ma lamenta il fatto che mentre dopo la crisi bancaria al settore
finanziario e' andato un sostegno pari al 20% del Pnl, quello alle misure
'verdi' contro la bancarotta ecologica sia aumentato solo dello 0,0083% del
Pnl. La solita miopia.
8.
RIFLESSIONE. GIOVANNA RICOVERI: L'ALTERNATIVA DEI BENI COMUNI
[Dal
quotidiano "Il manifesto" del 15 aprile 2009 col titolo "I beni
comuni per uscire dalla crisi"]
Dovremmo
dare piu' ascolto a quanti sottolineano che la crisi climatico-ambientale ed
economico-finanziaria del XXI secolo puo' essere l'occasione per un cambiamento
a nostro favore, ma solo se lavoreremo affinche' cio' accada. Per questo,
servono idee forti e innovative, che sono gia' nel nostro passato, da
rivisitare e aggiornare. L'innovazione vera e' infatti quella che costruisce il
futuro partendo dalla tradizione.
Riflettendo
sul ruolo dei manager in questa fase in cui i padroni sono diventati
invisibili, Valentino Parlato osservava recentemente ("Il manifesto"
del primo aprile scorso) che nella civilta' contadina del secolo scorso i
baroni proprietari terrieri erano diventati assenteisti e avevano affidato la
conduzione delle loro campagne ai fattori, sui quali far ricadere l'ira di
braccianti e contadini. E concludeva che, come l'assenteismo dei proprietari
terrieri apri' la strada alla riforma agraria, cosi' l'assenteismo dei proprietari
industriali potrebbe preludere all'abolizione della proprieta', visto che
"i proprietari sono diventati rentiers".
*
Un
patrimonio collettivo
Forse
parlare di "abolizione" della proprieta' industriale e' eccessivo, ma
questo confronto storico e' utile perche' indica un metodo di indagine e
perche' ci aiuta a vedere che anche nel nostro mondo ipercapitalistico,
dominato dal mercato, esistono beni e servizi naturali (energia, minerali,
metalli, prodotti agricoli, forestali e zootecnici) e sociali (dai servizi
pubblici alla citta') che non sono (non dovrebbero essere) oggetto di
proprieta', ne' pubblica ne' privata.
Sono
infatti un patrimonio collettivo del genere umano, da cui dipende la
soddisfazione della maggior parte dei nostri bisogni (cibo, acqua, energia,
casa, salute, istruzione, liberta', dignita'). Sono il "feudo o la
ricchezza dei popoli", si diceva un tempo, e questa espressione si
potrebbe parafrasare oggi dicendo che sono una componente importante del
salario o reddito reale, sia che si tratti di beni naturali e servizi sociali
che altrimenti dovremmo acquistare sul mercato sia che si tratti di beni e
servizi indisponibili sul mercato, la cui mancanza comporta costi umani e
monetari elevati come la perdita della salute, il mancato accesso
all'istruzione - per non parlare della fame nel mondo (e della morte per fame).
Sull'accesso
e sull'uso dei beni comuni esiste tuttavia un conflitto permanente e insanabile
tra le imprese (industriali e non) che se ne appropriano gratuitamente per
produrre beni e servizi, e le persone e i popoli ai quali le imprese vendono
sul mercato i beni e servizi prodotti con le risorse loro sottratte, spesso con
la forza e anche con la guerra.
*
Democrazia
dal basso
Tutta la
storia dello sfruttamento del lavoro e del colonialismo puo' - deve - essere
letta come un processo di sfruttamento del lavoro e di recinzione/sottrazione
(enclosure) dei beni comuni operato dai potenti ai danni dei lavoratori e dei
popoli. Le imprese usano inoltre le risorse naturali e i servizi degli
ecosistemi naturali fino al loro esaurimento, e in questo modo depauperano la
terra spesso in modo irreversibile, rendendo difficile la vita delle
generazioni future oltre che di quelle presenti, e portando il sistema verso il
disastro.
Nel loro
insieme, i beni comuni naturali e sociali, locali e globali, configurano un
paradigma di societa' organizzata a dimensione locale e partecipazione
democratica dal basso, che puo' essere utile per indicare una via di uscita a
sinistra dalla crisi. Esprimono una forma di democrazia che integra e qualifica
quella parlamentare; definiscono un modello sociale e produttivo basato sulla
cooperazione anziche' sulla concorrenza, sulla solidarieta' anziche'
sull'egoismo proprietario individuale. Per rigenerarsi, si avvalgono dei cicli
corti e dei mercati locali anziche' del mercato globale, dell'agricoltura di
prossimita' e non di quella monocolturale, del risparmio delle risorse e non
del loro spreco.
*
L'importanza
del modello alternativo
E' utile,
forse necessario, pensare a un modello alternativo a quello capitalistico,
responsabile della crisi, perche' esiste il timore/la speranza che il
capitalismo possa disintegrarsi nel giro di un paio di decenni, non tanto
perche' non e' in grado di tutelare il benessere della stragrande maggioranza
della popolazione ma perche' non riesce piu' a garantire l'accumulazione
infinita del capitale, che e' la sua vera ragion d'essere.
La
situazione e' arrivata a un punto di crisi tanto avanzato che il risultato non
cambierebbe, secondo la maggior parte dei commentatori, neanche se i governi
facessero di tutto - e non lo fanno, a parte qualche eccezione come quella del
presidente degli Stati Uniti, Barack Obama - per attuare politiche di
keynesismo verde e cercare di rimediare ai guasti prodotti da due secoli di
inquinamento delle fonti idriche, distruzione della fertilita' della terra,
disboscamento delle colline, obsolescenza programmata delle merci e conseguente
aumento dei rifiuti, cementificazione dei suoli e costruzione di abitazioni sulle
rive dei fiumi che vanno sott'acqua se la pioggia e' piu' abbondante, o di
edifici "antisismici" che si sbriciolano sotto il terremoto (evento
non eccezionale in un paese fragile come l'Italia).
*
Dai tempi
dell'unita' d'Italia
In Italia i
beni comuni "ne' pubblici ne' privati" non hanno legittimazione dai
tempi dell'unificazione d'Italia, essendo stati cancellati dal primo Codice
civile del 1865. E' per questa ragione che da noi l'acqua diventa pubblica o
privata a seconda delle maggioranze di governo. Per superare questo problema,
molto si puo' imparare dai due paesi andini, Bolivia e Ecuador, che hanno
recentemente approvato una nuova Carta costituzionale, che estende i diritti
sociali all'acqua, al cibo, alla casa, all'energia, all'istruzione, alla salute
e difende la natura e le risorse che sono alla base di quei diritti.
9.
RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI
VITERBO E S'IMPEGNA PER
Per
informazioni e contatti: Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute,
dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti: e-mail:
info@coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org
Per
contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa Antonella
Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta@libero.it
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ricevere questo notiziario: nbawac@tin.it
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COI PIEDI
PER TERRA
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Supplemento
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Direttore
responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel.
0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Numero 178
del 18 aprile 2009
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