Per una
minima cronistoria documentaria del comitato che si oppone all'aeroporto di
Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della
salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti
Da una lettera aperta intitolata "Contro l'aeroporto"
del 3 luglio 2007 inviata ai mezzi d'informazione locali e ad alcune persone
amiche dal responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di
Viterbo scaturisce l'idea di costituire il comitato.
La prima riunione si svolge il 24 luglio 2007 presso il centro
sociale autogestito di Viterbo, al termine di essa si decide di dare vita al
comitato.
La prima iniziativa pubblica e' la partecipazione alla sessione
aperta del Consiglio provinciale di Viterbo del 30 luglio 2007.
Il 3 agosto 2007 si svolge la prima conferenza stampa a Viterbo.
L'11 agosto 2007 viene diffuso l'appello che e' alla base della
mobilitazione.
L'8 settembre 2007 viene inviata una lettera al Ministro dei
Trasporti in cui si riassumono le ragioni fondamentali dell'iniziativa del
comitato.
Dal luglio 2007 ad oggi molte sono state le iniziative, tra
convegni, assemblee, incontri, realizzazione di un sito e una newsletter,
produzione di materiali informativi. E numerose ed autorevolissime le adesioni
ottenute.
Di seguito si riportano alcuni documenti essenziali.
* * *
1. La lettera aperta del 3 luglio 2007
Vorrei esprimere la mia contrarieta' al progetto dell'aeroporto
a Viterbo.
Occorrerebbe ridurre il trasporto aereo, non incrementarlo.
Occorrerebbe diminuire i voli e rendere piu' sicuri gli
aeroporti, non aumentarli.
L'umanita' ha bisogno di piu' lentezza, non di piu' velocita';
di maggior sicurezza, non di maggior rischio.
Il pianeta ha bisogno di rispetto e risanamento dell'ambiente,
non di ulteriore inquinamento.
*
Porre la questione in termini di concorrenza campanilistica tra
tre citta' (naturalmente ho letto l'interessante studio del Comitato per
l'aeroporto di Viterbo, che presuppone la positivita' della scelta di
incrementare il trasporto aereo e si concentra sull'argomentare in favore della
localizzazione del terzo polo aeroportuale laziale a Viterbo rispetto a
Frosinone e Latina) e' un modo per non porre il vero problema: servono davvero
nuovi aeroporti? Non servirebbe invece piu' sicurezza, piu' qualita'
dell'ambiente, un'economia piu' rispettosa della natura e delle persone?
Il territorio viterbese ha bisogno di migliore mobilita'
ferroviaria, di maggiori e migliori servizi sanitari e sociali, di una edilizia
non speculativa e non devastante che garantisca una casa a tutti, della difesa
dell'ambiente e dei beni naturali e culturali, del sostegno alle reali
vocazioni produttive centrate sull'agricoltura, sull'artigianato, sui beni
ambientali e culturali e quindi anche sull'ospitalita' che sono peculiari
dell'Alto Lazio.
Vale per il viterbese quello che vale ovunque: occorre un
modello di sviluppo autocentrato con tecnologie appropriate.
E vale per il mondo intero l'esigenza gia' segnalata da anni sia
dagli studiosi che dalle conferenze istituzionali internazionali e dai
protocolli in quelle sedi elaborati: l'esigenza di passare a un modello di
mobilita' sostenibile, l'esigenza di ridurre le emissioni inquinanti,
l'esigenza di una mobilita' che privilegi la sicurezza degli esseri umani e la
difesa della biosfera. Il trasporto aereo, come quello automobilistico privato,
va drasticamente ridotto, e non incentivato.
Continuo a trovare assai persuasive le analisi di Ivan Illich e
di Murray Bookchin, di Mohandas Gandhi e di Vandana Shiva, di Alexander Langer
e di Guido Viale; ed alcune idee che in forma forse un po' semplificata propone
da anni Serge Latouche (e con lui la scuola di pensiero del Movimento
antiutilitarista nelle scienze sociali e della "teoria della
decrescita" - che su questioni cruciali non e' poi cosi' lontana da alcune
intuizioni formulate alcuni decenni fa anche dagli studi promossi dal Club di
Roma di Aurelio Peccei).
In anni che sembrano assai lontani solo perche' rapidamente
dimenticati, molte persone di questa provincia si opposero a devastanti
progetti e a umilianti servitu'. Di quelle esperienze di cui ebbi l'onore di
essere uno degli animatori e' erede oggi ad esempio la lotta contro le centrali
a carbone e quelle sui rifiuti in difesa del diritto alla salute e della
legalita', quelle per difendere l'acqua come bene comune, ed altre esperienze
ancora di limpido impegno civile.
All'epoca argomentai in un'infinita' di articoli, relazioni,
opuscoli, bibliografie ragionate le ragioni forti dell'opposizione alla
devastazione dell'ambiente e come esse si intrecciassero all'impegno per la
legalita' e contro i poteri criminali, e come esse si fondassero su un'analisi
non campanilistica ma globale e solidale, fondata su quel "principio
responsabilita'" acutamente tematizzato da Hans Jonas.
*
Last, but not least: da dieci anni non ho piu' incarichi
pubblici e ho concentrato il mio impegno civile sulla questione che mi sembra
decisiva nel tempo presente: l'opposizione alla guerra e la proposizione di una
politica di pace con mezzi di pace, ovvero attraverso la scelta della
nonviolenza. Se oggi torno ad occuparmi di una questione che potrebbe sembrare
"locale" e' perche' in essa invece vedo implicate questioni generali,
e mi sembra - ma posso sbagliarmi, da anni non seguo con adeguata attenzione le
vicende locali - che non si siano levate fin qui altre voci a dichiarare con
chiarezza una decisa opposizione esplicita ed argomentata alla proposta
dell'aeroporto a Viterbo.
Grazie per l'attenzione, cordialmente
Viterbo, 3 luglio 2007
* * *
2. Il comunicato del 25 luglio 2007 sulla costituzione
del comitato
Costituito a Viterbo un comitato di opposizione
all'aeroporto
Il 24 luglio 2007 si e' costituito a Viterbo un comitato di
opposizione al progetto di costruzione del nuovo aeroporto.
Il Comitato e' promosso da persone da anni impegnate in varie
esperienze di solidarieta', per i diritti umani e la pace, per l'ambiente e il
diritto alla salute, per un modello di sviluppo non distruttivo.
*
Proponiamo alla riflessione pubblica le seguenti preoccupazioni:
a) La realizzazione dell'aeroporto rappresenta un reale pericolo
di devastazione ambientale, di inquinamento della qualita' dell'aria e
acustico, con i conseguenti gravi danni per la salute, il benessere e la
sicurezza delle persone. Contribuisce a stravolgere la naturale vocazione
agricola e turistica di qualita' del territorio viterbese. Aggiunge una nuova
pressione su un'area gia' sottoposta, in gran parte, a servitu' energetiche,
militari e speculative - in particolare edilizia, che continua la
cementificazione di vaste aree dei comuni viterbesi.
b) Il modello di mobilita' cui questo progetto e' interno e'
vecchio, superato e pericoloso come dimostrano gli studi scientifici piu'
recenti. Dovrebbe essere invece incrementato e migliorato il trasporto su
rotaia anche per le grandi distanze in quanto piu' sicuro e meno inquinante,
cosi' come, prima di tutto, dovrebbe essere fortemente potenziato il trasporto
ferroviario del viterbese.
c) La costruzione dell'aeroporto non rappresenta un'occasione di
effettivo sviluppo per la citta' di Viterbo poiche' essa diverrebbe per i
viaggiatori semplicemente un'area di transito per altre destinazioni, come
avviene gia' per le piccole citta' sedi di scali aerei, e la valorizzazione
delle preziose risorse culturali e ambientali della citta' di Viterbo
passerebbe in secondo piano rispetto a tale funzione di scalo aereo, il che
potrebbe implicare in prospettiva un possibile danno anche per il turismo e gli
ambiti occupazionali ad esso collegati.
d) Le ragioni che giustificano la necessita' di un terzo scalo
aereo nella Regione Lazio non sono ragionevoli ne' condivisibili poiche'
ripropongono ed amplificano un modello di mobilita', e particolarmente di
viaggio e di viaggiatore, in cui si privilegia unicamente la velocita' degli
spostamenti e il guadagno delle compagnie aeree a scapito della salute, della
salvaguardia ambientale e del viaggio inteso come esperienza e conoscenza dei
luoghi e delle persone.
*
Il comitato espone queste prime sommarie ragioni di
preoccupazione che motivano la sua opposizione al progetto aeroportuale, ad
esse se ne aggiungono altre legate a considerazioni piu' generali sulla
necessita' di un impegno urgente in difesa del clima e della biosfera: il
trasporto aereo e' fortemente inquinante; e piu' in generale e' necessario ed
urgente muovere verso scelte di modelli di sviluppo ecologicamente sostenibili,
autocentrati e con tecnologie appropriate, che si basino su criteri di
sobrieta' e condivisione responsabile, di primato della persona umana e di
rispetto della natura, rispetto a scelte distruttive e finalizzate
prevalentemente se non unicamente alla massimizzazione del profitto e ad uno
sfrenato consumismo incompatibile con i limiti della natura.
*
Il comitato intende promuovere un'ampia ed attenta discussione
su questo progetto in tutti i suoi aspetti, con particolar riferimento anche al
modello di mobilita' e al modello di sviluppo cui esso e' di fatto collegato,
ed alle sue decisive implicazioni economiche, ambientali, tecnologiche, sociali
e culturali.
Il comitato intende sollecitare una riflessione che coinvolga
tutti i cittadini, le comunita' locali, le esperienze associative e le
istituzioni, affinche' con l'esercizio della partecipazione democratica tutte
le persone possano essere protagoniste consapevoli di una scelta che in questa
fase si presenta complessa, con molti aspetti da chiarire, e che richiede una
discussione ampia, approfondita, informata e consapevole, rispettosa delle opinioni
di tutti, democratica nel senso pieno del termine.
Una scelta che a nostro avviso richiede di attenersi a quel
"principio di precauzione" secondo il quale prima di prendere una
decisione che puo' essere irreversibile e che puo' avere effetti gravemente
negativi nel lungo periodo e in una logica sistemica, occorre una valutazione
per quanto possibile completa e obiettiva delle sue conseguenze, e qualora
emerga che vi siano esiti nocivi, o anche soltanto che restino delle zone
d'ombra o vi siano fondati motivi di preoccupazione, allora e' doveroso
astenersi dalla realizzazione di quel progetto.
Nell'Alto Lazio tutti ricordiamo le conseguenze nefaste di
decisioni passate che all'epoca venivano presentate come positive e dai
benefici effetti, e che invece hanno gravemente danneggiato la popolazione,
aggredito il territorio e sovente inibito la possibilita' di uno sviluppo
corretto e adeguato.
*
Il comitato si propone di promuovere anche un'attivita' di
studio, di documentazione e di sensibilizzazione sui temi sopra indicati.
Non abbiamo la pretesa di offrire delle risposte
preconfezionate, ma intendiamo formulare delle domande ed esporre delle
preoccupazioni alle quali e' interesse di tutti cercare insieme delle risposte
nel confronto pubblico, con il conforto della piu' rigorosa ed aggiornata
riflessione scientifica, e nella comune assunzione di responsabilita' in difesa
della biosfera e del diritto a una vita degna e sicura delle persone presenti e
delle generazioni future.
Viterbo, 25 luglio 2007
* * *
3. Un resoconto della seduta del Consiglio provinciale
di Viterbo del 30 luglio 2007
Resoconto
della seduta del Consiglio provinciale di Viterbo del 30 luglio 2007 sul tema
della realizzazione del terzo polo aeroportuale del Lazio a Viterbo, seduta
aperta alla partecipazione di enti locali, associazioni e cittadini
La seduta e' iniziata nel pomeriggio di lunedi' 30 luglio 2007,
dopo l'intervento introduttivo del presidente della Provincia Alessandro
Mazzoli e' intervenuto brevemente un rappresentante del Comitato a favore
dell'aeroporto e subito dopo e' intervenuta la dottoressa Antonella Litta,
portavoce del comitato che si oppone all'aeroporto.
La dottoressa Litta ha svolto quella che a parere di molti
intervenuti e' stata la vera e propria relazione introduttiva dell'incontro, ed
infatti pressoche' tutti gli interventi successivi ad essa hanno fatto
riferimento.
Si e' poi avviato un vivace dibattito in cui sono intervenuti
sia fautori che oppositori del progetto. Tra gli interventi piu' rilevanti
quello del professor Mauro Sarnari e quello dell'architetto Giuseppe Tacconi,
che hanno ripreso, illustrato ed argomentato i principali e piu' forti motivi
di opposizione al'opera.
Molti gli interventi di amministratori comunali e provinciali,
vari sindaci del viterbese - tra cui quello di Viterbo Giancarlo Gabbianelli -,
la senatrice Laura Allegrini, il senatore Giulio Marini.
L'incontro e' terminato con gli interventi conclusivi di Peppe
Sini (che ha ribadito le ragioni dell'opposizione all'aeroporto),
dell'assessore provinciale ai trasporti Trappolini, del presidente Mazzoli.
*
Quella che era stata forse prevista dai promotori come una sorta
di parata in favore dell'aeroporto e' divenuta invece la prima vera occasione
di confronto pubblico in sede istituzionale a Viterbo in cui le posizioni e le
argomentazioni degli oppositori al progetto sono emerse in tutta la loro
nettezza ed efficacia.
La relazione della dottoressa Litta, che ha esposto con
precisione, chiarezza ed energia le profonde preoccupazioni per le drammatiche
conseguenze sanitarie ed amobientali di una eventuale realizzazione dell'opera,
ha costretto tutti gli intervenuti ad una riflessione ineludibile.
Nella delegazione del comitato che si oppone all'aeroporto vi
era inoltre una presenza illustre nella storia della cultura civile e
dell'ambientalismo viterbese: il professor Osvaldo Ercoli, gia consigliere
comunale e provinciale e simbolo indiscusso per tutti i viterbesi di rigore
morale e intellettuale.
Va segnalato che alcune forze politiche che in passato avevano
espresso una posizione subalterna e non meditata nei confronti dell'opera,
sembra che ora stiano rivedendo le posizioni: e' ragionevole supporre che i
Verdi usciranno dal silenzio, mentre il Prc nelle ultime settimane ha
cominciato ad esprimere una posizione di sempre piu' netta contrarieta'
all'aeroporto. Nel corso del dibattito nel Consiglio provinciale di lunedi' 30
luglio sia il sindaco di Viterbo (An) che il presidente della Provincia (Ds),
che pure entrambi hanno ancora espresso un sostegno al progetto, hanno
riconosciuto la rilevanza e l'ineludibilita' delle questioni poste dal comitato
che si oppone all'aeroporto.
Si apre a Viterbo finalmente una fase di dibattito anche nelle
sedi e nelle rappresentanze istituzionali in cui la forza delle argomentazioni
del Comitato che si oppone all'aeroporto avra' modo di dispiegarsi pienamente.
*
Il comitato che si oppone all'aeroporto sta preparando una
conferenza stampa che avra' luogo tra pochi giorni a Viterbo per avviare una
campagna di rigorosa informazione scientifica e di adeguata sensibilizzazione
pubblica.
Viterbo, 31 luglio 2007
* * *
4. Una sintesi della conferenza stampa del 3 agosto 2007
Si e' svolta venerdi' 3 agosto 2007 a Viterbo la conferenza
stampa del comitato che si oppone alla realizzazione del terzo polo
aeroportuale del Lazio e chiede un ridimensionamento del trasporto aereo in
quanto altamente inquinante e pericoloso per l'ambiente e la salute dei
cittadini.
L'incontro e' stato aperto dalla dottoressa Antonella Litta,
portavoce del Comitato, che ha riassunto i temi gia' svolti nella sua
apprezzata relazione tenuta al Consiglio Provinciale di Viterbo del 30 luglio.
E' poi intervenuta la dottoressa Marinella Correggia, saggista
scientifica, autrice di molte pubblicazioni e referente italiano della rete
internazionale dei comitati che denunciano il grave impatto ambientale del
trasporto aereo con particolar riferimento all'emergenza globale del
surriscaldamento del clima.
L'incontro e' stato moderato da Peppe Sini, responsabile del
Centro di ricerca per la pace di Viterbo.
Sono intervenuti tra gli altri il dottor Walter Mancini,
l'architetto e gia' docente universitario Giuseppe Tacconi, il professor Mauro
Sarnari, il professor Alessandro Pizzi gia' sindaco di Soriano nel Cimino, il
professor Osvaldo Ercoli gia' consigliere comunale e provinciale, che hanno
esposto le ragioni dell'opposizione all'opera.
Erano presenti persone rappresentative di varie esperienze di
impegno civile e di impegno culturale nella citta' e nella provincia.
Naturalmente vi e' stato anche lo spazio per l'espressione di
voci favorevoli all'opera (a conferma di uno stile di comunicazione aperto
all'ascolto delle opinioni altrui).
Un contributo cospicuo e' stato dato dai giornalisti, con molte
domande tutte pertinenti ed impegnative, che hanno dato luogo ad una
riflessione vivace, polifonica ed appassionante. A tutti loro va il piu' vivo
ringraziamento del Comitato.
La conferenza stampa si e' prolungata per oltre due ore, a
conferma dell'importanza di una disamina pubblica adeguata dei temi in
discussione.
Il
comitato che si oppone alla realizzazione del terzo polo aeroportuale del Lazio
e chiede un ridimensionamento del trasporto aereo
Viterbo, 3 agosto 2007
* * *
5. L'appello diffuso l'11 agosto 2007
Un aeroporto a Viterbo? No, grazie
Diciamo alcune semplici verita' fin qui sottovalutate o tenute
nascoste:
1. Un aeroporto provoca gravi danni alla salute della
popolazione che vive nei dintorni
- sia attraverso l'inquinamento dell'aria, che causa gravi
patologie;
- sia attraverso l'inquinamento acustico.
*
2. Il trasporto aereo provoca gravissimi danni al clima
- contribuisce enormemente al surriscaldamento del clima del
pianeta.
*
3. Il trasporto aereo danneggia gravemente l'ambiente
- sia a livello globale;
- sia a livello locale.
*
4. Il trasporto aereo e' antieconomico
- consuma piu' energia di ogni altro mezzo di trasporto;
- danneggia gravemente la biosfera;
- costa molto alla comunita' poiche' e' fortemente sovvenzionato
sia da da finanziamenti pubblici sia da esenzioni ed agevolazioni fiscali
(mente si effettuano sciagurati tagli di bilancio per sanita' ed assistenza):
paradossalmente la maggior parte dei costi del trasporto aereo li pagano i
cittadini che non lo usano;
- danneggiando l'ambiente e sottraendo risorse pubbliche non
aiuta le economie locali ma le impoverisce;
- l'occupazione nel settore e' limitata, spesso precaria, e le
compagnie hanno spesso condotte gravemente antisindacali.
*
5. Il trasporto aereo e' iniquo
- statisticamente e' dimostrato che e' soprattutto un privilegio
dei ricchi;
- ma i costi li pagano soprattutto i bilanci pubblici, usando i
fondi della fiscalita' generale ricavati cioe' dalla tassazione di tutti i
cittadini: chi paga le tasse e' costretto, a sua insaputa e contro la sua
volonta', a finanziare le compagnie aeree (le quali invece le tasse le pagano
ben poco, godendo di agevolazioni e addirittura di esenzioni incredibili);
- le nocive conseguenze del trasporto aereo le pagano
innanzitutto i poveri.
*
6. Il trasporto aereo non e' sicuro
- di tutte le modalita' di trasporto e' la piu' pericolosa, per
i viaggiatori e per chi vive nelle aree sorvolate.
*
7. Nel caso specifico dell'aeroporto a Viterbo manca
completamente la Valutazione d'impatto ambientale
- Come si puo' decidere di realizzare un'opera pubblica di tali
dimensioni ed impatto senza rispettare quanto previsto dalla legislazione
vigente?
- Come si puo' decidere di realizzare un'opera pubblica di tali
dimensioni ed impatto senza neppure uno straccio di studio sulle conseguenze
ambientali, sanitarie, sociali e sul modello di sviluppo del territorio?
*
8. Non solo non e' affatto certo che l'aeroporto avra' un
benefico effetto sull'economia viterbese, ma anzi e' piu' che lecito dubitarne
- il turismo low cost (cui l'aeroporto sarebbe destinato) e' un
turismo "mordi e fuggi" che in grandissima parte atterrerebbe a
Viterbo solo per arrivare al piu' presto a Roma (come gia' accade a Ciampino e
a Fiumicino);
- se si investiranno ingenti risorse statali e regionali
nell'Alto Lazio per realizzarvi un aeroporto, e' evidente che - per un ovvio
ragionamento di ripartizione delle risorse tra le diverse realta' territoriali
- non potranno essere assegnate alla stessa zona ulteriori risorse statali e
regionali per altre strutture ed attivita', ovvero per opportunita' di sviluppo
esse si' utili e coerenti con la valorizzazione dei beni ambientali e culturali
e con le vocazioni produttive della nostra terra (beni e vocazioni che
l'impatto dell'aeroporto puo' pesantemente danneggiare, rivelandosi per quello
che e': un'ennesima gravosa servitu');
- Viterbo nell'ambito della mobilita' ha bisogno innanzitutto di
migliorare la rete ferroviaria ed i collegamenti con Roma, con Orte e con
Civitavecchia.
*
9. La popolazione viterbese non e' stata fin qui informata sui
danni certi e sui pericoli probabili
- gli enti locali hanno fatto molta pessima propaganda
(sperperando a tal fine tempo e risorse che potevano e dovevano essere
diversamente utilizzati) ed hanno scandalosamente taciuto su tutte le questioni
sopra indicate;
- le cittadine e i cittadini sono stai ingannati da una
propaganda da parte di pubblici amministratori poco cauti e poco scrupolosi
fatta di false alternative, di esasperato campanilismo con punte di xenofobia,
di grottesche baruffe, di ultimatum costantemente smentiti dai fatti.
*
E' ora che tutte le cittadine e tutti i cittadini siano
onestamente informati, perche' una decisione cosi' grave e dagli effetti cosi'
irreversibili non puo' essere presa da pochi rappresentanti di enti ed imprese
che peraltro avendo degli interessi economici direttamente implicati sono parte
in causa e non super partes.
*
Chiediamo che tutte le persone che vivono nell'Alto Lazio
conoscano la verita', che tutte le persone possano esprimere la loro opinione,
che l'intera popolazione sia coinvolta in un processo decisionale onesto,
partecipato, informato su basi rigorosamente scientifiche, in un autentico
esercizio di sovranita' popolare e di democrazia.
*
Chiediamo che sia rispettato il diritto alla salute.
Chiediamo che sia rispettato il diritto alla sicurezza.
Chiediamo che sia rispettato il diritto a un ambiente vivibile.
Chiediamo che sia rispettato il diritto a un lavoro dignitoso e
sicuro.
Chiediamo che sia rispettato il diritto alla mobilita' per tutti
e non solo per pochi privilegiati.
Chiediamo che decisioni che riguardano tutti siano discusse da
tutti e prese in modo democratico.
Chiediamo che prevalga la responsabilita', la solidarieta', la
democrazia.
*
Siamo solidali con i cittadini di Ciampino, vittime dell'estrema
nocivita' dell'aeroporto.
Siamo solidali con tutti gli esseri umani che subiscono le
conseguenze dell'effetto serra cui il trasporto aereo contribuisce in misura
cosi' rilevante.
* * *
6. La lettera al Ministro dei Trasporti dell'8 settembre
2008
Egregio Ministro,
le scriviamo come cittadini residenti nel viterbese e come
rappresentanti di movimenti e strutture che si impegnano in difesa
dell'ambiente, della qualita' della vita, della civile convivenza, della
legalita', dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
Siamo molto preoccupati della prospettiva che a Viterbo si
realizzi un aeroporto per voli low cost come terzo polo aeroportuale laziale e
ci sembra necessario informarla che l'eventuale realizzazione di questa grande
opera avrebbe conseguenze disastrose.
Ma procediamo per ordine.
*
1. Ridurre e non incrementare il trasporto aereo
Da tempo si sente parlare del progetto di incrementare anziche'
ridurre il trasporto aereo e le basi aeroportuali ad esso intese nel territorio
laziale.
Crediamo che sia un grave errore: il trasporto aereo deve essere
ridotto e non aumentato:
- deve essere ridotto perche' contribuisce notevolmente al
surriscaldamento del clima, la piu' grave emergenza ambientale planetaria che
occorre fronteggiare con urgenti ed energici provvedimenti;
- deve essere ridotto perche' fortemente inquinante e dannoso
per la salute, sia per l'inquinamento provocato dalle emissioni nocive, sia per
l'inquinamento acustico delle aree nelle vicinanze degli aeroporti;
- deve essere ridotto perche' insostenibilmente energivoro,
incomparabilmente piu' di altre forme di mobilita';
- deve essere ridotto perche' antieconomico, ed assai costoso
per il pubblico erario che lo sostiene fortemente sia con finanziamenti diretti
sia concedendo alle compagnie aeree agevolazioni e fin esenzioni fiscali
semplicemente scandalose.
Ricapitolando: deve essere ridotto perche' e' necessario
limitare i danni che provoca alla biosfera, agli ecosistemi locali, alle
persone, all'economia e alle finanze dello stato.
*
2. Un disastro ecologico, sanitario ed economico a Viterbo
La proposta di realizzare a Viterbo un aeroporto per voli low
cost per il turismo "mordi e
fuggi" per Roma e' semplicemente insensata:
- perche' anche se si realizzasse a Viterbo l'infrastruttura a
tal fine, poi da Viterbo per Roma sarebbe necessario un viaggio in treno di due
ore - dato che una classe politica ed amministrativa a dir poco evidentemente
inadeguata si e' nel corso degli anni disinteressata della rete ferroviaria,
col risultato che la linea Civitavecchia-Capranica-Orte e' chiusa, e tanto
quella Viterbo-Orte quanto quella Viterbo-Capranica-Roma hanno tempi di
percorrenza biblici;
- perche' devasterebbe col suo impatto un'area di grande pregio
ambientale, storico, culturale, sociale ed economico: l'area delle terme e del
Bulicame che costituisce per Viterbo un irrinunciabile elemento di identita'
storico-culturale e un fondamentale bene ambientale e socio-economico;
- perche' colpirebbe interi popolosi quartieri della citta' con
un inquinamento acustico gravissimo tale da rendere invivibile la quotidianita'
di decine di migliaia di residenti;
- perche' danneggerebbe irreversibilmente i beni culturali e
ambientali e le vocazioni produttive del viterbese e la qualita' della vita di
molti cittadini che vi abitano;
- perche' provocherebbe un ulteriore aggravamento
dell'aggressione al territorio altolaziale da parte di un devastante modello di
sviluppo fondato sulle servitu' e la speculazione: l'alto Lazio ha gia' subito
e subisce le nocive, pesanti conseguenze di servitu' energetiche e militari, di
grandi opere insensate, di speculazioni edilizie dissennate, di discariche
illegali, della penetrazione dei poteri criminali a questi "affari"
connessa.
*
3. Per Viterbo
Viterbo ha bisogno di ben altro:
- ha bisogno di un deciso potenziamento delle ferrovie per i
pendolari e per il commercio: affinche' sia finalmente garantito un adeguato
collegamento tra Viterbo e Civitavecchia, Viterbo e Orte, Viterbo e Roma;
- ha bisogno della difesa e valorizzazione dei beni ambientali e
culturali;
- ha bisogno di sostegno alle sue reali vocazioni produttive:
l'agricoltura di qualita', il turismo di qualita', il termalismo sociale,
l'alta formazione e la ricerca in campo agrario, forestale, ambientale,
archeologico, storico e artistico.
*
4. Ma anche per Frosinone e per Latina
Ma non sono accettabili neanche le ipotesi di realizzare a
Frosinone o a Latina il cosiddetto "terzo polo aeroportuale del
Lazio" per il turismo low cost "mordi e fuggi" diretto a Roma.
In ambedue i siti indicati da proponenti avventati e' evidente
infatti che sussistono rilevanti elementi ostativi che naturalmente non e'
questa la sede per illustrare, sia pur riassuntivamente.
*
5. Per Ciampino
E' necessario e urgente dal nostro punto di vista ridurre il
trasporto aereo, anche ed in primo luogo per rendere meno invivibile la
situazione di gravissimo danno che tuttora subisce la popolazione di Ciampino e
delle aree limitrofe: una situazione inammissibile, ampiamente documentata
sotto ogni profilo; ed ai cittadini di Campino va naturalmente la nostra piena
solidarieta', e il nostro pieno sostegno alle loro legittime richieste.
*
6. Rinunciare al terzo polo aeroportuale laziale
Si tratta quindi, a nostro parere, di rinunciare ad inseguire il
sogno di una proliferazione di aeroporti; di rinunciare a incentivare un
turismo "mordi e fuggi" consumista, antieducativo e dagli effetti
distruttivi; e di promuovere invece una mobilita' adeguata, un turismo consapevole
e responsabile, accessibile a tutti, coerente con le finalita' di apprezzare i
beni culturali e ambientali e di fare esperienze umane significative.
*
7. Tutelare i lavoratori
Non solo: le segnaliamo anche che - come e' ampiamente
documentato - le compagnie low cost sovente hanno condotte antisindacali, e che
quindi deve essere preoccupazione dei pubblici poteri tutelare i diritti dei
lavoratori e garantire l'osservanza delle leggi.
La condotta antisindacale di talune compagnie low cost rivela
anche come esse non promuovano occupazione stabile e qualificata, ma forme di
precariato e di lavoro sottoposto a meccanismi di pressione ai limiti del
ricatto.
*
8. Rispettare la legge
Le chiediamo di impedire che si realizzi un mega-aeroporto in
assenza del pieno espletamento della Valutazione d'impatto ambientale cosi'
come previsto dalla legislazione vigente.
Non e' stata fin qui mai resa di pubblico dominio una
progettualita' adeguata, complessiva, ostensibile, sulla quale potesse
esercitarsi quella procedura che la normativa sulla Valutazione d'impatto
ambientale esplicitamente prevede.
Non
vorremmo che in questa vicenda si procedesse a colpi di "fatti
compiuti" o col classico squallido metodo di eludere un esame complessivo
fingendo che si procede solo a parziali interventi che nell'insieme configurano
una grande opera ma che singola realizzazione per singola realizzazione possono
apparire come opere non rilevanti e quindi non rientranti nei vincoli
legislativi che alle grandi opere sono posti.
Le chiediamo di far rispettare le leggi a tutela dell'ambiente,
dei beni culturali, della salute e dei diritti dei cittadini; le procedure
amministrative e i vincoli urbanistici e territoriali; la normativa locale,
nazionale ed europea.
Le chiediamo di vigilare e di essere inflessibile nel far valere
l'obbligo del pieno rispetto della legge e nel contrastare ogni eventuale
illecito affarismo e ogni eventuale operazione speculativa che possa essersi
data o essere in divenire.
Le chiediamo altresi' una verifica sugli atti gia' compiuti
dagli enti locali, sui finanziamenti eventualmente gia' stanziati, o anche
erogati, o addirittura utilizzati per opere connesse alla realizzazione di un
aeroporto per voli low cost per il quale a tutt'oggi manca finanche un'adeguata
progettazione e un'adeguata verifica di compatibilita' con quanto dalle leggi
disposto.
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9. Significative adesioni al nostro appello
Le segnaliamo infine che all'appello promosso dal Comitato che
si oppone all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto
aereo sono gia' pervenute numerosissime dichiarazioni di attenzione, sostegno e
adesione, tra cui quelle graditissime del magistrato Ferdinando Imposimato; di
scienziati come Angelo Baracca, Virginio Bettini, Giorgio Cortellessa, Marcello
Cini, Giorgio Nebbia; di altri cattedratici universitari come Rocco Altieri,
Andrea Canevaro, Domenico Jervolino, Raffaele Mantegazza, Arnaldo Nesti, Luigi
Piccioni, Giuliano Pontara, Elena Pulcini, Silvia Vegetti Finzi; di scrittrici
e saggiste come Dacia Maraini e Lea Melandri; di intellettuali come Giancarla
Codrignani, Enrico Peyretti, Bruno Segre, Renato Solmi; di personalita' della
vita civile e dell'impegno sociale ed educativo come Marinella Correggia,
Pasquale Iannamorelli, Daniele Lugli, Luigi Malabarba, Anna Puglisi, Umberto
Santino, Mao Valpiana, e ancora di vari parlamentari europei, senatori e
deputati al parlamento italiano, consiglieri regionali del Lazio.
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10. Una richiesta di incontro
Siamo infine a chiederle un incontro per poterle meglio
illustrare quanto succintamente descritto nella presente lettera.
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Restiamo a sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento e
confidiamo nella possibilita' di incontrarla al piu' presto.
Ringraziandola per l'attenzione, voglia gradire cordiali saluti
ed auguri di buon lavoro,
Antonella Litta, portavoce del Comitato che si oppone
all'aeroporto di Viterbo
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per
la pace" di Viterbo
Viterbo, 8 settembre 2007
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