Ai
colleghi medici dell'Alto Lazio
Gentili
colleghi,
vi
scriviamo in quanto fortemente preoccupati dalla scelta di realizzare nella
città di Viterbo un mega scalo aeroportuale per voli low cost, ampliando
enormemente l'aeroporto militare preesistente. Una scelta che genera grande
apprensione e preoccupazione per la salute delle persone e per l'ambiente.
* * *
E' noto
che moltissimi agenti inquinanti immessi nell'atmosfera, nell'aria e nel suolo
entrano tramite la respirazione e la catena alimentare in contatto con
l'organismo umano dopo aver causato danni ed alterazioni irreversibili anche
all'ambiente e alla biodiversità degli ecosistemi.
Se
l'aeroporto fosse realizzato, il continuo decollo, atterraggio e sorvolo degli aerei
provocherebbe un forte aumento delle emissioni fortemente inquinanti.
Il
traffico aereo, inoltre, contribuisce per circa il 10% all'incremento di
anidride carbonica e quindi al surriscaldamento climatico dell'intero pianeta
immettendo direttamente anidride carbonica, gas e polveri negli strati più alti
della troposfera ed in quelli più bassi della stratosfera alterando di fatto la
composizione dell'atmosfera.
La
situazione della Tuscia per quantitativo di emissioni di anidride carbonica è
già tra le più gravi in Italia come evidenziato dallo studio della società
Eco-Way di Milano, pubblicato nell'ottobre scorso.
Il
previsto traffico aereo determinerebbe ed accrescerebbe la presenza di gas
dannosi quali: Monossido di Carbonio (CO), Ossidi di Zolfo (SOx), Ossidi di
Azoto (NOx) e Idrocarburi (HC) - come la presenza del benzene noto cancerogeno
-, e l'inquinamento da polveri sottili ed ultrasottili (particolato di
dimensioni inferiori a 5 e 2.5 micron di diametro). Queste polveri attraverso i
polmoni veicolano direttamente nel sangue e nel cervello i metalli pesanti (il
piombo in primis) liberati dalla combustione del cherosene (combustibile meno
raffinato rispetto al petrolio) e dall'erosione ed abrasioni dei sistemi di
frenaggio e degli pneumatici dei velivoli sulle piste.
* * *
Gli studi
scientifici e la comunità scientifica internazionale dimostrano ed affermano in
modo certo che un numero sempre più elevato di malattie sono causate dalla
interazione tra inquinanti ambientali e genetica umana.
E' ormai
ben documentato che il particolato ultrafine (le polveri derivanti dai processi
di combustione) attraversa i sistemi di filtraggio, permane lungamente in
atmosfera, e può essere trasportato per decine e centinaia di chilometri,
penetra attraverso tutte le barriere e membrane organiche - ivi compresi i
nervi cranici, la barriera ematocerebrale, la placenta, gli endoteli, le
membrane plasmatiche - raggiungendo i nuclei cellulari col proprio carico di
metalli pesanti ed altri fattori cancerogeni, interferendo così con i sistemi
di riparazione del Dna e con i meccanismi dell'espressione genica.
Esistono
evidenze sempre più consistenti di come numerosi inquinanti introdotti nel
corpo umano inducano processi infiammatori cronici che determinano uno stress
cellulare progressivo a carico di tutti gli organi e i tessuti, aprendo la
strada a patologie gravi come aterosclerosi e cancro. Ma il problema che
allarma di più tantissimi colleghi, epidemiologi e pediatri in tutto il mondo,
concerne la possibilità che il danno genetico colpisca le cellule germinali
materne o paterne (causando la possibile trasmissione alle successive
generazioni di lesioni e patologie anche gravi) o direttamente il feto nel momento
più delicato del suo sviluppo.
Studi
scientifici condotti mostrano l'evidente correlazione tra l'esposizione alle
polveri sottili ed ultrasottili e l'aumento dei ricoveri ospedalieri, della
mortalità, delle malattie respiratorie,delle malattie cronico-degenerative
(Alzheimer, Sclerosi Laterale Amiotrofica, Sclerosi Multipla), delle malattie
endocrine, delle malattie neoplastiche e del sistema cardiovascolare.
L'inalazione
delle polveri sottili e ultrasottili provoca riduzione della funzionalità
polmonare nei bambini, riduzione della speranza di vita, aumento delle malattie
neoplastiche e basso peso alla nascita per esposizioni avvenute nel periodo di
gravidanza e precedentemente.
* * *
Si deve
considerare inoltre che la zona circostante l'aeroporto ed interi quartieri di
Viterbo interessati dalle rotte di
decollo e atterraggio, sarebbero sottoposti ad un grave impatto acustico, e le
persone che vi risiedono al rischio di contrarre patologie cardiovascolari, insonnia,
irritabilità, astenia, disturbi dell'udito.
I sistemi
radar della torre di controllo e quelli a bordo degli aerei insieme alle
antenne di radiotrasmissione ed ai sistemi elettromagnetici utilizzati per i
controlli di sicurezza produrrebbero inoltre inquinamento elettromagnetico.
* * *
Si è
rilevato che l'area intorno ad un aeroporto con un traffico aereo
lieve/moderato che risente maggiormente dell'inquinamento ha un raggio di circa
All'inquinamento
causato dagli aerei bisogna poi aggiungere quello che sarebbe provocato
dall'intenso traffico di automobili e dei veicoli a supporto delle attività
aeroportuali.
Per quanto
riguarda questo aspetto la situazione per Viterbo e provincia è già fortemente
problematica in quanto da sempre manca di una adeguata ed efficiente rete
ferroviaria.
I dati
riportati sono frutto una obiettiva documentazione e di quanto vissuto e
testimoniato ogni giorno dalle popolazioni di Ciampino, Malpensa, Linate,
Bolzano, Orio al Serio, e di tante altre città sede di aeroporti in Italia come
in Europa ed America.
* * *
Gentili
colleghi,
come ben
sappiamo il territorio viterbese ha già subito e subisce aggressioni
ambientali: alla naturale radioattività dovuta al radon si aggiungono infatti
la presenza di discariche abusive non ancora messe in sicurezza, la presenza di
metalli pesanti nelle acque e in particolare dell'arsenico, i processi di
eutrofizzazione dei laghi, la presenza del più grande polo energetico d'Europa
(le centrali di Civitavecchia e Montalto di Castro, con il progetto di
riconversione a carbone della centrale di Torvaldaliga Nord a Civitavecchia e i
conseguenti ulteriori enormi danni per ambiente e salute).
Nello
specifico aree di particolare bellezza, fascino e storia come quella del
Bullicame, dell'orto botanico e delle terme sarebbero stravolte per sempre a
causa della cementificazione, e il loro ecosistema e biodiversità profondamente
danneggiati dagli inquinanti generati e diffusi dal traffico aereo.
La scelta
di realizzare un aeroporto a Viterbo aggiungerebbe quindi un ulteriore e
gravissimo fattore d'inquinamento e quindi di rischio per l'ambiente e per la
salute, in particolare per quella dei bambini.
Se, e
giustamente, ci preoccupano i danni prodotti alla salute dall'inquinamento da
traffico automobilistico, a maggior ragione ci devono preoccupare i danni che
può determinare il traffico aereo e un aeroporto che sorgerebbe a ridosso della
città. Siamo convinti che la mobilità su gomma e quella aerea debbano essere
ridotte a vantaggio di una mobilità che privilegi quella su rotaia.
In Francia
e in Germania i governi hanno inserito il blocco della costruzione di nuovi
aeroporti tra le misure per combattere l'inquinamento ambientale e le emissioni
di anidride carbonica.
* * *
L'articolo
5 del nostro nuovo codice di deontologia afferma: "I medici debbono
considerare l'ambiente nel quale l'uomo vive e lavora come elemento
determinante e fondamentale per la
salute dei cittadini".
Come
medici siamo dunque investiti di una
maggiore responsabilità che diventa ancora più forte quando si è amministratori
e si è chiamati a decidere in merito ad opere, impianti ed infrastrutture che
possono arrecare danno alla salute e all'ambiente.
Non si può
più continuare a ripetere l'errore di esporre persone e intere comunità a
rischi per la salute, salvo poi, a distanza di anni, e purtroppo dopo morti e
malati, riconoscere quanto già l'evidenza scientifica aveva mostrato.
Riteniamo
importante in ogni fase decisionale l'acquisizione della necessaria
documentazione scientifica, l'adozione del principio di precauzione e la
valutazione dell'impatto sanitario (VIS) come raccomandato dalle recenti
direttive dell'Unione Europea, insieme alla valutazione di impatto ambientale
(VIA) e alla valutazione ambientale strategica (VAS). Valutazioni che mancano
totalmente per il progetto dell'aeroporto di Viterbo. Un progetto che
preannuncia soltanto una nuova servitù per il territorio viterbese sconvolgendo
e snaturando per sempre quelle che sono le naturali vocazioni e caratteristiche
di una provincia che avrebbe sicure possibilità di sviluppo anche dal punto di
vista occupazionale se ci fosse veramente la volontà e la capacità di
valorizzare quanto già esistente.
* * *
Cari
colleghi,
noi tutti
sappiamo quanto sia importante informarsi, formarsi e aggiornarsi
continuamente, sia per la dignità della nostra professione che per la piena
tutela della salute dei nostri pazienti.
Chiediamo
a voi tutti e in particolare a quelli che tra voi ricoprono incarichi
istituzionali di impegnarvi per una riconsiderazione della decisione che
individua in Viterbo un nuovo scalo aeroportuale, ben consapevoli che prima di
tutto dobbiamo tutelare la salute dei nostri pazienti, delle giovani e future
generazioni e la salubrità dell'ambiente.
Cordialmente,
dottor
Gianni Ghirga
dottoressa
dottor
Mauro Mocci
per
il coordinamento dell'Alto Lazio dell'Isde - Associazione italiana medici per
l'ambiente
(International Society of Doctors for
the Environment - Italia)
Viterbo,
18 marzo 2008
*
* *
Condividono
con noi questa preoccupazione tantissimi cittadini di Viterbo e dell'Alto Lazio
ed anche scienziati, ambientalisti, parlamentari italiani ed europei,
scrittori, cattedratici universitari, intellettuali, saggisti; tra i tanti nomi
illustri: i professori Angelo Baracca, Virginio Bettini, Marcello Cini, Giorgio
Cortellessa, Giuseppe Nascetti, Giorgio Nebbia, Gianni Tamino; la
vicepresidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini; il magistrato
Ferdinando Imposimato. Hanno aderito e
sottoscritto il nostro appello anche numerosissimi operatori sociali, religiosi
e laici, persone impegnate per i diritti umani, personalità della vita civile e
della riflessione morale, tra cui padre Alex Zanotelli e numerose associazioni
e movimenti impegnati in difesa della biosfera, dei beni comuni, della pace.
Numerose sono state le interrogazioni presentate al Parlamento e al Consiglio
regionale del Lazio.
* * *
a)
Alcuni articoli e volumi
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Apr 10.
-
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Comunicato stampa 15 giugno 2006, Roma.
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http://ospiti.comune.siena.it/filoerba/aeroporto/index02.html
- www.noaereibz.it